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08 August 2026

Cieli sporchi, laghi asciutti, bollini rossi











Prendo il coraggio di sfidare questo caldaccio atroce e di aggiornare il blog. Dirò subito che amo l'estate mediterranea e amo il sole, ma non questo tipo d'estate e non un sole rovente che trasforma le nostre case in forni crematori. Pochi hanno fatto osservare che zitti zitti, buoni buoni ci stanno rifilando i "lockdown climatici" e che la gente corre a fare compere e a disbrigare faccende nell'arco della mattinata, ma poi nei meriggi se ne sta a casetta sua con l'aria condizionata (per chi ce l'ha) e i ventilatori. Molti negozianti hanno addirittura dimezzato l'orario di apertura esercizi, perché al pomeriggio c'è il coprifuoco e non passa anima viva. Nelle città, per quei poveretti che non possono andare in vacanza, ci sono bimbi esasperati che strillano perché non vengono fatti uscire prima di una certa ora. Del resto, la sera, il caldo diminuisce di ben pochi gradi, una canicola (parola che proviene da cane), che morde e  non molla. A riportarmi all'epoca delle chiusure da "virus" ci sono i frequenti bollettini di aggiornamento meteorologico: cartine geografiche rosso fuoco, rosso scarlatto e perfino rosso violaceo con  annunci da Armageddon che spaventano. Prima ondata dell'anticiclone africano, seconda ondata, terza ondata, quarta ondata. Fino a quando? Non si sa. 
Guarda caso, queste ondate vanno a colpire la parte più produttiva del Continente Antico, il Nord Europa. L'Africa si sposta qui da noi con la libera circolazione dei  suoi uomini, virus e ondate climatiche di siccità. Ma ovviamente sarà un caso. Città da bollini rossi: venti venticinque, ventotto, trenta città contrassegnate con bollini... In attesa del "picco", come lo chiamano. Come ai tempi del "Covid" quando contrassegnavano le città in base ai "picchi" di contagio. Sì, perché non sono in grado di dirci quand' è che finisce. Perfino le cicale, insetto a me gradito che ci rimanda alle nostre belle estati spensierate e oziose, comincia a infastidire, perché non smettono di frinire neanche di notte, impazzite come sono dall'inquinamento luminoso. Ovviamente non mancano le tavole rotonde e i talk televisivi che parlano di "riscaldamento globale" di quanto sia responsabile l'uomo, di punire le emissioni, di accelerare la transizione green, e via strologando sul già collaudato modello "pandemia". Come pure, saltano fuori personaggi come il solito Parisi (premio Nobel per la Fisica) che dichiara scempiaggini come "dobbiamo conviverci". Convivere con cosa e dove? Nei forni crematori mentre corrono ambulanze del 118 per gente colta da malori? 
Nel mentre avanzano gli incendi che, sempre guardando il caso, si propagano nelle più belle zone della Francia (La Gironda, la Provenza, il Bordeaux dove ci sono ordinati pittoreschi vigneti e castelli) e della Spagna ridotta in cenere. Da noi nel lussureggiante Gargano, in Sardegna, negli Abruzzi e via elencando. Europa delenda est. E' facile capire se sono di natura dolosa o meno: attizzano e si propagano sempre in luoghi meravigliosi e i grandi gruppi immobiliaristi internazionali sono già in agguato, con le fauci spalancate come pescicani.
Ma quel che colpisce di questa estate non più "italiana" già a partire dai primi di giugno in poi (e cioè in quella mezza estate di San Giovanni tanto decantata da Shakespeare) è il cielo. sempre nebuloso e privo di stelle. Un cielo sporco con nuvolaglia bassa che sembra propagare ancora più calore. E con   un sole che riscalda anche dopo le otto di sera. Poi verso sera,  le nubi si schierano in pecorelle grigiastre e sembra piovere da un momento all'altro, ma no! - non piove e cade solo qualche goccia sporadica che non sporca nemmeno i parabrezza delle auto, a dispetto dei Giuliacci di turno che non ne azzeccano una e magari parlano di "allerta gialla".  Ormai siamo alla creazione di  allerte fasulle. 
L'unica salvezza dalla calura è mettersi in ammollo. Ma anche il mare si è riscaldato in una brodaglia di 30 gradi, i sub si tolgono le mute per il fastidio prodotto, e spuntano sciami di meduse rosacee dal lunghi tentacoli urticanti come la temibile pelagia noctiluca. La sottoscritta ne sa qualcosa e da allora nei mesi estivi gira sempre con la crema cortisonica in borsetta.
Ispra sponda lombarda del Maggiore. Sotto le rocce, prima c'era l'acqua

Non va meglio coi laghi. Il Lago Maggiore, di solito fresco e ricco di vegetazione è sceso di 30 cm dal suo livello e ogni anno c'è il contenzioso con la Svizzera che chiude le dighe per i suoi parchi a Locarno e dintorni, quando c'è siccità, ma poi le spalanca quando in stagione autunnale e primaverile ci sono le alluvioni. Così dicono e protestano gli abitanti che lo abitano. Ho scattato qualche foto di località della sponda lombarda del Maggiore (divenuto sempre più Minore) e c'è da mettersi le mani nei capelli. La dove c'erano chiare, fresche e dolci acque, si scoprono sassaiole e pietraglia rovente, relitti di barche, vecchi tubi, eccetera. Ma soprattutto è il fondale rivestito di alghe scivolose che rende pericolose le abluzioni. Del resto, dove si immergono i bagnanti se non ci sono più fondali profondi per nuotare?  Ci ha già pensato qualche ambulante più o meno abusivo a noleggiare pedalò per portare nelle acque alte, i bagnanti. O aspiranti tali. Se ne sta lì, sotto l'ombrellone a sbollettinare ricevute  un tanto all'ora per i pedalò ai bagnanti.   Insomma, si è trovato un nuovo lavoretto, facendo della crisi idrica la sua opportunità. 
Reno di Leggiuno. Acque in ritiro. Affittasi pedalò


Resto sempre più colpita dalla passività fatalista e dallo spirito di adattamento di gente che si accontenta di tiepidi pediluvi e se ne sta lì, in mezzo a un fetore insopportabile di alghe marcite. E camminano, camminano nell'acqua bassa facendo acrobazie per stare in equilibrio sulla sassaiola resa viscida dalle alghe. Il ritirarsi delle acque rivela vecchie imbarcazioni affondate, reti, cordami vari, perfino vecchi tubi. E allora si fa largo un sospetto. 
Quando non ci sarà abbastanza acqua nei bacini, tutte quelle stupende ville con parchi straripanti di camelie (famose sono quelle del Lago Maggiore) , rododendri e ortensie verranno risucchiate dai soliti formichieri della finanza immobiliare, per quattro soldi. E già abbondano cartelli di compra-vendita di agenzie immobiliari con  nomi tedeschi. Ma perché la gente è così passivamente fatalista da credere che tutto ciò sia opera del cosiddetto "global warming", senza che non ci sia un intervento umano fortemente interessato a spingere il tutto, proprio in questa direzione? Perché non prendono d'assalto i Palazzi della Regione Lombardia e della Regione Piemonte per costringere le autorità a rendere abitabile il territorio? Di questo passo, assisteremo muti alla privatizzazione delle acque, il più prezioso dei beni comuni. 

"Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?” chiedeva laconico Mario Draghi.  Con la crisi energetica in corso d'opera nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, rischiamo di non avere né l'una né l'altra. Già perché non si sono venduti mai tanti condizionatori come quest'anno. Ma c'è un ma... Anche questi inquinano, costano e richiedono molta energia. E con lo scenario distopico che stiamo vivendo, niente di più probabile dei black-out energetici Per ora assistiamo allibiti ad anziani pensionati che vanno a fare la spesa nei supermercati e vi si soffermano più del necessario, perché "lì c'è l'aria condizionata", dicono. Come durante i tempi della crisi pandemica quando qualcuno sostava più del necessario col carrello della spesa, in cerca di quell'unica libertà consentita. Zombificati e infelici, ma perfettamente condizionati dall'aria condizionata. L'estate non  è ancora finita, ma non si vede l'ora che passi, che le giornate si accorcino e che la pioggia rinverdisca l'erba dei giardini rinsecchiti con  assurdi quanto irrazionali divieti municipali di non innaffiare, dato che far morire piante e arbusti, significa inaridire il tutto ancora di più e concorrere attivamente alla siccità. Eppure in questa catastrofe, la gente sembra aver voglia di partire e di muoversi ancora di più. Viaggia e viaggia con aerei, treni e traghetti, cercando forse di sostituire col movimento, quello spazio che le viene negato. Bollino nero per chi si mette in viaggio - annunciano i TG. 
A rivedere le stelle. Ma la nostra buona stella sembra averci abbandonato e i cieli non sono più azzurri di giorno né stellati di notte. 

San Domenico
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