
La nave russa che naviga senza guida in balia delle onde è già diventata la metafora di come hanno ridotto questo povero mondo distorto. Si tratta della Arctic Metagaz che avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. C'è il rischio di un disastro ambientale, ma prima, l'antefatto. Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”. (fonte: sky cronaca)
Torniamo in patria (si fa per dire) con la Biennale di Venezia che in quanto manifestazione culturale, dovrebbe accogliere le varie espressioni artistiche dei vari paesi, senza discriminazioni. Belle intenzioni! In realtà non è così semplice.
![]() |
| Padiglione russo alla Biennale. Buttafuoco il primo, a sinistra |
Il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, nominato dall'attuale governo, annuncia una sua scelta di misura e di buonsenso lasciando che la Biennale diventi il luogo di incontro in grado di andare oltre gli scenari di guerra e dei diktat imposti dagli schieramenti: aprire il padiglione degli artisti russi. Sana iniziativa - si dirà. Le guerre scoppiano, ma poi passano e quando questo avviene, ci si dimentica del perché deflagrano. La cultura è un modo per scrutare il sereno oltre le nubi e per sua natura deve poter essere inattuale e metastorica. Ma l'Europa non vuole. L'Ucraina insorge. Ma come? fate entrare esponenti della cultura russa? Vi abbiamo negato i gatti delle esposizioni feline, i pianisti, i cantanti lirici, e voi vorreste organizzare nientemeno che un padiglione di artisti russi? NON SI PUO'. Buttafuoco resiste a non voler indossare la livrea del maggiordomo che si mette sull'attenti agli ordini di Bruxelles e di un governo costretto a fare l'obbediente soldatino di piombo, in nome di non si sa bene quale "sovranismo". Ma c'è sempre qualcuno disposto a fare il lacchè: il Ministro della Cultura, il giulivo Giuli, irradiato dal "Pensiero Solare", mentre nella sua aura di neo-paganesimo elucubra di "apocalittismi difensivi" e di "infosfera globale". Sulla Biennale di Venezia, ecco la sintesi del Giulivopensiero: "Come ministro della cultura ritengo che l'arte di un'autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente".
![]() |
| Il ministro Giuli e la centralità del suo Pensiero Solare |
Arridatece Genny Sangiuliano, al secolo Genny Delon! Almeno tra una graffiata in testa e l'altra da parte di amanti aggressive, il suo lavoro di buon comunicatore lo sapeva fare. Intanto per mostrare al mondo che GIULI C'E', il citato Ministro ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Cda della Fondazione Biennale di Venezia, rea di aver sostenuto la linea di un' eventuale "Biennale della Tregua".
Mentre - ironia del destino - il vascello fantasma va alla deriva e nessuno sa chi dovrà mettere mano all'imminente disastro ambientale, c'è chi si mette intorno ad un tavolo per discutere il da farsi: maltesi, italiani, forse la Ue. Dilagano le catastrofi, ma non sanno che vestiti mettersi.















