12 June 2021

Il mistero delle pecore suicide




C'è qualcosa di inquietante nello spettacolo a cui assistiamo. Mi chiedo come possa avvenire che un mucchio  di persone siano disposte a mettere la propria vita e quella dei loro figli in mano a questi macellai della vaccinazione, senza colpo ferire. Un generale pluridecorato viene a dirci chiaro e tondo che il siero è "sperimentale" e invece di scattare un sano, semplice e  banalissimo "istinto di conservazione" della serie "allora, fattelo tu", arrivano col padre, la madre, la moglie, il marito e i figli a farsi fare  quel marchio salvifico che non salva, si scattano foto, i selfie, li caricano su Instagram ecc.  Ne fanno oggetto di conversazione: "L'hai fatto il vaccino?" "Che marca hai fatto?  "Quando ce l'hai la seconda dose? ".
Qualche domanda... Ci rende forse più liberi? No, perché occorre comunque portare la mascherina e distanziarsi fisicamente. Poi bisogna fare il secondo richiamo. Ma dopo il secondo richiamo si è più liberi? No, occorre aspettare dopo 5 mesi per un terzo richiamo. Inoltre a scuola a settembre ci dicono già che vaccinati o no,  per scolari e studenti occorre mettere la mascherina. Ma quand'è che finisce questo incubo? Sembra di vivere in una tonnara con corridoi che invece di condurre al mare, conducono ad altri comparti di tonnare.  E l'estate è solo una parentesi ricreativa. 
Abbiamo perfino visto  all'opera testimonial  più o meno famosi e  volontari della vaccinazione. Sinceramente ne abbiamo viste di tutti i colori con gli  Open day.  O con party con birre per incentivare i giovani a vaccinarsi. Cioè, quelli che sono i meno vulnerabili al virus.  Ora si parla di estendere la vaccinazione ad adolescenti, bambini, lattanti. Senza che il parlamento parli (muti e mascherati!). Senza che associazioni di genitori si rivoltino, anche quando si parla del bene più prezioso per ogni essere umano: i propri figli. Le motivazioni stanno scritte nella vignetta delle pecore-lemming: mi vaccino per sentirmi libero, per togliermi la mascherina, perché mi fido dei virologi, per lavorare, per avere un pass, per andare in discoteca, per andare in vacanza, per viaggiare, perché lo fanno tutti, perché sennò mia figlia non mi fa vedere i nipoti. Poi c' è quello più esplicitamente pecorile: Boh? e Beh....
Vi sarà capitato di avere dei conoscenti che hanno giurato e spergiurato che loro no, non l'avrebbero fatto mai, ma che  poi all'ultimo momento si sono dovuti  aggregare, nascondendosi dietro ad una di queste giustificazioni del gregge.
Abbiamo anche assistito alla tragedia di Sestri Levante della ragazzina 18enne Camilla Canepa  che si è voluta volontariamente vaccinare "per godersi l'estate" e che poi è deceduta a causa di trombosi. E' stata una tragedia non isolata. Altri, purtroppo, l'hanno preceduta, una su tutte, il militare Stefano Paternò.. E altri la seguiranno. Ma  i giornalisti hanno cercato con ogni mezzo di dare false notizie di una presunta "non correlazione" con il vaccino. Tra le poche eccezioni,  questa di Blondet, nel pezzo "Esclusa correlazione.

Ed  ecco il numero  dei decessi  aggiornato al 26 marzo scorso quando le vaccinazioni erano poche. Nel frattempo sono aumentate, ma non c'è un bollettino "ufficiale" che ne dia conto. Quanto alle morti, il nesso di causalità con il vaccino viene esaminato applicando un algoritmo dell'Oms. Quindi, potete immaginare voi, quale grado di  oggettività possiede!  Senza contare l' AIFA che getta acqua sul fuoco, specie quando c'è da conteggiare le  morti per trombosi.  Il calcolo dei deceduti post-vaccinazioni diventa difficile anche perché, se le reazioni si manifestano dopo qualche mese,  l'eventuale decesso viene scollegato subito dalla causa "vaccini".
Quando c'era da terrorizzare il popolino, i morti si succedevano ai morti e anche chi moriva perché rimaneva secco dopo una brutta caduta, veniva conteggiato "per Covid". Lo asserisce perfino Fauci nelle sue email.  ("I morti italiani? Numeri inventati nel 99% dei casi"). Figuriamoci un po'!

Ma voglio soffermarmi su un altro episodio a cui assistetti personalmente nell'accompagnare un parente ostinatamente fiducioso. Si preparò con cura una cartelletta nel quale c'era anche un test sierologico che si era appena fatto, a proprie spese. Trascrivo il dialogo fra lui e la dottoressa (una ex del Pronto Soccorso adibita alla vaccinazione) la quale gli chiese come mai avesse fatto il sierologico. "Per vedere se ho gli  anticorpi e se ho già incontrato il virus", è stata la risposta. La dottoressa tra il sarcastico e lo stizzito lo apostrofò: "Ma figuriamoci! noi sanitari siamo stati vaccinati a tappeto e nessuno si è sognato di chiederci il sierologico".  Avrete capito che della nostra salute non importa una mazza e  di noi non hanno nessun riguardo. A conferma di ciò, la battagliera dottoressa Barbara Balanzoni anestesista del Servizio di Anestesia e Rianimazione del Policlinico San Marco  nel video fornitomi da Cangrande nel quale mostra che nelle linee-guida ospedaliere  vengono vivamente sconsigliati i test sierologici, prima e dopo la somministrazione del vaccino. Questo confermerebbe come vogliono a tutti i costi fare morire più persone possibili con vaccini distribuiti  a stecca, senza alcun criterio preventivo:  https://www.youtube.com/watch?v=pIelCzqyTCM

Altri  medici che non si fanno intimorire e che dicono a chiare lettere che  vaccinare  chi ha già avuto il Covid significa  rischiare trombosi e malattie autoimmuni.  Tra questi il dott. Mazzone  in questo video sottostante. Perché il CTS e l'Aifa  non  hanno inserito almeno  l'obbligo di un sierologico nelle loro linee-guida, nonostante fossero stati avvertiti personalmente dal dott. Mazzone? Fatevi una domanda e datevi una risposta. 


C'è un'altra fenomeno inquietante. Ci sono categorie di persone che non possono assolutamente vaccinarsi. Chi è affetto da malattia rara, da malattie autoimmuni, emofiliaci, pazienti con forti forme di allergia...Eppure  queste casistiche sono  all'improvviso sparite dal dibattito, dai giornali, da riviste scientifiche e sembra che questi vaccini debbano miracolosamente  adattarsi a chiunque. Tutti vaccinati, todos Caballeros! Del resto Figliolo ha alzato l'asticella promettendo ad ogni costo l'80%, estendendo la vaccinazione a  giovani, adolescenti e bambini. 
Inoltre, come tutti sanno, a complicare le cose, c'è il garante della Privacy che ha dato via libera  al Green Pass.  il quale, altro non è se non una forma di controllo sociale e di tracciamento dei cittadini. Si era opposto in prima istanza, ma poi ha cambiato idea. Chissà come mai...

Resta comunque una variabile che potrebbe fare la differenza, ma che invece asseconda il gioco perverso delle élite: l'inspiegabile  mistero delle pecore suicide.  Per favore, cari ovini , non trascinate anche i vostri figli giù dalla rupe! Almeno quelli!





07 June 2021

Non praevalebunt!

 


Questa fotografia su Klaus Schwab, principale promotore del forum economico di Davos 2020 (WEF) del quale mi sono già occupata in questo post, vale più di  tanti libri e trattati. Capito nelle mani di chi siamo? Costui, detto anche mr. Covid, sarebbe uno dei burattinai che tira i fili del Grande Reset. Calze bianche autoreggenti, una specie di reggipetto in alto, e ...ingrandite con la lente, una sorta di cache-sexe. Nudo con la panza fuori, le carni cascanti in bella vista,   ma con calze autoreggenti per la gioia dell'universo LGBT.  Velato come un apicoltore, con guanti bianchi (forse per paura di contaminarsi) se ne va  così, in giro per la spiaggia. E' questa la sua "nuova normalità" di cui si vanta nei suoi saggi? Foto vera o falsa, si chiede Finanza on line? C'è chi (anche su questo blog), parla di un fotomontaggio, di un falso clamoroso o di un'esca "acchiappa-complottisti"..

Eppure i potenti della terra, andarono tutti a Davos da questo cattivo soggetto con molta deferenza. "Thank you Klaus" gli disse Trump, prima di iniziare il suo discorso anti Reset. "Thank you Klaus" glielo disse pure Putin.  Peccato che non si sia presentato con quella mise balneare anche a da  quelle parti: forse avrebbe ottenuto un po' meno inchini. Ricordo che Bergoglio, è un suo fervente ammiratore e sostenitore e lo tratta come un benefattore dell'umanità.  In mezzo a tante catastrofi prodotte dagli inventori della Pandetruffa, una notizia buona c'è: il forum di Davos 2021 è stato rinviato. Non solo, ma pare che un hacker si sia inserito nelle email di Fauci e che stiano saltando fuori altarini che rivelano molto sulla "pandemia" e le misure coercitive che hanno costretto ad accettare ai popoli del mondo. Qualcosa bolle in pentola? Può darsi. Ma cerchiamo di stare comunque in campana.  

E a proposito di Bergoglio ecco un'altra sua perlina vaticana. Per far vedere che lui e i vescovi sono vaccinisti ad oltranza .e che il vaccino è la nuova religione sanitaria del Secolo ha fatto approntare un rosario dentro una scatolina simile a quella di un prodotto farmaceutico con tanto di "bugiardino". Nome del prodotto farmaceutico-spirituale?  La Misericordina. Blasfemia e  sacrilegio la fanno da padroni. Che cos'è? lo vedete anche voi: un cuore vero (e non i cuoricini  stilizzati di S. Valentino) circondato da una corona (allusione al coronavirus?) di spine. Dentro il rosarietto   rosso quale "cardiotonico", con la scritta "50 granelli intercordiali". Sursum corda, allora, con la Cordina miserina. Leggere attentamente il foglietto illustrativo. Effetti collaterali? Non si sa, farmaco in via di sperimentazione.  Un po' come i vaccini, del resto. Dicono che il Vaticano avesse acquistato titoli farmaceutici ben prima che esplodesse la cosiddetta "pandemia". Sono pure paragnosti e sanno le cose prima degli altri. Ma intanto la Misericordina va a ruba su Amazon Per la felicità dei simoniaci. 



Bergoglio l'apostata comincia ad avere i suoi guai a causa di cardinali ribelli e lo Scisma è sempre più vicino. Come recita il salmo 7?

Ecco, l'empio produce ingiustizia,concepisce malizia, partorisce menzogna.
Egli scava un pozzo profondo
e cade nella fossa che ha fatto;
la sua malizia ricade sul suo capo,
la sua violenza gli piomba sulla testa.

Vale per l'empio di Davos, come per quello  dell'uomo proveniente dall'Argentina. Non si può costruire niente sull'impostura e sulle menzogne.  Nonostante tutto il male fatto, alla fine,  non prevarranno. 


S. Gilberto


03 June 2021

La pulce nell'orecchio sul blocco delle tessere sanitarie


  
In questi giorni si parla di tessere sanitarie del SSN bloccate e di sistemi operativi informatici in via di manutenzione, di impossibilità di avere ricette elettroniche e di ritorno al cartaceo. Se il medico di base deve farvi una ricetta, torna la vecchia cara ricetta di carta. Poco male! - direte voi. Siamo campati una vita col foglietto delle ricette e personalmente non credo che le ricette elettroniche semplifichino la nostra vita.  Ma la cosa non si limita solo a questo. Ne hanno dato notizia i principali organi di stampa Come spiegato in una nota ufficiale anche dall'Inps, la SOGEI, Società Generale d'Informatica italiana che opera nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ha annunciato un blocco temporaneo dei suoi servizi, tra i quali rientra anche l'invio telematico dei certificati di malattia.

Ma a me nel leggere queste notizie è rimbalzata subito una terribile pulce nell'orecchio. Non è che la tessera sanitaria delle varie regioni d'Italia, dove - non dimentichiamolo - accanto allo stemma della regione di appartenenza (il Veneto ha il suo leoncino marciano, la Lombardia, la Rosa camuna, la Liguria, la croce di S. Giorgio ecc.) e alla bandierina italiana, c'è anche l'ormai immancabile bandiera europea blu con le 12 stelle), può diventare un formidabile strumento di controllo  telematico tra chi è vaccinato e chi no, con relativo blocco per chi non si è sottoposto a vaccinazione? Dopotutto c'è un chip ed è magnetizzata. 
Leggete qui e magari la pulce nell'orecchio pizzicherà anche a voi:

https://www.contocorrenteonline.it/2021/05/28/tessera-sanitaria-bloccata/


Altroché se pizzica la pulce! Pizzica così tanto che in detto articolo ci  trovo un'altra notizia in un link di rimando. Esattamente questo: 


Lo apro, lo leggo e che ci trovo all'interno? Che il sottosegretario del Ministero alla Salute Andrea Costa del gruppo parlamentare "Noi per l'Italia", (non esattamente un gruppo di sinistra, ma un gruppo centrista vicino a Maurizio Lupi), sta lavorando all'idea di incorporare il Green Pass dentro detta tessera sanitaria elettronica. Ecco la frase-chiave: 

Nelle scorse ore, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha lanciato la proposta di convogliare nella tessera sanitaria di cui tutti siamo dotati i requisiti del Green Pass. L’idea è quella di utilizzare la carta come pass vaccinale per gli spostamenti fra regioni. Una soluzione che, nell’idea generale, consentirebbe di risolvere il rebus della certificazione, in quanto l’incognita del Green Pass, al momento, è proprio quella del formato. Dall’applicazione al modello cartaceo, la proposta del sottosegretario è fare della tessere sanitaria il lasciapassare sul piano vaccinale.

Ma che idea meravigliosa! così la carta dei servizi sanitari a favore dei cittadini  si trasforma,  in men che non si dica, in una carta di controllo sanitario sui cittadini. La cosa fa la differenza e  non è poco. E poi cos'altro? 

La proposta, sostanzialmente, mira a memorizzare sulla tessera anche i dati su tamponi, vaccinazioni (eseguite e da eseguire) e perfino sulle guarigioni dal Covid-19. Un’idea che semplificherebbe in effetti le procedure e che, rispetto alla validità limitata del Green Pass (sei mesi per vaccinati e guariti, 48 ore per chi ha fatto il tampone), pone meno paletti in termini temporali. La proposta è al vaglio, dal momento che proprio in questi giorni si sta definendo il tutto. Di tempo non ce n’è molto: entro fine settimana tutti i tasselli dovranno essere al loro posto.

Ora è chiaro perché le nostre tessere sanitarie nei due  giorni di fine maggio non erano  elettronicamente operative. Ma a nessun cronista del mainstream è saltato il ticchio di fare qualche retro-pensierino e di raccontarci la verità sullo zelante Andrea Costa e sulle sue intenzioni. Si  è  preferito accreditare la tesi generica (e più tranquillizzante) del  sistema operativo "in fase di manutenzione straordinaria".
Ci dovevamo aspettare che una carta plastificata con il simbolo della regione, eppoi della nazione, eppoi della solita Ue ci facesse qualche tiro mancino. E questo è solo l'inizio della cosiddetta "semplificazione" e "digitalizzazione". Il resto, a seguire..

S. Carlo

28 May 2021

De Chirico, l'enigma della vita e dell'arte


 

Un cronistuccio "fattarolo" di cui nemmeno voglio riportare il nome si è permesso di dire che a destra la cultura non esiste. Per l'esattezza che a destra non esiste uno straccio di intellettuale da 300 anni… Purtroppo l'omettino dell'asinistra gioca alla favola della rana che si gonfia fino a sembrare un bue. Si gonfia, mente e  scoppia di bile, mostrando di non sapere un bel nulla. Esiste un elenco completo stilato da Giovanni Raboni per il Corriere della sera che fa i nomi più prestigiosi della cultura del novecento. Ne cito solo qualcuno: Ezra Pound, Céline, La Rochelle,  Jonesco, Croce, Gentile, Papini, Palazzeschi. D'Annunzio, Marinetti, Pirandello, Prezzolini e molti altri che potete ritrovare qui . 

Il Giornale replica con un'altra  lunga lista  di intellettuali, filosofi e  scrittori di destra. Aggiungo io, Carl Schmitt, Spengler, Junger, Heidegger,  Giorgio de Chirico, grande Genio della pittura metafisica  che si vantava già negli anni '70 dove  si correva il rischio di venire "gambizzati" se non si era  di sinistra : "Io sono sempre stato un grande reazionario". Carmelo Bene, altro genio teatrale, Salvador Dalì. L'elenco di artisti, intellettuali e filosofi  è così nutrito che mi domando come per anni l'asinistra con la sua cultura da poster di barbudos e barbe folte sia riuscita a infinocchiare "le masse", per decenni con banalissimi luogocomunismi dei quali la sottoscritta compilò volonterosamente un Bestiario.  Con questo lessico per  sottosviluppati, un lessico povero nonché killer del logos, è riuscita a darla da bere per generazioni e ad ottenere seguaci, grazie al fatto di essersi accaparrati i media.  Ma non ragioniam di lor...

 Approfittando delle riaperture e zone "gialle" mi sono recata a Pisa per vedere una mostra di Giorgio de Chirico a Palazzo Blu: oltre 80 tra dipinti e grafica d'arte della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Stranamente, a parte la solita mascherina, nessun altra vessazione  del tipo richiedere i numeri di cellulare per la "tracciabilità".  La mostra, ora prorogata fino a settembre, fu bruscamente interrotta dagli umilianti lockdown e andarci è servita a verificare quel che già si sapeva:  musei, palazzi storici adibiti ad esposizioni, pinacoteche sono i luoghi meno contagiosi del mondo. I veri luoghi affollati  e potenzialmente "contagiosi", sono quei supermercati a cui ci hanno costretto a ricorrere  tanto per sopravvivere. E mentre  si riempiono la bocca di epigrammi danteschi per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta,  come "fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir vertute e canoscenza", nei fatti ci hanno voluto proprio abbruttire, riducendoci a doverci accontentare di cibo confezionato e   di malsana disinformazione televisiva. Niente arte, niente cultura, niente svaghi creativi e ricreativi.  Una distopia ben delineata da Pound nel suo famoso Canto 45 "Con Usura".  

non si dipinge per tenersi arte in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,

Il Pictor Classicus, come amava definirsi, nacque a Volos nella Tessaglia (Grecia). Volos è il villaggio dal quale partirono gli Argonauti alla ricerca del Vello d'oro e questo fu visto da  de Chirico come un segno del Destino.  E il classicismo greco, il culto per il Mito e il simbolo, sono la cifra che accompagnerà tutta la sua produzione artistica: da Parigi dove i surrealisti lo consacrarono loro maestro nonché anticipatore delle loro tematiche sugli oggetti  comuni spiazzati e straniati  dai loro contesti, passando per Torino, Ferrara, Firenze, Milano, Venezia, Roma e perfino New York.  Ma il classicismo si accompagna all'impulso alla modernità e allo slancio vitale verso il progresso. Il dipinto che ritrae il  colonnato greco mostra da lontano le ciminiere. La piazza della collezione "piazze italiane" avvolta nel silenzio, e sospesa tra ombre e luci, lascia intravedere una locomotiva in lontananza.  Spesso con le bandierine all'incontrario e controvento. I punti di fuga e le prospettive vengono costruite con voluta disarmonia, rendendo talora lo scenario inquietante e perfino disturbante. Del resto "inquietante" (in tedesco unheimlich, lingua che de Chirico conobbe molto bene) è un aggettivo prettamente dechirichiano usato per le sue famose Muse.  "Cosa dovrei amare se non l'Enigma? (Et quid amabo nisi quod aenigma est?) , è il succo della sua poetica ed estetica che riprende anche nelle tavole di un suo famoso autoritratto del 1920. Su questo dipinto ad olio sottostante, il tempo è sospeso e sullo sfondo azzurro si rivela  un'apertura verso il mondo esterno che lascia intravedere un palazzo con statua.  Perentorio il gesto della  sua mano che trattiene e mostra la pergamena. 

E che cosa dovrei amare se non l'essenza metafisica delle cose? 


 Non casualmente de Chirico sosterrà la necessità di 'scoprire il demone in ogni cosa', Carrà parlerà di 'realtà fermata', de Pisis di "mistero delle cose" e Savinio, con un ossimoro, di naturalismo spettrale.

Le Muse Inquietanti


 L'enigma è infatti fonte di ispirazione e approdo alla sua personale ricerca. Nietzsche e Schopenhauer sono del resto i due filosofi punti di riferimento della sua pittura. A Monaco di Baviera dove visse un periodo della sua vita, ebbe modo di approfondire le sue riflessioni filosofiche che sempre accompagnavano il suo dipingere. All'artista metafisico si attribuisce perfino la dote di veggente, di colui che esplora qualcosa di diverso e inusuale anche nelle cose comuni. La mostra situata su tre piani del Palazzo Blu espone periodo detto boeckliniano (da  Arnold Boecklin, pittore svizzero simbolista da lui molto amato), il  periodo metafisico e  il periodo neometafisico.  

Emblematica di questo  primo periodo è La Partenza degli Argonauti, un dipinto del 1910 che condensa i sentimenti e i fondamenti della sua cultura figurativa. Come de Chirico, gli Argonauti abbandonano la loro terra, il loro porto sicuro, verso destinazioni ed esperienze ignote, sono nomadi, orfani di una patria. In lontananza, le casette candide della costa egea. 

La partenza degli Argonauti (1909)


Lo stesso motivo venne ripreso anni dopo (1922) in chiave metafisica. Le piazze che spesso ospitavano statue, ora ospitano guerrieri, in una strana interazione con le stesse.  Pure il fratello Andrea (in arte Alberto Savinio, ottimo pittore anch'egli), a cui fu sempre molto legato, riprese lo stesso tema degli Argonauti.  Nella mostra c'è un rimando pittorico anche a lui, a Carrà, a De Pisis e Sironi, per indicare come  il Maestro seppe influenzare la loro pittura, da autentico caposcuola (nazionale e internazionale) qual era. 


La partenza degli Argonauti (1920)
 
Triangoli, elissi, geometrie euclidee e simmetrie sono anch'essi un omaggio alla cultura ellenica.  La scelta dell'insolito formato va ricondotta all'importanza del triangolo come simbolo mistico e magico.  Come ben si vede in questo dipinto "L'enigma della fatalità"





Nel 1912 appaiono le prime Piazze d'Italia con le quali ha inizio la fase matura dell'artista, e quella forse più nota ed apprezzata da parte del pubblico: la pittura metafisica. Statue, sculture,  sarcofaghi su piazze deserte, o anche, come nell'immagine appena sopra,  un vecchio vagone  del tutto vuoto e pronto per un trasloco,  sta a ricordare l'infanzia dell'Artista, segnata da molti traslochi imposti dal lavoro di ingegnere delle ferrovie dal padre, nel corso dei cambi di residenza. Le  minuscole figure umane quasi si perdono in lontananza,  nelle prospettive incombenti. 
Le Piazze d'Italia sono visioni di piazze prive di vita. In esse appaiono edifici squadrati e lunghi porticati, che rimandano alle architetture di Firenze, Torino, Monaco, Ferrara. Ma in fondo,   è inutile identificarle in quanto "luogo geografico" reale, poiché si tratta in realtà di luoghi mentali della condizione umana. L'uso di prospettive assurde e sconcertanti, i cieli verdi, e i colori terrosi evocano l'idea di uno spazio in cui tutto è immobile ed il tempo si è fermato, creando una condizione di spaesamento. 

Il terzo piano della mostra è dedicato al periodo Neometafisico. Negli ultimi anni di vita de Chirico le sue prospettive, ribaltandole verso un punto di intersezione atemporale in cui i suoi personaggi e i loro oggetti, le squadre lignee e le scatole che contengono altri quadri si aprono in un divertissement infinito che ripercorre tutto il suo tempo esistenziale e artistico, illuminando alcuni misteri e ricomponendone altri.

In questo contesto di nuovi e felici enigmi incontriamo dunque i nuovi interni metafisici: gli archeologi e i manichini umanizzati, i bagni misteriosi, i gladiatori, i trofei, i ritorni del cavaliere al castello avito, Orfeo Trovatore stanco, Ulisse che rema nella sua stanza, fino alle stanze che si aprono sulle nuove visioni di Venezia e New York. E a proposito di "manichini umanizzati" non si può fare a meno di constatare come  il "Pictor classicus"  è stato preveggente nel delineare un'umanità senza volto, ora che vediamo in giro tante maschere e nessun  vero volto espressivo. L'Orfeo Trovatore Stanco (1970) con la lira abbandonata per terra , icona nel quale l'Artista ormai 82enne si era identificato, alla fine  siamo un po' tutti noi. 

Concludo con questo divertente ironico Ulisse nella stanza, che sta a significare la fine del viaggio e l'approdo rassicurante.   "La mia camera è un vascello fantastico, ove posso fare viaggi avventurosi, degni di un esploratore testardo”: Giorgio de Chirico ha  già ottant’anni quando dipinge "Ritorno di Ulisse" (1968), e l’incessante energia che lo ha contraddistinto nella sua ricerca artistica non è venuta meno.




 Mi corre l'obbligo di aggiungere che il dipinto che ho inserito  in alto  sotto il titolo, non fa parte della mostra, ma l'ho inserito ugualmente poiché lo considero un autentico capolavoro che assume  su di sé tutti gli elementi della poetica metafisica dechirichiana: una piazza vuota con una fanciulla che insegue un cerchio (lei stessa un'ombra), la quale corre verso l'ombra di una statua. Una piazza che ospita la contrapposizione del mondo delle ombre con quello della luce. La disarmonia tra i due edifici con arcate, nasce dal fatto che sono costruiti su due diversi punti di fuga.  Ritorna, sulla destra  il carrozzone del precedente dipinto, vuoto e privo di ruote. Il suo amico e poeta surrealista Apollinaire  intitolò il dipinto Mélancolie et Mystère d'une rue.  Nella versione italiana  si preferisce mettere invertendo i sostantivi "Mistero e Malinconia di una strada": entrambi titoli emblematici e stupendi. Naturalmente ho dovuto sunteggiare  al massimo,  i contenuti di una mostra che mi ha riempito di gioia, interesse e curiosità nella speranza di aver lasciato qualche suggestione in grado di farci capire, che l'arte non può e non deve essere roba da case d'asta per ricchi oligarchi come vorrebbero trasformarla, separandoci dai nostri maestri del colore.  Ma può e deve essere patrimonio comune di tutti noi, senza discriminazioni tra i cittadini "vaccinati" e non. Un appunto critico al pessimo ministro dei Beni Culturali, l'inamovibile Dario Franceschini che per ben due mandati ha dato la direzione degli Uffizi al tedesco Eike Schmidt, il quale si dichiara innamorato dell'Italia e della sua arte. Non ne dubitiamo, ma mandiamo capolavori di ineguagliabile bellezza antichi e moderni per il mondo dimostrando di essere i numeri 1,  e allora  è  lecito chiedersi: non esistono nostri connazionali in grado di coprire onorevolmente quell'incarico di custode di meraviglie che - guarda caso - sono di  nostra creazione ? Ricordo che alla sovraintendenza di numerose aree museali  sono stati messi altri sette stranieri (inglesi, francesi, canadesi). A che pro? Sono  forse più bravi  e competenti, in quanto stranieri? 

L'  Italia è nata sotto il segno di Venere , ma proprio per questo dovrebbe imparare ad avere qualcosa di Marte per difendersi da predoni e predatori. Come ricordano i miti greci ai quali de Chirico si ispirò, la Bellezza attira su di sé la sciagura e la fatalità e bisogna attrezzarsi per evitarle. 


S. Emilio

 

20 May 2021

Come rendere obbligatorio il vaccino mediante il ricatto del Green Pass (Pass Totalitario)







Questo è l'incredibile coraggioso discorso della deputata Dagmar Belakowitsch (FPO) al parlamento austriaco, segnalatomi da Cangrande.  Ascoltatelo e leggete la traduzione in Italiano. Nessun deputato o deputata dei nostri ha finora dato prova di una simile tempra. L'"oppofinzione" vuole addirittura rivaleggiare e primeggiare con il Pd e il M5S su chi vaccina di più e chi mette più pass. Salvini giubila per l'oretta in più del coprifuoco (alle 23,00) ottenuta "grazie alla Lega". Mamma mia, quanta libertà ad un popolo stremato per 15 mesi!  Che ne faremo dell'ora in più?  La Gelmini vuole i comitati sanitari anche ai matrimoni (si parla addirittura di un manager sanitario) per verificare chi si è vaccinato e chi no. Chi dopo essersi vaccinato ha ottenuto il Pass, potrà aver diritto a sposarsi o a far parte del banchetto di nozze. Altrimenti, No Pass, no Marriage. Ma non vi vergognate nemmeno un po'? A pedate nel sedere andrebbero presi tutti quanti! 
La verità è che non hanno il coraggio di rendere obbligatorio il siero e allora Draghi e i suoi  ricorrono ai ricatti più infami come quelli  della libertà di spostamento, di divertimento, di partecipazione a eventi culturali e sportivi, condizionati al Pass Totalitario.  Non ti  vaccini? Allora non avrai nessuna  libertà di andare a una mostra, a un teatro, a un cinema; nessuna libertà  di viaggiare  non dico all'estero (dove in teoria dovrebbe esserci un'unica Europa) ma nemmeno nel tuo paese dove si è versato SANGUE per unirlo, per unirne le regioni, dalle Alpi agli Appennini. Intanto  quel militare che fa il Guardiano dei vaccini, quel Figliolo, insiste per vaccinare tutti a tappeto:  grandi, piccini, adolescenti, anziani.  E tutti gli incidenti (malattie, decessi) che avvengono durante la vaccinazioni vengono minimizzati dai media che si affrettano ad aggiungere "non vanno messi in correlazioni col vaccino".  Ma come potete rilevare da questo video che vi prego di guardare e riguardare, in qualche parte d'Europa, qualche voce di dissenso parlamentare si leva. Avete forse visto da noi qualcosa di simile? 
Nella vicina Francia  57 scienziati  di chiara fama firmano contro la mancanza di sicurezza dei sieri genici e chiedono lo stop immediato  di ogni tipo di vaccinazione:


Da noi i dottori che si sono ribellati al  percorso vaccinale considerato l'unica panacea verso una malattia  come il Covid, in sé curabilissima, sono stati repressi dalla forze dell'Ordine ed è stato impedito loro perfino di manifestare sotto quella (ex) "casa del Popolo" che chiamasi Parlamento.  Ne hanno dato conto loro stessi in questa Nota di Protesta: 

IL FRONTE DEL DISSENSO DENUNCIA LE LIMITAZIONI DEL GOVERNO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 18 MAGGIO 2021



Non sottomettiamoci più a tutti questi soprusi e abusi, a queste imposture reiterate e non stanchiamoci di denunciarli ovunque è possibile.   Il Pass totalitario non deve passare, perché veicolo di coercizione nonché  di ricatto ignobile, lesivo di numerosi diritti costituzionali.  Già che siamo in tema,  intendo chiedere che cosa c'è di vero sul fatto che si stia costruendo "strani villaggi di container con le sbarre alle finestre". Ne parla la dott.ssa Silvana De Mari in un articolo di La Verità del 12 maggio. "Questi villaggi tutti uguali stanno comparendo in ogni regione, uno per regione e possono ospitare fino a 8000 persone per ognuno. Il ministro Lamorgese potrebbe spiegare cosa sono e a che accidente servono". 
Così si chiede la De Mari nell'articolo "La follia di averci tenuti segregati con le frontiere tutte spalancate".  E' permesso dubitare delle peggiori intenzioni di questo governo, che tra l'altro, a differenza di altri, continua a lasciare invadere questo paese  con ondate ormai incalcolabili di "migranti"?
 Nessuna difesa verso chi  ci invade, ma in compenso reca offesa, umiliazioni e danno perpetuo a onesti cittadini mediante  le peggiori malversazioni. E chi ci garantisce che questi "villaggi"  dalle finestre con le sbarre non siano fatti, in realtà,  per il confinamento e la detenzione dei ribelli a questa loro tirannia sanitaria e vaccinale? 
Toc! toc! Esiste ancora qualche forza politica in Parlamento in grado di richiedere un'interpellanza immediata sul tema  prima che sia troppo tardi? Toc! Toc! esiste ancora qualche giornale con qualche fotografia che ne dia conto? 

S. Bernardino da Siena (il santo che combatté l'usura) 

Video deputata austriaca:   https://www.youtube.com/watch?v=b61D7WmE5Jc