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01 October 2024

Patente a punti contro infortuni è andare a nozze coi fichi secchi.





Apprendo da un mio conoscente, un giovane artigiano di una piccola ditta per imbiancature che dal primo ottobre (cioè oggi) è stata applicato una sorta di patentino a punti per la sicurezza dagli infortuni nei cantieri. Ne danno conto parecchi giornali ufficiali, tra i quali questo: 

 
Scatta l’obbligo della patente a punti, voluta dal Governo nel tentativo di frenare l’emergenza infortuni dopo un anno - il 2023- che in Lombardia si era chiuso con 5.493 incidenti denunciati all’Inail solo nel settore costruzioni. Anche l’ultimo passo formale, la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta ufficiale, è stato fatto: la patente è a tutti gli effetti legge. Le imprese dovranno richiederla attraverso il sito internet dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl). Spetterà al rappresentante legale o al lavoratore autonomo accompagnare la domanda con una serie di documenti tra cui l’iscrizione alla Camera di Commercio, il documento unico di regolarità contributiva (Durc) e fiscale (Durf), il documento di valutazione dei rischi (Dvr), e l’adempimento degli obblighi formativi. La patente a punti sarà rilasciata in forma digitale con un tesoretto di 30 crediti iniziale. Sarà obbligatoria per 832.500 imprese che ruotano attorno alla casa: edili, imbianchini, piastrellisti, elettricisti, termoidraulici, ascensoristi, falegnami, serramentisti, fabbri, lattonieri, carpentieri. Senza non potranno lavorare nei cantieri.

La regione maggiormente cointeressata ai nuovi obblighi, quella che comprende una costellazione di piccole e media imprese è - manco a dirlo - la Lombardia. Si tratta di 144.029 società. Già sono sul piede di guerra piccoli, medi imprenditori, artigiani, tutte categorie già abbondantemente stressate e angariate di tasse, balzelli e continui controlli fiscali.

“Non è uno strumento utile a ridurre la mortalità e l’incidentalità sul lavoro. Dobbiamo essere sinceri e non alterare la verità dei fatti: si tratta di un onere puramente burocratico, che non produrrà più sicurezza sul lavoro ma più adempimenti e più carta – attacca Giovanni Bozzini, presidente Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) Lombardia –. Siamo perplessi: le imprese, infatti, entro il 31 ottobre dovranno inviare una Pec all’Ispettorato del lavoro contenente una serie di autocertificazioni per il nuovo sistema”.


Il sistema del patentino con punteggio ricorda molto il sistema del credito sociale alla cinese:  tanti punti significa cittadino "virtuoso" con diritto a lavorare. Si parte da 30 punti e si può arrivare fino a 100. Si retrocede in caso di incidenti o di irregolarità.

  • 20 crediti, in caso di decesso di un dipendente causato dalla mancata osservanza delle norme di sicurezza sul lavoro.
  • 15 crediti, per mancato rispetto delle regole di prevenzione degli incidenti sul lavoro.
  • 10 crediti, per malattia professionale di un lavoratore riconducibile alla violazione delle norme di prevenzione sugli infortuni sul lavoro.

Il tutto però non convince. Se un governo detto di "centrodestra" copia i modelli di sinistra (più controlli, più burocrazia, forme di pretesa meritocrazia basata surrettiziamente su tesserini a raccolta dei punti) non solo non farà crescere l'economia né il PIL, ma costringerà questi poveretti del "patentino" a cambiare attività. Controllare i cantieri, vagliarne i sistemi di sicurezza (che sono principalmente gli impianti. gli strumenti e gli utensili) non significa vessare chi lavora con altre cartacce, App da scaricare e Pec da spedire. Ma mi rendo conto che si vuole andare a nozze coi soliti fichi secchi. Non ci sono abbastanza soldi per aiutare a rendere sicuri i cantieri e magari a rammodernarli? meglio allora mettere sotto il torchio chi lavora e dà lavoro. C'est plus facile.

Santa Teresa di Lisieux

18 March 2023

I furti sono furti e chi li fa va smascherato e punito




In questi giorni si è tornato a parlare delle "piccole ladre" sui mezzi pubblici, in particolare metropolitane e treni. Ha fatto scalpore il video di Striscia la Notizia nel quale Valerio Staffelli filma le ladre (si può ancora dire?) in procinto di derubare i viaggiatori.  La ladra in questione lo insulta pesantemente dicendogli che lei sta lavorando e che lui disturba il suo "lavoro". Stiamo vivendo uno strano diabolico mondo: il ladro non può più chiamarsi ladro, ma colui che compie il proprio lavoro. Se qualcuno si aspetta di trovare ancora la zingara col gonnellone ampio a fiori e i cerchi alle orecchie, si sbaglia. Ora le nuove zingarelle (cito Verdi ne La TRAVIATA) si mimetizzano al punto da non sembrare nemmeno più delle nomadi,  ma delle comuni ragazzotte  vestite sportivo, ma svelte di mano in procinto di scippare portafogli, soldi, gioielli  e  tutto quel che trovano. Quel che è peggio è che rivendicano il loro "legittimo" diritto al furto. C'è di che trasecolare. 
Avete visto il film "Collateral" un action movie del 2004 con Tom Cruise? Si tratta della storia di un killer spietato di nome Vincent, una macchina per uccidere che non ammetteva ostacoli nel suo percorso e che aveva sempre in bocca la frase "stai disturbando il mio lavoro" quando qualcuno cercava di impedirgli di eseguire delitti. Di questo passo, con la riforma Cartabia che non considera punibile e sanzionabili il furto,  avremo anche i killer che rivendicano il diritto al loro lavoro di assassini come in "Collateral".  
Giovani borseggiatrici sui mezzi

E comunque l'universo diabolico dell'eterno rovesciamento della morale ci regala a Milano una consigliere trans di nome Monica J.Romano del PD che stigmatizza col ditino alzato, l'uso delle riprese video col telefonino da parte dei derubati o dei passeggeri  in procinto di esserlo. "Diffondere i video sui social" secondo la-il consigliere, sarebbe "violenza non senso civico".  Per la trans, non sarebbe "inclusivo". Massì, dopo i trans, includiamo pure i ladri.  
Due parole di chiarezza. I passeggeri che filmano  chi borseggia fanno quello che la polizia dovrebbe fare e che  non fa. Vi ricordate quando la polizia inseguiva invece i runner sulla battigia delle spiagge? C'è  il video virale che qualcuno ha intitolato "Fuga per la libertà": 

Polizia al servizio dei cittadini?



Fu in ogni caso, una pessima pagina per le Forze dell'ordine. Allora la polizia e le forze dell'Ordine avevano un tornaconto economico per perseguitare gli italiani rinchiusi agli arresti domiciliari, perché Conte e Lamorgese avevano provveduto a dar loro una "gratifica" economica. Ora invece, con quella che viene a torto definita "micro-criminalità", praticano il laissez-faire. Si vede che le ladre, specie se rom (etnia protetta), non fruttano.  Filmate pure se vi trovate in una situazione come quella delle borseggiatrici che scippano. Il furto è un reato quale che sia l'età di chi lo compie. Se si tratta di una minorenne c'è il riformatorio.  Esiste un'altra sottospecie di giornalismo lacrimevole e becero che consiste nel farsi narrare storie patetiche di povere ragazze vittime di un bruto che le sfrutterebbe e le picchierebbe se non portano a casa la refurtiva. Ecco allora che cronisti e mezzibusti dei TG si trasformano in  comprensivi "assistenti sociali", della serie "dobbiamo capirle: sono ragazze vittime della violenza e del Sistema".  La nomade  in questione si mette a piagnucolare che è senza lavoro, che lei vorrebbe lavorare, ma che c'è una sorta di cattivo Padrino che la fa solo rubare e bla, bla, bla...Palle ! 
Da che mondo è mondo sappiamo che gli zingari rubano come respirano, che i loro figli vengono avviati al furto e alla prostituzione ("è la loro cultura"),  e che trattano da poveri imbecilli,  i derubati (gagé, in lingua rom, cioè fessi). In ogni caso, sfruttati o meno, tutta questa gente non dovrebbe essere qui ed è perfettamente inutile per i media intessere il romanzo della povera femminuccia sfruttata e minacciata, indotta  a viva forza al furto. 
E tuttavia, la sinistra intesa come forma di  psicopatologia mentale ha trovato nella Schlein la Paladina delle ladre già nel suo karaoke (canzone "Occhi di gatto"), ed è insorta subito a difendere le borseggiatrici tutelando il loro diritto alla privacy. Come no?! Si può sbattere sui social nomi  e cognomi di un positivo al Covid, ma non un ladro. 
Dev'essere questa, la ragione per cui molti fotoreporter che lavorano per le testate giornalistiche cercano di sfocare le facce delle ladre rendendole irriconoscibili: per non avere delle grane con la Carta di Treviso nel caso, fossero delle minorenni. Ciò non toglie che devono essere arrestate e che la sicurezza di chi viaggia e  di chi si muove sui mezzi pubblici è un valore da preservare, anche se  sempre più conculcato. 

Nardella blocca i vandali ecoteppisti che sfregiano la facciata di Palazzo Vecchio

Avrete constatato anche la delicatezza con la quale le Forze del cosiddetto Ordine portano via gli ecoterroristi che rovinano le facciate dei palazzi, le statue e tutto quanto abbiamo di bello, spruzzando liquidi colorati per attirare l'attenzione verso il cosiddetto "ambiente". E' capitato davanti alla statua equestre di Vittorio Emanuele a Milano, e sulla facciata del  Palazzo Vecchio di Firenze, proprio ieri.  A sorpresa, qualche vera strattonata i Talebani del Verde se la sono presa dal sindaco piddino Nardella che ha effettuato un blitz da Superman; ma non dalla polizia. Loro rincorrono i maratoneti. Bravo Nardella! Sono certo che se avesse mollato loro un meritato sganassone, nessuno avrebbe protestato: loro (inteso come piddini) possono. Deve essere, senz'altro,  innamorato della sua Firenze, nessuno lo dubita, e guai a chi gliela deturpa. Ha fatto bene a ricordare che anche le Belle Arti sono "ambiente" da proteggere.  Ma sarebbe altresì utile ricordare al sindaco che chi cavalca la Tigre (anche se green), poi non può più deciderne la direzione. Lo spieghi bene al suo partito. 

San Salvatore

21 October 2016

Come si uccide una Nazione



Il giornale on line  Imola Oggi ha lanciato alte grida di dolore attraverso il suo direttore Armando Manocchia.  E noi non possiamo essere insensibili, perché la cosa ci riguarda da vicino. Che succede? 
Succede che mentre la  famigerata legge sullo  ius soli giace ancora in parlamento e precisamente al Senato da un anno, grazie all'ostruzionismo della Lega, il duo Renzi e Alfano va avanti verso la catastrofe. Lo so, qualcuno obietterà che l'ostruzionismo leghista di presentare migliaia di emendamenti non basta più per fermare la crisi migratoria, ed è vero. Ma cosa deve fare una forza politica che crede ancora nei mezzi istituzionali e democratici, se non cercare di usarli?  Tuttavia se si usano solo quelli, senza  allertare e mobilitare a dovere la popolazione,  si può solo prendere tempo e cercare di tirare in lungo su una legge iniqua. Ma non impedire colpi di mano. E loro, quelli del governo Renzi,  legge o non legge, vanno avanti a suon di colpi bassi. Come?


con una forzatura giuridica senza precedenti, il centro di prima accoglienza o a qualsiasi altra struttura che ospita migranti, rappresenta quindi a tutti gli effetti la dimora abituale dell’ospite ai fini di ottenere l’iscrizione anagrafica e la residenza. La richiesta puo’ essere fatta dagli stranieri stessi o dalle cooperative che si occupano dell’accoglienza e che certificano l’effettiva abitualità della dimora presso la struttura. Una volta confermata tale abitualità, l’ospite non invitato potrà ottenere la Carta di identità italiana.

Insomma, tutta questa manfrina serve a creare il presupposto per ottenere/concedere la carta di identità a chiunque: vero profugo, vero rifugiato, clandestino, opportunista, avventuriero, presunto delinquente, presunto jihadista, presunto terrorista, in pochissimi mesi grazie solo al permesso di soggiorno, e arruolare così altre truppe di elettori per il Pd. (fonte citata)


Avete capito bene? E cosa pregiudica allora il fatto che la legge per la cittadinanza breve non ci sia ancora? Niente: la legge sono loro e non hanno nemmeno bisogno di avere in mano un testo legislativo approvato dalle due Camere.

Nazione come ho espresso altre volte, proviene da nascere, ma così l'Italia muore, la si ammazza, la si vuole martoriare e assassinare.  Si vogliono sostituire i suoi cittadini. Il Pd si fa forse l'illusione che questo sarà il suo elettorato prossimo venturo? Imbecilli, stolti e criminali! La prima cosa che faranno questi immigrati dall'Africa e Asia, una volta installati qui, sarà pretendere un partito su base etnico-confessionale con qualcuno di loro come capo.



Intanto a Rosarno calabro la popolazione autoctona si sta ribellando e occupa le case riservate "ai più poveri" (cioè i nuovi arrivati), perché stufa di passare in seconda linea rispetto agli immigrati. 
Si tratta di diverse unità abitative, in verità non ancora collaudate e, dunque, non abitabili, ma solo perché l'azienda costruttrice è stata fermata da una interdittiva antimafia. La struttura, non ancora ultimata, è stata costruita su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta. Sarebbe dovuto sorgere un centro di formazione al lavoro per migranti con una foresteria di sessanta posti letto. I soldi spesi? circa un milione e mezzo di euro.
I cittadini rosarnesi, senza reddito e senza speranza - alcuni, per altro, con disagio psicofisico, alcune donne incinte, altri sono genitori di figli minorenni - sono spaventati dall'arrivo del freddo dell'inverno e disperati per la mancanza di un tetto sicuro. E hanno pensato di occupare lo stabile. "Lo stavano vandalizzando, svuotando di ogni arredo. Si sarebbero staccati anche i gabinetti. Noi, invece, sapremo prendercene cura. (fonte Il Giornale). 
Colgo l'occasione per stigmatizzare categoricamente l'incipit del pur utile articolo: 
A Rosarno è in atto una vera e propria guerra fra poveri. Dodici famiglie italiane stanno lottando strenuamente, dall’alba di ieri, per poter ottenere un alloggio che, altrimenti, sarebbe destinato agli immigrati. 

Errato, caro cronista Michel Dessì!
Questa non è una semplice guerra tra poveri, ma  una guerra fra nativi aventi diritto e stranieri abusivi spediti qui per espropriare la popolazione autoctona dei suoi diritti primari e di servizi utili alla loro sopravvivenza. Chi glielo ha detto a questi stranieri di venire a occupare il nostro paese e di pretendere un alloggio  e dei benefit che si negano ai nostri? E in base a quali meriti e diritti di precedenza e primogenitura?
Certi incipit luogocomunisti (la "guerra tra i poveri") all'insegna della carità pelosa intercontinentale e qualunquista lasciateli fare all'Unità, al Manifesto o a Repubblica. L'Italia non è l'Eldorado dell'universo-mondo, ma dei suoi cittadini nativi. 

Avrei voluto scrivere della gravissima emergenza agricola sull'invasione e infestazione di cimici marmorate (dette cimici cinesi) che tanto danno stanno arrecando al settore ortofrutticolo del Triveneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, dato che oramai in questo povero paese si scatenano di volta in volta  le 7 piaghe d'Egitto. Ma le regalìe relative alle cittadinanze rapide e residenze-premio agli immigrati con la  pressione sui sindaci affinché si inventino ipso facto una legge   che non c'è, ha fatto passare in secondo ordine la pur grave calamità agricola. Alla prossima quotidiana piaga biblica, dunque. 


06 November 2015

In morte di un rigattiere vicentino



Un giorno gli storici racconteranno di questo terribile e angoscioso periodo storico nel quale gli Italiani perbene muoiono assassinati da bande delinquenziali provenienti da est pronti a venire in tournée da noi per far bottino e tornarsene impuniti a casa propria in paesi definiti "comunitari". Racconteranno che quando questi italiani perbene non muoiono ammazzati, vengono uccisi da una malagiustizia nemica che li tratta da criminali. E' successo a Ermes Mattielli, un poveretto che aveva un deposito di rigattiere a Sant'Orso nel vicentino che, stufo di essere di continuo derubato, ha imbracciato il fucile e ha ucciso due nomadi colti in flagranza di furto. L'uomo viveva in un posto isolato, ed era disabile: aveva una gamba con protesi di legno e campava del suo lavoro e dei 125 miserabili euro che gli conferiva il cosiddetto "stato". I rom (non si può dire zingari anche se loro ci chiamano razzisticamente "gagé", cioè fessi) sempre in cerca di refurtiva, sono etnia protetta: protetta dall'ONU che ne richiede la sedentarizzazione e "integrazione" a nostre spese, protetta dalla Ue, protetta dalla Caritas, protetta dalle comunità ebraiche che li considerano "loro fratelli di sventura", protetti dalle sinistre che trovano la loro raison d'etre nell'occuparsi più di masse allogene e del loro improbabile "inserimento" che degli interessi dei cittadini autoctoni. Protetti, coccolati e "rimborsati" delle loro malefatte. 


Ermes era povero Cristo condannato a reggere sulle sue spalle una storiaccia più grande di lui. Il tribunale prima del malore lo ha condannato anche a risarcire i due nomadi con una provvisionale di 135 mila euro. Più 5 anni di galera da scontare. Dove li pigliava e come se li procurava tutti quei soldi,  quel poveraccio che aveva anche una disabilità grave? E' evidente che la Malattia (l'infarto che lo ha colto) e la Morte sono stati il suo unico irreversibile rifugio. Mors omnia solvit. 
I giornali perbenisti ed ipocriti dei media mainstream gettano la colpa sullo stress da esposizione mediatica a cui è stato sottoposto 'sto por Cristo. Certamente ci sarà stata anche quella, ma si guardano bene dallo scrivere la verità nuda e cruda: che sentirsi additare come delinquente quando sei parte lesa, crea un effetto di disperante solitudine. Che sapere che fior di criminali vengono pure premiati con una sentenza che grida vendetta al cospetto di Dio e dell'Umanità, ti fa sentire a dir poco disintegrato. Oggi si sono svolti i funerali. E corre notizia che quando qualche consiglio comunale ha chiesto il famoso minuto di silenzio, il Pd e il Sel sono usciti fuori dall'aula. Questo è fiancheggiamento coi banditi del quale questi signori dovranno rendere conto.
Ermes, una preghiera e tanta rabbia, dice Salvini che stava organizzando una colletta  per pagare le sue spese legali.  Ma qui è ora di reagire.
La ripetitività quasi ossessiva con la quale questo blog è costretto a dare conto di questo tipo di crimini divenuti sempre più frequenti e ravvicinati, ci fa capire la gravità di un'atroce guerra alla quale veniamo  quotidianamente sottoposti.  Questa guerra chiamasi globalizzazione, la quale richiede sempre più vittime, morti su morti ed ha un prezzo elevatissimo: il sovvertimento della nostra civiltà e dei nostri valori.  

Un giorno, se ci saranno ancora storici onesti, sveleranno queste amare verità in tutta la loro terribilità. Ma ora è tempo non solo di piangere (confesso di aver pianto alla  lettura di questa triste  notizia), ma di ribellarsi. 

03 May 2015

Dietro l'assedio di Milano




C'è qualcosa di strano, perfino di surreale in questa faccenda del "blocco nero" chiamati benevolmente "antagonisti" dai media, e di come hanno cinto d'assedio la città di Milano. La Digos e i servizi di sicurezza danno l'annuncio  del loro ingresso in Italia prima dell'inaugurazione di Expo, li intercettano, li fermano, li perquisiscono, ma poi li lasciano passare con quintali di mazze, spranghe, molotov e piedi di porco. Se osiamo scrivere qualcosa di politicamente scorretto, arriva la Pol Posta e ti fa chiudere il sito, per "istigazione all'odio, razzismo, xenofobia ecc. ecc".

Costoro invece si permettono di darsi appuntamento via web con il solito tam-tam, ma la Polizia Postale legge... e lascia fare.Soprattutto lascia entrare da ogni parte d'Europa. 


Un poliziotto è stato assalito vigliaccamente da quattro di costoro (foto in alto), undici agenti delle forze dell'Ordine sono finiti in ospedale con ferite e contusioni e Alfano plaude alla "responsabilità" delle Forze dell'Ordine. Dice "abbiamo agito con fermezza e intelligenza". Pansa, il capo della polizia parla addirittura di "strategia vincente" . Che film ha visto?
Il  tosco Bischero  MINIMIZZA e dice che si tratta di  "quattro teppistelli figli di papà". Quattro?!? 
Si dà il caso che provengano da mezza Europa: ce ne sono di tedeschi, di francesi, di greci, di spagnoli, di portoghesi. Si dà il caso che dispongano di una guida in 12 punti sulla guerriglia urbana e le varie tecniche di sabotaggio e di devastazione.
E si dà sempre il caso, che saltano fuori in occasioni come tornei mondiali, coppe di calcio europee (si veda la distruzione della Barcaccia da parte degli hooligans olandesi a Roma) , eventi a carattere mondiale ecc. Insomma i mondialisti che organizzano convegni, G8, G20, consessi a Davos, a Francoforte, hanno il loro contraltare "d'opposizione" altrettanto "mondiale" e altrettanto violento, in una strana indissolubile simbiosi: gli uni non possono vivere senza gli altri.

E allora mi sono fatta una mia idea: gli stessi che ci danno il veleno, ci inoculano il LORO antidoto, non meno tossico del primo.

Ecco, forse ci sono! si esasperano i poveri cittadini milanesi che sopportano i danni e le macerie di questi assedi, le vetrine fracassate, i negozi in frantumi, le auto non ancora finite di pagare incendiate, in modo da invocare PIU' LEGGE, PIU' ORDINE, più PREVENZIONE, più REPRESSIONE.  
Ma questa non si scatenerà mai sui cosiddetti "antagonisti di sinistra", che sono solo gli "attori" di un teatro funzionale a chi sappiamo.Si scatenerà invece su di noi non appena toccheranno conti correnti, pensioni, stipendi,case,  e noi - a differenza dei black bloc -  saremo costretti a lottare contro la dittatura Ue per obbiettivi di giustizia e di libertà VERI e non tarocchi.



Tranquilli! In quel caso, la polizia che si è fatta bastonare,  mortificare e umiliare da questa lurida teppaglia prezzolata, allora si abbatterà addosso a noi umili cittadini già angariati e stremati da una crisi lunghissima. E magari lo farà con una violenza e ferocia inaudita. Anche perché sarà Eurogendfor, e non più la povera tapina poliziuccia nazionale in via di dismissione. Sotto lo sguardo ottusamente compiaciuto  degli Alfano e dei Renzi.

21 December 2010

La sinistra degli utili farabutti

Il progresso c'è e si vede. Dagli utili idioti di togliattiana memoria, agli utili farabutti dei centri sociali. Parlo della sinistra sempre più allo sbando e sempre più sciacalla. In questi giorni sono visibilmente agitati per il mancato responso della sfiducia che volevano ottenere ad ogni costo contro il governo. E allora hanno deciso di utilizzare "altri mezzi": calunnie, manipolazioni di verità, strumentalizzazioni nei confronti dei Black Bloc, dei disobbedienti dei centri sociali, degli anarco-insurrezionalisti mai come ora  "utili farabutti" ai loro piani di destabilizzazione permanente.
E allora è tutto un florilegio calunnioso a base di "fascisti", "infiltrati", "strategia della tensione", "trame eversive" e via comunisteggiando. Prigionieri del passato  che non passa, nonostante le varie operazioni di restyling del loro gruppo parlamentare. E ci sono dentro D'Alema,  Bersani, la Finocchiaro, coadiuvati da Franceschini, Bindi, cui si è aggiunto anche Vendola. Ed è coro a voce unica: allarme ai fascisti!

 Il più patetico è Di Pietro che ha dato espressamente dell'"assassino" e del "fascista" a Gasparri per aver osato parlare di prevenzione. Proprio lui che dell'"arresto preventivo" ai tempi di Tangentopoli ha fatto la sua "arma segreta di Adolfo" schiaffando in galera senza pietà né garanzie di diritti, gli inquisiti in odore di tangenti e  inducendo al suicidio molti di loro. Ora rincorre, trafelato, la sinistra e i movimenti antagonisti, per potersi rifare una verginità di missino riciclato, e il suo insulto preferito è "fascista". Un po' come dire che il ladro grida al ladro.
Ma torno ai sinistri doc, quelli che si coccolano  le frange estreme dei manifestanti più violenti, dando loro di fatto, mano libera per poter infierire contro i beni dei cittadini (auto, uffici, negozi e vetrine), per poter mettere a ferro e fuoco  la città . I loro protetti squadristi devono potersi esercitare  al "diritto alla guerriglia" permanente contro la polizia, e se questa reagisce è - manco a dirlo - "fascista". Se il governo tenta di arginare violenze e illegalità, pure. Se viceversa, non ci riesce, allora è inetto e incapace. In ogni caso, scatta la formula magica "Maroni, venga a riferire in aula" e partono attacchi e polemiche a non finire.
E' un ricatto infame che va avanti dal  dopoguerra  in poi, e che rappresenta una delle più inveroconde ambiguità politiche già messe in atto da Togliatti: usare i facinorosi della piazza per dare la spallata ai governi incaricati, e nel contempo servirsi dei deputati in doppiopetto, in Aula parlamentare. Non ci incantano pertanto, le griffe della Finocchiaro e le rassicuranti grisaglie di D'Alema: sotto il manto d'agnello si nascondono sempre famelici  lupi d'antico pelo. 

Paesaggio romano di fine guerriglia
Quanto agli appelli agli studenti "moderati" a isolare i "facinorosi", è diventato ormai un mantra che si ripete perfino per i Talebani (l'ossimorico "talebani moderati"). Sarebbe interessante sapere quanti di quegli studenti dei cosiddetti "collettivi" (un termine marxista mai caduto in disuso), che manifesteranno domani,  sono al corrente del testo della riforma Gelmini. E' chiaro che se a pochi giorni dal "sacco di Roma" tornano in piazza a fare caciara, non è la riforma la loro preoccupazione principale, ma il mito della "spallata al governo". Basta leggere questo articolo sulla Stampa, per rendersene conto.
Non so se sia accertata la voce che la Digos starebbe trattando coi leader dei "collettivi", ma se così fosse, è fiato sprecato, dal momento che  per domani annunciano già azioni "inattese e mirabolanti" suscettibili di sorprenderci mediaticamente. Perciò più che di trattative, dal momento che non rappresentano nessun gruppo politico eletto democraticamente, c'è bisogno di misure di sicurezza a beneficio dei cittadini, presi in ostaggio dalla violenza.
Fra pochi giorni, finalmente è Natale. E allora anche i rivoluzionari del Menga (quelli della piazza e quelli  radical chic in parlamento) andranno in vacanza. Nessuno di loro è mai stato tanto "eroe" da rinunciarvi per rimanere sulle barricate.

16 December 2010

Figli d'arte


 La racaille rossa è stata scarcerata. Da oggi, liberi tutti con licenza di devastazione. Film déjà vu, tristemente déjà vu.  Ecco la notizia che purtroppo non giunge inattesa. Il soccorso rosso, di concerto con le toghe rosse, si è messo già all'opera. E chi si dà da fare, è premiato. Allibito il sindaco Alemanno nelle sue dichiarazioni davanti alle telecamere, il quale giustamente, dopo la ferale conta dei danni e il sacco "romano" subìto,  sperava in un verdetto giuridico più severo e in maggior fermezza.
 La dietrologia della Finocchiaro (ex- magistrata e amica di Violante) è andata a buon fine: i devastatori  "infiltrati"sono i poliziotti che si fanno harakiri da soli, mentre la teppaglia rossa, quella che sfascia la capitale procurando 20 milioni di Euro di danni,  è composta da miti colombe. Il conto-danni, all'on. Finocchiaro.  Vergognosi sono stati i media mainstream, in particolare le due testate ammiraglie Corsera e Repubblica. Da segnalare gli indecenti articoli di Fiorenza Sarzanini come questo. Al quale il blogger La pulce di Voltaire assegnerebbe il "Premio cretinetti." Cretinetti, a dire poco. E' un'altra che dovrebbe pagare il conto dei danni di Roma di sua tasca, per le mistificazioni e il rovesciamento della realtà di cui sono intrisi i suoi articoli. E questo sarebbe il tanto decantato giornalismo investigativo? Quale specchiato esempio!
Per ottenere il lasciapassare per scrivere su questi giornali, meglio avere nel curriculum un bel passato sessantottino: c'est plus facile! Lotta continua, Servire il popolo (Unione dei Marxisti-lenisti) , Avanguardia Operaia, Il Manifesto, Autonomia Operaia, e via sessantottando. Perfino il loro sondaggista Mannheimer (oggi acclamato personaggio ospite fisso da Vespa con tanto di lavagna luminosa)  era comunista filo-cinese. Per non dire dell'ex direttore del Corrierone Paolo Mieli,  proveniente da Lotta Continua.  Della serie, formidabili quegli anni che non passano mai.  Ma un po' di rottamazione di anticaglie, no? Dobbiamo sorbirci in eterno il Pensiero Rosso Assoluto? Con i suoi amarcord strazianti e con il suo  eterno narcisismo proiettato su  figli e nipoti d'arte?
Perfino gli slogan di questi scellerati casseurs, veri professionisti itineranti della devastazione, ricordano quelli dei loro genitori. Slogan ricevuti ed ereditati. Che fantasia!  Poi si viene a sapere che il ragazzo incappucciato con la pala in una mano, poi una spranga e una manetta ciondolante sottratta a un povero militare nell'altra, aveva dei precedenti con la giustizia ed è pure figlio di un BR. Figlio d'arte, dunque e buon sangue non mente. Ma che figuraccia per il Pd che lo aveva preso per un poliziotto "infiltrato"!
Lo avete visto quel povero disgraziato di finanziere malmenato,malconcio pesto, buttato a terra al quale avevano rubato il casco, le manette e stavano per sfilargli pure la pistola d'ordinanza? Era circondato da un gruppo di almeno dieci assatanati armati di spranghe che lo schiacciavano mentre stava sdraiato per terra. La nostra bella stampa ha iniziato a scrivere che è "giallo" sul finanziere che ha puntato la pistola agli studenti. Quali studenti? E quale innocuo studente con la vera voglia di studiare,  si spingerebbe a cercare di sfilare perfino l'arma di ordinanza a un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni? Non tutti sanno inoltre che secondo lo statuto interno, le forze dell'ordine non possono smarrire né farsi portar via l'arma di ordinanza senza sottostare a forti sanzioni. Dunque il poveraccio era doppiamente sbertucciato e vilipeso: dai regolamenti interni alla GdF e dalla "libera stampa" che criminalizzava a priori, "l'uomo con la pistola" contro quelle "mammolette" armate di bastoni, spranghe e all'occorenza anche di pale.
Ieri l'altro 14 dicembre Roma è stata messa a ferro, fuoco e al saccheggio sotto Natale. Non a caso, il cortocircuito è partito quando questi "bravi ragazzi" hanno saputo della fiducia incassata dal governo Berlusconi. Ma non dimentichiamo anche Alemanno, il sindaco di Roma che non si è schierato col Fli di Fini. Su cui in queste ore si abbatte lo scandalo di "parentopoli" e al quale hanno regalato menandone vanto "il sacco di Roma" prenatalizio.
Uno di questi personaggi dei centri sociali in tournée prepagata per le città italiane e nei summit in giro per il mondo, con pizzetto, pettinatura e gli occhialini alla Trotzsky,  ha detto sogghignando davanti alle telecamere: "Vi abbiamo fatto un bel regalo di Natale".
La rivoluzione permanente è come uno zombie: mai morta. O morta vivente. C'è sempre chi se ne serve, chi la aizza e chi la paga.
Il 22 di questo mese si replica. Maroni non autorizzi più  cortei nella settimana di Natale, poiché Roma ha già dato.

14 December 2009

Le ripetute falle nella sicurezza del Premier


E' già la terza volta che il servizio di sicurezza di Silvio Berlusconi fa cilecca e intendo riepilogare con ordine.
Nel corso della sua passeggiata a piazza Navona, un turista mantovano scagliò al Cav un trippiedi  di cui  ci siamo già dimenticati. Avrebbe potuto essere colpito a una tempia e morire, poiché l'oggetto era voluminoso e contundente: è andata bene. Scherno e cattiveria anche in quell'occasione , così come oggi, dalla stregaccia Bindi che di rosa non ha proprio nulla, nonostante il nome. Ma chi doveva impedire che ciò avvenisse, non ha vigilato. Ed è questo il punto.
Poi ci furono le spiate degli ospiti a Villa Certosa nell'estate scorsa, e anche lì Berlusconi non seppe chi ringraziare se la sua privacy e quella dei suoi ospiti è stata pesantemente violata. L'impressione che si ha è che  la sicurezza intorno al Premier, in questa come in altre occasioni, stia fallendo. E che le dichiarazioni di Maroni, ministro degli Interni,  sul "tutto va bene madama la Marchesa" siano solo una stracca  e vuota proforma di prammatica. Sono spiacente, ma se una scorta non centra l'obbiettivo di proteggere un capo del governo, vuol dire che ha fallito.  Gli agenti addetti alla sicurezza, devono innanzitutto guardare agli occhi degli attentatori, perché in caso di arma da fuoco, è il primo piano sullo sguardo a rivelare le intenzioni malefiche dell'attentatore. Come si vede fare al cinema sui particolari dei primi piani (PPP).  Da cosa capiamo se un presunto amico del protagonista lo sta per tradire e magari per colpire? Dallo sguardo "rivelatore" che tradisce sempre tensione emozionale preliminare.

Nel caso specifico di Tartaglia poi, c'è stato nel filmato, il ripetuto  suo gesto di allungare il braccio e di ritirarlo per almeno un paio di volte. In mano, si vedeva benissimo l'oggetto racchiuso: la fatidica statuetta di marmo spunzuto del Duomo che doveva essere scagliata. Dov'era la scorta? Perché non ha prevenuto il lancio? E che cosa guardava in quel momento? Dormiva. O se non dormiva non c'era proprio.  E' questa la  semplice verità. Perchè non volerla ammettere?
N.B: Sullo stesso argomento, leggere La Pulce di Voltaire e Ripensare Marx
Tartaglia pazzo "isolato"? No, solo il pazzo giusto al posto giusto e al momento giusto, come è avvenuto varie altre volte nella storia dei presidenti che si sono avvicendati.  Leggere qui

15 February 2009

Occhio ragazzi, non appartatevi!


Ho scelto volutamente come titolo di questo post quello che circolava nei manifestini e locandine in Toscana quando c'era il famoso "mostro di Firenze". Ma mai avrei pensato di dover rimpiangere l'età dei mostri de noantri o dei guardoni in confronto a quanto circola oggi nelle nostre periferie o "non luoghi" di campagna, sempre più in mano a campi nomadi abusivi, o con sbandati che si danno alla macchia, per poi saltar fuori al momento propizio. Ormai non passa più una giornata senza che il bollettino di guerra degli stupri, delle rapine, degli ammazzamenti non aumenti. Cosa resta da dire a giovani fidanzatini, boy friends che vanno a spasso con la ragazza o vanno in camporella con vespe e motorini, magari nel giorno di S. Valentino? Un tempo circolava lo slogan pubblicitario CHI VESPA MANGIA LA MELA. Ora alla luce di quanto accade, sarebbe il caso di registrare lo slogan con "chi vespa viene rapinato e violentato", visto che il branco dei delinquenti non esita a continuare con l' ormai famigerata "operazione Guidonia". Perciò, occhio cari ragazzi: state all'erta e non appartatevi né con auto né con motorini. Piuttosto cercate di approfittare delle case di mamma e papà, ma non andate in luoghi fuori mano e fuori controllo, perché nessuno può difendervi. Hanno fiutato l'aria che tira questi bastardi delinquenti e sanno già che nel nostro paese la si fa sempre franca: con politici (rosa)ripugnanti che vanno a offrire in galera solidarietà ai violentatori, magistrati abominevoli dalle scarcerazioni facili (i cosiddetti "domiciliari" che per chi non ha fissa dimora sono una vera manna). Poi pie dame false e ipocrite di S. Vincenzo, minus habentes che girano sul web a ricordare nei loro commenti sciapi e insulsi quando un secolo prima eravamo "migranti" anche noi, senza aggiungere però che in America funzionava (e funziona) la sedia elettrica per chi sgarra, e che negli anni '30 e '40, molti criminali furono rimpatriati in Italia, con le autorità statunitensi che se ne infischiarono del fatto che erano residenti da parecchi anni in USA e pure di prima e seconda generazione, in nome della loro "sicurezza" (e facevano bene, intendiamoci!).


"Italianofobi" che non si scandalizzano se un ministro romeno come Diaconescu viene a farci il predicozzo tacciandoci di "razzisti" perché non ci facciamo stuprare o rapinare in silenzio dai suoi connazionali, ma ci ribelliamo alla sequela di misfatti che ormai si avvicendano a scadenza quotidiana. Non dobbiamo rassegnarci alla routine del male e alle continue aggressioni, qui "a casa nostra". Non dobbiamo arrenderci agli "italianofobi" tutti chiacchiere e distintivi di sinistra (ma alcuni anche a destra) che poi magari 30 anni dopo salteranno su a fare "autocritica". Non dobbiamo soccombere alle élites finanziarie eurocriminali che hanno allargato incoscientemente l'area di Schengen, e che in nome del debito globale, fanno e faranno entrare oves et boves, per approvvigionarsi di nuovi potenziali "clienti" smaltitori del "debito". Non dobbiamo rassegnarci a venire considerati una "scheggia di PIL" la cui vita non vale più una cicca schiacciata. Intanto a coloro i quali insistono sulla teoria della bontà sulla "mescolanza universale" delle serie, abbiamo anche tanti delinquenti nostrani-perciò-importiamone-.dei-nuovi, ecco questa dettagliata pagina di Google sugli stupri di questi ultimi anni presa dal blog Orpheus di Mary Italia , il Bengodi per gli stupratori.


E per chi ancora rompe con il mantra buonista "sopportiamoceli e non generalizziamo" ecco le statistiche chiare e tonde su quanto delinquono gli stranieri qui, qui a Milano e anche qui a Padova. Ventisei stupri in 26 giorni, vuole dire che è EMERGENZA UMANITARIA. Questi, per chi ancora non lo avesse capito, sono stupri "etnici" basati sul disprezzo e lo sfregio per il paese in cui queste orde approdano e per la sua stessa gente. E se queste violenze hanno come vittime donne dai 14 agli 85 anni mi pare evidente quale ne sia la matrice che li scatena.


E questi, sono gli ultimi bollettini della paura e della criminalità quotidiana. Gli artefici degli ultimi fattacci di cronaca? Un tunisino clandestino, pregiudicato e già spacciatore di droga a Bologna che si è buttato come una belva addosso a una ragazzina 15 enne; poi altri due stupratori con un forte accento dell'Est. A Roma al parco della Caffarella si cercano altri violentatori stranieri, aggressori della coppia di ragazzini e da ultime notizie pervenute, si sta chiudendo il cerchio intorno a due romeni. Nihil sub sole novi.
Anzi, no. Più che qualcosa di nuovo, c'è qualcosa di antico. Un "ubriaco romeno" (due parole che si trovano spesso d'accordo) ha violentato a Pavia una povera vecchia 83enne (più antica di così) e per giunta pure cieca. Ora la poveretta è grave, ricoverata in reparto chirurgia. Pensate un po' che bestiacce immonde si aggirano in questo paese! Siamo in attesa di sentire altre boiate pazzesche dalla bocca del ministro degli esteri Diaconescu, sul razzismo degli italiani, i quali, invece, dovrebbero fare una manifestazione sotto l'ambasciata romena contro di lui. Perché il troppo è troppo!(Corsera). Ultimo aggiornamento del 23 febbraio: l'anziana signora di Pavia di 83 anni stuprata dal romeno, è deceduta.




23 January 2009

Stupri in aumento: basta!



Corre l'obbligo morale di tornare al problema sicurezza. Per ricordare che quando c'era la campagna elettorale Alemanno arringava con veemenza l'allora sindaco Veltroni. Veltroni, impotente di fronte al dilagare della criminalità straniera, replicava mestamente "qui si vuole strumentalizzare". Oggi lo stesso sindaco Alemanno di fronte all'incalzare dell'opposizione sullo stesso tema risponde con un mesto "qui si vuole strumentalizzare". Stessa manfrina coi due burattini che si alternano nei ruoli e perfino nelle battute. Che fantasia! E allora "strumentalizzerò" anch'io dicendo che siamo arcistufi per davvero! Nel giro di due giorni abbiamo avuto tre violente aggressioni con stupri:


Il primo stupro è avvenuto a Roma ad opera di due probabili nomadi di nazionalità romena tra baracche, degrado e abitazioni, che hanno prelevato a forza una poveretta mentre scendeva da un autobus nello stesso modo della povera Giovanna Reggiani. A Guidonia, si replica la mattanza per una giovane coppia, con cinque energumeni incappucciati che abusano di lei, una 21 enne, dopo aver preso a botte lui, il fidanzato 24 enne, cacciandolo nel bagagliaio dell'auto imbavagliato. Il terzo, nel milanese in una pizzeria dove un egiziano privo di permesso di soggiorno ha abusato di una lavoratrice aggredendola a suon di percosse.


Si può e si deve avere il coraggio di dire che l'apertura di Schengen ha creato questo allarme sociale. E lo scriverò anche quando l'Ue ce lo proibirà formalmente per decreto legge, poiché stiamo certi: a questa odiosa perversione arriveremo.


Si può dire che il controllo del territorio è stato fatto solo a parole o tuttalpiù come mera scenografia (vedi l'esercito che non può avere compiti di repressione)? Si può dire che con una maggioranza schiacciante come quella dell'attuale Governo, ha l'obbligo di NON tradire le aspettative dei cittadini in materia di sicurezza? E se la tradisce, deve spiegarci il perché non siamo più un popolo sovrano con un governo che legittimamente emette provvedimenti legislativi per proteggerlo. Si può (e si deve) dire che le "donne di destra" Gabriella Carlucci, Carfagna, Melloni, ecc. sono più impegnate a fare la "sciurete" eleganti a Porta a Porta, che a far fronte all'odioso aumento degli stupri sulle donne ad opera di stranieri?

Si può dire che le donne di sinistra quando si mettono in marcia (è meglio che non lo facciano), lo fanno solo contro i mariti e i fidanzati (o vero il maschio autoctono e domestico) mentre tutti gli altri "migranti" sono INTOCCABILI, poiché temono più di passare per "razziste", piuttosto che difendere seriamente le donne per cui dicono di manifestare?


Parliamoci chiaro: questa è una nazione che ha smarrito da tempo le sue chiavi di casa, perché è così che la si vuole umiliare; perché si lavora per l'estinzione degli autoctoni. Perchè la nostra classe politica è succuba delle élites immigrazioniste d'Europa, le quali predicano il dogma della libera circolazione degli uomini insieme alle merci e al denaro a nostre spese, creando sconquasso, disgregazione e deregulation nel suo tessuto sociale (non bastasse quello socioeconomico della crisi che ci attanaglia!). E cioè a spese dell'incolumità e della sicurezza dei nostri cittadini.


Così la chiesa ci dice di porgere l'altra guancia, le associazioni ebraiche sono preoccupate di difendere in astratto i triangoli marron dei rom, l'ONU di obbligare la stampa a mettere veline e mordacchie sulle nazionalità di provenienza di chi delinque. Il perchè è semplice...
Perché se Mannheimer o chi per lui si prendessero la briga di fare un'inchiesta seria sugli aumenti delle rapine, degli stupri, delle uccisioni, sappiamo perfettamente che la bilancia penderebbe dalla parte di chi proviene da "fuori". Cioè dai forestieri. Il risultato di tutta questa ipocrita cortina di silenzio, è l'annichilimento, è l'incapacità di difendere perfino un bene supremo come la vita e l'incolumità dei cittadini italiani. Nel nome del BENE universale non si fa che del MALE. Nel nome dell'amore assoluto e della "bontà globale" si lavora per ottenere odio e intolleranza. Salvo poi ad avere pure l'impudica perversione di proibire la legittima ribellione dei cittadini che hanno subìto un temibile danno come lo stupro, l'omicidio, la rapina, le aggressioni quasi quotidiane ecc, vietando loro perfino la legittima reazione di rabbia e di rivolta contro i provvedimenti "liberticidi" europei (si legga qui). Oltre il danno anche la beffa atroce. Ribellarsi è un nostro sacrosanto e inalianabile diritto!

20 October 2008

Caro Maroni, che fine ha fatto la tolleranza zero?

Se c'è una parola che mi fa venire l'orticaria è "tolleranza zero". Perché? Perché se ne è usato e abusato fino al logorìo, ma i risultati sono stati assai modesti: i furti e le rapine ci sono come prima, gli stupri idem e quanto ai clandestini, ne sbarcano ogni giorno il doppio e il triplo. Con l'obbligo onusiano di chiamarli "migranti" o addirittura "rifugiati". Maroni ha fatto grandi promesse e io non nego che all'inizio sia stato ben intenzionato. Però già sapevo che l'avrebbero fermato ed esternai i miei dubbi in tempi non sospetti in questo post . Il sospetto non sarà sempre l'anticamera della verità, però ci va piuttosto vicino. E difatti la commissione europea sulla sicurezza presieduta da Barrot (da non confondere con l'altro eurocrate-monarca col parrucchino nero che è Barroso) gli ha prontamente spacchettato e alleggerito il "pacchetto", altro termine da orticaria. In pratica che succede adesso?




  • Niente carcere per gli ingressi dei clandestini, ma una contravvenzione (capirete che deterrenza!)


  • Stop all'allontanamento dei comunitari senza requisiti che delinquono (quelli che provengono dall'area Schengen)


  • C'è poi un "decreto flussi" firmato dal Viminale (cioè da Maroni stesso) , che autorizzerà l'arrivo di 170.000 stranieri tra operai e badanti.


  • La commissione Ue ha praticamente indultizzato la pena di quei comunitari che delinquono con un "invito" ad allontanarsi dal territorio nazionale".


Questi sono tutti i punti "stralciati" dal pacchetto approvato il 23 luglio scorso. Dopo la Ratifica del Trattato di Lisbona (avvenuta anche questa nel luglio scorso), se c'è qualcuno che pensa ancora di essere in un paese libero con un governo "sovrano" in grado di dotarsi di leggi "autonome" ad esclusivo beneficio dei suoi cittadini-elettori, è bene che si faccia visitare.

Gongola Marco Minniti, ministro-ombra dell'Interno del cosiddetto "governo ombra" del Pd nonché antagonista di Maroni: "Tutte le nostre perplessità sono state confermate dalla Ue". Come dire: ve l'avevamo detto che avevamo ragione noi. E' naufragato così anche il mito dell'alternanza in materia di sicurezza, quello che avrebbe dovuto essere il punto forte di un governo di destra.
Aggiornamento: Sul censimento nomadi e sulle nuove norme sul ricongiungimento familiare immigrati, leggere qui, le ultime novità dal Viminale.

01 November 2007

Vogliono ucciderci e lo fanno!

Già da tempo nel nostro paese è stato violato il principio-cardine della nostra civiltà, il comandamento-principe tra i dieci comandamenti divini e legislativi: NON AMMAZZARE.

Si uccide, si sevizia, si stupra, si usa violenza, si minacciano tranquilli cittadini - pistola alla tempia o fredda lama d' un coltello alla gola - nelle loro case in ore in cui si presume essere al sicuro dallo stress quotidiano.Ma si fa finta di nulla. Fanno finta di nulla i governanti. Fa finta di nulla la magistratura coi suoi verdetti ammazza-sentenze e salva-criminali. Fa finta di nulla la polizia sempre più in braghe di tela a causa di una scriteriata politica in cui la si dileggia e la si mette sotto accusa quando interviene. Fa finta di nulla il Capo dello Stato, che ha indicato negli immigrati il mezzo per accrescere il PIL, bypassando su tutti gli effetti collaterali. Fa finta di nulla la Trimurti sindacale: dopotutto sono tessere! Fa finta di nulla la Caritas con il solito mantra del sociologismo per gli oppressi. Fanno finta di nulla i TG che snocciolano con asciutta freddezza i bollettini di guerra civile quotidiana della cronaca nera. Fa finta di nulla la tartufesca stampa italiana sostenuta dalle Banche (Corriere della Sera, in testa).



Ora la misura è stracolma. La vittima dell'ennesimo ratto con stupro, sevizie e uccisione finale è la sig.ra Giovanna Reggiani, moglie di un capitano della nostra Marina Militare, corpo benemerito che appartiene alle nostre forze armate. E allora non può far finta di niente Prodi, Amato, Napolitano, Veltroni, Fini, Frattini, Berlusconi ecc. L'unico minus habens che si ostina a ripetere la solita stanca litania "che non si deve generalizzare" è Ferrero.Ma gli scemi servono all'uopo. Sennò che scemi sono?!
Tuttavia, dopo tanta efferatezza a che cosa si è arrivati? Ai contentini dell'ultima ora: trasformare in decreto un provvedimento d'urgenza che contempli immediata espulsione per chi delinque, all'interno del pacchetto sicurezza. Ci voleva quest' ennesimo orrore per fare così poca (e ovvia) cosa?
Ma alla fine, non c'è nessuno che abbia il coraggio di squarciare per davvero il velo dell'ipocrisia, e dire chiaro e tondo che questo è l'ennesimo delitto di marca multiculturalista. Che le migrazioni selvagge volute dalla Ue col nuovo mercato degli schiavi, stanno creando nel Paese uno sconvolgimento identitario, uno sconquasso terribile, una deregulation totale nel nostro tessuto sociale. IRREVERSIBILE. E che oggi magari sono i rumeni e/o le tribù dei rom; ieri gli albanesi, avant'ieri i magrebini, domani i nigeriani, e dopodomani chissà...Senza mettere nel computo il problema Islam, cellule salafite, predicazione d'odio e terrorismo qaedista.
Ci uccidono, ma non bisogna "generalizzare". Ci uccidono, ma non bisogna "strumentalizzare". Ci uccidono, ma chi governa promette oggi sulla scia di un'ondata emotiva crescente, ciò che non potrà mantenere domani, né dopodomani, né mai.

Frattanto la Bonino si compiace di chiedere la moratoria della pena di morte, a casa d'altri, mentre si muore a casa propria. E Veltroni manifesta per i monaci birmani, i quali hanno almeno la dignità di sacrificare la vita per un ideale nobile e supremo: la libertà e il diritto all'indipendenza della loro amata patria. Da noi, invece, non sappiamo nemmeno perché si muore né per chi ci si sacrifica. Per il mercatismo selvaggio? per la Ue? per l'Euro? Per l'insana utopia multiculturale e multietnica voluta dalla sinistra?

15 October 2007

Una nazione senza chiavi di casa

L'Italia è diventata no man's land (terra di nessuno) già da un pezzo e non esiste più alcun controllo del territorio. T.S. Eliot scrisse un poema dal titolo "Waste land", cioè terra desolata, devastata. Stupisce la semi-assonanza tra waste e west (occidente). Se andiamo avanti così, tutto l'Occidente diventerà un'unica vasta landa desolata. E allora qualche pazzo sconsiderato dirà che forse anche Eliot era leghista.
Ma torniamo a casa nostra. Se gli stanziamenti per le forze dell'ordine previsti dal pacchetto sicurezza Amato (già nato morto) sono la ridicolaggine finora avvenuta, allora possiamo pure passare la mano e rassegnarci alla strage degli Italiani e delle italiane. Infatti sembra che ogni giorno esista un'orgia, un'ubriacatura di nefandezze impunite che va crescendo sempre più. Come una marea montante, incontrollabile. Tanto ormai la giustizia è al collasso e di carceri non se ne vogliono costruire. Tuttalpiù, ne butteranno fuori ancora un po' con l'indulto 2. O anche senza. E se per caso, la magistratura emette sentenze severe, è per reprimere gli Italiani che si difendono (vedi orefici in galera per aver sparato contro chi era armato e voleva depredarlo, o padri di famiglia aggrediti nelle loro case ). E viceversa, incoraggiare i clandestini (si vedano le ultime sentenze emesse per rom, romeni, albanesi e addirittura islamici integralisti di pericolose cellule salafite e qaediste). La polizia ha scorte di benzina razionate, uniformi e scarpe fuori taglia provenienti dalla Romania. Umiliati ed offesi, poveri poliziotti. Come umiliati ed offesi siamo tutti noi. Aumentano crimini, omicidi, furti, rapine, spaccio di droga, stupri etnici di stranieri allupati e assatanati che pedinano ragazze sui bus, le tallonano ai capolinea eppoi le portano nelle straducole secondarie o in qualche casale abbandonato per abusare di loro. Hanno perfino l'impudenza di violentarle davanti al sagrato di una chiesa, come è avvenuto di recente ad una povera infermiera. La sinistra tace e acconsente. Come stupro etnico basato sul massimo disprezzo e sfregio, è quello che avviene durante le rapine dove i malviventi non si accontentano della refurtiva, ma seviziano e violentano le vittime se donne, con il silenzio assordante delle ministre dalle "quote rosa". I "migranti" per costoro (parola che richiama l'uccellagione di passo) non si toccano. Al massimo, ci si attacca ai lavavetri o ai graffitari. Che, intendiamoci, sono anch'essi parte integrante di questo degrado. Ma situati all'ultimo gradino di questa deflagrante illegalità. Eppoi, per il sinistropensiero i veri crimini e misfatti succedono solo in famiglia, e secondo la loro scellerata tesi è inutile conteggiare quelli di importazione. Sarebbe "razzista".
Un buon motivo, secondo questi scervellati, per andarne a importarne degli altri in maniera esponenziale, aggiungendo rischio al rischio, danno al danno. In questo quadro da corte dei miracoli, arrivano le cicliche esternazioni di Amato e le promesse di colpire i puttanieri con multe a domicilio, ma non le prostitute e i magnaccia. Perché? Semplice, perchè i clienti sono italiani, mentre prostitute e protettori sono extracomunitari. Siamo sempre sulla stessa "sottile" linea rossa. Sei italiano? Allora sei una bestia. Sei straniero e immigrato? Allora te la cavi.
Avete osservato i cronisti sui titoli dei giornali e nei TG? Prima usano l'aggettivo " ubriaco". Il sostantivo relativo alla nazionalità viene posto solo alla fine della notizia. Mancano le generalità: nome, cognome e provenienza del colpevole."Un ubriaco ha travolto", "ha ucciso" , "ha distrutto una famiglia" ecc. Solo alla fine senti dire che magari era straniero gonfio di vodka o di altri alcolici o fatto di anfetamine. Certo, ce ne sono anche dei nostrani di ubriachi: bella scoperta, e chi lo nega?! Ma fino a quando è possibile, degli stranieri se ne occulta le generalità e la provenienza. O si crea volutamente confusione. Viceversa si sa, da subito, vita, morte e miracoli delle vittime italiane andando a frugare con indiscrezione e totale mancanza di rispetto nel loro inconsolabile dolore. Cronisti, vergognatevi! Voi, pennivendoli, mezzibusti e gazzettieri siete parte integrante di questo paesaggio degradato.

Abbiamo però rilevato che la tendenza è generale e che riguarda i paesi della Ue. Si veda l'ultimo caso in Germania dello stupratore sardo. In questo caso l''extracomunitario" ( e cioè, il non tedesco) era un italiano. E per giunta sardo. Ergo, scusabile con tanto di sconto di pena. Perchè? Perché siamo giunti al relativismo giudiziario e giuridico, cari signori. Perché la legge non è uguale per tutti ma pratica il giustificazionismo etnico-culturale. Razzisti eurobabbei che non siete altro! E' un' infame giustizia: matrigna coi propri figli e di manica larga con gli adottivi. Da noi come altrove nella cosiddetta Unione Europea.
L'Ue dunque ci rimprovera di non aver importato abbastanza immigrati (si veda il post di Pseudosauro in commento ad un articolo comparso nel Corriere del 2 ottobre). E dove li mettiamo di grazia? e dove andremo a vivere noi nativi? e come vivremo se perseveriamo in questo modo? Per punire Prodi che non ci ha rimpinzato di più di quanto già siamo, Bruxelles ci restituisce sei eurodeputati. Si obietterà: sei mangia ufo di meno. Ma il problema è un altro, purtroppo. Non solo la rinuncia ai seggi dei deputati strapagati, che sarebbe il meno. La verità è che siamo sotto tutela della UE e che abbiamo perduto ogni residua sovranità. Subiremo ogni forma di ricatto se non ci allineeremo al ferreo diktat europeo sempre più stringente e repressivo in materia economica, fiscale,burocratica, giuridica e addirittura soverchiante nelle politiche migratorie. L'Italia è nazione che ha smarrito le sue chiavi di casa e gli Italiani non sono più padroni a casa propria. Senza confini, senza patria, senza moneta (l'Euro è moneta battuta senza stato) e pure senza legge né più stato di diritto. Perchè? Perché c'è il trattato di Schengen che sancisce la libera circolazione degli uomini, delle merci, del denaro e ovviamente delle banche. E tutti si adeguano. Il famigerato Schengen da cui dobbiamo assolutamente uscire se vogliamo preservare quel che resta del nostro bel Paese. Tutto ciò, allo stato attuale crea effetti secondari e indesiderati: si muore man mano un po' di più. Giorno per giorno.... Spiritualmente, moralmente e fisicamente.

05 October 2007

Zingaro chi sei?

C'erano una volta gli zingari. Così li si chiamava prima che la political correctness imperante imponesse il termine "rom" (essere umano, persona) o "nomade". Quest'ultimo poi non è significativo di nulla visto che in una società che si muove e muta velocemente siamo diventati (per esigenze di lavoro, o di tempo libero o comunque di stile di vita) tutti nomadi. Il termine zingaro veniva intercalato da "gitano", parola che deriva da Egitto, poiché secondo la leggenda popolare pare che provenissero, nelle loro varie peregrinazioni, dalla terra dei faraoni. E oltre che le sigarette francesi (Les Gitanes) a celebrarli c'erano canzoni e letteratura. Ricordate quella di Dalida?
Zingaro chi sei?
Figlio di Boemia
Dimmi tu perché
Sei venuto qui?
Quando mi stancai
dell'Andalusia...
Poi Iva Zanicchi "Prendi questa mano.....zingara...dimmi pure che destino avrò...". Per non dire della "Carmen" di Mérimée messa in opera da Bizet che ha celebrato l'amore gitano (L'amour est enfant de Bohème, il n'a jamais jamais connu des lois ..."). Insomma, a ciascuno la sua zingara, o zingaro.
Il duo Amato-Ferrero, dopo buonismi a valanga distribuiti a pioggia, e di porte spalancate, è stato costretto ad ammettere che è emergenza zingari (o nomadi o rom). I quali provengono in larga parte dalla Romania. E proprio per questo, cittadini comunitari della Ue. Non si possono respingere ma solo espellere per motivi di ordine pubblico, in virtù (o in disgrazia) delle leggi Ue. In Italia sono già moltitudini e altrettanti sono in arrivo. Che fare? In un fondo del Corriere della Sera (L'invasione dei nomadi - sabato 29 settembre) Alberto Ronchey scrive che Montanelli fu il solo cronista ammesso a viaggiare sui loro carozzoni tirati dai cavalli, grazie all'intercessione di un impresario ebreo che faceva il talent scout di violinisti tzigani, ricordando sul Corriere" .." Costui, facendomi passare per un suo assistente, ottenne un posto anche per me in una carovana da Corizza a Salonicco attraverso la Macedonia e la Tessaglia... In quel viaggio imparai sulla vita degli zingari molte cose, ma soprattutto una. L'inutilità di spiegargli il motivo per il quale eravamo inseguiti spesso a fucilate da contadini e pastori. Rubavano tutto quello che trovavano per le strade, agnelli, galline, farine , attrezzi... Ma non si rendevano conto di ciò che facevano perchè il concetto di proprietà non era mia entrato nei loro cervelli".

Ora Ronchey sottolinea che più di mezzo secolo dopo il prefetto Achille Serra di Roma dichiarava qualche mese fa:" Visito personalmente i loro campi. Le donne non si vedono, forse perchè sono sulla metro a scippare borsette, gli uomini dormono perché hanno lavorato di notte svaligiando abitazioni.". ( Repubblica 19 maggio).
Tutti i loro insediamenti sono abusivi e i nostri campi alle porte delle nostre congestionate città non sono certo le praterie o le steppe euroasiatiche da cui provengono. E nell'articolo si scrive che intorno ai campi nomadi si ripetono aspri conflitti. "Da una parte ruberie di automezzi, ciclomotori, benzina, denaro dai parcometri, perfino panni stesi. Dall'altra parte, incursioni di rappresaglia imputabili anche alla primaria xenofobia razzista dell'inconsulta violenza".
L'editorialista del Corsera si chiede infine se si può integrare e ospitare in Italia come altrove, qualsiasi flusso di immigrazione con annessi i problemi testé citati.
Mi ha sorpreso nell'apprendere che il radicale Yasha Reibman vicepresidente della comunità ebraica milanese, alcuni rabbini e il prete cattolico don Virginio Colmegna della Casa della Carità, abbiano festeggiato la festa delle capanne coi rom di Milano appena sgombrati, mostrandosi ignari di tutto quel che ci sta dietro. E sono rimasta perplessa che don Colmegna digiunasse per protesta contro lo sgombro dei nomadi voluto dalla giunta milanese. Forse mi sono distratta, ma non ho visto lo stesso sacerdote digiunare per protesta nei confronti di quei quattro ragazzini rimasti uccisi da un rom ubriaco che guidava un furgone travolgendoli, e oggi condannato ad Ascoli Piceno a soli sei anni e mezzo di reclusione. E figurarsi se li sconterà tutti!
Agitare il solito fantasma dei campi di sterminio dove gli zingari furono fatti fuori dai nazisti, non serve affatto alla bisogna. Nessun cittadino di buona volontà vuole ricorrere a simili metodi. Epperò, imporre alla popolazione milanese una difficile improbabile convivenza basata su un'altrettanto improbabile integrazione nei confronti di chi si è selezionato geneticamente sulla vita errabonda campando di espedienti laddove la proprietà non viene rispettata poiché per essi non esiste tetto né legge, rischia di dare ragione a quel detto popolare secondo cui i medici pietosi fanno le piaghe infette. Dietro a questo embrassons-nous da oratorio interreligioso, francamente non vedo alcuna idea né volontà di soluzione del problema.

06 July 2007

Perchè la sicurezza è di destra...

...e non di sinistra. Con la Veltroneide già in azione abbiamo assaporato preventivamente a TV7 da Riotta, venerdi 29 giugno u.s. un'orgia di carinerie, tra le quali il fatto che a detta del nuovo leader in pectore del PD, ospite in studio, la sicurezza sarebbe un tema bipartisan. Durante la lunga intervista-spot preelettorale che Riottino, (ovvero il Clark Kent-Superman dell'oratorio di Santa Rosalia) gli ha riservato, l'attuale sindaco di Roma ha garantito affabilmente: "Guardi che il tema della sicurezza non é né di destra né di sinistra, ma riguarda tutti i cittadini". Sarebbe bello, ma così non è.
La sicurezza, che tanti punti fa perdere alla sinistra, poiché non è in grado di porvi rimedio, ha a che fare con due temi già cari agli americani: LAW & ORDER. Perciò è di destra. Come di destra è il controllo del territorio e il ripristino della legalità. In un paese dove le toghe fanno il bello e il brutto tempo, rilasciando a piede libero chi dovrebbe stare in galera, diventa già un problema la "certezza della pena". Come è un problema il fatto che la polizia dipenda dalla Magistratura, la quale vanifica spesso e volentieri il loro lavoro di forze dell'ordine sempre più demoralizzate e sottopagate.

Poi c'è l'atteggiamento dell'attuale governo sulle immigrazioni selvagge e incontrollate. La Legge Bossi-Fini avrà avuto certamente le sue pecche, ma farne carta straccia per sostituirla con una legge-colabrodo come la Amato-Ferrero significa chiaramente saltare dalla padella alla brace. Dei suoi numerosi guasti nonché delle pesanti ricadute sul tessuto sociale ne ho già ampiamente parlato in precedenti posting e non intendo ritornarci sopra. Parla da sé il fatto che la raccolta di firme per abrogarla indetta da FI, abbia già raggiunto il quorum da parte dei cittadini imbufaliti (molti, dei quali anche in seno alla stessa sinistra) - tutte firme pronte per essere consegnate a Napolitano. Dunque, se ci si rifiuta di andare alla radice del problema, come si fa a dire che la sicurezza è un tema trasversale? Abbiamo forse visto volontà di "numero chiuso" e di "quote d'ingresso controllate" da parte del governo in carica? E chi ha firmato una legge che se dovesse passare, ci renderà non più padroni a casa nostra? Le due firme sono inequivocabilmente di due ministri della sinistra.

Queste cose, Veltroni le sa ma non lo dice. E non le dice perché non può, né vuole dirle. L'amico Siro mi ricorda sul suo blog, che Veltroni in consiglio comunale ha un consigliere come quel Nunzio D'Erme già scaricatore di camionate di letame contro Berlusconi davanti a Palazzo Grazioli, nonché convinto "espropriatore proletario". Avere gente simile a collaborare nella propria giunta, sarebbe una garanzia di "sicurezza"? E sarebbe "sicuro", un governo che ha al proprio interno Daniele Farina dei Centri Sociali e Caruso dei no global? Non è nemmeno "sicuro" avere dei collaboratori e portaborse come gli ex terroristi BR e di Prima Linea, incaricati a collaborare con le camere, se è per questo.
Concludendo, la sicurezza è un tema naturalmente di destra che solo una destra seria può risolvere mediante congrue azioni e proposte. Sempre che la destra attuale non voglia imitare la sinistra. Ma questa allora, non è una canzonetta di Giorgio Gaber su che cos' è la destra e che cos'è la sinistra, ma tutta un'altra storia...

21 May 2007

La sicurezza degli Italiani secondo il pensiero Sottile


"E' un tragico errore della sinistra - dice Giuliano Amato, ministro degli Interni - pensare che il problema della sicurezza sia un problema dei ricchi, che hanno qualcosa da difendere. Accade esattamente l'inverso: è chi ha pochissimo da difendere, e che proprio per questo si difende ancora più aspramente, a chiedere maggior tutela. Ed è lui, quando non si sente difeso, a diventare più nemico di chi gli è più simile". Sottigliezze da vero Doktor Sottile. Ovvero Sottilanschauung. Impossibile non essere d'accordo.


Ma com'è - ora che si è capito che la sicurezza riguarda TUTTI i cittadini a prescindere da come votano - che Amato ha firmato una legge dove si abbrevia a 5 anni il percorso per ottenere la cittadinanza, dà diritto al voto attivo e passivo agli immigrati, prevede liste di collocamento all'estero, allunga i permessi di soggiorno con tante altre splendide "sorprese" all'interno del "pacchetto", tra le quali la possibilità di poter presentare liste di partiti a carattere etnico-confessionale come i sedicenti "partiti immigrati"?
Andiamo avanti... Più poliziotti, più carabinieri, più alloggi per gli immigrati, villaggi per i rom, evitare i quartieri e i rioni monoetnici, soldi per la videosorveglianza, delocalizzazione per le Chinatown e molto altro ancora, nella medicina del dott. Sottile. Non c'è che dire: è benintenzionato, il Ministro! Manca però la parola fatata, quella che permetterebbe a un politico di razza (brutta parolaccia) di pescare i voti a destra e a sinistra (categorie obsolete, rispetto alle nuove catastrofiche emergenze): NON FACCIAMONE ENTRARE PIU'! Chi lo dice (e lo fa) si becca i voti da una parte, come dall'altra, secondo il più elementare dei principi: PREVENIRE E' MEGLIO CHE REPRIMERE.


In caso contrario, ci si ridurrà alla schizofrenia di Zapatero: ingresso di 700.000 immigrati prima delle elezioni del 2004. Poi una volta eletto, spara (o fa sparare) ai clandestini dalle enclaves spagnole di Ceuta e Melillo, situate sulla costa settentrionale del Marocco. Carote e fucilate. Non era meglio dire NO da subito? Ovviamente, di questo cortocircuito i mass-media, complici, tacciono. Lodi sperticate, invece, per le "buone intenzioni" del dott. Sottile. A cominciare dal Corriere della Sera. Ah, già, dimenticavo: siamo in campagna elettorale.

13 March 2007

La Moratti ha detto BASTA!

Basta alla prostituzione. Basta allo spaccio di droga. Basta alle violenze sulle donne. Basta alle occupazioni abusive delle strade, delle case, dei palazzi. Basta alle rapine nei negozi e nelle botteghe. Basta ai maltrattamenti dei bambini. Basta alle sopraffazioni da parte di immigrati irregolari. Basta al degrado. Basta truffe agli anziani. E aggiungiamo noi, sperando che venga inserito nel pacchetto: Basta alle costruzioni di moschee come quella di via Padova gestita dall'UCOII, di cui ha parlato di recente Magdi Allam.
Chiedere al governo quel che è di competenza del governo, ma non nella potestà dei Comuni, poiché Milano fa già la sua parte con responsabilità ed è pur vero che la Lombardia (regione ammiraglia dello stato italiano) dà più oneri al paese, di quanti non siano gli onori ricevuti. E' questa la presa di posizione del sindaco Letizia Moratti, la quale ha scritto una lettera aperta ai milanesi invitandoli a manifestare per il ripristino della legalità e della sicurezza. Da qui, la richiesta di cinquecento uomini delle forze dell'ordine in più, già chieste ripetutamente, ma mai inviate da Amato. Eppoi leggi più severe e stringenti con chi maltratta donne, bambini, più risorse per contrastare l'immigrazione irregolare con pene certe ed efficaci. Apriti cielo!
Nel Belpaese dell'invidia sociale ecco muoversi come navi da guerra gli amministratori "rossi" subito pronti ad accusare la Moratti di demagogia e populismo. Accuse e controaccuse di aizzare la piazza, di fare la "Masaniella". A questi signori più che il senso del pudore, manca davvero il senso del ridicolo. Hanno passato la loro esistenza tra cortei, marce, fiaccolate d'ogni tipo, no Tav, no global. E se non l'hanno fatto personalmente, hanno permesso che altri lo facessero al posto loro, schiacciando l'occhiolino. Hanno intitolato le targhe stradali a teppisti (é il caso di Pericu, sindaco genovese, che ha cambiato addirittura il nome di una piazza, intitolandola a Carlo Giuliani, cui ora è stata intitolata pure un'aula del senato). E ora cosa diamine li si sente controbbattere? Che ci vuole "dialogo", "sensibilizzazione", "lunghe riunioni al Viminale" ecc. Ma ce l'hanno o no, costoro, un po' di faccia onesta da giocarsi? Poi è saltato fuori Don Ferrante il prefetto rivale, già trombato alla candidatura a sindaco di Milano, con aspre critiche. E ancora, è stata la volta del sindaco rosso Flavio Zanonato da Padova, il quale in sfregio allo slogan tutto sinistrese "costruiamo ponti e non muri", ha fatto erigere un bel muro di separazione contro lo spaccio di droga, la delinquenza, e la micro e macrocriminalità in Via Anelli. Insomma, loro possono. Gli altri sindaci di altro colore politico invece NO: sopportare e tacere. Ma soprattutto aspettare i tempi biblici degli invii dei contigenti e le rassicurazioni vaghe che tutto cambierà e che tutto alla fine si aggiusterà. Mi è piaciuta (si fa per dire) pure la presa di posizione di Gerardo D'Ambrosio, il quale evidentemente di fare il giudice in pensione non ne ha voglia e ha così, provveduto a candidarsi e ad essere eletto parlamentare nei DS, ricavandosi una seconda brillante e remunerativa carriera. Ha ricordato una verità sacrosanta: al momento di votare per l'indulto, anche FI (di cui la Moratti fu ministro incaricato per la PI) votò in molti casi favorevolmente. Purtroppo è vero: fu un errore madornale. Ma buon senso vuole, che si faccia pulizia innanzittutto a casa propria. E Gerardo D'Ambrosio si è candidato in uno dei partiti più "indultisti" della coalizione. Pasqua è vicina, e auspichiamo per l'ex giudice ora deputato, un bel repulisti nella sua dimora di sinistra, prima di rilasciare interviste con inutili rinfacciamenti.Non credo proprio (visti i risultati) che la sua posizione personale sul NO all'indulto (che peraltro approvo) sia stata così popolare all'interno del suo schieramento. Sarà per il prossimo indulto...
Frattanto la Moratti ha già ottenuto pieni consensi dalle associazioni dei commercianti, degli artigiani, dei comitati di quartiere, di quella Milano operosa che solitamente non fa la professionista di cortei, marce e dimostrazioni. Se ci sarà il 26 marzo prossimo ( e io mi auguro che la Moratti non demorda) sarà senz'altro una prova di civiltà e di educazione. Nel contempo però, non sarebbe male, pensare fin d' ora a possibili soluzioni politiche come la polizia federale in un'ottica di maggiori autonomie locali. Senza dover subire i soliti ricatti alla romana. E' evidente che Milano e la Lombardia, rappresentano per governanti, i ribelli di una Fort Alamo sempre più accerchiata. E che è assai più facile per costoro, accontentare amministrazioni "in linea" con le loro politiche. Ed è altresì evidente che se la manifestazione sarà un successo per quella maggioranza di cittadini che fanno parte della cosiddetta società civile, sarà questa una buona ragione in più per gli amministratori rossi, per criticare, dileggiare e disprezzare. Letizia, non ti curar di lor, ma guarda e passa...