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06 August 2019

Prudenza, sig. Ministro!



E' estate inoltrata e siamo in agosto. La politica chiude i battenti e gli italiani si accalcano sulle autostrade tra uno sciopero dei casellanti e i "bollini neri", per raggiungere le mète turistiche. Innanzitutto vorrei specificare che non intendo fare la morale fine a se stessa al ministro dell'Interno per il suo comportamento coatto e spiaggiaiolo a Milano Marittima, al ritrovo Papeete, tra long drink con ghiaccio e cubiste sculettanti. Credevo che la consolle fosse un mobile finché non ho visto che invece è il marchingegno che regola la musica a palla nelle discoteche. E Salvini si è improvvisato DJ accanto a  strani "tipi da spiaggia" tatuati e orecchinati.
Non si confondano però le mie note con quelle di Zingaretti il quale è compiaciuto sui gay pride composto da personaggi ignudi ornati di boa con piume di struzzo, con chiappe per aria e battacchi al vento tra lazzi e frizzi osceni, ed è pronto a tacciare di "omofobia" chi mostra disapprovazione per tale fenomeno, ma poi si mette a fare il moralista contro i suoi avversari politici. Morale che dovrebbe riservare ai suoi di Bibbiano e dintorni, che invece intende coprire minacciando querele e sfracelli.
Sono stata elettrice di Salvini per ben due volte: alle politiche e alle europee e pertanto le mie critiche sono all'interno della mia stessa scelta: vedere un Salvini in versione Verdone-Gallo cedrone, accompagnato dall'immancabile giungla intricata di smart con tanto di selfie e da scomposti cori da stadio, confesso che mi ha un po' imbarazzato.

Intanto l'esempio di Berlusconi con le sue serenate con Apicella alla chitarra, lo sfoggio di bandane colorate e di olgettine ad Arcore, le vergini di Casoria e i cagnolini Dudù, dovrebbero fare da deterrente a Salvini e rinsavirlo un po': gli eccessi di gigioneria e di esibizionismo alla lunga stancano. Oggigiorno dopotutto, non c'è niente di più volubile e instabile dell'elettorato il quale oscilla con facilità e persino in modo schizofrenico, dal "servo encomio" al "codardo oltraggio". E di questo uno scafato uomo politico dovrebbe tenere conto. 


 Un politico non è una rockstar anche se nel caso di Salvini, l'empatia e simpatia collettiva potrebbe lasciarlo credere. In ogni caso, le rockstar più famose sono sempre sorvegliate a vista dalle guardie del corpo, dato che i casi di attentati finiti male non mancano nemmeno nello showbiz (vedi il caso Lennon). 
 Reduci come siamo da accoltellatori che hanno inferto 11 colpi di pugnale a un carabiniere, mostrarsi a torso nudo in una bolgia spiaggiaiola infernale potrebbe dare addito a fenomeni di emulazione, da parte di qualche malintenzionato. Salvini non è una persona qualunque, ma un ministro della repubblica, pertanto ha il sacrosanto dovere di cautelarsi. Non viviamo nel mondo irenico del "volemose tutti bene".
 Inoltre, come si fa a presenziare al forum delle famiglie a Verona per poi mostrarsi in versione movida balneare con sculettine e coatti dalle bottiglie in mano e l'inno di Mameli  in versione tecno-music? 
Salvini è un padre 48enne (quindi non più giovanissimo): è mai possibile che non metta a frutto queste vacanze per stare serenamente coi suoi figli in qualche bella località riservata e si mostri sempre in astinenza da "bagno di folla" con sottofondo di musica a palla?

Detto questo, teniamo ben presente però che l'alternativa piddina  (o peggio, tecnica)  magari in giacca e cravatta e rassicuranti grisaglie, riesce non solo ad essere ben peggiore ma soprattutto infinitamente più pericolosa per le nostre libertà e benessere. L'abbiamo provato e lo stiamo tuttora provando anche se hanno perso le elezioni, con l'infernale e infinito caso Bibbiano, con il loro sostegno alle ong e a delinquenti anti-italiani di ogni risma . Ma il punto è un altro.


Saremo destinati ad essere un popolo in apnea con tanto di naso perennemente turato? Ce lo siamo storicamente turati il naso con la DC, poi con Berlusconi, e ora?
Nel paese dei ciechi beato a chi ha un occhio -  si dice.  Ma alla fine verrà il momento che  quell'unico occhio ciclopico  non ci basterà più.

Giorno della Trasfigurazione del Signore





    11 August 2018

    Cani vegani e altre mutazioni



    Post di cazzeggio agostano. Non parlerò di meteo e di Italia "divisa in due" tra afa e alluvioni, perché ci pensano già i media a bombardarci con queste banalità. Basta però guardarsi in giro e osservare i vari tipi da spiaggia, per notare che un certo abbigliamento (si fa per dire) ormai non è più relegato ai litorali. Ora la moda del bagnino a torso nudo, pantaloncini e ciabatte invade anche le nostre città e non c'è più differenza fra lo smutandamento spiaggiaiolo e quello urbano.  Sarà il caldo. Ma non è tutto.
    Intanto è diventato obbligatorio avere almeno un paio di cani per famiglia. Meglio se tre. Li avete mai visti in queste giornate afose, nelle località turistiche,  tirare trafelati i tre guinzagli con la lingua di fuori, incrociarsi e osservare che i loro padroni annaspano dietro di loro, inciampano con una gamba aggrovigliata al filo, perdendo l'immancabile ciabatta infradito? Mi informano che in un condominio lussuoso di una città del Nord-ovest della Lombardia fronte lago, ci sono almeno 17 cani su 30 appartamenti. E qualcuno di questi è diventato isterico, pertanto è stato mandato in psicoterapia. Avete mai sentito dire che il cane notoriamente carnivoro ora si sta adattando alla bistecca di soia? Esiste già una linea alimentare Pet-Veg, pronta per la bisogna. Ho sentito con le mie orecchie durante una conversazione tra vegani: "La mia Virginia ora si sta adattando alla dieta vegana". E lì per lì pensavo parlasse della figlia piccola, invece ho scoperto che è il nome della cagnolina di razza chiuahua. E così si scopre che Ambra, Erminia, Virginia, Ettore e Stefano non sono i nomi dei figli né nipoti, ma di cani. 

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    Passiamo dai cani ai nipoti. Una mia vicina di casa ha un paio di nipotini gemelli molto carini, ma - ahimé - si lamenta perché non vengono mai a trovarla. I due neo-nonni 60enni (lei e il marito) possiedono una bella casetta attorniata di verde con giardino, ma se vogliono vedere i nipoti, devono recarsi a casa del figlio, il quale ha sposato una vegana. Vegana lei, vegano lui e veganini i gemelli che non possono scorrazzare a piacimento nell'orto dei nonni, perché questi potrebbero dar loro un dolcetto non adeguato. Vietata la caramella o il cioccolatino; meno che mai, pane e prosciutto a merenda, e nemmeno il classico pane, burro e marmellata. Ai due veganini è consentito giocare solo nel loro giardino sotto l'occhio vigile dei genitori-sentinella che non si fanno scrupolo di strappare ai nonni degli affetti importanti come i nipotini. E i nonni di buon grado si adattano a questa trasferta temporanea di baby-sitter a ore sotto il controllo e la supervisione dei figli vegani. Non sia mai che i nonni corrompano "l'arianesimo vegano" della loro alimentazione. 


     


    Uccellacci e uccellini.
    Fino a poco tempo fa, i gabbiani si nutrivano di pesce. Ora invece con l'antropizzazione  e la cementificazione delle città di mare e dei borghi marini, i gabbiani preferiscono servirsi direttamente dai cassonetti della spazzatura, dai rifiuti dentro sacchi neri che bucano col becco, cibarsi di avanzi di frutta e verdura lasciati ai mercati ortofrutticoli; ma soprattutto mostrano di apprezzare brioche, focacce e pezzi di pane gettati con generosità da turisti e bagnanti. Adesso, però,  i gabbiani urbanizzati si stanno allargando a dismisura con invadenza e aggressività inaudita fino a diventare "gabbiani killer": se vedono un bimbo piccolo mangiare un pezzo di focaccia, lo aggrediscono con quel becco fatto a rostro, nel tentativo di portargliela via. Ho assistito ad analoga aggressione di uno spaventoso gabbiano alla Hitchcock che è venuto giù in picchiata cercando di beccare in testa un'anziana signora in procinto di mangiare la focaccia. Chi rende i gabbiani da predatori di pesce a predatori di uomini con annessi carboidrati? Dei poveri deficienti animalisti, manco a dirlo. Ne conosco una, modello Vispa Teresa che, non paga di averci tre gatti  in appartamento (con relative puzzolenti lettiere) ora ha adottato un gabbiano che viene a rosicchiare i croccantini dei  gatti.
    Morale: lei, il marito e la figlia non possono più servirsi del terrazzino fronte mare per mangiare fuori all'aperto perché arrivano i gabbiani a servirsi direttamente gli spaghetti dal piatto. Ma cos'ha certa gente al posto del cervello? Inutile farla ragionare.

    La Vispa Teresa in questione, anziché preoccuparsi dell' indebita intrusione, se la ride compiaciuta delle prodezze del volatile e con aria un po' ebete mi indica estasiata la "strana coppia", facendo le relative presentazioni: "Questa è la Gabbianella e quest'altro è il Gatto che le insegnò a volare". Uhmm...quanta fiabesca poesia! 
    I due, secondo lei, avrebbero già fatto amicizia. Finché un giorno il gabbiano ha finito, straziando a colpi di becco, uno dei suoi gatti che si era ammalato e che osava mangiare i suoi croccantini nella ciotola vicina alla sua. Fine dell'amicizia, un po' come quelle che nascono su Facebook coi bimbominkia, pronti a ritirartela se appena non la pensi come loro.



    La mutazione dei gabbiani focacciari e da Kit e Kat, mi ricorda un documentario girato in  India visto alla tv, dove un intero villaggio di Sultanpur era sotto l'invasione dei macachi. Macachi nelle case, sui frigoriferi, sulle televisioni, sui tavoli, a letto, in bagno,aggrappati ai fili dell'elettricità, macachi aggressivi che ti strappano le orecchie ecc. Peggio della Città delle scimmie del Libro della Giungla di Kipling, nella quale Mowgli venne rapito. Un indiano dalla barba folta e lunga, probabile santone induista, afferma con aria ieratica in tv a chi lo intervista.: "Eh sì, i macachi sono stati emarginati da noi indiani, li abbiamo sempre trattati male, confinandoli nella giungla, gliel'abbiamo deforestata e ora giustamente si stanno vendicando". E' l'ora del macaco, bisogna aver pazienza.
    Vi dice niente la storiella delle scimmie "emarginate" che ora si devono vendicare? A quanto pare, anche i macachi hanno il loro orgoglio... Presto nascerà una lega mondiale per la protezione e per i Diritti del Macaco, del Gabbiano focacciaro e del Cane Vegano. 



    10 February 2017

    Ariston, tribuna del LGBTQ





    Oggi venerdi 10 febbraio, giornata delle Foibe che occorre ricordare in quanto non viene rubricata nel Calendario ONU. E tutto quel che l'ONU non mette in agenda, allora vale la pena di ricordarlo. Lo fa già in un ottimo articolo, Fausto Biloslavo, che proviene da quelle parti. Oggi venerdi è sant'Amaldo. Ma non è di argomenti santi e sacri, e nemmeno espressamente storici che intendo parlare, ma del Luna Park allestito al teatro Ariston di Sanremo e dei suoi messaggi nemmeno più subliminali.

    Premetto che non è affatto obbligatorio sorbirsi ogni anno quella purga di cinque sere detta Sanremo. Cinque serate di lustrini, paillettes, ospitate strapagate ed estenuanti, luci stroboscopiche e psichedeliche da discoteca di quart'ordine che servono a sottolineare il ritmo di una musica-che-non-c'è; conduttori abbronzati e lampadati amici di Matteo Renzi, sciure Defilippi con vociacce da trans di Via Gradoli che abbandonano  i loro format  amerikani  su Mediaset per affacciarsi in Rai. Meglio uscire con amici a mangiare una pizza insieme, cosa che ieri sera ho puntualmente fatto. Però poi si rientra a casa, mentre la macchina del teatro Ariston sanremese va avanti fino all'una e mezza. E qualcosa trapela. Poi ci sono "i video civetta" sul web, pronti a immortalare le scene salienti per ricordare "quel che vi siete persi".


    Ma soprattutto arriva la temuta pagina dei Tiggì del giorno dopo. E allora si sente un cantantino libanese poliglotta, famoso per i suoi falsetti beatlesiani (che originalità!) dire che non dobbiamo aver paura dell'Arcobaleno. Cioè delle rivoluzioni colorate di Soros & Co, che hanno deciso di mettere i 7 colori dell'iride in un sol colpo. LGBT e ora con Q che significa queery. E cioè la possibilità di essere in perenne transito da una di quelle 4 lettere all'altra, aggiungendone una nuova. È un termine-ombrello, che indica le minoranze sessuali e di genere più disparate, molto più riassuntivo e semplificativo:  quelle che possono facilmente saltabeccare da una "opzione" all'altra.

    Mika il predicatore contro le discriminazione gay
    "La musica cambia il colore della mia anima. E' molto bello essere di tutti i colori, se qualcuno pensa che un arcobaleno sia pericoloso perché rappresenta tutti i colori del mondo... beh, peggio per lui, lo lasciamo senza musica".

    Magari, fosse vero!


    E così, Mika il gay dai coming out clamorosi, riporta all'ordine del giorno, la causa Arcobaleno (ovvero LGBT e poi Q) sul palco dell'Ariston. Ne sentivamo tutti quanti l'esigenza!

    "Al termine, sudatissimo, si asciuga con un fazzolettino offerto da Carlo Conti. Ed è proprio Conti a regalare ad uno spettatore il fazzoletto con il sudore di Mika. Un fuori programma carino". 

    Un vero schifo, vorrete dire. Il kleenex è fatto per essere gettato nel cestino, non è la Sacra Sindone.

    Ma il peggio doveva ancora saltare fuori. Stavo per andare a dormire quando sento annunciare un/una cantante straniera, una guest star  chiamata con una sigla: LP. Lì per lì ho pensato ai vecchi Long Playing di vinile, ve li ricordate?
    Salta fuori un esile stelo di ragazzo piatto come una tavola, ricciuto con capelli lunghi bruni, giacchetta, pantaloni cascanti e sembianze anoressiche. Impossibile pensare che potesse essere una donna, nonostante gli orecchini a crocetta quale unico vezzo (li aveva anche George Michael),  un paio di pantaloni neri col cavallo basso, dato che  ogni  donna, anche se indossa un paio di pantaloni, ci tiene a non sembrare un sacco informe da corsa campestre. Canta, compone, suona l'ukulele e fischia, LP, e direi che anche il fischio è acuto e potente, di quelli maschili.
    Mi sbagliavo: LP sta per Laura Pergolizzi americana di Long Island di origine italiane. Qualcosa non quadra nei suoi tratti somatici e apprendo da fonti internettiane che è lesbica dichiarata e che convive con una donna. Ovviamente si fa vedere lei, vestita da uomo in giacca e cravatta, piatta come un tavolo, con una vamp fasciata in abiti ultrasexy. Ecco il nuovo che avanza: avere davanti un alieno e non sapere se è una lei che sembra un lui, o viceversa.  Salvo poi venire a sapere che è una lei che si comporta da lui.
    La cantautrice LP & Compagna

    Due anni fa il Conti amico stretto di Renzi a cui ha dato anche uguale nome al suo figlioletto,  ci propina quell'uomo fasciato in abiti in  lamé, boa di struzzo e parrucca femminile  che però porta barba, basette e baffi, con quel nome che sta ad indicare due organi genitali (femminili, maschili): Conchita Wurst;  poi Elton John reduce da paternità surrogate di due figli attraverso "zie" che prestano uteri in affitto e ovociti. E ancora Ricky Martin,

    Ricky Martin & Compagno
    felice padre di due figli con analoghe alchimie. Carmen Consoli, ha sperimentato anche lei la maternità assistita, sola, con un bimbo senza padre,  mentre Tiziano Ferro  sogna una bambina "anche da solo".
    Troppe, troppe coincidenze per non pensare che questo è un piano preordinato, una propaganda insistente, martellante, dispotica, autoritaria, portata avanti per legittimare la famosa Agenda, per mezzo di stelle, stelline e starlettes dello show biz che si prestano a fare da  testimonial.  E non c'è niente di più facilmente manipolabile degli adolescenti, che da sempre si identificano nei miti  della musica e dello spettacolo. E a loro che è obbligatorio far passare che l'idea che la famiglia non è solo quella "naturale" di papà e mamma. Che si possono avere due babbi, due mamme, magari con più zie.

    Elton John e New Family


    Tutte cose già stigmatizzate da Mario Adinolfi del Family Day, ma ecco il punto. I laici che fanno? Sono contenti di queste baracconate genderiste perennemente sotto i riflettori? Pagano un canone Rai per questo continuo lavaggio al cervello senza mai aver nulla obiettare? Lasciano le proteste solo ai gruppi cattolici, del tutto indifferenti ai criteri che dovrebbero animare la formazione di una famiglia?


    Che cosa hanno a che vedere le canzoni con tutto ciò? La verità è che anche quello che il grande Carmelo Bene chiamava "l'intrattenimentaccio", non è più disimpegnato e fatto per svagarsi, ma serve a indottrinare. Loro non mollano mai, noi invece sì. Comunque sia, meglio una pizza con amici con la consapevolezza che la loro fottuta agenda la faranno continuare, anche quando uscite a cena per divertirvi. Show must go on, in particolare quando c'è l'Agenda da dover spingere avanti.

    L'ultima la riservo a Bergoglio imitato dal guittone di regime  Maurizio Crozza, un soggetto che non poteva essere assente dal citato ridondante baraccone.
    Ma ecco crescere e infittirsi il Mistero gaudioso:  è Crozza che fa l'Argentino che venne dalla fine del mondo,  o è l'Argentino che fa Crozza? 

    09 October 2016

    Spigolature di sconquassi italioti




    Innanzitutto confesso di aver avuto qualche problema circa l'etichetta da porre sul post. Chiamare questo sconquasso "politica interna" è un voler togliere onore a ciò che resta della politica. Le cronache giudiziarie di questi giorni riportano del proscioglimento da ogni accusa di peculato dell'ex-sindaco di Roma Ignazio Marino. E' un inetto e la prima cosa di cui si è occupato è quello di celebrare nozze gay mentre Roma soffocava nel pattume e nei guai. Ma il metodo "Al Capone" (il gangster che fu incastrato per evasione fiscale invece che per i numerosi delitti e misfatti) non funziona. Non si può "incastrare" anche uno pisquanotto come lui per quel che non ha fatto. Pertanto è stato prosciolto. Ora Marino è gasato ed euforico e promette vendetta tremenda vendetta contro Renzi, già specializzato nell'arte della  guida di una Macchina Schiacciasassi: asfalta tutti pensando di continuare a farla franca come un volgare omicida seriale. Ovvio, che prima o poi arrivi il redde rationem.
    Il Marino Furioso promette sfracelli contro quel PD, reo di aver orchestrato campagne di stampa diffamatorie contro di lui e di averlo scaricato per "lo scandalo scontrini" delle fatidiche 56 cene che  poi si sono rivelate  una bufala.


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    Di diverso stampo la riabilitazione del povero Roberto Cota, ex governatore della regione Piemonte, un galantuomo su cui avrei messo la mano sul fuoco e che ho sempre difeso dagli attacchi della uscente governatrice Mercedes Bresso del Pd che lo costrinse ad un  riconteggio dei voti. Lo scandalo dal nome folcloristico delle "mutande verdi", non mi ha mai convinto. In particolare ho sempre sentito puzza di bruciato sulla rapida ascesa a Governatore della regione Piemonte di quel Chiamparino del Pd, uomo graditissimo alle banche (ha ricoperto nel 2012 il ruolo di Presidente della fondazione Compagnia di San Paolo, prima azionista di Banca Intesa). 
     Intanto però si sono tolti un leghista legittimamente eletto, dai piedi col solito metodo golpista della via giudiziaria al comunismo.Un'altra pessima figuraccia della Magistratura in combutta col Pd. Non ha abboccato invece il vecchio marpione comunista Vincenzo De Luca, Governatore della regione Campania. che inquisito sì, inquisito no, è rimasto fermamente al suo posto senza schiodarsi. A differenza del mite Cota,  lui conosce con ogni evidenza,  i suoi pollazzoni!



    Riabilitazione con trafiletti  modello annunci funebri, di  non colpevolezza nelle pagine interne dei giornali anche per il povero Guido Bertolaso. L'ex capo della Protezione Civile era finito alla sbarra con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni. Nel terremoto del 6 aprile morirono 309 persone. L'accusa aveva chiesto tre anni di reclusione. Il metodo è sempre quello: segare il politico o amministratore sgradito a colpi di inchieste. Poi il tempo passa e.... Oooops! Ci siamo sbagliati. Ma intanto si getta fango, discredito, accuse offensive e ingiuste nei confronti di chi ha lavorato fino allo stremo.

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    Sindaci insindacabili, consiglieri doppiamente insindacabili. Che da novelli senatori potranno pretendere l’immunità anche da amministratori locali e magari per fatti e opinioni riferiti a quando neppure lo erano, conquistandosi così una lunga coperta di impunità e alimentando la girandola di conflitti d’attribuzione tra autorità giudiziaria e Parlamento. Questo è lo scenario che si apre con la riforma Boschi, sostiene il costituzionalista Antonio D’Andrea che degli effetti dell’estensione delle guarentigie del nuovo Senato ha fatto un’analisi in corso di pubblicazione.
    Un assaggio e un caso concreto lo offre la diatriba che ha come protagonista il senatore Ncd Gabriele Albertini.
    Da sindaco di Milano Albertini nel 2011 era entrato in rotta di collisione con Alfredo Robledo che indagava sui derivati. Rilascia al Sole24Ore due interviste in cui sostiene che il magistrato in realtà stava perseguendo la sua giunta per motivazioni politiche. Robledo lo querela per calunnia aggravata presso la Procura di Brescia. Albertini non è più sindaco ma eurodeputato e per scampare all’incriminazione si rivolge al Parlamento Europeo che nel 2013 gli nega l’usbergo dell’immunità, rilevando che i fatti contestati si riferivano a quando era sindaco.
    E qui siamo, alla decisione che potrebbe virtualmente diventare un precedente per il nuovo Senato che si candida a diventare il posto dove mandare gli amministratori locali a lavare i loro reati. E senza che debbano ordire ricatti, perché l’armatura calerà automaticamente sulle loro spalle con la nomina. Un rischio tutt' altro che campato per aria. (fonte: Il Fatto).

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    L'ultima spigolatura riguarda l'Abusivo di Palazzo e il suo spin doctor Jim Messina, già incaricato da Obama per la sua campagna elettorale, il quale dovrebbe condurre Renzi alla vittoria della sua "schiforma" attraverso il referendum.
    Bene, Messina l'Americano ha praticamente dato forfait spiegandogli che in Italia è impossibile tracciare l'identità digitale degli elettori italiani per condizionarne il voto come avviene negli USA. La scusa è che  siamo ancora troppo arretrati sul piano della rete e dei collegamenti informatici.
    In realtà  un furbastro come Messina  (ingaggiato da Renzi per la cifra di 400.000 euro - pagato con soldi pubblici, naturalmente) deve aver fiutato l'aria che tira: l'anarchia caratteriale dell'italiano medio, la sua imprevedibilità umorale, il fatto che non siamo ancora completamente lobotomizzati davanti ai media come "l'americano  medio", e tante altre cosette, non ultima delle quali, il fatto che un professionista amerikano come lui,  non vuole giocarsi la sua credibilità con una cocente probabile sconfitta. Per questo tiene un low profile. 

    Perciò Renzi sarà costretto a fare il porta a porta reale (oltre al solito televisivo Porta a Porta con il maggiordomo Bru-neo alle sue dipendenze)  proprio come  quei rompiballe di testimoni di Geova che ti suonano alla porta,  ti annunciano la Lieta Novella dalla Torre di Guardia e ti mettono volantini apocalittici in cassetta. Come si vede, ha già iniziato da mesi in modo febbrile e concitato (il ritardo dell'annunciata data referendaria, lo ha per ora  favorito). Ma l'eccesso di esposizione mediatica, con conseguente trituramento quotidiano di zebedei, non è sempre un vantaggio.