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14 April 2026

Papa Leone e i nuovi Attila

 


L'intemerata di Donald Trump a Papa Leone ci fa pensare al nostro tempo, come al tempo di nuove invasioni barbariche. E del resto, tutto il disprezzo e la tracotanza mostrata da Trump per un uomo mite e gentile come Prevost (oltretutto di grande cultura agostiniana) fa pensare all'iconoclastia barbarica, al saccheggio di tutto, perfino del Sacro. Brutta cosa l'ignoranza abissale e pure esibita. Ma quando mai si va a rinfacciare ad un papa di non capire nulla di "politica estera", quando la scelta di un pontefice è proprio quella di non occuparsi delle cose di questo mondo, ma di quelle dello Spirito? "Il mio regno non è di questo mondo", diceva Gesù - quello vero e non quello dell'Intelligenza Artificiale con la faccia di Trump.
Tutto quello che di ignorante abbiamo fin qui sentito e che non starò a riassumere, rivelano però un'indole fortemente caratteriale in preda ad una sorta di narcisismo maligno.  In questo non è il solo, tenuto conto che anche il suo mentore Netanyahu è in preda allo stesso grave disturbo. E però, a differenza di Trump, è assai più astuto e guardingo nell'esporsi. Attento soprattutto a non parlare a vanvera. 
Con la semi-blasfemia di Trump nei confronti di un' importante autorità religiosa come il Pontefice, sembra di essere tornati alle lotte intestine tra cattolici e protestanti, un capitolo della storia fra religioni che credevamo superato. Se siete entrati in una missione evangelica-protestante, avrete notato come non espongano croci preziose, immagini,  né icone, né dipinti di valore, né statue. Sembra, in molti casi, di essere dentro ad un ambulatorio  sanitario spoglio e disadorno. Da noi, anche la più modesta chiesetta di campagna è adornata di immagini sacre, delle stazioni della Via Crucis, di altari addobbati con fiori di stagione e lumini. La croce dei protestanti è vuota, la nostra mostra il corpo straziato di Gesù: carne, sangue che poi si fa spirito.  E' solo qualche esempio, per dire che non potremmo essere più diversi di così e che queste differenze non vengono colte dagli articoli che ho finora letto. Così come non viene abbastanza sottolineato il fanatismo millenarista di Pete Hegseth, il segretario alla Difesa del governo Trump  e le sue preci affinché le missioni belliche risultino efficaci, che è  un po' come pregare per il Male ("Dio non ascolta le preghiere di chi ha le mani che grondano sangue").
L'aspetto politico delle invettive di Trump contro papa Leone sono state interpretate come un'antipatia e perfino un'ostilità degli evangelici verso la componente cattolica all'interno della compagine governativa trumpiana e nel mondo MAGA. Parlo di J.D. Vance, convertitosi al cattolicesimo e più volte ricevuto da papa Prevost, insieme a sua moglie. 
In queste ore, però, anche Vance (che forse pensa già alle prossime elezioni dove correrà da candidato) non ha resistito a dire certe banalità come "il  Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali". Perché? Una guerra che ha già prodotto migliaia di morti e che sta sprofondando il mondo in una crisi devastante (energetica, finanziaria e non solo), non reca forse implicazioni "morali"?
 

Ma la megalomania di Trump sembra non conoscere limiti. E così sul suo sito Truth espone un dipinto nel  quale compare vestito da Gesù Cristo irradiato da aureola, mentre mette la mano sulla fronte di un infermo, circondato da militari, infermieri e fedeli adoranti, tutti in preghiera con l'immancabile sfondo della bandiera a stelle e strisce. Quanta volgare blasfemia! Ovviamente, di fronte alla riprovazione generale suscitata,  si è affrettato a rimuovere l'immagine con una delle sue solite scuse che non fanno che confermare la verità dei fatti: che è inutile per i popoli cercare il  Signore e il suo Vicario, perché lui è  già tutto questo. Del resto ci aveva già provato con la foto realizzato con l'IA  sui social della Casa Bianca, dove appariva vestito da Papa con la mitra in testa. Ora, a quanto pare,  si è messo in mente di  salire più in alto, nella gerarchia religiosa. 


Vengo a Papa Leone XIV e non nascondo la mia speranza che alla sua elezione, mi piacque subito la scelta del nome, legato al suo illustre predecessore san Leone Magno, il papa che fermò Attila e gli Unni. Così come mi piacque il suo nome di battesimo Prevost, cioè parroco.  O prevosto, come si dice dalle mie parti. Mi apparirono dei buoni segni. In seguito l'ho trovato timido e poco incisivo rispetto alle sfide che ci aggrediscono e sovrastano. In ogni caso, un pontificato si giudica su tutto l'arco della sua durata. In queste ore, però, devo constatare che mi sono piaciute le sue risposte così alte e potenti nei confronti di un'aggressione volgare e scomposta. Ne cito qualcuna. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". E ancora: 
“Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. Papa Leone, nel suo secondo giorno in Algeria sulle orme di S. Agostino, ha sottolineato con forza che Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi” ma con i piccoli e gli umiliSoprattutto, Dio non ascolta coloro i quali pregano per crudeli imprese belliche fatte in suo nome (riferimento esplicito a sette evangeliche-sioniste). 


Anche dal Vaticano, in un messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il Papa ha precisato come la democrazia sia l’espressione alta del potere legittimo ma “solo se radicata nella legge morale” . Altrimenti - ha messo in guardia - rischia di trasformarsi in “una tirannia della maggioranza o in una maschera del dominio delle élite economiche e tecnologiche“. 
Se, le ingerenze temute da Vance nella sfera politica sono queste, è il caso di dire: avercene!
Dei vari leader della famigerata Ue, l'unica che si è spesa a favore di papa Leone, per ora è stata Giorgia Meloni, dichiarazioni seguite a ruota dalle rispostacce insolenti di Trump, affidate al Corriere, che già conosciamo. Ma oramai  the Donald è diventato un caso umano e invece della mitra papale a cui aspirava, esibisce sempre più lo scolapasta rovesciato in testa che gli nasconde il ciuffo arancione. E  allora fioccano invettive per tutti, alla faccia della diplomazia: per Macron, per Starmer, per Merz, per Sanchez, per la Nato. Per tutti, tranne che per lui e per il suo compare di bombe Bibi.

San Annibale 


09 April 2026

Poca benzina e vigile attesa




Peggio della guerra c'è la UE. A ben rifletterci, la UE è sempre stata in guerra contro i suoi cittadini anche quando non c'erano bombe sul Golfo Persico. Lo stato d'eccezione, per Bruxelles, è ormai diventata la regola e l'emergenza è diventata la quotidianità. Perciò, riecco apparire i chiusuristi del confinamento coatto, delle misure restrittive in nome di qualche ignobile causa. Il nome anglo è già  bell'e pronto: lockdown energetico. E c'è pure un eurokomiSSar all'energia, un socialdemocratico danese a nome Dan Jorgensen, che è stato il primo a parlare  di razionamenti, di limitare viaggi e spostamenti (tiè!), di "stare a casa", ma con riscaldamento abbassato, magari cucinando poco, limitando l'uso dei fornelli a gas. Insomma aspettiamoci  pure i protocolli energetici, esattamente come prima c'erano i protocolli sanitari. E sapete chi li farà? Ma la commissione europea, naturalmente. Inutile per il cittadino deluso aspettarsi che venga fatta giustizia su tutti gli odiosi soprusi relativi alla "pandemia" e ai vaccini della  baronessa von der Leyen e della sua corrispondenza di amorosi sensi con il CEO di Pfizer Albert Bourla, coi famosi messaggi compromettenti cancellati. Quando ci sono cose terribili da sistemare, usano un barbatrucco formidabile: farne arrivare di peggiori. Nel febbraio del 2022 Draghi proclamò la fine dell'"emergenza Covid" in nome di una nuova emergenza arrivataci tra capo e collo: la guerra russo-ucraina. 

Da allora, sappiamo già come è andata: paghiamo armamenti da quattro anni, per la nobile causa ucraina.  E ora che i conflitti si sono allargati a dismisura, tanto per non farci mancare di niente, c'è già chi invoca domeniche a piedi o in bicicletta, targhe alterne, aerei che non volano e così via. Con buona pace per interi settori-chiave dell'economia reale di cui non frega una cippa ai bankster della BCE. Del resto la guerra e le guerre sono un modo per realizzare in fretta quel Grande Reset, promessoci da tempo dal World Economic Forum. Pertanto, questa nuova (si fa per dire) crisi bellica ed energetica, non è una crisi casuale, ma la  classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030. Della serie, “Non avrai nulla e sarai felice”.

Ovviamente, se i soldi da stanziare per gli armamenti si trovano anche sforando e facendo debito, per i bisogni essenziali dei cittadini non si può e non si deve oltrepassare quel famigerato 3% del patto di stabilità. Nessuna deroga ai vincoli di bilancio. E pure niente tagli alle accise.  Per ironia del destino, gli orfani covidioti delle "misure sanitarie" ora si riciclano in sacerdoti dell'austerity energetica. Lotta al condizionatore estivo, lotta al termosifone, lotta alle docce calde, lavatrice a pieno carico solo di domenica...Il decalogo da rispettare è ampio.  E' perfino spuntato quel Nino Cartabellotta del GIMBE, uno di quelle virostar prezzemolanti, già pronto a pontificare: "Bisogna preparare il Paese a uno shock energetico di lunga durata e disincentivare i consumi". Non si capisce  bene il legame tra questo gastroenterologo con la guerra israelo-americana sull'Iran con conseguente blocco delle forniture petrolifere, ma tant'è... Più che l'amore per la scienza, poté il bisogno di riapparire in tv. 

La  via e i mezzi per non precipitare nella recessione e in un'altra depressione economica simile a quella della dittatura sanitaria subita per tre anni, ci sarebbe: acquistare (o meglio, riacquistare)  gas da Putin. Ma sono scorciatoie non previste dalle anime belle della Ue. Perciò, mettersi nelle mani di Trump e del suo diabolico mentore Netanyahu, nella speranza che la tregua testé proclamata con l'Iran possa durare, e la via del greggio dallo stretto di Hormuz, possa riprendere il suo corso, è  peggio che gettarsi negli artigli del Diavolo. Poca benzina e vigile attesa - sembra essere il nuovo slogan di una guerra che non può che impoverirci. Eppure, già non mancano anche in Italia i fanatici servi e sostenitori dei due bombaroli, visti come i giustizieri del Pianeta. C'è da credere che in caso di misure repressive, ci saranno ancora mansueti pecoroni, spioni e delatori, così come è avvenuto durante la pandemenza virale.   

L'unico protocollo che le persone libere possono adottare  per evitare di venire rinchiuse e impedite nella loro quotidianità, è quello di disobbedire. Già lo facemmo non molto tempo fa. 

Santa Maria Cleofe

03 April 2026

Bambini in pericolo






Capita che ci si soffermi su casi di cronaca che sembrano essere diventati seriali. Nel senso che sembra esserci una sorta di emulazione collettiva tra l'uno e l'altro. Poniamo quale esempio quello di un balordo di cittadinanza romena che all'uscita di un supermercato a Bergamo cerca di strappare una bambina a sua madre, ma che viene prontamente circondato dalla madre stessa, dal padre appena un po' più davanti e poi dalla sicurezza. Nello strappo, alla piccola è stato spaccato un femore. La bambina ha infatti riportato la frattura del femore dovuta al gesto violento dell’uomo fermato dalla polizia: con sé aveva 5 euro e un passaporto. Inoltre era incensurato e senza patologie psichiatriche ma qualche giorno prima, era stato fermato all’ingresso del pronto soccorso, cercava riparo senza mostrare atteggiamento aggressivo.
Ma eccoci ad un altro episodio. 
A Caivano (Napoli) un uomo di nazionalità ghanese ha tentato di afferrare un bambino di 5 anni all'uscita di un supermercato, gridando che era suo figlio. La madre e i dipendenti del supermercato sono intervenuti, permettendo l'arresto dell'uomo, che era alterato dall'alcool e aveva pure dei precedenti penali.
Veniamo ad altri casi e mettiamoli tutti in fila. A Latina un 34enne iracheno si era avvicinato ad un'auto parcheggiata nell'area di sosta di un supermercato. Ha aperto lo sportello cercando di rapire un bimbo che si trovava all'interno dell'auto con sua madre. L'iracheno è stato arrestato dalla polizia per tentato sequestro di persona e porto d'armi di oggetti atti a offendere.
A Roma invece una falsa baby sitter si presenta in una scuola materna per prelevare una bambina. Per fortuna della piccola, le maestre, prima di consegnargliela hanno telefonato i genitori i quali non avevano incaricato nessuna baby sitter.
Vengo all'ultimo rapimento appena sventato di un bambino di 8 anni nella scuola di calcio dell'oratorio Giovanni Bosco di Osio Sotto in provincia di Bergamo. Mercoledì scorso un pakistano si è introdotto di soppiatto nello spogliatoio dove i ragazzini si stavano cambiando dopo l'allenamento, con lo scopo di prelevarne uno che chiamava per nome per farsi passare per genitore. Il bambino di origini marocchine, ha prontamente avvertito il suo istruttore che quel tipo non si trattava di suo padre. Dopo essersi allontanato, il pakistano è penetrato in un altro ingresso cercando di raggiungere il ragazzino e di portarlo via. Ma è stato bloccato dai dirigenti e dai genitori degli altri ragazzi che hanno allertato i carabinieri. L'accusa è stata quella di tentato sequestro di minore. Per il pakistano è stato convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare, con i carabinieri che hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti nell'oratorio. :
Perché parlo di questi episodi? Perché la ripetitività di questi fatti rimanda alla solita teoria di Agatha Christie sulle coincidenze. La sua famosa massima sostiene infatti che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Questa vecchia regola sottolinea come la ripetizione di un evento sospetto trasformi il caso in un indizio strutturato per risolvere il mistero. E la sottoscritta,  che è  una malpensante cronica, pensa che potrebbe esserci un'Anonima Sequestri addetta ai rapimenti dei piccoli, la quale ingaggia personaggi marginali e balordi per depistare e far pensare al solito "caso isolato". Non è un mistero che i bambini spariscano.  https://www.avvenire.it/attualita/bambini-scomparsi-ce-un-muro-di-silenzio_92483. Che le loro piccole vite si rendano invisibili, e che vengano inghiottiti nel nulla. La scomparsa e il traffico di minori sono emergenze globali che richiedono un'attenzione costante. Ogni anno, più di 250.000 bambini scompaiono in Europa. Nel 2023, in Italia sono stati gestiti 94 casi di minori scomparsi tramite il numero unico europeo 116000, una media di quasi 8 casi al mese. Questo fenomeno può verificarsi in molteplici contesti critici: fughe volontarie o involontarie, sottrazioni nazionali e internazionali, rapimenti. Durante i periodi di maggiore mobilità, come l'estate, il rischio aumenta, soprattutto per i minori stranieri non accompagnati. In contesti di incertezza come i conflitti, le guerre o i  massicci movimenti migratori, i bambini sono particolarmente vulnerabili al rischio di tratta e sfruttamento. Tra i bambini che spariscono, non è un caso che la maggioranza sia straniera. E mi chiedo con che cuore  e con cervello l'ONU veicoli e faciliti ideologie immigrazioniste, quale rimedio all'invecchiamento della popolazione endogena, sapendo che i bambini stranieri sono i più esposti ad abusi d'ogni tipo. E quando parlo d'ogni tipo, intendo riferirmi a sfruttamento sessuale, pedofilia, traffici d'organi. Il discorso diventa davvero ampio, ma ci ritorneremo sopra più nel dettaglio. Tutto questo per dire che occorre non sottovalutare i fatti di cronaca apparentemente isolati e individuali. Dietro al balordo, l'ubriaco, il marginale, l' immigrato clandestino, il maniaco ci può essere una grossa Holding di questo sordido malaffare. Viviamo tempi feroci ed è bene che i genitori intensifichino più che mai, la sorveglianza sui loro bambini, dato che sono sparite le comunità di villaggio - quelle nelle quali anche i figli degli altri erano sotto gli occhi benevoli dei  parenti, dei vicini, degli amici dei genitori.

Ma adesso nella settimana di Pasqua, mi piace pensare all'immagine rassicurante di bambini intenti a  dipingere le uova casalinghe o a rompere quelle di cioccolato in cerca della sorpresa. In GB c'è il gioco  di Easter Rabbit. Un familiare adulto si veste da coniglio e  nasconde le uova (vere, confettate o di cioccolato) in giardino, dietro ai cespugli o nelle cavità degli alberi. I bambini corrono a cercarle coi cestini. Vince chi ne trova di più. Ovvero chi fa bottino di uova. 
Buona e serena Pasqua a tutti, cercando di dimenticare per qualche giorno, tutti gli orrori dai quali siamo attorniati.

                                                             
San Riccardo

25 March 2026

Il lockdown dei luoghi di culto in Terra Santa

 


Archiviato il referendum, una pessima campagna all'insegna dell'ordalia barbarica contro il governo in carica, anziché entrare nel merito di una riforma della magistratura, da parte di chi, in fatto di costituzione dovrebbe tacere (penso solo ai Dpcm illegali e illegittimi, decretati  d'imperio senza nessun passaggio parlamentare), vorrei fare osservare che in prossimità delle festività pasquali continua nei luoghi santi d'Oriente il lockdown dei luoghi di culto. Quei luoghi che, oltre ad attrarre pellegrini, attiravano pure turisti. Vi ricordate quando quel gagà azzimato dai capelli tinti di  Giuseppi Conte ci impose una Pasqua di tumulazione senza Messe, senza riti pasquali, senza funzioni, con la scusa del virus? Fu un gesto barbarico, gretto, incivile. 
Bene, nei luoghi di culto della Terrasanta  continuano le clausure, feroci, ottuse, miopi e ingiustificate. Ora la scusa  da adottare è ipocritamente lampante: c'è la guerra e gli Iraniani tirano missili. Si dà il caso che la Spianata delle Moschee dove c'è la Cupola dorata della Rocca (o Roccia) che è quasi il simbolo e il logo di Gerusalemme, dove ci sono altre chiese cristiane, era sbarrata e  preclusa al culto, ben prima dello scoppio della guerra e delle guerre. Vi ricordate le passeggiate proditorie e blasfeme di Ben Gvir e di Smotrich appartenenti alla destra messianica ultrareligiosa della Knesset, sulla spianata delle Moschee? Vi ricordate che l'accesso ai musulmani per la preghiera, venne sbarrato? E in conseguenza a ciò, pure ai cristiani, i quali  in più di un'occasione già subirono lanci di pietre e sputazzate dai coloni? I due citati, sono ferventi sostenitori di Netanyahu che, anche grazie al loro appoggio, non finisce di aggiungere guerre a guerre, quasi a garantirsi polizze assicurative sulla sua sopravvivenza politica.  
Ora però anche i cristiani del Libano stanno soffrendo ed è appena stato ucciso un parroco, oltre beninteso, a numerosi civili  che nulla hanno a che fare con l'Hezbollah. Basta consultare questo link: 
 https://giornalemio.it/cronaca/la-strage-dei-cattolici-massacrati-dallidf-il-messaggio-del-vescovo-libanese-antoine-nassif/#google_vignette

Del resto anche i nostri Tg sono costretti ad ammettere che stanno bombardando ponti libanesi che congiungono intere parti di Beirut incuranti di chi ci transita sopra. Ed è capitato che ci transitasse il  Nunzio Apostolico in Libano Paolo Borgia, ha rischiato di saltare per aria, nel silenzio assordante della CEI, delle autorità ecclesiastiche e di Papa Leone che non ha ancora emesso un vero ruggito in proposito. 

Quella di Israele non è difesa. Non lo è quando a essere colpiti sono villaggi cristiani, famiglie, civili e sacerdoti cattolici rimasti accanto al proprio popolo. Non lo è quando dei parroci, invece di fuggire, suonano le campane delle loro chiese per dichiarare che non abbandoneranno la loro terra, e per questo diventano bersaglio.

E ancora :
Qui il punto è gravissimo. Non parliamo solo di non combattenti in senso generico, ma di religiosi, di parroci, di presenze pastorali radicate da secoli nel Libano meridionale. Quando un sacerdote viene colpito e ucciso, non siamo davanti a un semplice “effetto collaterale”, ma a una ferita inferta alla coscienza morale, giuridica e religiosa del nostro tempo. Leone XIV tace. La CEI tace. I protestanti silenzio, I pastori pentecostali ancora peggio: pregano per Trump affinché l’esercito israeliano non uccida troppi civili (https://t.me/Giovanni832/16524).  

Muro occidentale piantonato dai soldati israeliani

Aggiungo che in quei territori era stato raggiunto un accordo che era un capolavoro di giudizio, di senno e di buon senso: lo statu quo di Solimano il Magnifico che ha attraversato i secoli. Un accordo detto firmano secondo il quale, Gerusalemme era da considerarsi crocevia di pellegrinaggi, di  culto nonché pacifica coesistenza delle tre religioni monoteiste. Ora questo capolavoro diplomatico è stato gettato alle ortiche in nome di un bellicismo feroce quanto ottuso e sconsiderato voluto da Israele e dal suo Idf. L'altro giorno ai notiziari, Padre Ibrahim Faltas, uno dei custodi del Santo Sepolcro di Gerusalemme nonché direttore di 18 scuole cristiane, appariva  particolarmente preoccupato. La Via Dolorosa, quella in cui si celebrava la Via Crucis e la domenica delle Palme,  appare vuota, desolata, senza nemmeno una bancarella, priva di  pellegrini. Il Muro Occidentale sbarrato e piantonato da soldati come non era mai accaduto nel corso dei secoli. Siamo dunque giunti alle nuove invasioni barbariche e quindi al tramonto della civiltà? Credo che la coscienza di uomini di buona volontà (credenti e non credenti) dovrebbe ribellarsi a questi malvagi ingiustificati soprusi. 

Annunciazione del Signore



AGGIORNAMENTO del 29-3Un fatto senza precedenti ha segnato la Domenica delle Palme nella Città Santa: nella mattinata di oggi la Polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro, dove si stavano recando per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Secondo quanto riportato in un comunicato congiunto delle due istituzioni ecclesiastiche, “il Patriarca e il Custode stavano procedendo in forma del tutto privata, senza alcun carattere processionale né rito pubblico. Sono stati tuttavia fermati lungo il percorso e costretti a fare ritorno”. Un episodio che, sottolineano, rappresenta “la prima volta da secoli” in cui i massimi rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa non hanno potuto celebrare la liturgia della Domenica delle Palme nel luogo della Risurrezione. Patriarca e Custode parlano di “grave precedente” che “ignora la sensibilità di miliardi di persone che, in questa settimana, volgono lo sguardo a Gerusalemme"

Credo che ogni commento sia superfluo, tenuto conto che questa volta si sono espressi contro, perfino Meloni e Tajani. Si tratta di un episodio di escalation e di intolleranza religiosa gravissimo. 

Domenica delle Palme (insanguinate). 

21 March 2026

Perché SI'



Domani si vota e oggi in teoria ci dovrebbe essere il silenzio preelettorale. Ma dato che un blog non rientra nel mainstream ho deciso di usare questo spazio per dire la mia, all'ultimo minuto. La caciara tra la sinistra e la destra è finalmente finita e c'è il tempo, a bocce ferme, per riflettere sul merito della riforma che in sé, è poca roba. Poca roba, ma sono dell'avviso che il poco si conta, il niente invece no. A convincermi  definitivamente per il SI, ci sono stato due pareri di luminari del NO: Ugo Mattei emerito professore di diritto civile all' Università di Torino che si distinse per la sua battaglia contro il green pass, contro il lockdown negli atenei,  e pure l'avvocato Marco Mori. Trovo schizofrenica e incoerente la loro posizione rispetto a quella mostrata contro la "pandemenza". Mi viene da chiedere se il prof. Mattei, si ricorda dei giuristi ai tempi della dittatura sanitaria? Lui non poté nemmeno recarsi a ritirare una raccomandata perché per andare in posta a prelevarla ci voleva il green pass. E dovette (giustamente) farsi scortare dai carabinieri per avere ragione del suo gesto. Vengo all'articolo dell'avv. Marco Mori comparso su Come don Chisciotte, colui che si legò a Italexit e che toccò con mano gli abusi dei togati. Mi viene da chiedergli se  si ricorda di Silvana Sciarra messa da Mattarella a capo della Corte Costituzionale e quali posizioni assunse sulle misure liberticide contro di noi. Si ricorda quando impedì all'avvocato Sinagra (suo collega) di proferire parola cacciandolo fuori dall'aula? Si è reso conto che dai togati non abbiamo avuto proprio  nulla che concernesse la salvaguardia dei nostri diritti umani e costituzionali? Non una parola su tutti i diritti costituzionali calpestati in quel buio periodo. E ora non si fa che sentir dire che questa riformetta andrebbe a intaccare "la più bella del mondo". Quella carta che è stata gettata nel WC durante tutto quel periodo nero. Non so ancora se il mio SI, servirà a qualcosa, ma l'Uomo del Colle che è anche Capo supremo della Magistratura ebbe a dire una frase per me da incidere nella pietra: "Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui". Esiste la libertà di dubitare? di chiedere garanzie? di conoscere se una cura (qui, sotto forma di vax) fa bene o  viceversa comporta dei rischi, prima di subirla come topi da laboratorio? E invece molti hanno subito il delinquenziale "fate presto! fate presto!", gli open day, i ricatti sul lavoro (o ti vaccini o perdi il posto), i ricatti sulle attività sportive, le minacce, le discriminazioni. Nel silenzio più totale da parte di chi avrebbe dovuto amministrare Giustizia e tutelare i cittadini dagli abusi. Gli altri guasti della magistratura li conosciamo bene: innocenti che non vengono scarcerati nemmeno di fronte a inoppugnabili prove. Fumus persecutionis nei confronti di politici non graditi (caso Berlusconi docet), ingerenze pesantissime nei confronti di misure governative non gradite alla casta togata (caso Open Arms contro Salvini), errori su errori giudiziari sui quali non esistono sanzioni da parte di chi li compie... E potrei continuare all'infinito. Può darsi che il SI', non cambi nulla. Ma è certo che col NO, riavremo tutte le magagne che ho citato. 
 


Mi fa sorridere e ridere sentir parlare del rischio che la magistratura possa diventare succube della politica la quale tutto vede e tutto controlla. E quando le nostre procure erano subalterne agli Usa e al Nuovo Ordine Mondiale con l'operazione Mani Pulite (Clean Hands)? Da dove credete che venissero gli ordini di smantellare i nostri migliori assetti industriali e i nostri gioielli di famiglia? E tutti in quel tempo, si sciacquavano la bocca parlando di "rivoluzione" contro la vituperata Prima Repubblica, lanciando con guanti bianchi,  bianchi palloncini per le piazze delle città italiane. Ordini di scuderia americana che in quegli anni disponeva pure di Echelon, il grande Orecchio, per intercettare tutte le telefonate. Il problema  della magistratura (e di chi la dirige, dato che è ora di smantellare il mito della sua "indipendenza"), è che si dovrebbe buttare giù tutto l'impianto del corpo magistrale e rimetterlo in piedi daccapo con nuovi criteri anti-clientelari e anti-correntizi. E che questa riformetta Nordio, servirà a poco. Ma è giusto che chi non vuole tutto ciò,  opti e voti per il suo SI', dato che alla fin fine, un segnale ci vuole. D'altronde, si deve pur sempre iniziare da qualche parte. 

San Benedetto (primo giorno di Primavera)