Nessie New Logo

19 July 2026

La dottrina Donroe

 



Estate, la stagione dei colpi di stato. Chissà perché  i golpe avvengono quasi sempre in estate. Mi chiedevo, ripensando alla politica estera americana,  se la democrazia è l'arte di esportare colpi di stato in nome della democrazia stessa. Il presidente James Monroe nel 1823  fu famoso per rifiutare ogni ingerenza dalle potenze straniere nelle politiche delle Americhe, non solo degli Usa, da considerarsi come "atto ostile" nei confronti degli stessi Usa. Nel 1904 Theodore Roosevelt amplia il teorema facendone «il gendarme del mondo» che rivendica il diritto di intervento per tutelare i propri interessi e trasformano il Centro-Sud America in «cortile di casa». Un po' per scherzo, un po' per sbruffonaggine, un po' sul serio, Donald Trump storpia la cosa con la " dottrina Donroe". E la invoca pure a proposito della Groenlandia dichiarando laconicamente: "La Groenlandia ci serve". Eppure anche in passato non mancano operazioni di espansione, colpi di mano militare e conquiste mascherate di volta in volta con nobili intenti ("ingerenza umanitaria" nei Balcani, guerra preventiva contro il "terrorismo internazionale" in Afghanistan e in Iraq, esportazione della democrazia, e via dissimulando). 

Dal Giappone devastato dalle bombe atomiche nel 1945 (Hiroshima e Nagasaki), ai raid sull’Iran di questi giorni, l’uso della forza aerea è stato uno degli strumenti centrali della politica militare degli Stati Uniti negli ultimi ottant’anni. Secondo le ricostruzioni basate su archivi militari, studi storici e database come ACLED, l’aviazione statunitense ha condotto operazioni di bombardamento in decine di Paesi tra Asia, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina, utilizzando prima l’aviazione, poi i missili e infine anche i droni. Dalla guerra fredda alla “guerra al terrorismo”, passando per le operazioni di “regime change" e di esportazione della cosiddetta democrazia. La storia dei «colpi di mano» degli States non inizia con la deposizione in Venezuela il 3 gennaio 2026 del dittatore comunista Nicolás Maduro. Numerose sono le operazioni militari a stelle e strisce, dirette o «coperte» dai servizi segreti: occupazione del Nicaragua (Novecento) per impedire la costruzione di un canale alternativo al Canale di Panamá, controllato dagli Usa; incursioni in Honduras (1934) per sostenere gli interessi statunitensi nell’esportazione di banane. (fonte: Guerre e interventi militari nella storia degli Stati Uniti)

Non è finita. Gli Usa si scatenano con e senza l'ONU. E ne abbiamo avuto una prova durante i bombardamenti sulla Serbia (nessuna copertura ONU).Con l’«operazione Ajax» la Cia reintegra sul trono lo scià di Persia, Reza Phalavi, destituito da Mohammad Mossadeq. E  ora si riparla di un nuovo discendente della dinastia Reza Phalavi da sostituire agli ayatollah, nell'attuale conflitto in Iran, anche questo, senza l'egida dell'Onu, ridotto ormai all'ombra di se stesso. 

E chi non ricorda la feroce dittatura dei colonelli in Grecia? In questo caso, la democraticissima America appoggiò la dittatura dei militari fascisti cacciando re Costantino (1967-1973). Nel '73 ci fu l'operazione Condor che destituì  e uccise il presidente socialista Salvador Allende nel Cile per mettere una cricca di militari con a capo Pinochet per ben 17 anni (la teoria della salvaguardia del "cortile di casa"). Non andò meglio in Argentina con la cricca militare del feroce Videla, noto per l'operazione desaparicidos.

Del resto Nicaragua e Panama ben conobbero governi-fantoccio impiantati da loro (Somoza, Noriega). 

Passiamo all'Asia e al Medio Oriente.  Ed eccoci alla Prima Guerra del Golfo (1991) – Gli Usa con a capo Bush senior, guidano una coalizione internazionale per liberare il Kuwait, occupato da Saddam Hussein.

Invasione e guerra dell’Afghanistan (2001-2021) – È il conflitto più lungo. Dopo l’attentato delle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, il presidente George Walker Bush fa invadere l’Afghanistan dalle truppe Usa, appoggiate dalla Nato. Nel 2021 il ritiro Usa è è molto controverso. (fonte cit.). Il resto, è storia di questi giorni. In Afganistan i cattivi Talebani sono ritornati, il regime change non c'è mai stato e le donne che dovevano essere liberate ed "emancipate" sono più coperte di prima da burqa.

Guerra in Iraq (2003-2011) – L’invasione dell’Iraq da parte di Usa e Alleati si basa su accuse – poi rivelatesi infondate e prefabbricate – che l’Iraq di Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa (la famosa sceneggiata della fialetta di Colin Powell). Risultato di ciò? Destituzione e uccisione di Saddam e una conseguente pericolosa destabilizzazione dell'area, del tutto simile a quella che avvenne in Libia dopo Gheddafi (caduta in mano a tribù beduine) e nella Siria dopo la cacciata di Bashar al-Assad -Quest'ultima operazione avvenne sotto l'amministrazione del "premio Nobel per la pace" Barak Obama. Mi fermo qui, ma ci sarebbe ancora molto da scandagliare sulle operazioni Cia nel continente africano e sui vari putsch militari. 

Ed ecco la domanda delle mille pistole. Qual è la differenza tra Trump e i suoi illustri predecessori? Più nella forma che nella sostanza. Trump usa un linguaggio brutale e grossolano da  bovaro e palesa chiaramente le sue mire espansioniste, mentre gli altri, si servivano ancora di una parvenza di diplomazia.

Veniamo ai nostri giorni,  Il 28 febbraio 2026 scatta l’operazione congiunta Usa («Epic Fury, Furia epica»)-Israele («Ruggito del Leone»). l’Iran risponde con il lancio di missili e droni con gravi conseguenze sul flusso e sui prezzi del petrolio. Lo stretto di Hormuz al quale prima avevamo accesso, è diventato strumento di ricatto  (si apre, si chiude, si riapre, si richiude) e la dottrina Donroe è riuscita nell'intento di impedirci la libera navigazione e i liberi commerci del Golfo, ponendo drasticamente l'Europa nel dilemma se continuare a sottometterci ai capricci di un Caligola dal ciuffo arancione (e quindi all'egemonia americana) o a prepararci a contrastarlo. Sì, ma in che modo? 


Per il momento l'Europa non ha ancora battuto un colpo, e l'unica (magra) soddisfazione, è la vittoria della Spagna al Mondiale di calcio. E comunque, un incubo per Trump e le sue precedenti squallide manovre con Infantino della Fifa degne di un dittatorello sudamericano dei Narcos, nonché uno smacco per la sua proverbiale antipatia verso Sanchez, il quale, a differenza dell'argentino Milei, era presente. 

Sant'Elia profeta

04 July 2026

Fraternità San Pio X: perché proprio ora?






Mi sono chiesta perché mai la controversa Fraternità Sacerdotale S. Pio X (conosciuta anche con la sigla di Fsspx) è stata per anni messa al bando dalle gerarchie ecclesiali, ignorata dai media e invece il più importante quotidiano italiano, il Corriere della Sera, apre con ben quattro pagine a lei dedicate l'indomani del raduno di Écône, nel Canton Vallese (Svizzera). Perché? Ma soprattutto perché questa Fraternità ha sopportato in silenzio le stravaganze moderniste e vicine alla marxista teologia della Liberazione di Bergoglio (stravaganze d'ogni tipo, comprese il vestirsi da bonzo), ma salta su proprio oggi che sul soglio pontificio si è insediato un papa assai meno fanatico e meno "rivoluzionario" di Bergoglio? E come dimenticare le persecuzioni bergogliane contro quei sacerdoti che osavano officiare la Messa in Latino? Se lo è chiesto anche l'amico commentatore di questo blog Jacopo Foscari.

"Nutro simpatia per i lefebvriani e per il rito tridentino, ma era proprio il caso di far partire lo scisma con un pontefice decisamente meno fanatico di Bergoglio? I giornali parlano di "fondi americani" dietro ciò, stai a vedere che...Sempre per la serie "pensar male è peccato...". I puntolini di sospensione sono d'obbligo e l'allusione di matrice andreottiana sul pensar male, pure. Dunque i quotidiani dei "poteri forti" danno spazio a questo raduno di Écône e ai suoi frequentatori come se gli ambienti massonici fossero, in un certo senso, preoccupati dell'evento. 
C'era tra i pii devoti, pure Borghezio con la bandiera bianca della Vandea, un emblema araldico con, al centro, due cuori sovrapposti (il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria). Questi due cuori sono sostenuti alla base da una corona a tre punte, sormontata da una croce e sono  il simbolo della Fraternità S. Pio X
C'era Roberto Fiore di FN, c'erano alcuni vannacciani.  Questo movimento religioso è stato fondato nel 1970 dall'arcivescovo Marcel Lefebvre. Attualmente si trova in una posizione di rottura (definita situazione canonicamente irregolare o scisma) con Roma, sebbene i tentativi di dialogo e di riconciliazione siano, seppur con difficoltà, proseguiti nel tempo.



Le circa 800 chiese tradizionaliste della Fraternità  sparse nel mondo, stanno a dimostrare come sotto la cenere alberghi sempre il fuoco. E che esiste quasi sempre qualcosa di simile al "il ritorno del represso e del rimoso" da quel lontano 1988 nel quale vennero scomunicati da Papa Wojtyla, per aver voluto ordinare quattro vescovi. Paolo VI li aveva sospesi a divinis. Ma fu poi Giovanni Paolo II nel 1988 a scomunicare, con un atto entrato nella storia, i quattro vescovi consacrati da Lefebvre, grande oppositore del Concilio Vaticano II, che intendeva così sfidare l'autorità del Papa e le mai riconosciute riforme della Chiesa. Riforme che vennero paragonate da Marcel Lefebvre, come se la "rivoluzione francese" fosse entrata nella Chiesa. Pertanto, senza il mandato pontificio, esattamente come i lefebvriani di oggi, consacrò quattro vescovi suoi seguaci. Erano i monsignori Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta, tutti allo stesso modo oppositori del Concilio con le sue riforme come l'ecumenismo, l'apertura ai laici, l'abolizione della messa in latino in favore di quella nelle varie lingue nazionali e popolari.

Sotto il pontificato di Benedetto XVI, i quattro vennero prosciolti dalla scomunica, ma nel complesso, la Fraternità sacerdotale rimase ferma nelle sue posizioni preconciliari. Alla morte di Papa Benedetto XVI, la Fraternità San Pio X (FSSPX) ha espresso cordoglio, riconoscendo il suo generoso impegno a favore della Tradizione. Papa Ratzinger aveva infatti revocato la scomunica ai vescovi lefebvriani nel 2009 e liberalizzato la Messa in latino con il Summorum Pontificum, un'apertura molto apprezzata dalla Fraternità.
Intendiamoci, per come è conciata la chiesa odierna non c'è da stupirsi circa la rinomanza ottenuta oggi dai lefebvriani, certamente più attenti ai problemi legati all'identità cristiana dei popoli d'Europa. E se devo dire la mia, non mi è piaciuto il gesto odierno di Papa Leone XVI a Lampedusa, sulle orme del suo predecessore Bergoglio a predicare accoglienza, davanti al mare. E' vero che il Mediterraneo è diventato la tomba dei migranti, ma è altresì vero, che quasi ogni giorno ci sono crimini, accoltellamenti e uccisioni nelle nostre città da parte di qualche "squilibrato" che - guarda caso - proviene da paesi afro-islamici o asiatico-islamici. Forse mi sono distratta, ma constato che sui nostri poveri morti, non c'è ancora papa che pianga.

Il curioso è che diminuiscono le vocazioni sacerdotali della chiesa di Roma, ma aumentano le loro, segno tangibile che i giovani odierni sono in cerca di un "pensiero forte" e di valori non negoziabili.
Altri aspetti dei lefebvriani sono legati alla liturgia e alla Messa con rito tridentino. Il sacerdote officia la Messa rivolto verso l'altare e la croce, e non verso i fedeli. Durante l'eucarestia, l'ostia viene porta dal sacerdote e non può venir toccata dal fedele. Inoltre la religione di stato deve essere, quella cattolica confutando così il concetto di "libertà religiosa" e il cosiddetto "dialogo interreligioso", concetti scaturiti dal Conc. Vaticano II.
 
Raduno lefebvriano a Écône (Svizzera)


Il giorno 1 luglio scorso, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi a Écône, in Svizzera, ignorando l'appello del Papa a sospendere la cerimonia e a tornare indietro. I quattro sacerdoti scelti per l’ordinazione episcopale sono don Pascal Schreiber, svizzero, don Michael Goldade, statunitense, don Michel Poinsinet de Sivry, francese, e don Marc Hanappier, francese. Il primo vescovo è già stato consacrato. (qui scheda riassuntiva su fraternità vs chiesa di Roma)

La risposta a questo gesto la conosciamo. Il decreto dell’ex Sant’Uffizio sancisce che nell’atto di compiere la consacrazione sia i consacranti che i consacrati sono incorsi nella scomunica prevista. È il "doloroso epilogo", conseguenza della decisione presa dai lefebvriani contro la volontà più volte espressa da Leone XIV. (fonte Vatican News). In altre parole, siamo arrivati allo "scisma".

Resta la domanda iniziale: perché proprio ora? Ed ecco un altro interrogativo. C'entra qualcosa con il mutato clima politico?

Infine un' ulteriore dubbiosa domanda : e se dietro ai lefebvriani ci fosse una "manina" americana per indebolire la Chiesa di Roma, visti i rapporti tutt'altro che idilliaci tra Trump e papa Leone?

Si accettano altre ipotesi...

San Procopio


25 June 2026

My heart belongs to Daddy


La biologia non è un'opinione. A 80 anni si può anche avere una botta di arteriosclerosi o di demenza senile. E ci sono tutti i segni. Ma allora si va a portare i nipotini ai giardinetti e non ci si insedia alla presidenza della più importante potenza mondiale. Trump sta dimostrando sempre più di essere una iattura per gli Usa e per il mondo intero che si ritrova con un Caligola borderline. Comunque la si pensi su Giorgia Meloni, lei non poteva reagire che in questo modo per recuperare un minimo di dignità verso chi l'ha trattata come la "fan"  o la groupie al seguito di una rockstar o di un Divo, da poter straccionare. Il punto più basso, Trump lo ha toccato quando si è inventato la faccenda del selfie e la presunta preghiera di essere fotografati insieme, da parte di Meloni. Che lei avesse tentato di ricucire lo strappo precedente del NO del suo governo all'uso delle basi di Sigonella, è un conto; ma la faccenda del selfie se lo è inventato lui di sana pianta, per rinforzare ed espandere il suo Ego di uomo malato: non ci vuole uno psichiatra per capirlo! La sua megalomania arriva al punto di credere che solo nella presunta foto con lui, lei avrebbe recuperato quota dal "calo di popolarità". Peccato che il sondaggio IPSOS Doxa abbia registrato che più del 77% degli Italiani  (di destra e di sinistra) ha un'opinione negativa su Trump.   
E invece siamo costretti a sentire i lai e le abbaiate sguaiate della solita sinistra che le rimprovera di essere stata "serva" del magnate immobiliarista. Curioso che abbiano dimenticato quando Renzi (con mogliettina) faceva il paggetto di Obama e presenziava alle cerimonie della Casa Bianca in grande spolvero coi coniugi Barack e Michelle.  E anche quando volle un referendum  di riforma costituzionale (che poi perse) su suggerimento della Banca d'affari JP Morgan. Andiamo più indietro? Massì... 

D'Alema, per mostrare che i comunisti non esistono più e che sono pronti a sposare ciecamente la causa atlantista di una guerra assurda, fece bombardare la Serbia per 78 giorni, con aerei che partivano dalla base di Aviano. E senza nemmeno la copertura ONU né lo straccio di un passaggio parlamentare. Come lo dovremmo chiamare? Servo di due padroni? dell'Est e dell'Ovest? Eppure a  sinistra, si dimentica, si  tace  e  si nasconde. 
Ce n'è anche per la "Destra-John Wayne" sempre in cerca dell'uomo forte, dell'Uomo della Provvidenza, che non ha gradito la contromossa della Meloni in quanto Trump rappresenterebbe la guida spirituale del cosiddetto Occidente (nozione opinabile, giacché l'Occidente inizia con la civiltà greco-romana e non con il Far West). Ma poi come si permette una donnina che è due soldi di cacio, di ribellarsi a quel lunatico omaccione grande e grosso? 



Veniamo a queste ultime ore dove il segretario della Nato Mark Rutte (foto in alto) ha scelto di fare i compitini dei buoni e dei meno buoni stati aderenti alla Nato, con tanto di grafici. In testa c'è l'Italia che ha dato il consenso a 500 aerei americani per operazioni nel quadro della missione Epic Fury. Qualcuno insinua che Rutte volesse approfittare dei rapporti tesi fra Trump e Meloni per assestare il colpo di grazia a lei, e al  nostro governo. Qualcun altro (Lucio Caracciolo) lo ritiene talmente stupido, da non saper fare neanche questo,  ma di voler dimostrare a Daddy (così chiama il paparino di Mar-a-Lago) che lui e la Nato servono a qualcosa. E in che sede lo ha fatto? Guarda caso, ai microfoni di Fox news che poi è l'emittente dell'attuale governo statunitense. Altri ancora fanno un'altra congettura. La bagarre scatenata dalle sue improvvide affermazioni con la solita sinistra che richiede di "riferire in parlamento", servirebbe a rivedere lo statuto Nato (eminentemente difensivo) alla luce delle guerre preventive (cioè di attacco a sorpresa), quale è appunto il conflitto israelo-americano in Iran. Come se ciò non bastasse, c'è da registrare pure la reazione piccata dei pasdaran iraniani che considerano il nostro paese in guerra. 

Fatto si è che Daddy non si è scomposto e ha mostrato la lavagnetta con la lista dei cattivacci scrocconi che lo hanno abbandonato alle epiche tempeste del Golfo persico.  Nessuno ha chiesto ai vincitori della IIa guerra mondiale di venire protetti dal dopoguerra a oggi, cedendo di fatto, brandelli di sovranità, e qualcuno spieghi a Trump che le basi Nato (ovvero americane), scaturite dagli accordi di Yalta e dalla suddivisione del mondo in due blocchi, sono state fatte per difendere gli interessi della più grande superpotenza mondiale. Ma non per noi "scrocconi". Sempre che "Daddy" sia ancora capace di intendere e di volere. 
Caro Rutte (nomen/omen), quanto a lei, si ricordi che il destino dei tirapiedi è quello di prendere martellate nelle gengive, proprio da chi si vuole ossequiosamente servire. Specie quando si cerca di dare  troppa aria alle stesse. 


San Guglielmo

19 June 2026

Solstizio d'estate con generale


Ogni estate che avanza ha i suoi tormentoni canori. Ma ultimamente è la politica che copia sempre più il lancio di una canzonetta. O di un concerto pop. Si preparano con un congruo anticipo gli eventi, si pesca er Fenomeno di turno con  adeguata campagna di stampa, primo raduno in una città importante, interviste preventive e ospitate sui canali tv, statistiche su quanti voti può rastrellare e così via. Ricordate Grillo? Non si parlava d'altro e tutti correvano alle sue performance teatrali. Il destino delle sorti dell'Italia pareva essere nelle mani di Grillo e del M5S. Pochi si chiesero chi era la Casaleggio e Associati, chi era e da dove proveniva Sassoon,  importante socio della Casaleggio. Prima di Grillo accadde qualcosa di simile con Renzi, un altro prodotto lanciato dal sistema in qualità di "ago della bilancia" di tutta quella sinistra in cerca però di un "centro di gravità permanente" che potesse includere l'area moderata. E il centro supremo, ovviamente era lui. Insomma, l'ultimo lancio del prodotto politico sul mercato trova sempre una pletora di creduloni pronti a dargli credito e a precipitarsi alle urne per votarlo. E' quasi un riflesso condizionato. Vengo all'ultimo divo (si fa per dire), l'ex generale Roberto Vannacci che si è costruito una carriera con un  fortunato libello autoprodotto (Il mondo al contrario) , per poi entrare nella Lega come il classico "cavallo di Troia" e da qui spiccare il balzo per l'Europa. Del resto, Salvini che non è un fulmine di guerra, pensava di strumentalizzarlo a sua volta pappandosi un po' del suoi voti. Ma  è rimasto trombato. A colpirmi è stata la sfacciataggine del nuovo arruolato che ha fatto il gradasso a Pontida  giurando e spergiurando che mai e poi mai avrebbe usato la Lega come un taxi: pagare la corsa per poi scendere e scaricarla.  E invece - guarda un po' -  è andata proprio così!
E' proprio vero: per i fessi non c'è Paradiso - recita un vecchio proverbio americano. Ma Salvini non lo conosce, con ogni evidenza.   

Vannacci è da sempre un uomo perfettamente integrato nell'apparato atlantista con l'ambizione di esserne contro. Del resto se così non fosse stato, non avrebbe mai potuto accedere al ruolo di "generale" in Italia dove spesso occorre essere in certi circoli di stampo massonico, per  intraprendere la carriera. In tutte le pagine di quel suo libro che ha furoreggiato on line e nel cartaceo per mesi e che molti lettori poco smaliziati hanno custodito come "livre de chevet" sul comodino, non vi è un solo cenno in difesa degli Italiani che subivano le vessazioni autoritarie della farsa pandemica, e delle vaccinazioni coatte. Alla domanda se trovava giusto l'uso obbligatorio di vaccini sperimentali distribuiti alla spicciolata e imposti col ricatto del  greenpass, non ha mai dato una vera risposta eludendo il problema. Del resto, i media mainstream si sono guardati bene dal metterlo in imbarazzo. Preferiscono,  chiedergli se ha mai messo le corna alla moglie - come ha fatto la Gruber, usa a fare giornalismo di bassa portineria. Nessuno lo ha mai tallonato sulle politiche espansive di Israele e sui trattamenti disumani che riserva ai palestinesi a Gaza, in Cisgiordania e  ai civili in Libano.  E se il Vannacci è filo-sionista, è roba che fa parte del suo corredo di militare. Preferiscono, appena possono,  rifilargli l'accusa di "putinista": c'est plus facile. 
Dicevo poc'anzi delle canzonette. Il nuovo partito di Vannacci "Futuro Nazionale" pare abbia una canzone-logo: "Futura" di Lucio Dalla. 
E pazienza se l'uomo che arringa gli omosessuali nei suoi comizi e sul  suo libro dicendo loro "Cari Gay, voi non siete normali", poi  inserisce la canzone del un noto cantautore omosessuale bolognese, nel suo movimento. Smentirsi fa parte dello spirito dei tempi. Del resto anche Trump che si era distinto come strenuo avversario della cultura woke e contro il movimento LGBTQ, ha inserito quell'YMCA accompagnato dai suoi buffi balletti sul palco, canzone che è l'inno dei gay, parola acronimo di Good As You. E se davvero si volesse essere coerenti si userebbe la parola italianissima "omosessuali". 

Il Pifferaio di Hamelin


Ma la dissonanza cognitiva è parte integrante dello Spirito dei Tempi, e più si è moderni, più si è dissonanti. Il generale Vannacci che fa bagni di mare putiniani in pieno inverno sulle spiagge di Viareggio per poi avvolgersi in calde vestaglie, non si preoccupi: gli Italiani amano la Commedia dell'Arte e correranno in massa a votarlo, in preda ad un nuovo vibrante riflesso pavloviano. Come fecero con il guitto Renzi (ora costretto a fare il  sabotatore del Genio Civile di altre formazioni politiche, per poter sopravvivere col suo 2%), come fecero con il giullare Beppe Grillo, caduto poi in disgrazia. Poi si annoiano, si stancano, li dimenticano e corrono alla ricerca di nuove vibrazioni con nuove rockstar della Politica da seguire  in massa come i topi del magico Pifferaio di Hamelin.  Il sistema lo sa, e da sempre studia poteri, contropoteri, depistaggi, fake, gatekeeper. E anche come dev'essere l'opposizione gradita a quello  stato profondo che la crea. 

San Romualdo

12 June 2026

Inaccettabile, è tutto quanto sapete dire?




Un paese di ciabatte - dice Ben Gvir quando ha appreso di essere stato indagato dalla Procura di Roma. Risposta:  Inaccettabile. Ridere e deridere dei prigionieri, dopo averli obbligati a stare legati con la faccia per terra come cani con giù il muso e replicare all'oltraggio con un "Inaccettabile":  è tutta lì, la vostra reazione muscolare? Richiamare l'ambasciatore israeliano e ripetergli formulette di prammatica di una diplomazia ormai in disuso (per gli israeliani non è mai nemmeno iniziata) è  tutto quanto sapete fare? Brrr....chissà che paura avrà Ben Gvir della vostra mono-risposta! 
Mi pareva già  una sciocchezza proibirgli l'accesso di Francia, Olanda, Polonia, Irlanda, ma vedo che Tajani e Meloni, riescono ad essere ancora più inefficaci  e remissivi dei loro colleghi che almeno provano a fare qualcosa. Loro due,  aspettano forse che sia Ursula von der Leyen a dare il disco verde sulle misure da prendere verso il kippato feroce?
Si certo, quel fulmine di guerra di Tajani si è limitato a rispondere "Inaccettabile", una parola che non vuole dire assolutamente nulla dal momento che poi non fa che incassare soprusi da mesi. Inoltre il vocabolario italiano è vario e variegato: inammissibile, intollerabile, indegno, spudorato, vergognoso, ignominioso, inverecondo ....e via elencando. Si scelga qualche altro aggettivo rafforzativo. Poi possibilmente, dalle parole, si passi ai fatti e cioè a misure adeguate legate, ad esempio,  all'interruzione di  relazioni commerciali. Ma non solo sanzioni circoscritte a  quel disturbato mentale di Ben Gvir uso a far balletti pachidermici sulla spianata delle moschee per dimostrare che è tutto suo, ma all'intero governo Netanyahu.
Inoltre, c'è da sottolineare l'aspetto pavido da timorati di Dio (e di Israele), della nostra classe politica. E allora si preoccupano per la sua dignità, come afferma la Meloni. "Approfitto – dice – per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili (ancora!) per l’Italia e poco dignitose per Israele“.
Poco dignitoso per Israele??
Ma perché invece di salvare la dignità di uno stato che ha il vizio di strafregarsene della cosiddetta "comunità internazionale" e che non vuole affatto essere "salvato"; che non vuole avere nemmeno la mappa dei suoi confini perché così può allargarsi a dismisura, che non ha un vero statuto, la Meloni non salva la sua dignità e quella del nostro paese? Non è forse stata eletta per difendere la sovranità della nostra Patria?
Andiamo avanti. Un colono spinge con violenza una povera suora in modo da farle battere la faccia sul cordolo di un'aiuola per poi prenderla anche a  calci mentre è ferita: Inaccettabile! Uccidono soldati  caschi blu dell'Unifil, missione di pace: Inaccettabile! Sparano e feriscono nostri soldati: Inaccettabile! Bombardano i quartieri cristiani del Libano, forse per la paura che anche lì tra le chiese e gli altari ci siano gli Hezbollah: Inaccettabile! E poi interi palazzi sventrati da bombe, morti su morti che non vengono nemmeno più calcolati. Inaccettabile, anche questo, vero? 
Così come è Inaccettabile che da anni la comunità dei cristiani d'Oriente viva tra dileggi, sputi sul saio dei frati, lanci di pietre e soprusi da parte di ebrei ortodossi e coloni, una situazione ben descritta dal giovane cronista Guglielmo Gallone di Vatican News già collaboratore della  rivista di geopolitica  Limes. Qui il video: 
. https://www.youtube.com/watch?v=uc9Dp165d9I


Insomma, è  tutto quel che sapete dire? E pensate di difendervi così da chi vi orina palesemente in testa e poi magari pretende pure le vostre scuse? Un modo per confermare il fatto che invece di un vera  Penisola, una vera nazione,  siamo per davvero "il paese delle ciabatte", anche se fa male constatarlo. Lo avete visto Tajani con gli occhi impauriti farfugliare il suo disappunto tenendo la testa bassa?  
Per chi sa avere il polso di quanto avviene tra i cittadini, ora la gente non ha più paura di guardare in faccia la realtà e  di additare la verità per quella che è, perciò delle veline governative di comodo non ne vuole più sapere. Un buon politico deve sempre imparare a tastare il polso dei suoi cittadini, coglierne i malumori e non parlare come se avesse una pezza di cloroformio in bocca verso chi si comporta male  e non rispetta il nostro Paese. Al di là delle scadenze elettorali, di chi vince e di chi perde, la vita dei cittadini è quella d'ogni giorno, con le sfide di ogni giorno, coi fardelli d'ogni giorno.

San Guido