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06 November 2015

In morte di un rigattiere vicentino



Un giorno gli storici racconteranno di questo terribile e angoscioso periodo storico nel quale gli Italiani perbene muoiono assassinati da bande delinquenziali provenienti da est pronti a venire in tournée da noi per far bottino e tornarsene impuniti a casa propria in paesi definiti "comunitari". Racconteranno che quando questi italiani perbene non muoiono ammazzati, vengono uccisi da una malagiustizia nemica che li tratta da criminali. E' successo a Ermes Mattielli, un poveretto che aveva un deposito di rigattiere a Sant'Orso nel vicentino che, stufo di essere di continuo derubato, ha imbracciato il fucile e ha ucciso due nomadi colti in flagranza di furto. L'uomo viveva in un posto isolato, ed era disabile: aveva una gamba con protesi di legno e campava del suo lavoro e dei 125 miserabili euro che gli conferiva il cosiddetto "stato". I rom (non si può dire zingari anche se loro ci chiamano razzisticamente "gagé", cioè fessi) sempre in cerca di refurtiva, sono etnia protetta: protetta dall'ONU che ne richiede la sedentarizzazione e "integrazione" a nostre spese, protetta dalla Ue, protetta dalla Caritas, protetta dalle comunità ebraiche che li considerano "loro fratelli di sventura", protetti dalle sinistre che trovano la loro raison d'etre nell'occuparsi più di masse allogene e del loro improbabile "inserimento" che degli interessi dei cittadini autoctoni. Protetti, coccolati e "rimborsati" delle loro malefatte. 


Ermes era povero Cristo condannato a reggere sulle sue spalle una storiaccia più grande di lui. Il tribunale prima del malore lo ha condannato anche a risarcire i due nomadi con una provvisionale di 135 mila euro. Più 5 anni di galera da scontare. Dove li pigliava e come se li procurava tutti quei soldi,  quel poveraccio che aveva anche una disabilità grave? E' evidente che la Malattia (l'infarto che lo ha colto) e la Morte sono stati il suo unico irreversibile rifugio. Mors omnia solvit. 
I giornali perbenisti ed ipocriti dei media mainstream gettano la colpa sullo stress da esposizione mediatica a cui è stato sottoposto 'sto por Cristo. Certamente ci sarà stata anche quella, ma si guardano bene dallo scrivere la verità nuda e cruda: che sentirsi additare come delinquente quando sei parte lesa, crea un effetto di disperante solitudine. Che sapere che fior di criminali vengono pure premiati con una sentenza che grida vendetta al cospetto di Dio e dell'Umanità, ti fa sentire a dir poco disintegrato. Oggi si sono svolti i funerali. E corre notizia che quando qualche consiglio comunale ha chiesto il famoso minuto di silenzio, il Pd e il Sel sono usciti fuori dall'aula. Questo è fiancheggiamento coi banditi del quale questi signori dovranno rendere conto.
Ermes, una preghiera e tanta rabbia, dice Salvini che stava organizzando una colletta  per pagare le sue spese legali.  Ma qui è ora di reagire.
La ripetitività quasi ossessiva con la quale questo blog è costretto a dare conto di questo tipo di crimini divenuti sempre più frequenti e ravvicinati, ci fa capire la gravità di un'atroce guerra alla quale veniamo  quotidianamente sottoposti.  Questa guerra chiamasi globalizzazione, la quale richiede sempre più vittime, morti su morti ed ha un prezzo elevatissimo: il sovvertimento della nostra civiltà e dei nostri valori.  

Un giorno, se ci saranno ancora storici onesti, sveleranno queste amare verità in tutta la loro terribilità. Ma ora è tempo non solo di piangere (confesso di aver pianto alla  lettura di questa triste  notizia), ma di ribellarsi.