21 March 2026
Perché SI'
26 November 2025
La casetta nel bosco e i nuovi Orchi
Ho esitato a parlare della famiglia anglo-australiana Trevallion-Birmingham, più conosciuta come "la famiglia del bosco" di Chieti, perché ho visto che ci si è tuffato a pesce, l'intero apparato mediatico nazionale e internazionale (la notizia è rimbalzata per il mondo) togliendo pace e tranquillità a quei poveretti. Certo che scegliere di andarsene via dalla pazza folla, passare al bosco, per poi ritrovarsi uno strombazzanento a reti unificate e a testate giornalistiche all'unisono, non deve essere facile per chi lo subisce. In aggiunta a ciò, per Nathan (il padre) c'è l'allontanamento dei suoi familiari collocati in una "casa famiglia" di quelle istituite dallo stato. La faccenda è arcinota.
Non è finita. La cosa ritenuta forse la peggiore per il tribunale dei minori dell'Aquila, è che i bambini non sono stati sottoposti al ciclo delle vaccinazioni previste per l'infanzia in età scolare. E ben sappiamo che la Lorenzin quando era ministro della Sanità, ha riservato 12 vaccini a stecca per i minori senza che i governi successivi al governo Renzi e Gentiloni abbiano mai aperto una vera discussione e una riflessione sui loro effetti collaterali.
Molto è stato detto circa la modesta struttura abitativa della casa nel bosco col gabinetto esterno. E' pur vero che siamo di fronte a uno stile di vita certamente molto parco e limitato a necessità minime, ma pur sempre con bambini sani, istruiti attraverso la scuola parentale già contemplata dalla Costituzione e una casa in confronto alla quale i campi nomadi ai margini delle città, appare quasi una villetta di lusso. Mi piacerebbe sapere perché vengono tollerati bambini dediti all'accattonaggio e al vagabondaggio, nei campi rom. O ragazzine dedite al furto e al borseggio, ma poi le autorità giudiziarie e i servizi sociali si mostrano accaniti su questo tipo di vita detto "neorurale" che ovviamente non è il mio, e al quale non saprei mai adattarmici, ma che - non per questo - può venir punito con la brutale pratica della sottrazione dei figlioletti ai genitori. La risposta è chiara. La famiglia Trevallion-Birmingham non ha nessuno che conta alle sue spalle, mentre sappiamo che i nomadi di varie etnie vengono protetti dall'ONU e dalle sue convenzioni nonché appoggiati dalle stesse comunità ebraiche.
28 January 2025
Il solito "atto dovuto" per la Meloni
Chissà perché l'avviso di garanzia all'indirizzo di Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Nordio, del ministro dell'Interno Piantedosi e del sottosegretario di Stato con delega alla Sicurezza Alfredo Mantovano, mi ricorda tanto un film già visto. Per l'esattezza mi pare di tornare al 1994 quando Berlusconi a un vertice internazionale (G7) che si tenne al Maschio Angioino di Napoli, venne a sapere dai giornaloni (non i suoi) che era indagato.
Premetto che non ho votato per Giorgia Meloni alla quale non ho mai risparmiato critiche (specie nell'ambito sanitario con un ministro che si mostra troppo pilatesco), ma questa faccenda sembra proprio una storiaccia italiana basata sul principio di ritorsione. Tu fai una bella riforma della Giustizia che si basa sulla separazione delle carriere e io ti fermo su un'altra faccenduola: il rimpatrio del generale libico Almasri, con l'accusa di favoreggiamento e peculato.
Confesso che mi aspettavo ritorsioni giudiziarie sulla faccenda dell'Albania e della "deportazione" dei cosiddetti "migranti", ma con la magistratura palamara, non si sa mai dove si vada a parare. Detto prigioniero libico era accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Devo ammettere che qualche sospettuccio ce l'ho. Perché la Corte dell'Aja ha esitato così tanto a spiccare mandato d'arresto e Almasri ha potuto gironzolare indisturbato per mezza Europa?
"Purtroppo questa vicenda si inserisce in una cosa piuttosto brutta che è la guerra tra la politica e la magistratura - ha spiegato Mario Giordano in tv - In una vicenda che è determinata da una ragion di Stato interviene una magistratura a fare una denuncia addirittura per peculato per l'uso dell'aereo di Stato che è sinceramente surreale".11 May 2024
Scarsa lingua di terra che orla il mare
Come ligure di nascita, mi sento in dovere di dire qualcosa su quel terremoto giudiziario che ha scosso la mia regione, detto sommariamente Liguriagate. Come è noto il presidente di questa regione Giovanni Toti, è stato trascinato agli arresti domiciliari, nel solito timore che inquinasse le prove. il magistrato spezzino, Paola Faggioni senza mezzi termini ha affermato che bisognava arrestarlo prima delle elezioni. Del resto, un'inchiesta che parte nel 2020 e salta fuori in tutto il suo clamore mediatico da prima pagina solo ora a neanche un mese dalle elezioni europee, fa sospettare. Esultano e scalpitano il solito Pd, cespugli di sinistra, 5 stelle e forcaioli vari i quali non vedono l'ora di prendere (o meglio, nel caso del Pd, riprendere) il loro antico feudo perduto. Esulta pure la stampa scandalistica e maramaldesca che mostra Toti intento a mangiare bocconi succulenti di farinata e di focaccia al formaggio di Recco. Tra la tanta roba letta in giro, mi sono soffermata sul buon articolo di Claudio Antonelli di giovedì 9 su La Verità ("La bomba giudiziaria rimette in moto l'intera riforma delle vie d'acqua") il quale analizza cose importanti circa le "vie dell'acqua" e le relative infrastrutture portuali, con annessa la nuova diga foranea in costruzione a Genova laddove nella sola area portuale, si concentrano investimenti per circa 3 miliardi. Quegli stessi asset che in passato, hanno creato vere e proprie "baronie rosse" (per non dire, comuniste) e che allo stato attuale fanno gola alle multinazionali straniere. Non dimentichiamo che la stessa Cina, ha già esteso la sua longa manus nell'area portuale di Savona e Vado. Ricordiamo inoltre che c'è la crisi di Suez con gli Houti, c'è quella petrolifera con la guerra russo-ucraina e che gli asset portuali della Liguria (Genova, Savona, La Spezia) fanno gola, molta gola. Inoltre c'è la spada di Damocle della direttiva Bolkenstein europea per gli espropri delle nostre spiagge. Ecco perché l'inchiesta giudiziaria cade proprio a fagiolo e non sappiamo ancora quali saranno le sue conseguenze geostrategiche.
Il Liguriagate, purtroppo è stato messo in piedi da quelle toghe rosse amiche della sinistra piddina con annessi cespugli e l'apporto dei 5 stelle con un Conte strepitante che bercia dimissioni e fa il moralizzatore. Perciò, se Fusaro fosse onesto fino in fondo, dovrebbe aggiungerlo e quindi, imparare a gioire a metà. Se i conti li si regola solo in base alla convenienza elettorale, non si va da nessuna parte.
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| Toti nel mezzo, a sinistra l'imprenditore Aldo Spinelli, a destra Paolo Signorini dell'Iren |
Nessuno vuole negare che Toti durante i confinamenti sia stato assai sgradevole. Personalmente, non dimentico di citare anche quell'infame proposta di mandare gli anziani a fare la spesa ai supermercati dalle 8, 30 alle 10, con la scusa che fuori orario, si sarebbero infettati più facilmente. Mossa discriminatoria a falsamente paternalistica, poi subito rientrata, dato lo scalpore suscitato. Come pure, aver mobilitato mezzi aerei e marini per andare a snidare qualche improvvido piccolo pescatore, reo di starsene all'aria aperta con la sua barchetta in mezzo al mare, durante i confinamenti. Mettiamoci pure l'obbedienza agli open day di Astrazeneca aperti ai giovani, voluti ad ogni costo da Speranza e Cts (ricordiamo il caso Camilla Canepa di Sestri Levante, che ovviamente non è stato l'unico decesso causato da inoculazione in Italia).
Detto ciò, non abbiamo avuto "amici" in nessuno dei "governatori" e sindaci quale che fosse lo schieramento, né a destra, né nel centro, né a sinistra. Sono stati TUTTI dispotici, sgradevoli e disumani. Chi non ricorda il "vi staneremo casa per casa" di Bonaccini? o De Luca e il suo "lanciafiamme" contro i "cinghialoni"? Poi c'è stato Zaia che voleva mettere gli ausiliari per controllare e multare chi indossava la mascherina al bar, mentre lui se ne andava, allegro e smascherato, a bere calici di prosecco col suo collega pugliese Michele Emiliano nella tenuta di Manduria di Bruno Vespa. Per non dire di Fedriga e dell'atteggiamento sprezzante e vile contro i portuali triestini, fatti innaffiare alle sei di mattina con acqua gelata dagli idranti della polizia.
Hanno fatto tutti quanti del caporalato repressivo, al Nord come al Sud, a sinistra come a destra. Ci mancava solo il "caposcala" cinese che dava delle gran legnate in testa a chi osava varcare la soglia di casa senza la mascherina, e poi ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori. E questo, quando avrebbero potuto utilizzare quel poco di autonomia regionale e locale di cui dispongono, per cercare di venire incontro alle esigenze dei loro cittadini ed elettori, che certamente li avrebbero ricambiati con la fiducia. Vale anche per Giovanni Toti, a cui ora anche i suoi danno blanda solidarietà.
Ma insisto: deve poter partire una vera commissione sugli abusi della quale per ora non vi è traccia, e inviterei chiunque a non confondere le solite lotte di potere politico contro un altro di altro colore, ma non meno corrotto. Chi si combatte oggi tra sigle e schieramenti diversi per il possesso di quella "scarsa lingua di terra che orla il mare" (così il poeta Camillo Sbarbaro definì la Liguria), ieri fu alleato all'unisono contro di noi, durante la grande crisi sanitaria. Non può pertanto ergersi a vero giustiziere moralista di tutti i torti fin qui subiti. Non ne ha l'autorità morale né politica. Ma poi ammettiamolo, alla Liguria delle baronie rosse, dei camalli di porto col Rolex e il Burberry, dei veterocomunisti alla Burlando e del non prode Orlando dall'occhio acquoso, degli spezzoni di guerra fredda, delle sue fabbriche e cantieri dismessi su modello Danzica a Stettino dopo Solidarnosc, è rimasta solo la retorica resistenziale e gli assalti senza sorpresa delle toghe ideologizzate alla ricerca di un qualche sol dell'avvenire perduto. Ora cercheranno di riunire le loro truppe cammellate, alla Reconquista del vecchio feudo con lanterna e croce di San Giorgio.









