16 December 2018

False flag o falsi gilet?




Siamo al giallo relativo, quello dei daltonici. E c'era da aspettarselo. Viviamo l'epoca del vero che sembra falso e del falso che sembra vero.  Peggio delle streghe del Macbeth dove  il Brutto è Bello e il Bello è brutto.  Qualcuno aveva troppa fretta di indossare i gilet gialli made in Italy, senza nemmeno cercare di capire che quelli francesi protestano proprio contro la globalizzazione, le corporation delle auto elettriche - quelle che vogliono rottamare i motori diesel, e l'immigrazione clandestina che occupa posti di lavoro, per quelle attività che  anche secondo la vulgata d'Oltralpe, "i francesi-non vogliono più fare". Ma che importa? la realtà è quella che sembra, e non quella che è. 

Gilet gialli e bandiere rosse sono incompatibili, ma la sinistra mondialista tenta di ingannare ancora una volta gli italiani con le "false flag" di gilet gialli fatti indossare agli studentelli gregari sprovveduti e pianta-casini di Milano (c'è un video davvero sconfortante),  ed agli immigrati africani aizzati e fatti inferocire contro un paese che farebbe volentieri a meno di loro. Contro un governo legittimamente eletto da cittadini italiani che si permettono di chiamare "assassino". In un altro paese, ci sarebbero gli estremi per rimpatriarli tutti quanti in massa.  Ma che importa? Basta il colore: giallo! Ed è evento!
Anche se poi è un giallo falso (un fake yellow), serve pur sempre a fare scena. 
Tanto poi ci sono le fotografie, i filmati che vanno per il mondo mentre  i media tromboni e megafoni del sistema,  raccontano  che anche in Italia è già iniziata la protesta contro il neonato governo che guardate un po', fin nel colore ha già il colore del gilet: giallo-verde. Sì perché quei gilet catarifrangenti  e visibili anche al buio,  hanno anche un po' di verdolino nella  loro tonalità giallo fosforo. Insomma, i negri vestiti di giallo e i rossi col pugno chiuso vestiti di giallo sono una perfetta operazione false flag. In questo caso, di "falso gilet". E' mai possibile che dobbiamo essere il paese dell'eterna parodia e delle cialtronate?


I veri Gilets Jaunes per la quinta settimana in manifestazione a Champs Elysées

Tutto si sputtana e tutto perde di credibilità perfino quando varca il confine di Ventimiglia. Diciamo la verità: mi piacerebbe sapere quanti italiani avrebbero avuto l'ardire dopo un  terribile attentato a orologeria (false flag anche questo) come quello di Strasburgo, di manifestare per la quinta volta dopo oltre un mese davanti all'Arco di Trionfo, senza lasciarsi intimidire. Ma questi erano "veri" Gilets Jaunes
Quanti italiani  scioperati abituati ai fischietti della CGIL e ai cestini con la merenda per la  ludica passeggiata fuori porta del sabato sindacal-fancazzista,  avrebbero avuto la costanza di andare avanti per più di un mese rinunciando perfino all'irrinunciabile shopping natalizio, come quelli della  temibile grève francese? Li vorrei proprio vedere i miei connazionali rinunciare ai preparativi delle feste.  Ma quelli che sfidano le cariche e il freddo parigino erano veri Gilets Jaunes.

La sinistra a corto di idee copia i compiti, ruba gli indumenti e il vestiario, aizza i negri contro il governo e il ministro dell'Interno, e cerca di accaparrarsi la piazza. Crea tumulti fasulli "pro migranti" con una  differenza sostanziale:  che mentre i movimenti popolari d'Oltralpe vengono repressi brutalmente dalle forze di polizia (qualcuno ci ha rimesso  pure la pelle),  quelli  nostrani qui   realizzati mettendo extracomunitari alla testa dei cortei,  vengono protetti dalle forze dell'ordine che stanno ben attenti a che nessuno si permetta di intentare delle reazioni contro di loro.
Insomma, la sinistra è il solito Re Mida al contrario e quel che tocca va in...Cambronne.

Tuttavia, come dice la canzone e come vedono i nostri occhi,  Black is Black. Aggiungiamoci anche Red is Red, e fare i Gialli per caso, non porterà molto lontano. Gesù Bambino non è ancora nato e  da qui a Carnevale, mancano  ancora due mesi.

11 December 2018

I nostri presepi, nonostante gli iconoclasti



Iconoclastia, malattia inguaribile dei comunisti e dei radicali, che già fecero in tempi non ancora così sospetti, battaglie per la rimozione dei crocefissi nella scuola. C'erano già degli antefatti storici durante la rivoluzione bolscevica dove i comunisti di allora fecero esplodere con dinamite bellissime artistiche chiese ortodosse della Russia e organizzarono spedizioni punitive contro i fedeli cristiani nonché un'aberrante controfestività detta "Festa della derisione del Natale". Curiosamente l'iconoclastia di ieri e di oggi è coincidente con l'iconoclastia islamica, la cui religione impedisce di rappresentare il loro dio. 
Presidi e direttori didattici che bandiscono i presepi dalle scuole con la scusa del multiculturalismo e degli alunni di altre religioni, significa che poco o nulla capiscono su come si difendono le tradizioni autoctone di un paese sovrano.  Non ultimo ci sono insegnanti supini e proni al dictat dei loro dirigenti scolastici, quando non addirittura più zelanti di loro. E ora ci si mettono anche preti spretati, diventati furiosamente iconoclasti e perfino apostati. Iconoclastia parola proveniente dal greco εἰκών - eikòn, "immagine" e κλάω - kláō, "rompo") è stato un movimento di carattere religioso sviluppatosi nell'impero bizantino intorno alla prima metà del secolo VIII. In senso figurato e più esteso, l'iconoclastia indica un'opposizione spregiudicata e violenta verso le convenzioni, le ideologie e i principi comunemente accettati dalla società. Ora sono i cosiddetti ministri del Signore che in nome dell'"antisalvinismo"  e del suo decreto Sicurezza, predicano di non fare il presepe.  E affiggono pure manifesti davanti alle chiese. E' successo a Biella.



Un tal don Luca Favarin, della diocesi di Padova, ha invitato gli italiani a non fare il Presepe se approvano il decreto Salvini che non mantiene i nigeriani i quali secondo lui, sono i ‘Gesù di oggi’. Dunque Gesù, secondo la sua aberrante interpretazione evangelica era un africano che viaggiava in barcone per invadere altri paesi, e noi non lo sapevamo. Pare che il suddetto sacerdote del No al Presepe, abbia avuto seguaci.
Noto però  con piacere, che nel tempo si è sviluppata una tendenza positiva: genitori e figli che fanno presepi da soli, magari nell'aiuola di un giardino pubblico davanti alla scuola, contro direttori e insegnanti. Come pure ci sono fedeli che sollecitano i parroci resi ciechi e narcotizzati dalla chiesa bergogliona, a fare presepi. Qua e là fioriscono associazioni di quartiere che si chiamano "Amici del Presepio", e così via. Non sono poche le chiese che rinunciano a farlo, con la scusa che ci sono pochi sacerdoti, che i preti sono occupati altrove. Del resto, non   un mistero che non vadano nemmeno più a benedire le case: troppa fatica!
E tuttavia  cittadini, abitanti di rioni, di case, cortili, condomini allestiscono presepi nei loro giardini, nelle aiuole dei parchi, nei vicoli,  e gareggiano tra loro per il presepe più suggestivo del quartiere, del villaggio. Anche una legnaia diventa lo sfondo di un presepe. O un vecchio lavatoio. O una stalla in disuso o la cavità di un fontanile. E così si scatena la creatività popolare.

E' assai pericoloso privare la gente dei loro simboli, dei loro riti, delle credenze e usanze religiose. Ne sanno qualcosa proprio nell'attuale Russia. La desertificazione bolscevica durata quasi un secolo ha prodotto oggi una reazione di diffusione del culto, mai vista prima. Vengono edificate cattedrali di legno perfino dentro la "taiga" russa tra boschi di betulle secolari. A Ekaterinburg, dove gli zar furono barbaramente massacrati e trucidati, ora sorge la Cattedrale sul Sangue, in onore e commemorazione  dello zar Nicola II e della sua famiglia. La chiesa principale fu consacrata dai membri del clero proveniente da ogni parte della Russia il 16 giugno 2003, 85 anni dopo l'esecuzione della famiglia dei Romanov.
Ma fallito il bolscevismo (dopo quasi un secolo, era ora!), stiamo vivendo oggi una sorta di sovietismo globale camuffato da mercatismo deregolamentato, basato su false libertà e vere prigioni e divieti.
E non è nemmeno un caso che quasi ogni anno ci siano attentati di matrice islamica contro i mercatini di Natale attorno alla zona dello shopping delle capitali europee del Nord Europa.  Il 19 dicembre del 2016, un camion si getta contro la folla che sta visitando i mercatini di Natale di Berlino e provoca una vera e propria strage: 12 morti e 56 feriti. E a distanza di due anni ce ne siamo quasi dimenticati.
Come sta avvenendo in queste ore a Strasburgo (Alsazia-Lorena) del quale non si hanno ancora notizie certe circa il numero di  morti (si parla di 4)  e di feriti (forse 11).
Del resto un losco oligarca come Jacques Attali (mentore di Macron), non ha mai fatto mistero di voler utilizzare l'islam quale grimaldello per decristianizzare definitivamente le società europee (c'è il video). Quale migliore pretesto? Una religione abramitica e iconoclasta che ne caccia via un'altra più iconicamente raffinata.

Tutto inutile! Ogni forma di barbara e feroce iconoclastia, produce per reazione, una  sempre più fiorente produzione di immagini, dipinti,  icone, monumenti, chiese, statue e statuine, con relativi culti, credenze e riti di massa.  Come quelle dei nostri cari e domestici presepi. E' nello spirito dei popoli.



05 December 2018

Quelle giornate mondiali dell'ONU che ci tolgono ogni fantasia




Non vorrei annoiarvi con questa lunga lista di "giornate internazionali" dell'ONU, ma se ci fate caso il mezzobusto di turno di ogni Tiggì ve ne snocciola con nonchalance qualcuna all'interno del notiziario con relativo avviso:  "Oggi è la giornata mondiale della lotta contro il fumo", "della lotta contro il diabete" ecc. E immancabilmente, se trattasi di temi sociali come il "volontariato" (sì, esiste una giornata anche di quello), inquadrano il canuto Mattarella sul podio mentre ci tesse sopra il suo immancabile peana ricordando con melensa retorica:  "Dove si spezzano i fili che uniscono le persone minando la coesione sociale è un Paese impaurito e fragile. Il volontariato è, al contrario, un antidoto alle chiusure e agli egoismi  che possono generarsi di fronte a momenti di difficoltà personale o collettivi”.
In pratica il caro vecchio calendario gregoriano è già stato relegato in soffitta da un pezzo e noi nemmeno ce ne siamo accorti. Ogni giorno un santo? un beato? Un martire? Macché! ogni giorno una "giornata mondiale" stabilita dal Palazzo di Vetro e ripetuta a pappagallo dalla tv, dai tromboni delle autorità istituzionali. Che vuol dire tutto ciò?
Che l'Agenda delle tematiche d'attualità le impone l'ONU. Che la memoria e le memorie storiche sono quelle stabilite dall'ONU,  che i diritti cosiddetti "umani", vengono squadernati dall'ONU, che i sentimenti personali, non sono personali, ma ci vengono imposti dall'ONU. Idem la cultura, il rispetto per l'ambiente, la medicina, le cure, l'alimentazione, le prevenzioni dalle malattie. Pensate un po', esiste perfino una Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri naturali, per la Montagna e udite udite....una Giornata della Televisione e una per la Posta. Ma leggete voi stessi per rendervene conto. E poi passa pure per "complottista" chi parla di Governo Mondiale a guida Onu in arrivo.
A proposito,  tra non molto, per il calendario gregoriano,  sarà il giorno di  Santa Lucia, la santa protettrice della luce. E' considerata dai devoti cristiani la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti  e viene spesso invocata nelle malattie degli occhi. Ed ecco qualche proverbio sulla santa il cui giorno 13 dicembre (cade poco prima del solstizio invernale). "Santa Lucia il giorno più corto che ci sia". Oppure "Santa Lucia la notte più lunga che ci sia".
Ma ora godetevi il calendario delle giornate mondiali delle Nazioni Unite e rifletteteci sopra:  non meriterebbero una  bella ribellione mondiale di popoli? Non ve le ho messe tutte, le giornate onusiane, ma ce sarebbero ben di più...Potete sempre integrare il vostro sapere qui. 





Gennaio
1- Giornata Internazionale della Pace


27 - Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime dell’Olocausto

ultima domenica del mese: Giornata Internazionale per i malati di Lebbra.


Febbraio


20 - Giornata Mondiale della Giustizia Sociale

21 - Giornata Internazionale delle Lingue Madri (UNESCO)


Marzo


8 - Giornata per i Diritti delle Donne e per la Pace Mondiale – Giornata Internazionale della Donna

21 - Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale

21 - Giornata Mondiale della Poesia (UNESCO)

dal 21 Settimana di Solidarietà con le Persone che lottano contro il Razzismo e la Discriminazione Razziale

22 - Giornata Mondiale dell’Acqua

23 - Giornata Meteorologica Mondiale

25 - Giornata Internazionale in ricordo delle Vittime della Schiavitù e del Commercio di Schiavi Transatlantico


Aprile

2 - Giornata Mondiale di Consapevolezza sull’Autismo

4 - Giornata Internazionale contro le Mine

7 - Giornata Internazionale per la Salute

23 - Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore (UNESCO)


Maggio

3 - Giornata Mondiale della Libertà di Stampa (UNESCO)

8 - 9 Ricordo e Riconciliazione per coloro che hanno perso la vita durante la Seconda Guerra Mondiale

15 - Giornata Internazionale delle Famiglie

17 - Giornata Mondiale della Telecomunicazione

17 - Giornata Mondiale della Società dell’Informazione

21 - Giornata Mondiale per la Diversità Culturale, per il Dialogo e lo Sviluppo (UNESCO)

22 - Giornata Internazionale per la Diversità Biologica

dal 25 Settimana di Solidarietà con le Persone dei Territori non governati autonomamente

29 - Giornata Internazionale dei Peacekeepers

31 - Giornata Mondiale della Lotta contro il Fumo


Giugno

4 - Giornata Internazionale per i Bambini Innocenti Vittime di Aggressione

5 - Giornata Mondiale dell’Ambiente

17 - Giornata Mondiale per combattere la Desertificazione e la Siccità

20 - Giornata Mondiale del Rifugiato

23 - Giornata del Servizio Pubblico delle Nazioni Unite

26 - Giornata Internazionale contro l’Abuso di Droghe e il Traffico Illecito

26 - Giornata Internazionale di Supporto alle Vittime della Tortura


Luglio

1° sabato - Giornata Internazionale delle Cooperative

11 - Giornata della Popolazione Mondiale


Agosto
9 - Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni (UNESCO)

12 - Giornata Internazionale della Gioventù

13 - Giornata Internazionale in ricordo del Commercio di Schiavi e della sua Abolizione


Settembre

8 - Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione (UNESCO)

15 - Giornata Internazionale della Democrazia

16 - Giornata Internazionale per la preservazione dello Strato di Ozono

21 - Giornata Internazionale della Pace

Fine settembre - Giornata Marittima Mondiale

Ottobre
1 - Giornata Internazionale per le Persone Anziane

2 - Giornata Internazionale della Non-Violenza

4 – 10 Settimana Mondiale dello Spazio

5 - Giornata Mondiale degli Insegnanti (UNESCO)

1° lunedì - Giornata Mondiale dell’Habitat

2° mercoledì - Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali

9 - Giornata Mondiale della Posta

10 - Giornata Mondiale della Sanità Mentale

15 - Giornata Internazionale delle Donne Rurali

16 - Giornata Mondiale del Cibo

17 - Giornata Internazionale per l’Eradicazione della Povertà

24 - Giornata delle Nazioni Unite

24 - Giornata Mondiale per lo Sviluppo dell’Informazione

24 – 30 Settimana del Disarmo

27 - Giornata Mondiale per il Patrimonio Audiovisivo (UNESCO)



Novembre
6 - Giornata Internazionale per la Prevenzione dello Sfruttamento Ambientale in Guerre e Conflitti Armati

10 - Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo (UNESCO)

14 - Giornata Mondiale del Diabete

16 - Giornata Internazionale per la Tolleranza (UNESCO)

3° domenica - Giornata Mondiale in ricordo delle Vittime del Traffico Stradale

20 - Giornata dell’Industrializzazione dell’Africa

20 - Giornata Internazionale dell’Infanzia

21 - Giornata Mondiale della Televisione

21 – Giornata Mondiale della Filosofia (UNESCO)

25 - Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne

29 - Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese



Dicembre

1 - Giornata Mondiale dell’AIDS (UNESCO)

2 - Giornata Internazionale per l’Abolizione della Schiavitù (UNESCO)

3 - Giornata Internazionale delle Persone Disabili

5 - Giornata Internazionale dei Volontari per lo Sviluppo Economico e Sociale

7 - Giornata Internazionale dell’Aviazione Civile

9 - Giornata Internazionale contro la Corruzione

10 - Giornata Internazionale per i Diritti Umani

11 - Giornata Internazionale della Montagna

18 - Giornata Internazionale dei Migranti

19 - Giornata delle Nazioni Unite per la Cooperazione Sud-Sud

20 - Giornata Internazionale della Solidarietà Umana
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E adesso, correte pure a compravi il calendario di Frate Indovino con le sue fasi  lunari, i suoi consigli sulla semina, il raccolto e la potatura, le tisane e i decotti, con i santi protettori dei nostri nomi. L'anno che verrà non dev'essere l'anno dell'ONU, ma un anno nostro. 

30 November 2018

Il Parlamento italiano voti NO al Global Compact


Così l'accordo di Marrakech del 10 dicembre prossimo (che è  alle porte) ci sarà, ma senza l'Italia. Bel colpo iniziale! Ma non basta ancora. Tuttavia vedo la Kyenge stracciarsi le vesti, Fico Boldrino esortarne l'adesione, il PD che vorrebbe addirittura fare un corteo "antifascista"  per caldeggiarne la ratifica, Mattarella che in tv esorta a leggere i documenti per non  "isolarci". Isolarci da che? da quella che secondo Lorsignori è un'invasione ineluttabile alla quale dovremmo  sottostare e cedere con un bel cupio dissolvi collettivo?
Il primo "grazie" e il merito lo attribuisco al blog, a chi lo ha sostenuto (parlo dell'ottima lettera dell'amica Alessandra contro il GCM), e a tutti quelli che hanno firmato petizioni, che hanno copiaincollato detta lettera  per recapitarla al senato e nelle sedi idonee (Laura, Maria Luisa ecc) e ad altri amici e amiche che hanno diffuso email di protesta. Correva il 14 ottobre e pubblicai il post "Silenzio c'è lo SPREAD",  quando un arguto commentatore svizzero ticinese (Marco di Mendrisio) scrisse qualcosa che mi mise la pulce nell'orecchio:
Salve Nessie
In Svizzera si disputa in parlamento in riferimento al malvagio proposito del consiglio federale di sottoscrivere il perniciose " Global Compact for migration".
In Italia nel parlamento se ne parla? Cosa farà il governo italiano? La Lega, M5S e FdI hanno intenzione di frenarne la firma da parte Italiana oppure vogliono sottacere la questione?


Incuriosita, gli chiesi di mandare qualche collegamento, aprii la HP dell'ONU e mi comparve qualcosa di mostruosamente incombente: quel documento che ora Fico Boldrino e Mattarella ci accusano di non conoscere nelle pieghe più recondite:  https://www.iom.int/global-compact-migration.
Potenza della rete, il cui tam-tam arriva laddove la stampaglia tace, nasconde e acconsente!

Fico l'Onghino

Il secondo grazie lo dico a Giorgia Meloni che si è spesa in prima persona con appelli video, conferenze e comizi in modo appassionato, tenace e perseverante. Il terzo, a  Matteo Salvini. E qui mi urge dire una verità...
L'impressione iniziale era quella che la Lega facesse il "pesce in barile" e che Salvini soprassedesse su una questione altamente scottante, per non avere problemi col suo esecutivo e in specie con Conte che in primis rilasciò una dichiarazione di voto a favore del CGM: c'è il video!.  Idem Moavero Milanesi che aveva già espresso la sua intenzione di firmare l'accordo.
In seguito mi sono resa conto che il Ministro dell'Interno ha giocato con grande astuzia, tempismo  e intelligenza le sue carte, ribaltando abilmente, suo favore, una situazione difficile, da vero animale politico: prima ha incassato l'OK delle camere sul Decreto Sicurezza, certo di non avere tra le scatole qualche Fico secco o altro grillino buonista di troppo, a fare da intralcio.  Non dimentichiamo che c'è anche in ballo la legge sulla legittima difesa (penso all'ultimo caso del povero gommista di Arezzo accusato di "eccesso di difesa", perché derubato 38 volte,  il quale ha reagito all'ennesima incursione dei ladri armati, uccidendone uno).
Poi, una volta incassata la fiducia ai decreti,  è uscito allo scoperto col suo deciso NO  al Global Compact privandolo di fatto della sua legittimità "ufficiale" a Marrakech dove l'Italia, per sua fortuna,  non ci sarà.  Certamente se ne avesse avuto la forza numerica (e non il 17%), sarebbe stato pìù comodo e opportuno non passare nemmeno dal parlamento, dato che l'Italia non è la Svizzera dove esiste una grande sensibilità su questi temi. La Svizzera - lo ricordiamo - ha organizzato ronde di cittadini per presidiare i suoi confini. Ve lo immaginate se ciò sarebbe mai possibile da noi? Pertanto si può permettere di rischiare un passaggio parlamentare senza perdere la barra del timone.



Ma intanto, per tornare da noi, il dibattito parlamentare sul Patto ONU, verrà procrastinato, a causa delle feste di Natale,  e c'è il tempo per ricucire alleanze positive e assertive nel merito. Intendiamoci, non siamo ancora fuori pericolo! Ma nel frattempo la sensibilità collettiva su questi temi cresce e crescerà sempre più.
  
Vorrei sfatare alcuni miti e luoghi comuni su questo documento Onu, che circolano anche in rete. 

  • Il documento del GCM non è "vincolante": Falso! vi compare per 80 volte la parola "obbligatorio"
  •  l'indomani di Marrakech schiere di magistrati, giornalisti e forze politiche sostenute dal fronte immigrazionista lo imporrebbero  come legge di fatto all'opinione pubblica
  • c'è un obbiettivo chiaramente indicato in quel paragrafo 33 del documento in cui si propone la «sensibilizzazione ed istruzione dei professionisti dei media a una terminologia ed informazione etica» unite ad una cancellazione dei fondi pubblici a media che «sistematicamente promuovono intolleranza, razzismo, xenofobia».
  • Ancor più aberrante e orwelliano è il punto 11 intitolato significativamente «Gestione dei confini in maniera integrata sicura e coordinata». Cioè, è  l'Onu stessa che dovrà decidere chi lasciar passare e chi no. 


Queste ed altre trappole sono state ben identificate e sviscerate nell'articolo comparso ne "Gli Occhi della Guerra", firmato da Gian Micalessin. 

Pertanto, mettere la firma ed accettare questo documento aberrante e vigliacco, è come mettere al collo una corda ad ogni cittadino italiano.

Ma ascoltiamo cosa dice il ministro degli Esteri ungherese del governo Orban, Peter Szijjártó che ha lanciato un vero e proprio appello per il NO diretto anche all'Italia : 

Per il governo ungherese, il Global Compact è un documento altamente distorto a favore dell’immigrazione, che è sia dannoso che pericoloso”, ha affermato.

“Le Nazioni Unite commettono lo stesso errore dell’Unione Europea, che vuole basare la propria politica migratoria su quote obbligatorie di reinsediamento. Il patto delle Nazioni Unite è più pericoloso, tuttavia, perché è un’iniziativa globale e rappresenta quindi un rischio per il mondo intero" .
Perciò, ciascuno spinga il proprio partito di riferimento (anche gli stessi grillini e forzitalici) con email, affinché il NO del Parlamento Italiano risulti  più compatto e più unitario possibile. Non possiamo permetterci franchi tiratori di nessun genere né mercati delle vacche. Teniamo aperto il focus su questo cruciale tema. Io mi impegnerò fino a che non ne sortirà una voce chiara e univoca dal Parlamento.

Stati Uniti, Ungheria, Austria, Croazia, Repubblica ceca, Slovacchia, Svizzera, Israele, Australia e Lituania hanno già detto NO al GCM.  L'Italia deve far parte di questa buona squadra. Senza indugi!

27 November 2018

I giubbotti gialli accendono la Francia



Parigi brucia e  i giubbotti gialli (Gilets Jaunes) la colorano di rabbia. Confesso che quando questa protesta è esplosa l'ho presa un po' così, sottogamba. Forse perché siamo ormai abituati ai colori delle varie rivoluzioni telecomandate da Soros, per il mondo. Mica che sia una roba all'interno delle solite  élites, le quali, stufe di un presidente modello Eliogabalo che non funziona, cercano un'alternativa tutta loro, preparando una successione? Era questo il mio dubbio.
Le cose sembrano, invece, andare diversamente. E ce ne dà conto Jacques Sapir, l'economista teorico della Demondializzazione:


Questo movimento è stato innescato dall’annuncio di un aumento dei prezzi del carburante. Tuttavia, riflette una rabbia molto più profonda e cause molto più complesse. La questione dei prezzi del carburante rimanda alla cosiddetta “compressione dei consumi” delle famiglie delle classi popolari. Quando non si hanno mezzi di trasporto alternativi e si devono fare ogni giorno decine di chilometri per andare al lavoro, ebbene sì, il costo del carburante rappresenta un pesante onere. Detto in termini economici, in questo caso non vi è alcuna elasticità del consumo rispetto al prezzo.

Tuttavia, un semplice aumento dei prezzi del carburante non avrebbe certamente causato una tale collera se non fosse arrivato in aggiunta ad altri aumenti e ad una pressione fiscale che le classi lavoratrici considerano eccessivamente onerosa. Le riforme fiscali realizzate lo scorso anno dal governo – tra cui la rimozione della ISF (Imposta di solidarietà sul patrimonio) – e le misure adottate dai governi precedenti – tra cui ricordiamo i 44 miliardi di sgravi fiscali del CICE (credito d’imposta per la competitività e l’occupazione) concessi alle grandi imprese in cambio della creazione di qualche posto di lavoro – sono alla base di questa rabbia. Si parla di una “esasperazione fiscale”; in certi casi ci si può arrivare. Ma qui si tratta soprattutto di un senso di ingiustizia fiscale(blog Voci dall'Estero).



A questo vanno aggiunti gli atteggiamenti arroganti, dispotici e sussiegosi di Macron, il suo conclamato disprezzo per i ceti popolari, per i pensionati, da lui considerati dei parassiti mangia-ufo. L'omiciattolo Rothschild del resto, in  quanto ad arroganza,  ha preso lezioni private dal suo vecchio mentore Jacques Attali, colui che senza mezzi termini ha pronunciato una frase ormai da incorniciare a futura memoria: "Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?”. 
Beh, stavolta si dà il caso che la "plebaglia" l'abbia presa male, malissimo, e che si stia rivoltando. E non ha l'aria di essersene dimenticata. Macron avrebbe voluto anticipare auto elettriche per tutti rottamando i diesel (detta benzina dei poveri) anzitempo. Ma non gliel'hanno perdonata. Non si possono pompare di continuo quattrini dalle tasche di gente, già sufficientemente defraudata. 
C'è qualcosa di singolare nella protesta dei giubbotti gialli che è insieme sovranista "di destra" (Marine Le Pen e il suo Rassemblement National (ex FN),  la sta sostenendo) ma anche antiglobalista "di sinistra" (Jean-Luc Mélanchon e il suo movimento "La France Insoumise") .  E un po' di merito l'abbiamo noi in Italia col governo giallo-verde, primo governo di sperimentazione nazional-populista, il quale ha fatto in un certo senso da apriprista, sebbene in forme non violente.


Chi semina miseria raccoglie rabbia

Sembrano lontani i tempi in cui i pennivendoli francesi (les écrivaillons), a Télé France ridacchiavano, beffardi, sullo "strano" risultato delle nostre elezioni e sulla formazione del governo neoeletto, commentando per assurdo:  "Sarebbe un po' come se in Francia nascesse un governo dove la Le Pen e Mèlanchon governassero insieme".
Beh, cari gazzettieri d'Oltralpe (e io che pensavo che  i nostri fossero i peggiori), tutto può succedere nella vita, pur di far fuori il Nemico principale...Intanto gli esponenti dei Gilet Gialli, si rifiutano di farsi intervistare da loro.  Ho visto con sorpresa alcuni filmati di manifestanti che si rifiutano di parlare con la loro stampaglia di regime (la presse macronienne), mentre invece concedono volentieri interviste perfino ai ns. mezzibusti RAI, gridando ai microfoni in Italiano: "A morte il mondialismo!", "Viva la Francia!".


E corre voce che dietro ai Gilets Jaunes, ci sia pure lo zampino di  ambienti militari francesi, esasperati dalle umiliazioni inflitte da Micron e dai suoi atteggiamenti assai poco dignitosi. Non ultimo, quel Pierre de Villiers, capo degli stati maggiori cacciato giusto l’anno scorso da Macron, perché si rifiutò di accettare  un taglio del budget di 850 milioni di euro per le spese militari, imposto dall'Eliseo. Insomma, l'Eliogabalo di Francia con la  sua sposa nonna e i suoi allegri amichetti, si è fatto molti nemici, con molto disonore.

BB solidarizza coi gilet gialli