06 February 2008

Ma il Kosovo merita davvero indipendenza?




A giorni ci sarà la dichiarazione di indipendenza unilaterale del Kosovo, ottenuta senza il rispetto della risoluzione 1244 dell'ONU, che aveva confermato la sovranità serba su quei territori. I kosovari preparano già le loro bandiere e non sembrano essere interessati ai risultati delle elezioni serbe che confermano la vittoria del moderato filo-europeo Boris Tadic, sul più nazionalista Nikolic. Giordano Bruno Guerri aveva già messo in guardia dai pericoli di una secessione kosovara nel suo pezzo comparso su Il Giornale " Kosovo, e se un giorno dovesse accadere anche da noi "?
Massimo Fini sul suo piccolo pamphlet "Il vizio oscuro dell'Occidente" (2002) scriveva :


"In realtà agli Stati Uniti interessava insinuare un cuneo di musulmanesimo non integralista - Albania più Bosnia più, in seguito, Kosovo - in Europa a favore del loro più importante alleato nella regione, la Turchia".


Più di recente è apparsa l'opinione del famoso scrittore e drammaturgo austriaco
Peter Handke figlio di madre slovena sul Corriere del 31 dicembre '07 che alla domanda della cronista Elvira Huelbes "Il Kosovo è una regione fatta di odio" così risponde:


" E' sconvolgente che in Kosovo - e non ho niente contro la gente - i bambini albanesi di tre o quattro anni si mettano automaticamente a lanciare pietre contro i pulmini scolastici che hanno scritte in cirillico. Che cosa fanno i padri e i nonni? E' l'educazione dell'odio. Come credere nelle parole del signor Thaci sulla riconciliazione? Uno dei peggiori criminali dei Balcani! Non meritano uno stato. Forse tra dieci anni, se davvero arriveranno ad acquisire una cultura, delle anime, della letteratura, del cinema: ma adesso usano la loro cultura solo per i loro interessi, con odio. Che tipo di Stato potrebbe essere? Ci sono interi villaggi in cui i serbi sono morti o sono fuggiti, e gli albanesi hanno occupato le loro case e le loro terre. Se questo è il nuovo Stato che vuole l'Europa, congratulazioni. Hanno bruciato i dipinti, le icone serbe, hanno bruciato i libri.Questo distrugge la nostra Europa. mi chiedo: come proteggerenno le enclave serbe?".
Va detto che nel territorio kosovaro, le enclave serbe sono distribuite a macchia di leopardo, il che crea non pochi problemi di sicurezza.



"Voi dategli il Kosovo e vedrete: tremerà il mondo" disse un vecchio generale dei parà russi alla fine del conflitto serbo-kosovaro del '99. Così ricorda Francesco Battistini nel suo pezzo "Voglia di secessione, effetto Kosovo nel mondo" sul Corriere di venerdi 1 febbraio, paventando un incontrollabile effetto domino di rivendicazioni separatiste nell'intero mondo occidentale. E non solo.


E allora giù con le dichiarazioni del leader dell'Abkhazia che reclama il suo distacco dalla Georgia ("Anche noi siamo maggioranza, anche noi abbiamo subito una pulizia etnica..."). In Belgio ci sono le Fiandre fiamminghe, in Spagna, l'Eta basca, la Catalogna e l'Aragona. In G.B, l'Ulster, la Scozia e il Galles. Perfino nel tranquillo Canada, compaiono le spinte autonomiste del Québec. Insomma, piccole patrie crescono, avanzano e secedono. O cercano di secedere. E fin qui nulla di particolarmente sconcertante, visto che la globalizzazione economica reca appiattimento, omologazione, frustrante satellizzazione e fa sorgere (e insorgere) più forte la voglia di "identità". Più sconcertante, invece, è un paese mondialista e universalista come gli USA che sponsorizza uno stato artificiosamente autonomo come il Kosovo, nato sulle macerie delle bombe NATO. Chi spulcia i vari postings di questo blog, non può certo tacciare la sottoscritta di antiamericanismo. Al contrario, direi. Ma questa volta cara America, non ti capisco, non mi adeguo e non ti seguo.


Men che meno riesco a comprendere un'Europa che si allarga a dismisura e richiede l'annessione alla cosidetta Unione (?) europea della Serbia, in cambio dello strappo del Kosovo, ottenuto senza la copertura ONU. Chiedere poi la fedina penale alla Serbia per crimini di guerra commessi, e bypassare sul terrorismo dell'UCK albanese e sui misfatti di quel "galantuomo" di Thaci, è un'altra cinica assurdità. Dopotutto c'è più Europa e Occidente in Serbia (paese cristiano) che altrove. L'Italia del ministro degli Esteri D'Alema dell'attuale governo uscente, in questa complessa partita, non capisce ma si adegua e si allinea. Pro Kosovo.

33 comments:

filippo84 said...

Nessie, io faccio l'antiamericano e ti dico che gli USA da tempo stanno lavorando per una contrapposizione fra due blocchi in seno all'Europa (uno filo-atlantico, l'altro filo-russo). La guerra che NATO-USA hanno scatenato contro Milosevic si inseriva proprio in questo progetto: dividere l'Europa (per controllarla meglio) e, indirettamente, indebolire la Russia di Putin, contraria ai giochi di potere "occidentali". Nel mio blog mi sono occupato poco di questioni di geopolitica, ma se vai in Euro-Holocaust e clicchi sul tag "russia est europa caucaso" trovi vari aneddoti e particolari interessanti. In aggiunta, ti consiglio vivamente di leggere un recente articolo di Blondet, intitolato "La Slovenia riceve le consegne da Washington" (in http://www.effedieffe.com). E' arrivato il momento di decidere da che parte stare...

Josh said...

Concordo con il post, e con l’art. di G. B. Guerri, ottima la cit. da P. Handke, M. Fini ha ragione. Da tempo leggevo il tuo blog, ma non ho mai commentato qui perché era già tutto scritto così bene che sembrava intercettassi i miei pensieri, quindi inutile esprimerli di nuovo, sarei stato pleonastico. Ci provo ora, gettando uno sguardo su tutta la zona e gli equilibri…
Il Kosovo sembra una maledizione a più riprese. La prima fase fu tragica. La Serbia certo con Milosevic aveva un delinquente…ma pure l’asse di D’Ulemah e Clinton a sigillare una secessione!
Un’imposizione esterna che ruba un territorio, in pratica… Con Woytila (nessuno si offenda prego) che in pieni anni 90 nella crisi iugoslava riconosceva prima ancora degli Stati e delle Istituzioni il ritornello dell’ “autodeterminazione dei puppuli” (sic), commettendo a mio avviso un grave errore. L’Albania lì vicina reduce da un’era ateista e stalinista sotto Enver Hoxha, che come tutti i paesi reduci dal comunismo, dopo tanto ateismo, passano da un fondamentalismo all’altro, divenendo musulmana mica tanto moderata….L’aiuto mondiale dato a queste entità contro i Serbi (mah, non ne avevano già avuto a sufficienza con Milosevic?) e ora di nuovo ci risiamo…il tutto per dare una testa di ponte alla Turchia, che già era semifondamentalista poi è ancora peggiorata, non avrebbe mai dovuto essere in Eu per quanto l’America la spingesse in quella direzione e anche una parte del ns. centrodx, (ma io non l’ho mai voluta in EU), oggi la venuta della Turchia in Eu è ancora più improponibile : stato antidemocratico, per tacere del trattamento contro tutti i cristiani che avviene in Turchia; siano essi cattolici, ortodossi d’oriente o evangelici, tutti vessati o proprio uccisi.

Josh said...

E non riconoscimento turco nemmeno del proprio olocausto contro gli armeni cristiani agli inizi del 1900. Pure io non sono antiamericano, anzi proprio tutt’altro, ma in queste scelte non l'approvo nemmeno io.
A fine gennaio un contingente di 500 alpini italiani è sbarcato in Kossovo per rafforzare le truppe italiane già presenti. Contro la Serbia, per rubarle il Kossovo albanese. (Nel frattempo tutti i cristiani che erano in Kossovo sono stati espulsi e hanno avuto anche le chiese distrutte, fino alle ultime qualche mese fa a dicembre: ti mostrerei i video su youtube ma li hanno rimossi). D’Ulemah dici non capisce? Io non lo capisco, ma lui, nel suo piano capisce benissimo: come capisce, certo a modo suo, quando va a braccetto in Siria con chi so io, in Iran, in Palestina…quando fa pat pat a Nasrallah, come capisce quando tifa per Hamas, come capisce quando ritiene l’Ucoii una forza democratica, come quando chiama i terroristi autoesplodenti “resistenti” o “miliziani”. Lì siamo noi, invece, a dover capire perché alcuni gli hanno dato il soprannome "D’Ulemah."

Nessie said...

Non mi dire Filippo! Parli con una convinta americanista di vecchia data e ora dover assistere impotente a queste malefatte è una spina nel cuore. E' chiaro che come anticomunista, in un passato assai recente che in Italia peraltro sopravvive, non potevo certo schierarmi con la Russia e approvo le tesi di Vladimir Bukovskij. Però noto che fanno di tutto per farci digerire il blocco musulmano (come ha detto Massimo Fini) Kosovo-Albania-Turchia in Europa-Eurabia con l'avallo determinate dell'America. Ora vado a leggere i links...

Nessie said...

Josh, mi scuso se i vostri post sono stati tanto in moderazione ma ierisera sono stata lontana dal pc e apro solo ora. Intanto benvenuto qui, dopo più di due anni che esisto. :-)
Ti consiglio di cercare sul web l'ottimo pezzo-intervista di Peter Handke "Dalla parte dei serbi del Kosovo. "Vittime della sinistra e della stampa"", del Corriere 31 dice 07. Io non ho potuto mettere un link come ho fatto per Guerri, perché credo che i diritti siano de El Mundo nella intervista di Elvira Huelbes. Ho conservato il cartaceo e ho ricopiato una sua citazione. Qualche blogger ce l'ha per intero questa intervista (Legno storto o il Mascellaro).
Ma c'è dell'altro di inquietante.
Una notizia seminascosta. Il Papa Benedetto XVI, avrebbe ricevuto in gran segreto il presidente kosovaro Fatmir Sedju. E questo il giorno prima del voto serbo. E pare che l'ex presidente Rugova si fosse convertito al cattolicesimo prima di morire. Rugova era un fervente seguace di Madre Teresa. Insomma per la S.Sede il Kosovo è terra di possibile conversione, assai più degli "ortodossi" serbi che riconoscono i loro popi e i loro patriarchi. Per fartela breve, ognuno avrebbe i suoi tornaconti per un Kosovo indipendente (USA, UE e banche e pure il Vaticano).Tutti, tranne i serbi.
So bene che l'Ulema capisce e si adegua: le sue bombe su Belgrado però furono all'insegna dell'Ulivo mondiale, con tanto di colombe papali. Ciao.

Nessie said...

Filippo, ho letto or ora, sulla Slovenia. Ce ne sono di così di info che non sappiamo. Anche la visita del presidente kosovaro Sedju al Papa è passata sotto silenzio. Come vedi alla fine sono tre "universalismi" che si incrociano a vicenda e che spesso colludono pure e mostrano di avere interessi analoghi: Usa e banche/UE e banche/Vaticano e banche.
In altri casi, beniteso, io ho sostenuto il Papa. Come sulla faccenda della Sapienza. E in altri, sostengo pure gli Usa.

Josh said...

Massimo rispetto per le idee di tutti, sicuramente sono a destra da sempre e anticomunista, ma nell'interpretazione EU/Eurabia sto con Oriana. Sono cristiano praticante e osservante, amante e studioso di Bibbia e teologia, personalmente molto debitore al cristianesimo e all'ebraismo, all'EU e agli USA e ad Israele. Appunto appena sento in Blondet o su effedieffe i residui molto ideologizzati di antiebraismo, antisemitismo, antiamericanismo ammantati di cattolicesimo preconciliare alla Lefebvre, sto male e vengo preso da convulsioni, non concordo affatto. L'"ideologia" che non è l'idea, nè la ricerca della verità, ma l'elevazione di un principio astratto, spesso immotivato, innalzato a chiave unica di un sistema logico spesso forzato e demagogico, non mi piace a sinistra, ma, se e quando accade, nemmeno a destra. Un caro Saluto a Nessie.

Nessie said...

Anch'io sto con Oriana, Josh.Senza SE e senza MA. Blondet cade in un teologismo che alla fine diventa forzatura ideologica. E come tutte le forzature ideologiche alla fine diventano una gabbia anche per chi le pratica. Poi il suo amore per i palestinesi, francamente non lo capisco e non mi ci adeguo affatto. Che se li porti a casa sua. Questo non vuol dire che debba essere cancellato dal web. Così come non vuole dire che Massimo Fini per proclamare idee scomode, debba finire a teatro a fare il "Cyrano". Ma questo dei mainstreams controllati è altro discorso.
Torno alla questione serbo-kosovara. Non so se ci rendiamo conto delle conseguenze catastrofiche che potrebbe avere una secessione kosovara in occidente e nel mondo in generale: diventerebbe una gara a richiedere separatismi fasulli.

Josh said...

La gara dei separatismi porterebbe a un effetto catena pericoloso, come tutti i casi che citi. Restando in zona, segnalo una leggenda antica (spero non una “previsione” fantapolitica) del folclore Albanese, che oggi rischia di esser ripresa magari abbinata ad un certo tipo di islamismo politicizzato: si narra da secoli dell’auspicio della glaciazione del mare che separa l’Albania dall’Italia, per realizzare la “grande Albania” nazionalistica, che comprende Kosovo ovviamente e la maggior parte possibile dell’ex Iugoslavia, ma anche buona parte del Sud Italia. La questione non è nuova: al di là del rapporto conflittuale tra le 2 coste italiana e slava fin dall’Impero Romano, va notata qui in Italia la presenza secolare di isole glottologiche di dialetto albanese/arbresh e di una precisa identità culturale secolare http://www.avato.it/arberesh/arbresh.htm , in origine cristiana, in seguito almeno in madrepatria molto meno.
La colonia albanese storica italiana più a nord è Villa Badessa (Rosciano, PE) dal 1744; coloni venuti da Pikernion; colonie albanesi nel Molise (vicino Campobasso: Montecilfone, Campomarino, Portocannone…e molte altre), Foggia (Casalvecchio). La Calabria è fitta: Cosenza (S.Giorgio Albanese, S.Demetrio Corone, Spezzano Albanese); in Sicilia Piana degli Albanesi.

Josh said...

Il 1° nucleo albanese era comandato da Demetrio Reres, giunse in Italia nel XVsec. su richiamo di Alfonso I Aragona per sedare una rivolta in Calabria; come premio, l’Aragona nel 1448 regalò a Demetrio Reres i territori calabresi delle colonie sopracitate. I figli di Reres passarono in Sicilia e fondarono Palazzo Adriano, Mezzoiuso, Contessa Ermellina. Data la secolare presenza, con tradizioni intatte, nel 1948 si celebrò il Quinto Centenario della fondazione delle colonie albanesi, sigillate da un Convegno di Studi (notizie su questo sulle postille al Cours di Linguistica Generale di F. De Saussure, e negli Studi di Glottologia e Lingue Neolatine di Carlo Tagliavini).
Tutto questo, unito alla leggenda dell’Albania unita all'Italia attraverso i mari, o alle mire del nuovo califfato mondiale, chissà….magari faranno la grande Unione Kosovo-Albania-Bosnia-Sud Italia, con il beneplacito (o meno) dell’ “autodeterminazione dei popoli”.
Non ho mai capito però perché sono solo alcuni popoli che si possono autodeterminare, con più o meno appoggi internazionali, mentre altri popoli sono lì solo per farsi determinare da altri :)

Nessie said...

Ottimi richiami storico-antropologici sull'Albania Josh, che francamente non conoscevo così bene nel dettagio come scrivi. Quanto al tuo legittimo interrogativo finale ("non ho mai capito perché solo alcuni popoli si possono autodeterminare ....")penso di poter dare una risposta che già sai anche tu.
Evidentemente perché i cosiddetti "diritti umani e autodeterminazione dei popoli" sono merce di contrabbando che viaggia a scartamento ridotto, a corrente alternata e col solito doppiopesismo tipico della realpolitik, a seconda degli interessi internazionali in campo, che tu citi.
Il sito serbo etleboro italia ( http://etleboro.blogspot.com/ ) scrive un motto nel suo template assai interessante al riguardo: "crediamo di morire per la Patria e invece moriamo per le banche".
Se poi ci aggiungi il fatto che oggi per le Banche ci muoiono anche gli individui che contraggono un mutuo, avrai un quadro ancora più chiaro della disfatta a cui andiamo incontro. Ma non vorrei essere troppo pessimista.

Occidentale said...

Cara Nessie,
ho letto con interesse pari alla mia ignoranza storica del fenomeno trattato nel tuo ultimo Post ( e ho letto altresì le analisi dettagliatissime e informatissime di Josh che deve aver fatto un dottorato di ricerca sulla questione balcanica, a giudicare dalle conoscenze che sciorina qui!).
Per non farmi disorientare dalla complessità del tema, con le sue fasi intricate come intricate sono le responsabilità delle nazioni che hanno interferito nel martoriato territorio dell'ex Iugoslavia, prenderò in esame solo alcune delle affermazioni colte nel vostro dialogare fitto e molto stimolante...L'autodeterminazione dei popoli ad alcuni è permessa e ad altri no, fa venire in mente, tragicamente, la Fattoria degli Animali di Orwell con la sua affermazione tipicamente "comunista" "Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri".Quell'uguaglianza "in più" mi pare di capire che venga dagli interessi economico-politici che possono avere nazioni grandi e (im)meritorie-a seconda dei gusti- come l'America.
Tutti stiamo con Santa Oriana, voglio sperare;e nessuno degli ospiti del tuo Loch può essere tacciato di antiamericanismo.Ma poiché non siamo muniti di paraocchi- altrimenti saremmo comunisti della peggiore specie- ammettiamo tranquillamente che gli Stati Uniti a volte sbagliano:dipenda dal Presidente in carica o da chissà quali pressioni di gruppi di potere che stanno dietro l'inquilino della Casa Bianca.
Riassumendo, con il tuo scritto e con i commenti pertinenti a esso seguiti, mi pare che in futuro ci dovremo preoccupare anche del Kosovo,che è una spina nel fianco dell'Europa- e avevamo già abbastanza preoccupazioni-e sempre in tema di spine, poiché parli del Mutuo che uccide, stamattina ascoltando la radio un dj intelligente e spiritoso proponeva di non votare il 13 aprile per i soliti politici immarcescibili:votiamo per le Banche, direttamente, visto che le nostre vite sono safe(sicure) nelle loro "safe"(casseforti)!
Un saluto da Occidentale
( e perdonate il puerile gioco di parole...)

Nessie said...

Ciao Occidentale, sono stata un paio di volte nella Jugoslavia quando non era ancora "ex", ma era socialista. L'ho attraversata con la mia famiglia per recarmi in Grecia. Se devo darne un giudizio direi che ho visto della gran pietraglia carsica che si sgretola. Ovvio che sulle coste marine, invece, il paesaggio è bello. Ma vedere massi che diventano pietre e pietre che diventano pietruzze (un territorio per capre brucanti) mi fece proprio pensare all'annosa questione balcanica e alla sua endemica frantumazione dalla quale non vengono mai a capo da data memorabile. Guardare poi tutte le cartine geografiche attuali più o meno aggiornate, mi fa venire il mal di mare: enclave serbe dentro il Kosovo a maggioranza musulmana; enclave musulmane nella Bosnia-Erzegovina. Serbi-montenegrini e infine il Montenegro che è diventato stato indipendente dalla Serbia dal 2006. Poi c'è la Slovenia che è membro della Ue dal 2004. Eppoi ci furono gli anni della dissoluzione dove tutti erano contro tutti, e che sono stati più o meno tutto il decennio degli anni '90. Allora non mi occupavo di politica. Ma io credo che un' Europa che fa intervenire gli Americani è una pessima cosa, perché a volte i rimedi sono peggio del male.Assumersi la responsabilità di prendere in mano situazioni spinose dietro casa, sarebbe stata di pertinenza europea. Se non avessimo avuto solo un'insieme di banche e di finanze nonché il veto di "non belligeranza" impostoci fin dal dopoguerra. Ma sappiamo che cuor di leoni abbiamo: solo gente capace di imbastire processi-farsa come quello di Carla del Ponte contro Milosevic (che pur essendo un criminale non è stato l'unico tra i contendenti) e come il tribunale dell'Aja. Ossia, tutto il potere alle toghe. Di più non saprei dirti.
Peter Handke ha scritto un saggio dove denuncia tutti i pregiudizi contro i serbi e la falsità e superficialità dei media, che si intitola "Un viaggio di Inverno".
Contro la stampa Handke ha parole di fuoco e ha dichiarato: "Mi hanno dichiarato guerra per quello che ho scritto per anni". Handke oltre a essere scrittore e drammaturgo è anche sceneggiatore cinematografico. Certamente avrai visto "Il cielo sopra Berlino", di Wim Wenders che è sceneggiato da lui.

Nessie said...

PS: sono riuscita a trovare nell'archivio del Corriere della Sera, l'intera intervista con Handke e ho messo il suo link sul post. Basta cliccare sul suo nome. Leggetela, è molto istruttiva.

Orpheus said...

Cara Nessie, ottimo post che mi ha chiarito un poco le idee, in proposito.
Putroppo non ho seguito la faccenda kosovara, se non molto superficialmente.
Ho letto anche i commenti di Josh, molto interessanti.
E a questo punto concordo, gli USA stanno sbagliando, il problema é perchè appoggiano l'indipendenza del Kosovo.
Come dice l'Occidentale,"l'autodeterminazione dei popoli ad alcuni è permessa e ad altri no" e sicuramente non sono principi di uguaglianza a ispirare tali posizioni.
Gli ingenti interessi economici che ruotano intorno al petrolio potrebbero essere una spiegazione, alla posizione USA. (la mia é un'ipotesi...)
Nel senso che i musulmani hanno tutto l'interesse a espandersi in territori cristiani. Quindi un "do ut des". E se non direttamente, forse gli USA aspirano, ad avere sempre più interlocutori moderati.
Purtroppo i governanti occidentali si fidano delle posizione moderate, ma come stà dimostrando la Turchia, i moderati stanno soccombendo, ovunque.
E' un rischio, troppo alto e non capisco, perchè lo corrano...
Ciao mary

Nessie said...

Mary, la faccenda è complicata e certamente sul piatto della bilancia ci sono gli interessi che dici, visto che anche l'Albania avrebbe risorse petrolifere nel sottosuolo. Ma non è solo di questo che si tratta, ma di altro. Strategicamente è come ha detto Massimo Fini: una testa di ponte tra la Turchia (che gli Usa vogliono nella Ue e che è già nella Nato, ma molti di noi NO) e il mondo mediterraneo-europeo. Ieri l'amica Mytwocents mi ha inviato dei links di media americani e in America fanno circolare una versione fortemente sbilanciata a favore dell'indipendenza del Kosovo.
Pure l'Occidentale (non il nostro amico, ma il giornale on line) mette in HP un articolo fazioso a dir poco sconcertante e oltretutto carico di errori grossolani che un lettore serbo gli puntualizza ad uno ad uno.
Leggi tu stessa:
http://www.loccidentale.it/node/12703
L'amore per la patria lo fanno passare per "ultranazionalismo" e lo criminalizzano. Il risultato di questo bel pateracchio è che i Balcani sono diventati sempr epiù terra di infiltrazione islamica e qaedista.

X Josh e se mi legge anche x il Cittadino perplesso, una domanda.
Quale sarebbe anche in Romania, l'etnia minoritaria a rischio di motti separatisti?

nuovopatriota said...

Abbiamo appurato da tempo, Nessie, che l'Europa lavora contro gli interessi dell'Occidente stesso. E' chiaro che i Paesi dell'Est importano solo desolazione. Stesse a me non avrei integrato nessuno!

+nuovopatriota+
[torneranno i crociati.. e saran mazzate!]

Cuorenero said...

"Americani a casa, cosacchi nella steppa, Europa Nazione, Nazione sarà".
Odio parlare per "slogan", ma tutte le vostre considerazioni e il tuo post, cara nessie, mi riportano alla mente questa canzone di un passato che ho pagato caro ma che porto sempre nel cuore.
"Da Roma ad Atene, da Buda a Stettino, Da Vienna a Varsavia, spezziamo le catene, gridiamo libertà, viva l'Europa libera, viva l'Europa Grande", Instanbul non c'era, il muro di berlino non era ancora caduto.
Non si tratta di pro/anti americani. Si tratta di essere Europei. Quando l'america va verso l'Europa siamo pro, viceversa siamo contro. Non sentirti in conflitto,nessie, sentiti Europea.
Del resto anch'io sono stato fortemente con gli americani qualche volta. Quando? A little big horn ero con gli Americani che hanno vinto quella battaglia, gli unici che scrivo con la A maiuscola!!!

Nessie said...

Patriota, non amo parlare nemmeno io per slogan ma "maxima extensio, minima comprehensio" è quanto ci sta accadendo con l'Eurss e l'Eurabia di Schengen.

Cuorenero, gli Americani sono bravissimi a curare i loro interessi. Provengo da una famiglia di provata fede atlantista, ma non posso essere legata che a dove sono nata e a dove vivo. Cioè qui. E a pretendere "hic et nunc" di curare i miei interessi di cittadina italiana ed europea. Pertanto, le infiltrazioni islamiche nella mia cultura non ci azzeccano per nulla. Ergo, non voglio la Turchia in Europa e non voglio vedere "indipendente" un Kosovo al 90% mussulmano: una vera spina nei Balcani. E scusa, se è poco.
Quest'ultimo non lo ritego un fattore di stabilizzazione. I media e i mainstreams americani ed eurabici possono blaterare finché vogliono: io non me la bevo.

Josh said...

Nessie, in ordine:ho letto al link serbo etleboro, del morire per le banche,
come non essere d'accordo?

Ho letto l'intervista di P. Handke al link: illuminante. Certo è arrabbiatissimo.
(La collaborazione di Wim Wenders e Peter Handke è antica, per es. "Falso Movimento" 1974)
http://www.italway.it/spettacolo/wenders/8).html

mi chiedi qual è l'etnia a rischio separatismo in Romania? Non vorrei dire sciocchezze, non so tutto di tutto; ci sono una 20ina di etnie in Romania, non sempre perfettamente integrate:comunità veterotedesche e ungheresi, ebrei che in Romania se la videro malissimo; serbi...; ho un po' presente la situazione dei Rom in Romania. Non bisogna nemmeno generalizzare: in Romania non li vogliono affatto, meno che qui guarda. Si sa che però una parte dei veri Rom, per esempio, nel solito schemino se vuoi riduttivo lingua/cultura/usi/Libro Sacro, sono diventati stanziali, altri no; molti sono di fede cristiana ortodossa con una grande devozione al rito storico, alcuni sono cristiani evangelici, fanno parte di missioni serie. Una situazione complicata, cui si sommarono 25 anni di Ceausescu...

Nessie said...

Josh, ho riletto adesso l'articolo di Battistini sul Corriere che così dice:
"Rumoreggiano gli ungheresi di Romania e traballa la Transilvania che Ceausescu teneva in pugno". POi c'è la questione armena che taglia trasversalmente molti stati. Insomma, ognuno ha un buon motivo per "separarsi". Proprio come nei matrimoni odierni. Manco a dirlo, il giorno della proclamazione dell'indipendenza del Kosovo sarebbe il 17, un numero che porta jella. L'ha detto stasera il TG.
"Falso movimento" di Wenders-Handke lo ricordo bene: una palla! I registi tedeschi si portano appresso sempre molta pesantezza. Con qualche eccezione.

Filippo84 said...

Nessie, quel link che hai postato da me rimanda ad una pagina di Google (GMail). L'intervista non la vedo. Forse è visibile solo agli utenti Blogger? Boh, non saprei. Ciao.

Nessie said...

Filippo clicca al nome Peter Handke, qui sul mio post e compare.

filippo84 said...

Nessie, io ho cliccato dove dici tu, ma compare la solita pagina di GMail. Vabbè dai, non importa. Non ti preoccupare.

Nessie said...

E' un file documento html ch esi apre. Comunque se hai problemi, te lo invio via email. Magari è più semplice.

Cittadino perplesso said...

Solo oggi sono riuscito a leggere questo post e vedo che mi si chiede della Romania.
Per quel che riguarda l'Ardeàl o Transilvania, come la chiamiamo noi, è una regione che, durante l'impero austro-ungarico si riempì non poco di ungheresi, oltre a quelli che c'erano già. Comunque, storicamente parlando gl'insediamenti dacici più conosciuti (per citare il popolo antenato dei romeni) sono in Transilvania: citerò, per esempio Sarmisegetusa (dalle parti di Orăştie, dipartimento di Hunedoară) o la fortezza-castello di Deva (stesso dipartimento), le cui rovine. Ad ogni buon conto, l'adunata di Alba Iulia, del 1920, sancì l'unione della Transilvania romena al resto della Romania.
In quella regione, vi sono comunque diversi territori abitati da minoranze ungheresi (la minoranza più numerosa), i cosiddetti Székely, che vantano una diretta discendenza dagli Unni (e non a caso, nel loro inno è menzionato Csaba - si legge Ciobo -, figlo di Attila), Sassoni, Svevi e Csango (Ceangăi in romeno) sempre ungheresi. Comunque non si può assolutamente parlare di rischio di sussistenza per codeste minoranze, che, anzi, stanno avanzando pretese sempre maggiori, sostenuti anche da fuori.
Neppure gli zingari possono veramente dirsi a rischio d'estinzione. Praticamente il nomadismo era stato abbandonato, e gli unici due insediamenti pittoreschi, con tende dall'inquietante colore grigio, erano uno tra Târgovişte e Titu (e lo si poteva vedere dal treno, poco distante) e l'altro non ricordo più dove.
Neppure gli Zingari si può dire che corressero o corrano il rischio d'estinzione: sotto Ceauşescu godevano di non pochi privilegi, che erano già iniziati all'epoca dell'unione di Moldavia e Valacchia. Molti nomi famosi sono di origine zingara: il celebre violinista e compositore George Enescu, Grigore (noto solitamente col diminutivo Grigoraş) Dinicu, autore della celebre Hora Staccato (che molti di voi avranno ascoltato, magari senza conoscerne titolo ed autore), e tanti altri. Oltre al campo della musica, molti hanno asceso la scala sociale, tanto da far quasi dimenticare la loro origine, se non fosse per un certo loro particolare modo di fare
a colte simpatico, altre meno, che li fa riconoscere sempre.
Al momento attuale il loro numero è cresciuto vertiginosamente. e, come prevedibile, i problemi con gli autoctoni saltano fuori eccome. Come se non bastasse, è arrivato il politicamente corretto, per cui, invece di chiamarli ţigani (tzigàni) prima i media hanno cominciato a chiamarli rromi, passando poi più di recsnte alla definizione etnie Roma, cosa che fa sicuramente indignare i Romeni, che vedrebbero così avvaloratata la malevole etimologia che considera la Romania come "Terra dei Rom", ma dovrebbe far indignare ancor più gl'Italiani autoctoni e, a maggior ragione i "Romani de Roma" (inclusi quelli adottivi), che poco manca che non si sentano dire che Roma fu fondata dai Rom.
Quanto agli ebrei, il problema è complesso controverso e preferisco non entrare nel merito, non avendo abbastanza dati. Comunque, per quel che ho visto a quell'epoca, c'era un teatro ebraico dotato degli accorgimenti più moderni, con tanto di traduzione in cuffia ed attori di tutto rispetto, roba che i romeni neppure si sognavano. Un centro culturale ebraico con mensa e diverse sinagoghe, e comunque ricevevano fondi anche dall'estero.
Un'altra minoranza è quella armena, quelli della Transilvania cattolici, con chiesa a Gherla (località nota per una delle prigioni politiche), e gli altri armeno-gregoriani, quindi ortodossi, con cattedrale (quindi anche un vescovo) a Bucarest (sul modello della chiesa patriarcale di Etchmiadzin, ma di cemento), due monasteri con chiesa a Suceava, una chiesa a Constanţa e non ricordo più dove. Va detto che molti erano emigrati, durante quegli anni, ma sembra che il fenomeno sia cessato. L'attuale ministro dell'Economia, è armeno, così come altre personalità.
Come altre minoranze ci sono quei Turchi che, dopo l'indipendenza romena, nel 1877, decisero di rimanere, ma non hanno mai creato problemi, come neppure gli Armeni.
Ci sono poi Tartari, Tatari per precisione (anche questi musulmani) ed ibridi turco-tatari (le cui rappresentanze femminili emergono per qualità estetiche), quindi Aromeni (o Macedo-romeni), popolo etnicamente imparentato con i romeni (se ne trovano, per esempio, anche in Bulgaria ed Albania) e parlante una lingua similare. Poi, dalle parti del delta del Danubio, i cosiddetti Lipoveni, di origine russa, fuggiti perchè, seppur ortodossi, avevano alcune divergenze dottrinali: prevalentemente sono pescatori e barcaioli, dal fisico imponente e resistente (il canottiere olimpionico Patzaichin, per esempio, era lipoveno), anche all'alcool. Infine ci sono delle ridottissime minoranze di tedeschi, russi, bulgari, serbi e finanche italiani, giunti lì ancor prima del 1948 ovviamente (non dimentichiamo che la città di Giurgiu deve il nome alla fortezza di San Giorgio, eretta dai Genovesi).
Ad ogni buon conto, finchè son stato da quelle parti, per quello che ho potuto constatare, posso dire che, seppure fossero sottoposte a controllo, con l'evidente intenzione di scongiurare rivendicazioni oltre una certa misura, tuttavia non ho notato particolari vessazioni nei loro confronti, nè a livello di media (allora governativi) nè a livello della gente, che comunque conviveva tranquillamente.
D'altronde, anche per quel che ho potuto vedere in Jugoslavia, non mi era sembrato di percepire particolari tensioni, a parte, ovviamente, certi piccoli campanilismi simili a quelli italiani
I veri problemi, in Romania, sembra stiano scoppiando proprio ora, soprattutto da quando l'UE avanza, e determinate minoranze si fanno sempre più pressanti. Quelle che stanno pressando soprattutto sono Ungheresi e Secuii (Székely) e Zingari, per cui, a trovarsi a rischio, paradossalmente, soprattutto in Transilvania, sono proprio gli autoctoni romeni.
Non dobbiamo dimenticare che tra Valacchi ed Ungheresi c'è sempre stata una notevole ruggine e che il principale problema che dovette fronteggiare il Voivoda Vlad Ţepeş (Tzèpesh), oltre ai Turchi, furono proprio Ungheresi e Sassoni, pronti, all'occorrenza, a scendere a patti poco commendevoli con i Turchi contro i Valacchi (tanto, a "godersi" gli Ottomani c'erano Valacchi e Moldavi!); e non è un caso che le fonti a cui attinse Stocker per il suo malefico libro furono proprio ungheresi, sassoni e soprattutto turche. D'altronde, se leggiamo come certi tenerissimi Turchi parlino degli Armeni, le cose non cambiano poi molto: secondo quella versione dei fatti, gli Armeni sarebbero il peggior popolo della terra. Anche su YouTube si trovano diversi video antiarmeni (turchi, ma anche azeri) particolarmente offensivi. Ero capitato per caso, non molto tempo fa, in un sito moderno, certo, ma follemente panturanico, dove, a parte le contumelie antiarmene, si leggono le teorie più farneticanti, tra le più amene quella che pretende che gli Etruschi fossero Turchi (è vero che tra i popoli del mare gli Egiziani menzionavano gli Etruschi come Turksha, ma, a parte l'apparente assonanza, non c'è nessun'altra relazione.
Non ricordo più dove ho memorizzato il link (se lo ritrovo, lo cito), ma leggere quelle teorie dovrebbe far pensare non poco, visti certi aneliti turcofili dell'UE.

Anonymous said...

Quella che tutti aspettano in Kossovo è una soluzione. Questo desiderio accomuna serbi ed albanesi. Qualcuno vede possibile altra soluzione oltre l'indipendenza?
L'indipendenza non risolve i problemi del Kossovo. Sono poveri e devono ricostruire uno Stato.
Non hanno manco la corrente elettrica.
Non penso che valga l'allarme secessionista geografico paveggiato dalla Russia perchè la vera causa dell'Indipendeza è la pulizia etinica di Milosevic e della sua teppaglia. Handkle dice ben quando si preoccupa dei serbi in Kossovo ma non capisco come fa a domandarsi da dove venga quella violenza dei bambini albanesi.
Cade dalle nuvole.
Le alternative all'Indipendenza sarebbero due: una è continuare la missione così com'è. Lasciare i kossovari nell'indigenza e nell'abruttimento e continuare la missione a spese dell'Onu in un limbo senza tempo. La seconda sarebbe restituire il Kossovo alla Serbia, ma vorrei rammenare che se a Pristina c'è un Presidente discutibile, a Belgrado ci sono ancora due criminali di guerra in libera circolazione.
In proposito nella vicina Croazia già ci si lamenta del fatto che la EU starebbe accellerando le procedure per l'ammissione della Serbia benchè questa non abbia ancora restituito i criminali di guerra sudetti.
Non ci si può scandalizzare per la contrarietà della dichiarazione d'indipendenza (17 febbraio 2008) alla Risoluzione Onu visto che che c'è stata una cosa grande come l'Iraq e che spesso si è detto "quanto inutile sia l'Onu".
Gli americani in realtà hanno accolto kossovari e albanesi in gran numero negli States e così hanno fatto gl'inglesi. Ora le lobby anglo-americano-kossovare-albanesi che avranno dato tanti soldi ai politici americani nelle varie campagne elettorali, hanno inziato ad investire in Kossovo e in Albania, più si avvicna l'indipendenza e più si avvicina o' bisinessie. Anche questo mi sembra normale, meglio aulche investimento immobiliare in più che ingenti investimenti in armi.

Zagazig

Nessie said...

Zagoooooor! che bella sorpresa!:-) Domani rispondo a te e al Cittadino che ringrazio. Ora sono tornata dal cinema e sono cotta.Notte!

Nessie said...

Cittadino, è un bel casino quello che enunci così nel dettaglio e in modo così ben documentato. In ogni caso, fa pensare che la secessione kosovara dalla Serbia potrebbe innescare tutta una serie di irredentismi e di separatismi per tutti i Balcani, passando anche per i Carpazi :-)

Nessie said...

Zagor, è chiaro che nei conflitti, nessuna delle due parti è "innocente" e che le ragioni e i torti spesso si intrecciano e si ingarbugliano da ambo le parti. A noi Italiani la pace in quella zona dietro casa nostra converrebbe, visto che poi le guerre portano profughi a non finire, prestiti in denaro e pure forze militari messe lì a presidiare e che ci costano moltissimo. La mia non voleva essere una dichiarazione di partigianeria "a prescidere" pro-Serbia, ma un mettere sul piatto della bilancia le loro buone ragioni.
Perfino un esperto pro-Nato come il generale Jean della Luiss univerisity, ammette:
"Noi Italiani ce la siamo cavata così: per contrastare le spinte indipendentistiche più forti, degli altoatesini o dei valdostani, il contriuente li paga. Li copre disoldi. Tutto sommato funziona. Perchè di solito il denaro aiuta contro queste pulsioni. Infatti in Alto Adige sono tutti contenti e non ci pensano più a farsi annettere dall'Austria". Ora, a quanto mi dici, la soluzione della "pax americana" rassomiglia un po' a quella italiana: soldi e indipendenza in cambio di pace.
Curioso che tu che sei rifondarolo comunista abbia posizioni vicine a D'Alema e alla Nato, e io che sono una filoatlantica, in questo momento (ma solo in questo preciso momento) sono tangenti a PRC!
La Lega stessa, che era secessionista, ora è filoserba e non è dalla parte del Kosovo, reso surrettiziamente "indipendente". Come vedi, questi temi lacerano non poco le coscienze individuali. Trasversalmente.

siro said...

Nessie, ricordi quando Cossiga ha salvato il governo Prodi con la storia del Kosovo? E adesso, a parte le tue giuste sottolineature, nessuno si degna di risollevare la questione...

Nessie said...

Siro, Cossiga sul Kosovo ha sempre avuto posizioni bombarole e filo Nato (dunque filokosovare). Intendiamoci, negli anni '90 anch'io sostenni la Nato. Ma poi col tempo, qualcosa mi insospettì. Per esempio, che con questo sistema l'infiltrazione mussulmana nei Balcani è aumentata invece di diminuire e che non so quanti mujaheddin e gruppi qaedisti ci sono penetrati.

nuovopatriota said...

Abbiamo anche uno "Zagor"..?
Ottimo; la scure ben si integra con la spada!

+nuovopatriota+
[torneranno i crociati.. e saran mazzate!]