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04 May 2026

A che punto è la democrazia in Israele?



"Due popoli due stati?". Beati ai gonzi che ci credono ancora. E mi fa tanta pena il povero Tajani quando va ripetendo questa favoletta nella quale non crede più nemmeno lui. Quel che vogliono costruire  gli israeliani è la Great Israel. E' fastidioso doversi occupare di religione ogni volta che si parla di politica, ma questa Grande Israele, per chi non lo avesse ancora capito, è un progetto a matrice religiosa. O meglio, il progetto di espansione, viene giustificato dal dettato religioso sulla cosiddetta Terra Promessa, una teologia basata sul messianesimo. Per rendersene conto, basta guardare le cartine geografiche a confronto: quelle di ieri e  via via, quelle di oggi. Noi ci scandalizziamo tanto quando sentiamo parlare di "repubblica islamica" (io per la prima), ma chi mai oserebbe indignarsi quando Israele viene indicato come "stato ebraico"? Eppure, a ben rifletterci, è una denominazione che non include.
La domanda che non di rado viene posta è, Israele è uno stato laico? Anche se sono soprattutto gli israeliani che dovrebbero porsi questo  interrogativo. 
Lo scrittore, narratore e saggista  Amos Oz (1939-2018), autore del bel romanzo " Una storia di amore e di tenebra", già convinto sostenitore sionista, ha spesso criticato l'evoluzione-involuzione di Israele nel corso del tempo, temendo che la crescente influenza dei coloni e dei gruppi ultra-religiosi minacciasse la natura laica, moderna e democratica dello Stato. Egli sognava un'Israele laica e si opponeva al fanatismo, definendosi un "profeta laico".
"Anche un'occupazione inevitabile è un'occupazione ingiusta", ebbe a scrivere in un articolo dal titolo "Terra dei nostri padri".
 Del resto Oz non fu mai tenero col rabbinato e la comunità degli ebrei ultraortodossi (gli Haredim) che vivono a Gerusalemme e dintorni in  rioni e cittadelle separate rifiutando i segni del progresso.
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"Tuttavia, a differenza della maggior parte delle democrazie occidentali, in Israele non c’è piena separazione fra religione e Stato. In termini pratici, la spiegazione può esser trovata nei rapporti delle forze politiche in campo sin dalla costituzione dello Stato – rapporti che hanno costretto i grandi partiti laici a scendere a compromessi su questo tema per ottenere il sostegno dei partiti religiosi." (fonte: Limes). 
Non voglio inoltrarmi nella  variegata galassia dei gruppi religiosi che popolano quella terra, perché è cosa  piuttosto complicata. Esistono, tuttavia, gruppi di ebrei religiosi che sono apertamente non sionisti e perfino anti-sionisti, che basano la loro posizione sull'interpretazione della Torah e del Talmud. Uno dei più famosi è quello di Naturei Karta, un gruppo religioso che rifiuta l'autorità e l'esistenza stessa dello Stato di Israele e mantiene buoni rapporti coi palestinesi. Sul web vengono mostrati filmati di  membri di Naturei Karta che vengono manganellati e aggrediti dalle forze di sicurezza israeliane, a causa della loro reticenza ad adeguarsi alle regole di uno stato, nel quale peraltro vivono.  

Ben Gvir festeggia i suoi 50 anni. con la torta del cappio


Giusto per mostrare quanto sia impossibile da quelle parti applicare il laicissimo motto di date e Cesare quel che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio, nel parlamento israeliano (la Knesset) esiste un partito che si chiama "Partito sionista religioso", i cui esponenti principali sono Itamar Ben Gvir
Bezalel Smotrich. Il primo è ministro per la Sicurezza Nazionale del governo Netanyahu, mentre il secondo, figlio di un rabbino ortodosso, ne è Ministro delle Finanze. Ce ne siamo già occupati in questo post del 23 settembre 2025 u.s. Tra le ultime prodezze di Ben Gvir c'è il famoso distintivo-spilla con il cappio per l'impiccagione e la torta per il suo cinquantesimo compleanno con il nodo scorsoio per i palestinesi, segni di orgoglio suprematista per aver varato una pena di morte su base etnica. Mancherebbero  giusto i cappucci bianchi del KKK e così siamo al completo. 
Già lo scenario a cui assistiamo nel Vicino Oriente  è dei peggiori. A Gaza, dopo essere stata rasa al suolo (70.000 vittime) pare che ci siano non so quanti cadaveri intrappolati sotto le macerie (si parla di 8000 , secondo il quotidiano israeliano Haaretz) che attendono degna sepoltura, prassi civile che non si nega nemmeno ai cani. Bambini mutilati, denutriti e morsicati dai topi che invadono le loro oramai lacere tende, in uno scenario spaventoso. Nel Libano si parla già di 2600 morti, ma la scusa pronta è  che colà ci sta l'Hezbollah (scusate la rima) e che è giusto bombardare e sventrare palazzi, impedire ai pescatori libanesi di uscire con le loro modeste barche, per campare.  Mi si perdoni l'accostamento, ma sarebbe un po' come dire che noi avremmo dovuto bombardare tutta la Sicilia solo perché nell'isola c'erano le famiglie mafiose. 
Torno alla cartina o meglio, alle cartine geografiche. C'è il problema della Cisgiordania e degli insediamenti dei coloni che hanno eroso  quel che resta dei cosiddetti "territori palestinesi". E sia chiaro, non solo con la cementificazione selvaggia  ed espropriativa (davvero pessima a vedersi e che fa scempio di un bel paesaggio), ma uccidendo inermi pastorelli arabi, rubando loro ogni cosa, intimidendoli in ogni modo in un vergognoso apartheid. Ma il mondo tace. Qualche belato in Francia lo si è appena udito quando uno di questi coloni ha preso a calci in segno di disprezzo religioso, una suora francese non prima di averla fatta cadere per terra. Qui l'articolo con tanto di  video: https://www.lasicilia.it/news/italia-mondo/3036863/calci-in-strada-ad-una-suora-a-gerusalemme-mons-shomali-non-e-un-caso-isolato.html

Del resto non è il primo sfregio, indice di manifesta intolleranza religiosa anti-cristiana, messo in atto da quelle parti. E' di qualche giorno la notizia di un soldato  israeliano in uniforme sorpreso mentre  ha vandalizzato e catapultato un crocefisso nel Sud del Libano nel villaggio cristiano di Debel. 


Il resto è cosa nota. La guerra in corso nel Golfo  non è solo opera di Trump, ma anche e soprattutto di Netanyahu, il quale, a differenza di Trump, ha un piano ben preciso e sa dove vuole andare a parare: l'allargamento e l'estensione della sua carta geografica in modo da inglobare altre terre. Piccole differenze tra i due: Trump deve rendere conto alle prossime elezioni e a quelle a medio termine, Bibi invece si è autoproclamato monarca assoluto da 17 anni. E oggi, per l'ennesima volta, non si è presentato all'audizione davanti ai giudici. Senza contare l'assurdo gesto di  pirateria nel fare arrivare quasi davanti alle coste greche, il suo esercito coi gommoni per rapire i ragazzi della Flotilla violando il diritto marittimo, e pestarli come fanno i pescatori coi polpi prima di metterli in pentola,  mentre due di loro sono già  stati messi in prigione. Ma si sa, in barca a fare una crocierina a vela potrebbero esserci nuclei armati di terroristi di Hamas o di Hezbollah. Fino a quando il mondo  è disposto a sopportare tutta questa sequela di menzogne, di crimini, di abusi e di ingiustizie da parte della sedicente "unica democrazia del Medio Oriente"? 



San Pellegrino

28 April 2026

I nuovi fondamentalismi d'occidente






L'attentato a Trump durante la cena di gala all'hotel Hilton dei corrispondenti della Casa Bianca, ha scatenato, com'è ovvio, una ridda di ipotesi più o meno "complottiste". Molte delle quali indirettamente e subdolamente avvallate financo dai media mainstream solitamente così attenti a evitare tesi non allineate (mi riferisco all'editoriale di Massimo Gaggi dal titolo "Assedio alla verità" comparso ieri sul Corriere). Tanto più che stavolta saremmo  al terzo attentato subito dal presidente, nel corso di due anni. Ed è stato proprio il mondo MAGA, forse deluso dal voltafaccia dell'amministrazione Trump che aveva promesso un governo identitario, dedito a risolvere i problemi dei cittadini americani (America first),  e non a fare il gendarme del pianeta, a  sposare subito la tesi del false flag, come del resto ha  già fatto anche per l'attentato del 2024 in Pennsylvania. Vero o falso, sceneggiata preordinata in stile hollywoodiano con gli invitati che si nascondono sotto i tavoli, o attacco reale che sia, il nuovo incidente con la sparatoria fermata subito (i famosi tre colpi di arma da fuoco) ed il responsabile già identificato (un certo Cole Tomas Allen, autodefinitosi in modo ossimorico "assassino gentile"), non sposterà preferenze a favore del magnate. Non credo proprio che una guerra di questa portata con tutte le sue disastrose conseguenze economiche e finanziarie, né le precedenti guerre commerciali  da lui scatenate per il mondo (i cosiddetti dazi), né tanto meno l'alleanza di ferro con Netanyahu sempre insaziabile di guerre e conflitti permanenti,  gli procureranno sondaggi favorevoli. Ma non è su questo che voglio soffermarmi, ma sull'aspetto religioso che Trumpone ha voluto dare alla sua guerra santa, per combattere il fondamentalismo islamico della teocrazia iraniana. Chissà cosa gli è balenato per la mente. Forse qualcuno deve  avergli suggerito che fondamentalismo scaccia fondamentalismo. E se poi è cristiano e in aggiunta pure sionista, allora la vittoria è assicurata. Magari qualcuno gli avrà detto  che i "valori occidentali" dell'operazione bellica Epic (in realtà Epstein) Fury sono più potenti e vincenti di quelli islamici. Perciò, metterò qualche video con la pastora Paula White, sua consigliera spirituale in preda ad un raptus....evangelico, per dare un'idea di quel mondo ultrareligioso ed esaltato che lo attornia.  Giudicate voi stessi.


Beh, la pastora è ispirata e illuminata, e vede Luciferi (pardon angeli) pronti a trasformare la lotta in una vittoria sicura. Non prima di ripetere in modo compulsivo : Strike! strike! strike! Cioè colpisci con furia. Poi si esalta, si surriscalda, in preda all'isterismo. E alla fine quello che doveva essere nelle intenzioni, un rito sacro diventa un rito satanico che mette i brividi solo ad ascoltarlo.


Qui di seguito c'è un altro video di un rito nella sala ovale, luogo che dovrebbe rimanere laico  e neutro. Una specie di cerchio magico dove i pastori evangelici sionisti ripetono formule che sembrano mandare in rapimento il vecchio tycoon prossimo a 80 primavere. Ma quel che sorprende in questo video che consiglio a tutti di visionare, è l'atteggiamento remissivo di Trump che sembra quasi un povero sequestrato da questi fanatici esaltati, i quali lo toccano manco fosse un talismano. L'impressione che se ne trae è che questa copertura religiosa di cui si ammanta adesso in tarda età, serva a coprire le sue precedenti malefatte già contenute negli Epstein files. Una sorta di manto d'agnello che serve a nascondere i vizi del vecchio lupo. 
Questi evangelici sionisti furono già fortemente stigmatizzati dai frati francescani di Terrasanta che ben si  espressero già in una loro dichiarazione del 2006, su quanto dannosa potesse diventare l'alleanza con altri settori dell'estremismo e fondamentalismo ebraico. Ecco cosa scrissero nel sito Terrasanta.net. 


(...) ll sionismo cristiano è un moderno movimento teologico e politico che adotta le posizioni ideologiche più estreme del sionismo, sì da diventare pregiudizievole per una giusta pace in Palestina e Israele.

Il programma sionista cristiano contiene una visione del mondo in cui il Vangelo è identificato con l’ideologia di imperialismo, colonialismo e militarismo. Nella sua forma estrema, pone l’enfasi su eventi apocalittici che conducono alla fine della storia piuttosto che sull’amore e la giustizia del Cristo vivo oggi.

Noi rigettiamo categoricamente le dottrine del sionismo cristiano come insegnamenti falsi che corrompono il messaggio biblico di amore, riconciliazione e giustizia.

Rifiutiamo inoltre l’attuale alleanza tra i capi e le organizzazioni dei sionisti cristiani e settori dei governi di Israele e degli Stati Uniti che oggi impongono i loro confini preventivi e unilaterali così come il loro dominio sulla Palestina. Ciò porta inevitabilmente a cicli di violenza senza fine che minano la sicurezza di tutti i popoli del Medio Oriente e del resto del mondo. (...)

Ed è quanto sta accadendo e a quanto stiamo assistendo in questi giorni cupi, violenti, imprevedibili e apocalittici. Dell'altro fondamentalismo ed estremismo presente nella Knesset israeliana (oltre che nel suo tessuto sociale) che ammorba l'aria, fa strame della democrazia, mina la pace e la sicurezza del mondo, dirò in apposito altro post. Tutta la prima parte della produzione di questo blog   nato nel 2005 fino al 2018 circa, contiene numerosi pezzi dedicati all'integralismo e fondamentalismo islamico sbarcato da noi attraverso pesanti insostenibili migrazioni  di massa, quali arma di decomposizione sociale del nostro paese e dei paesi europei.  Pertanto, non ho nulla da rimproverarmi in  materia. Più che allo scontro di civiltà, direi che oggi assistiamo allo scontro tra barbarie. Una resa dei conti nella quale non ci guadagna nessuno e ci  perdiamo tutti quanti.

Santa Caterina da Siena

14 April 2026

Papa Leone e i nuovi Attila

 


L'intemerata di Donald Trump a Papa Leone ci fa pensare al nostro tempo, come al tempo di nuove invasioni barbariche. E del resto, tutto il disprezzo e la tracotanza mostrata da Trump per un uomo mite e gentile come Prevost (oltretutto di grande cultura agostiniana) fa pensare all'iconoclastia barbarica, al saccheggio di tutto, perfino del Sacro. Brutta cosa l'ignoranza abissale e pure esibita. Ma quando mai si va a rinfacciare ad un papa di non capire nulla di "politica estera", quando la scelta di un pontefice è proprio quella di non occuparsi delle cose di questo mondo, ma di quelle dello Spirito? "Il mio regno non è di questo mondo", diceva Gesù - quello vero e non quello dell'Intelligenza Artificiale con la faccia di Trump.
Tutto quello che di ignorante abbiamo fin qui sentito e che non starò a riassumere, rivelano però un'indole fortemente caratteriale in preda ad una sorta di narcisismo maligno.  In questo non è il solo, tenuto conto che anche il suo mentore Netanyahu è in preda allo stesso grave disturbo. E però, a differenza di Trump, è assai più astuto e guardingo nell'esporsi. Attento soprattutto a non parlare a vanvera. 
Con la semi-blasfemia di Trump nei confronti di un' importante autorità religiosa come il Pontefice, sembra di essere tornati alle lotte intestine tra cattolici e protestanti, un capitolo della storia fra religioni che credevamo superato. Se siete entrati in una missione evangelica-protestante, avrete notato come non espongano croci preziose, immagini,  né icone, né dipinti di valore, né statue. Sembra, in molti casi, di essere dentro ad un ambulatorio  sanitario spoglio e disadorno. Da noi, anche la più modesta chiesetta di campagna è adornata di immagini sacre, delle stazioni della Via Crucis, di altari addobbati con fiori di stagione e lumini. La croce dei protestanti è vuota, la nostra mostra il corpo straziato di Gesù: carne, sangue che poi si fa spirito.  E' solo qualche esempio, per dire che non potremmo essere più diversi di così e che queste differenze non vengono colte dagli articoli che ho finora letto. Così come non viene abbastanza sottolineato il fanatismo millenarista di Pete Hegseth, il segretario alla Difesa del governo Trump  e le sue preci affinché le missioni belliche risultino efficaci, che è  un po' come pregare per il Male ("Dio non ascolta le preghiere di chi ha le mani che grondano sangue").
L'aspetto politico delle invettive di Trump contro papa Leone sono state interpretate come un'antipatia e perfino un'ostilità degli evangelici verso la componente cattolica all'interno della compagine governativa trumpiana e nel mondo MAGA. Parlo di J.D. Vance, convertitosi al cattolicesimo e più volte ricevuto da papa Prevost, insieme a sua moglie. 
In queste ore, però, anche Vance (che forse pensa già alle prossime elezioni dove correrà da candidato) non ha resistito a dire certe banalità come "il  Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali". Perché? Una guerra che ha già prodotto migliaia di morti e che sta sprofondando il mondo in una crisi devastante (energetica, finanziaria e non solo), non reca forse implicazioni "morali"?
 

Ma la megalomania di Trump sembra non conoscere limiti. E così sul suo sito Truth espone un dipinto nel  quale compare vestito da Gesù Cristo irradiato da aureola, mentre mette la mano sulla fronte di un infermo, circondato da militari, infermieri e fedeli adoranti, tutti in preghiera con l'immancabile sfondo della bandiera a stelle e strisce. Quanta volgare blasfemia! Ovviamente, di fronte alla riprovazione generale suscitata,  si è affrettato a rimuovere l'immagine con una delle sue solite scuse che non fanno che confermare la verità dei fatti: che è inutile per i popoli cercare il  Signore e il suo Vicario, perché lui è  già tutto questo. Del resto ci aveva già provato con la foto realizzato con l'IA  sui social della Casa Bianca, dove appariva vestito da Papa con la mitra in testa. Ora, a quanto pare,  si è messo in mente di  salire più in alto, nella gerarchia religiosa. 


Vengo a Papa Leone XIV e non nascondo la mia speranza che alla sua elezione, mi piacque subito la scelta del nome, legato al suo illustre predecessore san Leone Magno, il papa che fermò Attila e gli Unni. Così come mi piacque il suo nome di battesimo Prevost, cioè parroco.  O prevosto, come si dice dalle mie parti. Mi apparirono dei buoni segni. In seguito l'ho trovato timido e poco incisivo rispetto alle sfide che ci aggrediscono e sovrastano. In ogni caso, un pontificato si giudica su tutto l'arco della sua durata. In queste ore, però, devo constatare che mi sono piaciute le sue risposte così alte e potenti nei confronti di un'aggressione volgare e scomposta. Ne cito qualcuna. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". E ancora: 
“Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. Papa Leone, nel suo secondo giorno in Algeria sulle orme di S. Agostino, ha sottolineato con forza che Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi” ma con i piccoli e gli umiliSoprattutto, Dio non ascolta coloro i quali pregano per crudeli imprese belliche fatte in suo nome (riferimento esplicito a sette evangeliche-sioniste). 


Anche dal Vaticano, in un messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il Papa ha precisato come la democrazia sia l’espressione alta del potere legittimo ma “solo se radicata nella legge morale” . Altrimenti - ha messo in guardia - rischia di trasformarsi in “una tirannia della maggioranza o in una maschera del dominio delle élite economiche e tecnologiche“. 
Se, le ingerenze temute da Vance nella sfera politica sono queste, è il caso di dire: avercene!
Dei vari leader della famigerata Ue, l'unica che si è spesa a favore di papa Leone, per ora è stata Giorgia Meloni, dichiarazioni seguite a ruota dalle rispostacce insolenti di Trump, affidate al Corriere, che già conosciamo. Ma oramai  the Donald è diventato un caso umano e invece della mitra papale a cui aspirava, esibisce sempre più lo scolapasta rovesciato in testa che gli nasconde il ciuffo arancione. E  allora fioccano invettive per tutti, alla faccia della diplomazia: per Macron, per Starmer, per Merz, per Sanchez, per la Nato. Per tutti, tranne che per lui e per il suo compare di bombe Bibi.

San Annibale 


09 April 2026

Poca benzina e vigile attesa




Peggio della guerra c'è la UE. A ben rifletterci, la UE è sempre stata in guerra contro i suoi cittadini anche quando non c'erano bombe sul Golfo Persico. Lo stato d'eccezione, per Bruxelles, è ormai diventata la regola e l'emergenza è diventata la quotidianità. Perciò, riecco apparire i chiusuristi del confinamento coatto, delle misure restrittive in nome di qualche ignobile causa. Il nome anglo è già  bell'e pronto: lockdown energetico. E c'è pure un eurokomiSSar all'energia, un socialdemocratico danese a nome Dan Jorgensen, che è stato il primo a parlare  di razionamenti, di limitare viaggi e spostamenti (tiè!), di "stare a casa", ma con riscaldamento abbassato, magari cucinando poco, limitando l'uso dei fornelli a gas. Insomma aspettiamoci  pure i protocolli energetici, esattamente come prima c'erano i protocolli sanitari. E sapete chi li farà? Ma la commissione europea, naturalmente. Inutile per il cittadino deluso aspettarsi che venga fatta giustizia su tutti gli odiosi soprusi relativi alla "pandemia" e ai vaccini della  baronessa von der Leyen e della sua corrispondenza di amorosi sensi con il CEO di Pfizer Albert Bourla, coi famosi messaggi compromettenti cancellati. Quando ci sono cose terribili da sistemare, usano un barbatrucco formidabile: farne arrivare di peggiori. Nel febbraio del 2022 Draghi proclamò la fine dell'"emergenza Covid" in nome di una nuova emergenza arrivataci tra capo e collo: la guerra russo-ucraina. 

Da allora, sappiamo già come è andata: paghiamo armamenti da quattro anni, per la nobile causa ucraina.  E ora che i conflitti si sono allargati a dismisura, tanto per non farci mancare di niente, c'è già chi invoca domeniche a piedi o in bicicletta, targhe alterne, aerei che non volano e così via. Con buona pace per interi settori-chiave dell'economia reale di cui non frega una cippa ai bankster della BCE. Del resto la guerra e le guerre sono un modo per realizzare in fretta quel Grande Reset, promessoci da tempo dal World Economic Forum. Pertanto, questa nuova (si fa per dire) crisi bellica ed energetica, non è una crisi casuale, ma la  classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030. Della serie, “Non avrai nulla e sarai felice”.

Ovviamente, se i soldi da stanziare per gli armamenti si trovano anche sforando e facendo debito, per i bisogni essenziali dei cittadini non si può e non si deve oltrepassare quel famigerato 3% del patto di stabilità. Nessuna deroga ai vincoli di bilancio. E pure niente tagli alle accise.  Per ironia del destino, gli orfani covidioti delle "misure sanitarie" ora si riciclano in sacerdoti dell'austerity energetica. Lotta al condizionatore estivo, lotta al termosifone, lotta alle docce calde, lavatrice a pieno carico solo di domenica...Il decalogo da rispettare è ampio.  E' perfino spuntato quel Nino Cartabellotta del GIMBE, uno di quelle virostar prezzemolanti, già pronto a pontificare: "Bisogna preparare il Paese a uno shock energetico di lunga durata e disincentivare i consumi". Non si capisce  bene il legame tra questo gastroenterologo con la guerra israelo-americana sull'Iran con conseguente blocco delle forniture petrolifere, ma tant'è... Più che l'amore per la scienza, poté il bisogno di riapparire in tv. 

La  via e i mezzi per non precipitare nella recessione e in un'altra depressione economica simile a quella della dittatura sanitaria subita per tre anni, ci sarebbe: acquistare (o meglio, riacquistare)  gas da Putin. Ma sono scorciatoie non previste dalle anime belle della Ue. Perciò, mettersi nelle mani di Trump e del suo diabolico mentore Netanyahu, nella speranza che la tregua testé proclamata con l'Iran possa durare, e la via del greggio dallo stretto di Hormuz, possa riprendere il suo corso, è  peggio che gettarsi negli artigli del Diavolo. Poca benzina e vigile attesa - sembra essere il nuovo slogan di una guerra che non può che impoverirci. Eppure, già non mancano anche in Italia i fanatici servi e sostenitori dei due bombaroli, visti come i giustizieri del Pianeta. C'è da credere che in caso di misure repressive, ci saranno ancora mansueti pecoroni, spioni e delatori, così come è avvenuto durante la pandemenza virale.   

L'unico protocollo che le persone libere possono adottare  per evitare di venire rinchiuse e impedite nella loro quotidianità, è quello di disobbedire. Già lo facemmo non molto tempo fa. 

Santa Maria Cleofe

03 April 2026

Bambini in pericolo






Capita che ci si soffermi su casi di cronaca che sembrano essere diventati seriali. Nel senso che sembra esserci una sorta di emulazione collettiva tra l'uno e l'altro. Poniamo quale esempio quello di un balordo di cittadinanza romena che all'uscita di un supermercato a Bergamo cerca di strappare una bambina a sua madre, ma che viene prontamente circondato dalla madre stessa, dal padre appena un po' più davanti e poi dalla sicurezza. Nello strappo, alla piccola è stato spaccato un femore. La bambina ha infatti riportato la frattura del femore dovuta al gesto violento dell’uomo fermato dalla polizia: con sé aveva 5 euro e un passaporto. Inoltre era incensurato e senza patologie psichiatriche ma qualche giorno prima, era stato fermato all’ingresso del pronto soccorso, cercava riparo senza mostrare atteggiamento aggressivo.
Ma eccoci ad un altro episodio. 
A Caivano (Napoli) un uomo di nazionalità ghanese ha tentato di afferrare un bambino di 5 anni all'uscita di un supermercato, gridando che era suo figlio. La madre e i dipendenti del supermercato sono intervenuti, permettendo l'arresto dell'uomo, che era alterato dall'alcool e aveva pure dei precedenti penali.
Veniamo ad altri casi e mettiamoli tutti in fila. A Latina un 34enne iracheno si era avvicinato ad un'auto parcheggiata nell'area di sosta di un supermercato. Ha aperto lo sportello cercando di rapire un bimbo che si trovava all'interno dell'auto con sua madre. L'iracheno è stato arrestato dalla polizia per tentato sequestro di persona e porto d'armi di oggetti atti a offendere.
A Roma invece una falsa baby sitter si presenta in una scuola materna per prelevare una bambina. Per fortuna della piccola, le maestre, prima di consegnargliela hanno telefonato i genitori i quali non avevano incaricato nessuna baby sitter.
Vengo all'ultimo rapimento appena sventato di un bambino di 8 anni nella scuola di calcio dell'oratorio Giovanni Bosco di Osio Sotto in provincia di Bergamo. Mercoledì scorso un pakistano si è introdotto di soppiatto nello spogliatoio dove i ragazzini si stavano cambiando dopo l'allenamento, con lo scopo di prelevarne uno che chiamava per nome per farsi passare per genitore. Il bambino di origini marocchine, ha prontamente avvertito il suo istruttore che quel tipo non si trattava di suo padre. Dopo essersi allontanato, il pakistano è penetrato in un altro ingresso cercando di raggiungere il ragazzino e di portarlo via. Ma è stato bloccato dai dirigenti e dai genitori degli altri ragazzi che hanno allertato i carabinieri. L'accusa è stata quella di tentato sequestro di minore. Per il pakistano è stato convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare, con i carabinieri che hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti nell'oratorio. :
Perché parlo di questi episodi? Perché la ripetitività di questi fatti rimanda alla solita teoria di Agatha Christie sulle coincidenze. La sua famosa massima sostiene infatti che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Questa vecchia regola sottolinea come la ripetizione di un evento sospetto trasformi il caso in un indizio strutturato per risolvere il mistero. E la sottoscritta,  che è  una malpensante cronica, pensa che potrebbe esserci un'Anonima Sequestri addetta ai rapimenti dei piccoli, la quale ingaggia personaggi marginali e balordi per depistare e far pensare al solito "caso isolato". Non è un mistero che i bambini spariscano.  https://www.avvenire.it/attualita/bambini-scomparsi-ce-un-muro-di-silenzio_92483. Che le loro piccole vite si rendano invisibili, e che vengano inghiottiti nel nulla. La scomparsa e il traffico di minori sono emergenze globali che richiedono un'attenzione costante. Ogni anno, più di 250.000 bambini scompaiono in Europa. Nel 2023, in Italia sono stati gestiti 94 casi di minori scomparsi tramite il numero unico europeo 116000, una media di quasi 8 casi al mese. Questo fenomeno può verificarsi in molteplici contesti critici: fughe volontarie o involontarie, sottrazioni nazionali e internazionali, rapimenti. Durante i periodi di maggiore mobilità, come l'estate, il rischio aumenta, soprattutto per i minori stranieri non accompagnati. In contesti di incertezza come i conflitti, le guerre o i  massicci movimenti migratori, i bambini sono particolarmente vulnerabili al rischio di tratta e sfruttamento. Tra i bambini che spariscono, non è un caso che la maggioranza sia straniera. E mi chiedo con che cuore  e con cervello l'ONU veicoli e faciliti ideologie immigrazioniste, quale rimedio all'invecchiamento della popolazione endogena, sapendo che i bambini stranieri sono i più esposti ad abusi d'ogni tipo. E quando parlo d'ogni tipo, intendo riferirmi a sfruttamento sessuale, pedofilia, traffici d'organi. Il discorso diventa davvero ampio, ma ci ritorneremo sopra più nel dettaglio. Tutto questo per dire che occorre non sottovalutare i fatti di cronaca apparentemente isolati e individuali. Dietro al balordo, l'ubriaco, il marginale, l' immigrato clandestino, il maniaco ci può essere una grossa Holding di questo sordido malaffare. Viviamo tempi feroci ed è bene che i genitori intensifichino più che mai, la sorveglianza sui loro bambini, dato che sono sparite le comunità di villaggio - quelle nelle quali anche i figli degli altri erano sotto gli occhi benevoli dei  parenti, dei vicini, degli amici dei genitori.

Ma adesso nella settimana di Pasqua, mi piace pensare all'immagine rassicurante di bambini intenti a  dipingere le uova casalinghe o a rompere quelle di cioccolato in cerca della sorpresa. In GB c'è il gioco  di Easter Rabbit. Un familiare adulto si veste da coniglio e  nasconde le uova (vere, confettate o di cioccolato) in giardino, dietro ai cespugli o nelle cavità degli alberi. I bambini corrono a cercarle coi cestini. Vince chi ne trova di più. Ovvero chi fa bottino di uova. 
Buona e serena Pasqua a tutti, cercando di dimenticare per qualche giorno, tutti gli orrori dai quali siamo attorniati.

                                                             
San Riccardo