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21 December 2018

Soros, il "loro" uomo dell'Anno



Purtroppo  colui che più d'ogni altro si  è speso contro l'Italia, scatenandogli addosso i suoi nemici che sono  navi Ong, Onlus, ONU e per un'Italia schiava d'Europa e delle élites transnazionali è come il titolo di un film con Bruce Willis: Die Hard, duro a morire. E sta lavorando in tutti i modi per impedire il risveglio del nostro paese, l'indipendenza e la sovranità. Parlo del vecchio malefico George Soros.  In queste ore siamo tutti quanti un po' più delusi e l'incanto dei post primaverili, in particolare quello che titolava "Ma schiava d'Europa Iddio non la creò" , sembrano inseriti in  giorni di luce  ormai lontani, entusiasmi lontani e sogni lontani.  Ho riletto tutti i commenti degli amici e lettori di questo blog: eravamo tutti felici e  contenti, sorpresi positivamente e perfino un poco commossi. Girava un filmato davvero avvincente ed elettrizzante in quei giorni:   questo video .
"Noi umili patrioti abbiamo lottato così duramente per sostenere i nostri eroi" recitava una scritta posta sotto l'ombra del Colosseo in un tripudio di  tricolori sventolanti.
Di Maio, Salvini e Conte dovrebbero guardare e riguardare quel video e cercare di capire che la peggior cosa che si possa fare ad un popolo è interrompere e frantumare questo sogno per gettarlo in pasto a Juncker, a Moscovici e Dombrovskis. Lo so, lo so, il ricatto è pesante. Provate a dire a un Italiano che se fosse passata la "procedura di infrazione" voluta dalla Commissione Ue,  avrebbe  forse perso metà stipendio e metà pensione! O che gli avrebbero prosciugato il conto corrente. E poi vedrete che i forconi li imbraccia sì, ma contro i Dioscuri e il Premier Conte. Criticare è fin troppo facile.

Tuttavia saper tenere con fierezza il punto durante la trattativa sarebbe stato un bel messaggio forte. Anche perché con certa gentaglia bisogna saper fare il muso duro, sennò ti torturano per il resto dei tuoi giorni. Pertanto può avere ragione Claudio  Messora su Byoblu a dire che minacciare di starci col fiato sul collo a gennaio per verificare come spenderemo i nostri soldi è da interpretarsi  come una forma di "commissionariamento" de facto (qui il video).  Gentiloni, però deve stare zitto: loro le manovre le hanno sempre scritte (e  fatte) sotto dettatura e  nessuno è così scemo da credere alla loro vocazione autonomista e indipendentista dell'ultima ora. 

Ma torno al Grande Malefico Soros. Non crediate che se ne stia buono e che rinunci ai suoi progetti egemonici anche se ha 88 anni suonati.  Per cominciare ha infiltrato le sue truppe cammellate nelle rivendicazioni ungheresi  in piazza contro la " cosiddetta legge schiavitù" , quella sugli straordinari e dei sacrifici chiesti agli ungheresi per non inserire forza-lavoro allogena.  Ovviamente per questi, e per numerosi altri servigi resi, il Financial Times lo ha insignito del titolo di uomo dell'anno. Quello che sta per concludersi. Non è un bel presagio: THINK PINK! La Finanza si veste di rosa, anche quando pratica stragi. 


La scelta, ammette il Financial Times , è politica: “Di solito scegliamo la persona dell’anno solo in base agli obiettivi raggiunti, stavolta l’abbiamo scelta anche per i valori che rappresenta: Soros è l’alfiere riconosciuto della democrazia liberale e della società aperta, idee attaccate sistematicamente dai populisti”. Bum, smascherati, colpiti e affondati!

Così scrive Roberto Pecchioli nel suo pezzo dal titolo "IL LORO EROE". Glielo daremmo e lasceremmo volentieri a loro, ai circoli finanziari londinesi, "il loro eroe", se non fosse che oltre ad aver attentato alla Lira fino a sprofondarci (1992) lo fece anche con la Sterlina. Quando si dice il masochismo! Masochismo all'Inglese.

L’umorismo sembra diventato una specialità dei gazzettieri di Confindustria, poiché sostengono senza arrossire che “ quella del FT è chiaramente anche una scelta di resistenza: Soros è additato ovunque nel globo, presso una certa opinione pubblica, come l’origine di tutti i mali, l’uomo che in virtù dei suoi soldi e delle speculazioni degli anni Novanta sulla lira e sulla sterlina, ha il potere – secondo le bacheche di Facebook e i siti di complotti – di manovrare l’opinione pubblica di Europa, Americhe, Paesi sperduti della sconfinata Asia, formare e far cadere governi, decidere recessioni e causare improvvisi crolli di Borsa, spostare carovane di migranti da un continente a un altro, svuotare addirittura quei continenti per riempirne altri (Mosè si era limitato a separare le acque per un fugace passaggio). “.

Il buon vecchio George, al contrario, è un innocuo benefattore incompreso dalla suburra populista, un generoso filantropo, vecchia parola dal retrogusto massonico. 

Forse non è l'unico geniaccio del Male che mentre si finge "benefattore", "risucchia i risparmi della povera gente. Ma... chi attacca la moneta sovrana, chi manipola i mercati finanziari, chi ha in mano l’emissione monetaria, finanzia movimenti di popolazioni, manovra l’arma letale del debito e possiede tutto, compresi i media di informazione e intrattenimento, non può pretendere gli applausi delle vittime. 

Durante uno dei suoi frequenti viaggi in Italia a Trento nel marzo di quest'anno (venne anche invitato da Gentiloni  lo scorso anno, senza che nessun giornale gliene chiedesse conto) mise in guardia dai pericoli dell'amministrazione Trump. Ma  mostrò di avercela anche contro Salvini e contro il voto italiano dell'attuale governo. Una ragione di più per rifiutare quel Patto Globale contro la migrazione dell'ONU, veicolo principale del sorosismo. Rinviare, far slittare non basta: occorre bocciare e metterlo agli atti, una volta per tutte. 
"Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal Maligno”.


Capito  o Governo? Se nei giorni più corti, freddi e bui dell'anno,  il sogno di Giugno si allontana e appare nebuloso, noi non lo abbandoneremo  e lo porteremo avanti lo stesso.  Con o senza di  voi. 

18 July 2018

Quella strada per l'inferno che non deve essere imboccata




Una volta era d'obbligo stare all'opposizione dai governi mondialisti della sinistra e dei "tecnici Troika" che tanto piacciono a sinistra. Ora all'opposizione chi c'è rimasto? Chi invece vorrebbe che quella sinarchia finanziaria che ci ha portato a questo disastro riprendesse il potere in modo indisturbato. Pertanto è indispensabile dare supporto a questo governo, che non è il migliore dei governi possibili, ma intanto ha infranto qualche tabù.
Molto resta ancora da fare, ma è fuori dubbio che gli sbarchi siano calati e che Salvini abbia ragione quando scrive la sua lettera al Corriere dei Soloni alla Polito e alla Massimo Franco (che mestizia!) per ricordarlo. E le cifre parlano chiaro. Certamente non basta e c'è il Trattato di Sofia voluto da Renzi da far saltare per aria. Si può e si deve fare di più. Intanto è utile sottolineare che i padroni delle ONG in molti casi, sono gli stessi che dirigono media e stampa (caso De Benedetti con "Save the children", e caso Open Society e varie altre affiliate di Soros facente capo ai Rothschild e alle sue corazzate mediatiche).
Dicevo fin nel titolo del post, che sarà un'estate d'assalto. Non passa giorno senza che  le ONG non inviino qualche nave-siluro carica di "umanità dolente", di "prima le donne e i bambini", di minori non accompagnati, eccetera, tutti  usati come "scudi umani" contro Salvini, sperando che ci scappi pure il morto o i morti, tanto per poter dare la colpa all'Italia quando tutti gli altri paesi Ue respingono bellamente al mittente, poiché risulta chiaro come il sole che gli invasori non li vuole nessuno. Ma a loro, nessuno li incolpa. Viceversa, rosicano se il Ministro dell'Interno dell'Italia fa chiudere i porti, cercando di fare altrettanto. 

La nave della Ong OPEN ARMS

Qui da noi, invece c'è Boeri dell'INPS che afferma che  gli immigrati devono entrare perché ci pagano le pensioni. Ecco la clamorosa smentita di Paolo Savona nella famosa lettera al diretto interessato uomo di Soros. Da gustare per chi se la fosse persa: LETTERA APERTA A TITO BOERI. Paolo Savona è un economista coi fiocchi, ma non ci vuole un esperto per capire che le "risorse" costano soldi e non ci pagheranno proprio nessun welfare. Comunque leggetela, dato che  è ben documentata.
L'altro assalto è dato dalle procure che chiedono di poter rimuovere Salvini per via giudiziaria. Prima hanno tentato con la via finanziaria (i debiti della vecchia gestione della Lega di Bossi). Ora ci riprovano col discorso del  "vilipendio". Insomma, in un modo o nell'altro Salvini se ne deve andare in barba alla sua strepitosa rimonta elettorale e vittoria. 
ll procuratore capo, Armando Spataro, ha infatti inviato oggi il terzo sollecito - i primi due vennero mandati all'ex Guardasigilli Andrea Orlando, ma non avevano ottenuto risposta - ad Alfonso Bonafede, dal momento che il fascicolo di indagine è stato aperto per vilipendio all'organo giudiziario e per questo deve essere vagliato dal ministro competente, che può autorizzare o meno i pm a procedere.
Il caso risale al 2016, quando il leader della Lega, oggi vicepremier e ministro dell'Interno, parlò di "magistratura schifezza" durante un comizio. (fonte:  il Giornale). Perciò è giusto dare una mano a Salvini magari con manifestazioni di supporto, contro quanto sta avvenendo a suo danno.

Sul fronte europeo Giuseppe Conte chiede agli altri paesi membri di poter redistribuire quote. Se Conte sta facendo tutto ciò per far esplodere prima possibile le contraddizioni all'interno della Ue, allora è un tentativo che va fatto. Ma se si illude che distribuire quote migratorie un tanto al chilo, sia la soluzione ideale, allora è un po' come cercare di smaltire i rifiuti gettandoli nell'orto del vicino di casa. Nossignore, distribuire i clandestini o meglio, gli invasori, non è una soluzione in quanto si incoraggia l'invasione-sostituzione del continente europeo e quindi la paneuropizzazione (da pan = tutto) della Ue. Ma, come ho già scritto dall'amico Massimo,  per bloccare il Progetto KALERGIANO occorre portarlo alla luce; occorre far sapere che esiste da tempo e che proviene da lontano, che è su questo che è stata fondata e  si è conformata l'attuale Ue. Non si possono battere i nemici se nemmeno si osa nominarli. E questo né Salvini né Conte possono ancora farlo, senza il timore di sentirsi dare dei "complottisti". Quelli di Visegrad invece sì, dato che loro, la dittatura la riconoscono lontano un miglio, avendola subita a lungo.  E il premier della Repubblica Ceca lo ha già fatto capire con parole chiare. Come pure Orban. Tempo al tempo, tutti i tabù cadranno. Ma io spero che ci siano tempi assai più rapidi nei quali i popoli possano dare una brusca accelerata a tutto ciò che li opprime. 


Tutti pronti allora, ad accogliere 50 dei 450 migranti a bordo di una nave della Guardia di Finanza e una di Frontex ormeggiate in rada a Pozzallo. Ma contro la linea italiana, oltre al silenzio dell'Austria, si sono scagliati i Paesi dell'Est, in primis Ungheria e Repubblica Ceca. "Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all'Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare - ha scritto su Twitter il premier ceco Andrej Babis -. Un tale approccio è la strada per l'inferno". (fonte ANSA).
Sì, il premier ceco ha ragione: una strada per l'inferno. Loro, quelli dell'Est, lo hanno capito che se si apre a poche quote poi ne arriveranno altre sempre più numerose, poi innumerevoli, poi così tante che non si potranno nemmeno più contare, come le stelle nel cielo. E allora addio Continente Europeo. Addio antiche civiltà, tradizioni, antichi saperi, usi e costumi. Tutto è pronto per la sostituzione, ecco la parola che non si vuole pronunciare ma che sta nella mente di quelli che hanno capito che non può esserci salvezza nell'arrendevolezza.




28 March 2018

Un uovo di Pasqua con punto interrogativo


Siamo entrati nella settimana santa e c'è la tregua pasquale che contempla una sospensione della politica. In realtà nel sottobosco parlamentare si lavora comunque e  le acque sono agitate, ma le grandi decisioni non sono state ancora prese e vengono rinviate a dopo Pasqua. Quel che si può notare nelle varie forze  in campo è la politica dei veti incrociati del  "mai con questo", "mai con quello", e via snobbando e  schifando.... 

Il M5s, è un uovo di Pasqua di cui non si conosce ancora la sorpresa, nonostante possiamo immaginarcela. Se imbarcasse il Pd e Leu con annessa Bonino, significherebbe a chiare lettere che intendono perseguire la solita sbobba de sinistra e quegli elettori di destra che (mal-destramente) gli hanno dato il voto, dovranno prenderne  atto.  Intanto i "profughi" e i "migranti" arrivano in massa, e le varie Sant'Egidio viaggiano a tutto vapore. Nel mentre  il governo Gentiloni ha innestato il pilota automatico  e lo si vede anche dalle espulsioni dei diplomatici russi, in quella che viene chiamata la "guerra delle spie" contro Putin e il caso Skripal. Un governo dimissionario "congelato" da Mattarella giusto per ultimare gli adempimenti di fine legislatura, avrebbe benissimo potuto (e dovuto) astenersi dal prendere decisioni affrettate sui diplomatici russi da espellere, Invece -  macché - Gentiloni si  adeguato al branco dei Natoaioli (non riesco a trovare altri neologismi) dando il suo miserrimo apporto.

Ma a quanto pare il "Fate presto! Fate presto" ( in questo caso, a fare un governo) esiste solo quando c'è di mezzo lo spread. Col "fate presto" Monti ci salassò i risparmi per ripianare i debiti delle banche (ricordate l'affaire Morgan Stanley nel gennaio 2012?).  Qui invece andiamo a ritmo lumaca e la lumaca che non decide mai niente, guarda caso, si è accodata subito alle politiche delle espulsioni  dei diplomatici russi, senza prove. Tutto quello che sta combinando contro di noi il pesce in barile Gentiloni  e il suo pilota automatico (immigrazione, soldi alle associazioni gay, ecc.) è stato già espresso in modo esaustivo da Blondet e non intendo dilungarmi.

Siccome infuriano i venti di guerra, i nostri hanno  del tempo per giocare a mosca cieca sull'orlo di un burrone. E allora ecco che Di Maio fa lo schifiltoso se in una coalizione governativa c'è Forza Italia.
"Mio, il Giardino è mio. Vietato l'ingresso", proclama il Gigante egoista della fiaba di Oscar Wilde.

Sì, ma Di Maio non è un gigante, è solo un piccolissimo esordiente della politica.  E non è vero che il popolo lo ha insignito in modo plebiscitario, perché  il suo movimento ha il 32%.
Ed ecco altre possibili alchimie governative:

 Inciucio Forza Italia + Pd + altri "responsabili"

Diarchia Lega + M5S (poco probabile giacché Salvini in questo caso, distaccato dalla coalizione,  si troverebbe in minoranza numerica).

Un governo della coalizione di centrodestra con Salvini premier.

 Un governo tecnico falsamente "super partes", in realtà dalla parte della Ue, BCE, FMI, Troika. Insomma un "commissariamento".

Spunta allora la Commare Secca  Lagarde del FMI (una delle voci  più inquietanti della Troika)  a dire la sua: aumentare l'età pensionabile e la Fornero non basta.  Spunta Moscovici (altra voce della Troika) a dire la sua: l'Italia stia in riga.  E qualcuno fa il nome di un Cottarelli (FMI)  gradito a tutti e che metterebbe d'accordo, tutti. Sì, ma tutti chi? Tutti l'Oro?

No, grazie. Non siamo andati alle urne per avere un Cottarelli del Fondo. Ovviamente c'è l'opzione del ritorno al voto, dopo aver messo a punto una buona legge. Ma c'è ancora da soffrire e pazientare...

Intanto l'occasione mi è gradita per augurare Buona e Santa Pasqua a tutti i lettori, gli amici, i commentatori fissi e occasionali! e che siano uova vere e non pacchi a sorpresa.


30 September 2016

Tony "Morgan" Blair: metti una sera a cena






"Tony, i' vorrei che tu Maria Elena e io fossimo presi per incantamento". Scherzi a parte, qui c'è poco da stare allegri.  Ora abbiamo  Barroso-Goldman, ma prima di lui c'era e c'è Tony Morgan.  Nel senso di Tony Blair l'ex premier laburista inglese noto per il suo grande amore per  le colline del Chianti (che chiama stupidamente Chiantishire) e per Firenze con cui ha stretto legami importanti con banchieri, viticoltori, con esponenti della nobiltà come i Frescobaldi. Ma non solo. A quanto pare è un altro di quelli che dopo la politica si è trovato un mestiere per la terza età, e che mestiere!  E' stato reclutato da J.P. Morgan come "advisor". Ovvero, lobbista. Molti leader politici con il loro numero esorbitante di contatti, relazioni e conoscenze ad alto livello si prestano a fare da lobbisti presso le banche  d'affari internazionali. Che fa il lobbista? E'  un tecnico che rappresenta un gruppo di interesse  (in questo caso, la banca d'affari) e che ha l’obiettivo di comunicare con chi gestisce il processo decisionale per influenzarlo, cercando per esempio di modificare una normativa specifica oppure, ed è ciò che si definisce advocacy, tentando di inserire un tema all’ordine del giorno nell’agenda politica». Un tema, che ovviamente lo riguarda da vicino.
Fin dalle primarie del PD (leggi, le Pecorarie), pare che Blair abbia indicato a Renzi la strada per arrivare al potere. In primis, è tassativo modificare la Costituzione, accusata di  concedere "il diritto di protesta contro i cambiamenti dello status quo politico" e di essere troppo "socialista". In realtà trattasi di semplice stato di diritto comune a molti altri paesi,  e allertare contro il presunto "socialismo" è uno stratagemma  retorico per togliere welfare e diritti civici.  Ecco dunque su Tony "Morgan" Blair qualche data ricavata da "La Verità" del 28 settembre,  il nuovo giornale di Belpietro che non ha ancora un sito on line.

  • 1 giugno 2102 - L'ex leader laburista si trova a Firenze per un incontro organizzato da J.P. Morgan
  • 1 aprile 2014, cena a Londra tra Renzi e Blair presso l'Ambasciata italiana. Il giorno dopo Blair concede una memorabile intervista a "Repubblica" nella quale sviscera una tesi ben conosciuta: i momenti di crisi sarebbero momenti di opportunità per fare passare "riforme" sgradite. L'abbiamo sentito parecchie volte questo ritornello: da Napolitano e da Monti il quale venne ripreso nel suo memorabile video ("Abbiamo bisogno di crisi, di gravi crisi per fare passi avanti"...) . 
  • Cena a Palazzo Chigi  tra affreschi e stucchi il 27 novembre  del 2014 tra Blair, Renzi, Marianna Madia, Maria Elena Boschi. 
Tony Blair incontra Renzi in parecchie occasioni, per poi comunicare ai quattro venti che è nato un genietto in grado di portare l'Italia fuori dal guado, dotato di idee molto chiare sulle "riforme" utili al Paese. A star is born, dunque. Noi non lo sapevamo, l'ex primo ministro inglese, invece sì. 

Ma ecco un'altra data topica: il 28 maggio 2011, data nella quale JP Morgan pubblica un documento dal titolo "Aggiustamenti nell'area euro", in cui si spiega per filo e per segno come vanno "riformati" i paesi del Sud Europa, tra i quali spicca l'Italia. E' qui che JP Morgan scrive che la costituzione deve essere cambiata. 
Inoltre JP Morgan è stata scelta dal governo Renzi come consulente per la questione della Bad Bank la quale deve farsi carico dei cosiddetti "crediti deteriorati" delle banche italiane in sofferenza, nonché come advisor  per risolvere la crisi della Montepaschi. E qui è facile rilevare un bel conflitto di interessi tra gli specialisti in titoli di Stato che determinano le sorti del nostro debito pubblico. 

Di cosa parlava la stampaglia a proposito delle cene tra Tony "Morgan" Blair e Matteo da Rignano? Di quanto erano carine le  ministre, molto ammirate, considerate le vere star della soirée che facevano alla a Blair come due angeli custodi, delle loro eleganti toilette e del menù. Mentre loro discutono su come distruggere il nostro paese,  va in onda la pornografia dell'informazione. 

19 December 2015

Strenne antinatalizie




Tra le innumerevoli brutte strenne di quest'anno che sta per chiudersi, spicca senz'altro quello dei rapinati dal decreto salvabanche. Per Padoan in veste di Scrooge natalizio è tutta colpa degli Italiani che non possiedono "cultura finanziaria". E giù con le classifiche ad opera di giornali e riviste nelle quali si dice che gli Italiani sono al trentacinquesimo posto nel mondo per "incompetenza finanziaria". Nessuno che scriva che i poveri cristi non dispongono di consulenti finanziari personali, e si fidano dell'impiegato allo sportello. Non dispongono di un avvocato che sappia interpretare le 60 pagine di fogli scritti in Sanscrito Bancario, che ti squaderna la banca ogni volta che compri i loro "prodotti" (li chiamano così). 
Questa storiaccia ha messo anche in luce il "familismo amorale" tosco-italiano e i legami familiari e familisti del Giglio Magico con le tre famiglie che contano: la famiglia Boschi, la famiglia Renzi e quella Lotti, in un intreccio affaristico tra Rignano sull'Arno, Montelupo Fiorentino e Laterina di Arezzo. Scambi di favori, assunzioni di parenti e concessioni di mutui e appalti a gogò:  così si salda il legame tra le tre Big Family del Pd in un nepotismo tracotante.
Non avevamo dubbi che la bella Maria Elena Boschi riuscisse a cavarsela e a non essere sfiduciata alla Camera per il pesante conflitto di interessi che grava sulle sue spalle. Ancora una volta Berlusconi e i suoi pavidi Ronzini al suo comando, sono usciti dall'aula per astenersi, offrendo una stampella.

Padoan Scrooge
Gli attacchi  terroristici di Parigi sono stati un altro brutale segnale che ci ha fatto capire che la sovranità delle nazioni è in pericolo non solo con gli strumenti già di per sé intimidatori e ricattatori della crisi finanziaria (ricordate il video in cui Monti fa capire che "abbiamo bisogno di crisi, di gravi crisi"?). Ma anche di infiltrazioni di forze globaliste e jihadiste, in grado di seminare morte, terrore, intimidazione, ricatto nel cuore dell'Europa. Insomma, un altro strumento, in versione sanguinaria, di persuasione alla "cessione di sovranità" con la scusa dell'emergenza "antiterrorista" incombente, in un "embrassons-nous"  disgustoso.
Si veda la recente coalizione antilepenista contro la "nouvelle Honte". Ovvero il Front National di Marine Le Pen.
L'invasione migratoria clandestina a prevalenza islamica è divenuta sempre più un’arma di distruzione di massa dell’identità dei popoli europei che continua imperterrita, nonostante la conclamata minaccia dell'Isis. C'è l'Isis e si sbarca. C'è l'Ebola, ma la marea di "migranti" e di "rifugiati" non si può fermare.  Così come continua imperterrita, la demenza dei nostri politici (Mattarella in testa) che seguitano a farci orrendi pistolotti sulla necessità di "aprire le porte", di "non generalizzare", di "costruire ponti e non muri".

Siamo privi di autorità politica, perché i nostri politici ci vogliono morti ed estinti nella Grande Sostituzione. Siamo privi di autorità amministrativa, perché i nostri amministratori locali, ci riempiono di tasse e balzelli (le corse agli sportelli in questi giorni frenetici nel quale ci si dovrebbe dedicare ad altro. Ma ecco che spunta la Tasi last minute e l'IMU);  siamo privi di autorità religiosa perché l'attuale "vescovo di Roma" ci vuole miscredenti, apostati, relativisti e nichilisti. Soprattutto catastroficamente postmoderni e secolarizzati. A Genova un prete si rifiuta di fare il presepe dichiarando che si tratta di "favole". E poi perché doveva fare un dispetto a Salvini. Un'alta motivazione teologica, perbacco!

Poi l'aereo russo abbattuto dai turchi e la guerra che in fondo è già in atto (si veda la potente esercitazione militare Trident Juncture della Nato fatta tra ottobre e novembre qui in Italia nel silenzio assordante dei media).  Però tutti i creduloni aspettano Godot: ovvero la III Guerra Mondiale.
Più che strenne, pacchi. E che pacchi!

Avete sentito o letto l'ultima conferenza di fine d'anno di Vladimir Putin davanti alla stampa straniera? Ecco il testo integrale qui , un vero faro nella tempesta, a mio avviso. Forse, l'unica candelina accesa dell'albero di Natale, in mezzo a tanto oscurantismo. Una fiammella è poca cosa ma può squarciare il buio. 
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14 October 2015

Proteste a Berlino contro il TTIP. In Italia si dorme




Una grande folla ha sfilato per le strade di Berlino per opporsi agli sforzi dell'UE di adottare gli accordi bilaterali TTIP, l’Accordo Transatlantico sul Commercio e gli investimenti, e il CETA , l'Accordo Economico e Commerciale Globale tra Ue e Canada, che sollevano molti dubbi. In Italia la stampaglia tace o minimizza l'evento relegato ancora una volta ai trafiletti. Se poi vi prendete la briga di chiedere un po' in giro a colleghi, conoscenti ed amici, alla domanda "Lo sai cos'è il TTIP?" Beh, vi guarderanno allocchiti. Per forza, i canali ufficiali non non cercano minimamente di mettere a fuoco informazioni nel merito. Ma cominciamo a decriptare l'acronimo: TTIP Transatlantic Trade and Investment Partnership. Ovvero Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti.


Cinque treni speciali e 600 autobus sono stati noleggiati per portare i manifestanti, provenienti da tutto il paese, nella capitale dove, a piedi dalla stazione principale, hanno sfilato attraverso il quartiere governativo e il parco Tiergarten.

I manifestanti chiedono di "porre fine ai negoziati con gli Stati Uniti sul TTIP e di non ratificare l'accordo CETA con il Canada." In un comunicato stampa, gli organizzatori dicono di temere che "i due accordi affosseranno i diritti democratici e ridurranno gli standard sociali e democratici".

La protesta è stata organizzata da una larga coalizione di oltre 30 gruppi della società civile, tra cui attivisti ambientali, sociali e culturali e dei sindacati, organizzazioni religiose.

Secondo la Reuters, "l'opposizione al TTIP è cresciuta durante lo scorso anno in Germania, con i critici che temono che il patto consegnerà troppo potere alle grandi multinazionali a scapito dei consumatori e dei lavoratori."  (fonte: L'Antidiplomatico) 



Ma vediamo quali sono i veri rischi quando la stipula di questi accordi "segreti" verrà ratificata: Le CORPORATION potranno far causa a intere nazioni se ritengono che quelle nazioni abbiano legiferato nell’interesse dei loro cittadini, ma non nel loro.

Ciò significa che avremo fitte schiere di multinazionali che possono intentare  cause costosissime contro il nostro Paese (e gli stati membri europei),  in forza di  agguerritissimi collegi di avvocati  di cui dispongono (possono pagarli bene), imponendoci spese di Stato rovinose di fronte alle quali un governo finisce quasi sempre per capitolare,  cambiando la sua legislazione per adattarla a interessi "non nazionali". In altre parole, le lobby private possono piegare paesi sovrani indebitandoli mediante parcelle e sanzioni da capogiro. Il TTIP prevede inoltre che le Corporation possano promuovere queste cause  presso tribunali cosiddetti OFF-SHORE. E cioè al di fuori della comunità europea, dove da veri pirati quali sono,  si trovano  più a loro agio.

Sta crescendo inoltre la preoccupazione  che tali negoziati in Europa possano  favorire gli OGM nell'agroalimentare (Monsanto, Syngenta, Bayer ecc)  e il shale gas (gas d’argille, scisto, vedi il fracking) e minacciare i diritti digitali  del lavoro, rafforzando le multinazionali. Un esempio corrente, relativo ai servizi: orde di tassisti pakistani in mano alle multinazionali dei trasporti. A Uber piace il TTIP e il TISA. 
Inoltre questi trattati sono irreversibili, non saranno più modificabili e  non  si può recedere  da essi in quanto sono sovranazionali. 
Io ho già firmato contro e se ci saranno cortei anche in Italia, non farò mancare la mia presenza, poiché ne va di mezzo la nostra vita, il nostro futuro e la nostra sopravvivenza:  nostra, dei figli e dei nipoti (per chi ne ha). Ormai siamo alla devastazione completa di quel che resta della democrazia. 

Per firma : https://stop-ttip.org/firma  




Altri acronimi della Grande Truffa Mondialista: 

TISA = Trade In Service Agreement, Ovvero Accordo commerciale sui Servizi
TAFTA = Transatlantic Free Trade Area. Ovvero ’Accordo Transatlantico per il Libero Commercio tra gli USA e la EU ha per scopo quello di “proteggere” gli investimenti” e rimuovere le barriere ad essi svantaggiose.
CETA = Accordo Economico e Commerciale Globale tra Ue e Canada.


09 October 2015

Cancelli che riaprono, cancelli che si chiudono




Ogni tanto, una buona notizia. E quando c'è, bisogna darla. Sono talmente poche! Ricordate la vicenda della Faac, la fabbrica dei cancelli dislocata in Bulgaria, del cardinale Caffarra? ne parlai sul post I cancelli del Porporato. Bene, ora sembra che sull'onda dell'indignazione e della riprovazione generale, la ditta di Bergamo riapra i cancelli per reintegrare   quel centinaio di lavoratori a spasso o in cassa integrazione.


Nell'ultima puntata de La Gabbia, ne hanno dato notizia. La filiale di Grassobbio nella Bergamasca è stata fatta acquistare da una ditta straniera che si impegna ad assorbire i lavoratori a spasso. In cambio, la Curia non farà pagare l'affitto dei locali. In qualche modo c'è stata la volontà di porre rimedio, grazie al riscontro  ottenuto dalla citata trasmissione tv. E qui mi tocca aprire una parentesi. Quando i giornalisti alzano per davvero le terga per andare a investigare personalmente, denunciando senza paura le storture, qualcosa di buono può accadere. Grazie a Salvini e alle sue truppe cammellate leghiste alle quali si sono aggiunte anche le famiglie dei licenziati, il quale Salvini ha preso di petto la questione del lavoro per gli stranieri in Bulgaria (la delocazione) e di contro, della disoccupazione per gli italiani, sacrificati all'altare della  globalizzazione proprio da chi avrebbe dovuto avere un occhio di riguardo. I prelati della Curia gli hanno rinfacciato la strumentalizzazione politica, ma  dovrebbero solo vergognarsi per aver intentato questa grande turlupinatura ai danni degli operai. Altro che fare gli schizzinosi sulla "strumentalizzazione". Grazie anche ai blog come L'Ultima Ribattuta.  Più modestamente, al blog della sottoscritta che lo ha rilanciato. Insomma, tutto quanto è  servito a tenere acceso il problema, alla fin fine è servito.


Ma per cancelli che si aprono, o meglio, si riaprono, ce ne sono altri che si chiudono. Non sarà sfuggita la scena del manager di Air France in tv. che scavalca la cancellata a torso nudo con la cravatta al collo, inseguito da una torma di  lavoratori imbufaliti. Vediamo cosa è successo.

Ha avuto una giornata pesante Xavier Broseta, il  cosiddetto "capo delle risorse umane" di Air France. A lui è stato affidato il compito di annunciare ai lavoratori della compagnia il nuovo piano di ristrutturazione aziendale, che prevede ben 2000 e 900 esuberi. I lavoratori erano già in sciopero da quando l'ipotesi era soltanto paventata, ma alla notizia dell'arrivo dei tagli al personale non ci hanno più visto: un gruppo di loro ha fatto irruzione nella sede parigina del gruppo, urlando slogan e chiedendo l'immediata rimessa in discussione della decisione.

Ma le cose non sono andate bene e così il manager è dovuto scappare con tanto di camicia strappata, inseguito da una turba di lavoratori inferociti.  Non so cosa ne pensate voi, ma a mio avviso in Francia è arrivata la giusta ora delle botte da orbi. Marine Le Pen chiama con scherno Hollande  "sig. vice-cancelliere" .  Già perché Budino Hollande è al servizio della Frau Cancelliera e dei piani di ristrutturazione (leggi: licenziamenti di massa e svendita degli impianti) delle migliori realtà industriali francesi. E' solo che da quelle parti sono usi stare un po' più a schiena dritta che da noi.
La solidarietà al manager strattonato è subito arrivata dal premier Manuel Valls che si è detto "scandalizzato" per l'accaduto. "Quello che è successo è inaccettabile e va sanzionato" afferma subito dopo il segretario di stato ai Trasporti, Alain Vidaliès. dalla direzione di Air France hanno annunciato che scatterà la denuncia per "violenze aggravate".

(fonte:   TODAY)

Oh, ma davvero? Bene, allora mettetevi buoni buoni e a cuccia, perché il "Fuck Europe!"  tanto auspicato e voluto dagli Usa (e quando parlo di Europa, parlo di continente europeo e delle sue realtà industriali e non di Ue) non sarà  poi così facile da realizzare. I giorni dell'Ira sono già iniziati e deflagreranno con sempre maggior terribilità. Intanto c'è la foto, di un manager seminudo che se la svigna a gambe levate -  foto che ha fatto il giro del mondo. Di fronte a un bastardo che mette sul lastrico migliaia di lavoratori qualche legnata non poi è la fine del mondo.
Dalla Francia con furore e per rimanere in tema ecco qui il discorso di Marine Le Pen al Parlamento europeo.

A proposito, in Francia i lavoratori delle grandi officine - quelli che votavano a sinistra - hanno fatto armi e bagagli per rivolgersi al Front National di  Mme Le Pen, e a chi parla loro di "antifascismo" e di "resistenza" fanno spallucce e rispondono: "Mon boulot, d'abord" (prima di tutto il mio lavoro). 

Si aspetta analogo risveglio anche da noi. Aspetta e...spera.


17 June 2015

Double face alla francese






C'è del marcio a Ventimiglia. Qualcosa di losco di cui non si capiscono i risvolti nascosti. La sottoscritta ha più volte dichiarato che la Francia fa quello che noi non abbiamo il coraggio di fare: respingere gli immigrati.  Ed è vero. Ma c'è un'altra parte di verità nascoste che va messa in evidenza. Perché tutto queste potenze partecipano al rastrellamento dei mari per "salvare vite", ma poi scaricano tutta la mercanzia umana dall'Africa solo in Italia? Si fa presto Monsieur Hollande e Monsieur Cazeneuve a "lepenizzarsi", nel timore di perdere consensi allorché si  parla apertamente di "quote", ma poi correre ad ubbidire alla Ue, con le vostre navi.
Angela Merkel, mentre è preoccupata del  calo dei consensi,  ci scarica addosso 544 immigrati. Cameron, lo ha appena fatto con la sua Royal Navy. Che cosa è diventata l'Italia per voi? La vostra discarica abusiva? E qual è il vostro piano segreto? Svalorizzarne  e degradarne il territorio per poi comprare il tutto a prezzi stracciati? Magari le casette al mare o le baite sulle Dolomiti?  La Francia ha  già comprato Loro Piana, Parmalat, Bulgari e altre fette di  importante made in Italy, per colpa di farabutti "abusivi" come Monti.
Ora con il Bischero d'Arno, cos'altro ha in mente? Intanto è davvero preoccupante il silenzio della stampa francese sul tema immigrazione: hanno fiumane di  immigrati  che premono alle porte, ma parlano d'altro, perfino del ripristino delle  "serenate" romantiche (fonte La Stampa)

Intendiamoci, quando vedo Half-Ano preso per..l'ano dal duo Cazeneuve e Thomas de Maizière che ridacchiano penso che un imbecille incompetente come il nostro Angelino colabrodo, se lo meriti pure. 
Ma i conti non mi tornano e credo che sotto sotto ci sia un bel po' di ipocrisia, da parte vostra. Intanto le vostre frontiere sono comunque dei colabrodo e i "transitanti" (come chiamano ora gli immigrati in transito) penetrano lo stesso. Qui la pistola fumante su come è facile raggirare il problema alla frontiera a Ventimiglia introducendo furtivamente un par di clandestini  nell'Esagono.  Per non dire di Parigi e di Calais trasformate in vere e proprie tendopoli di immigrati in attesa di imbarcarsi per la GB. Inoltre  ci sono anche "i varchi"  attraverso le Alpi Marittime e il mestiere prossimo venturo, magari per superare la crisi,  sarà quello degli "spalloni" o dei "passeurs".  
Il problema è che non volete svegliare il can che dorme coi vostri cittadini elettori e  non volete far trovare masnade di clandestini tutti in un solo colpo, (come fanno invece in modo brutale, i criminali di casa nostra), nel timore di episodi di ordine pubblico. Ma non siete contrari e fate,  con le vostre dannate navi negriere, comunque parte del piano criminale "paneuropeo".

Bene, una ragione di più per dire FUORI DA QUESTA EUROPA  istigatrice  di  discordie e di divisioni interne tra stati, usuraia, guerrafondaia (le sanzioni contro la Russia) e ora anche "scafista" abusiva nonché  traghettatrice  di clandestini che vuole sbaraccare addosso a  tutti quanti noi.

Ovviamente la madre e il padre di tutti i miei biasimi vanno al governo Renzi che fa mostra di sudditanza psicologica nei confronti degli altri paesi con i quali dovrebbe stare su di un piano di parità e dai quali si lascia  invece schiacciare. Ma così è il personaggio:  sbruffone e arrogante coi deboli, pavido e vigliacco coi più forti.




18 February 2015

Toc! Toc! Il Califfato bussa alla porta


Confesso che quando ho visto in tv le "eccezionali misure di sicurezza" predisposte da Alfano contro il "terrorismo internazionale", per la salvaguardia  degli "obiettivi sensibili", sono stata presa dalla voglia di ridere per non piangere. Ora Roma è presidiata in lungo  e in largo  da un dispiegamento straordinario  di  forze di polizia, mai visto prima d'ora. 
"Abbiamo trovato le risorse e rafforzato il piano strade sicure. Siamo passati dai 3 mila militari previsti dal dl milleproghe fino al 31 marzo, a 4800 militari, che oggi abbiamo deliberato essere in campo per il presidio delle nostre città",   dichiara trionfante  il ministro peggiore della repubblica. Improvvisamente i soldi che prima non c'erano,  adesso ci sono. Siamo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci: miracolo del Califfato. 

Purtroppo è da un pezzo che i tagliagola sono tra di noi, mascherati da "delinquenza comune" o "microcriminalità" come vuole la vulgata: anziani soli in casa torturati,  con le pistole puntate alla tempia e uccisi per poche decine di euro, donne stuprate, intere famiglie derubate e dalle case svaligiate, bambini spaventati nel cuore della notte. Beh, adesso i cittadini possono dormire sogni tranquilli: c'è l'Isis e ora tutto è sotto controllo.   
Intanto i barconi e i gommoni arrivano ancora più gremiti di prima, ma di questo ad Alfano & soci importa poco. Sì, perché  l'Isis prende l'aereo, secondo la vulgata del governo. Palle!
La manovalanza si recluta ovunque: via mare, cielo, terra. E il generale Arpino (che non è l'ultimo arrivato in materia)  ha parlato chiaro: per prendere un aereo occorre registrarsi al check in. Via mare invece, basta pagare lo scafista, buttare via i documenti ed ecco che si ha diritto di passare da profugo. Loro lo sanno, noi fingiamo di non saperlo

Ma vengo al Califfato. O meglio alla sigla Isis. Guarda caso sono tutti degli omaccioni alti e robusti vestiti di nero mascherati come Diabolik. Guarda caso, parlano tutti in perfetto inglese, come inglese è la sigla (Islamic State, che però nasconde anche l'arcano gnostico-esoterico della dea Iside d'Egitto). Sanno usare sapientemente i media mainstream e hanno capito benissimo che con i massacri delle bombe a grappolo o dei droni telecomandati, il cosiddetto "occidente" non si scompone più di tanto, mentre vedere un poveraccio inginocchiato e sgozzato in tuta arancione in riva al mare, si ottengono degli "effetti" veramente "speciali". Che volete mai: siamo degli inguaribili individualisti, anche nell'orrore. Se poi sono un gruppo di cristiani copti e la carneficina è accompagnata dalle immagini di un mare rosso fuoco per il sangue di una cruenta mattanza e per il tramonto, allora quell"l'occidente" che li ha nutriti e foraggiati fino a ieri contro il dittatore Bashar Assad di Siria (dichiarazione della stessa Clinton   ma anche fotografie  di McCain con l'Isis), beh, quell'occidente inorridisce.
Ora Angelino il  Coniglio mannaro corre trafelato alla Farnesina: toc! toc! i tagliagola bussano alla nostra porta e ci minacciano, che facciamo? Cadono ad una ad una le città libiche e ci sono ormai due governi in carica: quello di Tobruk  e quello del Califfo nero. 

Gentiloni fa la prima gaffe e vorrebbe "far partire" subito i soldati. Poi ci ripensa. La Pinotti ieri davanti a Vespa asserisce che abbiamo i migliori e  più esperti soldati del mondo, per un eventuale intervento di terra. Poi ci ripensa. Berlusconi da Cesano Boscone insieme ai vecchi parkinsoniani, è pronto per "l'opzione militare". Ma poi qualcuno dei suoi ci ripensa. Siamo al solito pagliaccesco "qui lo dico e qui lo nego". Tuttalpiù si invoca all'unanimità chi non serve a un tubo: l'ONU.
Salvini dice che prima di sparare un colpo occorre fermare i barconi e bruciare le imbarcazioni. Beato a chi lo ascolta!
L'Isis che conosce bene "l'occidente", perché è un prodotto della globalizzazione "occidentale", minaccia bombe demografiche umanitarie sull'Europa, più di quante non ce ne siano già. Vi piace tanto fare del Bene e siete votati all'accoglienza e al martirio? ora avrete modo di "accogliere".
Il  Prodi redivivo rimpiange il defunto Gheddafi e dice che si doveva far di più per tenercelo e non rimuoverlo. Le tombe  dei cimiteri sono piene di questo monotono "senno del poi", fuori dai tempi massimi.
L'unico che per il momento mostra un po' di coraggio reale è Al Sisi nella sua intervista, dopotutto i copti d'Egitto sono suoi cittadini.
Bergoglio che fino a ieri faceva il Gran Pifferaio magico dei "migranti" a Lampedusa, ora prega in raccoglimento per i martiri copti. Ma come? Non era lo stesso papa che prima chiamava gli islamici "miei cari fratelli musulmani"?

Ah, dimenticavo. Nel caso in cui la Troika volesse un prelievo forzoso sui nostri conti correnti, volesse tagliarci le pensioni, gli stipendi, insomma nel caso di una drastica soluzione cipriota, sarebbero capaci di mandarci qui direttamente il Califfato per dissuaderci da qualche eventuale ribellione anti-Troika.
Eppoi, sapete com'è:  andare  in guerra...aumenta il PIL e favorisce la "ripresa" e la "crescita".

Come al solito, la situazione è grave, gravissima, ma non seria.


10 December 2014

La Coop sei... Lui: George Soros



Leggo su più siti web che George Soros, già condannato in contumacia dalla Malaysia per aver intentato speculazioni fraudolente, già proprietario del fondo speculativo Quantum delle Antille è diventato azionista al 5% della Coop. Beh, che c'è di strano? Soros è un finanziere-filantropo specialista in porte girevoli del potere, in doppi e tripli ruoli, in doppiogiochismi, pertanto è più che naturale che metta lo zampino in una grande holding come la Coop.

Con un tempismo perfetto a pochi giorni dalla nomina di Giuliano Poletti, già presidente di Legacoop a ministro del Lavoro, il finanziere di origini ungheresi, George Soros, ha comprato il 5% di Immobiliare grande distribuzione, diventando il terzo azionista della società, nata dal conferimento di una fetta del patrimonio di Unicoop Tirreno e Coop Adriatica. 

E così il fondo Quantum Strategic Partners, gestito dal Soros Fund Management, ha rilevato tutte le azioni proprie in portafoglio, il 3,15% di Igd. La notizia è stata diffusa ieri ma l’investimento è stato fatto il 28 febbraio, sei giorni dopo che Poletti era diventato ministro. Sempre il 28 Unicoop Tirreno ha venduto al fondo del finanziere l’1,8% del capitale, scendendo dal 14,9% al 13,1%. Primo azionista di Igd resta Coop Adriatica con il 43,5%. (fonte La Stampa del 4/3/2014)

Una piccola radiografia dell'uomo dalle cento vite definito il capo incontrastato dell'"Impero del Male". Nel 1970 fu uno dei co-fondatori del Quantum Fund insieme a Jim Rogers. Il fondo ebbe un rendimento del 3.365% nei successivi 10 anni (42,5% ogni anno per 10 anni), e creò la base della fortuna di Soros. Pare abbia  un acuto interesse per la filosofia, e la sua visione filosofica è influenzata fortemente da Karl Popper, suo insegnante alla London School of Economics (la prestigiosa scuola in odore di massoneria fabiana). Il suo Open Society Institute è stato così chiamato dopo il lavoro in due volumi di Popper. Nel suo libro The Open Society and Its Enemies (La società aperta e i suoi nemici) asserisce:  "Sono un uomo di Stato senza Stato. Nel realismo della geopolitica, ormai gli Stati sono fatti solo di interessi e non di principi. Io allora sono un capo con solo i principi e senza interessi".  
A partire dal 1979, egli ha distribuito 3 milioni di dollari l'anno a movimenti di dissidenti tra i quali il movimento Solidarność in Polonia, Carta 77 in Cecoslovacchia e Andreij Sakharov nell'Unione Sovietica. Nel 1984, egli ha fondato il suo primo Open Society Institute in Ungheria e fatto affluire milioni di dollari per il finanziamento di movimenti di "opposizione e media indipendenti".



Fin dalla caduta dell'Unione Sovietica, il finanziamento da parte di Soros per cause "progressiste e anti-imperialiste" ha continuato ad avere un ruolo importante nei paesi dell'ex blocco sovietico. Il suo finanziamento e organizzazione della Rivoluzione delle Rose in Georgia è stato ritenuto cruciale ai fini del successo della stessa da osservatori sia Russi che Occidentali, nonostante Soros abbia dichiarato che il suo ruolo sia stato "largamente sopravvalutato"(quanta modestia!). Soros traccia una distinzione tra l'essere un operatore nel mercato e il lavorare per cambiare le regole che gli operatori devono seguire. Sembra non avere problemi nel continuare ad adoperarsi per perseguire il suo proprio interesse economico, affiancando a questo un'attività di lobbying tesa ad una drastica revisione del sistema finanziario globale. In risposta alle accuse di essere personalmente responsabile di molteplici disastri finanziari, tra cui quelli di Regno Unito, dell'Italia, dell'Europa dell'Est, della Thailandia e della citata Malaysia, ha dichiarato: "Nella veste di operatore di mercato non mi si richiede di preoccuparmi delle conseguenze delle mie operazioni finanziarie.". Un modo elegante per dire "io sono io e voi non siete un caxxo". 


I suoi critici affermano che Soros eserciti un'irregolare  (?) influenza sui mercati valutari per via del Quantum Fund, il fondo speculativo di investimento privato di sua proprietà. Al pari di molti grandi hedge fund, questo ha sede sociale in un paradiso fiscale, nello specifico Curaçao, nelle Antille olandesi.

In un'apparizione dell'agosto 2004 al Chris Wallace's FOX News Sunday  il portavoce del Parlamento statunitense Dennis Hastert, affermava, "Non conosciamo l'origine del denaro di George Soros. Non sappiamo da dove venga, né dove vada. Se, parte del denaro di Soros viene dall'estero. Potrebbe provenire da traffico di stupefacenti. Non abbiamo idea da dove provenga". (In realtà si sa benissimo che sugli stupefacenti Soros ci lucra).


E da noi in Italia, Soros? Il 30 ottobre 1995 a Bologna gli fu conferita la laurea honoris causa (era al governo la coalizione dell'Ulivo di un Prodi che aspirava già a far parte dell'Ulivo Mondiale). E' stata la servile risposta dei nostri governanti a quella terribile speculazione intentata sulla lira nel 1992.

A Udine di recente, fumogeni e striscioni che criticano la giuria del Premio Terzani per averlo assegnato a George Soros, ovvero al magnate della finanza internazionale ritenuto "reo di avere speculato contro i popoli e a vantaggio del sistema finanziario globale". Questa la protesta inscenata da attivisti di Casa Pound all’esterno del Giovanni da Udine mentre era in corso la cerimonia di premiazione. Ma a parte qualche sporadico petardo, per Soros in Italia ci sono tappeti rossi, tant'è vero che avrebbe voluto comprarsi il Roma (inteso come squadra di calcio), (ma in fondo anche Roma, città che adora). 


All'estero e nel mondo l'operato di Soros sembra quasi l'Impero di Carlo V: non tramonta mai il sole e il suo denaro non dorme mai. Forte è la sua influenza nel governo Poroshenko in Ucraina e nel colpo di stato che ha destituito Yanukovic, come ha egli stesso ammesso alla CNN. Frattanto il governo attuale in Ucraina, diventa, grazie a lui,  un laboratorio di colonizzazione finanziaria :


Il Parlamento di Kiev ha approvato la nomina di un’americana, di un lituano e di un georgiano nella compagine governativa.

Il ministro delle Finanze sarà la statunitense Natalia Jaresko, che è di origine ucraina, amministratore delegato di un fondo di investimenti del gruppo Horizon Capital.

Il portafoglio all'Economia andrà al banchiere lituano Aivaras Abromavicius, partner della società di investimenti East Capital, che ha lavorato in Ucraina negli ultimi 20 anni, dopo aver ricoperto incarichi al Dipartimento di Stato americano.

Infine alla sanità andrà l'ex ministro georgiano Alexander Kvitashvili, che è stato ministro della Salute e del Lavoro nel governo di Tbilisi.

Ai tre nuovi ministri stranieri il presidente Poroshenko ha concesso a tamburo battente la cittadinanza ucraina proprio in vista del loro imminente ingresso nel governo di Kiev. (...)


Sempre in questi  il presidente ucraino Petro Poroshenko ha promesso in parlamento un decreto “per concedere la cittadinanza ucraina agli stranieri che combattono” nel sud-est al fianco delle truppe di Kiev contro i miliziani separatisti e “gli aggressori russi”.  (fonte Sole 24 ore).






E a proposito di Ucraina, mi vengono in mente certe curiose analogie: l'utilizzo dei nazisti al servizio dei cervelloni CIA, delle rivoluzioni in outsourcing e ong sorosiane, laggiù in Americrajana, e l'utilizzo dei "fascisti" in Italia a Roma per  coprire il marcio ultra trentennale "rosso" (da Rutelli a Veltroni) delle coop relative a quell'accoglienza diventata invasione  degli immigrati. C'è  sempre qualche "fascistone" becero e stupidotto che si presta a rendere daltoniche e magari perfino "nere" le operazioni relative all'ingresso dei "migranti" in Italia.
L'immigrazione massiva? Ma come non lo sapevate? E' un fenomeno "fascista" e la sinistra non c'entra. O se c'entra, è solo per fare del Bene agli Italiani, sempre più in miseria e  stranieri in patria. E' sempre per il Bene universale (Common Good) se i reati di furto, scasso, rapine, e occupazioni abusive delle case vengono depenalizzati, per far largo all' "Open Society" dell'insana utopia sorosiana.  Più aperti di così, se more. Oh Yeah!

05 September 2014

Moscerini e Tafazzi


Secondo il governo italiano è severamente vietato farsi gli affari propri. Mentre tutte le altre nazioni gareggiano nel difendere i propri interessi, i nostri politici fremono dalla smania di servire con zelo gli interessi altrui. Non si è ancora insediata nel ruolo di Lady Pesc (un acronimo insopportabile che starebbe a significare Alto Commissario per la Politica Estera e la Sicurezza Comune) che l'insignificante e insulsa Mogherini fa il muso duro a Putin.
Oh povera moscerina cocchiera! Ce lo chiede Lamerica e lei  china  subito il capo rispondendo: "Obbedisco".  Così ha agitato nei confronti del presidente russo una rappresaglia commerciale perfino più estesa di quella finora attuata dagli altri paesi della Ue, passando da un embargo a un blocco  vero e proprio degli scambi esteso a molte imprese e realtà industriali e commerciali.  I paesi Nato sono divisi sulle sanzioni da applicarsi, ma lei non ha dubbi e ha già dichiarato: "Avanti con le sanzioni!".

Sì, avanti tutta a martellarci i testicoli a sangue.  La Russia sta salvaguardando il suo sacrosanto diritto a non allinearsi alle politiche euroatlantiste, tenuto conto  che l'Ucraina ha deciso di entrare in Europa, senz'essere adeguatamente informata di cosa l'aspetta, una volta entrata!
La crisi russo-ucraina s'inserisce in un contesto già molto difficile per il nostro Paese. Orfana del petrolio dalla Siria e dall'Iran, entrambi soggetti a sanzioni internazionali, nel 2011 l'Italia si è ritrovata anche senza il petrolio libico. Prima della rivoluzione e la successiva guerra contro Gheddafi la Libia è stato il nostro storico primo fornitore con una quota del 24% del nostro import petrolifero. Qui sul Sole 24 ore quel che rischia l'Europa e in particolare l'Italia nel settore energia.
Inoltre, sempre secondo i dati del Sole "nel 2013 l'Italia ha esportato verso la Russia beni per 10,8 miliardi di euro, confermandosi il secondo Paese della Ue dopo la Germania, davanti a Polonia, Olanda e Francia nell'interscambio con Mosca".

Ma questa povera ministruccia ansiosa di eseguire diligentemente i compitini, si fa indirettamente ridere dietro perfino dal cantante Albano, il quale  in una sua intervista concessa a Battistini sul Corriere mostra di conoscere la Russia meglio di lei.  Nel leggerla, ho pensato che l'Ugola d'Oro di Cellino S. Marco in confronto a lei sembra quasi un maître à penser.
Miracoli della politica estera renziana, all'insegna del più  acuto e  grave "tafazzismo"!
La verità e che nonostante gli aiuti e le spinte di vari oligarchi come Soros, l'Ucraina ha perso la sua guerra per l'egemonia telecomandata altrove, una guerra sporca fatta di contractor e di bande armate. L'Ucraina non è  nemmeno un vero e proprio Stato ma un crocevia di gasdotti ed una lunga linea di confine tra i due blocchi. Una realtà che sarà dura da accettare per le lobby  e le multinazionali che hanno investito moltissimo in questa tarocca  rivoluzione di Maidan.
La solita Ue degli ascari tace, si allinea, e chissà se a forza di sbatterci la testa, lo capirà che questa che sta ingaggiando, è una causa persa in partenza.


Ma quel che colpisce è la spavalderia della Moscerini quando vuol far vedere che...Lei c'è e batte il suo colpo. Anche se poi si tratta di un patetico petardo solitario.  

26 May 2014

L'Europa s'è desta, l'Italia no

 
 
Se getto uno sguardo ai risultati delle elezioni europee mi sento confortata dal successo di Marine Le Pen che ha dato un salutare scossone alla Francia. Grande donna che ha saputo calamitare perfino i voti degli operai, notoriamente elettorato della sinistra. Mi sento confortata dal successo di altri partiti identitari europei come FPO di Haider in Austria, del   Pvv  di  Geert Wilders in Olanda (che i sondaggi dei soliti diinformatori  davano per morto), del partito autonomista della Catalogna, dell'Ukip in GB, del partito di Fidesz - Unione Civica Ungherese  di Viktor   Orban e di Jobbik, di tanti altri partiti identitari scandinavi,.  Ma l'Italia è in stato comatoso.
Vince inspiegabilmente il partito delle tasse, dei gabellieri, dei "cravattari" che non appena finiranno di festeggiare per il loro 40% di  elettori che li hanno premiati,  sono pronti a strozzianrci di nuove sigle di pesanti decime. Vince il partito dell'invasione migratoria, il partito del matrimonio omosessuale e dello ius soli.

La Lega ridotta a lumicino dalle inchieste giudiziarie precedenti, rimonta fino a diventare la quarta forza, ma la povera Meloni e il suo Fratelli d'Italia non ce la fanno a varcare lo sbarramento del 4%. Grillo non sfonda, ma neppure si può parlare di "sconfitta" come dicono i media. Ma qual  è la causa del successo di Matteuccio da Firenze?

  •  Ha fatto una campagna elettorale da comiziante della prima Repubblica con  un cadeau all'Achille Lauro (gli 80 euro).
  • Ha rubacchiato  i voti "moderati" dei berluscones, il quale B.  ha fatto una campagna elettorale ridicola, lanciando clamorosi assist  a Renzi e stipulando con lui, vergognosi accordi "consociativi".
  • Ha eroso le sue stampelle come Sciolta civica (oggi Sciolta Europea) dalle già esigue percentuali, come pure gli alfaniani e altri cespugli in via d'estinzione.

Nessuno però, in queste ore  conta il grande Partito delle Astensioni con  i veri euroscettici  della situazione che a casa nostra premiano i pretoriani piddioti. Questi ultimi,  che piova che nevichi o che ci siano terremoti, votano e votano SEMPRE. Non c'è nulla di più feroce di un docile gregge!

Il Pd di Renzi (unico caso di successo in Ue insieme al Tsipras della Grecia, sai che coppia!) dovrà comunque vedersela con l'insuccesso  complessivo della sinistra europea in quanto tale.   E le sinistre in Ue sono  sempre state i principali scherani dell'Eurozona, come si è già constatato.

La verità è che tutta Europa si sveglia con i suoi specifici movimenti identitari e sovranisti,  tranne l'Italia, confermando la "blindatura" dell'"antifascismo" ideologico. Poiché è questa la vera causa storica. Noi non potremmo avere un Front National, un Ukip, un  Fidesz di Orban, un Vlaams Belang in Belgio, un FPO austriaco, poiché pesa la "damnatio memoriae" del ventennio fascista e il conseguente ricatto morale che i gendarmi di quella memoria arruolati per l'uopo, si accaniscono a preservare  con ogni mezzo, lecito o illecito che sia. Vale anche per Grillo che resuscita il fantasma di Berlinguer e la teoria del "comunismo che non è stato bene applicato". Una prova concreta?
Le manovre sporche per escludere Forza Nuova dalla competizione elettorale e non farle passare lo sbarramento del 4%..
 Pochi lo vedono, nessuno lo scrive. Io lo scrivo, sperando che rappresenti un ulteriore utile elemento di analisi.

08 November 2013

Lo scippo delle tredicesime




Non sanno come fare a dirci che anche quest'anno le tredicesime degli Italiani saranno erose e  risucchiate dalle tasse. Ce lo chiede l'Europa, naturalmente. Se dovessero non erogarle più e dire chiaro e tondo: "Cari Italiani, quest'anno sarà un Natale da fame, perché le vostre tredicesime ce le teniamo noi, nelle saccocce di Saccomanni", allora e solo allora finalmente il popolo si solleverebbe furiosamente. E invece no. Il trucchetto-scherzetto è sempre quello di  servirsi di sigle e acronimi per giustificare l'estorsione e lo scippo delle tredicesime.
L' Imu prima rata : ve l'abbiamo abbuonata quest'estate, ma ora dovrete rendercela. E pure  con gli interessi; più Tares, Tarsu, Trise, Tasi e Tari e altre porcherie che iniziano con T.
T come Troika.

Lo avete sentito Olli Rehn? ...Lancia seri dubbi sulla possibilità che quest'anno l'Italia blocchi il deficit al 3%. Per centrarlo è opportuno che tutte le misure previste dal governo siano applicate alla virgola. All'appello, però, mancano 600 milioni attesi dalla sanatoria per i gestori delle slot machine (ne entreranno, 235); 600 milioni dal blocco delle spese discrezionali dei ministeri; ma soprattutto c'è incertezza sul gettito della seconda rata dell'Imu sulla prima casa.
 No, gli Italiani  non l'hanno sentito: sono troppo occupati a guardare i partitucoli che non contano più un tubo, mentre litigano in tv  tra di loro (seduti a destra, seduti a sinistra, col falso conduttore super partes che finge di stare nel mezzo). Ebbene, se invece di perdere tempo ad ascoltare questa  piccionaia di futili  minus habentes, qualcuno si fosse preso la briga di ascoltare Olli Rehn, avrebbe capito che più sborsiamo e meno questi eurocrati criminali sono sazi e contenti. Non basta mai....non basta mai...Ancora, ancora...
E se per caso, si dovesse trovare quella famosa "copertura" della fatidica e ormai ridicola prima rata IMU, state certi che ci sarà uno "scoperto" di non so quante altre tasse nascoste sotto altre sigle cui dovremo far fronte.  Sicché questo è il solito gioco delle tre tavolette. Anzi, cinque tavolette, visto il numero di tasse che iniziano per T.
Poi tornerà Olli Rehn, Van Rompuy, la Culona criminale e tutto il caravanserraglio eurobabbeo a scuotere la testa,  e ad aprire nuove procedure di infrazione contro di noi (sui rifiuti, sulle galere esorbitanti, sui delfini negli acquari non a norma, sulla Nutella troppo grassa, sulle api nelle arnie, le mosche,  le zanzare e chissà quale altro demonio...). Non basta mai a questi criminali della Troika.
 Di quel  3%,   che ci soffoca e ci sospinge nel baratro, si muore.



A' la lanterne les eurocrates! E quando penzoleranno dai lampioni, nessuno avrà pietà di loro.
Già in Bretagna  i contadini con in testa i berretti rossi (les bonnets rouges) del 1675, si rifiutano di pagare l'ecotassa agricola. Nel 1675, gli agricoltori brettoni legiferarono e stabilirono un codice contadino  di varie leggi riguardanti, in particolare, l'abolizione dell'ordine feudale.
Molti anni dopo, nel 2013, i manifestanti brettoni scandiscono uno slogan significativo: "vivere, decidere e lavorare nel Paese".
Non sarà una semplice jacquerie, ma l'inizio di rivolte anti-Ue che incendieranno la Francia. Hollande (e non solo lui)  ne teme già l'effetto domino.
Berretto rosso di sera, bel tempo si spera...

05 July 2013

Mummie nostrane e golpe d'Egitto





Niente è più immutabile del Nilo, eppure scorre. In Egitto si passa dalle Autocrazie militari alle Teocrazie islamiche, e ora da questa alla ritrovata Autocrazia dei militari. Mohammed Morse è finito in galera, piantonato dai militari. Il giudice  Adli Mansour giura  fedeltà al governo, al posto suo. Ovviamente la piazza esulta, si agita, ulula alla maniera beduina con la lingua che vibra contro il palato,  ma la manina che la dirige da lontano è sempre la stessa: quella che pretende esportare "la democrazia". Che è un po' come l'Araba-Fenice, che ci sia ognun lo dice...
Ma mentre in Egitto infuria un golpe per "acclamazione popolare" (il che è perlomeno un'antinomia) , è il caso di ricordarci che  anche noi abbiamo i nostri  faraoni Tutankamon che manovrano al di là della costituzione, lo straccio più vilipeso del pianeta. O meglio, Mummie, ma di quelle feroci da film horror del filone archeologico-fantascientifico; di quei  film che han sempre un immancabile sequel: il Ritorno. E questa Mummia dispotica chiamasi Giorgio Napolitano. E' estate, e i colpetti di stato (oltre a quelli di sole),vanno sempre messi in conto. Ecco l'ultimo raggiro...napoletano sugli F35 nell'articolo di Gianni Petrosillo dal blog  Conflitti e strategie. 
Nel frattempo, ecco un'altra perlina estiva  dell'ultima ora: l'FMI ci consiglia (leggi: ci ordina) di non abolire l'IMU. Ce lo chiede la Lagarde, un'altra Mummia rinsecchita.

Ma quale Golpe d’Egitto! Certo, ci troviamo di fronte ad eventi epocali, in un’area caldissima e strategica per i futuri assetti internazionali come il Mediterraneo orientale. Tuttavia, occorrerebbe pensare con maggiore preoccupazione ai colpetti di stato  di casa nostra.
Quest’ultimi dovrebbero suscitare più ampia indignazione – in quanto attuati in un sistema di sedicente democrazia dove il popolo con i suoi rappresentati eletti sarebbe, almeno sulla carta, ancora sovrano – dei carrarmati  dispiegati di fronte alle Piramidi. Del resto, lì sono abituati alle messinscene allestite dai soliti registi statunitensi che fanno e disfano a loro piacimento. Morsi e rimorsi storici camuffati da rivoluzioni colorite più che colorate, a seconda delle esigenze del Presidente di turno (se non è bianco è nero, così come se non è zuppa è pan bagnato comunque nel sangue altrui) e delle urgenze geopolitiche mondiali.
Ma c’è un’altra piramide, questa volta di potere, dinanzi alla quale si può soltanto rabbrividire.  Non si trova lungo le Rive del Nilo ma sulle sponde del Tevere, nella ex città eterna dove eterni sono ormai unicamente i Capi di stato.  Come Il neo faraone della Repubblica, autoproclamatosi tale dopo aver ufficialmente esautorato il Parlamento che, a suo dire, non avrebbe nessuna competenza in questioni centrali per la vita istituzionale, come l’acquisto dei velivoli da combattimento F35, fortemente voluti dalla Nato e dai suoi Alleati.
L’Italia ripudia se stessa, altro che la guerra! Non che ci interessi molto, non essendo noi né pacifisti, né innamorati della carta più logora e calpestata che si sia mai vista in un Paese cosiddetto “civile”, ma teniamo a precisarlo a quanti, in questi anni d’infervoramento legalistico e giustizialistico, si sono stretti intorno a presunti  padri della patria, i quali sventolavano le insegne della Costituzione per affossarla meglio. Bene, adesso che Ramsete il Grande vi ha confermato che il Parlamento non conta niente, ed evidentemente anche chi lo elegge, perché lui è lui e voi non siete lui, come la prenderete? Non so come la prenderete ma posso immaginare dove ancora lo prenderemo tutti.