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25 March 2026

Il lockdown dei luoghi di culto in Terra Santa

 


Archiviato il referendum, una pessima campagna all'insegna dell'ordalia barbarica contro il governo in carica, anziché entrare nel merito di una riforma della magistratura, da parte di chi, in fatto di costituzione dovrebbe tacere (penso solo ai Dpcm illegali e illegittimi, decretati  d'imperio senza nessun passaggio parlamentare), vorrei fare osservare che in prossimità delle festività pasquali continua nei luoghi santi d'Oriente il lockdown dei luoghi di culto. Quei luoghi che, oltre ad attrarre pellegrini, attiravano pure turisti. Vi ricordate quando quel gagà azzimato dai capelli tinti di  Giuseppi Conte ci impose una Pasqua di tumulazione senza Messe, senza riti pasquali, senza funzioni, con la scusa del virus? Fu un gesto barbarico, gretto, incivile. 
Bene, nei luoghi di culto della Terrasanta  continuano le clausure, feroci, ottuse, miopi e ingiustificate. Ora la scusa  da adottare è ipocritamente lampante: c'è la guerra e gli Iraniani tirano missili. Si dà il caso che la Spianata delle Moschee dove c'è la Cupola dorata della Rocca (o Roccia) che è quasi il simbolo e il logo di Gerusalemme, dove ci sono altre chiese cristiane, era sbarrata e  preclusa al culto, ben prima dello scoppio della guerra e delle guerre. Vi ricordate le passeggiate proditorie e blasfeme di Ben Gvir e di Smotrich appartenenti alla destra messianica ultrareligiosa della Knesset, sulla spianata delle Moschee? Vi ricordate che l'accesso ai musulmani per la preghiera, venne sbarrato? E in conseguenza a ciò, pure ai cristiani, i quali  in più di un'occasione già subirono lanci di pietre e sputazzate dai coloni? I due citati, sono ferventi sostenitori di Netanyahu che, anche grazie al loro appoggio, non finisce di aggiungere guerre a guerre, quasi a garantirsi polizze assicurative sulla sua sopravvivenza politica.  
Ora però anche i cristiani del Libano stanno soffrendo ed è appena stato ucciso un parroco, oltre beninteso, a numerosi civili  che nulla hanno a che fare con l'Hezbollah. Basta consultare questo link: 
 https://giornalemio.it/cronaca/la-strage-dei-cattolici-massacrati-dallidf-il-messaggio-del-vescovo-libanese-antoine-nassif/#google_vignette

Del resto anche i nostri Tg sono costretti ad ammettere che stanno bombardando ponti libanesi che congiungono intere parti di Beirut incuranti di chi ci transita sopra. Ed è capitato che ci transitasse il  Nunzio Apostolico in Libano Paolo Borgia, ha rischiato di saltare per aria, nel silenzio assordante della CEI, delle autorità ecclesiastiche e di Papa Leone che non ha ancora emesso un vero ruggito in proposito. 

Quella di Israele non è difesa. Non lo è quando a essere colpiti sono villaggi cristiani, famiglie, civili e sacerdoti cattolici rimasti accanto al proprio popolo. Non lo è quando dei parroci, invece di fuggire, suonano le campane delle loro chiese per dichiarare che non abbandoneranno la loro terra, e per questo diventano bersaglio.

E ancora :
Qui il punto è gravissimo. Non parliamo solo di non combattenti in senso generico, ma di religiosi, di parroci, di presenze pastorali radicate da secoli nel Libano meridionale. Quando un sacerdote viene colpito e ucciso, non siamo davanti a un semplice “effetto collaterale”, ma a una ferita inferta alla coscienza morale, giuridica e religiosa del nostro tempo. Leone XIV tace. La CEI tace. I protestanti silenzio, I pastori pentecostali ancora peggio: pregano per Trump affinché l’esercito israeliano non uccida troppi civili (https://t.me/Giovanni832/16524).  

Muro occidentale piantonato dai soldati israeliani

Aggiungo che in quei territori era stato raggiunto un accordo che era un capolavoro di giudizio, di senno e di buon senso: lo statu quo di Solimano il Magnifico che ha attraversato i secoli. Un accordo detto firmano secondo il quale, Gerusalemme era da considerarsi crocevia di pellegrinaggi, di  culto nonché pacifica coesistenza delle tre religioni monoteiste. Ora questo capolavoro diplomatico è stato gettato alle ortiche in nome di un bellicismo feroce quanto ottuso e sconsiderato voluto da Israele e dal suo Idf. L'altro giorno ai notiziari, Padre Ibrahim Faltas, uno dei custodi del Santo Sepolcro di Gerusalemme nonché direttore di 18 scuole cristiane, appariva  particolarmente preoccupato. La Via Dolorosa, quella in cui si celebrava la Via Crucis,  appare vuota, desolata, senza nemmeno una bancarella, priva di  pellegrini. Il Muro Occidentale sbarrato e piantonato da soldati come non era mai accaduto nel corso dei secoli. Siamo dunque giunti alle nuove invasioni barbariche e quindi al tramonto della civiltà? Credo che la coscienza di uomini di buona volontà (credenti e non credenti) dovrebbe ribellarsi a questi malvagi ingiustificati soprusi. 

Annunciazione del Signore


21 March 2026

Perché SI'



Domani si vota e oggi in teoria ci dovrebbe essere il silenzio preelettorale. Ma dato che un blog non rientra nel mainstream ho deciso di usare questo spazio per dire la mia, all'ultimo minuto. La caciara tra la sinistra e la destra è finalmente finita e c'è il tempo, a bocce ferme, per riflettere sul merito della riforma che in sé, è poca roba. Poca roba, ma sono dell'avviso che il poco si conta, il niente invece no. A convincermi  definitivamente per il SI, ci sono stato due pareri di luminari del NO: Ugo Mattei emerito professore di diritto civile all' Università di Torino che si distinse per la sua battaglia contro il green pass, contro il lockdown negli atenei,  e pure l'avvocato Marco Mori. Trovo schizofrenica e incoerente la loro posizione rispetto a quella mostrata contro la "pandemenza". Mi viene da chiedere se il prof. Mattei, si ricorda dei giuristi ai tempi della dittatura sanitaria? Lui non poté nemmeno recarsi a ritirare una raccomandata perché per andare in posta a prelevarla ci voleva il green pass. E dovette (giustamente) farsi scortare dai carabinieri per avere ragione del suo gesto. Vengo all'articolo dell'avv. Marco Mori comparso su Come don Chisciotte, colui che si legò a Italexit e che toccò con mano gli abusi dei togati. Mi viene da chiedergli se  si ricorda di Silvana Sciarra messa da Mattarella a capo della Corte Costituzionale e quali posizioni assunse sulle misure liberticide contro di noi. Si ricorda quando impedì all'avvocato Sinagra (suo collega) di proferire parola cacciandolo fuori dall'aula? Si è reso conto che dai togati non abbiamo avuto proprio  nulla che concernesse la salvaguardia dei nostri diritti umani e costituzionali? Non una parola su tutti i diritti costituzionali calpestati in quel buio periodo. E ora non si fa che sentir dire che questa riformetta andrebbe a intaccare "la più bella del mondo". Quella carta che è stata gettata nel WC durante tutto quel periodo nero. Non so ancora se il mio SI, servirà a qualcosa, ma l'Uomo del Colle che è anche Capo supremo della Magistratura ebbe a dire una frase per me da incidere nella pietra: "Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui". Esiste la libertà di dubitare? di chiedere garanzie? di conoscere se una cura (qui, sotto forma di vax) fa bene o  viceversa comporta dei rischi, prima di subirla come topi da laboratorio? E invece molti hanno subito il delinquenziale "fate presto! fate presto!", gli open day, i ricatti sul lavoro (o ti vaccini o perdi il posto), i ricatti sulle attività sportive, le minacce, le discriminazioni. Nel silenzio più totale da parte di chi avrebbe dovuto amministrare Giustizia e tutelare i cittadini dagli abusi. Gli altri guasti della magistratura li conosciamo bene: innocenti che non vengono scarcerati nemmeno di fronte a inoppugnabili prove. Fumus persecutionis nei confronti di politici non graditi (caso Berlusconi docet), ingerenze pesantissime nei confronti di misure governative non gradite alla casta togata (caso Open Arms contro Salvini), errori su errori giudiziari sui quali non esistono sanzioni da parte di chi li compie... E potrei continuare all'infinito. Può darsi che il SI', non cambi nulla. Ma è certo che col NO, riavremo tutte le magagne che ho citato. 
 


Mi fa sorridere e ridere sentir parlare del rischio che la magistratura possa diventare succube della politica la quale tutto vede e tutto controlla. E quando le nostre procure erano subalterne agli Usa e al Nuovo Ordine Mondiale con l'operazione Mani Pulite (Clean Hands)? Da dove credete che venissero gli ordini di smantellare i nostri migliori assetti industriali e i nostri gioielli di famiglia? E tutti in quel tempo, si sciacquavano la bocca parlando di "rivoluzione" contro la vituperata Prima Repubblica, lanciando con guanti bianchi,  bianchi palloncini per le piazze delle città italiane. Ordini di scuderia americana che in quegli anni disponeva pure di Echelon, il grande Orecchio, per intercettare tutte le telefonate. Il problema  della magistratura (e di chi la dirige, dato che è ora di smantellare il mito della sua "indipendenza"), è che si dovrebbe buttare giù tutto l'impianto del corpo magistrale e rimetterlo in piedi daccapo con nuovi criteri anti-clientelari e anti-correntizi. E che questa riformetta Nordio, servirà a poco. Ma è giusto che chi non vuole tutto ciò,  opti e voti per il suo SI', dato che alla fin fine, un segnale ci vuole. D'altronde, si deve pur sempre iniziare da qualche parte. 

San Benedetto (primo giorno di Primavera)

14 March 2026

Una nave fantasma alla deriva








La nave russa che naviga senza guida in balia delle onde è già diventata la metafora di come hanno ridotto questo povero mondo distorto. Si tratta della Arctic Metagaz che avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. C'è il rischio di un disastro ambientale, ma prima, l'antefatto. Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”. (fonte: sky cronaca


Kiev non conferma né nega. Così come non negò né confermò il sabotaggio del gasdotto North Stream. La stampa,  sugli ucraini glissa via e non infierisce come invece fa con i russi. 
Ma non sono tanto i fatti circoscritti e relativi alla nave che ci interessano e su cui è già partito un soccorso sia da parte nostra che di Malta, quanto la metafora inquietante di quel che stiamo vivendo. La Meloni va ripetendo:  " L'Italia non è in guerra". Formalmente è vero, ma si dà il caso che sia la guerra a cercare noi; e ci coinvolge, ci implica, ci determina, condiziona pesantemente le nostre vite. Nel Kurdistan iracheno nella base militare di Erbil, ecco piombare un attacco contro i nostri soldati, i quali non si sa bene cosa stiano lì a fare. Un soldato francese ci ha rimesso le penne, poveretto. Il suo governo (così come il nostro) lo ha mandato in una di quelle incomprensibili missioni di peace keeping. A noi, per ora, è andata bene e i soldati sono rimasti illesi. Ci sono 2500 militari italiani sparsi in Kuwait, Iraq, Qatar, Giordania, Libano. Alla luce della ripetuta affermazione secondo la quale, non siamo in guerra, che stanno lì a fare? a fare i potenziali bersagli mobili? Com'è noto, il Libano del Sud è tornato ad essere un fronte molto rischioso, per mano di Israele vs. l' Hezbollah sciita.  Ha senso lasciare sotto il fuoco (amico o nemico che sia) la guarnigione dell'Unifil in Libano che è già stata "avvertita" in altre precedenti pericolose circostanze? 
Torniamo in patria (si fa per dire) con la Biennale  di Venezia che in quanto manifestazione culturale, dovrebbe accogliere le varie espressioni artistiche dei vari paesi, senza discriminazioni. Belle intenzioni! In realtà non è così semplice.
Padiglione russo alla Biennale. Buttafuoco il primo, a sinistra

Il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, nominato dall'attuale governo, annuncia una sua scelta di misura e  di buonsenso lasciando che la Biennale diventi il luogo di incontro in grado di andare oltre gli scenari di guerra e dei diktat imposti dagli schieramenti: aprire il padiglione degli artisti russi. Sana iniziativa - si dirà. Le guerre scoppiano, ma poi passano e quando questo avviene, ci si dimentica del perché deflagrano. La cultura è un modo per scrutare il sereno oltre le nubi e per sua natura deve poter essere inattuale e metastorica.  Ma l'Europa non vuole. L'Ucraina insorge. Ma come? fate entrare esponenti della cultura russa? Vi abbiamo negato i gatti delle esposizioni feline, i pianisti, i cantanti lirici, e voi vorreste organizzare nientemeno che un padiglione di artisti russi? NON SI PUO'. Buttafuoco resiste a non voler indossare la livrea del maggiordomo che si mette sull'attenti agli ordini di Bruxelles e di un governo costretto a fare l'obbediente soldatino di piombo, in nome di non si sa bene quale "sovranismo". Ma c'è sempre qualcuno disposto a fare il lacchè: il Ministro della Cultura, il giulivo Giuli, irradiato dal  "Pensiero Solare",  mentre nella sua aura di neo-paganesimo elucubra di "apocalittismi  difensivi" e di "infosfera globale".  Sulla Biennale di Venezia, ecco la sintesi del Giulivopensiero: "Come ministro della cultura ritengo che l'arte di un'autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente". 
Il ministro Giuli e la centralità del suo Pensiero Solare

Bizzarra tesi, la sua: la Russia partecipò alle Biennali quando era ancora Urss, come pure alle Olimpiadi. Se dovessimo riconoscere solo l'arte della dissidenza, allora dovremmo prendere a martellate il vasellame della dinastia dei Ming. O asportare via tutta l'arte commissionata dai Papi durante il Rinascimento e l'età del Barocco. 
Arridatece Genny Sangiuliano, al secolo Genny Delon! Almeno tra una graffiata in testa e l'altra da parte di amanti aggressive, il suo lavoro di buon comunicatore lo sapeva fare. Intanto per mostrare al mondo che GIULI C'E', il citato Ministro ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Cda della Fondazione Biennale di Venezia, rea di aver sostenuto la linea di un' eventuale "Biennale della Tregua".  

Mala Tempora! ma in questi tempi grami è inutile evocare rassicuranti fughe in campagna o passaggi al Bosco, secondo il Mito dell'Anarca di jungeriana memoria. Anche perché il bosco è stato ripopolato di lupi, di cinghiali in sovrannumero. E nelle aree montane, perfino di orsi, caso mai a qualcuno venisse la balzana idea di farsi resistente, o di diventare un neorurale che sopravvive con poco. 

Catherine Trevallion separata dai suoi bambini


La povera Famiglia del Bosco, ha imparato a proprie spese che nel folto della macchia possono nascondersi, carabinieri, assistenti sociali, psicologhe, magistrati dei minori,  poliziotti, tutti pronti a carpire tranquilli bambinetti  che giocherellavano con le caprette, il cavallo, l'asinello,  per trasformarli in piccoli consumatori di cartoni animati, di tablet, di smartphone nel nome di una paroletta magica ch'essi chiamano "socializzazione". Quella stessa socializzazione che li strappa ai loro genitori e alla loro famiglia per tenerli nascosti e separati in una mesta "casa-famiglia", detta "luogo protetto". Protetto da che cosa? 

Mentre - ironia del destino - il vascello fantasma va alla deriva e nessuno sa chi dovrà mettere mano all'imminente disastro ambientale,  c'è chi si mette intorno ad un tavolo per discutere il da farsi: maltesi, italiani, forse la Ue. Dilagano le catastrofi, ma non sanno che vestiti mettersi.  
Stante così le cose, ci vorrebbe una robusta  e sicura Arca di Noè per salvarci da questo nuovo diluvio universale. 

Santa Matilde

05 March 2026

I due Stranamore








Ovvero, come impararono a non preoccuparsi e ad amare la bomba. Innanzitutto mi ha colpito la preoccupazione di Trump di specificare davanti alle telecamere che l'ideatore di questa impresa bellica è stato lui e che Netanyahu (ormai soprannominato il suo "Bibi sitter") è stato trascinato quasi controvoglia. Beato a chi ci crede! Trump, sarà anche un grande imprenditore con fiuto per gli affari, ma è assai incolto e rozzo, pertanto qualcuno gli dica di farsi tradurre il motto latino "excusatio non petita accusatio manifesta".
I due dott. Stranamore non hanno bisogno di consultare nessuno, dato che ormai basta un bottone per sganciare ordigni terribili ed essere in guerra senza dichiararla. C'era una volta la dichiarazione di guerra con tanto di ambasciatore. Vecchie usanze che i tempi - ahimé - pare abbiano cancellato. Macché alleati! Macché Nato! Macché comunità internazionale! Facciamo tutto noi due.
Personalmente, mi spaventa un (dis)ordine mondiale imposto con la forza delle armi e con la tracotanza di coloro i quali sembrano usciti dalla citata commedia nera di Kubrick.



Sì, ormai subiamo i diktat di "un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati ", così scrive Veneziani sui social prima di aver perfezionato il suo pensiero oggi su La Verità. Un articolo ben strutturato che non mancherà di attirargli critiche velenose "di destra" da parte di chi ha portato il cervello all'ammasso, pensando che ogni guerra debba obbligatoriamente avere i suoi tifosi da curva che reagiscono su riflesso pavloviano.  Ricordate? Chi era scettico e contrario al conflitto russo-ucraino, si buscava l'appellativo di "putiniano" o "putinista". Adesso aspettiamoci che chi è contrario a questo spaventoso vaso di Pandora che infiamma il Medio Oriente, l'Asia Centrale e parte del globo, venga indicato come filo-Ayatollah e/o filo Khamenei. C'è bisogno di ripeterlo che non amiamo i regimi teocratici né autocratici? Ma che non per questo, si deve sottostare bovinamente e ovinamente alla legge della giungla che prevede che l'animale più forte, sbrani  tutti gli altri senza un minimo di arbitraggio internazionale? E quale sarebbe il ritorno per noi cittadini d'Italia di tutto questo sconquasso? 
"Trump e Netanyahu stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali". Ma certo, caro Marcello, che si estenderà, ed è già così. La guerra - ogni guerra -  ha le sue dinamiche che spesso vanno avanti per conto proprio, ad onta di chi le ha innescate, e tutto alla fine scivola e rotola su un piano inclinato.
Perfino il falco Maurizio Belpietro che ha scritto un articolo, a mio avviso assai sgradevole, un editoriale comparso in questi giorni che pareva licenziato dalla Knesset, è stato costretto a fare retromarcia e a fare i conti su quanto ci costerà questa guerra in termini di rincari economici sulle bollette, sulle fatture, sui rifornimenti di combustibile e prodotti petroliferi vari. Per non dire dei riflessi sul carrello della spesa di prodotti alimentari. E quale sarebbe il nostro "interesse nazionale" in tutto questo marasma incontrollabile? Più profughi e immigrati da ospitare? Più feriti gravi da ricoverare nei nostri già  iper-saturi ospedali? Più soldi da rastrellare dalle nostre tasche? Senza contare tutta la mancanza di libertà (e pure di verità), che comporta ogni conflitto armato. Lo si è visto in queste ore coi cieli sbarrati, i voli bloccati, la navigazione impedita. E chissenefrega se poi i popoli d' Europa rimarranno in miseria e in  brache di tela? Fuck Europe! Fuck Italy
Non ve lo avevano forse preannunciato il Grande Reset? Non avrai più nulla e sarai felice.
Più Grande Reset di una guerra che fatica ad essere contenuta nei confini "regionali" e che ogni giorno innesca reazioni a catena, una guerra che tutto azzera e tutto riduce in macerie, be' non c'è niente! Molto meglio di una crisi finanziaria come quella dei subprime del 2008. Questo lo sanno bene i due Stranamore destabilizzatori dell'area. Ma è soprattutto Trump che si è macchiato di ridicolo con i suoi elettori, i quali hanno creduto alla favoletta di "America first", e che ora invece fa il valletto di Netanyahu.
Voglio fare notare un'altra cosa. Spesso si usano le donne iraniane private di ogni libertà e trattate come capre (cosa certamente vera) quasi a giustificazione della necessità di rimuovere i capi religiosi con le sottane islamiche con turbanti e barbe folte, a suon di bombardamenti. Bene, guardatevi la fotografia delle 168 bambine uccise e dilaniante dalle bombe in una scuola, delle loro insegnanti uccise e ridotte a disjecta membra. Non sono forse morti da compiangere anche questi? E questa sarebbe la "nuova emancipazione femminile" di nuova esportazione, quella che piove dal cielo con le bombe ed esporta con violenza forsennata "i nostri valori"? 
Scenari tristemente déjà vu in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria, in Libano...




Non dicono niente i soloni del giornalismo che ogni sera preparano siparietti sorridenti in tv, ignorando di proposito questi "effetti collaterali"? O i generali plurimedagliati ospitati in studio seduti lì, a prendere il posto delle Virostar in camice bianco ai tempi della Pandemenza? Eh sì, perché finita un'emergenza, se ne crea subito un'altra, tante altre, e tutte in sequenza. Diciamo pure che ogni anno reca in sé la sua emergenza, fino all'ultimo respiro.... Ci sono già in circolazione mappe, carte geografiche, i plastici di Vespone  con lo stretto di Hormuz attualmente chiuso, le monarchie del golfo contrassegnate con cerchietti rossi, le traiettorie dei droni e dei siluri...Tanti bei disegnini per spettatori impauriti e resi deficienti dal martellamento mediatico, l'altra faccia delle gragnuole di  bombe. 
Frattanto i due Stranamore garantiscono di avere  in serbo armi micidiali per mesi e mesi. E Bibi sitter, si comporta come con i fatidici fustini dei detersivi: paghi uno ma porti a casa due. Ovvero,  due guerre, in un colpo solo mentre ne combatti una. Sì, perché, come se non bastasse quella contro l'Iran, eccolo alle prese col fronte libanese. Quanta ubiquità strategica!

We will meet again, cantava Vera Lynn nel finale della commedia nera "Il dottor Stranamore" (ancor oggi un film più attuale che mai) mentre si allargava il fungo atomico nel grande schermo.

San Adriano

23 February 2026

Non chiamiamole élite: è solo marciume


Ogni giorno arrivano carte con parti annerite e ogni giorno dobbiamo aspettarci orrori su orrori. Parlo di quegli  Epstein files che sembrano uno di quegli ordigni a scoppio ritardato. La domandona delle domande é: perché mai saltano  fuori solo ora? In fondo il pedofilo suicida è  morto nel 2019 (cioè sette anni fa) nell'indifferenza apparente dei nostri giornaloni che sono sempre gli ultimi a svegliarsi. Sbagliato considerare il  caso come il Me Too dell'alta Finanza su modello Weinstein, così come è sbagliato non vedere in tutto ciò, una rete internazionale e un traffico di minorenni destinate a diventare schiave del sesso e merce di scambio. Due sono i luoghi infernali dell'approdo del Lolita Express, l'aereo carico di ragazze spesso minorenni, destinato al traffico di esseri umani per il piacere di importanti ospiti: l'isola dei Caraibi detta Little St James e lo Zorro Ranch. Sbagliato considerarli vizi privati in seno a gente VIP, dato che emerge sempre più un sistema intricato fondato sull'abuso, sulla manipolazione e sullo sfruttamento delle persone, sull'innescare le famigerate "trappole al miele" basate sul ricatto, allo scopo di estorcere informazioni riservate e condizionare i destini non solo di  molte persone, ma anche della politica. E nella sua perniciosa ragnatela, Jeffrey Epstein (che non è certamente un caso isolato e che faceva capo a servizi segreti come il Mossad, la Cia e per taluni anche al SIS britannico),  è riuscito a intrappolare banchieri, finanzieri, capi di stato, ministri, ambasciatori, dirigenti Onu, artisti, teste coronate e principi. Non solo il principe Andrea della casata Windsor, ma anche altre teste coronate della vecchia Europa. In questi festini, come è immaginabile, scorrevano fiumi di droga, che a quanto pare Epstein faceva coltivare direttamente nelle sue proprietà, come la famigerata pianta con campanule gialle pendule detta  " trombe degli angeli", una droga che può dare morte. Sfilano nomi come quelle del ministro norvegese Thornbjern Jagland, Jack Lang,  il superministro della Cultura del governo Mitterand con incarichi  recenti quale presidente dell'Istituto del mondo arabo che ha dovuto lasciare a seguito degli scandali, l'ex segretario al Tesoro sotto il governo Obama Larry Summers, Peter Mandelson ambasciatore del UK a Washington, ed ex spin doctor di Tony Blair. Per non dire di Bill Gates, già azionista di maggioranza dell'OMS passato con disinvoltura dall'informatica e dai software, ai vaccini. E che vaccini! Dalla caccia dei virus dei computer, a quella dei virus delle cosiddette "pandemie".



Compare nei file anche Woody Allen, già portato alla sbarra dall'ex moglie Mia Farrow con l'accusa di pedofilia. E pure il linguista Noam Chomsky. Senza contare che intorno a questo girone infernale sono avvenuti numerosi delitti e misteriosi suicidi. Il primo suicidio eccellente fu quello relativo allo stesso Epstein, ma lì sono in pochi a credere che si sia trattato di un suicidio volontario. Poi quello di Virginia Giuffré reclutata  quando aveva solo 15 anni dalla sulfurea complice di Epstein Ghislaine Maxwell, la quale sta ora scontando 20 anni di carcere. Già autrice del libro che testimonia gli orrori e che dà conto anche del ruolo del principe Andrea,  ma che non è riuscita a portare direttamente in tribunale, poiché vittima di un  misterioso "suicidio" in Australia, dove si era trasferita, la Giuffré era già stata vittima di uno strano incidente automobilistico. Per la serie, chi tocca i fili muore, ci fu un altro suicidio eccellente nel top manager di alta moda Jean-Luc Brunel, legato all'entourage di Epstein, molto attivo nel reclutamento delle ragazze. Brunel fu arrestato in Francia nel 2020 con l'accusa di stupro e per aver fornito ragazze a Epstein. Fu trovato suicida in cella nel 2022 proprio come il suo mentore e complice. Nomi su nomi sfilano in questa orripilante Matrix del male,  tra i quali l'ex consigliera di Obama Katryn Ruemmler, da pochi giorni dimessasi alla chetichella dal ruolo di consulente legale di Goldman Sachs. E per restare nell'ambiente bancario, ecco comparire il  nome del dirigente di Deutsche Bank Thomas Bowers, che aveva gestito i conti dello stesso Epstein dal 2013 al 2018, il quale fu trovato impiccato  nella sua casa a Malibu, anch'egli suicida. Insomma, dove c'è Epstein c'è morte

Nella macabra conta, non potevano mancare i delitti di due giovani donne sotterrate fuori dallo Zorro Ranch che pare siano state strangolate durante abusi di sesso fetish, dallo stesso finanziere pedofilo. Suona molto oscuro anche il ritrovamento del cadavere di una ragazza 17enne di origini lituane recuperato non lontano dalla tenuta di Sandringham di proprietà della Royal Family, già dimora del principe Andrea.  E non è tutto. Si parla di uccisioni rituali, di satanismo, di sacrifici umani e perfino di cannibalismo, di sparizioni di bambini, ma non tutti i materiali sono stati riportati alla luce. Negli Epstein files compare con ricorrenza anche il nome di Ehud Barack, l'ex primo ministro israeliano della sinistra laburista. Ma su di lui i giornaloni non si accaniscono più di tanto nel trovare dettagli scottanti. Chissà come mai...Meglio solleticare le tifoserie contrapposte tra destra e sinistra parlando di Clinton e di Trump.

L'elenco continua e salteranno fuori, come è ovvio, tanti altri nomi eccellenti, alcuni dei quali amicizie occasionali, altri invece, fortemente implicati. Non sono molto ottimista su come si possa venire a capo da questo intrigo internazionale basato su sesso, sangue, soldi e Potere. E' sgomentevole anche solo cercare di guardare da lontano l'abisso di un Male che sembra non avere fine, come se il mondo fosse stato imprigionato e soffocato dal demonio. Non posso però fare a meno di considerare il fatto che dovremmo cominciare a cambiare il nostro vocabolario e non parlare mai più di "élite" (dal latino eligo-eligere , che significa scegliere, eleggere). E chi li ha mai eletti questi immondi scellerati mostri pervertiti e sociopatici che si sentono al di sopra della legge di Dio, degli uomini e degli stati? Ma soprattutto, il marciume e il putridume si chiamano col loro vero nome. Mi sembra  già di assistere alle sequenze del prossimo film horror. Non appena ci si avvicinerà anche solo a qualcosa che rassomiglia alla verità, ci penserà una bella guerra contro l'Iran a rovesciare il tavolo, a rimescolare le carte, confondendo ogni cosa in un velo che chiamarlo velo di Maia, è solo un lieve eufemismo. Le  bombe sui reattori e sui siti nucleari iraniani faranno dimenticare  tutte queste sconcezze, con altre nuove imprevedibili sconcezze, non appena i sondaggi sul presidente Trump, risulteranno bassi. 

San  Policarpo