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19 September 2008

Alitalia prigioniera di se stessa



Ieri si è consumato l'ultimo slot per il decollo della trattativa Alitalia con la CAI (Compagnia Aerea Italiana) la quale, come è noto ha ritirato l'offerta. Sono uno spirito patriottico e sarei stata favorevole al recupero della nostra compagnia di bandiera, contrariamente a quanto letto qua e là su molti blog amici. Nonostante io mi renda conto delle buone ragioni di passeggeri che preferiscono volare con Lufthansa, e perfino degli sms ed email che fioccano imbufalite nelle sedi del Pdl con l'esortazione "FATELI FALLIRE!". L'ho lasciato chiaramente intendere nel mio precedente post Italia senza ali. Ma devo confessare che quando ho visto ieri sera (e in altre puntate precedenti) n tv a Porta a Porta il comandante-sindacalista Fabio Berti dell'ANPAC (un "castarolo" che percepisce 230.000 euro l'anno) con quella faccia da saponetta, e come si crogiolava compiaciuto nascondendo i suoi privilegi di casta, quando ho sentito i bizantini distinguo dei sindacati nel volersi smarcare dalla catastrofe Alitalia accumulatesi nei decenni, e in particolare quando ho visto Epifani con quella bocca storta di chi ha preso una mattonata nella ghigna, che in queste ore pretende scrollarsi di dosso le pesanti responsabilità nella trattativa, proprio lui che sappiamo aver disertato parecchie sedute dei negoziati ma soprattutto sappiamo chi erano i suoi burattinai - proprio lui che è stato il solo a non voler firmare l'accordo che CISL, UIL e UGL avevano invece siglato. Quando vedo la flora e la fauna dell'imbecillità italiota delle hostess, piloti e steward sciamannati che applaudono davanti alla loro stessa catastrofe accogliendo con gioia la notizia secondo cui la CAI ha ritirato l'offerta, beh, allora perfino una patriota sentimentale come me, ci metterebbe i cinesi su quegli aeromobili AZ, al posto di questa gente. E manderebbe a ramengo tutti. In primis CGIL che con altre 9 sigle sindacali "autonome" ha messo in piedi una furiosa macchina da guerra contro il governo, il quale si è sbattuto oltre ogni limite attraverso il placido ministro Sacconi, mettendo in piedi una cordata di seri imprenditori (tra cui anche Benetton e la Marcegaglia) che questi scioperati-scellarati hanno chiamato con disinvoltura banditi urlando slogan da fanatici kamikaze come: "Meglio falliti che in mano ai banditi". Sempre ieri sera in trasmissione a Porta a Porta c'era Fabrizio Solari della Filt- CGIL, ottuso sindacalista spezzino che biascicava un incomprensibile sindacalese di lana caprina, come se la trattativa potesse avere ancora dei margini. Ma in che mondo vivono? Scollegati dal reale! Fassino, dal canto suo, faceva del suo peggio per nascondere che il burattinaio occulto di questo sfacelo era il suo partito e replicava istericamente che la colpa ce l'ha il governo Berlusconi, non avendo accettato il piano AIR FRANCE ai tempi del governo Prodi. Gli Italiani non sono fessi e sanno che Spinetta di Air France, quando ha trovato il verminaio, lo sconquasso, i ricatti e la disgregazione sindacale che invece noi accettiamo supinamente da decenni e decenni, ha preso il capello e se ne è andato. Con le sue gambe e di sua iniziativa. E sanno anche che Tremonti ai tempi della legislatura precedente a Prodi, aveva messo in piedi il piano Mengozzi ( vedere blog Libere Risonanze) nel tentativo di risanare l'azienda, piano puntualmente affossato dal radicalismo sindacale. A completare il desolante panorama tragico-farsesco è sceso ieri tra esultanti kamikaze in divisa verde (curiosa coincidenza), Tonino Di Pietro o Molisano di Bisaccia a fare il mestatore. Come se ce ne fosse stato ancora bisogno. Brandiva il megafono e pareva la parodia di Totò quando diceva "Vota Antonio, vota Antonio, Vota Antonio La Trippa!". In studio da Vespa, davanti a questi filmati vergognosi il burattino Solari e il burattinaio Fassino, hanno detto "io mi dissocio, noi non c'entriamo". Nemmeno il coraggio di dichiararsi per quel che sono: degli sfasciacarrozze. (fotoNessie, in alto)

16 September 2008

Nessuna solidarietà all'Oca Crudele


La notizia è vecchia di qualche giorno. Ma vale la pena di riprenderla. Sabina Guzzanti è stata denunciata per vilipendio religioso. La sua frase incriminata durante il No Cav Day è :"Ratzinger tra 20 anni sarà morto e finirà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi e non passivissimi". E immediatamente dopo la notizia, si ulula alla "teocrazia", al totalitarismo, alla mancanza di divisione tra stato e chiesa, politica diritto e religione e bla, bla, bla. Questa signorina non più giovane si era già distinta prendendo in giro la malattia terminale della Fallaci, il 9 novembre 2002, travestita con elmetto e tuta mimetica. Oriana la soprannominò "oca crudele", un ossimoro perfetto, dato che solitamente "oca" lo si accompagna a "giuliva"; eparlò di lei come di "un' imitatrice senza intelligenza e senza civiltà". Ora, io capisco l'imbarazzo di papà Guzzanti e anche il suo profondo disappunto: figli piccoli dispiaceri piccoli; figli grandi dispiaceri grandi. Ma qui la questione è assai chiara. Se l'on. Paolo Guzzanti ha dato la sua solidarietà senza SE e senza MA al prof. Ratzinger in occasione dell'assalto a La Sapienza da parte degli ultras di sinistra dove gli fu impedito di tenere un discorso in apertura d'anno accademico, poi non può appellarsi a Voltaire e al "diritto d' espressione", solo perché a vilipendere volgarmente lo stesso c'è sua figlia. Meglio avrebbe fatto a dire che gli errori dei figli adulti e vaccinati (Sabina ha 45 anni) non ricadono sui genitori e a chiuderla lì.

Ma se si giustificano le incongruenze di un padre che non sa che pesci pigliare, non è così per le teste pensanti che imperversano per i media, tra i politici (Bobo Craxi) e anche per i blog (nello stesso Tocqueville), visto che si confonde sempre più il concetto di "libertà" con quello di "licenza" a fare di tutto e di più.

E veniamo alle questioni legate al sacro. Mi pare che mettere sullo stesso piano gli insulti della Guzzanti al Papa a cui augura di essere sodomizzato all'inferno da bei "frocioni", con le vignette di Maometto, sia prendere uno svarione gigantsco. Se Ratzinger fosse stato un comune docente universitario che non indossa l'abito talare, avrebbe avuto pieno diritto di querelarla per vilipendio alla sua persona e al suo prestigio professionale. Paradossalmente, con maggior libertà che da Papa, dove invece, data la sua statura e ruolo, deve applicare il dantesco motto del "non ti curar di lor, ma guarda e passa". Inoltre le vignette disegnate sui papi, da noi non suscitano di certo reazioni violente.

Se tocchi il "sacro" maomettano arrivano fatwe, morti, ambasciate bruciate e ricatti a non finire. Se tocchi il "sacro" ebraico interviene la ADL internazionale ovunque nel mondo con querele da lasciare in braghe di tela il malcapitato.

Dunque, abbiamo bell'e capito che, per dirla con Antonio Socci, "si può prendere a calci solo Gesù Cristo". E i suoi ministri. Per vedere l'effetto che fa mostrarsi quanto si è " laici, liberali, libertari" ecc. ecc. No, francamente è un ragionamento disonesto.
Una seconda cosa. La Guzzanti è riuscita nella singolare impresa di commettere una beceraggine comunista (Ratzinger vilipeso) e una beceraggine di estrema destra: (gli omosessuali chiamati per l'occasione "frocioni"). Stupisce però di associazioni come l'Arcigay che sollevarono vespai di polemiche per l'utilizzo dello stesso termine da parte di Mirko Tremaglia, come si siano invece, mostrati dediti all'autorazzismo e al masochismo, se la stessa parola viene usata da un esponente della sinistra estrema.

La mia pena di contrappasso per l'Oca Crudele? La condannerei a pagare una fortissima ammenda da devolvere alle vittime cristiane nel Darfur (ormai quasi un genocidio) e nel Pakistan. Così impara a rispettare i sentimenti religiosi altrui. Non c'è bisogno di aggiungere che il rispetto per i sentimenti cristiani diffusi nel nostro paese non è né teocrazia né fondamentalismo cattolico. Perfino Sarkozy ora parla di "laicità positiva". Ed è a capo di un Paese dove il suo imperatore Napoleone, mise in galera un papa.

13 September 2008

Questo Blog compie tre anni


Domani il Loch-blog compie tre anni. Prima il bambino camminava a gattoni, a causa della mia conclamata imbranaggine informatica. Ora sta in piedi da solo.

Bloggare o non bloggare? Questo è il problema.
Non illudiamoci, nell'era della videosorveglianza universale anche i blog non sfuggiranno al controllo del Grande Fratello Universale che tutto vede, tutto sente e tutto sa. Ci chiederanno la tassa sulla scrittura? Ci sarà una schedatura voluta dalla Ue? Ci saranno pensieri e parole passibili di manette o di avvisi di garanzia, querele e censure, fatwe et similia, per i blogger?

In attesa di saperne di più, credo che bloggare conviene. Dopotutto anche gli indios Guarany scrivono sulle cortecce dei tronchi d'albero. Ma il vento e le intemperie non sanno leggere. Ciò non significa che non si debba continuare a scrivere. Alla prossima....corteccia. allora.

09 September 2008

Eppur non ci scordiamo di lui



In morte di Lucio redivivo. Ancora tu? cioè lui. Più che mai. Lo ricorda Il Giardino delle Esperidi e i suoi numerosi interventi. Lo ricorda Massimo nel suo blog. Lo ricordano altri blogger e tutti i clic numerosissimi che troviamo su You tube. Trent'anni di carriera non sono uno scherzo: una decina d'anni passati a comporre per gli altri cantanti, musicisti e rock bands. Poi, compositore, chitarrista, arrangiatore e cantante in proprio. Ho messo in link questo reperto archeologico di lui che va in Rai con una chitarrina comprata all'ultimo momento alla Stazione Termini di Roma per 25.000 lire mentre interpreta Eppur mi son scordato di te. E lì, giocherella, improvvisa, sorride felice, rifacendo un celebre hit che aveva già regalato alla Formula tre. Ma che rifatto da lui ha un altro sapore. Eppoi quel " non piangere salame dai capelli verderame" è un capolavoro di surrealismo bizzarro e infantile. Perché la scelta di questo video tra i tanti belli e con numerose altre canzoni intensamente indimenticabili? Per indicare quel tema della "sprezzatura" che mi è tanto caro e che ho già affrontato negli interventi sul post sui media, la politica e politici, qui sotto; e di come la naturalezza sia il più elevato di tutti gli artifici. Lucio ha l'innocenza e la spensieratezza di un bambino che gioca, incurante degli applausi, della tv che lo riprende. Poi sparisce e si allontana dai riflettori per anni, fino alla sua morte. Ed è la presenza dell'assenza. In una società mediaticamente intrusiva e pervasiva basata sulla videosorveglianza universale, l'irreperibilità è la condizione essenziale della sopravvivenza oltre che dell'eleganza discreta. Altro che Madonna e i suoi pachidermici show e showbiz milardari! A lui bastava una chitarrina da 25.000 lire, dimostrando che l'ESSERE è superiore all'AVERE e soprattutto all'APPARIRE, per poi sparire. E gli assenti hanno sempre ragione. E' l'unico italiano che ha saputo mettere d'accordo la destra e la sinistra: quasi un genio per caso. La prima lo rivendica per il suo individualismo ribelle in epoche di intruppamento e di collettivismo coatto pluridecennale. La seconda ne plaude il rivoluzionarismo e la continua ricerca innovativa musicale.Lui resterà il il nostro caro Angelo, che non si fa irretire dagli specchi per le allodole e che schiavo non sarà mai. Al di là della destra e della sinistra, lassù...in alto.

08 September 2008

Chi trova un amico trova un tesoro


























Foto uno: Berlusconi gioca a Braccio di ferro con l'amico George W.

Foto due: Berlusconi gioca con l'amico Vladimir facendo finta di sparare a una giornalista indiscreta che durante una conferenza stampa in Sardegna fa domande a Putin sulla sua presunta love story con una ballerina.
Foto tre: Berlusconi mostra a Gheddafi in occasione del suo recente viaggio in Libia, una foto della figlia Barbara col nipotino: "Tutto suo nonno!" puntualizza con orgoglio.
Dove troverà il suo "tessssoro" il Berlusca? Alla Casa Bianca, nella Casa Russia o a Tripoli bel suol d'amore? Vorrei soffermarmi sulla prima immagine del premier con il braccio a manico d'ombrello, assai simile alla posa di Alberto Sordi nel film I vitelloni. Sembra dire: "Italiaaaniii, tié".
Ogni altro commento è superfluo. Lo facciano i lettori. A me, per parafrasare lo slogan di un famoso lassativo, basta questa trilogia di foto.