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| A cena col cinghiale |
Il disastro animalista e la deriva ambientalista hanno reso gli uomini ancora più imbelli e pavidi di quanto non fossero già. Nessuno è in grado di difendersi da un orso, dato che le armi da fuoco nel nostro paese sono quasi messe al bando e ottenere un porto d'armi è sempre più difficile. Avrete tutti seguito le meste vicende di quell'orso del Trentino di grossa taglia, importato dalla Slovenia, che ha ucciso un ragazzo 26enne e tutta la penosa vicenda del TAR che ne rinvia di volta in volta l'abbattimento dell'animale, nonostante la sua conclamata pericolosità.
Nel mentre, proliferano anche i lupi che si spingono a valle fin nei recinti delle villette abitate attaccando in branchi puledrini, caprette, agnelli, pollame e tutto quanto trovano. Anche il ripopolamento del lupo è opera di politiche falso-ambientaliste che lungi dal proteggere il territorio e la stessa specie, mettono sempre più in precarietà la vita degli esseri umani. C'era una volta l'escursionista, il trekker solitario o il libero campeggiatore. Ora invece è meglio non avventurarsi da soli.
Qualche "complottista" ha gioco più che facile nel pensare che tutto quanto faccia buon brodo per sospingerci sempre più in città-ghetto dette intelligenti. Quelle dove dovresti trovare tutto quel che ti serve in un quarto d'ora, ma che in realtà sono nuove prigioni urbane adatte al controllo e alla sorveglianza continua delle proprie abitudini. Senza contare che la montagna è sempre stata la retrovia più sicura per le ribellioni organizzate. I francesi, non a caso, chiamavano i partigiani les Maquis, ovvero coloro i quali si danno alla macchia.
Inserire specie aliena nel nostro territorio (parlo ancora degli orsi sloveni di taglia superiore ai nostrani) significa non poterne prevedere le reazioni e non averne il controllo. Analogamente, permettere lo sbarco nel nostro territorio di torme incontrollabili di immigrati, è perdita di sicurezza garantita nonché cessione di interi pezzi di territorio stesso. Da qui la mesta conta degli stupri, delle zuffe con ferimenti, degli ammazzamenti, delle stragi, e di ogni tipo di violenza e sopraffazione ormai quasi quotidiana.
I fatti di Annecy in Savoia, graziosa località lacustre quasi alle porte di casa nostra (non lontana dalla Val D'Aosta) dove un pazzoide criminale siriano, con precedenti relativi al suo status di clandestino già respinto, armato di coltellaccio ha cercato di compiere una strage degli innocenti, è stata sbrigativamente liquidata da un procuratore (o meglio da una procuratrice) che si è affrettato a dire "non è terrorismo". Di grazia, il terrore non è solo politico, ma anche etnico e perfino religioso, volendo. Che sia "organizzato" o meno, introdurre schiere di individui alieni, comporta questo rischio. Le dichiarazioni che ho letto in giro, da parte di chi ha assistito all'agghiacciante scena dove i piccoli feriti a morte (due dei quali sono gravi in ospedale!) gridavano in modo straziante, mi fanno pensare a quegli stessi ebeti di bagnanti al sole che invece di prendere a sassate i cinghiali, gli facevano il filmato coi telefonini. Chi ha assistito alla macabra sequenza dell'accoltellatore che menava fendenti verso tutti quelli che incrociava (quattro fra adulti e bambini), ora è sotto choc - scrivono le cronache. Okay, capisco i feriti. Ma per tutti gli altri che hanno visto senza reagire, andrete in analisi dallo strizzacervelli o volete svegliarvi? C'è stato solo un poveretto che almeno ha cercato di fermare l'assassino gettandogli addosso il suo zainetto. Figurarsi, cosa può uno zaino contro un coltellaccio sguainato. Ed è già acclamato "eroe". Poveri uomini come sono ridotti! E per uomini, intendo il genere umano. Cioè uomini e donne. Hai voglia di veder proliferare cinghiali, orsi, lupi nonché accoltellatori seriali. Aumentano i predatori, proprio in forza della vocazione a fare le eterne vittime sacrificali. Cercasi istinto di sopravvivenza smarrito.





































