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14 March 2026

Una nave fantasma alla deriva








La nave russa che naviga senza guida in balia delle onde è già diventata la metafora di come hanno ridotto questo povero mondo distorto. Si tratta della Arctic Metagaz che avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. C'è il rischio di un disastro ambientale, ma prima, l'antefatto. Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”. (fonte: sky cronaca


Kiev non conferma né nega. Così come non negò né confermò il sabotaggio del gasdotto North Stream. La stampa,  sugli ucraini glissa via e non infierisce come invece fa con i russi. 
Ma non sono tanto i fatti circoscritti e relativi alla nave che ci interessano e su cui è già partito un soccorso sia da parte nostra che di Malta, quanto la metafora inquietante di quel che stiamo vivendo. La Meloni va ripetendo:  " L'Italia non è in guerra". Formalmente è vero, ma si dà il caso che sia la guerra a cercare noi; e ci coinvolge, ci implica, ci determina, condiziona pesantemente le nostre vite. Nel Kurdistan iracheno nella base militare di Erbil, ecco piombare un attacco contro i nostri soldati, i quali non si sa bene cosa stiano lì a fare. Un soldato francese ci ha rimesso le penne, poveretto. Il suo governo (così come il nostro) lo ha mandato in una di quelle incomprensibili missioni di peace keeping. A noi, per ora, è andata bene e i soldati sono rimasti illesi. Ci sono 2500 militari italiani sparsi in Kuwait, Iraq, Qatar, Giordania, Libano. Alla luce della ripetuta affermazione secondo la quale, non siamo in guerra, che stanno lì a fare? a fare i potenziali bersagli mobili? Com'è noto, il Libano del Sud è tornato ad essere un fronte molto rischioso, per mano di Israele vs. l' Hezbollah sciita.  Ha senso lasciare sotto il fuoco (amico o nemico che sia) la guarnigione dell'Unifil in Libano che è già stata "avvertita" in altre precedenti pericolose circostanze? 
Torniamo in patria (si fa per dire) con la Biennale  di Venezia che in quanto manifestazione culturale, dovrebbe accogliere le varie espressioni artistiche dei vari paesi, senza discriminazioni. Belle intenzioni! In realtà non è così semplice.
Padiglione russo alla Biennale. Buttafuoco il primo, a sinistra

Il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, nominato dall'attuale governo, annuncia una sua scelta di misura e  di buonsenso lasciando che la Biennale diventi il luogo di incontro in grado di andare oltre gli scenari di guerra e dei diktat imposti dagli schieramenti: aprire il padiglione degli artisti russi. Sana iniziativa - si dirà. Le guerre scoppiano, ma poi passano e quando questo avviene, ci si dimentica del perché deflagrano. La cultura è un modo per scrutare il sereno oltre le nubi e per sua natura deve poter essere inattuale e metastorica.  Ma l'Europa non vuole. L'Ucraina insorge. Ma come? fate entrare esponenti della cultura russa? Vi abbiamo negato i gatti delle esposizioni feline, i pianisti, i cantanti lirici, e voi vorreste organizzare nientemeno che un padiglione di artisti russi? NON SI PUO'. Buttafuoco resiste a non voler indossare la livrea del maggiordomo che si mette sull'attenti agli ordini di Bruxelles e di un governo costretto a fare l'obbediente soldatino di piombo, in nome di non si sa bene quale "sovranismo". Ma c'è sempre qualcuno disposto a fare il lacchè: il Ministro della Cultura, il giulivo Giuli, irradiato dal  "Pensiero Solare",  mentre nella sua aura di neo-paganesimo elucubra di "apocalittismi  difensivi" e di "infosfera globale".  Sulla Biennale di Venezia, ecco la sintesi del Giulivopensiero: "Come ministro della cultura ritengo che l'arte di un'autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente". 
Il ministro Giuli e la centralità del suo Pensiero Solare

Bizzarra tesi, la sua: la Russia partecipò alle Biennali quando era ancora Urss, come pure alle Olimpiadi. Se dovessimo riconoscere solo l'arte della dissidenza, allora dovremmo prendere a martellate il vasellame della dinastia dei Ming. O asportare via tutta l'arte commissionata dai Papi durante il Rinascimento e l'età del Barocco. 
Arridatece Genny Sangiuliano, al secolo Genny Delon! Almeno tra una graffiata in testa e l'altra da parte di amanti aggressive, il suo lavoro di buon comunicatore lo sapeva fare. Intanto per mostrare al mondo che GIULI C'E', il citato Ministro ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Cda della Fondazione Biennale di Venezia, rea di aver sostenuto la linea di un' eventuale "Biennale della Tregua".  

Mala Tempora! ma in questi tempi grami è inutile evocare rassicuranti fughe in campagna o passaggi al Bosco, secondo il Mito dell'Anarca di jungeriana memoria. Anche perché il bosco è stato ripopolato di lupi, di cinghiali in sovrannumero. E nelle aree montane, perfino di orsi, caso mai a qualcuno venisse la balzana idea di farsi resistente, o di diventare un neorurale che sopravvive con poco. 

Catherine Trevallion separata dai suoi bambini


La povera Famiglia del Bosco, ha imparato a proprie spese che nel folto della macchia possono nascondersi, carabinieri, assistenti sociali, psicologhe, magistrati dei minori,  poliziotti, tutti pronti a carpire tranquilli bambinetti  che giocherellavano con le caprette, il cavallo, l'asinello,  per trasformarli in piccoli consumatori di cartoni animati, di tablet, di smartphone nel nome di una paroletta magica ch'essi chiamano "socializzazione". Quella stessa socializzazione che li strappa ai loro genitori e alla loro famiglia per tenerli nascosti e separati in una mesta "casa-famiglia", detta "luogo protetto". Protetto da che cosa? 

Mentre - ironia del destino - il vascello fantasma va alla deriva e nessuno sa chi dovrà mettere mano all'imminente disastro ambientale,  c'è chi si mette intorno ad un tavolo per discutere il da farsi: maltesi, italiani, forse la Ue. Dilagano le catastrofi, ma non sanno che vestiti mettersi.  
Stante così le cose, ci vorrebbe una robusta  e sicura Arca di Noè per salvarci da questo nuovo diluvio universale. 

Santa Matilde

05 March 2026

I due Stranamore








Ovvero, come impararono a non preoccuparsi e ad amare la bomba. Innanzitutto mi ha colpito la preoccupazione di Trump di specificare davanti alle telecamere che l'ideatore di questa impresa bellica è stato lui e che Netanyahu (ormai soprannominato il suo "Bibi sitter") è stato trascinato quasi controvoglia. Beato a chi ci crede! Trump, sarà anche un grande imprenditore con fiuto per gli affari, ma è assai incolto e rozzo, pertanto qualcuno gli dica di farsi tradurre il motto latino "excusatio non petita accusatio manifesta".
I due dott. Stranamore non hanno bisogno di consultare nessuno, dato che ormai basta un bottone per sganciare ordigni terribili ed essere in guerra senza dichiararla. C'era una volta la dichiarazione di guerra con tanto di ambasciatore. Vecchie usanze che i tempi - ahimé - pare abbiano cancellato. Macché alleati! Macché Nato! Macché comunità internazionale! Facciamo tutto noi due.
Personalmente, mi spaventa un (dis)ordine mondiale imposto con la forza delle armi e con la tracotanza di coloro i quali sembrano usciti dalla citata commedia nera di Kubrick.



Sì, ormai subiamo i diktat di "un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati ", così scrive Veneziani sui social prima di aver perfezionato il suo pensiero oggi su La Verità. Un articolo ben strutturato che non mancherà di attirargli critiche velenose "di destra" da parte di chi ha portato il cervello all'ammasso, pensando che ogni guerra debba obbligatoriamente avere i suoi tifosi da curva che reagiscono su riflesso pavloviano.  Ricordate? Chi era scettico e contrario al conflitto russo-ucraino, si buscava l'appellativo di "putiniano" o "putinista". Adesso aspettiamoci che chi è contrario a questo spaventoso vaso di Pandora che infiamma il Medio Oriente, l'Asia Centrale e parte del globo, venga indicato come filo-Ayatollah e/o filo Khamenei. C'è bisogno di ripeterlo che non amiamo i regimi teocratici né autocratici? Ma che non per questo, si deve sottostare bovinamente e ovinamente alla legge della giungla che prevede che l'animale più forte, sbrani  tutti gli altri senza un minimo di arbitraggio internazionale? E quale sarebbe il ritorno per noi cittadini d'Italia di tutto questo sconquasso? 
"Trump e Netanyahu stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali". Ma certo, caro Marcello, che si estenderà, ed è già così. La guerra - ogni guerra -  ha le sue dinamiche che spesso vanno avanti per conto proprio, ad onta di chi le ha innescate, e tutto alla fine scivola e rotola su un piano inclinato.
Perfino il falco Maurizio Belpietro che ha scritto un articolo, a mio avviso assai sgradevole, un editoriale comparso in questi giorni che pareva licenziato dalla Knesset, è stato costretto a fare retromarcia e a fare i conti su quanto ci costerà questa guerra in termini di rincari economici sulle bollette, sulle fatture, sui rifornimenti di combustibile e prodotti petroliferi vari. Per non dire dei riflessi sul carrello della spesa di prodotti alimentari. E quale sarebbe il nostro "interesse nazionale" in tutto questo marasma incontrollabile? Più profughi e immigrati da ospitare? Più feriti gravi da ricoverare nei nostri già  iper-saturi ospedali? Più soldi da rastrellare dalle nostre tasche? Senza contare tutta la mancanza di libertà (e pure di verità), che comporta ogni conflitto armato. Lo si è visto in queste ore coi cieli sbarrati, i voli bloccati, la navigazione impedita. E chissenefrega se poi i popoli d' Europa rimarranno in miseria e in  brache di tela? Fuck Europe! Fuck Italy
Non ve lo avevano forse preannunciato il Grande Reset? Non avrai più nulla e sarai felice.
Più Grande Reset di una guerra che fatica ad essere contenuta nei confini "regionali" e che ogni giorno innesca reazioni a catena, una guerra che tutto azzera e tutto riduce in macerie, be' non c'è niente! Molto meglio di una crisi finanziaria come quella dei subprime del 2008. Questo lo sanno bene i due Stranamore destabilizzatori dell'area. Ma è soprattutto Trump che si è macchiato di ridicolo con i suoi elettori, i quali hanno creduto alla favoletta di "America first", e che ora invece fa il valletto di Netanyahu.
Voglio fare notare un'altra cosa. Spesso si usano le donne iraniane private di ogni libertà e trattate come capre (cosa certamente vera) quasi a giustificazione della necessità di rimuovere i capi religiosi con le sottane islamiche con turbanti e barbe folte, a suon di bombardamenti. Bene, guardatevi la fotografia delle 168 bambine uccise e dilaniante dalle bombe in una scuola, delle loro insegnanti uccise e ridotte a disjecta membra. Non sono forse morti da compiangere anche questi? E questa sarebbe la "nuova emancipazione femminile" di nuova esportazione, quella che piove dal cielo con le bombe ed esporta con violenza forsennata "i nostri valori"? 
Scenari tristemente déjà vu in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria, in Libano...




Non dicono niente i soloni del giornalismo che ogni sera preparano siparietti sorridenti in tv, ignorando di proposito questi "effetti collaterali"? O i generali plurimedagliati ospitati in studio seduti lì, a prendere il posto delle Virostar in camice bianco ai tempi della Pandemenza? Eh sì, perché finita un'emergenza, se ne crea subito un'altra, tante altre, e tutte in sequenza. Diciamo pure che ogni anno reca in sé la sua emergenza, fino all'ultimo respiro.... Ci sono già in circolazione mappe, carte geografiche, i plastici di Vespone  con lo stretto di Hormuz attualmente chiuso, le monarchie del golfo contrassegnate con cerchietti rossi, le traiettorie dei droni e dei siluri...Tanti bei disegnini per spettatori impauriti e resi deficienti dal martellamento mediatico, l'altra faccia delle gragnuole di  bombe. 
Frattanto i due Stranamore garantiscono di avere  in serbo armi micidiali per mesi e mesi. E Bibi sitter, si comporta come con i fatidici fustini dei detersivi: paghi uno ma porti a casa due. Ovvero,  due guerre, in un colpo solo mentre ne combatti una. Sì, perché, come se non bastasse quella contro l'Iran, eccolo alle prese col fronte libanese. Quanta ubiquità strategica!

We will meet again, cantava Vera Lynn nel finale della commedia nera "Il dottor Stranamore" (ancor oggi un film più attuale che mai) mentre si allargava il fungo atomico nel grande schermo.

San Adriano

23 February 2026

Non chiamiamole élite: è solo marciume


Ogni giorno arrivano carte con parti annerite e ogni giorno dobbiamo aspettarci orrori su orrori. Parlo di quegli  Epstein files che sembrano uno di quegli ordigni a scoppio ritardato. La domandona delle domande é: perché mai saltano  fuori solo ora? In fondo il pedofilo suicida è  morto nel 2019 (cioè sette anni fa) nell'indifferenza apparente dei nostri giornaloni che sono sempre gli ultimi a svegliarsi. Sbagliato considerare il  caso come il Me Too dell'alta Finanza su modello Weinstein, così come è sbagliato non vedere in tutto ciò, una rete internazionale e un traffico di minorenni destinate a diventare schiave del sesso e merce di scambio. Due sono i luoghi infernali dell'approdo del Lolita Express, l'aereo carico di ragazze spesso minorenni, destinato al traffico di esseri umani per il piacere di importanti ospiti: l'isola dei Caraibi detta Little St James e lo Zorro Ranch. Sbagliato considerarli vizi privati in seno a gente VIP, dato che emerge sempre più un sistema intricato fondato sull'abuso, sulla manipolazione e sullo sfruttamento delle persone, sull'innescare le famigerate "trappole al miele" basate sul ricatto, allo scopo di estorcere informazioni riservate e condizionare i destini non solo di  molte persone, ma anche della politica. E nella sua perniciosa ragnatela, Jeffrey Epstein (che non è certamente un caso isolato e che faceva capo a servizi segreti come il Mossad, la Cia e per taluni anche al SIS britannico),  è riuscito a intrappolare banchieri, finanzieri, capi di stato, ministri, ambasciatori, dirigenti Onu, artisti, teste coronate e principi. Non solo il principe Andrea della casata Windsor, ma anche altre teste coronate della vecchia Europa. In questi festini, come è immaginabile, scorrevano fiumi di droga, che a quanto pare Epstein faceva coltivare direttamente nelle sue proprietà, come la famigerata pianta con campanule gialle pendule detta  " trombe degli angeli", una droga che può dare morte. Sfilano nomi come quelle del ministro norvegese Thornbjern Jagland, Jack Lang,  il superministro della Cultura del governo Mitterand con incarichi  recenti quale presidente dell'Istituto del mondo arabo che ha dovuto lasciare a seguito degli scandali, l'ex segretario al Tesoro sotto il governo Obama Larry Summers, Peter Mandelson ambasciatore del UK a Washington, ed ex spin doctor di Tony Blair. Per non dire di Bill Gates, già azionista di maggioranza dell'OMS passato con disinvoltura dall'informatica e dai software, ai vaccini. E che vaccini! Dalla caccia dei virus dei computer, a quella dei virus delle cosiddette "pandemie".



Compare nei file anche Woody Allen, già portato alla sbarra dall'ex moglie Mia Farrow con l'accusa di pedofilia. E pure il linguista Noam Chomsky. Senza contare che intorno a questo girone infernale sono avvenuti numerosi delitti e misteriosi suicidi. Il primo suicidio eccellente fu quello relativo allo stesso Epstein, ma lì sono in pochi a credere che si sia trattato di un suicidio volontario. Poi quello di Virginia Giuffré reclutata  quando aveva solo 15 anni dalla sulfurea complice di Epstein Ghislaine Maxwell, la quale sta ora scontando 20 anni di carcere. Già autrice del libro che testimonia gli orrori e che dà conto anche del ruolo del principe Andrea,  ma che non è riuscita a portare direttamente in tribunale, poiché vittima di un  misterioso "suicidio" in Australia, dove si era trasferita, la Giuffré era già stata vittima di uno strano incidente automobilistico. Per la serie, chi tocca i fili muore, ci fu un altro suicidio eccellente nel top manager di alta moda Jean-Luc Brunel, legato all'entourage di Epstein, molto attivo nel reclutamento delle ragazze. Brunel fu arrestato in Francia nel 2020 con l'accusa di stupro e per aver fornito ragazze a Epstein. Fu trovato suicida in cella nel 2022 proprio come il suo mentore e complice. Nomi su nomi sfilano in questa orripilante Matrix del male,  tra i quali l'ex consigliera di Obama Katryn Ruemmler, da pochi giorni dimessasi alla chetichella dal ruolo di consulente legale di Goldman Sachs. E per restare nell'ambiente bancario, ecco comparire il  nome del dirigente di Deutsche Bank Thomas Bowers, che aveva gestito i conti dello stesso Epstein dal 2013 al 2018, il quale fu trovato impiccato  nella sua casa a Malibu, anch'egli suicida. Insomma, dove c'è Epstein c'è morte

Nella macabra conta, non potevano mancare i delitti di due giovani donne sotterrate fuori dallo Zorro Ranch che pare siano state strangolate durante abusi di sesso fetish, dallo stesso finanziere pedofilo. Suona molto oscuro anche il ritrovamento del cadavere di una ragazza 17enne di origini lituane recuperato non lontano dalla tenuta di Sandringham di proprietà della Royal Family, già dimora del principe Andrea.  E non è tutto. Si parla di uccisioni rituali, di satanismo, di sacrifici umani e perfino di cannibalismo, di sparizioni di bambini, ma non tutti i materiali sono stati riportati alla luce. Negli Epstein files compare con ricorrenza anche il nome di Ehud Barack, l'ex primo ministro israeliano della sinistra laburista. Ma su di lui i giornaloni non si accaniscono più di tanto nel trovare dettagli scottanti. Chissà come mai...Meglio solleticare le tifoserie contrapposte tra destra e sinistra parlando di Clinton e di Trump.

L'elenco continua e salteranno fuori, come è ovvio, tanti altri nomi eccellenti, alcuni dei quali amicizie occasionali, altri invece, fortemente implicati. Non sono molto ottimista su come si possa venire a capo da questo intrigo internazionale basato su sesso, sangue, soldi e Potere. E' sgomentevole anche solo cercare di guardare da lontano l'abisso di un Male che sembra non avere fine, come se il mondo fosse stato imprigionato e soffocato dal demonio. Non posso però fare a meno di considerare il fatto che dovremmo cominciare a cambiare il nostro vocabolario e non parlare mai più di "élite" (dal latino eligo-eligere , che significa scegliere, eleggere). E chi li ha mai eletti questi immondi scellerati mostri pervertiti e sociopatici che si sentono al di sopra della legge di Dio, degli uomini e degli stati? Ma soprattutto, il marciume e il putridume si chiamano col loro vero nome. Mi sembra  già di assistere alle sequenze del prossimo film horror. Non appena ci si avvicinerà anche solo a qualcosa che rassomiglia alla verità, ci penserà una bella guerra contro l'Iran a rovesciare il tavolo, a rimescolare le carte, confondendo ogni cosa in un velo che chiamarlo velo di Maia, è solo un lieve eufemismo. Le  bombe sui reattori e sui siti nucleari iraniani faranno dimenticare  tutte queste sconcezze, con altre nuove imprevedibili sconcezze, non appena i sondaggi sul presidente Trump, risulteranno bassi. 

San  Policarpo

12 February 2026

Il rosario e il martello


Ci sono le Olimpiadi e posso anche capire il motivo per cui la stampa dorma e non dia notizia né sufficiente copertura mediatica dell'assoluzione dei portuali di Trieste. E comunque siamo sicuri che la notizia avrebbe avuto una maggior risonanza mediatica senza i giochi olimpici? 
Zittificio italiota su questa assoluzione dei manifestanti di Trieste, con l'eccezione della solita Verità che lo ha sparato  i titoli in prima pagina il 6 e il 7 febbraio e riporta pure un'intervista di Stefano Puzzer, il leader anti green pass.

Dunque pare che la vicenda giudiziaria si sia conclusa con formule "assolti perché il fatto non sussiste". E pure "il fatto non costituisce reato". Quindi questi poveracci avrebbero perso il lavoro, sono stati marchiati col marchio di Caino per che cosa? L'avvocato Pierumberto Starace dichiara: "Quando conosceremo le motivazioni rischia di essere una sentenza storica perché il giudice può aver ritenuto arbitraria, l'azione delle forze dell'ordine". Che come è noto, in quella fredda mattina di ottobre del 2021 si trovarono davanti due pesanti mezzi dotati di idranti nonché  ad agenti della polizia in tenuta anti-sommossa con manganelli e lacrimogeni contro pacifici dimostranti. 

La protesta dei portuali divenne così popolare e suscitò una tale simpatia che intorno a quei 350 portuali si radunarono 3000 persone. Molti di questi vennero da tutta Italia per manifestare solidarietà cantando "La gente come noi molla mai". E allora avanti con furia coi manganelli, gli idranti, i fermi e le denunce. E che si spazzi via tutto. Insomma, quella triestina non fu una questione di "ordine pubblico", né di resistenza a pubblico ufficiale tenuto conto dell'atteggiamento di resistenza passiva dei disobbedienti che sgranavano il rosario invece di brandire martelli, ma di politica. Il green pass doveva passare AD OGNI COSTO a suprema garanzia che se non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire, secondo il   tristemente noto diktat di Draghi. 

Gli indagati erano diciotto. Alcuni hanno patteggiato, mentre cinque hanno deciso di affrontare il processo andando fino in fondo e finalmente hanno ottenuto una sentenza giusta: assolti con formula piena. Le cose si ribaltano per i fatti di Torino, dove invece violenti aggressori  di Askatasuna  armati di spranghe, bottiglie, tombini, martelli, laser verdi per disturbare le comunicazioni tra agenti (assai dannosi per la retina degli occhi) sfilano il casco, lo scudo di  un agente 29enne massacrandolo di calci  e martellate. Questi "bravi ragazzi" vengono difesi dai politici di sinistra e da una magistratura che in quattro e quattr'otto li ha pure rilasciati. 



Un poliziotto aggredito durante i fatti di Torino

L'amara favola, l'aveva   già narrata Collodi nel capitolo di Pinocchio nel Paese di Acchiappacitrulli: chi è stato derubato e defraudato finisce in  galera, mentre l'amnistia e l'indulto è riservato solo ai delinquenti matricolati. 

"Noi a Trieste eravamo in strada per difendere il nostro diritto al lavoro e avevamo diritto di protestare", commenta Stefano Puzzer intervistato da Patrizia Floder Reitter. "Di fronte alla polizia che ci caricava, seduti a terra o inginocchiati abbiamo guardato in alto, al Cielo e abbiamo preso in mano il Rosario. Mai avremmo risposto facendo del male, perché il Male porta Male".

Già, loro non hanno avuto santi in paradiso: né partiti di sinistra né di destra, né sindacati (Landini in accordo con Draghi, fece introdurre il green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro). Né  tantomeno, la stampa dei giornaloni né nessun altro. Pertanto ora..."Sono doverose le scuse da parte delle forze dell'ordine e dei politici che allora ci tacciarono di terrorismo", prosegue Puzzer. "Il  sindaco di Trieste arrivò a dire che eravamo le Nuove Brigate Rosse".  Si tratta, con ogni evidenza, di una calunnia infamante. 

Tutti noi abbiamo provato sdegno e infinita humana pietas nel vedere l'aggressione dell'agente 29enne sposato con figli  circondato da una decina di  farabutti teppisti durante i fatti di Torino, e ci siamo chiesti chi glielo fa fare per una miseria di stipendio. 

Bene, ora però è venuto il  momento anche per la polizia di saper distinguere il rosario dal martello. Durante la cosiddetta "pandemia" le forze dell'ordine non hanno dato un buon esempio. Non si vanno a dare multe di 400 euro  alle vecchiette che entrano nei cimiteri per portare un fiore a un congiunto. Non si rastrellano i boschi per vedere se c'è qualche disobbediente al confinamento imposto, la cui colpa è quella di voler respirare un po' d'aria buona; non si insegue un maratoneta che corre sulla battigia di una spiaggia. Spiacente, ma l'obbedienza non è sempre una virtù e non ci si può nascondere dietro alla solita formula trita e ritrita degli "ordini superiori". 

Stefano Puzzer non è stato ancora reintegrato nel suo posto di lavoro, a causa di lungaggini burocratiche. Deve aspettare la rettifica da parte della Corte di Appello di Venezia, la quale a sua volta è vincolata al pronunciamento della Cassazione. E allora campa cavallo...Cinque gradi di giudizio per una giusta causa di lavoro è un'altra ferita nelle ferite. 

Santa Eulalia

06 February 2026

La psichiatrizzazione della società e della persona

 






Ho letto un articolo di Susanna Tamaro comparso sul Corriere della Sera  del 26 gennaio scorso che tratta l'argomento apparentemente inaccostabile come la vicenda della famiglia nel bosco con quello di Vittorio Sgarbi. In realtà sono due vicende che hanno molto in comune. In entrambi i casi c'è una magistratura che si impadronisce delle vite degli altri per metterli sotto tutela come avveniva durante la dittatura comunista in Urss. Il noto critico d'arte non può sposare la sua compagna di una vita Sabrina Colle, prima di venire sottoposto a perizia psichiatrica, solo perché una figlia (forse più interessata al suo patrimonio che al suo affetto) ha fatto richiesta di esserne la tutrice. Idem per la nota "famiglia del bosco" australiana smembrata e separata negli affetti più cari dopo il prelievo forzoso dei tre bambini. I genitori come è noto non possono interagire coi figli, se non alla presenza delle assistenti sociali. Le visite vengono contingentate e la madre non può rimanere a tempo pieno con i suoi bambini, mentre al padre è consentita solo qualche oretta, come avviene nei parlatori carcerari. Così  i bambini sono passati dalla libertà del bosco con la capretta, il cane e il cavallo, a un' impersonale e anonima casa-famiglia con tanto di assistenti sociali che con molta probabilità non parlano nemmeno la loro lingua, in questo caso (e non a caso) la "lingua materna" -  quella degli affetti. 
Chi giudica gli stili di vita, le scelte sentimentali di Sgarbi così come le scelte esistenziali dei coniugi Trevallion e della loro famiglia, sottoposti a perizia psichiatrica e che hanno reagito denunciando, a loro volta, l'assistente sociale? I giudici, gli psicologi, gli psichiatri forensi e le assistenti sociali. Ovvero, quelli che la Tamaro chiama "i nuovi sacerdoti".

Quello che sta succedendo non ha nulla a che vedere con la sua controversa immagine pubblica, ma con qualcosa di molto più grave e che accomuna la sua vicenda (ndr: si riferisce a Sgarbi), in qualche modo, a quella dei bambini del bosco. In entrambi i casi abbiamo delle persone che non compiono alcun crimine, ma semplicemente non si uniformano alla codificata consuetudine dei tempi, e per questo vengono psichiatrizzate. Gli psichiatri sono assurti, loro malgrado, a sacerdoti del postmoderno. La loro parola sancisce ciò che è accettabile da ciò che non lo è...


D'altra parte, una forma di medicalizzazione  di massa forzosa e perfino di psichiatrizzazione è avvenuta anche durante il periodo della crisi sanitaria del 2020, con la cosiddetta "pandemia". Un ragazzo a nome Dario Musso che violò le regole liberticide del confinamento coattivo imposto da Conte, venne ritirato in reparto psichiatrico mediante TSO e dovette intervenire il parlamentare leghista Armando Siri (nipote del fu-cardinale genovese Giuseppe Siri) per farlo rilasciare. Il fatto avvenne a Ravanusa in Sicilia, ma i più, manco se ne ricorderanno, nonostante si fosse trattato di un atto gravissimo. Inoltre ci fu l'episodio dello studente di Fano, (2021) finito in psichiatria per non aver voluto indossare la mascherina ed essersi incatenato al banco.  Sono antefatti  che stanno a dimostrare che il fossato della linea di confine tra democrazia e tirannia è già saltato ed è stato ampiamente varcato. Alla famiglia del bosco, la sottoscritta ha già dedicato un paio di post qui e qui. Ma noto con dispiacere, che ogni scusa è buona per allungare i tempi burocratici del rilascio dei bambini  e che da novembre a oggi sono passati  quasi tre mesi. Bambini allontanati dai genitori a Natale, a Capodanno, all' Epifania e in altre feste comandate, mentre la Pasqua non è lontana, tenuto conto che quest'anno cade il 5 aprile prossimo.  Penso, a questo punto,  che non bastino più i presidi di solidarietà della popolazione di Palmoli. Non credo che quando questa brutta storia finirà, i due coniugi australiani avranno ancora voglia di rimanere nel nostro paese. 


Sempre la Tamaro in un'intervista a cura di Francesco Borgonovo, apparso su "La Verità", parla di un "proletariato mentale" sottomesso all'arbitrio dei media mainstream che fanno da megafono al potere. Ovvero, siamo all'assenza di un pensiero critico, all'essere omologati in tutto per tutto alle idee socialmente imposte e a subire un controllo sociale in ogni ambito della vita. Le scelte personali ritenute devianti possono venire, non solo stigmatizzate, ma impedite e represse con ogni mezzo. 
Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone - continua la Tamaro.
Per le persone è normale avere un momento di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell'ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi.
 
Nel caso di Sgarbi, lo stato depressivo nel quale era sprofondato durante la sua ospedalizzazione, è servito ad attirargli l'attenzione psichiatrica. Curiosamente, quando invece era veemente, polemico, reattivo e perfino aggressivo, nessuno si sognava di richiedergli un simile trattamento. Della  serie, a cavallo magro vanno addosso mosche. 
Un paragrafo importante dell'intervista citata  è dedicato alle case-famiglia e a tutto il  business che ci sta dietro. Il tutto gestito dai sistemi  poco trasparenti delle cooperative rosse. Ma questo è un altro tema di discussione sul quale torneremo. 

Santa Martina