Nessie New Logo

03 April 2026

Bambini in pericolo






Capita che ci si soffermi su casi di cronaca che sembrano essere diventati seriali. Nel senso che sembra esserci una sorta di emulazione collettiva tra l'uno e l'altro. Poniamo quale esempio quello di un balordo di cittadinanza romena che all'uscita di un supermercato a Bergamo cerca di strappare una bambina a sua madre, ma che viene prontamente circondato dalla madre stessa, dal padre appena un po' più davanti e poi dalla sicurezza. Nello strappo, alla piccola è stato spaccato un femore. La bambina ha infatti riportato la frattura del femore dovuta al gesto violento dell’uomo fermato dalla polizia: con sé aveva 5 euro e un passaporto. Inoltre era incensurato e senza patologie psichiatriche ma qualche giorno prima, era stato fermato all’ingresso del pronto soccorso, cercava riparo senza mostrare atteggiamento aggressivo.
Ma eccoci ad un altro episodio. 
A Caivano (Napoli) un uomo di nazionalità ghanese ha tentato di afferrare un bambino di 5 anni all'uscita di un supermercato, gridando che era suo figlio. La madre e i dipendenti del supermercato sono intervenuti, permettendo l'arresto dell'uomo, che era alterato dall'alcool e aveva pure dei precedenti penali.
Veniamo ad altri casi e mettiamoli tutti in fila. A Latina un 34enne iracheno si era avvicinato ad un'auto parcheggiata nell'area di sosta di un supermercato. Ha aperto lo sportello cercando di rapire un bimbo che si trovava all'interno dell'auto con sua madre. L'iracheno è stato arrestato dalla polizia per tentato sequestro di persona e porto d'armi di oggetti atti a offendere.
A Roma invece una falsa baby sitter si presenta in una scuola materna per prelevare una bambina. Per fortuna della piccola, le maestre, prima di consegnargliela hanno telefonato i genitori i quali non avevano incaricato nessuna baby sitter.
Vengo all'ultimo rapimento appena sventato di un bambino di 8 anni nella scuola di calcio dell'oratorio Giovanni Bosco di Osio Sotto in provincia di Bergamo. Mercoledì scorso un pakistano si è introdotto di soppiatto nello spogliatoio dove i ragazzini si stavano cambiando dopo l'allenamento, con lo scopo di prelevarne uno che chiamava per nome per farsi passare per genitore. Il bambino di origini marocchine, ha prontamente avvertito il suo istruttore che quel tipo non si trattava di suo padre. Dopo essersi allontanato, il pakistano è penetrato in un altro ingresso cercando di raggiungere il ragazzino e di portarlo via. Ma è stato bloccato dai dirigenti e dai genitori degli altri ragazzi che hanno allertato i carabinieri. L'accusa è stata quella di tentato sequestro di minore. Per il pakistano è stato convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare, con i carabinieri che hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti nell'oratorio. :
Perché parlo di questi episodi? Perché la ripetitività di questi fatti rimanda alla solita teoria di Agatha Christie sulle coincidenze. La sua famosa massima sostiene infatti che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Questa vecchia regola sottolinea come la ripetizione di un evento sospetto trasformi il caso in un indizio strutturato per risolvere il mistero. E la sottoscritta,  che è  una malpensante cronica, pensa che potrebbe esserci un'Anonima Sequestri addetta ai rapimenti dei piccoli, la quale ingaggia personaggi marginali e balordi per depistare e far pensare al solito "caso isolato". Non è un mistero che i bambini spariscano.  https://www.avvenire.it/attualita/bambini-scomparsi-ce-un-muro-di-silenzio_92483. Che le loro piccole vite si rendano invisibili, e che vengano inghiottiti nel nulla. La scomparsa e il traffico di minori sono emergenze globali che richiedono un'attenzione costante. Ogni anno, più di 250.000 bambini scompaiono in Europa. Nel 2023, in Italia sono stati gestiti 94 casi di minori scomparsi tramite il numero unico europeo 116000, una media di quasi 8 casi al mese. Questo fenomeno può verificarsi in molteplici contesti critici: fughe volontarie o involontarie, sottrazioni nazionali e internazionali, rapimenti. Durante i periodi di maggiore mobilità, come l'estate, il rischio aumenta, soprattutto per i minori stranieri non accompagnati. In contesti di incertezza come i conflitti, le guerre o i  massicci movimenti migratori, i bambini sono particolarmente vulnerabili al rischio di tratta e sfruttamento. Tra i bambini che spariscono, non è un caso che la maggioranza sia straniera. E mi chiedo con che cuore  e con cervello l'ONU veicoli e faciliti ideologie immigrazioniste, quale rimedio all'invecchiamento della popolazione endogena, sapendo che i bambini stranieri sono i più esposti ad abusi d'ogni tipo. E quando parlo d'ogni tipo, intendo riferirmi a sfruttamento sessuale, pedofilia, traffici d'organi. Il discorso diventa davvero ampio, ma ci ritorneremo sopra più nel dettaglio. Tutto questo per dire che occorre non sottovalutare i fatti di cronaca apparentemente isolati e individuali. Dietro al balordo, l'ubriaco, il marginale, l' immigrato clandestino, il maniaco ci può essere una grossa Holding di questo sordido malaffare. Viviamo tempi feroci ed è bene che i genitori intensifichino più che mai, la sorveglianza sui loro bambini, dato che sono sparite le comunità di villaggio - quelle nelle quali anche i figli degli altri erano sotto gli occhi benevoli dei  parenti, dei vicini, degli amici dei genitori.

Ma adesso nella settimana di Pasqua, mi piace pensare all'immagine rassicurante di bambini intenti a  dipingere le uova casalinghe o a rompere quelle di cioccolato in cerca della sorpresa. In GB c'è il gioco  di Easter Rabbit. Un familiare adulto si veste da coniglio e  nasconde le uova (vere, confettate o di cioccolato) in giardino, dietro ai cespugli o nelle cavità degli alberi. I bambini corrono a cercarle coi cestini. Vince chi ne trova di più. Ovvero chi fa bottino di uova. 
Buona e serena Pasqua a tutti, cercando di dimenticare per qualche giorno, tutti gli orrori dai quali siamo attorniati.

                                                             
San Riccardo

25 March 2026

Il lockdown dei luoghi di culto in Terra Santa

 


Archiviato il referendum, una pessima campagna all'insegna dell'ordalia barbarica contro il governo in carica, anziché entrare nel merito di una riforma della magistratura, da parte di chi, in fatto di costituzione dovrebbe tacere (penso solo ai Dpcm illegali e illegittimi, decretati  d'imperio senza nessun passaggio parlamentare), vorrei fare osservare che in prossimità delle festività pasquali continua nei luoghi santi d'Oriente il lockdown dei luoghi di culto. Quei luoghi che, oltre ad attrarre pellegrini, attiravano pure turisti. Vi ricordate quando quel gagà azzimato dai capelli tinti di  Giuseppi Conte ci impose una Pasqua di tumulazione senza Messe, senza riti pasquali, senza funzioni, con la scusa del virus? Fu un gesto barbarico, gretto, incivile. 
Bene, nei luoghi di culto della Terrasanta  continuano le clausure, feroci, ottuse, miopi e ingiustificate. Ora la scusa  da adottare è ipocritamente lampante: c'è la guerra e gli Iraniani tirano missili. Si dà il caso che la Spianata delle Moschee dove c'è la Cupola dorata della Rocca (o Roccia) che è quasi il simbolo e il logo di Gerusalemme, dove ci sono altre chiese cristiane, era sbarrata e  preclusa al culto, ben prima dello scoppio della guerra e delle guerre. Vi ricordate le passeggiate proditorie e blasfeme di Ben Gvir e di Smotrich appartenenti alla destra messianica ultrareligiosa della Knesset, sulla spianata delle Moschee? Vi ricordate che l'accesso ai musulmani per la preghiera, venne sbarrato? E in conseguenza a ciò, pure ai cristiani, i quali  in più di un'occasione già subirono lanci di pietre e sputazzate dai coloni? I due citati, sono ferventi sostenitori di Netanyahu che, anche grazie al loro appoggio, non finisce di aggiungere guerre a guerre, quasi a garantirsi polizze assicurative sulla sua sopravvivenza politica.  
Ora però anche i cristiani del Libano stanno soffrendo ed è appena stato ucciso un parroco, oltre beninteso, a numerosi civili  che nulla hanno a che fare con l'Hezbollah. Basta consultare questo link: 
 https://giornalemio.it/cronaca/la-strage-dei-cattolici-massacrati-dallidf-il-messaggio-del-vescovo-libanese-antoine-nassif/#google_vignette

Del resto anche i nostri Tg sono costretti ad ammettere che stanno bombardando ponti libanesi che congiungono intere parti di Beirut incuranti di chi ci transita sopra. Ed è capitato che ci transitasse il  Nunzio Apostolico in Libano Paolo Borgia, ha rischiato di saltare per aria, nel silenzio assordante della CEI, delle autorità ecclesiastiche e di Papa Leone che non ha ancora emesso un vero ruggito in proposito. 

Quella di Israele non è difesa. Non lo è quando a essere colpiti sono villaggi cristiani, famiglie, civili e sacerdoti cattolici rimasti accanto al proprio popolo. Non lo è quando dei parroci, invece di fuggire, suonano le campane delle loro chiese per dichiarare che non abbandoneranno la loro terra, e per questo diventano bersaglio.

E ancora :
Qui il punto è gravissimo. Non parliamo solo di non combattenti in senso generico, ma di religiosi, di parroci, di presenze pastorali radicate da secoli nel Libano meridionale. Quando un sacerdote viene colpito e ucciso, non siamo davanti a un semplice “effetto collaterale”, ma a una ferita inferta alla coscienza morale, giuridica e religiosa del nostro tempo. Leone XIV tace. La CEI tace. I protestanti silenzio, I pastori pentecostali ancora peggio: pregano per Trump affinché l’esercito israeliano non uccida troppi civili (https://t.me/Giovanni832/16524).  

Muro occidentale piantonato dai soldati israeliani

Aggiungo che in quei territori era stato raggiunto un accordo che era un capolavoro di giudizio, di senno e di buon senso: lo statu quo di Solimano il Magnifico che ha attraversato i secoli. Un accordo detto firmano secondo il quale, Gerusalemme era da considerarsi crocevia di pellegrinaggi, di  culto nonché pacifica coesistenza delle tre religioni monoteiste. Ora questo capolavoro diplomatico è stato gettato alle ortiche in nome di un bellicismo feroce quanto ottuso e sconsiderato voluto da Israele e dal suo Idf. L'altro giorno ai notiziari, Padre Ibrahim Faltas, uno dei custodi del Santo Sepolcro di Gerusalemme nonché direttore di 18 scuole cristiane, appariva  particolarmente preoccupato. La Via Dolorosa, quella in cui si celebrava la Via Crucis e la domenica delle Palme,  appare vuota, desolata, senza nemmeno una bancarella, priva di  pellegrini. Il Muro Occidentale sbarrato e piantonato da soldati come non era mai accaduto nel corso dei secoli. Siamo dunque giunti alle nuove invasioni barbariche e quindi al tramonto della civiltà? Credo che la coscienza di uomini di buona volontà (credenti e non credenti) dovrebbe ribellarsi a questi malvagi ingiustificati soprusi. 

Annunciazione del Signore



AGGIORNAMENTO del 29-3Un fatto senza precedenti ha segnato la Domenica delle Palme nella Città Santa: nella mattinata di oggi la Polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro, dove si stavano recando per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Secondo quanto riportato in un comunicato congiunto delle due istituzioni ecclesiastiche, “il Patriarca e il Custode stavano procedendo in forma del tutto privata, senza alcun carattere processionale né rito pubblico. Sono stati tuttavia fermati lungo il percorso e costretti a fare ritorno”. Un episodio che, sottolineano, rappresenta “la prima volta da secoli” in cui i massimi rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa non hanno potuto celebrare la liturgia della Domenica delle Palme nel luogo della Risurrezione. Patriarca e Custode parlano di “grave precedente” che “ignora la sensibilità di miliardi di persone che, in questa settimana, volgono lo sguardo a Gerusalemme"

Credo che ogni commento sia superfluo, tenuto conto che questa volta si sono espressi contro, perfino Meloni e Tajani. Si tratta di un episodio di escalation e di intolleranza religiosa gravissimo. 

Domenica delle Palme (insanguinate). 

21 March 2026

Perché SI'



Domani si vota e oggi in teoria ci dovrebbe essere il silenzio preelettorale. Ma dato che un blog non rientra nel mainstream ho deciso di usare questo spazio per dire la mia, all'ultimo minuto. La caciara tra la sinistra e la destra è finalmente finita e c'è il tempo, a bocce ferme, per riflettere sul merito della riforma che in sé, è poca roba. Poca roba, ma sono dell'avviso che il poco si conta, il niente invece no. A convincermi  definitivamente per il SI, ci sono stato due pareri di luminari del NO: Ugo Mattei emerito professore di diritto civile all' Università di Torino che si distinse per la sua battaglia contro il green pass, contro il lockdown negli atenei,  e pure l'avvocato Marco Mori. Trovo schizofrenica e incoerente la loro posizione rispetto a quella mostrata contro la "pandemenza". Mi viene da chiedere se il prof. Mattei, si ricorda dei giuristi ai tempi della dittatura sanitaria? Lui non poté nemmeno recarsi a ritirare una raccomandata perché per andare in posta a prelevarla ci voleva il green pass. E dovette (giustamente) farsi scortare dai carabinieri per avere ragione del suo gesto. Vengo all'articolo dell'avv. Marco Mori comparso su Come don Chisciotte, colui che si legò a Italexit e che toccò con mano gli abusi dei togati. Mi viene da chiedergli se  si ricorda di Silvana Sciarra messa da Mattarella a capo della Corte Costituzionale e quali posizioni assunse sulle misure liberticide contro di noi. Si ricorda quando impedì all'avvocato Sinagra (suo collega) di proferire parola cacciandolo fuori dall'aula? Si è reso conto che dai togati non abbiamo avuto proprio  nulla che concernesse la salvaguardia dei nostri diritti umani e costituzionali? Non una parola su tutti i diritti costituzionali calpestati in quel buio periodo. E ora non si fa che sentir dire che questa riformetta andrebbe a intaccare "la più bella del mondo". Quella carta che è stata gettata nel WC durante tutto quel periodo nero. Non so ancora se il mio SI, servirà a qualcosa, ma l'Uomo del Colle che è anche Capo supremo della Magistratura ebbe a dire una frase per me da incidere nella pietra: "Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui". Esiste la libertà di dubitare? di chiedere garanzie? di conoscere se una cura (qui, sotto forma di vax) fa bene o  viceversa comporta dei rischi, prima di subirla come topi da laboratorio? E invece molti hanno subito il delinquenziale "fate presto! fate presto!", gli open day, i ricatti sul lavoro (o ti vaccini o perdi il posto), i ricatti sulle attività sportive, le minacce, le discriminazioni. Nel silenzio più totale da parte di chi avrebbe dovuto amministrare Giustizia e tutelare i cittadini dagli abusi. Gli altri guasti della magistratura li conosciamo bene: innocenti che non vengono scarcerati nemmeno di fronte a inoppugnabili prove. Fumus persecutionis nei confronti di politici non graditi (caso Berlusconi docet), ingerenze pesantissime nei confronti di misure governative non gradite alla casta togata (caso Open Arms contro Salvini), errori su errori giudiziari sui quali non esistono sanzioni da parte di chi li compie... E potrei continuare all'infinito. Può darsi che il SI', non cambi nulla. Ma è certo che col NO, riavremo tutte le magagne che ho citato. 
 


Mi fa sorridere e ridere sentir parlare del rischio che la magistratura possa diventare succube della politica la quale tutto vede e tutto controlla. E quando le nostre procure erano subalterne agli Usa e al Nuovo Ordine Mondiale con l'operazione Mani Pulite (Clean Hands)? Da dove credete che venissero gli ordini di smantellare i nostri migliori assetti industriali e i nostri gioielli di famiglia? E tutti in quel tempo, si sciacquavano la bocca parlando di "rivoluzione" contro la vituperata Prima Repubblica, lanciando con guanti bianchi,  bianchi palloncini per le piazze delle città italiane. Ordini di scuderia americana che in quegli anni disponeva pure di Echelon, il grande Orecchio, per intercettare tutte le telefonate. Il problema  della magistratura (e di chi la dirige, dato che è ora di smantellare il mito della sua "indipendenza"), è che si dovrebbe buttare giù tutto l'impianto del corpo magistrale e rimetterlo in piedi daccapo con nuovi criteri anti-clientelari e anti-correntizi. E che questa riformetta Nordio, servirà a poco. Ma è giusto che chi non vuole tutto ciò,  opti e voti per il suo SI', dato che alla fin fine, un segnale ci vuole. D'altronde, si deve pur sempre iniziare da qualche parte. 

San Benedetto (primo giorno di Primavera)

14 March 2026

Una nave fantasma alla deriva








La nave russa che naviga senza guida in balia delle onde è già diventata la metafora di come hanno ridotto questo povero mondo distorto. Si tratta della Arctic Metagaz che avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. C'è il rischio di un disastro ambientale, ma prima, l'antefatto. Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”. (fonte: sky cronaca


Kiev non conferma né nega. Così come non negò né confermò il sabotaggio del gasdotto North Stream. La stampa,  sugli ucraini glissa via e non infierisce come invece fa con i russi. 
Ma non sono tanto i fatti circoscritti e relativi alla nave che ci interessano e su cui è già partito un soccorso sia da parte nostra che di Malta, quanto la metafora inquietante di quel che stiamo vivendo. La Meloni va ripetendo:  " L'Italia non è in guerra". Formalmente è vero, ma si dà il caso che sia la guerra a cercare noi; e ci coinvolge, ci implica, ci determina, condiziona pesantemente le nostre vite. Nel Kurdistan iracheno nella base militare di Erbil, ecco piombare un attacco contro i nostri soldati, i quali non si sa bene cosa stiano lì a fare. Un soldato francese ci ha rimesso le penne, poveretto. Il suo governo (così come il nostro) lo ha mandato in una di quelle incomprensibili missioni di peace keeping. A noi, per ora, è andata bene e i soldati sono rimasti illesi. Ci sono 2500 militari italiani sparsi in Kuwait, Iraq, Qatar, Giordania, Libano. Alla luce della ripetuta affermazione secondo la quale, non siamo in guerra, che stanno lì a fare? a fare i potenziali bersagli mobili? Com'è noto, il Libano del Sud è tornato ad essere un fronte molto rischioso, per mano di Israele vs. l' Hezbollah sciita.  Ha senso lasciare sotto il fuoco (amico o nemico che sia) la guarnigione dell'Unifil in Libano che è già stata "avvertita" in altre precedenti pericolose circostanze? 
Torniamo in patria (si fa per dire) con la Biennale  di Venezia che in quanto manifestazione culturale, dovrebbe accogliere le varie espressioni artistiche dei vari paesi, senza discriminazioni. Belle intenzioni! In realtà non è così semplice.
Padiglione russo alla Biennale. Buttafuoco il primo, a sinistra

Il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, nominato dall'attuale governo, annuncia una sua scelta di misura e  di buonsenso lasciando che la Biennale diventi il luogo di incontro in grado di andare oltre gli scenari di guerra e dei diktat imposti dagli schieramenti: aprire il padiglione degli artisti russi. Sana iniziativa - si dirà. Le guerre scoppiano, ma poi passano e quando questo avviene, ci si dimentica del perché deflagrano. La cultura è un modo per scrutare il sereno oltre le nubi e per sua natura deve poter essere inattuale e metastorica.  Ma l'Europa non vuole. L'Ucraina insorge. Ma come? fate entrare esponenti della cultura russa? Vi abbiamo negato i gatti delle esposizioni feline, i pianisti, i cantanti lirici, e voi vorreste organizzare nientemeno che un padiglione di artisti russi? NON SI PUO'. Buttafuoco resiste a non voler indossare la livrea del maggiordomo che si mette sull'attenti agli ordini di Bruxelles e di un governo costretto a fare l'obbediente soldatino di piombo, in nome di non si sa bene quale "sovranismo". Ma c'è sempre qualcuno disposto a fare il lacchè: il Ministro della Cultura, il giulivo Giuli, irradiato dal  "Pensiero Solare",  mentre nella sua aura di neo-paganesimo elucubra di "apocalittismi  difensivi" e di "infosfera globale".  Sulla Biennale di Venezia, ecco la sintesi del Giulivopensiero: "Come ministro della cultura ritengo che l'arte di un'autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente". 
Il ministro Giuli e la centralità del suo Pensiero Solare

Bizzarra tesi, la sua: la Russia partecipò alle Biennali quando era ancora Urss, come pure alle Olimpiadi. Se dovessimo riconoscere solo l'arte della dissidenza, allora dovremmo prendere a martellate il vasellame della dinastia dei Ming. O asportare via tutta l'arte commissionata dai Papi durante il Rinascimento e l'età del Barocco. 
Arridatece Genny Sangiuliano, al secolo Genny Delon! Almeno tra una graffiata in testa e l'altra da parte di amanti aggressive, il suo lavoro di buon comunicatore lo sapeva fare. Intanto per mostrare al mondo che GIULI C'E', il citato Ministro ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Cda della Fondazione Biennale di Venezia, rea di aver sostenuto la linea di un' eventuale "Biennale della Tregua".  

Mala Tempora! ma in questi tempi grami è inutile evocare rassicuranti fughe in campagna o passaggi al Bosco, secondo il Mito dell'Anarca di jungeriana memoria. Anche perché il bosco è stato ripopolato di lupi, di cinghiali in sovrannumero. E nelle aree montane, perfino di orsi, caso mai a qualcuno venisse la balzana idea di farsi resistente, o di diventare un neorurale che sopravvive con poco. 

Catherine Trevallion separata dai suoi bambini


La povera Famiglia del Bosco, ha imparato a proprie spese che nel folto della macchia possono nascondersi, carabinieri, assistenti sociali, psicologhe, magistrati dei minori,  poliziotti, tutti pronti a carpire tranquilli bambinetti  che giocherellavano con le caprette, il cavallo, l'asinello,  per trasformarli in piccoli consumatori di cartoni animati, di tablet, di smartphone nel nome di una paroletta magica ch'essi chiamano "socializzazione". Quella stessa socializzazione che li strappa ai loro genitori e alla loro famiglia per tenerli nascosti e separati in una mesta "casa-famiglia", detta "luogo protetto". Protetto da che cosa? 

Mentre - ironia del destino - il vascello fantasma va alla deriva e nessuno sa chi dovrà mettere mano all'imminente disastro ambientale,  c'è chi si mette intorno ad un tavolo per discutere il da farsi: maltesi, italiani, forse la Ue. Dilagano le catastrofi, ma non sanno che vestiti mettersi.  
Stante così le cose, ci vorrebbe una robusta  e sicura Arca di Noè per salvarci da questo nuovo diluvio universale. 

Santa Matilde

05 March 2026

I due Stranamore








Ovvero, come impararono a non preoccuparsi e ad amare la bomba. Innanzitutto mi ha colpito la preoccupazione di Trump di specificare davanti alle telecamere che l'ideatore di questa impresa bellica è stato lui e che Netanyahu (ormai soprannominato il suo "Bibi sitter") è stato trascinato quasi controvoglia. Beato a chi ci crede! Trump, sarà anche un grande imprenditore con fiuto per gli affari, ma è assai incolto e rozzo, pertanto qualcuno gli dica di farsi tradurre il motto latino "excusatio non petita accusatio manifesta".
I due dott. Stranamore non hanno bisogno di consultare nessuno, dato che ormai basta un bottone per sganciare ordigni terribili ed essere in guerra senza dichiararla. C'era una volta la dichiarazione di guerra con tanto di ambasciatore. Vecchie usanze che i tempi - ahimé - pare abbiano cancellato. Macché alleati! Macché Nato! Macché comunità internazionale! Facciamo tutto noi due.
Personalmente, mi spaventa un (dis)ordine mondiale imposto con la forza delle armi e con la tracotanza di coloro i quali sembrano usciti dalla citata commedia nera di Kubrick.



Sì, ormai subiamo i diktat di "un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati ", così scrive Veneziani sui social prima di aver perfezionato il suo pensiero oggi su La Verità. Un articolo ben strutturato che non mancherà di attirargli critiche velenose "di destra" da parte di chi ha portato il cervello all'ammasso, pensando che ogni guerra debba obbligatoriamente avere i suoi tifosi da curva che reagiscono su riflesso pavloviano.  Ricordate? Chi era scettico e contrario al conflitto russo-ucraino, si buscava l'appellativo di "putiniano" o "putinista". Adesso aspettiamoci che chi è contrario a questo spaventoso vaso di Pandora che infiamma il Medio Oriente, l'Asia Centrale e parte del globo, venga indicato come filo-Ayatollah e/o filo Khamenei. C'è bisogno di ripeterlo che non amiamo i regimi teocratici né autocratici? Ma che non per questo, si deve sottostare bovinamente e ovinamente alla legge della giungla che prevede che l'animale più forte, sbrani  tutti gli altri senza un minimo di arbitraggio internazionale? E quale sarebbe il ritorno per noi cittadini d'Italia di tutto questo sconquasso? 
"Trump e Netanyahu stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali". Ma certo, caro Marcello, che si estenderà, ed è già così. La guerra - ogni guerra -  ha le sue dinamiche che spesso vanno avanti per conto proprio, ad onta di chi le ha innescate, e tutto alla fine scivola e rotola su un piano inclinato.
Perfino il falco Maurizio Belpietro che ha scritto un articolo, a mio avviso assai sgradevole, un editoriale comparso in questi giorni che pareva licenziato dalla Knesset, è stato costretto a fare retromarcia e a fare i conti su quanto ci costerà questa guerra in termini di rincari economici sulle bollette, sulle fatture, sui rifornimenti di combustibile e prodotti petroliferi vari. Per non dire dei riflessi sul carrello della spesa di prodotti alimentari. E quale sarebbe il nostro "interesse nazionale" in tutto questo marasma incontrollabile? Più profughi e immigrati da ospitare? Più feriti gravi da ricoverare nei nostri già  iper-saturi ospedali? Più soldi da rastrellare dalle nostre tasche? Senza contare tutta la mancanza di libertà (e pure di verità), che comporta ogni conflitto armato. Lo si è visto in queste ore coi cieli sbarrati, i voli bloccati, la navigazione impedita. E chissenefrega se poi i popoli d' Europa rimarranno in miseria e in  brache di tela? Fuck Europe! Fuck Italy
Non ve lo avevano forse preannunciato il Grande Reset? Non avrai più nulla e sarai felice.
Più Grande Reset di una guerra che fatica ad essere contenuta nei confini "regionali" e che ogni giorno innesca reazioni a catena, una guerra che tutto azzera e tutto riduce in macerie, be' non c'è niente! Molto meglio di una crisi finanziaria come quella dei subprime del 2008. Questo lo sanno bene i due Stranamore destabilizzatori dell'area. Ma è soprattutto Trump che si è macchiato di ridicolo con i suoi elettori, i quali hanno creduto alla favoletta di "America first", e che ora invece fa il valletto di Netanyahu.
Voglio fare notare un'altra cosa. Spesso si usano le donne iraniane private di ogni libertà e trattate come capre (cosa certamente vera) quasi a giustificazione della necessità di rimuovere i capi religiosi con le sottane islamiche con turbanti e barbe folte, a suon di bombardamenti. Bene, guardatevi la fotografia delle 168 bambine uccise e dilaniante dalle bombe in una scuola, delle loro insegnanti uccise e ridotte a disjecta membra. Non sono forse morti da compiangere anche questi? E questa sarebbe la "nuova emancipazione femminile" di nuova esportazione, quella che piove dal cielo con le bombe ed esporta con violenza forsennata "i nostri valori"? 
Scenari tristemente déjà vu in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria, in Libano...




Non dicono niente i soloni del giornalismo che ogni sera preparano siparietti sorridenti in tv, ignorando di proposito questi "effetti collaterali"? O i generali plurimedagliati ospitati in studio seduti lì, a prendere il posto delle Virostar in camice bianco ai tempi della Pandemenza? Eh sì, perché finita un'emergenza, se ne crea subito un'altra, tante altre, e tutte in sequenza. Diciamo pure che ogni anno reca in sé la sua emergenza, fino all'ultimo respiro.... Ci sono già in circolazione mappe, carte geografiche, i plastici di Vespone  con lo stretto di Hormuz attualmente chiuso, le monarchie del golfo contrassegnate con cerchietti rossi, le traiettorie dei droni e dei siluri...Tanti bei disegnini per spettatori impauriti e resi deficienti dal martellamento mediatico, l'altra faccia delle gragnuole di  bombe. 
Frattanto i due Stranamore garantiscono di avere  in serbo armi micidiali per mesi e mesi. E Bibi sitter, si comporta come con i fatidici fustini dei detersivi: paghi uno ma porti a casa due. Ovvero,  due guerre, in un colpo solo mentre ne combatti una. Sì, perché, come se non bastasse quella contro l'Iran, eccolo alle prese col fronte libanese. Quanta ubiquità strategica!

We will meet again, cantava Vera Lynn nel finale della commedia nera "Il dottor Stranamore" (ancor oggi un film più attuale che mai) mentre si allargava il fungo atomico nel grande schermo.

San Adriano