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21 August 2018

Propaganda mondialista del duo Benetton-Toscani

Benetton come Chaplin ne Il Grande Dittatore, ma con gli United Colors sottobraccio.

La chiamano già "pubblicità regresso", perché non si limita a promuovere merci da acquistare, ma veicola attraverso i messaggi visivi-choc, una pericolosa propaganda di diretta emanazione della famigerata Agenda NWO. Sto parlando di Oliviero Toscani, uomo spregiudicato al limite della costante provocazione visiva   a libro paga presso i signorotti di Treviso, azionisti di Atlantia (Autostrade per l'Italia), la cui mostra  in corso a Genova (guarda caso)  è stata boicottata dai genovesi indignati e giustamente arrabbiati dopo la tragedia del Ponte Morandi.  Ricordo la sua invettiva sugli Italiani che sarebbero un popolo cattivo.
Secondo lui il popolo italiano è "frustrato" e "infelice": "Da fotografo e da uomo immagine - aggiunge - posso dire proprio questo: siamo un popolo di infelici, incattiviti. Ce l’abbiamo con la nostra condizione, secondo me è per una colpa nostra. Ma allora prendiamoci a sberle per strada, sarebbe più sano a questo punto. Che popolo cattivo… E non dico solo quello italiano, l’umanità. Ce l’abbiamo con tutti…" (intervista Corsera).
E così scopriamo che Toscani (foto sotto) ha anche la vocazione del Savonarola: tutto da bruciare, tranne le sue immagini fotografiche.


 Prima che la tragedia  genovese finisca in terza o quarta pagina, sbiadita  e già in dissolvenza in forza di altre sciagure (terremoti, bombe d'acqua, alluvioni) pronte a sovrapporsi,  è bene non dimenticare che i magliettari della premiata ditta Benetton (oggi Maletton) non saranno forse riusciti a promuovere un marchio di qualità tessile (è fuffa che dura da Natale a Santo Stefano  e le materie prime come lino e cotone non sono di buona qualità), ma si sono fatti conoscere per il mondo, grazie alla pubblicità ridondante, scandalistica e chiassosa di Toscani del quale la sottoscritta ebbe ad occuparsene in tempi non ancora sospetti nel lontano 2008 a causa di una disgustosa pubblicità apparsa sul rotocalco "Donna Moderna", legata al "gender": con la scusa di  fare una campagna sulla violenze contro lo donne, non ha trovato nulla di meglio che fare scempio dell'infanzia, inchiodandola a un destino atroce. Un bambinetto si chiama Mario, e vi compare nudo con la scritta "carnefice": certo è un maschietto e può compiere un "femminicidio" (lo chiamano così). Una bambina si chiama Anna ovvero "vittima". Certo è nata femminuccia è può essere violentata o ammazzata.  Entrambi coi corpicini nudi e sansebastianizzati da una pubblicità indecente: la sua. Ovviamente ci fu una pioggia di lettere di protesta  per richiedere l'intervento dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria  con sede in Via Larga 15 - 20122 MI.

https://sauraplesio.blogspot.com/2008/03/oliviero-toscani-gi-le-mani-dai-bambini.html

In quel caso, la "carta di Treviso" sui minori non funzionò e i bimbi  - chissà perché - non vennero nemmeno schermati.
E comunque ecco un'antologia di immagini da lasciare ammutoliti. Il lupo Toscani perde il pelo, ma non il vizio e le querele gli servono per accrescere la fama.
A proposito di lupi, ecco il  Lupo e l'Agnello che secondo il Toscanipensiero, trovano una pacifica coesistenza, nonostante i diversi colori e razze. Oh Yeah!
I cuori battono nonostante la differenza di colori. Scene da macelleria, più che messaggio salvifico come avrebbe voluto il fotografo.
Migrazione è bello se vestono Benetton. Dopotutto gli stracci non si negano a nessuno
Non è vero che solo gli immigrati delinquono - ci racconta Toscani - in galera ci vanno tanto i bianchi che i neri. Ecco la famosa foto di "insieme in manette".

 Questa caro Toscani, è talmente volgare e disgustosa che non la vorrebbe nemmeno uno stalliere all'ippodromo. Ma tu nella volgarità ci sei sempre vissuto e campato. Anzi, ti frutta soldi.

Il meraviglioso mondo di Toscani-Benetton non vuole guerre di religione ed è per  il Pensiero religioso Unico. Se poi c'è l'Ammore....

Ognuno è come si sente. E tutti hanno il diritto di essere daltonici. Le razze non esistono e i colori nemmeno.
Angioletti bianchi e diavoletti neri, vanno educati fin dall'infanzia ad amarsi.

Meticciato è bello e occorre incoraggiare i matrimoni misti. Ce lo dice United Colors of Benetton.



Non poteva mancare il bacio Lesbo. Dopotutto si deve vendere anche a loro.

Concludendo: boicottare la mostra del prezzolato di Benetton. Se proprio non resistete alla tentazione di una mostra fotografica, fate dei selfie al vostro gatto. O prendete vostro zio, mettetegli  un saio da frate, una penna d'oca in mano e fate un clic mentre finge di scrivere su un'antica pergamena.

Intanto a Fiumicino ricordano l'uomo dal mappamondo colorato sottobraccio. 
BenettOFF amigo!  Il tuo tempo è scaduto.


16 August 2018

La fragile Superba e l'United Colors of Autostrade



Immancabile e fatale, ormai nel nostro calendario italiano, la tragedia dell'estate. Questa volta è toccato a Ferragosto, un ferragosto insanguinato dal crollo del ponte Morandi di Genova. Innanzitutto la nostra commozione e  vicinanza alle vittime e ai loro parenti del crollo del ponte  divenuto in breve tempo un simbolo di sogni spezzati. Anche il camion e il camionista che si ferma a pochi metri dal precipizio assume un grande valore metaforico non solo genovese ma italiano. Si parla di 39 decessi e una ventina di dispersi, ma in queste ore potrebbero aumentare.  Meglio di me, le parole giuste sulla "fragile Superba" che troppo spesso si compiace di glorie passate ma è incapace di garantire a sé stessa e ai suoi cittadini, un vero futuro,  le ha trovate il genovese  Roberto Pecchioli nel suo bel pezzo "Ponte Morandi.

Clientelismo sfacciato, una politica da curatori fallimentari o da necrofori, la grande bruttezza che ha sfigurato il mare e la collina, interi quartieri indegni di una nazione civile. (...)  E ancora:

Una tragedia italiana, metafora e paradigma di una decadenza iniziata giusto pochi anni dopo la trionfale inaugurazione del ponte. Una città, Genova, che ha anticipato storicamente eventi di portata nazionale. I primi a volere l’unificazione della Patria, i primi nell’industria e nel commercio, ma poi i pionieri della denatalità, del degrado dei centri storici (con Genova, Ventimiglia), della deindustrializzazione, i settentrionali assistiti quasi quanto certe aree del Sud, l’arretratezza delle infrastrutture, i giovani che scappano. Fummo anche tra i primi ad affidarci politicamente alla sinistra, quando ancora le cose andavano bene. Si trattava di una sinistra in gran parte comunista, astiosa, dogmatica, chiusa, testarda. Nessun paragone con le classi dirigenti delle tradizionali regioni rosse, più pragmatiche dei plumbei apparatchik liguri.

Niente di più vero e come ligure posso testimoniarlo anch'io. Genova, la Val Polcevera, la zona cantieristica portuale, rassomigliano ai cantieri di Danzica e di Stettino dopo la caduta del realsocialismo: ovvero degli inquietanti fantasmi  fatti di ferrivecchi in dismissione permanente. Sappiamo bene che il capoluogo ligure non è solo questo e che racchiude dei veri e propri gioielli nelle ridenti  località del Levante e del Ponente di quelle due Riviere collegate  proprio dal ponte che chiamano per scherzo di "il ponte di Brooklyn", e che la fragile Superba nasconde tante altre perle di quella che fu una gloriosa repubblica marinara. Ma Pecchioli ha ragione da vendere quando asserisce: "Hanno regnato su un giardino e lo hanno trasformato in cimitero".
L'essere stata l'ultimo irriducibile feudo rosso, l'ultima roccaforte comunista e postcomunista a crollare, non ha portato fortuna alla città per tutto il lungo tempo che è stata soggiogata e privata di ogni slancio. Troppo a lungo.

Vengo ora alla questione delle dichiarazioni di Di Maio, Toninelli, Salvini e Conte che molti hanno criticato e giudicato "inopportune" "intempestive". "irriguardose" (ci sono i morti) e "polemiche". Che cosa dovevano aspettare, di grazia? Che la magistratura facesse luce 10  o 20 anni dopo? Di che si lamentano i Mentana e le varie  presstitute? Si ricordano  (e ci ricordano)  che siamo in uno stato di diritto solo dopo le indagini e che il governo deve rimanere inerte?  Mi riferisco alla sua affermazione:"In uno stato di diritto di fronte a una sciagura si accertano le cause, si verificano le responsabilità civili e penali, si agisce in giustizia e poi si prendono le decisioni conseguenti."
E allora la politica deve ancora una volta essere messa in mora dalla cosiddetta "giustizia" rimanendo ferma  lì, a girarsi i pollici, aspettando Godot? Aspettano forse che ci sia una nuova nebulosa Ustica? 

Non una lacrima, né una buona parola per le vittime, né una prova di umanità da parte della Società Autostrade per l'Italia che fa a capo all'impero di Treviso dei Benetton e che è responsabile del viadotto crollato. Non solo, ma in queste ore arrivano pure le minacce che in caso di STOP  alle concessioni, ci sarebbero pesantissime penali da pagare. Lo ha ribadito - guarda caso - anche Tajani ierisera in tv, con aria minacciosa, il quale si è associato ai corifei dei cantori delle "grandi opere" da difendere ad ogni costo. E intanto,  le ambulanze che vanno e vengono dal Ponte diroccato agli ospedali genovesi e liguri, pagano in queste ore  tanto di  pedaggio ai signori dell'Atlantia, società scalata in Borsa con sede fiscale in Lussemburgo che anche se adesso subisce il crollo in Piazza Affari, ha realizzato fior di profitti sulla pelle dei cittadini. 


Molte cose restano da chiarire. Perché ad esempio ogni anno la loro società ottiene dal Ministero dei Trasporti, l'opportunità di aumentare abbondantemente i pedaggi autostradali anche se non fa gli investimenti  di restauro e  di messa in sicurezza previsti?  Ricordo oltretutto che le tratte  autostradali che collegano la Liguria al Nord sono le più care d'Italia. Solo per fare un esempio un Milano-La Spezia passando per la Cisa (altra autostrada in perenne restauro, lavori in corso e piena di viadotti) si pagano 23 euro.  E' un meccanismo perverso: noi paghiamo sempre di più, dato che ogni passaggio al casello è un salasso garantito, e i nostri soldi finiscono nelle casse di quegli azionisti che hanno vinto la Lotteria di concessioni elargite da D'Alema e  Prodi nel 1999, alla famiglia Benetton. E' evidente che gli atti con relative clausole di queste concessioni devono essere subito desecretati e che il governo intenda vederci chiaro. Così,  come vogliono vederci chiaro tutti gli Italiani. 

Il re Luciano  ora è nudo più che mai. E forse, al capolinea

C'era una volta l'industria tessile Benetton delle T-shirt colorate con pubblicità provocatorie, immigrazioniste e buoniste di Oliviero Toscani, il quale in queste ore, riceve la giusta dose di scherno sui social per i suoi "beretti rossi" e le sue lacrimucce pro immigrati. Nessun Berretto rosso per le vittime del crollo del viadotto? 
Ora l'impero trevigiano (Benetton ha anche i suoi aculei ne "Il Gazzettino Veneto"  e nell'editoria) si basa tutto sull'asfalto, i calcestruzzi, i pedaggi autostradali. C'est plus facile. Lo stato (con rinnovo del precedente governo Renzi-Gentiloni con un  Del Rio ai Trasporti) ha dato in concessione ai pingui signorotti di Treviso, quella che viene considerata una vera e propria gallina dalle uova d'oro: una rete autostradale  con due miliardi di transiti al casello all'anno e che ora controlla pure il monopolio Telepass: una lotteria per loro, un incubo per noi.


11 August 2018

Cani vegani e altre mutazioni



Post di cazzeggio agostano. Non parlerò di meteo e di Italia "divisa in due" tra afa e alluvioni, perché ci pensano già i media a bombardarci con queste banalità. Basta però guardarsi in giro e osservare i vari tipi da spiaggia, per notare che un certo abbigliamento (si fa per dire) ormai non è più relegato ai litorali. Ora la moda del bagnino a torso nudo, pantaloncini e ciabatte invade anche le nostre città e non c'è più differenza fra lo smutandamento spiaggiaiolo e quello urbano.  Sarà il caldo. Ma non è tutto.
Intanto è diventato obbligatorio avere almeno un paio di cani per famiglia. Meglio se tre. Li avete mai visti in queste giornate afose, nelle località turistiche,  tirare trafelati i tre guinzagli con la lingua di fuori, incrociarsi e osservare che i loro padroni annaspano dietro di loro, inciampano con una gamba aggrovigliata al filo, perdendo l'immancabile ciabatta infradito? Mi informano che in un condominio lussuoso di una città del Nord-ovest della Lombardia fronte lago, ci sono almeno 17 cani su 30 appartamenti. E qualcuno di questi è diventato isterico, pertanto è stato mandato in psicoterapia. Avete mai sentito dire che il cane notoriamente carnivoro ora si sta adattando alla bistecca di soia? Esiste già una linea alimentare Pet-Veg, pronta per la bisogna. Ho sentito con le mie orecchie durante una conversazione tra vegani: "La mia Virginia ora si sta adattando alla dieta vegana". E lì per lì pensavo parlasse della figlia piccola, invece ho scoperto che è il nome della cagnolina di razza chiuahua. E così si scopre che Ambra, Erminia, Virginia, Ettore e Stefano non sono i nomi dei figli né nipoti, ma di cani. 

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Passiamo dai cani ai nipoti. Una mia vicina di casa ha un paio di nipotini gemelli molto carini, ma - ahimé - si lamenta perché non vengono mai a trovarla. I due neo-nonni 60enni (lei e il marito) possiedono una bella casetta attorniata di verde con giardino, ma se vogliono vedere i nipoti, devono recarsi a casa del figlio, il quale ha sposato una vegana. Vegana lei, vegano lui e veganini i gemelli che non possono scorrazzare a piacimento nell'orto dei nonni, perché questi potrebbero dar loro un dolcetto non adeguato. Vietata la caramella o il cioccolatino; meno che mai, pane e prosciutto a merenda, e nemmeno il classico pane, burro e marmellata. Ai due veganini è consentito giocare solo nel loro giardino sotto l'occhio vigile dei genitori-sentinella che non si fanno scrupolo di strappare ai nonni degli affetti importanti come i nipotini. E i nonni di buon grado si adattano a questa trasferta temporanea di baby-sitter a ore sotto il controllo e la supervisione dei figli vegani. Non sia mai che i nonni corrompano "l'arianesimo vegano" della loro alimentazione. 


 


Uccellacci e uccellini.
Fino a poco tempo fa, i gabbiani si nutrivano di pesce. Ora invece con l'antropizzazione  e la cementificazione delle città di mare e dei borghi marini, i gabbiani preferiscono servirsi direttamente dai cassonetti della spazzatura, dai rifiuti dentro sacchi neri che bucano col becco, cibarsi di avanzi di frutta e verdura lasciati ai mercati ortofrutticoli; ma soprattutto mostrano di apprezzare brioche, focacce e pezzi di pane gettati con generosità da turisti e bagnanti. Adesso, però,  i gabbiani urbanizzati si stanno allargando a dismisura con invadenza e aggressività inaudita fino a diventare "gabbiani killer": se vedono un bimbo piccolo mangiare un pezzo di focaccia, lo aggrediscono con quel becco fatto a rostro, nel tentativo di portargliela via. Ho assistito ad analoga aggressione di uno spaventoso gabbiano alla Hitchcock che è venuto giù in picchiata cercando di beccare in testa un'anziana signora in procinto di mangiare la focaccia. Chi rende i gabbiani da predatori di pesce a predatori di uomini con annessi carboidrati? Dei poveri deficienti animalisti, manco a dirlo. Ne conosco una, modello Vispa Teresa che, non paga di averci tre gatti  in appartamento (con relative puzzolenti lettiere) ora ha adottato un gabbiano che viene a rosicchiare i croccantini dei  gatti.
Morale: lei, il marito e la figlia non possono più servirsi del terrazzino fronte mare per mangiare fuori all'aperto perché arrivano i gabbiani a servirsi direttamente gli spaghetti dal piatto. Ma cos'ha certa gente al posto del cervello? Inutile farla ragionare.

La Vispa Teresa in questione, anziché preoccuparsi dell' indebita intrusione, se la ride compiaciuta delle prodezze del volatile e con aria un po' ebete mi indica estasiata la "strana coppia", facendo le relative presentazioni: "Questa è la Gabbianella e quest'altro è il Gatto che le insegnò a volare". Uhmm...quanta fiabesca poesia! 
I due, secondo lei, avrebbero già fatto amicizia. Finché un giorno il gabbiano ha finito, straziando a colpi di becco, uno dei suoi gatti che si era ammalato e che osava mangiare i suoi croccantini nella ciotola vicina alla sua. Fine dell'amicizia, un po' come quelle che nascono su Facebook coi bimbominkia, pronti a ritirartela se appena non la pensi come loro.



La mutazione dei gabbiani focacciari e da Kit e Kat, mi ricorda un documentario girato in  India visto alla tv, dove un intero villaggio di Sultanpur era sotto l'invasione dei macachi. Macachi nelle case, sui frigoriferi, sulle televisioni, sui tavoli, a letto, in bagno,aggrappati ai fili dell'elettricità, macachi aggressivi che ti strappano le orecchie ecc. Peggio della Città delle scimmie del Libro della Giungla di Kipling, nella quale Mowgli venne rapito. Un indiano dalla barba folta e lunga, probabile santone induista, afferma con aria ieratica in tv a chi lo intervista.: "Eh sì, i macachi sono stati emarginati da noi indiani, li abbiamo sempre trattati male, confinandoli nella giungla, gliel'abbiamo deforestata e ora giustamente si stanno vendicando". E' l'ora del macaco, bisogna aver pazienza.
Vi dice niente la storiella delle scimmie "emarginate" che ora si devono vendicare? A quanto pare, anche i macachi hanno il loro orgoglio... Presto nascerà una lega mondiale per la protezione e per i Diritti del Macaco, del Gabbiano focacciaro e del Cane Vegano. 



07 August 2018

Mattarella e i falsi account



Troll o non troll? Pare che la Bufala cosmica, o meglio, la bufala dell'estate italiota sui troll russi contro Mattarella si stia sgonfiando a favore di falsi account made in Italy. La pista dei Troll provenienti dalla Steppa, che ha agitato i media in queste torride giornate, per il momento è stata accantonata. Ma l' informazione di regime non mira tanto a convincere di fatti reali ed oggettivi realmente avvenuti, quanto a rilasciare impressioni, emozioni. Se anche arriva la smentita, qualcosa di quell'impressione deve restare. Come canta una certa aria rossiniana "la Calunnia è un venticello..."
...e produce un'esplosione/come un colpo di cannone


La regia dietro le accuse alla Russia per aver "manipolato" le elezioni in Usa, Brexit e Italia e' la stessa. La sceneggiatura pure. L'idra dalle cento teste dell'elite globalista combatte con questi metodi contro la democrazia, contro il riavvicinamento eventuale della Russia all'Europa, e contro chi osa intralciare i loro progetti sul mondo occidentale. Anche l'Italia scaturita dalle elezioni del 4 marzo non poteva, pertanto,  essere risparmiata.
La faccenda è orma nota: nella notte tra il 27 ed il 28 Maggio, in concomitanza del NO di Mattarella alla nomina di Paolo Savona al ministero dell'economia e finanze, su Twitter si attivano alcune centinaia di account che, al grido-hashtag di #MattarellaDimettiti, attaccano il Presidente della Repubblica chiedendone le dimissioni. Account che sembrano esser parte di un’operazione concertata e proveniente da un’unica fonte: la Santa Madre Russia. Sarà, ma tra quelli che in quei giorni avrebbero voluto le dimissioni di Mattarella c'eravamo tutti noi e ci stava pure la sottoscritta.

Qualcuno ha già scritto che Napolitano servì a far dimettere nel 2011 il capo di un governo legittimamente eletto con una cospicua maggioranza di voti. Mattarella invece passerà alla storia per aver tentato di non farlo nemmeno nascere, ad onta dei risultati degli Italiani. E difatti era già pronto il "tecnico" Cottarelli.
Niente di più vero. Per chi vuole saperne di più sul piano tecnico-informatico sul cosiddetto tweetstorm (letteralmente, tempesta dei cinguettii, un ossimoro surreale) consiglio di leggere questo pezzo da L'Inkiesta.

Viene da parafrasare un'esilarante battuta di Crozza (la disse all'indirizzo di Grillo) : il mondo va a tr... ma Mattarella e il suo staff del Quirinale pensa solo ai troll. In ogni caso, lo staff quirinalizio non perde tempo e prende di mira Claudio Messora, sa chi è e cosa fa (il dossieraggio su Byoblu, il suo sito), criminalizza il dissenso trasformando i cittadini in potenziali terroristi. Saremo tutti schedati? A quanto pare molti lo sono già...

Ma andiamo avanti. Prima, dicevo che c'erano i Troll venuti dal Freddo delle Steppe, poi si pensò di parlare di trollame italiano con falsi account che avrebbero creato un algoritmo. Alla fine,  questi  "fake" chi sarebbero?  Guarda caso, tutti leghisti e pentastellati, che avrebbero creato falsi account tanto per fare numero intimidatorio contro il Grande Canuto del Colle. La sinistra non vuole ammettere che sta per essere eliminata a livello planetario e non sa più a cosa  attaccarsi e cosa inventare. Una cosa è certa: non si rassegna a perdere. Pertanto chi dissente e si oppone al PD e ai poteri che lo sostengono è un terrorista o un hacker o tutti e due le cose.   Ecco bell'e fatta l'equazione. Poi certo, arrivano le testate "ammiraglie" come il CorServa a dare una parvenza di legittimità "tecnica" con dovizia di dettagli, al tutto. 

"Sono i falsi profili sui quali indaga la Procura di Roma per scoprire chi abbia pianificato e attuato la   politica contro il capo dello Stato dopo il suo rifiuto a nominare ministro dell’Economia Paolo Savona. procura ipotizza i reati di offese al Capo dello Stato e sostituzione di persona. Oggi ne parlerà al Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, il direttore del Dis Alessandro Pansa. La sua audizione era stata programmata da tempo per un aggiornamento sui temi più caldi — immigrazione, terrorismo internazionale, controllo dei siti strategici, eventuali interferenze sull’economia — ma tre giorni fa si è deciso di ampliare l’ordine del giorno".

(Fonte: la solita Fiorenza Sarzanini, ovvero la voce delle Procure ad uso Corriere).

We don't need no Education
Ma voglio fare un mio controcanto personale alla vulgata in corso. Ben pochi media ad eccezione del pool dei reporter Gli Occhi della Guerra, riportano la notizia che la Russia sta dando ospitalità a 15.000 boeri in fuga dal razzismo dei neri sudafricani. Non si può dire? Non si può scrivere? Chi ha la pelle nera è sempre automaticamente una vittima?

In fuga da violenze e odio razziale. Sono migliaia i boeri, gli agricoltori sudafricani discendenti dai coloni inglesi, olandesi, tedeschi e francesi, che stanno lasciando le proprie terre per sfuggire alle persecuzioni.Ad accoglierli a braccia aperte non ci sono più i Paesi occidentali, ma la Russia di Vladimir Putin. Per ora 30 famiglie sono già arrivate nella regione di Stavropol. Sono solo una piccola porzione dei 15mila afrikaner che stanno programmando di emigrare in Russia. Un vero e proprio esodo, scatenato dalla decisione del neo presidente sudafricano Cyril Ramaphosa di espropriare i terreni dei bianchi e restituirli alla popolazione nera.

Ovvio, quando è il padrone a mordere il cane, la cosa non fa notizia.

01 August 2018

La fine di Farsa Italia



Forza Italia si è impantanata nella sua Caporetto. Sapevamo che Berlusconi è un meschino vendicativo che non cede e non molla mai nulla, ma forse non tutti pensavano raggiungesse questi livelli infimi. La bocciatura di Marcello Foa alla presidenza della Rai, un giornalista che proviene dal suo Giornale reca qualcosa di incomprensibile ai più. Eppure psicologicamente lo si capisce:


  1. Quella nomina è stata fatta da un atto congiunto Lega-5 stelle, pertanto Foa è apparso  fin da subito un candidato sovranista e "populista" (due parole che fanno paura) .
  2. Foa ha lasciato il Giornale nel 2011 diventando direttore del Corriere del Ticino e di Timedia prima poi trasformatasi in Società Editrice del Corriere del Ticino SA  , ha collaborazioni universitarie in proprio. Insomma, è uno che se il Berlusca  avesse dovuto fargli delle pressioni, poteva respingerle garbatamente (come è nel suo stile) al mittente. Non è poco. Ovvio che FI e il suo Patròn gli abbiano mosso guerra fin da subito: l'uomo che studia la manipolazione dei media (gli spin doctor), non era un soggetto  facilmente manipolabile. 
  3. L'aver dichiarato, da parte di Foa,  che avrebbe voluto riportare l'azienda RAI agli "antichi splendori" ha fatto uscire di senno il vecchio magnate palazzinaro, il quale non ha mai usato le sue reti per fare cultura, per accrescere il livello intellettivo dei telespettatori, facendo da contrappeso al controllo ideologico-culturale della sinistra, ma ha sempre e solo badato alle entrature economiche. Meglio per lui un soporifero e velinaro Mario Orfeo ex del Mattino di Napoli. Inoltre da Vespa trovava sempre qualche tappetino e stuoino, pronto ad onorare il suo passaggio, una poltroncina nella quale accomodarsi e qualche intervista in ginocchio, tra una scampanellata e l'altra. 


Berlusconi è uno che non si rassegna MAI a pensare che non tutto è in vendita. Per lui che possiede un'anima mercantile, tutto si compra e tutto si vende, anche l'Impossibile.  Con Montanelli gli andò male, perché Indro non sopportava le sue continue pressanti intrusioni (B. andava perfino giù in tipografia a controllare le copie invendute del giornale). Nonostante io non abbia la bolla di cristallo, non è difficile prevedere  che l'affaire Foa peserà come un macigno su di lui e sul suo partito che chiamarlo di "plastica" (come faceva il Pd) oggi è perfino poco. Purtroppo è il partito dell'Eurocrazia, dei massoni alla Barroso, alla Merkel e alla Tajani, esattamente come il PD.
Salvini ha commesso due errori di ingenuità: il primo di aver messo la Casellati, una magistrata di FI, al Senato. E la Casellati può remargli contro, come è accaduto quando è andata per proprio conto a parlare di immigrazione all'ONU. 
Il secondo, di aver permesso senza opporsi che  a capo della commissione di vigilanza della Rai salisse Alberto Barachini,  giornalista Mediaset e senatore di FI. In tempi non  troppo lontani offrire la presidenza della vigilanza Rai a uno di Mediaset  che per giunta è pure un parlamentare, avrebbe scatenato dimostrazioni di piazza a non finire: vero o piddioti che ora andate a braccetto coi forzaitalioti dopo averci rotto i timpani col "conflitto di interesse"?

Salvini si liberi quanto prima dei rimasugli di un'alleanza scomoda che se anche esiste di fatto nelle giunte municipali e regionali, col tempo, potrebbe essere per lui rovinosa. 

Il  misfatto  è stato compiuto e  Berlusconi ha boicottato la nomina di Foa unendosi alla feccia di questo Paese: Pd  e Leu (il partitucolo della Boldrini). Un marchio di infamia che non sarà privo di conseguenze politiche, elettorali e sociali e che peserà come un macigno sulla sua testa e sul suo partito in via di liquefazione.



Spero che si rivelino esatte le previsioni di Messora, secondo le quali Foa svolgerebbe comunque la funzione di Direttore come consigliere più anziano. Ecco il video. Se  dovesse accadere,  ciò renderebbe inutile anche il tradimento del cantantino da crociera divenuto fortunato  palazzinaro prima, e poi quel sua Emittenza che sappiamo.
La lotta per sottrarre l'informazione dalle mani dei nemici degli italiani deve continuare più che mai, perché è lì che si gioca il futuro della coscienza dei cittadini. Non è ammissibile che mentre il premier Conte in USA strappa a Trump importanti committenze con la Libia, riuscendo a mettere in un angolo Macron, committenze che ci possono dare respiro, i TG aprano con la notizia della giovane atleta di colore che ha preso un uovo in faccia. Le armi ideologiche di distrazioni di massa e di depistaggio politico, devono finire.