
In morte di Lucio redivivo. Ancora tu? cioè lui. Più che mai. Lo ricorda Il Giardino delle Esperidi e i suoi numerosi interventi. Lo ricorda Massimo nel suo blog. Lo ricordano altri blogger e tutti i clic numerosissimi che troviamo su You tube. Trent'anni di carriera non sono uno scherzo: una decina d'anni passati a comporre per gli altri cantanti, musicisti e rock bands. Poi, compositore, chitarrista, arrangiatore e cantante in proprio. Ho messo in link questo reperto archeologico di lui che va in Rai con una chitarrina comprata all'ultimo momento alla Stazione Termini di Roma per 25.000 lire mentre interpreta Eppur mi son scordato di te. E lì, giocherella, improvvisa, sorride felice, rifacendo un celebre hit che aveva già regalato alla Formula tre. Ma che rifatto da lui ha un altro sapore. Eppoi quel " non piangere salame dai capelli verderame" è un capolavoro di surrealismo bizzarro e infantile. Perché la scelta di questo video tra i tanti belli e con numerose altre canzoni intensamente indimenticabili? Per indicare quel tema della "sprezzatura" che mi è tanto caro e che ho già affrontato negli interventi sul post sui media, la politica e politici, qui sotto; e di come la naturalezza sia il più elevato di tutti gli artifici. Lucio ha l'innocenza e la spensieratezza di un bambino che gioca, incurante degli applausi, della tv che lo riprende. Poi sparisce e si allontana dai riflettori per anni, fino alla sua morte. Ed è la presenza dell'assenza. In una società mediaticamente intrusiva e pervasiva basata sulla videosorveglianza universale, l'irreperibilità è la condizione essenziale della sopravvivenza oltre che dell'eleganza discreta. Altro che Madonna e i suoi pachidermici show e showbiz milardari! A lui bastava una chitarrina da 25.000 lire, dimostrando che l'ESSERE è superiore all'AVERE e soprattutto all'APPARIRE, per poi sparire. E gli assenti hanno sempre ragione. E' l'unico italiano che ha saputo mettere d'accordo la destra e la sinistra: quasi un genio per caso. La prima lo rivendica per il suo individualismo ribelle in epoche di intruppamento e di collettivismo coatto pluridecennale. La seconda ne plaude il rivoluzionarismo e la continua ricerca innovativa musicale.Lui resterà il il nostro caro Angelo, che non si fa irretire dagli specchi per le allodole e che schiavo non sarà mai. Al di là della destra e della sinistra, lassù...in alto.

