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06 January 2026

Cominciamo bene...




Non si sono ancora spente le luminarie natalizie che sono accaduti avvenimenti catastrofici. Auguri, riaguri, buon anno a te, che sia un anno migliore, e via con le carinerie in quantità industriale, ma in realtà l'anno è iniziato in tragedia. La carneficina di Capodanno dei poveri giovani intrappolati nella taverna di Crans Montana (un tempo Crans sur Sierre, nel Vallese, cantone francofono) in un locale  dal nome Constellation, totalmente sprovvisto di norme di sicurezza, di doppia uscita, di corridoi, di finestre di salvezza. Forse non si trattava nemmeno di una sala da ballo, ma di una sala da tè adibita per l'occasione a dancing con una consolle e un paio di amplificatori, tanto per fare musica. La tragedia di ragazzi purtroppo sprovveduti che prendono alla leggera quelle candele pirotecniche diffondenti scintille e lapilli, messe lì sul collo della bottiglia, ragazzi che continuano a cantare, a saltare e a filmare anche quando le fiamme si propagano nel soffitto totalmente sprovvisto di materiali ignifughi, è una drammatica fotografia che rimarrà per sempre impressa nella nostra mente. Dov'erano gli estintori? e dov'era il personale di vigilanza che solitamente si mette nelle discoteche? Magari coi buttafuori. Chi controlla che i minorenni non bevano alcolici? So che c'erano pure dei quattordicenni e dei quindicenni. Ma dov'erano i loro genitori? Perché nessuno ha spento la musica a palla, correndo a prendere gli idranti e placando l'atmosfera troppo euforica? 
Troppe cose che non tornano e troppe le irresponsabilità diffuse. Spesso si muore perché nessuno si vuole prendere la responsabilità di salvare vite. 
Inoltre si viene a sapere che i proprietari sono due corsi (quindi di nazionalità francese) e che Jacques Moretti (uno dei due gestori) ha avuto pure seri precedenti con la giustizia francese. Intanto è già arrivato un C130 con le sei bare bianche dei ragazzini italiani morti e hanno già allestito le camere ardenti. Più undici altri feriti gravi all'Ospedale Niguarda di Milano che non si sa bene se se la caveranno. Due ragazzi italiani sono rimasti nell'ospedale di Zurigo, perché ritenuti non trasportabili. Ma ve lo immaginate che festività grame  avranno fatto i loro genitori? 
E' crollato il mito della sicurezza e della precisione svizzera, dato che 40 morti di tutte le nazionalità europee e 112 feriti sono un bilancio catastrofico. Purtroppo la Svizzera con i suoi lasciapassare, i suoi buchi neri e  il suo laissez-faire per chi ha denaro, molto denaro, magari anche per corrompere le autorità circa le misure di sicurezza che non ci sono state (l'ultima revisione del locale Le Constellation risale al 2019), in questo drammatico momento sta dando al mondo,  una pessima immagine di sé.




Ma non si fa a tempo a metabolizzare questa batosta che già, a distanza di poche ore,  ne arriva un'altra, forse anche peggiore.
Trump rispolvera la dottrina Monroe che scherzando chiama dottrina Donroe, attribuendosene il merito, per effettuare un golpe in Venezuela con la sua potente Delta Force e con la consulenza della CIA che si è servita di apposite "talpe" interne, per pervenire al rifugio blindato di Maduro. A scanso di equivoci, dirò subito che avverso profondamente i leader come Maduro (e prima di lui, Chavez) responsabili di aver creato un pericoloso narcostato di stampo comunista. Ma prelevare con l'uso della forza due individui (lui e la moglie), imprigionarli e attuare un golpe con una sostituta già bell'e pronta da tempo e insignita di un provvidenziale Nobel "preventivo" (ormai questi Nobel sembrano i punti che si collezionano al supermercato), puzza tanto di bruciato lontano un  un miglio. Tu chiamalo se vuoi con un nuovo (si fa per dire) acronimo NDM, ovvero Nuovo Disordine Mondiale. Cioè,  quello basato sull'uso della forza, quello che relega in una discarica la diplomazia, i tavoli negoziali, il diritto internazionale, le mediazioni e tutto il resto. La Droga? 
E' l'ultimo dei problemi trumpiani, tenuto conto che lui stesso ha dichiarato che il petrolio del Venezuela è la prima delle risorse delle quali accaparrarsi. E non basta ancora. Ce n'è pure per la Colombia e per il Messico, ritenuti anche loro stati canaglia. Per non dire di uno stato sotto la giurisdizione della Danimarca (uno stato Nato) come la Groenlandia della quale Trump ha dichiarato freddamente: "La Groenlandia ci serve". La Cina ringrazia. Nel caso avesse delle mire su Taiwan (e ce le ha) non avrà più bisogno di pretesti per la sua annessione. La Russia, invece pure, dato che ora ha in mano strumenti di ritorsione, del tipo, chi è senza peccato lanci la prima pietra. I cinici del NDM, raccontano che il mondo di Yalta con le aree di influenza suddivise in due blocchi è finito da un pezzo, che va superato e che dobbiamo prenderne atto. Ce ne siamo accorti da un pezzo. Già con la cattura di Gheddafi ad opera della NATO. Col leader libico barbaramente trucidato (e prima violentato) ce ne siamo presi un amaro saggio. E col territorio libico in mano a tutte le tribù, poiché questo vuole il NDM: il caos strutturato.  Poi con l'Afghanistan tornato nelle mani dei Talebani, dopo  che in Usa avevano spergiurato che si andava laggiù per combattere il "terrorismo internazionale" e per "l'esportazione della democrazia". E mi fermo qui, ma ce ne sarebbe ancora con l'Iraq e la Siria. Sì, ma a noi che ce ne viene di tutti questi regime change? Nel migliore dei casi, l'Italia potrebbe diventare uno sgabello, lo stato-cuscinetto preferito del nuovo impero americano. E in fondo lo è già. Nel peggiore, un centro raccolta profughi. E in fondo lo è già.

Oggi è l'Epifania, parola che significa apparizione, rivelazione. Avrei voluto scrivere qualcosa di consolatorio e di esoterico sui Magi, figure misteriose e messaggeri di luce, di  doni preziosi e di umiltà davanti al Bambino. Per fortuna sono finite le festività. Se devono portarci morte e distruzione, come fosse un pagano Carnevalaccio di Rio, ebbene che passino in fretta. Stasera o domani disferò il mio presepe riponendo le statuine tra la paglia in una scatola. Ci sono anche i Magi, Re che si inginocchiano al Re dei Re, davanti alla capanna  con la cometa e con le lucette.
In fondo siamo tutti un po' Magi che intraprendono un viaggio in cerca di una buona stella. Ma temo che la traversata nel deserto, sia ancora lunga.


Epifania di N.S.

4 comments:

lantarner said...

Ciao Nessie, approfitto del tuo post per dire una cosa che avevo in mente da qualche giorno. Non faccio commenti sulla vicenda Maduro: Trump ha fato bene, ha fatto male, violazione o no del diritto internazionale, ecc. Dai commenti di tutti, favorevoli o contrari, sembra una cosa inaudita, mai vista: ma nessuno si ricorda più di Noriega a Panama ? Ma è mai possibile che nessuno citi questo precedente? E dire che è successa la stessa identica cosa! Identica ! Certo, Panama non è il Venezuela, Noriega non è (anzi non era, visto che è morto qualche anno fa) Maduro, Bush padre non è Trump, ma le due vicende sono praticamente identiche. Ripeto , ne parlo non per commentare la vicenda attuale, ma solo perché mi sembra incredibile che nessuno faccia riferimento a questo precedente. O sono io che non me ne sono accorto ?

Nessie said...

Hai fatto bene a ricordare questi antefatti, Lantarner. E, alla stessa stregua, nessuno si ricorda più quando ci fu il golpe di Pinochet in Cile (11 settembre 1973), l'amministrazione statunitense era quella del presidente repubblicano Richard Nixon, con il repubblicano Gerald Ford che succedette poco dopo, durante il periodo di dittatura di Pinochet, che durò fino al 1990, con il sostegno, degli USA. Ciò significa che l'America Latina, da sempre viene considerata il cortile di casa (backyard) degli USA.
6 gennaio 2026

Anonymous said...

E' vero quel che scrive Nessie sul "backyard" degli Americani. Da sempre considerano l'America Latina il loro cortile di casa. Anche Kennedy nel 1961 con l'invasione alla Baia dei Porci cercò di rovesciare il governo di Fidel Castro a Cuba. Ma lì andò male e fu un tentativo fallito, perché Fidel era addestrato alla guerriglia e le forze cubane ebbero il sopravvento.
Dario

Nessie said...

Sì, per essere un paese esportatore della democrazia, ha in realtà esportato golpismo, regimi fantoccio e colpi di stato militari. Specie in quello che considerano il "loro cortile" di casa. C'è un bel libro a proposito scritto da un insider dal titolo "Confessioni di un sicario dell'economia" (di John Perkins), che serve a comprendere le dinamiche dell'imperialismo e le varie tensioni che alimenta:
https://www.illibraio.it/libri/confessioni-di-un-sicario-delleconomia-la-costruzione-dellimpero-americano-nel-racconto-di-un-insider-9788865590690/
A Cuba, tra l'altro, nel Sud-Est dell'isola, gli Usa mantengono Guantanamo, una enclave oggetto di numerose controversie, mai risolte dal punto di vista del diritto internazionale.
6/1