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05 September 2008

Rachida, ma Dati all'ippica!



Mi si perdoni la doppia t che non ho messo per poter fare il calembour sul ministro Guardasigilli francese di origine maghrebina Rachida Dati. Per il resto, sono sinceramente un po' nauseata da questa totale mancanza di decoro in cui è sprofondata la politica estera (oltre che, beninteso, quella di casa nostra che di storie boccaccesche in Parlamento ne ha più del Decamerone) . E la teoria che il mal comune faccia il mezzo gaudio, non mi consola affatto.

Intendiamoci, tresche e storie d'alcova ce ne sono sempre stati nei palazzi del potere. Fin dai tempi di Re Sole, e anche prima. Ma almeno c'era il buon gusto di tenerle fuori dalla vita pubblica e istituzionale. Non basta che Sarkozy ci abbia fatto assistere alla sua svenevole Disneyland-story con la top model che a detta di una giornalista francese "è andata a letto con mezza Francia" (ma c'è pur sempre l'altra metà che la deve ancora scoprire - ha sogghignato Gianni Ippoliti in tv) . Ora c'è anche il lieto evento (cioè il pancione in attesa) all'Eliseo di una delle ex fiamme di Sarkozy . E non venitemi a dire che quello era l'unico Ministro di Grazia e Giustizia esperto in giurisprudenza che offriva il mercato delle teste pensanti della politica, e che il suo love affair con Monsieur le Président non abbia influito, ai tempi della sua nomina. Bon, à chacun son con. Se quella sarkoziana è una destra conservatrice e identitaria, mia nonna è un'austronauta. Almeno quel pinguino impettito di Chirac (che tra parentesi non mi è mai stato simpatico), bisogna ammettere che al decoro de la République ci teneva ancora. Quanto al socialista Mitterand (la cui dottrina ho sempre avversato),la sua figlia nata da nozze morganatiche la si è vista solo al momento del suo funerale. Requiescat!

Ora invece, tra Zapatero che espone la sua Carme Chacon (che se inverti le lettere diventa cochon) alla maternità esibita mentre passa in rassegna le forze armate col pancione, e Sarkò che permette a questa gravida gallina di rilasciare interviste (pardon: outing) in stile hollywoodiano ("non rivelerò mai chi è il padre", "ho una vita privata complicata", e altre melassose banalità) è il caso di dire: "Allons Enfants de Babylonie".

Les jours de gloire sono lontani.

02 September 2008

Italie c'est fini

L'estate sta finendo, e siamo agli ultimi scampoli settembrini di belle giornate. Ma già è tempo di bilanci della stagione turistica e perfino la rubrica SuperQuark condotta da Piero Angela & figlio, è costretta ad ammettere che nonostante la quantità dei Beni Culturali e delle opere d'arte, delle meraviglie archeologiche, di quelle paesaggistiche (Alpi, Appennini, villaggi su colli e colline, laghi, mari con 7.450 Km di coste, isole, vulcani), stiamo retrocedendo rispetto a Francia, Spagna e Grecia. Cosa ci manca? Innanzitutto l'umiltà di ammettere che il turismo è qualcosa di transitorio che passa e va, e che per accaparrarsi gli aficionados e farli tornare, ci vuole una solida organizzazione, progetti, amore per il proprio lavoro da parte di esperti operatori turistici, cura e capacità gestionali che noi non abbiamo. Ci crogioliamo in rendite di posizione e pensiamo che siano eterne, ma non è così. "Tanto i turisti almeno una volta nella vita ci verranno in Italia a vedere il Canal Grande, il Palazzo Ducale o il Colosseo, i Fori Romani, i Musei Vaticani, o la Valle dei Templi ad Agrigento ecc". Appunto! E' proprio questo ragionamento al ribasso che andrebbe evitato. Anche se ci sono paesaggi impagabili, se deteniamo il più grande numero d' opere d'arte del mondo, non esistono blasoni né posizioni di privilegio che ci permettano di campare di rendita.

Mi è capitato di assistere alla scena di una turista, ancora pallida e non abbronzata, poiché reduce dal lavoro, la quale doveva imbarcarsi per le isole toscane. Beh, un avido barcaiolo, su un costo di 8 Euro del trasporto e un biglietto di 20 euro che la turista gli aveva allungato, tentò di rifilargli il resto di 2 euro come se si fosse trattato di un biglietto da 10 , e non da 20. Normale che la turista se ne torni a casa con uno sgradevole ricordo. Altro che Souvenir d'Italie. Della serie, io provo a farti fesso, tanto non so se ti rivedrò.



Altro punto dolente: i trasporti. Treni in ritardo di mezz'ora come minimo, con toilette schifose e portiere non funzionanti, zecche e pulci tra la moquette, poltrone spelacchiate e vetri luridi.



Ecco un'altra scena alla quale ho assistito. Una coppia di turisti inglesi dovevano scendere a Monterosso, ma la portiera del loro compartimento di prima classe era bloccata. Allora corrono in seconda classe, ma neanche quel portello si apriva. Lacrime, urla, spintoni e calci alla portiera, parolacce, a base di fucking train of fucking country, fucking service ecc. I due poveretti sono dovuti scendere alla stazione successiva, perché nel frattempo il treno si è rimesso in moto. Per riaspettare un altro treno nella direzione desiderata.



Poi c'è stata l'Odissea traghetti della Tirrenia con l'episodio di quella povera disgraziata che si risvegliò interamente ricoperta di zecche da capo a piedi nella sua cuccetta. Le zecche le finirono perfino in borsetta. E il bello che la Tirrenia negò fino all'ultimo l'evidenza e non volle che venisse pubblicato il nome della Compagnia di navigazione sui giornali. La malcapitata è andata a farsi visitare in ospedale, ma con le zecche non si scherza dato che possono causare infezioni al sangue di natura mortale.



Ricorderete anche il recente episodio della povera olandese violentata da pastori romeni, con il marito immobilizzato e malmenato. Il sindaco Alemanno rispose, in occasione, con un linguaggio da perfetto minus habens: un'altra volta staranno più attenti a dove piazzano la tenda. Ma come?! Non doveva essere lui il Rudy Giuliani dalla tolleranza zero? Quello che quando c'era Veltroni durante il caso di Giovanna Reggiani disse "mai più un altro caso da Tor di Quinto" "nessuna tolleranza verso le zone franche"?

Ultimo in ordine di tempo ma non certo di importanza il degrado e la fatiscenza nei quali lasciamo i nostri Beni Artistici e Archeologici. Quark ha mostrato, a proposito di Pompei, interi reparti chiusi a chiave col lucchetto, guardiani imboscati a fare la pennichella e statue coperte di lava in stato di abbandono sbattute lì in giacenza , insieme a travi e laterizi.



A Pestum la zona archeologica è stata presa per un vespasiano da ineducati, quale deposito dei loro materiali escrementizi. E nessuno se ne cura.

Ma quel che nemmeno Quark osa dire è che il turismo vive di immagine. E che l'immagine di una Penisola perennemente presa d'assalto da disperati del mare su navi-carretta provenienti dall'Africa Subsahariana, nuoce a chi deve sceglierla come intinerario per ritemprarsi lo spirito. Mi spiace per il Santo Padre con le sue esortazioni alla camomilla sui "migranti", ma esiste un limite preciso anche all'accoglienza. Ora Lampedusa non basta più e i lampedusani ne hanno piene le scatole di essere il cuscinetto ammortizzatore degli assalti africani. Allora sapete quale è la nuova pensata da parte del Viminale? Trasformare l'intera Penisola in un CPA e CPT dislocati a macchia di leopardo.



In compenso abbiamo l'esercito dislocato per le città a fare le pie Orsoline.
Riepilogando:






  • c'è scarsa onestà nei commercianti e nessun rispetto verso il turista (vedi l'episodio del barcaiolo)
  • i trasporti fanno letteralmente schifo
  • mancano mappe di ricognizione dell'intero patrimonio artistico e conseguente valorizzazione dei Beni, tale da creare richiamo per i visitatori
  • la sicurezza è una chimera, dato che stupri, rapine e ubriachi al volante hanno allietato la nostra "estate violenta"
  • i clandestini sbarcano incessantemente via mare, cielo e via terra da Est, creando una caduta d' immagine della Penisola.

Ma torno alla Spagna. La quale promuove corsi per giovani manager e operatori turistici, ristorazione con piatti personalizzati e si è creata un logo di marchio turistico da diffondere anche via web sul "vieni a fare le vacanze in Spagna". Ce l'abbiamo noi un logo? Neanche per sogno. Città, tante. Campanili, pure. Logo: nessuno. Mentre la Francia di Sarkozy ha rispedito al mittente i rom con l'escamotage di "rimpatrio umanitario". E' proprio vero che chi è furbo non viene di certo a insegnarti l'arte dell'astuzia che custodisce per sé.

24 August 2008

La Casa Russia, le sue Regioni e le sua ragioni

Si fa, dopo l'intervento russo in Georgia, un gran parlare di "nuova guerra fredda", espressione che tanto piace ai giornali. Ma è realtà? "No", risponde John Glenn in una intervista su Il Giornale del 20 agosto, direttore per la politica estera del German Marshall Fund, "la Russia non ha più ambizioni globali, ma regionali". E allora perchè i nostri TG (in particolare quello di Riotta) mandano in onda documentari di Praga '68 abbinati a immagini dell'attuale conflitto russo-georgiano? Curioso notare poi come la sinistra notoriamente antiamericanista, si sia affrettata a schierarsi con la Georgia e con la Nato, e come Furio Colombo dell'Unità abbia istericamente redarguito Berlusconi per le telefonate all'"amico" Putin. Di converso, gente di comprovata fede atlantica come Cossiga che piazza bandiere americane e israeliane davanti a casa sua, o come Carlo Rossella sostengono che Putin non ha tutti i torti a difendersi ("Cosa direbbero gli americani se un giorno Bolivia, Venezuela ed Ecuador stringessero un patto militare con la Russia a due passi dal loro territorio?"). E del resto non si può certamente dimenticare quel che accade ai tempi in cui furono trovate le installazioni missilistiche con i "consiglieri sovietici" a Cuba durante il governo Kennedy. Come pure la reazione americana (peraltro giustificata) che ne scaturì. Ovvio quindi che i "consiglieri israeliani" trovati in Georgia, non fossero lì per consigliare ricette culinarie.
Errato poi parlare di un "imperialismo zarista" come si è visto scritto. L'imperialismo è la fase matura ("suprema", dicevano i marxisti-leninisti) del capitalismo che abbisogna di espandersi alla ricerca di nuovi mercati, mentre ai tempi dello Zar eravamo in piena società rural-feudale. Semmai è corretto parlare di "nazionalismo granderusso", come ha scritto Alberto Ronchey sul Corriere, che in Russia è stato un inviato per anni. Il quale racconta nel suo pezzo Il Putin bifronte, che in aggiunta alle installazioni Nato, esiste a Oriente della Russia, pure il fenomeno demografico della Cina con un miliardo e trecento milioni di cinesi pronti a tracimare in Siberia nella regione dell'Amur, dove rimane scarsa la popolazione russa. Dunque più che "nuova guerra fredda" Mosca soffre, non senza qualche ragione, di "sindrome da accerchiamento".
E se militarmente e sul campo vincono i russi, nella guerra mediatica essi stessi ammettono che stanno vincendo gli americani, i quali li inchiodano spesso e volentieri al loro recente passato comunista.

Misticismo, spiritualismo e nazionalismo
Ma la Russia è Occidente o Oriente? Europa o Asia? I russi sono nostri soci o nostri rivali? E interesse degli occidentali è respingerli, indebolirli o arrivare a un'intesa?
Durante il periodo zarista la Russia affondava le sue radici in Europa. Ricordiamo che le due Caterine (l e II di Russia) erano di nobili dinastie tedesche. Che a corte si parlava il francese. Chi conosce qualche rudimento di letteratura russa, avrà notato che esiste un nazionalismo mistico e spiritualista in molti suoi grandi scrittori come Dostoevskij, Turgenev; che il poeta Sergeij Esenin era un esaltatore della Madre Rus'.
Il generale Michail Kutuzof che sconfisse Napoleone Bonaparte nella famosa "campagna di Russia" così come ci viene descritto da Tolstoij in "Guerra e pace", parlava della sua terra come della "Santa Madre Russia". Oggi si dice semplicemente "la casa Russia" laddove "casa" sta per "patria" ( è anche il titolo di un famoso best seller di John Le Carré).
Un filone, quello spiritual nazionalista, che arriva fino ai nostri giorni con il grande Alexandr Solzehnitzyn, l'anima profetica della Russia stessa.

Diritti umani o convenienze geostrategiche?
Sono pertanto d'accordo con lo storico francese Max Gallo nel suo lucido pezzo "Le ragioni della Russia" che per capire l'attuale Russia occorre risalire più al XIX secolo, assai più che all'appena trascorso Novecento.
Come pure concordo con lui sul fatto che non si può e non si deve umiliare la Russia con la scusa dell'"esportazione della democrazia" e dei cosiddetti diritti umani. Tanto più che quella dei "diritti umani" si rivela essere sempre più merce da spacciare al "doppio peso" e a corrente alternata, a seconda delle circostanze e delle proprie personali convenienze. Diritti ben poco invocati, ad esempio, quando la Turchia (partner di punta della Nato) bombarda i Curdi in Iraq o fa penetrare il proprio esercito nel Kurdistan.

Per comprendere meglio il crogiuolo di etnie ed enclaves a macchia di leopardo delle ex repubbliche sovietiche, e come già fin dai tempi di Lenin e Stalin si giocasse al risiko e al dividet et impera tra un'etnia e un'altra, leggere il pezzo di Sergio Romano, il quale è stato ambasciatore dell'ex Urss per molto tempo e conosce quella lingua.
Ma anche gli stessi Franco Venturini (art. Il gioco di Putin) , Ronchey nell'articolo su citato, e lo slavista Vittorio Strada, ammettono quel che più modestamente la sottoscritta ebbe a scrivere nel post dedicato al Kosovo in tempi non sospetti: è cioè che la secessione unilaterale di detta regione sottratta alla Serbia avrebbe scatenato l'apertura del vaso di Pandora. Ora con che faccia si chiede a un Putin di rinunciare all'Ossezia dove la sua minoranza è di etnia e lingua russa, quando gli Usa tirarono dritti per la loro strada sul Kosovo "indipendente", seguiti bovinamente dalla Ue? E' quel che dovrebbero ricordare anche i due maitres à ennuyer André Glucksmann e Bernard-Henri Lévy. E chi pratica con disinvoltura la teoria dei diritti umani "d'esportazione" dovrebbe ricordarsi che la Serbia (e Belgrado in particolare) è stata bombardata dalla Nato per 78 giorni consecutivi. E che le bombe non erano così "intelligenti" da non mietere vittime.
Ma aprire un fronte russo non conviene di certo ad un'amministrazione americana a fine mandato. Tanto più che tra Usa e Russia c'è di mezzo il negoziato sul nucleare nord-coreano ed iraniano. E che anche la Russia, come è noto, ha diritto di veto all'ONU come ex potenza vincitrice della II guerra mondiale. Personalmente aderisco all'appello di Benedetto XVI: due popoli cristiani come quello russo e quello georgiano non dovrebbero mai entrare in guerra. Ma grande è il cinismo di chi è stato dietro a questa operazione e alle mosse avventuriste del georgiano Saakashvili.

E l'Italia?

In politica estera contiamo molto poco, quasi nulla. Ma è limitativo credere sempre e solo alla teoria della dipendenza dal gas di Putin, anche se certamente esiste anche quella. Chi, tra amici e conoscenti, è stato a S. Pietroburgo racconta di aver trovato una città splendida che vive l'euforia di un miracolo economico simile a quello che vivevamo noi negli anni '60, con negozi e show-rooms che espongono il made in Italy delle griffes, delle calzature, dell'agroalimentare e dei vini (vini tra i più pregiati delle penisola). Inoltre i turisti russi sono ai primi posti nelle classifiche dei visitatori del nostro Paese, e grandi e proficui sono gli scambi culturali e turistici tra i due paesi. Ecco perché Berlusconi fa dire attraverso la Farnesina che sono per una linea della "fermezza" ma anche dell' "equilibrio". Un modo diplomatico per cavarsi d' impaccio tra "l'amico George" e l'"amico Vladimir". Ovvero, tra l'Aquila e L'Orso.

20 August 2008

Promemoria per gli Italiani sul Trattato di Lisbona appena ratificato

Ovvero, tutto quel che gli Italiani devono sapere sul Trattato di Lisbona appena ratificato e che non hanno mai osato chiedere, perché non ne sapevano nulla.
Il 23 Luglio, mentre molti Italiani erano in ferie, è stato ratificato al Senato il Trattato di Lisbona. Il 31 luglio, invece è passato alla Camera. Sarà bene ricordare agli Italiani che in quelle date spopolavano le città per andare in vacanza, le sorprese del dopo estate. E sarà utile ricordare che detto trattato ci rende non più sovrani a casa nostra perché incompatibile con la nostra Costituzione (della quale poi si finge ipocritamente di celebrare il 60esimo anno dall'emanazione a oggi) cosa ci aspetta con la nuova "carta di identità europea" prossima ventura. Come pure è utile ricordare che questo primo passo verso il Nuovo Ordine Mondiale (NWO) è stato votato da tutti i partiti presenti in Parlamento. Senza alcuna eccezione tra quelli di destra e quelli di sinistra.

1) Sai che è un trattato di riforma europea che sostituisce i precedenti trattati e con il quale si afferma definitivamente la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale?

2) Sai che tutto il potere decisionale in Europa sarà gestito da 27 Commissari (uno per ogni nazione, non necessariamente eletti dal popolo, che dal novembre 2014 diventerebbero meno di 27, in rappresentanza di solo i 2/3 degli stati), dal Consiglio (anche qui, membri non necessariamente eletti dal popolo), e dalla BCE (Banca Centrale Europea… e figuriamoci se gli "eletti dal popolo" li troviamo proprio qui!), e che il Parlamento Europeo continuerebbe ad avere un ruolo puramente consultivo?

3) Ti senti rassicurato dal fatto che così poche persone decidano del destino di 500 milioni di abitanti?

4) Ritieni che esistano organizzazioni che possano agire per condizionare le decisioni di organismi gestiti da così poche persone, non elette dal popolo, che hanno un potere assoluto sul popolo stesso ma che non rispondono a nessuno che li abbia eletti?

5) Hai mai sentito parlare di "BILDERBERG" e "COMMISSIONE TRILATERALE" ?

6) Ricorderai che per far cadere un qualunque governo è necessaria la maggioranza semplice dei rappresentanti (il 50% più uno); sai che per imporre le dimissioni alla "Commissione" è invece necessaria la maggioranza (con voto palese), dei due terzi del parlamento europeo?

7) Sai che il trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte?

8) Con ambiguità il Trattato non cita direttamente la pena di morte ma rimanda alla "carta dei diritti fondamentali" che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere "UNA SOMMOSSA O UN'INSURREZIONE". Nessun esempio è citato per definire il concetto di "sommossa o insurrezione". Ma se il popolo insorge… qualche buon motivo deve pur averlo… però si espone ad un assassinio legalizzato! Ti senti ancora tutelato nel tuo diritto di opporti a… qualcosa?

9) Sai che la politica di difesa del trattato di Lisbona, prevede oltre alle "missioni di pace" anche missioni "offensive"?

10) Sai che in caso di arresto (mandato d'arresto Europeo) potrai essere spostato in qualunque regione europea, proprio come avviene ora all'interno di qualunque nazione tra un carcere e l'altro?

11) Sai che il trattato garantisce l'uguaglianza (reciprocità) tra i membri, ma contemporaneamente garantisce l'ineguaglianza tra essi, consentendo alla Danimarca ed all'Inghilterra di continuare a stampare le loro monete nazionali?

12) Sai che l'Inghilterra rimane comunque proprietaria del 15,98% e la Danimarca del 1,72% della Banca Centrale Europea?

13) Sai che il contenuto del trattato di Lisbona coincide sostanzialmente con quello della vecchia "Costituzione Europea" che è stata bocciata da un referendum popolare in Olanda e Francia? Il "trattato di Lisbona" è stato bocciato dal referendum popolare (quello stesso che si è negato da noi) in Irlanda. Perché queste bocciature? Magari perché questi popoli sono "antieuropeisti" o piuttosto perché sono più informati di noi? (I governi di Francia e Olanda hanno poi ratificato la "costituzione europea" quando questa ha cambiato nome in "trattato di Lisbona" in totale spregio al risultato referendario).

14) Secondo lo studio dell'Avv. Klaus Heeger, consulente per il gruppo democratico del parlamento europeo: la Costituzione garantiva alla U.E. 105 nuove aree di competenza, esattamente lo stesso numero di competenze che sono attribuite al Trattato di Lisbona; in quest'ultimo, rispetto alla costituzione rimangono fuori i simboli U.E.: bandiera inno e motto, ma entra il cambiamento climatico. Le rimanenti nuove 104 aree di competenza (aree cioè nelle quali la possibilità da parte degli stati di legiferare in modo difforme da quanto deciso in sede U.E. è illegale), sono identiche.

15) Sai che gli appartenenti alle polizia ed esercito nazionali dovranno prestare giuramento di fedeltà alla unione europea e chi si rifiuterà potrà essere licenziato?

16) Sai che con l'approvazione del trattato di Lisbona sarà illegale manifestare contro "l'Unione europea"? Questo significa la fine della libertà di esistere per i partiti ed i movimenti ad ispirazione localistica che professino ideali indipendentistici.

17) Sai cosa affermò Jean Monnet, uno dei fondatori dell'attuale idea di Europa? "Le nazioni dell'Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa sta accadendo".

18) Sei consapevole che questo sta accadendo OGGI?

ORA CHIEDITI:

1) Perché i giornalisti sono pronti a mostrarti il plastico e radiografare l'ultimo omicidio di provincia ma tacciono sul trattato di Lisbona, così importante per il nostro futuro e per quello dei nostri figli e nipoti? (continua sul blog Padus 996 da cui ho tratto questo pezzo).
Le repubbliche baltiche (ex socialiste sovietiche) non vedono l'ora di entrare a far parte di questa bella confraternita dei 27 membri che si allarga di anno in anno, a dismisura. Ebbene è il caso di dire che lasciano l'asino per cavalcare il somaro.
Ma più ancora, urge ricordare che nulla della nostra Patria sarà mai più come prima. A cominciare dai decreti legge dei governi eletti, continuamente passati al vaglio dai "revisori" della cosiddetta Commissione Ue. E già se ne sono viste tutte le avvisaglie durante il cosiddetto "pacchetto sicurezza", già nato abortito.

13 August 2008

Agosto, mare mio non ti (ri)conosco

Roba da farsi venire il mal di mare. Anzi, il mal d'Agosto. Ho assistito durante la prima settimana del mese, all'83esima edizione del Palio del Golfo di La Spezia, con la tradizionale regata finale. Le Borgate marinare che vi concorrono (dodici in tutto) rappresentano il tessuto socio-antropologico dei vari comuni del Golfo. Per questo il Palio è da considerarsi non una semplice competizione sportiva, ma una vera e propria tradizione consolidatasi dal lontano 1932 a oggi. E durante le prima domenica d'agosto oltre alla regata ci sono manifestazioni acrobatiche dei parà del Comsubin e delle Frecce Tricolori. In finale dopo le 10 di sera, lo spettacolo pirotecnico dei fuochi d'artificio sul Golfo, sempre di grande suggestione.

Qualche giorno prima della regata, sfila la gran parata delle Borgate per le vie della città con i costumi folcloristici e le allegorie legate ad episodi attinenti alla microstoria dei Borghi marinari del Golfo:

Lerici, Portovenere, Le Grazie, S. Terenzo Tellaro, Fezzano, Marola, Cadimare, i rioni spezzini di Fossamastra, del Muggiano e del Canaletto, quello lericino della Venere Azzurra.

Ma il sindaco Massimo Federici (ex diessino e oggi piddino) quest'anno ha voluto fare del Palio "l'elemento di inclusione sociale" degli extracomunitari, in combutta col CRDD (Circolo Ricreativo Dipendenti della Difesa). Così in mezzo alle iconografie e scenografie delle tradizionali Borgate sono sfilati anche africani, arabi, sudamericani, albanesi (con le loro bandiere), romeni, sudamericani e caraibici. Che ci azzeccavano con la tradizione del Palio dal '32 a oggi? Assolutamente nulla. Mai tenuto un remo in mano; mai avuto un equipaggio che si allena. Federici ha voluto ubbidire ad una pratica largamente consolidata da Stalin: creare una sorta di risiko delle etnie in modo tale da confondere le acque tra autoctoni e allogeni nel nome di quello che è divenuto ormai, un dogma irrinunciabile: INTEGRAZIONE .

Una parola che ha assunto sempre più, il suono dello sciacquone delle toilette, dato che più integriamo loro, più disintegriamo il nostro tessuto sociale insieme alle nostre tradizioni.

E mentre le Borgate si sfidano non senza una punta di legittima aggressività competitiva tra vari campanili come da antica usanza, l'obbligo riservato, invece, a questi neocittadini (?) è quello di amarli per decreto municipale. Anche se non fanno proprio nulla per rendersi bene accetti.

Patetico poi, l' aver osservato due arabi musulmani alla parata in costume del Tellaro che saltellavano in corteo con gli stivaletti dalle punte all'insù alla Sandokan, il turbantello bianco modello ricotta rovesciata in testa simile a quello di Bin Laden e il caftano.
A quando, dunque, la rimozione della targa sulla chiesa di S. Giorgio in Tellaro che ricorda come i suoi abitanti respinsero l'avanzata dei saraceni dal loro mare con la Leggenda del Polpo, il quale avvertì l'intera borgata suonando la campana coi tentacoli?

Dopotutto nel nome di una irenica pacificazione, abbiamo già un illustre antefatto attuale nella Spagna di Zapatero, dove uno zelante sacerdote dhimmo, ha tolto la spada alla statua del santo patrono della Reconquista: Santiago el Matamoros (S. Giacomo l'ammazzamori), per non dispiacere agli islamici.

Più che Mare Nostrum, direi che siamo al Mare Monstrum.