Archiviato il referendum, una pessima campagna all'insegna dell'ordalia barbarica contro il governo in carica, anziché entrare nel merito di una riforma della magistratura, da parte di chi, in fatto di costituzione dovrebbe tacere (penso solo ai Dpcm illegali e illegittimi, decretati d'imperio senza nessun passaggio parlamentare), vorrei fare osservare che in prossimità delle festività pasquali continua nei luoghi santi d'Oriente il lockdown dei luoghi di culto. Quei luoghi che, oltre ad attrarre pellegrini, attiravano pure turisti. Vi ricordate quando quel gagà azzimato dai capelli tinti di Giuseppi Conte ci impose una Pasqua di tumulazione senza Messe, senza riti pasquali, senza funzioni, con la scusa del virus? Fu un gesto barbarico, gretto, incivile.
Bene, nei luoghi di culto della Terrasanta continuano le clausure, feroci, ottuse, miopi e ingiustificate. Ora la scusa da adottare è ipocritamente lampante: c'è la guerra e gli Iraniani tirano missili. Si dà il caso che la Spianata delle Moschee dove c'è la Cupola dorata della Rocca (o Roccia) che è quasi il simbolo e il logo di Gerusalemme, dove ci sono altre chiese cristiane, era sbarrata e preclusa al culto, ben prima dello scoppio della guerra e delle guerre. Vi ricordate le passeggiate proditorie e blasfeme di Ben Gvir e di Smotrich appartenenti alla destra messianica ultrareligiosa della Knesset, sulla spianata delle Moschee? Vi ricordate che l'accesso ai musulmani per la preghiera, venne sbarrato? E in conseguenza a ciò, pure ai cristiani, i quali in più di un'occasione già subirono lanci di pietre e sputazzate dai coloni? I due citati, sono ferventi sostenitori di Netanyahu che, anche grazie al loro appoggio, non finisce di aggiungere guerre a guerre, quasi a garantirsi polizze assicurative sulla sua sopravvivenza politica.
Ora però anche i cristiani del Libano stanno soffrendo ed è appena stato ucciso un parroco, oltre beninteso, a numerosi civili che nulla hanno a che fare con l'Hezbollah. Basta consultare questo link:
https://giornalemio.it/cronaca/la-strage-dei-cattolici-massacrati-dallidf-il-messaggio-del-vescovo-libanese-antoine-nassif/#google_vignette
AGGIORNAMENTO del 29-3 : Un fatto senza precedenti ha segnato la Domenica delle Palme nella Città Santa: nella mattinata di oggi la Polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro, dove si stavano recando per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Secondo quanto riportato in un comunicato congiunto delle due istituzioni ecclesiastiche, “il Patriarca e il Custode stavano procedendo in forma del tutto privata, senza alcun carattere processionale né rito pubblico. Sono stati tuttavia fermati lungo il percorso e costretti a fare ritorno”. Un episodio che, sottolineano, rappresenta “la prima volta da secoli” in cui i massimi rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa non hanno potuto celebrare la liturgia della Domenica delle Palme nel luogo della Risurrezione. Patriarca e Custode parlano di “grave precedente” che “ignora la sensibilità di miliardi di persone che, in questa settimana, volgono lo sguardo a Gerusalemme"
Del resto anche i nostri Tg sono costretti ad ammettere che stanno bombardando ponti libanesi che congiungono intere parti di Beirut incuranti di chi ci transita sopra. Ed è capitato che ci transitasse il Nunzio Apostolico in Libano Paolo Borgia, ha rischiato di saltare per aria, nel silenzio assordante della CEI, delle autorità ecclesiastiche e di Papa Leone che non ha ancora emesso un vero ruggito in proposito.
Quella di Israele non è difesa. Non lo è quando a essere colpiti sono villaggi cristiani, famiglie, civili e sacerdoti cattolici rimasti accanto al proprio popolo. Non lo è quando dei parroci, invece di fuggire, suonano le campane delle loro chiese per dichiarare che non abbandoneranno la loro terra, e per questo diventano bersaglio.E ancora :
Qui il punto è gravissimo. Non parliamo solo di non combattenti in senso generico, ma di religiosi, di parroci, di presenze pastorali radicate da secoli nel Libano meridionale. Quando un sacerdote viene colpito e ucciso, non siamo davanti a un semplice “effetto collaterale”, ma a una ferita inferta alla coscienza morale, giuridica e religiosa del nostro tempo. Leone XIV tace. La CEI tace. I protestanti silenzio, I pastori pentecostali ancora peggio: pregano per Trump affinché l’esercito israeliano non uccida troppi civili (https://t.me/Giovanni832/16524).
Aggiungo che in quei territori era stato raggiunto un accordo che era un capolavoro di giudizio, di senno e di buon senso: lo statu quo di Solimano il Magnifico che ha attraversato i secoli. Un accordo detto firmano secondo il quale, Gerusalemme era da considerarsi crocevia di pellegrinaggi, di culto nonché pacifica coesistenza delle tre religioni monoteiste. Ora questo capolavoro diplomatico è stato gettato alle ortiche in nome di un bellicismo feroce quanto ottuso e sconsiderato voluto da Israele e dal suo Idf. L'altro giorno ai notiziari, Padre Ibrahim Faltas, uno dei custodi del Santo Sepolcro di Gerusalemme nonché direttore di 18 scuole cristiane, appariva particolarmente preoccupato. La Via Dolorosa, quella in cui si celebrava la Via Crucis e la domenica delle Palme, appare vuota, desolata, senza nemmeno una bancarella, priva di pellegrini. Il Muro Occidentale sbarrato e piantonato da soldati come non era mai accaduto nel corso dei secoli. Siamo dunque giunti alle nuove invasioni barbariche e quindi al tramonto della civiltà? Credo che la coscienza di uomini di buona volontà (credenti e non credenti) dovrebbe ribellarsi a questi malvagi ingiustificati soprusi.
Annunciazione del Signore
AGGIORNAMENTO del 29-3 : Un fatto senza precedenti ha segnato la Domenica delle Palme nella Città Santa: nella mattinata di oggi la Polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro, dove si stavano recando per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Secondo quanto riportato in un comunicato congiunto delle due istituzioni ecclesiastiche, “il Patriarca e il Custode stavano procedendo in forma del tutto privata, senza alcun carattere processionale né rito pubblico. Sono stati tuttavia fermati lungo il percorso e costretti a fare ritorno”. Un episodio che, sottolineano, rappresenta “la prima volta da secoli” in cui i massimi rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa non hanno potuto celebrare la liturgia della Domenica delle Palme nel luogo della Risurrezione. Patriarca e Custode parlano di “grave precedente” che “ignora la sensibilità di miliardi di persone che, in questa settimana, volgono lo sguardo a Gerusalemme"
Credo che ogni commento sia superfluo, tenuto conto che questa volta si sono espressi contro, perfino Meloni e Tajani. Si tratta di un episodio di escalation e di intolleranza religiosa gravissimo.
Domenica delle Palme (insanguinate).















