Nessie New Logo

28 April 2022

Il primato dei nostri interessi nazionali




L'Italia non è, con ogni evidenza, un paese per Italiani.  E anche sullo sfondo di questa guerra è scattata la trappola della tifoseria calcistica ad ogni costo. Dubitare del racconto televisivo a reti unificate sul conflitto russo-ucraino, significa già venire marchiati da "putinisti",  esattamente come prima, dubitare dell'efficacia di un vaccino sperimentale significava essere  marchiati  come "no vax". Occuparsi dell'Italia significa essere tacciati di "egoismo". "cinismo", "nazionalismo" che  poi è sempre la solita anticamera che condurrebbe al "fascismo". E' giusto, ovvio e sacrosanto affermare che fra Russia e Ucraina conta di più l'Italia, ma guai a dirlo. Ne ha scritto anche Borgonovo in un bell'articolo comparso il 21 aprile scorso su La Verità che tra i due duellanti bellici conta di più l'Italia e che "l'unica opzione semplice, financo banale, ma anche utile e intelligente" è questa. "Comunque sia, pare che nessuno sia intenzionato a proferire queste parole cristalline: io sto con l'Italia".  

Già, troppo impegnativo. Se dovessimo applicare ciò, nessuno avrebbe diritto di sbarco e di approdo quotidiano sulle nostre coste, tanto per fare  solo un  esempio. Draghi, frattanto è già volato in Usa a rapporto da Biden e sembrerebbe l'unico scolaretto europeo pronto a mettersi sull'attenti  come l'impavido soldatino di piombo della fiaba, per soddisfare ai desiderata atlantici. Tutti si fanno gli affari loro e mettono al primo posto i propri interessi nazionali (in primis la Germania). Chi invece è pronto ai "sacrifici" termici, energetici, commerciali e industriali, perfino agricoli (possibilmente scaricati su di noi),  è il nostro governo di svendita. Da quando ha vinto Macron (che peraltro è dieci volte più furbo dei nostri governanti, per ciò che concerne gli interessi della Francia), ecco comparire Letta-Sorbonne che discetta sul Corriere della Sera di mettere in campo una confederazione europea su modello Mitterand.  Lo scopo? Riportare subito l'Ucraina nella Ue. Poi ricompare Prodi-Nosferatu, il quale si fa intervistare per suggerire altre sanzioni contro Mosca. La Ue del resto, è arrivata a promulgare il "sesto pacchetto" di sanzioni anti-russe. E i "pacchetti" si susseguono a "pacchetti". Le stime di crescita per il nostro paese, sono sempre più al ribasso, mentre i cittadini e le aziende piccole, medie e grandi vengono massacrati da bollette e da rincari gravosi . E ora si parla di blocchi di approvvigionamenti. Durante il 25 aprile appena trascorso (data simbolica) quasi cinquanta imprenditori calzaturieri con l'appoggio della Fiera di Bologna e della regione Marche, si sono recati a Mosca incuranti dei divieti: "Abbiamo 6 milioni di scarpe ferme. L'alternativa è chiudere e licenziare". E questa è la loro più che legittima forma di Resistenza. Del resto, non si può lasciare questa fetta di mercato alla concorrenza dei cinesi, che non aspettano altro.  Né possono pensare di non pagare stipendi al personale o di licenziarlo in tronco. Privati cittadini e aziende devono ancora riprendersi  dallo choc di ben 2 anni e mezzo di Covid  (non ancora finito e che viene agitato come una spada di Damocle) che già devono subire la mazzata dell'"economia di guerra" e la minaccia di blocchi, di blackout programmati  e  di razionamenti-merci. Molti piccoli e medi imprenditori, devono fare scali aerei impensabili su Dubai per poter raggiungere i mercati russi, dato che le linee aeree per Mosca, sono state bloccate.  Non fu così, ai tempi del virus cinese, una guerra anche quella, ancorché batteriologica. Con Mattarella  che in ogni occasione,  predica "sacrifici" in cambio della difesa di ideali definiti irrinunciabili.  Ma occorre  ricordare  a tutti loro, che la "libertà" non è merce buona solo per gli ucraini e disprezzabile per gli Italiani che hanno dovuto  sottostare a confinamenti umilianti, causa "pandemia", dei quali portiamo ancora tutte  le ferite. Nei vari programmi tv -   ormai ucrainizzati  a 360 gradi -  c'è sempre qualche attivista e propagandista ucraino residente in Italia, pronto a sostenere che noi non possiamo crogiolarci nel nostro benessere e che avremmo il dovere di fare di più, ancora di più,  sempre di più. 

"Gli ucraini sono intenzionati a combattere fino all'ultimo sangue?" - scrive ancora Borgonovo - "fanno bene, l'eroismo di alcuni di loro è ammirevole, che indossino o meno le svastiche. Ma a quanti di loro ci fanno la morale, forse dovremmo rispondere che qui non tutti vivono nelle ville con piscina accendendosi i sigari con le banconote. Siamo, al contrario, una nazione provata e con poche prospettive di miglioramento, e dobbiamo renderci conto che il nostro benedetto "stile di vita", non si difende a Mariupol, ma a Milano, Roma, Napoli, Bari, Bologna e via dicendo". (da "Russia o Ucraina? Conta più l'Italia"). 

Parole ovvie e di buon senso. Ma di questi tempi,  la ragione non riscuote mai applausi. Occorre aggiungere che sovrapporre una "emergenza bellica"  fino al 31 dicembre 2022  a quella sanitaria non ancora archiviata definitivamente, significa per questo governo, tenersi le mani libere per nuovi abusi, nuove malversazioni che non tarderemo a scoprire.  Morire per Kiev e per il suo leader comico? Non mi pare il caso. Ci è bastato e avanzato il nostro comico a 5 stalle. E, a dire il vero, non ci siamo ancora ripresi. Poi volendo, di comici, più o meno involontari,  da carri allegorici carnascialeschi ne abbiamo già a iosa tra i nostri numerosi politici...

Santa Valeria

20 April 2022

L'esito (scontato) delle elezioni d'Oltralpe



Anche questa tornata elettorale presidenziale francese, salvo imprevisti legati all'imponderabile, non presenterà sostanziali novità insite in quel secondo turno che reca in sé la fregatura. Ricorderete quando fecero sbarramento comune contro Le Pen padre definito "la Honte" (la vergogna)? Perfino l'estrema sinistra volle convergere su Chi-Chi, il nome sarcastico che i francesi diedero a Chirac.  E Chi-Chi si ritrovò nuovamente incoronato all'Eliseo.  Bene, il ballottaggio  francese sembra fatto apposta per non rispettare i verdetti popolari. Se Marine Le Pen dovesse avere una rimonta, ecco ripresentarsi il fronte unito contro la "nouvelle honte". E i voti  da macinare al mulino del rothschildiano Macron glieli potrebbe offrire proprio l'estremista di sinistra Jean-Luc Mélanchon  di "France Insoumise" in nome del solito trito e ritrito "antifascismo". E' proprio vero l'aforisma di Oswald Spengler sulla sinistra che fa sempre il gioco del grande capitale anche quando non lo sa. L'"antisistema" Mélanchon (foto sul giornale, appena sotto i due candidati principali) porta voti a Rothschild-Macron. I francesi chiamano con scherno il sistema mediatico-oligarchico che ruota intorno a Macron, la Macronie.  E non c'è dubbio che gli appoggi oligarchici e mediatici a Macron e a tutta la sua  Macronie non manchino affatto. Pupillo del suo  vecchio mentore Jacques Attali già uno degli artefici di quella nefanda costituzione Ue chiamata "Trattato di Lisbona", Emmanuel Macron si fa promotore di un partitino-avatar con le iniziali del suo nome: En Marche. E volete scommetterci che tireranno fuori il fatto che c'è la guerra in Ucraina, ci sono i fondi di ricostruzione della Ue sul disastro Covid e tante altre cosette, per riconfermarlo? 

Marine Le Pen è alla sua terza corsa per la presidenza della repubblica. Nel 2018, un anno dopo di quel 2017 dove non prevalse, convocò un congresso dei cui atti da me tradotti diedi conto in due post (*). Congresso  nel quale sciolse il Front definito troppo di contrapposizione, per costituire e nominare il Rassemblement National. Ovvero una più vasta coalizione di alleanze. Ma c'è un rischio, quando  poi alla lunga non si riesce a vincere. Di perdere smalto, di essere portata a fare compromessi al ribasso pur di rimanere in corsa,  e le élite contano molto sul fattore-tempo, come fattore di erosione del consenso. E infatti dopo cinque anni Marine non parla più di "Frexit", ovvero l'uscita della Francia dalla Ue, si mostra più "moderata" di Eric Zemmour del raggruppamento di destra La Reconquête  Infatti, mentre Zemmour l' intellettuale, saggista e giornalista ebreo,  criticava l'accoglienza profughi ucraini, la Le Pen si dichiarava onorata di aprir loro le porte. Quando Zemmour confermava di sognare "un Putin francese", Marine ordinava al suo entourage di distruggere le immagini elettorali che la ritraevano sorridente accanto a Putin in visita al Cremlino nel 2017.  Insomma Marine Le Pen vuole conquistare il sentimento dei francesi mostrandosi "moderata" e "responsabile". Ci riuscirà? E' questa la strada? 

E comunque sia, i voti fin qui conquistati da Zemmour e dall'altro candidato Dupont-Aignan si riverseranno su di  lei. Mi ritrovo, tuttavia,  sulla stessa lunghezza d'onda di Marcello Veneziani quando scrive in un suo articolo dal titolo "La Francia profonda non vincerà" che anche se  l’area anti-governativa e anti-establishment risulta maggioritaria in Francia, Marine Le Pen difficilmente vincerà le elezioni. E tra le sue  tre buone ragioni riporto testualmente la sua terza:  "Perché la macchina da guerra del potere farà un pressing micidiale, scoraggerà ogni svolta, seminerà paura sul dopo-Macron, anche in relazione alla guerra in Ucraina. Aggiungerei una postilla: il Potere, interno e internazionale, comunque non lo permetterà, in ogni modo. Può sfuggire l’Ungheria, non la Francia. Parigi val bene una messa (al bando)". 

Proprio così. E questo vale anche per una Marine, eventualmente smussata di spigoli. 

Sottolineo  altresì che mentre in Francia a differenza che da noi, esistono fior di intellettuali coi fiocchi contrari al Pensiero Unico, come il noto scrittore Michel  Houellebecq, Renaud Camus il teorico del Grand Remplacement (la Grande Sostituzione), Alain de Benoist di Nouvelle Droite, Guillaume Faye, scomparso da poco, intellettuale nietzschiano, radicale e antiglobal, fondatore dell’archeofuturismo, lo scomparso scrittore cattolico tradizionalista come Jean Raspail, autore di "Il Campo dei Santi" (libro di cui ho dato conto in recensione) , il sistema mediatico francese strombazza e ci impone solo il damerino gauche-caviar Bernard-Henri Lévy, oggi  assurto (tanto per cambiare) agli onori della cronaca per le sue passeggiate a Kiev, tra le macerie. 

Un dettaglio che può sembrare irrilevante, ma che non lo è,  di quando Marine venne in Italia nel 2016. La Meloncina le trotterellava dietro come una "groupie" che segue la rockstar, seguendola perfino al ristorante. Ci sono tanto di  foto e fior d'articoli, al riguardo. Allora Giorgina faceva l'aspirante-sovranista e sorrideva volentieri alle telecamere accanto a  lei pensando di vivere di luce riflessa, un po' come la raganella che si gonfia per fare il bue. Oggi che fa la Presidenta dei Conservatori europei, si permette di dire che la Le Pen non la rappresenta. Già, lei è filo-Nato, fa l'antiputinista convinta e ora indossa pure l'elmetto di guerra pro-Zelenski. Così fan tutti.  Ma lasciamo perdere queste italiche miseriucce. 

Il problema è che se non vince la "droite" che almeno in Francia non ha bisogno dell'ipocrita centrino con o senza trattino  come da noi (centro-destra o centrodestra, secondo uno schema un po' pavido e  democristo per tura-nasi), avranno tumulti, scioperi, disordini e barricate, riedizioni di gilet gialli, un giorno sì e l'altro pure. Perché non è vero che la Macronie porterà stabilità. Anzi, Macronie fa rima con Tyrannie. 

https://sauraplesio.blogspot.com/2018/03/marine-le-pen-e-il-suo-discorso-al.html

*https://sauraplesio.blogspot.com/2018/03/parte-iia-marine-le-pen-e-il-suo.html

 Giorno di S. Anselmo

14 April 2022

Resurrezione vuol dire fine della tumulazione

 


Ho riletto i due post "pasquali" degli ultimi due anni e i vostri relativi commenti delle due pasque di tumulazione che ci hanno fatto subire nel 2020 e nel 2021.  E' utile farlo, dato che non possiamo né dobbiamo dimenticare. Siamo nella settimana della Passione e si moltiplicano i riti per  tutti le città, paesi e per villaggi d'Italia.  Molti assumono un valore antropologico culturale oltre che religioso. Oggi ho visto bei sepolcri nelle chiese addobbate. Ma si è persa l'abitudine di mettere i drappi viola sulla croce in segno di lutto. Nei sepolcri  di alcuni paesi (specie al Sud) mettono i germogli bianchicci dei lupini o lenticchie o semi di grano con i quali  creare suggestive composizioni.  Il buio (che simboleggia la morte) li crea chiari, ma alla fine la luce (ovvero la vita) li rinverdisce poco a poco.  Domenica scorsa i bambini erano tornati finalmente vocianti e  felici sul sagrato con le palme sventolanti e  i ramoscelli di ulivo, ma - ahimé - la mascherina ancora obbligatoria su di loro,  mette addosso una grande tristezza. Non mi riesce ancora di capacitarmi come la chiesa abbia accettato di "mascherinare" i propri fedeli, quando il volto è la parte più nobile dell'essere umano, secondo il Cristianesimo, a immagine e somiglianza di Dio. Avete mai visto un dipinto del Signore  che va tra la folla con la museruola e senza volto?  Come ho già scritto, il gel igienizzante che sostituisce l'acqua santa, è qualcosa  di veramente aberrante che la chiesa di Bergoglio ha accettato a occhi chiusi. Non volete l'acqua santa perché veicolo di batteri? Mettete piuttosto acqua e sale. Nei paesi costieri affacciati sul mare non è un problema procurarsi acqua salata, ad esempio. E il cloruro di sodio è un buon disinfettante naturale.  Quest'anno hanno ri-autorizzato la Via Crucis, le processioni e i cortei del Cristo morto. Ho sentito che Bergoglio vuole mettere una donna ucraina e una russa durante la Via Crucis al Colosseo. Trovo che sia un'ipocrita forma di "par condicio". Ma gli ucraini si sono sentiti in dovere di dare "le dritte" dell'iconografia liturgica: la russa non ce la vogliamo! Roba da risse  tra badanti.  Già in questi giorni dover sentire quel loro comico  Zelenski che pretende più armi (sono in arrivo gli  800 milioni di Biden dopo che ha dichiarato lo status di "genocidio" per Putin, una furbata per favorire l'escalation bellica), più aiuti, più attrezzatura, più tutto, mi dà particolarmente sui nervi. Per non dire delle continue reprimende contro la Ue, rea di  non fare abbastanza per lui, quando invece ce lo impone nei parlamenti degli stati membri. 
Raccogliete piuttosto i vostri morti e onorateli, come fece Antigone nell'antica Grecia. Ritrovate quella civiltà che oramai sembra  scarseggiare ovunque, dato che ovunque prevale la barbarie. E che i medici ucraini se ne stiano in patria a curare e a suturare le ferite di guerra dei loro connazionali, se vogliono fare qualcosa di utile e se vogliono sentirsi vicino al Signore, anziché venire in cerca di altri conflitti con i loro colleghi italiani licenziati o sospesi perché non vaccinati.  Come risultano in buona parte "non vaccinati", nemmeno loro.  Almeno per qualche giorno non vorrei più  sentire parlare di loro.
Quanto a noi, concentriamoci nei nostri riti, nelle nostre usanze, nei nostri cibi, nelle nostre abitudini tenendo alti i nostri valori. 

Dobbiamo imparare a uscire da questo culto (imposto) dell'attualità ad ogni costo secondo il quale l'ultima notizia è quella più vera, cercando  invece quel trascendente e quel sacro che solo può essere una via di salvezza. Resurrezione significa fine della tumulazione, della segregazione, della tirannia nella quale  ci hanno sprofondato prima con la "pandemia" e ora con la guerra,  e che, per loro volere, non è ancora finita.  Certezze non ne ho, ma so solo  che  dipende da noi fargliela smettere.
Resurrezione di Cristo di Paolo Veronese

  Buona Pasqua a tutti voi!

Giovedi santo (S. Abbondio) 

08 April 2022

La guerra di Draghi non è la mia guerra

 

Per chi non se n'è ancora accorto, la guerra ce l'abbiamo già in casa, ma  i media strombazzano e fanno rullare solo tamburi ucraini. Quello che vivono gli italiani dopo due anni e mezzo di "pandetruffa", non interessa granché, con ogni evidenza. Parlano, però, certe foto come le lunghe file di italiani davanti alla Caritas, code di poveracci che devono decidere se pagare la bolletta o comprarsi da mangiare. Se saldano la prima, vanno a mendicare un piatto alla Caritas. La dignità è stata violata e calpestata da tempo e Draghi deve pagare tutto il male che ha fin qui perpetrato e che ci sta facendo. Non serve un genio dell'Economia per triplicare le bollette di luce e gas! E la sua battutina sui condizionatori d'aria denota la mediocrità mentale, l'incultura e la piccineria d'animo dell'uomo. Personalmente, un condizionatore non l'ho mai avuto e mai lo avrò (fa male alle articolazioni e fa venire la legionella) , e  per chi ce l'ha, non deve essere considerata merce di scambio con la cessazione del conflitto e con la pace. Come non è facendo qualche doccia in meno e abbassando la temperatura dell'acqua, come predica una minus habens di  eurocommissaria, che procureremo dolo a Putin. La verità brutale di cui si tace, non sono i 18 gradi di termosifone o i condizionatori a temperatura più bassa, ma la deindustrializzazione brutale che  Draghi ha già programmato  in accordo con Schwab e con il WEF,  per il tramite dell'inevitabile calo energetico. Fare il muso duro con la Russia e pretendere sanzioni-harakiri, tende a questo.  Ceramiche di Sassuolo, l'industria dolciaria Colussi di Assisi che ora lascia a casa 300 lavoratori, cui seguiranno altre aziende, sono solo l'inizio. E' questa la "guerra di Draghi"? Ridurre in macerie il sistema-Italia? Ridurci in bolletta, al freddo al buio  e alla fame? Suona davvero derisorio sentirlo pontificare in aula a difesa di "sovranità", "libertà" e "democrazia"  per l'Ucraina, quando poi degli italiani se ne fa un baffo e li vuole  addirittura rovinare ed è in forse la loro esistenza.  Noi non abbiamo più "sovranità" da quando siamo in zona euro,  proprio a cominciare dalla moneta. Non abbiamo più "libertà" da quando esiste un provvidenziale (per Loro) quanto fasullo (per noi)  "stato di emergenza" pressoché infinito; né tanto meno "democrazia", tenuto conto che il parlamento è diventato un futile vecchio arnese  da ignorarsi, e che i governi tecnici vanno avanti per decretazione d'urgenza  e  per il tramite di  miserabili Dpcm, senza passaggi parlamentari.  Non esiste da tempo nemmeno la sovranità e sacralità  dei confini (limes), dato che l'Italia è diventata un porto di sbarco da parte di navi ong che scaricano clandestini ad ogni ora del giorno e della notte. E anche l'invio massiccio di profughi ucraini creerà una "bomba umana" e una massa d'urto,  in grado di procurare tracollo alle nostre già fragili strutture istituzionali. Ma nessuno lo dice e lo scrive. Come nessuno fiata su posti di lavoro letteralmente "trafugati" agli italiani per darli agli ucraini, anche se non vaccinati. Un' umiliazione atroce quanto  intollerabile. 

Draghi è un sociopatico incapace di comunicare  alcunché alla popolazione, cui si rivolge solo per terrorizzarla (il suo "chi non si vaccina muore", con la sua balzana idea ascientifica  che col green pass si sta  "in sicurezza" in un Gotha di immunizzati privilegiati).  Inoltre, non è  ancora finito il consumo di tamponi (che ha prodotto profitti stellari), per quelli che vanno al lavoro, poiché il green pass non è stato abolito. Subdolamente hanno tenuto in piedi quello detto "di base", cioè ottenuto col tampone. Ecco  allora, la fotografia  di una Italia dolente e senza spina dorsale, davanti a quelle farmacie rimaste le sole a realizzare profitti. Non mi soffermo sulla crudeltà di affibbiare pure una multa una tantum (100 euro) se hai più di 50 e non ti vaccini. In base a quale "giusta legge"?  Come dire, dato che hai gli occhi azzurri, ti becchi pure una sanzione, dall'Agenzia delle Entrate. 

Code davanti alla farmacia

 Ma la cosa che mi manda più in bestia d'ogni altra,  sono le cronache giornalistiche sui furti nelle case degli ucraini da parte dei "perfidi russi ladri  e vandali" in uno scenario di guerra, quando in Italia lo scandalo delle case Aler dura da anni. Faccio presente che qui la guerra in teoria non c'era e non c'è ancora, ma ci sono poveri disgraziati che non possono allontanarsi per  andare in ospedale a curarsi o a farsi delle analisi mediche,  che trovano la casa occupata da malviventi di tutte le etnie possibili con tanto di cambio di chiavistelli e serrature e furto di oggetti.  Alcuni giornalisti  in mala fede fanno piagnistei davanti alle telecamere, mostrando immagini di case vandalizzate e derubate agli  ucraini, ma poi mostrano  indifferenza e ciglio asciutto per i nostri furti di case. Ricordo, se ce ne fosse ancora bisogno, che le predazioni ai tempi di guerra le hanno sempre fatte da che esiste il mondo. E hanno pure un nome: bottino di guerra.  E' in tempi di pace  e dove esiste (almeno in teoria) uno "stato di diritto ", che diventano intollerabili! Ma la magistratura tace e scarcera gli abusivi profittatori. 

Furti di alloggi popolari Aler

Non parliamo poi di lobotomizzati italioti che  vanno a fare  i volontari   per arruolarsi nei Battaglioni d'Azov ucraini e  di altri che, di converso si arruolano nelle brigate del  Donbass per aiutare i russi. Ma dico io: del vostro paese non vi frega proprio  un accidenti? E le  preziose energie che vi restano,  le andate a dissipare per le  fratricide guerre altrui, a casa d'altri? Sono cause perse. 

La vera guerra è qui, ma se non cacciamo via Draghi non ci saranno medaglie per nessuno, ma solo dolore e miseria. Oltre al tracollo e alla  fine di una civiltà. 

 Giorno di S. Walter

01 April 2022

Effetti non collaterali della guerra


Quest'anno Aprile  è  il mese dei "pesci"  più feroci e crudeli. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che questa guerra scatenata quando ancora il nostro Paese esce stremato da due anni e mezzo di una "pandetruffa" voluta e perseguita ad ogni costo con rimedi  (i vaccini) peggiori del morbo, ha gli stessi mandanti dei Padroni delle Siringhe.   Due popoli fratelli (stessa faccia, stessa razza), due paesi l'uno attaccato all'altro, due leader con lo stesso nome (Vladimir e Volodymyr che ne è la versione ucraina) si scannano alle porte di casa nostra in un conflitto fratricida simile a quello di Serbia-Kosovo.  Noi che c'entriamo? Se di fratelli-coltelli trattasi, dovremmo, in teoria,  lasciarli scannare tra di loro. E invece no, è scattato subito quell'umanitarismo globale e globalista che sembrava essere atteso da tempo. La stessa "ingerenza umanitaria" (parola inventata da Papa Wojtyla) che è scattata allora ai tempi della guerra balcanica,  scatta oggi più che mai, anche se è cambiato papa.  Draghi asserisce che per l'Italia  è necessario schierarsi per la "libertà" di un popolo e di una nazione "sovrana" aggredita (l'Ucraina) contro l'aggressore (la Russia). Pertanto, bisogna aumentarne le spese militari e gli interventi armati. Curioso che quando la "Libertà"  la reclamavamo noi scettici del vaccino rinchiusi in casa , ci rispondevano con il mantra che la Vita e la Salute venivano prima di tutto. Ora in questa circostanza, la Libertà (degli altri) viene prima della Vita e della salute (nostra).  Draghi e i suoi sembrano la versione grottesca e parodistica dello sbarco dei Mille. Con l'aggiunta del solito cialtronissimo "armiamoci e partite".  Tanto per rimanere nelle analogie, prima vedevamo le Virostar in camice bianco a tutte le ore del giorno e della notte, occupare i teleschermi e i programmi tv. Adesso vediamo generaloni pluridecorati con medaglie che penzolano da  tutte le  parti, analisti strategici ed espertoni bellici chiacchieroni  alla Margelletti e alla generale Jean, prendere il loro posto.  Prima volavano siringhe e boccette di Pfzer e Moderna nel piatto della minestra quando eravamo seduti a tavola  all'ora di pranzo. Ora siamo passati  direttamente ai carri armati  e  ai missili nella pastasciutta. Il rimedio immediato è lo stesso: spegnete la tv se non volete guastarvi la digestione. Ma i talk del cosiddetto "approfondimento" che non approfondisce un bel nulla, ma che serve a  procurare "fatturato", sono gli stessi: chi dubita delle loro verità è un fottuto putinista, un supporter del Nemico.  Ne sanno  qualcosa il cronista Marc Innaro della Rai e il prof. Alessandro Orsini della Luiss University, che si è visto recidere il contratto di collaborazione Rai. Inoltre, con un cinismo indescrivibile, i conduttori televisivi portano in studio fazioni contrapposte di ospiti ucraini avvolti in mantelli giallo-blu contro ospiti russi in collegamento. Prima c'erano ospiti  "fascisti" contro "comunisti", poi vaccinisti contro no vax. Ora ucraini (e filo tali) contro russi (e filo tali).  Scontri e urla belluine garantite! Della serie, come rendere trash anche  i conflitti più drammatici!

Al posto delle Virostar compaiono in tv pluridecorati generali

Senza contare poi tutta la russofobia scatenatasi per ogni dove che ha portato a oscurare   grandi personaggi dell'arte, musica e letteratura:  Ciaikovskij, Shostakovic, stupendi balletti classici disdettati se russi,  e perfino l'eccelso Dostoevskij secondo quella becera cultura della rimozione, per la quale il nostro occidente è diventato il regno dell'Oscurantismo anziché quello del presunto Progresso. Torno però alle miserie di casa nostra. Draghi ha fin qui praticato: 

1) Il Terrore sanitario (il suo "chi non si vaccina muore").

2) Il rigorismo socio-economico (il PNRR).

3) L'allineamento geopolitico più miope e ottuso alla Nato (di cui vorrebbe diventare segretario) .Anche a rischio di esporci a pesanti durissime ritorsioni. E forse, proprio per questo. 

Mi soffermo su questo terzo punto. Mentre Germania e Francia trattano sottobanco col Nemico per ottenere gas, lui giura che non farà compromessi e che resterà "in vigile attesa" di altre fonti energetiche alternative. Mente sapendo di mentire. Per il mitizzato "green" ci vuole tempo e non garantisce piena copertura energetica.  Le cosiddette sanzioni contro la Russia, sono già nate spuntate, dato che Putin esige i pagamenti in rubli moneta sovrana che, a differenza dell'Euro, fa riferimento alla riserva aurea. Perciò le sanzioni anti-russe le pagheremo noi. Gli effetti catastrofici di una simile economia di guerra,  non tardano già ora a farsi sentire. Le ceramiche di Sassuolo (fabbrica storica italiana)  hanno dato forfait. Niente energia per i forni, niente approvvigionamenti di argilla. Molte piccole, medie e perfino grandi realtà industriali falliranno (è quel che lui vuole, dato che nasce "Liquidatore" di fallimenti, come lo chiamò Cossiga). Mentre non è affatto chiaro come ci riscalderemo per l'inverno da qui a pochi mesi. Intanto, piovono bollette astronomiche che mandano in rovina le famiglie, pesanti rincari, razionamenti di merci di prima necessità e di viveri (appaiono le scritte, farina non più di 2 pacchi sugli scaffali dei supermercati e pure per l'olio di semi).  Tutto il resto, lo scopriremo se ci lasceranno sopravvivere. Intanto il vecchio terrorismo sanitario di cui al punto 1,  non è sparito. Le siringate sono ancora lì, belle e pronte in frigorifero. Custode, il mortifero Speranza che parla già  di 4a dose. Insieme ai missili sul mar Nero e a soldati spediti alla chetichella senza passaggi parlamentari.  E guai a chi dissente. A proposito,  frattanto è nata una nuova "lettera scarlatta" con cui marchiare  a fuoco i dissidenti,  per una categoria mediatica da ostracizzare ad ogni costo: "il no vax putinista". 

S. Ugo