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17 August 2026

Bombe d'Amore

 



Senza dubbio viviamo l'età del paradosso. Anzi, dei molteplici paradossi. Esistono infatti bombe intelligenti, fatte per limitare i danni. Bombe umanitarie per l'esportazione della democrazia. Bombe filantropiche per regalare l'emancipazione alle donne col velo (Afghanistan e ora Iran). E adesso scopriamo che esistono pure bombe d'amore. Queste ultime in realtà sarebbero bombette nostrane da piazzare sotto la villa di qualche noto cronista, a fin di bene. Diciamo così, una sorta di mobbing amoroso. Sto parlando della soap-opera di questa incandescente estate che sta tenendo banco, al punto da meritarsi la prima pagina dei Tiggì. Ovvero di un faccendiere dal trascorsi assai poco limpidi e del cronista di "Report" Sigfrido Ranucci, per gli amici Sig. Dopo settimane passate a costruirsi degli alibi e a respingere le accuse, finalmente Lavitola (che dovrebbe chiamarsi Lasvitola, poiché sembra il classico svitato), ha ammesso di essere stato lui ad aver fatto brillare la bomba sotto casa dell'amico Ranucci. Ma c'è bomba e bomba. E la sua è stata fatta esplodere a fin di bene, per proteggere el Sig  facendogli raddoppiare la scorta e nel contempo, accrescere la sua popolarità con molti follower. Va da sé  che in caso di attentati, il cronista di Report sarebbe stato considerato un martire minacciato dalle organizzazioni criminali, o dai servizi segreti deviati, e che il tutto, avrebbe preparato la sua discesa in campo come futuro leader politico di una sinistra assai male in arnese. Per raggiungere questo obbiettivo, Lavitola non esita a ingaggiare una banda di fuori di testa, tra i quali uno strano marcantonio, un gigante nero fuggito in Camerun  a nome Gomes Tavares detto "il tuttofare", che pare contento di collaborare con la Giustizia, così gli pagano il  viaggio in Italia. Dichiarazioni sgomentevoli fatte ai microfoni delle tv. 
Come facesse Ranucci ad essere "amico fraterno" di questo pluripregiudicato faccendiere in odore di truffe e di esplosivi, già ricattatore di Silvio Berlusconi e già in fama di depistatore, è un vero mistero. Spesso i cronisti quando fanno un servizio che scotta, si trincerano dietro la formula " ho le mie fonti riservate". Ma a quanto pare, Lavitola canta come un usignolo (settimana scorsa ha parlato per più di cinque ore) e non tiene nulla di riservato nelle sue dichiarazioni . Il suo avvocato, alla domanda dei cronisti se l'amico Sig fosse o meno, a conoscenza del suo piano per facilitare la sua discesa nell'agone politico, ha risposto con un ambiguo "No Comment", formula che non è affermativa, ma neppure negativa della citata ipotesi. E' quindi plausibile che "Valterino" (come lo chiamano nell'ambiente) cerchi di coinvolgere l'amicone fraterno Sigfrido, allo scopo di alleggerire la sua posizione e magari farsi assegnare agli arresti domiciliari. O di giocarsela con la formula "muoia Sansone con tutti i filistei". 
Se Lavitola ha messo la Bomba d'Amore per conto proprio, è un fatto. Ma se el Sig sapeva, allora qui salta fuori una parola che non piace a sinistra (nemmeno a destra, se è per questo): un complotto, una vera e propria macchinazione ai danni del servizio pubblico, pagato come è noto, col canone dei contribuenti, allo scopo di crearsi il proprio spazio politico personale. L'estate non è ancora finita e Sigfrido (già osannato dall'ANM),  che aspirava ad essere il Reuccio del Campo Largo, dovrà essere ascoltato dalle procure a settembre.


Ranucci saluta il pubblico dopo l'attentato

Il caso Garlasco ha stufato  di brutto e c'è da giurarci che nella concorrente Mediaset Crapa Pelata, stia già  preparando le sue puntate autunnali di "Quarto Grado" sulla soap-opera in noir del duo folk Lavitola-Ranucci, magari con la comparsa di un "terzo uomo", per rendere più piccante il piatto. Manca solo la colonna sonora. Vada come vada, temo che Ranucci si sia giocato per sempre qualcosa che per un cronista rappresenta la sua unica carta di credito: la credibilità. Per parte mia, non ho mai amato i suoi reportage dettati più da  evidenti teoremi ideologici che da autentica passione per la verità. Ne avesse azzeccata una, a cominciare dal caso Minetti! Anche la sua presenza in tv in maniche di camicia, sudaticcio e in sovrappeso, urta il mio senso estetico e non so proprio come faccia ad accreditarsi novello don Giovanni delle Inchieste, nel suo libro trash "La Scelta", libro da lui autorecensito con account fasullo e la falsa firma di Emilio Cresci: un'ennesima millanteria. Spero che fiocchino in Rai raccomandate per la disdetta del canone da parte dei contribuenti, una tassa truffaldina che serve a tenere in piedi figuri come questi.


Sig! Anzi, SIGH! come sospirano i fumetti.

Sant'Eusebio

08 August 2026

Cieli sporchi, laghi asciutti, bollini rossi











Prendo il coraggio di sfidare questo caldaccio atroce e di aggiornare il blog. Dirò subito che amo l'estate mediterranea e amo il sole, ma non questo tipo d'estate e non un sole rovente che trasforma le nostre case in forni crematori. Pochi hanno fatto osservare che zitti zitti, buoni buoni ci stanno rifilando i "lockdown climatici" e che la gente corre a fare compere e a disbrigare faccende nell'arco della mattinata, ma poi nei meriggi se ne sta a casetta sua con l'aria condizionata (per chi ce l'ha) e i ventilatori. Molti negozianti hanno addirittura dimezzato l'orario di apertura esercizi, perché al pomeriggio c'è il coprifuoco e non passa anima viva. Nelle città, per quei poveretti che non possono andare in vacanza, ci sono bimbi esasperati che strillano perché non vengono fatti uscire prima di una certa ora. Del resto, la sera, il caldo diminuisce di ben pochi gradi, una canicola (parola che proviene da cane), che morde e  non molla. A riportarmi all'epoca delle chiusure da "virus" ci sono i frequenti bollettini di aggiornamento meteorologico: cartine geografiche rosso fuoco, rosso scarlatto e perfino rosso violaceo con  annunci da Armageddon che spaventano. Prima ondata dell'anticiclone africano, seconda ondata, terza ondata, quarta ondata. Fino a quando? Non si sa. 
Guarda caso, queste ondate vanno a colpire la parte più produttiva del Continente Antico, il Nord Europa. L'Africa si sposta qui da noi con la libera circolazione dei  suoi uomini, virus e ondate climatiche di siccità. Ma ovviamente sarà un caso. Città da bollini rossi: venti venticinque, ventotto, trenta città contrassegnate con bollini... In attesa del "picco", come lo chiamano. Come ai tempi del "Covid" quando contrassegnavano le città in base ai "picchi" di contagio. Sì, perché non sono in grado di dirci quand' è che finisce. Perfino le cicale, insetto a me gradito che ci rimanda alle nostre belle estati spensierate e oziose, cominciano a infastidire, perché non smettono di frinire neanche di notte, impazzite come sono dall'inquinamento luminoso. Ovviamente non mancano le tavole rotonde e i talk televisivi che parlano di "riscaldamento globale", di quanto sia responsabile l'uomo, di punire le sue emissioni, di accelerare la transizione green, e via strologando sul già collaudato copione "pandemia". Così come pure, saltano nuovamente fuori personaggi come quel Parisi (premio Nobel per la Fisica) che dichiara scempiaggini come "dobbiamo conviverci". Convivere con cosa e dove? Nei forni crematori mentre corrono, quasi quotidianamente, ambulanze del 118 per gente colta da malori? 
Nel mentre, avanzano gli incendi che, sempre osservando il caso, si propagano nelle più belle zone della Francia (La Gironda, la Provenza, il Bordeaux dove ci sono ordinati pittoreschi vigneti e castelli) e della Spagna ridotta in cenere. Da noi, nel lussureggiante Gargano, in Sardegna, negli Abruzzi e via elencando. Europa delenda est. E' facile capire se sono di natura dolosa o meno: attizzano e si propagano sempre in luoghi meravigliosi e i grandi gruppi immobiliaristi internazionali sono già in agguato, con le fauci spalancate come pescicani.
Ma quel che colpisce di questa estate non più "italiana" già a partire dai primi di giugno in poi (e cioè in quella mezza estate di San Giovanni tanto decantata da Shakespeare) è il cielo. sempre nebuloso, a tratti giallognolo e privo di stelle. Un cielo sporco con nuvolaglia bassa che sembra diffondere ancora più calore. E con   un sole che riscalda anche dopo le otto di sera. Poi verso sera,  le nubi si schierano in pecorelle grigiastre e sembra piovere da un momento all'altro, ma no! non piove e cade solo qualche goccia sporadica che non sporca nemmeno i parabrezza delle auto, a dispetto dei Giuliacci di turno che non ne azzeccano una e magari poco prima, parlavano di "allerta gialla".  Ormai siamo alla creazione di  allerte fasulle. 
L'unica salvezza dalla calura è mettersi in ammollo. Ma anche il mare si è riscaldato in una brodaglia di 30 gradi, i sub si tolgono le mute per il fastidio prodotto, e spuntano sciami di meduse rosacee dal lunghi tentacoli urticanti come la temibile pelagia noctiluca. La sottoscritta ne sa qualcosa e da allora nei mesi estivi gira sempre con la crema cortisonica in borsetta.
Ispra sponda lombarda del Maggiore. Sotto le rocce, prima c'era l'acqua

Non va meglio coi laghi. Il Lago Maggiore, di solito fresco e ricco di vegetazione è sceso di 30 cm dal suo livello e ogni anno c'è il contenzioso con la Svizzera che chiude le dighe per i suoi parchi a Locarno e dintorni, quando c'è siccità, ma poi le spalanca quando in stagione autunnale e primaverile ci sono le alluvioni. Così dicono e protestano gli abitanti che lo abitano. Ho scattato qualche foto di località della sponda lombarda del Maggiore (divenuto sempre più Minore) e c'è da mettersi le mani nei capelli. La dove c'erano chiare, fresche e dolci acque, si scoprono sassaiole e pietraglia rovente, relitti di barche, vecchi tubi, eccetera. Ma soprattutto è il fondale rivestito di alghe scivolose che rende pericolose le abluzioni. Del resto, dove si immergono i bagnanti se non ci sono più fondali profondi per nuotare?  Ci ha già pensato qualche ambulante più o meno abusivo a noleggiare pedalò per portare nelle acque alte, i bagnanti. O aspiranti tali. Se ne sta lì, sotto l'ombrellone a sbollettinare ricevute  un tanto all'ora per i pedalò ai bagnanti.  Insomma, si è trovato un nuovo lavoretto, facendo della crisi idrica la sua opportunità. 
Reno di Leggiuno. Acque in ritiro. Affittasi pedalò


Resto sempre più colpita dalla passività fatalista e dallo spirito di adattamento di gente che si accontenta di tiepidi pediluvi e se ne sta lì, in mezzo al guado, in un fetore insopportabile di alghe marcite. E camminano, camminano nell'acqua bassa facendo acrobazie per stare in equilibrio sulla sassaiola resa viscida dalle alghe. Il ritirarsi delle acque rivela relitti di vecchie barche affondate, reti, cordami vari, perfino vecchi tubi. E allora si fa largo un sospetto. 
Quando non ci sarà abbastanza acqua nei bacini, tutte quelle stupende ville con parchi straripanti di camelie (famose sono quelle del Lago Maggiore), rododendri e ortensie verranno risucchiate dai soliti formichieri della finanza immobiliare, per quattro soldi. E già abbondano cartelli di compra-vendita di agenzie immobiliari con  nomi tedeschi. Ma perché la gente è così passivamente fatalista da credere che tutto ciò sia opera del cosiddetto "global warming", senza che non ci sia un intervento umano fortemente interessato a spingere il tutto, proprio in questa direzione? Perché non prendono d'assalto i Palazzi della Regione Lombardia e della Regione Piemonte per costringere le autorità a rendere abitabile il territorio? Di questo passo, assisteremo muti alla privatizzazione delle acque, il più prezioso e sacro dei beni comuni. 

"Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?” chiedeva laconico Mario Draghi, durante l'avvio del conflitto russo-ucraino (correva il 6 aprile 2022).  Con la crisi energetica in corso d'opera nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, rischiamo di non avere né l'una né l'altra. Già perché non si sono venduti mai tanti condizionatori come quest'anno. Ma c'è un ma... Anche questi inquinano, costano e richiedono molta energia. E con lo scenario distopico che stiamo vivendo, niente di più probabile dei black-out energetici. Per ora assistiamo allibiti ad anziani pensionati che vanno a fare la spesa nei supermercati e vi si soffermano più del necessario, perché "lì c'è l'aria condizionata", dicono. Come durante i tempi della crisi pandemica quando qualcuno sostava più del necessario col carrello della spesa, in cerca di quell'unica libertà consentita. Zombificati e infelici, ma perfettamente condizionati dall'aria condizionata. L'estate non  è ancora finita, ma non si vede l'ora che passi, che le giornate si accorcino e che la pioggia rinverdisca l'erba dei giardini rinsecchiti con  assurdi quanto irrazionali divieti municipali di non innaffiare, dato che far morire piante e arbusti, significa inaridire il tutto ancora di più e concorrere attivamente alla siccità permanente. Eppure in questa catastrofe, la gente sembra aver voglia di partire e di muoversi ancora di più. Viaggia e viaggia con aerei, treni, auto e traghetti, cercando forse di sostituire col movimento, quello spazio che le viene negato. Bollino nero per chi si mette in viaggio sulle autostrade - annunciano i TG. 
A rivedere le stelle sì, ma quando?  La nostra buona stella sembra averci abbandonato e i cieli non sono più azzurri di giorno né stellati di notte. 

San Domenico

28 July 2026

L'Apprendista Trump e lo Stregone Roy Cohn




Donald Trump ha detto una sacrosanta verità sulla stampa. Senza di lui molti giornalisti rimarrebbero disoccupati. Ma è anche vero il contrario: il magnate non può vivere senza essere attorniato da cronisti. Anche quando parlano male di lui. Di lui si sono interessati anche i registi e non per farne un divo, ma per presentare retroscena sulla sua formazione giovanile (immobiliarista, uomo d'affari e ora capo politico e due volte presidente). Mi è capitato in questi giorni il DVD del film "The Apprentice - Alle origini di Trump" (L'Apprendista) e non ho resistito alla tentazione di guardarlo. Il regista del film è il persiano-danese Ali Abbasi, scritto e sceneggiato dal giornalista Gabriel Sherman. Dirò subito che non è un grande film e che manca di  una vera potenza narrativa, quella che forse avrebbe potuto condizionare la rielezione del tycoon. Sembra un po' una fiction seriale di quelle che compaiono sulle piattaforme. Ma comprende una parte della vita del giovane Donald che non conoscevo. Il film è del 2024 a ridosso della sua rielezione, ma non arriva a parlare del caso Epstein. Ma il metodo Epstein del ricatto sessuale previo dossieraggio e foto compromettenti da conservare in archivio, viene già praticato da Roy Cohn, l'illustre avvocato, a cui  Trump deve la sua carriera.  E' stato un film osteggiato e boicottato nella sua distribuzione, ma si trova comunque in circuito. Il Trump che Abbasi racconta rappresenta quell'etica del vincente senza scrupoli (un killer, come lui stesso ama autodefinirsi) che attualmente affascina molti, non solo americani, e per gran parte del film spinge il pubblico ad ammirare l'astuzia e la sua capacità di fare affari del suo protagonista, mostrando la realizzazione dei sui sogni: il Grand Hyatt a un passo dalla stazione, i casinò di Atlantic City, la Trump Tower, il Plaza, e sull'orizzonte la Casa Bianca che poi conquisterà due volte. Abbasi descrive il giovane Trump animato dal sacro fuoco dell'ambizione, dapprima con una certa gentilezza, e solo dopo ne rivela man mano le magagne affondando il suo coltello acuminato. Ma la vera star di questo film è Jeremy Strong nei panni del sulfureo Roy Cohn, l'avvocato del Diavolo che fa da mentore al giovane Donald e che gli insegna le regole del Potere. A parere di alcuni (e pure della sottoscritta), sarebbe stato meglio che il regista avesse narrato preferibilmente di lui e non di Trump, poiché una mente così contorta e perversa è difficile da trovarsi.
Del resto, il giovane Trump, nella prima parte del film , subisce subito il suo carisma luciferino e cerca di ingraziarsene i favori, prima di staccarsi definitivamente dalla figura del padre immobiliarista autoritario che lo manda a raccogliere gli affitti degli inquilini inadempienti (dei poveracci di colore,  latini e afro col problema di sbarcare il lunario). Tre sono le inesorabili regole del potere della scuola di Roy Cohn che alla fine cede alle sue pressioni e lo pone sotto la sua ala protettiva: 

1) Attaccare, attaccare, attaccare
2) in caso di errori "Negare, negare, negare" 
3) Non ammettere mai le sconfitte. 

Per ironia del destino, vediamo che questa terza regola è stata ben applicata alla lettera dall'"apprendista" Trump nel conflitto in Iran. Quante volte gli abbiamo sentito dire che gli Usa hanno già vinto e che gli accordi sono a portata di mano? Senza contare che la soggezione esercitata dal mefistofelico avvocato sul suo pupillo, ricorda non poco, il rapporto tra Netanyahu e Trump.
Sullo sfondo una New York che si agita, cambia, si trasforma; gli anni '70 con la loro musica, gli incontri con Andy Warhol e l'underground newyorchese, Rupert Murdoch e altri personaggi famosi della politica  e della società. C'è anche un rapido sguardo sugli anni '80 e le sue bolle speculative, la Reaganomics,  i fiumi di droga e i partouze con cocaina a gogò (lo stesso Trump fece uso disinvolto di anfetamine),  l'isteria per il nuovo virus AIDS (si rivedono mascherine e la fobia per la disinfezione-disinfestazione). Poi ovviamente, c'è l'incontro e il matrimonio  burrascoso fra Trump e Ivana, l'ambiziosissima fotomodella dell'Est che diverrà sua moglie e che gli darà tre figli. 




 “Un film falso e privo di stile, diffamatorio e politicamente disgustoso”, ha tuonato Trump nel suo account sul social Truth. Truth è una piattaforma creata dalla società Trump Media Group che ovviamente, non ha gradito. A mio avviso, c'era tanto materiale , tanta carne al fuoco che avrebbe potuto e dovuto essere gestita meglio. L'interpretazione di Sebastian Stan, un biondino molto carino con la faccia da bambolotto, riesce ad evocare Donald Trump senza tuttavia farne una macchietta o una facile caricatura. Formidabile quella di Jeremy Strong che interpreta Roy Cohn, l 'avvocato manipolatore privo di scrupoli, omosessuale incallito che però odia le "checche", alcolizzato, drogato. Alla fine, malato di Aids a causa della vita promiscua e sregolata che conduceva, fino all'ultimo nega la sua malattia conformemente al suo secondo comandamento "negare, negare, negare". Il vero Roy Cohn è stato il braccio destro di Joseph Mc Carthy pur essendo democratico e non repubblicano. Pur essendo ebreo ashkenazita, ha rastrellato e perseguito molti intellettuali ebrei e spedito sulla sedia elettrica i coniugi Rosenberg durante il periodo della Caccia alle Streghe.

 
Trump e il suo avvocato, il vero Roy Cohn

Nel computo della caccia al "comunista", come è ovvio, cadde anche qualche innocente nella rete. Pur essendo omosessuale, fece cacciare molti di questi che ruotavano nell'ambiente del cinema, ritenuti inaffidabili. Insomma per chi volesse fare ricerche sul web su questo personaggio, non c'è che da sbizzarrirsi (bastano i suntini di wikipedia per farsi un'idea), e da concludere che Cohn è una caso da manuale psichiatrico anche peggiore dello stesso Trump. 
L'epilogo del  film ci mostra un Roy Cohn malato terminale di AIDS e il suo rampante epigono ormai arrivato ai piani alti,  che lo supera in cinismo, egoismo e cattiveria. Infatti gli regala un anello con un diamante tarocco per il suo compleanno. Missione compiuta: l'allievo supera il Maestro e questo ormai può pure uscire di scena.


San Nazario

19 July 2026

La dottrina Donroe

 



Estate, la stagione dei colpi di stato. Chissà perché  i golpe avvengono quasi sempre in estate. Mi chiedevo, ripensando alla politica estera americana,  se la democrazia è l'arte di esportare colpi di stato in nome della democrazia stessa. Il presidente James Monroe nel 1823  fu famoso per rifiutare ogni ingerenza dalle potenze straniere nelle politiche delle Americhe, non solo degli Usa, da considerarsi come "atto ostile" nei confronti degli stessi Usa. Nel 1904 Theodore Roosevelt amplia il teorema facendone «il gendarme del mondo» che rivendica il diritto di intervento per tutelare i propri interessi e trasformano il Centro-Sud America in «cortile di casa». Un po' per scherzo, un po' per sbruffonaggine, un po' sul serio, Donald Trump storpia la cosa con la " dottrina Donroe". E la invoca pure a proposito della Groenlandia dichiarando laconicamente: "La Groenlandia ci serve". Eppure anche in passato non mancano operazioni di espansione, colpi di mano militare e conquiste mascherate di volta in volta con nobili intenti ("ingerenza umanitaria" nei Balcani, guerra preventiva contro il "terrorismo internazionale" in Afghanistan e in Iraq, esportazione della democrazia, e via dissimulando). 

Dal Giappone devastato dalle bombe atomiche nel 1945 (Hiroshima e Nagasaki), ai raid sull’Iran di questi giorni, l’uso della forza aerea è stato uno degli strumenti centrali della politica militare degli Stati Uniti negli ultimi ottant’anni. Secondo le ricostruzioni basate su archivi militari, studi storici e database come ACLED, l’aviazione statunitense ha condotto operazioni di bombardamento in decine di Paesi tra Asia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina, utilizzando prima l’aviazione, poi i missili e infine anche i droni. Dalla guerra fredda alla “guerra al terrorismo”, passando per le operazioni di “regime change" e di esportazione della cosiddetta democrazia. La storia dei «colpi di mano» degli States non inizia con la deposizione in Venezuela il 3 gennaio 2026 del dittatore comunista Nicolás Maduro. Numerose sono le operazioni militari a stelle e strisce, dirette o «coperte» dai servizi segreti: occupazione del Nicaragua (Novecento) per impedire la costruzione di un canale alternativo al Canale di Panamá, controllato dagli Usa; incursioni in Honduras (1934) per sostenere gli interessi statunitensi nell’esportazione di banane. (fonte: Guerre e interventi militari nella storia degli Stati Uniti). 

Non è finita. Gli Usa si scatenano con e senza l'ONU. E ne abbiamo avuto una prova durante i bombardamenti sulla Serbia (nessuna copertura ONU).Con l’«operazione Ajax» la Cia reintegra sul trono lo scià di Persia, Reza Phalavi, destituito da Mohammad Mossadeq. E  ora si riparla di un nuovo discendente della dinastia Reza Phalavi da sostituire agli ayatollah, nell'attuale conflitto in Iran, anche questo, senza l'egida dell'Onu, ridotto ormai all'ombra di se stesso. 

E chi non ricorda la feroce dittatura dei colonelli in Grecia? In questo caso, la democraticissima America appoggiò la dittatura dei militari fascisti cacciando re Costantino (1967-1973). Nel '73 ci fu l'operazione Condor che destituì  e uccise il presidente socialista Salvador Allende nel Cile per mettere una cricca di militari con a capo Pinochet per ben 17 anni (la teoria della salvaguardia del "cortile di casa"). Non andò meglio in Argentina con la cricca militare del feroce Videla, noto per l'operazione desaparicidos.

Del resto Nicaragua e Panama ben conobbero governi-fantoccio impiantati da loro (Somoza, Noriega). 

Passiamo all'Asia e al Medio Oriente. Ed eccoci alla Prima Guerra del Golfo (1991) – Gli Usa con a capo Bush senior, guidano una coalizione internazionale per liberare il Kuwait, occupato da Saddam Hussein.

Invasione e guerra dell’Afghanistan (2001-2021) – È il conflitto più lungo. Dopo l’attentato delle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, il presidente George Walker Bush fa invadere l’Afghanistan dalle truppe Usa, appoggiate dalla Nato. Nel 2021 il ritiro Usa è è molto controverso. (fonte cit.). Il resto, è storia di questi giorni. In Afganistan i cattivi Talebani sono ritornati, il regime change non c'è mai stato e le donne che dovevano essere liberate ed "emancipate" sono più coperte di prima da burqa.

Guerra in Iraq (2003-2011) – L’invasione dell’Iraq da parte di Usa e Alleati si basa su accuse – poi rivelatesi infondate e prefabbricate – che l’Iraq di Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa (la famosa sceneggiata della fialetta di Colin Powell). Risultato di ciò? Destituzione e uccisione di Saddam e una conseguente pericolosa destabilizzazione dell'area, del tutto simile a quella che avvenne in Libia dopo Gheddafi (caduta in mano a tribù beduine) e nella Siria dopo la cacciata di Bashar al-Assad -Quest'ultima operazione avvenne sotto l'amministrazione del "premio Nobel per la pace" Barak Obama. Mi fermo qui, ma ci sarebbe ancora molto da scandagliare sulle operazioni Cia nel continente africano e sui vari putsch militari. 

Ed ecco la domanda delle mille pistole. Qual è la differenza tra Trump e i suoi illustri predecessori? Più nella forma che nella sostanza. Trump usa un linguaggio brutale e grossolano da  bovaro e palesa chiaramente le sue mire espansioniste, mentre gli altri, si servivano ancora di una parvenza di diplomazia.

Veniamo ai nostri giorni,  Il 28 febbraio 2026 scatta l’operazione congiunta Usa («Epic Fury, Furia epica»)-Israele («Ruggito del Leone»). l’Iran risponde con il lancio di missili e droni con gravi conseguenze sul flusso e sui prezzi del petrolio. Lo stretto di Hormuz al quale prima avevamo accesso, è diventato strumento di ricatto  (si apre, si chiude, si riapre, si richiude) e la dottrina Donroe è riuscita nell'intento di impedirci la libera navigazione e i liberi commerci del Golfo, ponendo drasticamente l'Europa nel dilemma se continuare a sottometterci ai capricci di un Caligola dal ciuffo arancione (e quindi all'egemonia americana) o a prepararci a contrastarlo. Sì, ma in che modo? 


Per il momento l'Europa non ha ancora battuto un colpo, e l'unica (magra) soddisfazione, è la vittoria della Spagna al Mondiale di calcio. E comunque, un incubo per Trump e le sue precedenti squallide manovre con Infantino della Fifa degne di un dittatorello sudamericano dei Narcos, nonché uno smacco per la sua proverbiale antipatia verso Sanchez, il quale, a differenza del suo argentino Milei, era presente. 

Sant'Elia profeta

04 July 2026

Fraternità San Pio X: perché proprio ora?






Mi sono chiesta perché mai la controversa Fraternità Sacerdotale S. Pio X (conosciuta anche con la sigla di Fsspx) è stata per anni messa al bando dalle gerarchie ecclesiali, ignorata dai media e invece il più importante quotidiano italiano, il Corriere della Sera, apre con ben quattro pagine a lei dedicate l'indomani del raduno di Écône, nel Canton Vallese (Svizzera). Perché? Ma soprattutto perché questa Fraternità ha sopportato in silenzio le stravaganze moderniste e vicine alla marxista teologia della Liberazione di Bergoglio (stravaganze d'ogni tipo, comprese il vestirsi da bonzo), ma salta su proprio oggi che sul soglio pontificio si è insediato un papa assai meno fanatico e meno "rivoluzionario" di Bergoglio? E come dimenticare le persecuzioni bergogliane contro quei sacerdoti che osavano officiare la Messa in Latino? Se lo è chiesto anche l'amico commentatore di questo blog Jacopo Foscari.

"Nutro simpatia per i lefebvriani e per il rito tridentino, ma era proprio il caso di far partire lo scisma con un pontefice decisamente meno fanatico di Bergoglio? I giornali parlano di "fondi americani" dietro ciò, stai a vedere che...Sempre per la serie "pensar male è peccato...". I puntolini di sospensione sono d'obbligo e l'allusione di matrice andreottiana sul pensar male, pure. Dunque i quotidiani dei "poteri forti" danno spazio a questo raduno di Écône e ai suoi frequentatori come se gli ambienti massonici fossero, in un certo senso, preoccupati dell'evento. 
C'era tra i pii devoti, pure Borghezio con la bandiera bianca della Vandea, un emblema araldico con, al centro, due cuori sovrapposti (il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria). Questi due cuori sono sostenuti alla base da una corona a tre punte, sormontata da una croce e sono  il simbolo della Fraternità S. Pio X
C'era Roberto Fiore di FN, c'erano alcuni vannacciani.  Questo movimento religioso è stato fondato nel 1970 dall'arcivescovo Marcel Lefebvre. Attualmente si trova in una posizione di rottura (definita situazione canonicamente irregolare o scisma) con Roma, sebbene i tentativi di dialogo e di riconciliazione siano, seppur con difficoltà, proseguiti nel tempo.



Le circa 800 chiese tradizionaliste della Fraternità  sparse nel mondo, stanno a dimostrare come sotto la cenere alberghi sempre il fuoco. E che esiste quasi sempre qualcosa di simile al "il ritorno del represso e del rimoso" da quel lontano 1988 nel quale vennero scomunicati da Papa Wojtyla, per aver voluto ordinare quattro vescovi. Paolo VI li aveva sospesi a divinis. Ma fu poi Giovanni Paolo II nel 1988 a scomunicare, con un atto entrato nella storia, i quattro vescovi consacrati da Lefebvre, grande oppositore del Concilio Vaticano II, che intendeva così sfidare l'autorità del Papa e le mai riconosciute riforme della Chiesa. Riforme che vennero paragonate da Marcel Lefebvre, come se la "rivoluzione francese" fosse entrata nella Chiesa. Pertanto, senza il mandato pontificio, esattamente come i lefebvriani di oggi, consacrò quattro vescovi suoi seguaci. Erano i monsignori Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta, tutti allo stesso modo oppositori del Concilio con le sue riforme come l'ecumenismo, l'apertura ai laici, l'abolizione della messa in latino in favore di quella nelle varie lingue nazionali e popolari.

Sotto il pontificato di Benedetto XVI, i quattro vennero prosciolti dalla scomunica, ma nel complesso, la Fraternità sacerdotale rimase ferma nelle sue posizioni preconciliari. Alla morte di Papa Benedetto XVI, la Fraternità San Pio X (FSSPX) ha espresso cordoglio, riconoscendo il suo generoso impegno a favore della Tradizione. Papa Ratzinger aveva infatti revocato la scomunica ai vescovi lefebvriani nel 2009 e liberalizzato la Messa in latino con il Summorum Pontificum, un'apertura molto apprezzata dalla Fraternità.
Intendiamoci, per come è conciata la chiesa odierna non c'è da stupirsi circa la rinomanza ottenuta oggi dai lefebvriani, certamente più attenti ai problemi legati all'identità cristiana dei popoli d'Europa. E se devo dire la mia, non mi è piaciuto il gesto odierno di Papa Leone XVI a Lampedusa, sulle orme del suo predecessore Bergoglio a predicare accoglienza, davanti al mare. E' vero che il Mediterraneo è diventato la tomba dei migranti, ma è altresì vero, che quasi ogni giorno ci sono crimini, accoltellamenti e uccisioni nelle nostre città da parte di qualche "squilibrato" che - guarda caso - proviene da paesi afro-islamici o asiatico-islamici. Forse mi sono distratta, ma constato che sui nostri poveri morti, non c'è ancora papa che pianga.

Il curioso è che diminuiscono le vocazioni sacerdotali della chiesa di Roma, ma aumentano le loro, segno tangibile che i giovani odierni sono in cerca di un "pensiero forte" e di valori non negoziabili.
Altri aspetti dei lefebvriani sono legati alla liturgia e alla Messa con rito tridentino. Il sacerdote officia la Messa rivolto verso l'altare e la croce, e non verso i fedeli. Durante l'eucarestia, l'ostia viene porta dal sacerdote e non può venir toccata dal fedele. Inoltre la religione di stato deve essere, quella cattolica confutando così il concetto di "libertà religiosa" e il cosiddetto "dialogo interreligioso", concetti scaturiti dal Conc. Vaticano II.
 
Raduno lefebvriano a Écône (Svizzera)


Il giorno 1 luglio scorso, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi a Écône, in Svizzera, ignorando l'appello del Papa a sospendere la cerimonia e a tornare indietro. I quattro sacerdoti scelti per l’ordinazione episcopale sono don Pascal Schreiber, svizzero, don Michael Goldade, statunitense, don Michel Poinsinet de Sivry, francese, e don Marc Hanappier, francese. Il primo vescovo è già stato consacrato. (qui scheda riassuntiva su fraternità vs chiesa di Roma)

La risposta a questo gesto la conosciamo. Il decreto dell’ex Sant’Uffizio sancisce che nell’atto di compiere la consacrazione sia i consacranti che i consacrati sono incorsi nella scomunica prevista. È il "doloroso epilogo", conseguenza della decisione presa dai lefebvriani contro la volontà più volte espressa da Leone XIV. (fonte Vatican News). In altre parole, siamo arrivati allo "scisma".

Resta la domanda iniziale: perché proprio ora? Ed ecco un altro interrogativo. C'entra qualcosa con il mutato clima politico?

Infine un' ulteriore dubbiosa domanda : e se dietro ai lefebvriani ci fosse una "manina" americana per indebolire la Chiesa di Roma, visti i rapporti tutt'altro che idilliaci tra Trump e papa Leone?

Si accettano altre ipotesi...

San Procopio