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03 April 2026

Bambini in pericolo






Capita che ci si soffermi su casi di cronaca che sembrano essere diventati seriali. Nel senso che sembra esserci una sorta di emulazione collettiva tra l'uno e l'altro. Poniamo quale esempio quello di un balordo di cittadinanza romena che all'uscita di un supermercato a Bergamo cerca di strappare una bambina a sua madre, ma che viene prontamente circondato dalla madre stessa, dal padre appena un po' più davanti e poi dalla sicurezza. Nello strappo, alla piccola è stato spaccato un femore. La bambina ha infatti riportato la frattura del femore dovuta al gesto violento dell’uomo fermato dalla polizia: con sé aveva 5 euro e un passaporto. Inoltre era incensurato e senza patologie psichiatriche ma qualche giorno prima, era stato fermato all’ingresso del pronto soccorso, cercava riparo senza mostrare atteggiamento aggressivo.
Ma eccoci ad un altro episodio. 
A Caivano (Napoli) un uomo di nazionalità ghanese ha tentato di afferrare un bambino di 5 anni all'uscita di un supermercato, gridando che era suo figlio. La madre e i dipendenti del supermercato sono intervenuti, permettendo l'arresto dell'uomo, che era alterato dall'alcool e aveva pure dei precedenti penali.
Veniamo ad altri casi e mettiamoli tutti in fila. A Latina un 34enne iracheno si era avvicinato ad un'auto parcheggiata nell'area di sosta di un supermercato. Ha aperto lo sportello cercando di rapire un bimbo che si trovava all'interno dell'auto con sua madre. L'iracheno è stato arrestato dalla polizia per tentato sequestro di persona e porto d'armi di oggetti atti a offendere.
A Roma invece una falsa baby sitter si presenta in una scuola materna per prelevare una bambina. Per fortuna della piccola, le maestre, prima di consegnargliela hanno telefonato i genitori i quali non avevano incaricato nessuna baby sitter.
Vengo all'ultimo rapimento appena sventato di un bambino di 8 anni nella scuola di calcio dell'oratorio Giovanni Bosco di Osio Sotto in provincia di Bergamo. Mercoledì scorso un pakistano si è introdotto di soppiatto nello spogliatoio dove i ragazzini si stavano cambiando dopo l'allenamento, con lo scopo di prelevarne uno che chiamava per nome per farsi passare per genitore. Il bambino di origini marocchine, ha prontamente avvertito il suo istruttore che quel tipo non si trattava di suo padre. Dopo essersi allontanato, il pakistano è penetrato in un altro ingresso cercando di raggiungere il ragazzino e di portarlo via. Ma è stato bloccato dai dirigenti e dai genitori degli altri ragazzi che hanno allertato i carabinieri. L'accusa è stata quella di tentato sequestro di minore. Per il pakistano è stato convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare, con i carabinieri che hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti nell'oratorio. :
Perché parlo di questi episodi? Perché la ripetitività di questi fatti rimanda alla solita teoria di Agatha Christie sulle coincidenze. La sua famosa massima sostiene infatti che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Questa vecchia regola sottolinea come la ripetizione di un evento sospetto trasformi il caso in un indizio strutturato per risolvere il mistero. E la sottoscritta,  che è  una malpensante cronica, pensa che potrebbe esserci un'Anonima Sequestri addetta ai rapimenti dei piccoli, la quale ingaggia personaggi marginali e balordi per depistare e far pensare al solito "caso isolato". Non è un mistero che i bambini spariscano.  https://www.avvenire.it/attualita/bambini-scomparsi-ce-un-muro-di-silenzio_92483. Che le loro piccole vite si rendano invisibili, e che vengano inghiottiti nel nulla. La scomparsa e il traffico di minori sono emergenze globali che richiedono un'attenzione costante. Ogni anno, più di 250.000 bambini scompaiono in Europa. Nel 2023, in Italia sono stati gestiti 94 casi di minori scomparsi tramite il numero unico europeo 116000, una media di quasi 8 casi al mese. Questo fenomeno può verificarsi in molteplici contesti critici: fughe volontarie o involontarie, sottrazioni nazionali e internazionali, rapimenti. Durante i periodi di maggiore mobilità, come l'estate, il rischio aumenta, soprattutto per i minori stranieri non accompagnati. In contesti di incertezza come i conflitti, le guerre o i  massicci movimenti migratori, i bambini sono particolarmente vulnerabili al rischio di tratta e sfruttamento. Tra i bambini che spariscono, non è un caso che la maggioranza sia straniera. E mi chiedo con che cuore  e con cervello l'ONU veicoli e faciliti ideologie immigrazioniste, quale rimedio all'invecchiamento della popolazione endogena, sapendo che i bambini stranieri sono i più esposti ad abusi d'ogni tipo. E quando parlo d'ogni tipo, intendo riferirmi a sfruttamento sessuale, pedofilia, traffici d'organi. Il discorso diventa davvero ampio, ma ci ritorneremo sopra più nel dettaglio. Tutto questo per dire che occorre non sottovalutare i fatti di cronaca apparentemente isolati e individuali. Dietro al balordo, l'ubriaco, il marginale, l' immigrato clandestino, il maniaco ci può essere una grossa Holding di questo sordido malaffare. Viviamo tempi feroci ed è bene che i genitori intensifichino più che mai, la sorveglianza sui loro bambini, dato che sono sparite le comunità di villaggio - quelle nelle quali anche i figli degli altri erano sotto gli occhi benevoli dei  parenti, dei vicini, degli amici dei genitori.

Ma adesso nella settimana di Pasqua, mi piace pensare all'immagine rassicurante di bambini intenti a  dipingere le uova casalinghe o a rompere quelle di cioccolato in cerca della sorpresa. In GB c'è il gioco  di Easter Rabbit. Un familiare adulto si veste da coniglio e  nasconde le uova (vere, confettate o di cioccolato) in giardino, dietro ai cespugli o nelle cavità degli alberi. I bambini corrono a cercarle coi cestini. Vince chi ne trova di più. Ovvero chi fa bottino di uova. 
Buona e serena Pasqua a tutti, cercando di dimenticare per qualche giorno, tutti gli orrori dai quali siamo attorniati.

                                                             
San Riccardo

25 March 2026

Il lockdown dei luoghi di culto in Terra Santa

 


Archiviato il referendum, una pessima campagna all'insegna dell'ordalia barbarica contro il governo in carica, anziché entrare nel merito di una riforma della magistratura, da parte di chi, in fatto di costituzione dovrebbe tacere (penso solo ai Dpcm illegali e illegittimi, decretati  d'imperio senza nessun passaggio parlamentare), vorrei fare osservare che in prossimità delle festività pasquali continua nei luoghi santi d'Oriente il lockdown dei luoghi di culto. Quei luoghi che, oltre ad attrarre pellegrini, attiravano pure turisti. Vi ricordate quando quel gagà azzimato dai capelli tinti di  Giuseppi Conte ci impose una Pasqua di tumulazione senza Messe, senza riti pasquali, senza funzioni, con la scusa del virus? Fu un gesto barbarico, gretto, incivile. 
Bene, nei luoghi di culto della Terrasanta  continuano le clausure, feroci, ottuse, miopi e ingiustificate. Ora la scusa  da adottare è ipocritamente lampante: c'è la guerra e gli Iraniani tirano missili. Si dà il caso che la Spianata delle Moschee dove c'è la Cupola dorata della Rocca (o Roccia) che è quasi il simbolo e il logo di Gerusalemme, dove ci sono altre chiese cristiane, era sbarrata e  preclusa al culto, ben prima dello scoppio della guerra e delle guerre. Vi ricordate le passeggiate proditorie e blasfeme di Ben Gvir e di Smotrich appartenenti alla destra messianica ultrareligiosa della Knesset, sulla spianata delle Moschee? Vi ricordate che l'accesso ai musulmani per la preghiera, venne sbarrato? E in conseguenza a ciò, pure ai cristiani, i quali  in più di un'occasione già subirono lanci di pietre e sputazzate dai coloni? I due citati, sono ferventi sostenitori di Netanyahu che, anche grazie al loro appoggio, non finisce di aggiungere guerre a guerre, quasi a garantirsi polizze assicurative sulla sua sopravvivenza politica.  
Ora però anche i cristiani del Libano stanno soffrendo ed è appena stato ucciso un parroco, oltre beninteso, a numerosi civili  che nulla hanno a che fare con l'Hezbollah. Basta consultare questo link: 
 https://giornalemio.it/cronaca/la-strage-dei-cattolici-massacrati-dallidf-il-messaggio-del-vescovo-libanese-antoine-nassif/#google_vignette

Del resto anche i nostri Tg sono costretti ad ammettere che stanno bombardando ponti libanesi che congiungono intere parti di Beirut incuranti di chi ci transita sopra. Ed è capitato che ci transitasse il  Nunzio Apostolico in Libano Paolo Borgia, ha rischiato di saltare per aria, nel silenzio assordante della CEI, delle autorità ecclesiastiche e di Papa Leone che non ha ancora emesso un vero ruggito in proposito. 

Quella di Israele non è difesa. Non lo è quando a essere colpiti sono villaggi cristiani, famiglie, civili e sacerdoti cattolici rimasti accanto al proprio popolo. Non lo è quando dei parroci, invece di fuggire, suonano le campane delle loro chiese per dichiarare che non abbandoneranno la loro terra, e per questo diventano bersaglio.

E ancora :
Qui il punto è gravissimo. Non parliamo solo di non combattenti in senso generico, ma di religiosi, di parroci, di presenze pastorali radicate da secoli nel Libano meridionale. Quando un sacerdote viene colpito e ucciso, non siamo davanti a un semplice “effetto collaterale”, ma a una ferita inferta alla coscienza morale, giuridica e religiosa del nostro tempo. Leone XIV tace. La CEI tace. I protestanti silenzio, I pastori pentecostali ancora peggio: pregano per Trump affinché l’esercito israeliano non uccida troppi civili (https://t.me/Giovanni832/16524).  

Muro occidentale piantonato dai soldati israeliani

Aggiungo che in quei territori era stato raggiunto un accordo che era un capolavoro di giudizio, di senno e di buon senso: lo statu quo di Solimano il Magnifico che ha attraversato i secoli. Un accordo detto firmano secondo il quale, Gerusalemme era da considerarsi crocevia di pellegrinaggi, di  culto nonché pacifica coesistenza delle tre religioni monoteiste. Ora questo capolavoro diplomatico è stato gettato alle ortiche in nome di un bellicismo feroce quanto ottuso e sconsiderato voluto da Israele e dal suo Idf. L'altro giorno ai notiziari, Padre Ibrahim Faltas, uno dei custodi del Santo Sepolcro di Gerusalemme nonché direttore di 18 scuole cristiane, appariva  particolarmente preoccupato. La Via Dolorosa, quella in cui si celebrava la Via Crucis e la domenica delle Palme,  appare vuota, desolata, senza nemmeno una bancarella, priva di  pellegrini. Il Muro Occidentale sbarrato e piantonato da soldati come non era mai accaduto nel corso dei secoli. Siamo dunque giunti alle nuove invasioni barbariche e quindi al tramonto della civiltà? Credo che la coscienza di uomini di buona volontà (credenti e non credenti) dovrebbe ribellarsi a questi malvagi ingiustificati soprusi. 

Annunciazione del Signore



AGGIORNAMENTO del 29-3Un fatto senza precedenti ha segnato la Domenica delle Palme nella Città Santa: nella mattinata di oggi la Polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro, dove si stavano recando per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Secondo quanto riportato in un comunicato congiunto delle due istituzioni ecclesiastiche, “il Patriarca e il Custode stavano procedendo in forma del tutto privata, senza alcun carattere processionale né rito pubblico. Sono stati tuttavia fermati lungo il percorso e costretti a fare ritorno”. Un episodio che, sottolineano, rappresenta “la prima volta da secoli” in cui i massimi rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa non hanno potuto celebrare la liturgia della Domenica delle Palme nel luogo della Risurrezione. Patriarca e Custode parlano di “grave precedente” che “ignora la sensibilità di miliardi di persone che, in questa settimana, volgono lo sguardo a Gerusalemme"

Credo che ogni commento sia superfluo, tenuto conto che questa volta si sono espressi contro, perfino Meloni e Tajani. Si tratta di un episodio di escalation e di intolleranza religiosa gravissimo. 

Domenica delle Palme (insanguinate). 

21 March 2026

Perché SI'



Domani si vota e oggi in teoria ci dovrebbe essere il silenzio preelettorale. Ma dato che un blog non rientra nel mainstream ho deciso di usare questo spazio per dire la mia, all'ultimo minuto. La caciara tra la sinistra e la destra è finalmente finita e c'è il tempo, a bocce ferme, per riflettere sul merito della riforma che in sé, è poca roba. Poca roba, ma sono dell'avviso che il poco si conta, il niente invece no. A convincermi  definitivamente per il SI, ci sono stato due pareri di luminari del NO: Ugo Mattei emerito professore di diritto civile all' Università di Torino che si distinse per la sua battaglia contro il green pass, contro il lockdown negli atenei,  e pure l'avvocato Marco Mori. Trovo schizofrenica e incoerente la loro posizione rispetto a quella mostrata contro la "pandemenza". Mi viene da chiedere se il prof. Mattei, si ricorda dei giuristi ai tempi della dittatura sanitaria? Lui non poté nemmeno recarsi a ritirare una raccomandata perché per andare in posta a prelevarla ci voleva il green pass. E dovette (giustamente) farsi scortare dai carabinieri per avere ragione del suo gesto. Vengo all'articolo dell'avv. Marco Mori comparso su Come don Chisciotte, colui che si legò a Italexit e che toccò con mano gli abusi dei togati. Mi viene da chiedergli se  si ricorda di Silvana Sciarra messa da Mattarella a capo della Corte Costituzionale e quali posizioni assunse sulle misure liberticide contro di noi. Si ricorda quando impedì all'avvocato Sinagra (suo collega) di proferire parola cacciandolo fuori dall'aula? Si è reso conto che dai togati non abbiamo avuto proprio  nulla che concernesse la salvaguardia dei nostri diritti umani e costituzionali? Non una parola su tutti i diritti costituzionali calpestati in quel buio periodo. E ora non si fa che sentir dire che questa riformetta andrebbe a intaccare "la più bella del mondo". Quella carta che è stata gettata nel WC durante tutto quel periodo nero. Non so ancora se il mio SI, servirà a qualcosa, ma l'Uomo del Colle che è anche Capo supremo della Magistratura ebbe a dire una frase per me da incidere nella pietra: "Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui". Esiste la libertà di dubitare? di chiedere garanzie? di conoscere se una cura (qui, sotto forma di vax) fa bene o  viceversa comporta dei rischi, prima di subirla come topi da laboratorio? E invece molti hanno subito il delinquenziale "fate presto! fate presto!", gli open day, i ricatti sul lavoro (o ti vaccini o perdi il posto), i ricatti sulle attività sportive, le minacce, le discriminazioni. Nel silenzio più totale da parte di chi avrebbe dovuto amministrare Giustizia e tutelare i cittadini dagli abusi. Gli altri guasti della magistratura li conosciamo bene: innocenti che non vengono scarcerati nemmeno di fronte a inoppugnabili prove. Fumus persecutionis nei confronti di politici non graditi (caso Berlusconi docet), ingerenze pesantissime nei confronti di misure governative non gradite alla casta togata (caso Open Arms contro Salvini), errori su errori giudiziari sui quali non esistono sanzioni da parte di chi li compie... E potrei continuare all'infinito. Può darsi che il SI', non cambi nulla. Ma è certo che col NO, riavremo tutte le magagne che ho citato. 
 


Mi fa sorridere e ridere sentir parlare del rischio che la magistratura possa diventare succube della politica la quale tutto vede e tutto controlla. E quando le nostre procure erano subalterne agli Usa e al Nuovo Ordine Mondiale con l'operazione Mani Pulite (Clean Hands)? Da dove credete che venissero gli ordini di smantellare i nostri migliori assetti industriali e i nostri gioielli di famiglia? E tutti in quel tempo, si sciacquavano la bocca parlando di "rivoluzione" contro la vituperata Prima Repubblica, lanciando con guanti bianchi,  bianchi palloncini per le piazze delle città italiane. Ordini di scuderia americana che in quegli anni disponeva pure di Echelon, il grande Orecchio, per intercettare tutte le telefonate. Il problema  della magistratura (e di chi la dirige, dato che è ora di smantellare il mito della sua "indipendenza"), è che si dovrebbe buttare giù tutto l'impianto del corpo magistrale e rimetterlo in piedi daccapo con nuovi criteri anti-clientelari e anti-correntizi. E che questa riformetta Nordio, servirà a poco. Ma è giusto che chi non vuole tutto ciò,  opti e voti per il suo SI', dato che alla fin fine, un segnale ci vuole. D'altronde, si deve pur sempre iniziare da qualche parte. 

San Benedetto (primo giorno di Primavera)

14 March 2026

Una nave fantasma alla deriva








La nave russa che naviga senza guida in balia delle onde è già diventata la metafora di come hanno ridotto questo povero mondo distorto. Si tratta della Arctic Metagaz che avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. C'è il rischio di un disastro ambientale, ma prima, l'antefatto. Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”. (fonte: sky cronaca


Kiev non conferma né nega. Così come non negò né confermò il sabotaggio del gasdotto North Stream. La stampa,  sugli ucraini glissa via e non infierisce come invece fa con i russi. 
Ma non sono tanto i fatti circoscritti e relativi alla nave che ci interessano e su cui è già partito un soccorso sia da parte nostra che di Malta, quanto la metafora inquietante di quel che stiamo vivendo. La Meloni va ripetendo:  " L'Italia non è in guerra". Formalmente è vero, ma si dà il caso che sia la guerra a cercare noi; e ci coinvolge, ci implica, ci determina, condiziona pesantemente le nostre vite. Nel Kurdistan iracheno nella base militare di Erbil, ecco piombare un attacco contro i nostri soldati, i quali non si sa bene cosa stiano lì a fare. Un soldato francese ci ha rimesso le penne, poveretto. Il suo governo (così come il nostro) lo ha mandato in una di quelle incomprensibili missioni di peace keeping. A noi, per ora, è andata bene e i soldati sono rimasti illesi. Ci sono 2500 militari italiani sparsi in Kuwait, Iraq, Qatar, Giordania, Libano. Alla luce della ripetuta affermazione secondo la quale, non siamo in guerra, che stanno lì a fare? a fare i potenziali bersagli mobili? Com'è noto, il Libano del Sud è tornato ad essere un fronte molto rischioso, per mano di Israele vs. l' Hezbollah sciita.  Ha senso lasciare sotto il fuoco (amico o nemico che sia) la guarnigione dell'Unifil in Libano che è già stata "avvertita" in altre precedenti pericolose circostanze? 
Torniamo in patria (si fa per dire) con la Biennale  di Venezia che in quanto manifestazione culturale, dovrebbe accogliere le varie espressioni artistiche dei vari paesi, senza discriminazioni. Belle intenzioni! In realtà non è così semplice.
Padiglione russo alla Biennale. Buttafuoco il primo, a sinistra

Il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, nominato dall'attuale governo, annuncia una sua scelta di misura e  di buonsenso lasciando che la Biennale diventi il luogo di incontro in grado di andare oltre gli scenari di guerra e dei diktat imposti dagli schieramenti: aprire il padiglione degli artisti russi. Sana iniziativa - si dirà. Le guerre scoppiano, ma poi passano e quando questo avviene, ci si dimentica del perché deflagrano. La cultura è un modo per scrutare il sereno oltre le nubi e per sua natura deve poter essere inattuale e metastorica.  Ma l'Europa non vuole. L'Ucraina insorge. Ma come? fate entrare esponenti della cultura russa? Vi abbiamo negato i gatti delle esposizioni feline, i pianisti, i cantanti lirici, e voi vorreste organizzare nientemeno che un padiglione di artisti russi? NON SI PUO'. Buttafuoco resiste a non voler indossare la livrea del maggiordomo che si mette sull'attenti agli ordini di Bruxelles e di un governo costretto a fare l'obbediente soldatino di piombo, in nome di non si sa bene quale "sovranismo". Ma c'è sempre qualcuno disposto a fare il lacchè: il Ministro della Cultura, il giulivo Giuli, irradiato dal  "Pensiero Solare",  mentre nella sua aura di neo-paganesimo elucubra di "apocalittismi  difensivi" e di "infosfera globale".  Sulla Biennale di Venezia, ecco la sintesi del Giulivopensiero: "Come ministro della cultura ritengo che l'arte di un'autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente". 
Il ministro Giuli e la centralità del suo Pensiero Solare

Bizzarra tesi, la sua: la Russia partecipò alle Biennali quando era ancora Urss, come pure alle Olimpiadi. Se dovessimo riconoscere solo l'arte della dissidenza, allora dovremmo prendere a martellate il vasellame della dinastia dei Ming. O asportare via tutta l'arte commissionata dai Papi durante il Rinascimento e l'età del Barocco. 
Arridatece Genny Sangiuliano, al secolo Genny Delon! Almeno tra una graffiata in testa e l'altra da parte di amanti aggressive, il suo lavoro di buon comunicatore lo sapeva fare. Intanto per mostrare al mondo che GIULI C'E', il citato Ministro ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Cda della Fondazione Biennale di Venezia, rea di aver sostenuto la linea di un' eventuale "Biennale della Tregua".  

Mala Tempora! ma in questi tempi grami è inutile evocare rassicuranti fughe in campagna o passaggi al Bosco, secondo il Mito dell'Anarca di jungeriana memoria. Anche perché il bosco è stato ripopolato di lupi, di cinghiali in sovrannumero. E nelle aree montane, perfino di orsi, caso mai a qualcuno venisse la balzana idea di farsi resistente, o di diventare un neorurale che sopravvive con poco. 

Catherine Trevallion separata dai suoi bambini


La povera Famiglia del Bosco, ha imparato a proprie spese che nel folto della macchia possono nascondersi, carabinieri, assistenti sociali, psicologhe, magistrati dei minori,  poliziotti, tutti pronti a carpire tranquilli bambinetti  che giocherellavano con le caprette, il cavallo, l'asinello,  per trasformarli in piccoli consumatori di cartoni animati, di tablet, di smartphone nel nome di una paroletta magica ch'essi chiamano "socializzazione". Quella stessa socializzazione che li strappa ai loro genitori e alla loro famiglia per tenerli nascosti e separati in una mesta "casa-famiglia", detta "luogo protetto". Protetto da che cosa? 

Mentre - ironia del destino - il vascello fantasma va alla deriva e nessuno sa chi dovrà mettere mano all'imminente disastro ambientale,  c'è chi si mette intorno ad un tavolo per discutere il da farsi: maltesi, italiani, forse la Ue. Dilagano le catastrofi, ma non sanno che vestiti mettersi.  
Stante così le cose, ci vorrebbe una robusta  e sicura Arca di Noè per salvarci da questo nuovo diluvio universale. 

Santa Matilde

05 March 2026

I due Stranamore








Ovvero, come impararono a non preoccuparsi e ad amare la bomba. Innanzitutto mi ha colpito la preoccupazione di Trump di specificare davanti alle telecamere che l'ideatore di questa impresa bellica è stato lui e che Netanyahu (ormai soprannominato il suo "Bibi sitter") è stato trascinato quasi controvoglia. Beato a chi ci crede! Trump, sarà anche un grande imprenditore con fiuto per gli affari, ma è assai incolto e rozzo, pertanto qualcuno gli dica di farsi tradurre il motto latino "excusatio non petita accusatio manifesta".
I due dott. Stranamore non hanno bisogno di consultare nessuno, dato che ormai basta un bottone per sganciare ordigni terribili ed essere in guerra senza dichiararla. C'era una volta la dichiarazione di guerra con tanto di ambasciatore. Vecchie usanze che i tempi - ahimé - pare abbiano cancellato. Macché alleati! Macché Nato! Macché comunità internazionale! Facciamo tutto noi due.
Personalmente, mi spaventa un (dis)ordine mondiale imposto con la forza delle armi e con la tracotanza di coloro i quali sembrano usciti dalla citata commedia nera di Kubrick.



Sì, ormai subiamo i diktat di "un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati ", così scrive Veneziani sui social prima di aver perfezionato il suo pensiero oggi su La Verità. Un articolo ben strutturato che non mancherà di attirargli critiche velenose "di destra" da parte di chi ha portato il cervello all'ammasso, pensando che ogni guerra debba obbligatoriamente avere i suoi tifosi da curva che reagiscono su riflesso pavloviano.  Ricordate? Chi era scettico e contrario al conflitto russo-ucraino, si buscava l'appellativo di "putiniano" o "putinista". Adesso aspettiamoci che chi è contrario a questo spaventoso vaso di Pandora che infiamma il Medio Oriente, l'Asia Centrale e parte del globo, venga indicato come filo-Ayatollah e/o filo Khamenei. C'è bisogno di ripeterlo che non amiamo i regimi teocratici né autocratici? Ma che non per questo, si deve sottostare bovinamente e ovinamente alla legge della giungla che prevede che l'animale più forte, sbrani  tutti gli altri senza un minimo di arbitraggio internazionale? E quale sarebbe il ritorno per noi cittadini d'Italia di tutto questo sconquasso? 
"Trump e Netanyahu stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali". Ma certo, caro Marcello, che si estenderà, ed è già così. La guerra - ogni guerra -  ha le sue dinamiche che spesso vanno avanti per conto proprio, ad onta di chi le ha innescate, e tutto alla fine scivola e rotola su un piano inclinato.
Perfino il falco Maurizio Belpietro che ha scritto un articolo, a mio avviso assai sgradevole, un editoriale comparso in questi giorni che pareva licenziato dalla Knesset, è stato costretto a fare retromarcia e a fare i conti su quanto ci costerà questa guerra in termini di rincari economici sulle bollette, sulle fatture, sui rifornimenti di combustibile e prodotti petroliferi vari. Per non dire dei riflessi sul carrello della spesa di prodotti alimentari. E quale sarebbe il nostro "interesse nazionale" in tutto questo marasma incontrollabile? Più profughi e immigrati da ospitare? Più feriti gravi da ricoverare nei nostri già  iper-saturi ospedali? Più soldi da rastrellare dalle nostre tasche? Senza contare tutta la mancanza di libertà (e pure di verità), che comporta ogni conflitto armato. Lo si è visto in queste ore coi cieli sbarrati, i voli bloccati, la navigazione impedita. E chissenefrega se poi i popoli d' Europa rimarranno in miseria e in  brache di tela? Fuck Europe! Fuck Italy
Non ve lo avevano forse preannunciato il Grande Reset? Non avrai più nulla e sarai felice.
Più Grande Reset di una guerra che fatica ad essere contenuta nei confini "regionali" e che ogni giorno innesca reazioni a catena, una guerra che tutto azzera e tutto riduce in macerie, be' non c'è niente! Molto meglio di una crisi finanziaria come quella dei subprime del 2008. Questo lo sanno bene i due Stranamore destabilizzatori dell'area. Ma è soprattutto Trump che si è macchiato di ridicolo con i suoi elettori, i quali hanno creduto alla favoletta di "America first", e che ora invece fa il valletto di Netanyahu.
Voglio fare notare un'altra cosa. Spesso si usano le donne iraniane private di ogni libertà e trattate come capre (cosa certamente vera) quasi a giustificazione della necessità di rimuovere i capi religiosi con le sottane islamiche con turbanti e barbe folte, a suon di bombardamenti. Bene, guardatevi la fotografia delle 168 bambine uccise e dilaniante dalle bombe in una scuola, delle loro insegnanti uccise e ridotte a disjecta membra. Non sono forse morti da compiangere anche questi? E questa sarebbe la "nuova emancipazione femminile" di nuova esportazione, quella che piove dal cielo con le bombe ed esporta con violenza forsennata "i nostri valori"? 
Scenari tristemente déjà vu in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria, in Libano...




Non dicono niente i soloni del giornalismo che ogni sera preparano siparietti sorridenti in tv, ignorando di proposito questi "effetti collaterali"? O i generali plurimedagliati ospitati in studio seduti lì, a prendere il posto delle Virostar in camice bianco ai tempi della Pandemenza? Eh sì, perché finita un'emergenza, se ne crea subito un'altra, tante altre, e tutte in sequenza. Diciamo pure che ogni anno reca in sé la sua emergenza, fino all'ultimo respiro.... Ci sono già in circolazione mappe, carte geografiche, i plastici di Vespone  con lo stretto di Hormuz attualmente chiuso, le monarchie del golfo contrassegnate con cerchietti rossi, le traiettorie dei droni e dei siluri...Tanti bei disegnini per spettatori impauriti e resi deficienti dal martellamento mediatico, l'altra faccia delle gragnuole di  bombe. 
Frattanto i due Stranamore garantiscono di avere  in serbo armi micidiali per mesi e mesi. E Bibi sitter, si comporta come con i fatidici fustini dei detersivi: paghi uno ma porti a casa due. Ovvero,  due guerre, in un colpo solo mentre ne combatti una. Sì, perché, come se non bastasse quella contro l'Iran, eccolo alle prese col fronte libanese. Quanta ubiquità strategica!

We will meet again, cantava Vera Lynn nel finale della commedia nera "Il dottor Stranamore" (ancor oggi un film più attuale che mai) mentre si allargava il fungo atomico nel grande schermo.

San Adriano

23 February 2026

Non chiamiamole élite: è solo marciume


Ogni giorno arrivano carte con parti annerite e ogni giorno dobbiamo aspettarci orrori su orrori. Parlo di quegli  Epstein files che sembrano uno di quegli ordigni a scoppio ritardato. La domandona delle domande é: perché mai saltano  fuori solo ora? In fondo il pedofilo suicida è  morto nel 2019 (cioè sette anni fa) nell'indifferenza apparente dei nostri giornaloni che sono sempre gli ultimi a svegliarsi. Sbagliato considerare il  caso come il Me Too dell'alta Finanza su modello Weinstein, così come è sbagliato non vedere in tutto ciò, una rete internazionale e un traffico di minorenni destinate a diventare schiave del sesso e merce di scambio. Due sono i luoghi infernali dell'approdo del Lolita Express, l'aereo carico di ragazze spesso minorenni, destinato al traffico di esseri umani per il piacere di importanti ospiti: l'isola dei Caraibi detta Little St James e lo Zorro Ranch. Sbagliato considerarli vizi privati in seno a gente VIP, dato che emerge sempre più un sistema intricato fondato sull'abuso, sulla manipolazione e sullo sfruttamento delle persone, sull'innescare le famigerate "trappole al miele" basate sul ricatto, allo scopo di estorcere informazioni riservate e condizionare i destini non solo di  molte persone, ma anche della politica. E nella sua perniciosa ragnatela, Jeffrey Epstein (che non è certamente un caso isolato e che faceva capo a servizi segreti come il Mossad, la Cia e per taluni anche al SIS britannico),  è riuscito a intrappolare banchieri, finanzieri, capi di stato, ministri, ambasciatori, dirigenti Onu, artisti, teste coronate e principi. Non solo il principe Andrea della casata Windsor, ma anche altre teste coronate della vecchia Europa. In questi festini, come è immaginabile, scorrevano fiumi di droga, che a quanto pare Epstein faceva coltivare direttamente nelle sue proprietà, come la famigerata pianta con campanule gialle pendule detta  " trombe degli angeli", una droga che può dare morte. Sfilano nomi come quelle del ministro norvegese Thornbjern Jagland, Jack Lang,  il superministro della Cultura del governo Mitterand con incarichi  recenti quale presidente dell'Istituto del mondo arabo che ha dovuto lasciare a seguito degli scandali, l'ex segretario al Tesoro sotto il governo Obama Larry Summers, Peter Mandelson ambasciatore del UK a Washington, ed ex spin doctor di Tony Blair. Per non dire di Bill Gates, già azionista di maggioranza dell'OMS passato con disinvoltura dall'informatica e dai software, ai vaccini. E che vaccini! Dalla caccia dei virus dei computer, a quella dei virus delle cosiddette "pandemie".



Compare nei file anche Woody Allen, già portato alla sbarra dall'ex moglie Mia Farrow con l'accusa di pedofilia. E pure il linguista Noam Chomsky. Senza contare che intorno a questo girone infernale sono avvenuti numerosi delitti e misteriosi suicidi. Il primo suicidio eccellente fu quello relativo allo stesso Epstein, ma lì sono in pochi a credere che si sia trattato di un suicidio volontario. Poi quello di Virginia Giuffré reclutata  quando aveva solo 15 anni dalla sulfurea complice di Epstein Ghislaine Maxwell, la quale sta ora scontando 20 anni di carcere. Già autrice del libro che testimonia gli orrori e che dà conto anche del ruolo del principe Andrea,  ma che non è riuscita a portare direttamente in tribunale, poiché vittima di un  misterioso "suicidio" in Australia, dove si era trasferita, la Giuffré era già stata vittima di uno strano incidente automobilistico. Per la serie, chi tocca i fili muore, ci fu un altro suicidio eccellente nel top manager di alta moda Jean-Luc Brunel, legato all'entourage di Epstein, molto attivo nel reclutamento delle ragazze. Brunel fu arrestato in Francia nel 2020 con l'accusa di stupro e per aver fornito ragazze a Epstein. Fu trovato suicida in cella nel 2022 proprio come il suo mentore e complice. Nomi su nomi sfilano in questa orripilante Matrix del male,  tra i quali l'ex consigliera di Obama Katryn Ruemmler, da pochi giorni dimessasi alla chetichella dal ruolo di consulente legale di Goldman Sachs. E per restare nell'ambiente bancario, ecco comparire il  nome del dirigente di Deutsche Bank Thomas Bowers, che aveva gestito i conti dello stesso Epstein dal 2013 al 2018, il quale fu trovato impiccato  nella sua casa a Malibu, anch'egli suicida. Insomma, dove c'è Epstein c'è morte

Nella macabra conta, non potevano mancare i delitti di due giovani donne sotterrate fuori dallo Zorro Ranch che pare siano state strangolate durante abusi di sesso fetish, dallo stesso finanziere pedofilo. Suona molto oscuro anche il ritrovamento del cadavere di una ragazza 17enne di origini lituane recuperato non lontano dalla tenuta di Sandringham di proprietà della Royal Family, già dimora del principe Andrea.  E non è tutto. Si parla di uccisioni rituali, di satanismo, di sacrifici umani e perfino di cannibalismo, di sparizioni di bambini, ma non tutti i materiali sono stati riportati alla luce. Negli Epstein files compare con ricorrenza anche il nome di Ehud Barack, l'ex primo ministro israeliano della sinistra laburista. Ma su di lui i giornaloni non si accaniscono più di tanto nel trovare dettagli scottanti. Chissà come mai...Meglio solleticare le tifoserie contrapposte tra destra e sinistra parlando di Clinton e di Trump.

L'elenco continua e salteranno fuori, come è ovvio, tanti altri nomi eccellenti, alcuni dei quali amicizie occasionali, altri invece, fortemente implicati. Non sono molto ottimista su come si possa venire a capo da questo intrigo internazionale basato su sesso, sangue, soldi e Potere. E' sgomentevole anche solo cercare di guardare da lontano l'abisso di un Male che sembra non avere fine, come se il mondo fosse stato imprigionato e soffocato dal demonio. Non posso però fare a meno di considerare il fatto che dovremmo cominciare a cambiare il nostro vocabolario e non parlare mai più di "élite" (dal latino eligo-eligere , che significa scegliere, eleggere). E chi li ha mai eletti questi immondi scellerati mostri pervertiti e sociopatici che si sentono al di sopra della legge di Dio, degli uomini e degli stati? Ma soprattutto, il marciume e il putridume si chiamano col loro vero nome. Mi sembra  già di assistere alle sequenze del prossimo film horror. Non appena ci si avvicinerà anche solo a qualcosa che rassomiglia alla verità, ci penserà una bella guerra contro l'Iran a rovesciare il tavolo, a rimescolare le carte, confondendo ogni cosa in un velo che chiamarlo velo di Maia, è solo un lieve eufemismo. Le  bombe sui reattori e sui siti nucleari iraniani faranno dimenticare  tutte queste sconcezze, con altre nuove imprevedibili sconcezze, non appena i sondaggi sul presidente Trump, risulteranno bassi. 

San  Policarpo

12 February 2026

Il rosario e il martello


Ci sono le Olimpiadi e posso anche capire il motivo per cui la stampa dorma e non dia notizia né sufficiente copertura mediatica dell'assoluzione dei portuali di Trieste. E comunque siamo sicuri che la notizia avrebbe avuto una maggior risonanza mediatica senza i giochi olimpici? 
Zittificio italiota su questa assoluzione dei manifestanti di Trieste, con l'eccezione della solita Verità che lo ha sparato  i titoli in prima pagina il 6 e il 7 febbraio e riporta pure un'intervista di Stefano Puzzer, il leader anti green pass.

Dunque pare che la vicenda giudiziaria si sia conclusa con formule "assolti perché il fatto non sussiste". E pure "il fatto non costituisce reato". Quindi questi poveracci avrebbero perso il lavoro, sono stati marchiati col marchio di Caino per che cosa? L'avvocato Pierumberto Starace dichiara: "Quando conosceremo le motivazioni rischia di essere una sentenza storica perché il giudice può aver ritenuto arbitraria, l'azione delle forze dell'ordine". Che come è noto, in quella fredda mattina di ottobre del 2021 si trovarono davanti due pesanti mezzi dotati di idranti nonché  ad agenti della polizia in tenuta anti-sommossa con manganelli e lacrimogeni contro pacifici dimostranti. 

La protesta dei portuali divenne così popolare e suscitò una tale simpatia che intorno a quei 350 portuali si radunarono 3000 persone. Molti di questi vennero da tutta Italia per manifestare solidarietà cantando "La gente come noi molla mai". E allora avanti con furia coi manganelli, gli idranti, i fermi e le denunce. E che si spazzi via tutto. Insomma, quella triestina non fu una questione di "ordine pubblico", né di resistenza a pubblico ufficiale tenuto conto dell'atteggiamento di resistenza passiva dei disobbedienti che sgranavano il rosario invece di brandire martelli, ma di politica. Il green pass doveva passare AD OGNI COSTO a suprema garanzia che se non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire, secondo il   tristemente noto diktat di Draghi. 

Gli indagati erano diciotto. Alcuni hanno patteggiato, mentre cinque hanno deciso di affrontare il processo andando fino in fondo e finalmente hanno ottenuto una sentenza giusta: assolti con formula piena. Le cose si ribaltano per i fatti di Torino, dove invece violenti aggressori  di Askatasuna  armati di spranghe, bottiglie, tombini, martelli, laser verdi per disturbare le comunicazioni tra agenti (assai dannosi per la retina degli occhi) sfilano il casco, lo scudo di  un agente 29enne massacrandolo di calci  e martellate. Questi "bravi ragazzi" vengono difesi dai politici di sinistra e da una magistratura che in quattro e quattr'otto li ha pure rilasciati. 



Un poliziotto aggredito durante i fatti di Torino

L'amara favola, l'aveva   già narrata Collodi nel capitolo di Pinocchio nel Paese di Acchiappacitrulli: chi è stato derubato e defraudato finisce in  galera, mentre l'amnistia e l'indulto è riservato solo ai delinquenti matricolati. 

"Noi a Trieste eravamo in strada per difendere il nostro diritto al lavoro e avevamo diritto di protestare", commenta Stefano Puzzer intervistato da Patrizia Floder Reitter. "Di fronte alla polizia che ci caricava, seduti a terra o inginocchiati abbiamo guardato in alto, al Cielo e abbiamo preso in mano il Rosario. Mai avremmo risposto facendo del male, perché il Male porta Male".

Già, loro non hanno avuto santi in paradiso: né partiti di sinistra né di destra, né sindacati (Landini in accordo con Draghi, fece introdurre il green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro). Né  tantomeno, la stampa dei giornaloni né nessun altro. Pertanto ora..."Sono doverose le scuse da parte delle forze dell'ordine e dei politici che allora ci tacciarono di terrorismo", prosegue Puzzer. "Il  sindaco di Trieste arrivò a dire che eravamo le Nuove Brigate Rosse".  Si tratta, con ogni evidenza, di una calunnia infamante. 

Tutti noi abbiamo provato sdegno e infinita humana pietas nel vedere l'aggressione dell'agente 29enne sposato con figli  circondato da una decina di  farabutti teppisti durante i fatti di Torino, e ci siamo chiesti chi glielo fa fare per una miseria di stipendio. 

Bene, ora però è venuto il  momento anche per la polizia di saper distinguere il rosario dal martello. Durante la cosiddetta "pandemia" le forze dell'ordine non hanno dato un buon esempio. Non si vanno a dare multe di 400 euro  alle vecchiette che entrano nei cimiteri per portare un fiore a un congiunto. Non si rastrellano i boschi per vedere se c'è qualche disobbediente al confinamento imposto, la cui colpa è quella di voler respirare un po' d'aria buona; non si insegue un maratoneta che corre sulla battigia di una spiaggia. Spiacente, ma l'obbedienza non è sempre una virtù e non ci si può nascondere dietro alla solita formula trita e ritrita degli "ordini superiori". 

Stefano Puzzer non è stato ancora reintegrato nel suo posto di lavoro, a causa di lungaggini burocratiche. Deve aspettare la rettifica da parte della Corte di Appello di Venezia, la quale a sua volta è vincolata al pronunciamento della Cassazione. E allora campa cavallo...Cinque gradi di giudizio per una giusta causa di lavoro è un'altra ferita nelle ferite. 

Santa Eulalia

06 February 2026

La psichiatrizzazione della società e della persona

 






Ho letto un articolo di Susanna Tamaro comparso sul Corriere della Sera  del 26 gennaio scorso che tratta l'argomento apparentemente inaccostabile come la vicenda della famiglia nel bosco con quello di Vittorio Sgarbi. In realtà sono due vicende che hanno molto in comune. In entrambi i casi c'è una magistratura che si impadronisce delle vite degli altri per metterli sotto tutela come avveniva durante la dittatura comunista in Urss. Il noto critico d'arte non può sposare la sua compagna di una vita Sabrina Colle, prima di venire sottoposto a perizia psichiatrica, solo perché una figlia (forse più interessata al suo patrimonio che al suo affetto) ha fatto richiesta di esserne la tutrice. Idem per la nota "famiglia del bosco" australiana smembrata e separata negli affetti più cari dopo il prelievo forzoso dei tre bambini. I genitori come è noto non possono interagire coi figli, se non alla presenza delle assistenti sociali. Le visite vengono contingentate e la madre non può rimanere a tempo pieno con i suoi bambini, mentre al padre è consentita solo qualche oretta, come avviene nei parlatori carcerari. Così  i bambini sono passati dalla libertà del bosco con la capretta, il cane e il cavallo, a un' impersonale e anonima casa-famiglia con tanto di assistenti sociali che con molta probabilità non parlano nemmeno la loro lingua, in questo caso (e non a caso) la "lingua materna" -  quella degli affetti. 
Chi giudica gli stili di vita, le scelte sentimentali di Sgarbi così come le scelte esistenziali dei coniugi Trevallion e della loro famiglia, sottoposti a perizia psichiatrica e che hanno reagito denunciando, a loro volta, l'assistente sociale? I giudici, gli psicologi, gli psichiatri forensi e le assistenti sociali. Ovvero, quelli che la Tamaro chiama "i nuovi sacerdoti".

Quello che sta succedendo non ha nulla a che vedere con la sua controversa immagine pubblica, ma con qualcosa di molto più grave e che accomuna la sua vicenda (ndr: si riferisce a Sgarbi), in qualche modo, a quella dei bambini del bosco. In entrambi i casi abbiamo delle persone che non compiono alcun crimine, ma semplicemente non si uniformano alla codificata consuetudine dei tempi, e per questo vengono psichiatrizzate. Gli psichiatri sono assurti, loro malgrado, a sacerdoti del postmoderno. La loro parola sancisce ciò che è accettabile da ciò che non lo è...


D'altra parte, una forma di medicalizzazione  di massa forzosa e perfino di psichiatrizzazione è avvenuta anche durante il periodo della crisi sanitaria del 2020, con la cosiddetta "pandemia". Un ragazzo a nome Dario Musso che violò le regole liberticide del confinamento coattivo imposto da Conte, venne ritirato in reparto psichiatrico mediante TSO e dovette intervenire il parlamentare leghista Armando Siri (nipote del fu-cardinale genovese Giuseppe Siri) per farlo rilasciare. Il fatto avvenne a Ravanusa in Sicilia, ma i più, manco se ne ricorderanno, nonostante si fosse trattato di un atto gravissimo. Inoltre ci fu l'episodio dello studente di Fano, (2021) finito in psichiatria per non aver voluto indossare la mascherina ed essersi incatenato al banco.  Sono antefatti  che stanno a dimostrare che il fossato della linea di confine tra democrazia e tirannia è già saltato ed è stato ampiamente varcato. Alla famiglia del bosco, la sottoscritta ha già dedicato un paio di post qui e qui. Ma noto con dispiacere, che ogni scusa è buona per allungare i tempi burocratici del rilascio dei bambini  e che da novembre a oggi sono passati  quasi tre mesi. Bambini allontanati dai genitori a Natale, a Capodanno, all' Epifania e in altre feste comandate, mentre la Pasqua non è lontana, tenuto conto che quest'anno cade il 5 aprile prossimo.  Penso, a questo punto,  che non bastino più i presidi di solidarietà della popolazione di Palmoli. Non credo che quando questa brutta storia finirà, i due coniugi australiani avranno ancora voglia di rimanere nel nostro paese. 


Sempre la Tamaro in un'intervista a cura di Francesco Borgonovo, apparso su "La Verità", parla di un "proletariato mentale" sottomesso all'arbitrio dei media mainstream che fanno da megafono al potere. Ovvero, siamo all'assenza di un pensiero critico, all'essere omologati in tutto per tutto alle idee socialmente imposte e a subire un controllo sociale in ogni ambito della vita. Le scelte personali ritenute devianti possono venire, non solo stigmatizzate, ma impedite e represse con ogni mezzo. 
Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone - continua la Tamaro.
Per le persone è normale avere un momento di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell'ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi.
 
Nel caso di Sgarbi, lo stato depressivo nel quale era sprofondato durante la sua ospedalizzazione, è servito ad attirargli l'attenzione psichiatrica. Curiosamente, quando invece era veemente, polemico, reattivo e perfino aggressivo, nessuno si sognava di richiedergli un simile trattamento. Della  serie, a cavallo magro vanno addosso mosche. 
Un paragrafo importante dell'intervista citata  è dedicato alle case-famiglia e a tutto il  business che ci sta dietro. Il tutto gestito dai sistemi  poco trasparenti delle cooperative rosse. Ma questo è un altro tema di discussione sul quale torneremo. 

Santa Martina

29 January 2026

Svizzera, lavanderia d'Europa e del mondo






Chiudo questo mese con un post che riprende l'argomento dal quale sono partita in apertura d'anno. Sono contenta, una volta tanto, che i media nostrani non mollino e tengano accesi i riflettori sulla sciagura di Crans-Montana (40 morti e 116 feriti fra francesi, belgi, svizzeri e italiani). Non mi piace un'Europa che ha messo sotto indagine un poliziotto che si è difeso, nell'esercizio del proprio dovere, da un pusher nigeriano che gli ha puntato una pistola nel fetido bosco di Rogoredo (MI), ma poi usa una crudele leggerezza sul martirio di 40 ragazzini morti arsi vivi. D'accordo, è vero che la Svizzera è Europa geografica ma non fa parte della Ue. Tuttavia il sistema svizzero è marcio fino al midollo: consente ai minorenni di poter consumare alcolici nei locali pubblici; la prostituzione non è considerata reato purché le zoccole paghino le tasse e si fa pagare pure lautamente per "terminare" i pellegrini dell'eutanasia, pratica consentita da parecchio tempo sul suo territorio. Direi, che rappresenta l'anteprima della disgregazione, l'avanguardia consapevole di uno sfacelo che poi si diffonde a macchia d'olio per tutti gli stati del cosiddetto "occidente". Senza dimenticare che Davos è la famosa località montana che si trova proprio in Svizzera, nel cantone dei Grigioni, dove  ogni anno si riuniscono i potenti del mondo, i quali studiano il sistema di opprimere i popoli, con sempre nuove soperchierie e nuove vessazioni. Vengo al punto.
In questi giorni è proprio tra le istituzioni parlamentari svizzere che si registrano malumori, risentimenti e attriti anti-italiani - quegli italiani colpevoli di volerci vedere chiaro sulla tragedia di Crans. Siamo lieti di questo ritrovato amor di patria elvetico, da parte di chi  si sente irritato e ferito nella propria "identità" nazionale da questi "mangiatori di spaghetti all'amatriciana" che saremmo noi. Ma si dà il caso che la magistratura cantonale del Vallese venga messa in piedi su esplicita nomina politica. Il punto è che la dott.ssa Béatrice Pilloud, la procuratrice del canton Vallese,  è affiliata al Partito Liberale radicale e questa appartenenza ha costituito da subito il primo vistoso «inciampo» dell’indagine. Difatti milita nel Plr anche il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, 55 anni, un farmacista giunto al terzo mandato e che pur non avendo fatto eseguire controlli da 5 anni di quel fatale Constellation  circa le norme di sicurezza, dichiara alle telecamere che lui non si dimette né si dimetterà. Forse perché percepisce uno stipendio sibaritico? Non olet! Perciò, di quale "separazione dei poteri" si parla, di grazia? 
Inoltre, mi fanno ridere le critiche al governo Meloni (sia quelle svizzere che quelle italiane) da parte di quelli che pretendono che proceda solo "in punta di diritto" e che biasimano il ritiro dell'Ambasciatore italiano, considerandolo un gesto al di fuori del protocollo. Lo critico anch'io il governo quando è il caso, ma non in questa situazione. E' infatti grazie a questo gesto, se ora la Svizzera sta sotto gli occhi del mondo e deve rendere conto dei suoi comportamenti.  E se anche la Meloni lo avesse fatto per mera convenienza elettorale (come tanti vanno insinuando), è sempre meglio agitare le acque che non fare  un bel nulla come Macron, il quale lascia soli i suoi 20 ragazzini arsi vivi e le loro famiglie senza emettere un belato. Forse l'enfant de Rothschild ha i suoi scheletri nell'armadio? O forse si sente semplicemente imbarazzato dal fatto che i  due principali responsabili corsi di questo disastro abbiano nazionalità francese? 

Mentre i giorni passavano, (e ne sono passati ben nove dal rogo del Constellation, un tempo utile per cancellare, falsificare e inquinare le prove) la Pilloud non ha disposto il sequestro della documentazione in Municipio relativa al discobar. E' stato il responsabile della sicurezza a consegnare i documenti del Constellation in Procura, pur essendo ipotizzabile fin da allora, che proprio lui potesse avere qualche responsabilità nel disastro. E - guarda caso -  ora salta fuori come "il quarto uomo" inquisito.  Comunque sia, le numerose pecche di un'inchiesta che ha bisogno di essere fortemente investigata, saltano agli occhi anche ai profani del Diritto. Come il non aver disposto autopsie sui ragazzi morti, molti dei quali asfissiati per i collanti e i materiali  tossici. Come  non aver fatto perquisire gli altri locali ed esercizi dei coniugi Moretti. Come aver rilasciato a piede libero Jacques Moretti dopo neanche due settimane di detenzione,  su cauzione (200.000 fr.) versata da  un misterioso mecenate, di cui viene altrettanto misteriosamente, taciuta l'identità. Idem per la moglie mai messa in stato di arresto. Come l'aver permesso la presenza di un coniuge quando veniva interrogato l'altro coniuge in modo tale che ambedue potessero concordare la medesima versione dei fatti senza contraddirsi. Come non aver sequestrato subito i filmati delle telecamere e degli apparecchi di videosorveglianza. Insomma, un'indagine che fa acqua da tutte e parti,  e che ha bisogno di venire a sua volta indagata. 

Per fortuna ci sono le rogatorie da parte della nostra magistratura (siamo costretti da quella svizzera a doverla apprezzare),  e pare che sia stata accettata la richiesta del nostro governo di collaborazione delle indagini. Sì, ma intanto la vitaccia grama la fanno i ragazzi ustionati e ricoverati, con le loro famiglie. 
Ma torno al sistema cantonale svizzero. E' curioso aver ascoltato negli anni, tanto battage propagandistico dalla Lega ai tempi di Gianfranco Miglio e di Umberto Bossi, per poi rendersi conto dai fatti che il federalismo, anziché favorire indipendenza, favorisce mafiette locali, porte girevoli, connivenze e commistioni. Cosa cercano di fare, in queste ore,  quei bravi avvocati svizzeri che hanno in carico la difesa delle loro vittime, come Romain Jordan?  Tentare di scavalcare la procuratrice  vallese con la faccia di Heidi,  per invocare un'autorità giudiziaria super partes a carattere nazionale. Ovvero, raggirare lo stesso sistema che li imprigiona. 
Come al solito, alla fine è la realtà dei fatti che ha la meglio sull'ideologia. 

Esistono sulla Svizzera libri che ne mettono a nudo lo spirito cinico del pecunia non olet  e che la indicano come una sorta di rogue state sbiancato e democratizzato per l'uopo. Un po' come il denaro che viene depositato e ripulito nelle sue banche e del quale non si indaga mai sulla provenienza. Vietato farlo. 
Il sociologo e giurista Jean Ziegler (nato in Svizzera) si è inimicato le banche elvetiche col suo "La Svizzera lava più bianco", un saggio che in queste ore viene più che mai citato.  Ziegler si spese molto sullo scandalo dei "conti dormienti", con denaro dei cari estinti fatto sparire in men che non si dica  fin dai tempi del dopoguerra ("La Svizzera l'oro e i morti").  

Qualche nome di criminale celebre per aver depositato i  conti in  Svizzera? Mobutu, il criminale dello Zaire (ex-Congo belga) che spodestò  il legittimo governo di Patrice Lumumba con un golpe. Ci fu inoltre lo scandalo di Crédit Suisse che amministrò 18mila conti legati a oltre 30mila clienti, per una ricchezza totale di 88 miliardi di euro,
Tra loro ci sono un trafficante di esseri umani delle Filippine, un finanziere della borsa di Hong Kong incarcerato per corruzione, un conto di proprietà del Vaticano usato per presunti investimenti fraudolenti a Londra (attualmente al centro di un procedimento penale che coinvolge anche un cardinale), il braccio destro dell’ex dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe, capi di Intelligence di vari paesi che hanno collaborato con la Cia e molti altri. (fonte: La banca Credit Suisse è accusata di aver coperto i conti di persone connesse ad attività illegali).
 
Il piccolo memoriale di Crans-Montana


Insomma, la Svizzera lavanderia del mondo,  grazie al denaro riciclato, lava bianco che più  bianco non si può. Questa storiaccia di Crans-Montana, villaggio dove hanno perfino spostato quel piccolo memoriale sulla neve fatto di fiori e di lumicini per ricordare i  40 ragazzi deceduti,  lontano dalla piazzetta principale, allo scopo di favorire il turismo e  le competizioni sciistiche e per non lasciare tracce di tanto dolore, non può e non deve essere facilmente archiviata all'insegna del cinico show must  on. 
La Svizzera finalmente ha gettato quella maschera ipocrita e sdolcinata di paese modello fatto solo di stecche di buon cioccolato, di gare sciistiche, di convegni per miliardari e di orologi a cucù. 

San Costanzo


21 January 2026

Trump e il complesso di Nerone

 


Ho ascoltato il discorso di Trump al World Economic Forum di Davos durato per la bellezza di un'ora e mezzo. Speravo in cuor mio di trovarci qualcosa di alto, di elevato; un bel discorso non dico del Re, ma da statista. Invece era tutto un vantarsi di aver fatto questo, aver fatto quello, di aver trovato un'America disastrata, ma di averla  già fatta volare. Di aver fatto cessare ben otto conflitti. Poi è stata la volta delle cifre, dei numeri dell'economia. Il Corrierone ha già riportato l'intero discorso, per chi volesse leggerlo. Ma Trump è meglio ascoltarlo, vedere la sua stazza in piedi, sentire come cerca di intimidire la platea, incurante di qualche inevitabile fischio. The Donald è arrivato a Davos con circa 2 ore di ritardo a causa di un problema elettrico sull’Air Force One. 

Non ha attaccato subito con la Groenlandia, ma ha esordito coi i suoi successi economici, contro l'immigrazione illegale, la bontà dei dazi. E che dazi! Poi, tra i suoi successi  c'è  quel "Venezuela che sta facendo fantasticamente bene, in sei mesi guadagnerà più di quello che ha guadagnato in 20 anni". 

Curioso che la Meloni abbia asserito che la faccenda dell'Artico vada condotta sotto l'ombrello Nato senza rendersi conto che Donald, la Nato la vorrebbe fare fuori. E non ne fa mistero. "La Nato e l'Europa sono assolutamente irriconoscenti" attacca Trumpone.

"Gli Stati Uniti pagavano quasi il 100% del bilancio della Nato" e "io ho posto fine a tutto questo", ha proseguito il presidente, prima di rivolgersi al segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, seduto tra il pubblico. ". "Ciao Mark (ndr: Rutte) ! Non chiediamo nulla in cambio", tranne una cosa: "Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è la Groenlandia", ha scandito.
"Vogliamo solo un pezzo di ghiaccio per la protezione del mondo: è tutto ciò che abbiamo sempre chiesto. Non abbiamo nemmeno tenuto quel pezzo di terra quando avremmo potuto", ha aggiunto.

Beh, se la Groenlandia si limita ad essere un "pezzo di ghiaccio", perché allora darsi tanto da fare?  Poi i toni si fanno larvatamente minacciosi:  "Se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto", "se diranno di no, ce lo ricorderemo".

"Tutto ciò che vogliamo dalla Danimarca è questa terra su cui costruiremo il più grande Golden Dome mai costruito", ha dichiarato il presidente.
"Il Golden Dome difenderà il Canada. Il Canada riceve molti regali da noi, tra l'altro. Dovrebbero esserci grati, ma non lo sono. Ieri ho visto il loro primo ministro (Mark Carney, ndr). Non era molto grato, ma dovrebbe esserlo", ha detto, sottolineando che il Canada "esiste grazie agli Stati Uniti". 

E' curioso questo suo insistere nel rinfacciare "regali" come un Babbo Natale scontento e  brontolone, per poi borbottare che europei e canadesi sono degli ingrati e degli irriconoscenti. Chiariamo una buona volta questa faccenda. Ma il vantaggio è stato più  che mutuo e  reciproco durante tutti gli anni in cui l'Europa è stata occupata manu militari e  permangono a tutt'oggi le basi Nato con tanto di  installazioni e radar nella nostra Penisola. E ancora: 

"Senza gli Stati Uniti tutti parlerebbero tedesco o giapponese". Chissà come sono felici i giapponesi dei "regalini" di Hiroshima e Nagasaki sganciati nel 1945 e cioè quasi alla fine della guerra! E avevano pure dei nomi pittoreschi, questi bei doni  caduti dal cielo: Little boy quella di Hiroshima, e  Fat Man quella di Nagasaki.  Aggiungendo poi che quando la guerra è finita, la Groenlandia l'hanno restituita alla Danimarca.  "E' stato stupido ma l'abbiamo fatto". "Quanto è ingrata ora la Danimarca - ha aggiunto - La Groenlandia è quasi disabitata, è in una posizione strategica tra Usa, Russia e Cina".



Donald Trump afferma di non voler usare la forza per acquisire la Groenlandia che per un paio di volte, sbagliando, chiama Islanda (Iceland), ma sottolinea che se lo facessero gli Stati Uniti sarebbero "inarrestabili". Nel suo intervento oggi a Davos, il presidente americano ha puntato il dito contro gli alleati Nato che si oppongono alle sue mire espansionistiche, affermando che "noi diamo così tanto, ed abbiamo così poco in cambio". Poverini, eh? In  tutti questi anni sono stati sansebastianizzati da quei cattivacci europei! 

"Non abbiamo mai chiesto nulla, non abbiamo mai avuto niente..." Ah sì, certo. I piani Marshall ci sono stati elargiti tutti gratuitamente, senza che da Oltreatlantico non ne abbiano beneficiato neanche di un cent.  Chi ha assistito al discorso di Trump non poteva non pensare a Nerone e alla sua megalomania, così come ci viene tramandato dalla vulgata e dai film storici. Ci mancava la lira in mano e Roma, o  meglio il mondo, che brucia. E purtroppo, brucia e continua a bruciare, nonostante i ghiacci dell'Artico. Quo Vadis Donald? Andrà a finire coi soliti negoziati del chiedere molto per ottenere abbastanza. 

Coraggio, ancora tre anni e poi la leggenda del  Grande Magnate immobiliarista sarà finita, in nome della democrazia della cosiddetta "alternanza". 


Fonte. (adnKronos

Santa Agnese






15 January 2026

Mercosur, un trattato per sottrarci sovranità alimentare

 


Intanto, partiamo subito dall'acronimo e dalle sue origini. Mercosur significa "Mercato Comune del Sud" ed è un blocco commerciale e di integrazione economica sudamericano, fondato nel 1991, che mira a creare un mercato comune tra i paesi membri, eliminando le tariffe interne e adottando una tariffa esterna comune, promuovendo la cosiddetta "libera circolazione di beni, servizi e persone". Il progetto si era arenato con la "pandemia", ma poi è stato rilanciato. In altre parole,  si tratta della prosecuzione della globalizzazione. con altre sigle e con altre zone geografiche. Ettore Prandini della Coldiretti gioca col nome chiamandolo "Marcosur", dato che è la Germania che è tornata a dettare legge in Ue (che scoperta!) e Ursula von der Leyen esegue pedissequamente ordini di scuderia, tutelando innanzitutto gli interessi di Berlino. Il 9 gennaio scorso, Il Consiglio Ue – con una votazione a maggioranza qualificata del Comitato Speciale dei rappresentanti per l’agricoltura – ha dato il via libera all’accordo commerciale Mercosur – con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay –  accordo, la cui firma è prevista per il 17 gennaio (che è dopodomani). 

L'estensione del mercato a queste aree del mondo non ci recherà nulla di  buono ed è inutile farsi illusioni. Come possiamo stare sul mercato se sarà consentito importare in Europa prodotti coltivati con fertilizzanti, diserbanti, pesticidi e fitofarmaci che da noi sono vietatissimi? Hanno votato contro l’accordo Mercosur: Ungheria, Polonia, Irlanda, Austria e Francia. Il Belgio si è astenuto. L'Italia invece, dopo tante chiacchiere sulla "sovranità alimentare" da parte di Meloni e Lollobrigida, ha votato a favore. 
Monsignor Carlo Viganò ha lanciato la sua invettiva su questa nuova apocalisse che si sta abbattendo su di noi, testo che è già apparso su numerosi blog, e social media. Non posso che associarmi anch'io. Non ci resta che sostenere le lotte degli agricoltori, che inevitabilmente esploderanno e che già imperversano per le piazze delle capitali europee coi loro trattori. E solidarizzare con loro.




Un’élite eversiva si è impadronita dei governi di quasi tutti i Paesi occidentali. I suoi emissari nei governi considerano i propri cittadini come nemici da estinguere mediante pandemie, guerre, carestie e criminalità.

Sono decenni che i globalisti orgogliosamente rivendicano la paternità dei progetti di depopolamento, nel silenzio complice della stampa mainstream e di tutte le istituzioni civili e religiose. E se i crimini della farsa psicopandemica e le frodi dell’emergenza climatica sono ormai innegabili, appare ormai evidente che il comparto da eliminare è proprio quello dell’agroalimentare, oggi troppo parcellizzato e quindi poco controllabile a livello globale.

Il Mercosur è un trattato di libero scambio con Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay e Uruguay a seguito del quale l’Europa sarà invasa da alimenti prodotti da coltivazioni o allevamenti non sottoposti alle nostre ferree regole sanitarie.

 La sua approvazione costituisce un attacco all’agricoltura, agli allevamenti, alla pesca e alla salute dei cittadini europei, che avrà come risultato la distruzione del tessuto socioeconomico di intere Nazioni e la dipendenza alimentare dalle multinazionali del settore, tutte riferibili ai fondi di investimento BlackRock, Vanguard e StateStreet che stanno saccheggiando le terre agricole.

 L’asservimento dei governanti agli interessi dell’élite globalista è ancor più evidente dinanzi alla pianificazione della sostituzione etnica, perseguita allo scopo di cancellare l’identità religiosa, culturale, linguistica ed economica degli Stati e poter meglio controllare le masse.

Da Starmer a Macron, da Rutte a Sanchez, dalla von der Leyen alla Meloni, la sorveglianza totale è ormai in fase di realizzazione e diventerà irreversibile con l’introduzione della valuta digitale e l’obbligo dell’ID univoco per l’accesso ai servizi essenziali.

 La Von Der Leyen per conto della Ue prossima alla firma del Mercosur. Esprimo quindi il mio pieno sostegno alle manifestazioni di protesta degli agricoltori e degli allevatori europei e britannici, in queste settimane fatti oggetto di una vera e propria persecuzione spietata e ingiustificata.

Auspico che i cittadini diano pieno appoggio a queste categorie particolarmente colpite, anzitutto acquistando direttamente da loro ciò che producono, perché è grazie alla loro presenza che possiamo mangiare in modo sano ed evitare alimenti ultraprocessati o geneticamente modificati.

Invito a boicottare le aziende della grande distribuzione che sostengono il Mercosur e penalizzano la produzione interna.

L’Unione Europea è un’associazione eversiva criminale: essa non può essere “cambiata dal di dentro”, va semplicemente rasa al suolo.


Fonte: https://x.com/CarloMVigano/status/2010000231128076554?s=20



San Mauro


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