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| Benetton come Chaplin ne Il Grande Dittatore, ma con gli United Colors sottobraccio. |
Secondo lui il popolo italiano è "frustrato" e "infelice": "Da fotografo e da uomo immagine - aggiunge - posso dire proprio questo: siamo un popolo di infelici, incattiviti. Ce l’abbiamo con la nostra condizione, secondo me è per una colpa nostra. Ma allora prendiamoci a sberle per strada, sarebbe più sano a questo punto. Che popolo cattivo… E non dico solo quello italiano, l’umanità. Ce l’abbiamo con tutti…" (intervista Corsera).
E così scopriamo che Toscani (foto sotto) ha anche la vocazione del Savonarola: tutto da bruciare, tranne le sue immagini fotografiche.
Prima che la tragedia genovese finisca in terza o quarta pagina, sbiadita e già in dissolvenza in forza di altre sciagure (terremoti, bombe d'acqua, alluvioni) pronte a sovrapporsi, è bene non dimenticare che i magliettari della premiata ditta Benetton (oggi Maletton) non saranno forse riusciti a promuovere un marchio di qualità tessile (è fuffa che dura da Natale a Santo Stefano e le materie prime come lino e cotone non sono di buona qualità), ma si sono fatti conoscere per il mondo, grazie alla pubblicità ridondante, scandalistica e chiassosa di Toscani del quale la sottoscritta ebbe ad occuparsene in tempi non ancora sospetti nel lontano 2008 a causa di una disgustosa pubblicità apparsa sul rotocalco "Donna Moderna", legata al "gender": con la scusa di fare una campagna sulla violenze contro lo donne, non ha trovato nulla di meglio che fare scempio dell'infanzia, inchiodandola a un destino atroce. Un bambinetto si chiama Mario, e vi compare nudo con la scritta "carnefice": certo è un maschietto e può compiere un "femminicidio" (lo chiamano così). Una bambina si chiama Anna ovvero "vittima". Certo è nata femminuccia è può essere violentata o ammazzata. Entrambi coi corpicini nudi e sansebastianizzati da una pubblicità indecente: la sua. Ovviamente ci fu una pioggia di lettere di protesta per richiedere l'intervento dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria con sede in Via Larga 15 - 20122 MI.
https://sauraplesio.blogspot.com/2008/03/oliviero-toscani-gi-le-mani-dai-bambini.html
In quel caso, la "carta di Treviso" sui minori non funzionò e i bimbi - chissà perché - non vennero nemmeno schermati.
E comunque ecco un'antologia di immagini da lasciare ammutoliti. Il lupo Toscani perde il pelo, ma non il vizio e le querele gli servono per accrescere la fama.
A proposito di lupi, ecco il Lupo e l'Agnello che secondo il Toscanipensiero, trovano una pacifica coesistenza, nonostante i diversi colori e razze. Oh Yeah!
I cuori battono nonostante la differenza di colori. Scene da macelleria, più che messaggio salvifico come avrebbe voluto il fotografo.
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| Migrazione è bello se vestono Benetton. Dopotutto gli stracci non si negano a nessuno |
Questa caro Toscani, è talmente volgare e disgustosa che non la vorrebbe nemmeno uno stalliere all'ippodromo. Ma tu nella volgarità ci sei sempre vissuto e campato. Anzi, ti frutta soldi.
Il meraviglioso mondo di Toscani-Benetton non vuole guerre di religione ed è per il Pensiero religioso Unico. Se poi c'è l'Ammore....
Ognuno è come si sente. E tutti hanno il diritto di essere daltonici. Le razze non esistono e i colori nemmeno.
Angioletti bianchi e diavoletti neri, vanno educati fin dall'infanzia ad amarsi.
Meticciato è bello e occorre incoraggiare i matrimoni misti. Ce lo dice United Colors of Benetton.
Non poteva mancare il bacio Lesbo. Dopotutto si deve vendere anche a loro.
Concludendo: boicottare la mostra del prezzolato di Benetton. Se proprio non resistete alla tentazione di una mostra fotografica, fate dei selfie al vostro gatto. O prendete vostro zio, mettetegli un saio da frate, una penna d'oca in mano e fate un clic mentre finge di scrivere su un'antica pergamena.
Intanto a Fiumicino ricordano l'uomo dal mappamondo colorato sottobraccio.
BenettOFF amigo! Il tuo tempo è scaduto.



























