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12 February 2026

Il rosario e il martello


Ci sono le Olimpiadi e posso anche capire il motivo per cui la stampa dorma e non dia notizia né sufficiente copertura mediatica dell'assoluzione dei portuali di Trieste. E comunque siamo sicuri che la notizia avrebbe avuto una maggior risonanza mediatica senza i giochi olimpici? 
Zittificio italiota su questa assoluzione dei manifestanti di Trieste, con l'eccezione della solita Verità che lo ha sparato  i titoli in prima pagina il 6 e il 7 febbraio e riporta pure un'intervista di Stefano Puzzer, il leader anti green pass.

Dunque pare che la vicenda giudiziaria si sia conclusa con formule "assolti perché il fatto non sussiste". E pure "il fatto non costituisce reato". Quindi questi poveracci avrebbero perso il lavoro, sono stati marchiati col marchio di Caino per che cosa? L'avvocato Pierumberto Starace dichiara: "Quando conosceremo le motivazioni rischia di essere una sentenza storica perché il giudice può aver ritenuto arbitraria, l'azione delle forze dell'ordine". Che come è noto, in quella fredda mattina di ottobre del 2021 si trovarono davanti due pesanti mezzi dotati di idranti nonché  ad agenti della polizia in tenuta anti-sommossa con manganelli e lacrimogeni contro pacifici dimostranti. 

La protesta dei portuali divenne così popolare e suscitò una tale simpatia che intorno a quei 350 portuali si radunarono 3000 persone. Molti di questi vennero da tutta Italia per manifestare solidarietà cantando "La gente come noi molla mai". E allora avanti con furia coi manganelli, gli idranti, i fermi e le denunce. E che si spazzi via tutto. Insomma, quella triestina non fu una questione di "ordine pubblico", né di resistenza a pubblico ufficiale tenuto conto dell'atteggiamento di resistenza passiva dei disobbedienti che sgranavano il rosario invece di brandire martelli, ma di politica. Il green pass doveva passare AD OGNI COSTO a suprema garanzia che se non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire, secondo il   tristemente noto diktat di Draghi. 

Gli indagati erano diciotto. Alcuni hanno patteggiato, mentre cinque hanno deciso di affrontare il processo andando fino in fondo e finalmente hanno ottenuto una sentenza giusta: assolti con formula piena. Le cose si ribaltano per i fatti di Torino, dove invece violenti aggressori  di Askatasuna  armati di spranghe, bottiglie, tombini, martelli, laser verdi per disturbare le comunicazioni tra agenti (assai dannosi per la retina degli occhi) sfilano il casco, lo scudo di  un agente 29enne massacrandolo di calci  e martellate. Questi "bravi ragazzi" vengono difesi dai politici di sinistra e da una magistratura che in quattro e quattr'otto li ha pure rilasciati. 



Un poliziotto aggredito durante i fatti di Torino

L'amara favola, l'aveva   già narrata Collodi nel capitolo di Pinocchio nel Paese di Acchiappacitrulli: chi è stato derubato e defraudato finisce in  galera, mentre l'amnistia e l'indulto è riservato solo ai delinquenti matricolati. 

"Noi a Trieste eravamo in strada per difendere il nostro diritto al lavoro e avevamo diritto di protestare", commenta Stefano Puzzer intervistato da Patrizia Floder Reitter. "Di fronte alla polizia che ci caricava, seduti a terra o inginocchiati abbiamo guardato in alto, al Cielo e abbiamo preso in mano il Rosario. Mai avremmo risposto facendo del male, perché il Male porta Male".

Già, loro non hanno avuto santi in paradiso: né partiti di sinistra né di destra, né sindacati (Landini in accordo con Draghi, fece introdurre il green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro). Né  tantomeno, la stampa dei giornaloni né nessun altro. Pertanto ora..."Sono doverose le scuse da parte delle forze dell'ordine e dei politici che allora ci tacciarono di terrorismo", prosegue Puzzer. "Il  sindaco di Trieste arrivò a dire che eravamo le Nuove Brigate Rosse".  Si tratta, con ogni evidenza, di una calunnia infamante. 

Tutti noi abbiamo provato sdegno e infinita humana pietas nel vedere l'aggressione dell'agente 29enne sposato con figli  circondato da una decina di  farabutti teppisti durante i fatti di Torino, e ci siamo chiesti chi glielo fa fare per una miseria di stipendio. 

Bene, ora però è venuto il  momento anche per la polizia di saper distinguere il rosario dal martello. Durante la cosiddetta "pandemia" le forze dell'ordine non hanno dato un buon esempio. Non si vanno a dare multe di 400 euro  alle vecchiette che entrano nei cimiteri per portare un fiore a un congiunto. Non si rastrellano i boschi per vedere se c'è qualche disobbediente al confinamento imposto, la cui colpa è quella di voler respirare un po' d'aria buona; non si insegue un maratoneta che corre sulla battigia di una spiaggia. Spiacente, ma l'obbedienza non è sempre una virtù e non ci si può nascondere dietro alla solita formula trita e ritrita degli "ordini superiori". 

Stefano Puzzer non è stato ancora reintegrato nel suo posto di lavoro, a causa di lungaggini burocratiche. Deve aspettare la rettifica da parte della Corte di Appello di Venezia, la quale a sua volta è vincolata al pronunciamento della Cassazione. E allora campa cavallo...Cinque gradi di giudizio per una giusta causa di lavoro è un'altra ferita nelle ferite. 

Santa Eulalia

06 February 2026

La psichiatrizzazione della società e della persona

 






Ho letto un articolo di Susanna Tamaro comparso sul Corriere della Sera  del 26 gennaio scorso che tratta l'argomento apparentemente inaccostabile come la vicenda della famiglia nel bosco con quello di Vittorio Sgarbi. In realtà sono due vicende che hanno molto in comune. In entrambi i casi c'è una magistratura che si impadronisce delle vite degli altri per metterli sotto tutela come avveniva durante la dittatura comunista in Urss. Il noto critico d'arte non può sposare la sua compagna di una vita Sabrina Colle, prima di venire sottoposto a perizia psichiatrica, solo perché una figlia (forse più interessata al suo patrimonio che al suo affetto) ha fatto richiesta di esserne la tutrice. Idem per la nota "famiglia del bosco" australiana smembrata e separata negli affetti più cari dopo il prelievo forzoso dei tre bambini. I genitori come è noto non possono interagire coi figli, se non alla presenza delle assistenti sociali. Le visite vengono contingentate e la madre non può rimanere a tempo pieno con i suoi bambini, mentre al padre è consentita solo qualche oretta, come avviene nei parlatori carcerari. Così  i bambini sono passati dalla libertà del bosco con la capretta, il cane e il cavallo, a un' impersonale e anonima casa-famiglia con tanto di assistenti sociali che con molta probabilità non parlano nemmeno la loro lingua, in questo caso (e non a caso) la "lingua materna" -  quella degli affetti. 
Chi giudica gli stili di vita, le scelte sentimentali di Sgarbi così come le scelte esistenziali dei coniugi Trevallion e della loro famiglia, sottoposti a perizia psichiatrica e che hanno reagito denunciando, a loro volta, l'assistente sociale? I giudici, gli psicologi, gli psichiatri forensi e le assistenti sociali. Ovvero, quelli che la Tamaro chiama "i nuovi sacerdoti".

Quello che sta succedendo non ha nulla a che vedere con la sua controversa immagine pubblica, ma con qualcosa di molto più grave e che accomuna la sua vicenda (ndr: si riferisce a Sgarbi), in qualche modo, a quella dei bambini del bosco. In entrambi i casi abbiamo delle persone che non compiono alcun crimine, ma semplicemente non si uniformano alla codificata consuetudine dei tempi, e per questo vengono psichiatrizzate. Gli psichiatri sono assurti, loro malgrado, a sacerdoti del postmoderno. La loro parola sancisce ciò che è accettabile da ciò che non lo è...


D'altra parte, una forma di medicalizzazione  di massa forzosa e perfino di psichiatrizzazione è avvenuta anche durante il periodo della crisi sanitaria del 2020, con la cosiddetta "pandemia". Un ragazzo a nome Dario Musso che violò le regole liberticide del confinamento coattivo imposto da Conte, venne ritirato in reparto psichiatrico mediante TSO e dovette intervenire il parlamentare leghista Armando Siri (nipote del fu-cardinale genovese Giuseppe Siri) per farlo rilasciare. Il fatto avvenne a Ravanusa in Sicilia, ma i più, manco se ne ricorderanno, nonostante si fosse trattato di un atto gravissimo. Inoltre ci fu l'episodio dello studente di Fano, (2021) finito in psichiatria per non aver voluto indossare la mascherina ed essersi incatenato al banco.  Sono antefatti  che stanno a dimostrare che il fossato della linea di confine tra democrazia e tirannia è già saltato ed è stato ampiamente varcato. Alla famiglia del bosco, la sottoscritta ha già dedicato un paio di post qui e qui. Ma noto con dispiacere, che ogni scusa è buona per allungare i tempi burocratici del rilascio dei bambini  e che da novembre a oggi sono passati  quasi tre mesi. Bambini allontanati dai genitori a Natale, a Capodanno, all' Epifania e in altre feste comandate, mentre la Pasqua non è lontana, tenuto conto che quest'anno cade il 5 aprile prossimo.  Penso, a questo punto,  che non bastino più i presidi di solidarietà della popolazione di Palmoli. Non credo che quando questa brutta storia finirà, i due coniugi australiani avranno ancora voglia di rimanere nel nostro paese. 


Sempre la Tamaro in un'intervista a cura di Francesco Borgonovo, apparso su "La Verità", parla di un "proletariato mentale" sottomesso all'arbitrio dei media mainstream che fanno da megafono al potere. Ovvero, siamo all'assenza di un pensiero critico, all'essere omologati in tutto per tutto alle idee socialmente imposte e a subire un controllo sociale in ogni ambito della vita. Le scelte personali ritenute devianti possono venire, non solo stigmatizzate, ma impedite e represse con ogni mezzo. 
Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone - continua la Tamaro.
Per le persone è normale avere un momento di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell'ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi.
 
Nel caso di Sgarbi, lo stato depressivo nel quale era sprofondato durante la sua ospedalizzazione, è servito ad attirargli l'attenzione psichiatrica. Curiosamente, quando invece era veemente, polemico, reattivo e perfino aggressivo, nessuno si sognava di richiedergli un simile trattamento. Della  serie, a cavallo magro vanno addosso mosche. 
Un paragrafo importante dell'intervista citata  è dedicato alle case-famiglia e a tutto il  business che ci sta dietro. Il tutto gestito dai sistemi  poco trasparenti delle cooperative rosse. Ma questo è un altro tema di discussione sul quale torneremo. 

Santa Martina

29 January 2026

Svizzera, lavanderia d'Europa e del mondo






Chiudo questo mese con un post che riprende l'argomento dal quale sono partita in apertura d'anno. Sono contenta, una volta tanto, che i media nostrani non mollino e tengano accesi i riflettori sulla sciagura di Crans-Montana (40 morti e 116 feriti fra francesi, belgi, svizzeri e italiani). Non mi piace un'Europa che ha messo sotto indagine un poliziotto che si è difeso, nell'esercizio del proprio dovere, da un pusher nigeriano che gli ha puntato una pistola nel fetido bosco di Rogoredo (MI), ma poi usa una crudele leggerezza sul martirio di 40 ragazzini morti arsi vivi. D'accordo, è vero che la Svizzera è Europa geografica ma non fa parte della Ue. Tuttavia il sistema svizzero è marcio fino al midollo: consente ai minorenni di poter consumare alcolici nei locali pubblici; la prostituzione non è considerata reato purché le zoccole paghino le tasse e si fa pagare pure lautamente per "terminare" i pellegrini dell'eutanasia, pratica consentita da parecchio tempo sul suo territorio. Direi, che rappresenta l'anteprima della disgregazione, l'avanguardia consapevole di uno sfacelo che poi si diffonde a macchia d'olio per tutti gli stati del cosiddetto "occidente". Senza dimenticare che Davos è la famosa località montana che si trova proprio in Svizzera, nel cantone dei Grigioni, dove  ogni anno si riuniscono i potenti del mondo, i quali studiano il sistema di opprimere i popoli, con sempre nuove soperchierie e nuove vessazioni. Vengo al punto.
In questi giorni è proprio tra le istituzioni parlamentari svizzere che si registrano malumori, risentimenti e attriti anti-italiani - quegli italiani colpevoli di volerci vedere chiaro sulla tragedia di Crans. Siamo lieti di questo ritrovato amor di patria elvetico, da parte di chi  si sente irritato e ferito nella propria "identità" nazionale da questi "mangiatori di spaghetti all'amatriciana" che saremmo noi. Ma si dà il caso che la magistratura cantonale del Vallese venga messa in piedi su esplicita nomina politica. Il punto è che la dott.ssa Béatrice Pilloud, la procuratrice del canton Vallese,  è affiliata al Partito Liberale radicale e questa appartenenza ha costituito da subito il primo vistoso «inciampo» dell’indagine. Difatti milita nel Plr anche il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, 55 anni, un farmacista giunto al terzo mandato e che pur non avendo fatto eseguire controlli da 5 anni di quel fatale Constellation  circa le norme di sicurezza, dichiara alle telecamere che lui non si dimette né si dimetterà. Forse perché percepisce uno stipendio sibaritico? Non olet! Perciò, di quale "separazione dei poteri" si parla, di grazia? 
Inoltre, mi fanno ridere le critiche al governo Meloni (sia quelle svizzere che quelle italiane) da parte di quelli che pretendono che proceda solo "in punta di diritto" e che biasimano il ritiro dell'Ambasciatore italiano, considerandolo un gesto al di fuori del protocollo. Lo critico anch'io il governo quando è il caso, ma non in questa situazione. E' infatti grazie a questo gesto, se ora la Svizzera sta sotto gli occhi del mondo e deve rendere conto dei suoi comportamenti.  E se anche la Meloni lo avesse fatto per mera convenienza elettorale (come tanti vanno insinuando), è sempre meglio agitare le acque che non fare  un bel nulla come Macron, il quale lascia soli i suoi 20 ragazzini arsi vivi e le loro famiglie senza emettere un belato. Forse l'enfant de Rothschild ha i suoi scheletri nell'armadio? O forse si sente semplicemente imbarazzato dal fatto che i  due principali responsabili corsi di questo disastro abbiano nazionalità francese? 

Mentre i giorni passavano, (e ne sono passati ben nove dal rogo del Constellation, un tempo utile per cancellare, falsificare e inquinare le prove) la Pilloud non ha disposto il sequestro della documentazione in Municipio relativa al discobar. E' stato il responsabile della sicurezza a consegnare i documenti del Constellation in Procura, pur essendo ipotizzabile fin da allora, che proprio lui potesse avere qualche responsabilità nel disastro. E - guarda caso -  ora salta fuori come "il quarto uomo" inquisito.  Comunque sia, le numerose pecche di un'inchiesta che ha bisogno di essere fortemente investigata, saltano agli occhi anche ai profani del Diritto. Come il non aver disposto autopsie sui ragazzi morti, molti dei quali asfissiati per i collanti e i materiali  tossici. Come  non aver fatto perquisire gli altri locali ed esercizi dei coniugi Moretti. Come aver rilasciato a piede libero Jacques Moretti dopo neanche due settimane di detenzione,  su cauzione (200.000 fr.) versata da  un misterioso mecenate, di cui viene altrettanto misteriosamente, taciuta l'identità. Idem per la moglie mai messa in stato di arresto. Come l'aver permesso la presenza di un coniuge quando veniva interrogato l'altro coniuge in modo tale che ambedue potessero concordare la medesima versione dei fatti senza contraddirsi. Come non aver sequestrato subito i filmati delle telecamere e degli apparecchi di videosorveglianza. Insomma, un'indagine che fa acqua da tutte e parti,  e che ha bisogno di venire a sua volta indagata. 

Per fortuna ci sono le rogatorie da parte della nostra magistratura (siamo costretti da quella svizzera a doverla apprezzare),  e pare che sia stata accettata la richiesta del nostro governo di collaborazione delle indagini. Sì, ma intanto la vitaccia grama la fanno i ragazzi ustionati e ricoverati, con le loro famiglie. 
Ma torno al sistema cantonale svizzero. E' curioso aver ascoltato negli anni, tanto battage propagandistico dalla Lega ai tempi di Gianfranco Miglio e di Umberto Bossi, per poi rendersi conto dai fatti che il federalismo, anziché favorire indipendenza, favorisce mafiette locali, porte girevoli, connivenze e commistioni. Cosa cercano di fare, in queste ore,  quei bravi avvocati svizzeri che hanno in carico la difesa delle loro vittime, come Romain Jordan?  Tentare di scavalcare la procuratrice  vallese con la faccia di Heidi,  per invocare un'autorità giudiziaria super partes a carattere nazionale. Ovvero, raggirare lo stesso sistema che li imprigiona. 
Come al solito, alla fine è la realtà dei fatti che ha la meglio sull'ideologia. 

Esistono sulla Svizzera libri che ne mettono a nudo lo spirito cinico del pecunia non olet  e che la indicano come una sorta di rogue state sbiancato e democratizzato per l'uopo. Un po' come il denaro che viene depositato e ripulito nelle sue banche e del quale non si indaga mai sulla provenienza. Vietato farlo. 
Il sociologo e giurista Jean Ziegler (nato in Svizzera) si è inimicato le banche elvetiche col suo "La Svizzera lava più bianco", un saggio che in queste ore viene più che mai citato.  Ziegler si spese molto sullo scandalo dei "conti dormienti", con denaro dei cari estinti fatto sparire in men che non si dica  fin dai tempi del dopoguerra ("La Svizzera l'oro e i morti").  

Qualche nome di criminale celebre per aver depositato i  conti in  Svizzera? Mobutu, il criminale dello Zaire (ex-Congo belga) che spodestò  il legittimo governo di Patrice Lumumba con un golpe. Ci fu inoltre lo scandalo di Crédit Suisse che amministrò 18mila conti legati a oltre 30mila clienti, per una ricchezza totale di 88 miliardi di euro,
Tra loro ci sono un trafficante di esseri umani delle Filippine, un finanziere della borsa di Hong Kong incarcerato per corruzione, un conto di proprietà del Vaticano usato per presunti investimenti fraudolenti a Londra (attualmente al centro di un procedimento penale che coinvolge anche un cardinale), il braccio destro dell’ex dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe, capi di Intelligence di vari paesi che hanno collaborato con la Cia e molti altri. (fonte: La banca Credit Suisse è accusata di aver coperto i conti di persone connesse ad attività illegali).
 
Il piccolo memoriale di Crans-Montana


Insomma, la Svizzera lavanderia del mondo,  grazie al denaro riciclato, lava bianco che più  bianco non si può. Questa storiaccia di Crans-Montana, villaggio dove hanno perfino spostato quel piccolo memoriale sulla neve fatto di fiori e di lumicini per ricordare i  40 ragazzi deceduti,  lontano dalla piazzetta principale, allo scopo di favorire il turismo e  le competizioni sciistiche e per non lasciare tracce di tanto dolore, non può e non deve essere facilmente archiviata all'insegna del cinico show must  on. 
La Svizzera finalmente ha gettato quella maschera ipocrita e sdolcinata di paese modello fatto solo di stecche di buon cioccolato, di gare sciistiche, di convegni per miliardari e di orologi a cucù. 

San Costanzo


21 January 2026

Trump e il complesso di Nerone

 


Ho ascoltato il discorso di Trump al World Economic Forum di Davos durato per la bellezza di un'ora e mezzo. Speravo in cuor mio di trovarci qualcosa di alto, di elevato; un bel discorso non dico del Re, ma da statista. Invece era tutto un vantarsi di aver fatto questo, aver fatto quello, di aver trovato un'America disastrata, ma di averla  già fatta volare. Di aver fatto cessare ben otto conflitti. Poi è stata la volta delle cifre, dei numeri dell'economia. Il Corrierone ha già riportato l'intero discorso, per chi volesse leggerlo. Ma Trump è meglio ascoltarlo, vedere la sua stazza in piedi, sentire come cerca di intimidire la platea, incurante di qualche inevitabile fischio. The Donald è arrivato a Davos con circa 2 ore di ritardo a causa di un problema elettrico sull’Air Force One. 

Non ha attaccato subito con la Groenlandia, ma ha esordito coi i suoi successi economici, contro l'immigrazione illegale, la bontà dei dazi. E che dazi! Poi, tra i suoi successi  c'è  quel "Venezuela che sta facendo fantasticamente bene, in sei mesi guadagnerà più di quello che ha guadagnato in 20 anni". 

Curioso che la Meloni abbia asserito che la faccenda dell'Artico vada condotta sotto l'ombrello Nato senza rendersi conto che Donald, la Nato la vorrebbe fare fuori. E non ne fa mistero. "La Nato e l'Europa sono assolutamente irriconoscenti" attacca Trumpone.

"Gli Stati Uniti pagavano quasi il 100% del bilancio della Nato" e "io ho posto fine a tutto questo", ha proseguito il presidente, prima di rivolgersi al segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, seduto tra il pubblico. ". "Ciao Mark (ndr: Rutte) ! Non chiediamo nulla in cambio", tranne una cosa: "Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è la Groenlandia", ha scandito.
"Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio per la protezione del mondo: è tutto ciò che abbiamo sempre chiesto. Non abbiamo nemmeno tenuto quel pezzo di terra quando avremmo potuto", ha aggiunto.

Beh, se la Groenlandia si limita ad essere un "pezzo di ghiaccio", perché allora darsi tanto da fare?  Poi i toni si fanno larvatamente minacciosi:  "Se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto", "se diranno di no, ce lo ricorderemo".

"Tutto ciò che vogliamo dalla Danimarca è questa terra su cui costruiremo il più grande Golden Dome mai costruito", ha dichiarato il presidente.
"Il Golden Dome difenderà il Canada. Il Canada riceve molti regali da noi, tra l'altro. Dovrebbero esserci grati, ma non lo sono. Ieri ho visto il loro primo ministro (Mark Carney, ndr). Non era molto grato, ma dovrebbe esserlo", ha detto, sottolineando che il Canada "esiste grazie agli Stati Uniti". 

E' curioso questo suo insistere nel rinfacciare "regali" come un Babbo Natale scontento e  brontolone, per poi borbottare che europei e canadesi sono degli ingrati e degli irriconoscenti. Chiariamo una buona volta questa faccenda. Ma il vantaggio è stato più  che mutuo e  reciproco durante tutti gli anni in cui l'Europa è stata occupata manu militari e  permangono a tutt'oggi le basi Nato con tanto di  installazioni e radar nella nostra Penisola. E ancora: 

"Senza gli Stati Uniti tutti parlerebbero tedesco o giapponese". Chissà come sono felici i giapponesi dei "regalini" di Hiroshima e Nagasaki sganciati nel 1945 e cioè quasi alla fine della guerra! E avevano pure dei nomi pittoreschi, questi bei doni  caduti dal cielo: Little boy quella di Hiroshima, e  Fat Man quella di Nagasaki.  Aggiungendo poi che quando la guerra è finita, la Groenlandia l'hanno restituita alla Danimarca.  "E' stato stupido ma l'abbiamo fatto". "Quanto è ingrata ora la Danimarca - ha aggiunto - La Groenlandia è quasi disabitata, è in una posizione strategica tra Usa, Russia e Cina".



Donald Trump afferma di non voler usare la forza per acquisire la Groenlandia che per un paio di volte, sbagliando, chiama Islanda (Iceland), ma sottolinea che se lo facessero gli Stati Uniti sarebbero "inarrestabili". Nel suo intervento oggi a Davos, il presidente americano ha puntato il dito contro gli alleati Nato che si oppongono alle sue mire espansionistiche, affermando che "noi diamo così tanto, ed abbiamo così poco in cambio". Poverini, eh? In  tutti questi anni sono stati sansebastianizzati da quei cattivacci europei! 

"Non abbiamo mai chiesto nulla, non abbiamo mai avuto niente..." Ah sì, certo. I piani Marshall ci sono stati elargiti tutti gratuitamente, senza che da Oltreatlantico non ne abbiano beneficiato neanche di un cent.  Chi ha assistito al discorso di Trump non poteva non pensare a Nerone e alla sua megalomania, così come ci viene tramandato dalla vulgata e dai film storici. Ci mancava la lira in mano e Roma, o  meglio il mondo, che brucia. E purtroppo, brucia e continua a bruciare, nonostante i ghiacci dell'Artico. Quo Vadis Donald? Andrà a finire coi soliti negoziati del chiedere molto per ottenere abbastanza. 

Coraggio, ancora tre anni e poi la leggenda del  Grande Magnate immobiliarista sarà finita, in nome della democrazia della cosiddetta "alternanza". 


Fonte. (adnKronos

Santa Agnese






15 January 2026

Mercosur, un trattato per sottrarci sovranità alimentare

 


Intanto, partiamo subito dall'acronimo e dalle sue origini. Mercosur significa "Mercato Comune del Sud" ed è un blocco commerciale e di integrazione economica sudamericano, fondato nel 1991, che mira a creare un mercato comune tra i paesi membri, eliminando le tariffe interne e adottando una tariffa esterna comune, promuovendo la cosiddetta "libera circolazione di beni, servizi e persone". Il progetto si era arenato con la "pandemia", ma poi è stato rilanciato. In altre parole,  si tratta della prosecuzione della globalizzazione. con altre sigle e con altre zone geografiche. Ettore Prandini della Coldiretti gioca col nome chiamandolo "Marcosur", dato che è la Germania che è tornata a dettare legge in Ue (che scoperta!) e Ursula von der Leyen esegue pedissequamente ordini di scuderia, tutelando innanzitutto gli interessi di Berlino. Il 9 gennaio scorso, Il Consiglio Ue – con una votazione a maggioranza qualificata del Comitato Speciale dei rappresentanti per l’agricoltura – ha dato il via libera all’accordo commerciale Mercosur – con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay –  accordo, la cui firma è prevista per il 17 gennaio (che è dopodomani). 

L'estensione del mercato a queste aree del mondo non ci recherà nulla di  buono ed è inutile farsi illusioni. Come possiamo stare sul mercato se sarà consentito importare in Europa prodotti coltivati con fertilizzanti, diserbanti, pesticidi e fitofarmaci che da noi sono vietatissimi? Hanno votato contro l’accordo Mercosur: Ungheria, Polonia, Irlanda, Austria e Francia. Il Belgio si è astenuto. L'Italia invece, dopo tante chiacchiere sulla "sovranità alimentare" da parte di Meloni e Lollobrigida, ha votato a favore. 
Monsignor Carlo Viganò ha lanciato la sua invettiva su questa nuova apocalisse che si sta abbattendo su di noi, testo che è già apparso su numerosi blog, e social media. Non posso che associarmi anch'io. Non ci resta che sostenere le lotte degli agricoltori, che inevitabilmente esploderanno e che già imperversano per le piazze delle capitali europee coi loro trattori. E solidarizzare con loro.




Un’élite eversiva si è impadronita dei governi di quasi tutti i Paesi occidentali. I suoi emissari nei governi considerano i propri cittadini come nemici da estinguere mediante pandemie, guerre, carestie e criminalità.

Sono decenni che i globalisti orgogliosamente rivendicano la paternità dei progetti di depopolamento, nel silenzio complice della stampa mainstream e di tutte le istituzioni civili e religiose. E se i crimini della farsa psicopandemica e le frodi dell’emergenza climatica sono ormai innegabili, appare ormai evidente che il comparto da eliminare è proprio quello dell’agroalimentare, oggi troppo parcellizzato e quindi poco controllabile a livello globale.

Il Mercosur è un trattato di libero scambio con Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay e Uruguay a seguito del quale l’Europa sarà invasa da alimenti prodotti da coltivazioni o allevamenti non sottoposti alle nostre ferree regole sanitarie.

 La sua approvazione costituisce un attacco all’agricoltura, agli allevamenti, alla pesca e alla salute dei cittadini europei, che avrà come risultato la distruzione del tessuto socioeconomico di intere Nazioni e la dipendenza alimentare dalle multinazionali del settore, tutte riferibili ai fondi di investimento BlackRock, Vanguard e StateStreet che stanno saccheggiando le terre agricole.

 L’asservimento dei governanti agli interessi dell’élite globalista è ancor più evidente dinanzi alla pianificazione della sostituzione etnica, perseguita allo scopo di cancellare l’identità religiosa, culturale, linguistica ed economica degli Stati e poter meglio controllare le masse.

Da Starmer a Macron, da Rutte a Sanchez, dalla von der Leyen alla Meloni, la sorveglianza totale è ormai in fase di realizzazione e diventerà irreversibile con l’introduzione della valuta digitale e l’obbligo dell’ID univoco per l’accesso ai servizi essenziali.

 La Von Der Leyen per conto della Ue prossima alla firma del Mercosur. Esprimo quindi il mio pieno sostegno alle manifestazioni di protesta degli agricoltori e degli allevatori europei e britannici, in queste settimane fatti oggetto di una vera e propria persecuzione spietata e ingiustificata.

Auspico che i cittadini diano pieno appoggio a queste categorie particolarmente colpite, anzitutto acquistando direttamente da loro ciò che producono, perché è grazie alla loro presenza che possiamo mangiare in modo sano ed evitare alimenti ultraprocessati o geneticamente modificati.

Invito a boicottare le aziende della grande distribuzione che sostengono il Mercosur e penalizzano la produzione interna.

L’Unione Europea è un’associazione eversiva criminale: essa non può essere “cambiata dal di dentro”, va semplicemente rasa al suolo.


Fonte: https://x.com/CarloMVigano/status/2010000231128076554?s=20



San Mauro


Sullo stesso argomento, Il Pane e la Neve

e La rivolta dei contadini