Nessie New Logo
Showing posts with label giustizia e politica. Show all posts
Showing posts with label giustizia e politica. Show all posts

12 February 2020

Aula vuota ma pilota automatico per le Procure


Giorno, anzi, sera di Sant'Eulalia. Avrete visto che stasera al Senato tutto  intorno nell'aula c'erano molti banchi vuoti fra coloro i quali vorrebbero mettere Salvini al gabbio.  Via libera definitivo del Senato al processo per Matteo Salvini sul caso Gregoretti. La votazione, iniziata nel pomeriggio, si è chiusa alle 19. Con 76 voti favorevoli, 152 contrari e nessun astenuto, l'Aula ha respinto l'ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d'Italia che chiedevano di negare l'autorizzazione all'ex ministro dell'Interno, richiesta dal tribunale dei ministri. La Lega, in accordo col suo leader, non ha partecipato al voto, uscendo dall'Aula. Nel gruppo misto, a sorpresa, è stato apprezzabile l'intervento garantista di Casini che ha giustamente parlato di un' odiosa ruota che può toccare a chiunque. Lui che era il  pupillo di Forlani ai tempi della DC e che ha assistito alle stagioni furiose di Tangentopoli, queste cose le conosce bene.  A fuggire a gambe levate sono stati non solo  i voltagabbana grillini che votarono con lui durante il Caso della Diciotti,  ma anche i loro colleghi forcaioli del PD. Tutti assenti ingiustificati. Certo, molti di loro racconteranno  che erano impegnati in altre faccende politiche più importanti. Conte e Di Maio, dopo essersi assicurati che le cose prendessero il verso desiderato, sono stati uccel di bosco. Fanno bene a non volerci mettere la faccia su una simile scempiaggine politica, giuridica e istituzionale. Ma anche se oggi in aula, mancava la loro fotografia, ce ne ricorderemo lo stesso.


Giulia Bongiorno che è un avvocato coi fiocchi, in questi giorni era intervenuta  facendo pressioni su Salvini per frenare una certa spavalderia con il quale stava affrontando la richiesta di processarlo. Anche perché la linea finora sostenuta da Salvini, ovvero di avere agito di concerto col resto del governo e in primis col presidente del Consiglio Conte (in versione gialloverde), potrà forse funzionare mediaticamente e politicamente, ma rischia di essere irrilevante o quasi ai fini del processo. E lei come avvocato lo sa. Che succederebbe se anche Conte e Di Maio ricevessero la chiamata di correo per il caso Gregoretti? Il processo andrebbe avanti ugualmente anche con loro. 



Perché  qui il Problema dei Problemi è una magistratura  proterva che travalica non solo i poteri della politica ma anche dello stato, del governo e della nazione. E che usa le sue sentenze come vendetta politica. L'errore fatale fu quello di aver privato i politici eletti dello scudo dell'immunità  parlamentare effettuato durante Tangentopoli: non so quante volte l'ho già scritto e continuerò a scriverlo. 
I banchi dell'Aula del Senato erano vuoti, è vero, ma hanno innestato comunque il pilota automatico per le Procure. 
Detta in tutta sincerità al posto di Salvini avrei accettato il consiglio della Bongiorno, che è un avvocato coi fiocchi. La casta togata è capace di tenere sotto scacco Salvini per almeno 10 anni. Quand'anche ne venisse prosciolto, nessuno può ripagarlo di tutto il tempo sprecato, di tutte le energie gettate per avere ragione di queste dannate parrucche. E nemmeno dei quattrini  per  gli avvocati, che come è noto non ti difendono gratis.
Detto ciò, il discorso di Salvini sul fatto di aver solo adempiuto al suo dovere di Ministro dell'Interno, di uomo del Governo,  di aver difeso i confini della Patria, di aver fatto quello che faceva parte del suo programma elettorale e per il quale la gente lo ha votato, non fa una grinza. E la gente ti vota affinché tu mantenga quanto hai promesso. Ma - ed ecco il punto - basterà tutto ciò a convincere le toghe più supine e prone ai Trattati internazionali che alle ragioni della difesa della nazione?

Soprattutto io contesto il principio che un ex ministro e oggi Senatore  della Repubblica debba recarsi in tribunale solo per affermare quanto in realtà fa semplicemente parte delle sue attribuzioni e funzioni. Pare che tutto il processo  sul caso Gregoretti vada alla Corte di Catania dove c'è quel Procuratore Zuccaro che aveva già archiviato il caso, perché - a detta sua-  il citato caso non sussisteva. La parola a Zuccaro, allora. Sperando che riconfermi quanto sentenziato per la Diciotti. 
Ma bene sarebbe che da questa storiaccia se ne venisse a capo senza il pesante tallone di ferro della magistratura sulla politica.  E che la politica riprendesse saldamente in mano la sua autonomial'onore perduto. 

17 January 2020

Un sistema blindato da cui non se ne viene a capo




Giorno di S. Antonio Abate. Ci risiamo. La Lega ha chiesto un referendum per l'abolizione della quota proporzionale dalla legge elettorale,  ma la Consulta l'ha bocciato, in quanto ha ritenuto che il quesito referendario fosse manipolativo.  E ora le stalle chiedono a squarciagola che torni  in auge il proporzionale puro. Ovvio, gli stallieri sono in via d'estinzione e difendono a spron battuto il loro zero virgola. E il bello è che attribuiscono a Salvini, reo di volere una legge elettorale in auge in molti paesi del mondo occidentale, quella sete di poltrone che hanno loro.
Come è noto il voto sull'autorizzazione a procedere contro Salvini, accusato per sequestro di persona "aggravato" sull'affaire della nave Gregoretti,  è stato rinviato in modo vile dall'esecutivo in carica. Perché? lo sanno anche i gatti che il governo ha una fifa boia che in caso di autorizzazione a procedere i cittadini avrebbero premiato Salvini alle elezioni emiliane-romagnole. Meglio, allora,  non arrischiarsi.  Perciò rinviano a data da determinarsi. Intanto si prendono del tempo per vedere da che parte tira il vento. Ma il diavolo si nasconde spesso nei dettagli e stamattina alle 9 la Giunta per il regolamento si riunisce per valutare se la giunta per l'Immunità potrà riunirsi lunedi prossimo (20 gennaio). Colpo di scena: la data prima delle elezioni è stata confermata, grazie al voto della presidente del Senato Casellati. Le forzature dei giallorossi per il rinvio ad ogni costo, non ci saranno!

"Abbiamo un problema di democrazia - riflette   Paolo Becchi, editorialista di Libero su Twitter -. Qui comanda un partito che ha perso le elezioni (il Pd, ndr) e un altro che ha perso tutto il consenso che aveva e che si sta sciogliendo in Parlamento come neve al sole". E questi due partiti hanno messo a punto la legge elettorale. "Sono dei ladri di democrazia - incalza il professore -. Sperano di durare imbalsamati sino al 2023, mentre il Paese muore. Sperano di fiaccare il Capitano ma la sua ascesa è incontenibile". Quindi la profezia su Matteo Salvini: "Vincerà in Emilia e vincerà in Calabria e si farà tutte le altre regioni in primavera. E alla fine avremo una Italia delle Regioni finalmente ripulita da Nord a Sud contro un potere centrale autoritario che vuole solo autoconservarsi".

Fiaccare, tirare in lungo,  frustrare ogni aspettativa da parte dei cittadini, mettere pietre sepolcrali, bavagli e museruole al dissenso attraverso la commissione Segre, per ciò che concernono gli sbarchi. Possono sbarcare ma vietato dissentire se poi c'è la marea umana dall'Africa: c'è l'antisemitismo non disgiunto dall'antirazzismo, per decreto.   E ora si parla di rivedere  i decreti sicurezza e quegli strumenti in mano ai cittadini per la propria autodifesa.
Abbiamo capito che ci sono molti grimaldelli da incuneare in questa blindatura asfissiante. In caso contrario, il Paese muore, come già sta morendo. Ma non dimentichiamo: è quello che vogliono, per questo non dobbiamo rassegnarci.

Le ultime voci delle animucce belle, riguardano le elezioni regionali: non vanno prese come un test nazionale, dice  con sussiego e pruderie la piddina Alessandra Moretti. Ah, no? Se non ci fanno votare da nessuna parte, è evidente che quelle consultazioni assumano un peso specifico notevole, come è già avvenuto per l'Umbria. Del resto, quando si ha una repubblica sotto sequestro come la nostra,  quello locale, diventa un test nazionale, le europee diventano un altro test nazionale.
Purché da qualche parte ci siano elezioni con scheda e matita, sempre più negate. O il cui risultato viene rovesciato in qualcos'altro (vedi le elezioni del 4 marzo 2018).



Un ultimo esempio per mostrare il  doppiopesismo relativo alla casta magistrale. Mentre vengono (e giustamente) inasprite le pene per gli ubriachi al volante che compiono stragi di innocenti, c'è chi se la cava a buon mercato: la figlia della Boccassini  Alice Nobili che ha patteggiato 9 mesi per l'omicidio colposo del medico Voltolin. Era una notizia vecchia dello scorso anno, già fatta filtrare assai in sordina da ambienti giornalistici che seguono la cronaca giudiziaria milanese, ma i giornaloni  e il resto dei media, hanno applicato l'omertà più ignominiosa, al riguardo. Sul luogo del sinistro era intervenuto il capo dei vigili urbani Marco Ciacci ex responsabile della polizia giudiziaria nonché collega della Boccassini. Qui tutti i dettagli di una faccenda invero assai poco limpida. Alla ragazza non sono state somministrate prove per il tasso alcolemico  né alcun esame tossicologico riservato ad altri :

http://www.imolaoggi.it/2020/01/12/investe-e-uccide-un-medico-figlia-della-boccassini-patteggia-9-mesi/

Signori, that's Italia! E da qualche parte si deve cercare di creare una breccia contro questa insopportabile blindatura. Sennò si muore.



20 February 2019

Chi cavalca la Tigre non può più deciderne la direzione



 Giorno di S. Mansueto. Mentre molti italiani seguivano le votazioni della piattaforma Rousseau sulla decisione relativa all'autorizzazione a procedere verso Salvini, ecco la nuova notizia-bomba: l'arresto ai domiciliari dei due Renzi senior: padre a madre dell'ex presidente del Consiglio. Non voglio entrare nel merito dei numerosi addebiti: molti giornali e siti di destra li danno quasi per "pendagli di forca"
(Secondo l’ordinanza del gip, ci sarebbero anche casi di veri e propri pagamenti fantasma, spesso collegati a stranieri). Qui in ogni caso i capi d'accusa. 
Ma non è questo il  punto. Quel che diverte in queste ore sono le acrobazie dialettiche da parte del principale partito pro-Toghe: il PD. "Noi siamo sempre per l'autonomia della Magistratura però..." "Noi non gridiamo ai complotti, però..." "Si tratta di un colpaccio mediatico, perché depista dal risultato della piattaforma Rousseau". "Abbiamo piena fiducia nell'azione della magistratura però..." "Mandare tutto il carrozzone mediatico sotto la villa dei genitori di Renzi è gogna mediatica". 
 Il carrozzone non piace neanche a me, ma dato che siamo in "democrazia" e se lo sono beccato a turno la buonanima del Bettino Craxi, la buonanima del gobbo Andreotti,  Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e tanti, troppi altri inquisiti eccellenti, non vedo perché la macchina mediatica dovrebbe essere fermata per gli anziani coniugi Renzi. O tutti o nessuno. O nessuno o tutti. E' la stampaglia, Bellezza! C'è dell'altro? Certo...
 Le dichiarazioni di Renzi figlio in queste ore, secondo le quali se non fosse sceso in politica tutto questo non sarebbe accaduto. Ma va'? Ha fatto una bella scoperta! Infatti sembra di sentire una brutta replica del Berlusca, il quale non più  tardi di tre sere fa a Porta a Porta ha detto più o meno la stessa cosa:  se si fosse occupato solo di aziende  i giudici lo avrebbero lasciato in pace. E allora, assodato che la Magistratura scende in campo, interviene a gamba tesa, spariglia le carte a suo piacimento e FA di fatto POLITICA, cosa aspettate , o politici, a disattivarla riformandola RADICALMENTE?  Ma io so che siete troppo vigliacchi per farlo.

E a proposito di Bru-Neo Vespa mi tocca pure dargli atto di un' arguzia sorprendente come questa : Caso Diciotti. Una consultazione on line per stabilire se il potere legislativo deve consegnare il potere esecutivo al potere giudiziario”. 
Questa della piattaforma Rousseau è davvero una bella trovata per cavarsi di impaccio e non saper rispondere a tono alle intrusioni dei magistrati. E su questo ha  avuto ragione Giorgia Meloni:
"Qualcosa mi dice che nella consultazione online gli iscritti alla piattaforma Rousseau voteranno per non processare Salvini sul caso Diciotti. Cari amici del M5S, non sarebbe stato meglio dichiararlo subito, senza esitazioni, invece di fare tutta questa confusione?".

 Eh sì, cari  i miei Grullarelli, la politica si fa assumendosi personalmente le proprie responsabilità senza deleghe né deroghe.
Ma come definire la cultura politico-giuridica dei piddini?  Inalberano cartelli con la scritta "La chiamavano ONESTA'"  e "Vergogna!". Insultano e si fanno beffe dei grillini perché non sono stati "coerenti" e hanno pure rinunciato ai "loro valori". Sì ma quante volte avete risvoltato la gabbana voi altri, in nome del Bene supremo del Partito? Quante volte siete passati con spregiudicatezza dallo Zenit al Nadir, in nome della "verità rivoluzionaria" da Gramsci a oggi?
Insomma li scherniscono perché non hanno saputo consegnare Salvini (ovvero un loro stretto alleato di governo con il quale è stata concordata l'azione della Diciotti)  a un giudice di parte  che più di parte non si può. In pratica sollecitano  quella politica giudiziaria che giudicano forcaiola per se stessi, ma giusta, sacrosanta, pura, doverosa e inevitabile,  per le altre forze politiche. 
 E allora via con lo stesso vocabolario che prima rimproveravano ai "destri"  e in particolare al Berlusca sulla “giustizia a orologeria” e la  “coincidenza sospetta”.

Cari Sinistri,
voi avete sempre cavalcato quella Tigre famelica della  Giustizia che ritenete "giusta", "imparziale" e "autonoma".  Avete urlato ai 4 venti che bisogna "rispettare l'autonomia della Magistratura", considerandola un'entità "super partes". Avete persino scelto nel vostro staff politico alcuni, magistrati che entravano e uscivano dalle aule delle procure a quelle di Montecitorio. Qualche nome eccellente? Violante, D'Ambrosio, Finocchiaro, Paciotti, Casson.  Ci hanno preso gusto le toghe a "scendere" (o a "salire", a seconda dei punti di vista) in politica . E allora si sono estesi anche ai cespugli rossi e arancioni i vari De Magistris, Ingroia, Grasso (Leu).
Ora ve la tenete per quello che è, la vostra tigre, e ricordate che chi la cavalca, poi non può più deciderne la direzione. E rischierà di sbranarvi.
In questi giorni perfino Renzi indossa il Manto d'Agnello e dichiara contrito: "Contro di me solo una campagna d'odio". Quando gli "odiati" e i perseguitati erano gli altri, lui  dov'era? Ma se si tratta dei suoi familiari  diventa un processo "così assurdo e sproporzionato”.

Da segnalare la dichiarazione di  Berlusconi che per lo meno si è mostrato "garantista" sull'autorizzazione a procedere contro Salvini:  critica  i grillini perché non hanno saputo tener fede ai "loro valori". Surreale! Quali sarebbero questi valori? Quelli delle manette a un politico che fa le cose per le quali  è stato eletto? Se è così, W l'Incoerenza.

29 January 2019

Lo scacco matto del Capitano



Giorno di S. Costanzo e ultimi tre giorni della Merla. La partita è rischiosa e la navigazione è un po' a vista. Molti interessi si incrociano dietro all'affaire della SEA WATCH. In primis l'Olanda che è tornata a fare l'Olandese Volante e non vuole assumersi le sue responsabiltà . Ma anche la Germania da cui proviene l'Ong in oggetto. Ma il fronte ostile  a Salvini è un fronte esterno (nazionale e internazionale) (Procure, tricoteuses di sinistra, radicali, Farsa Italia, Cei, Ong, paesi Ue rivali come Francia e Germania, ecc. ), ma anche interno: la sponda giustizialista grillina, le grandi manovre di Conte con Merkel  e Macron, in cerca di eventuali "spalle" a cui chiedere  buoni consigli.
Per questo c'è stato bisogno di un coup de théatre a sorpresa. Mentre tutti pensavano che Salvini dicesse SI all'autorizzazione a procedere, ecco farsi largo il NO. Merito della pressione sul web di gente come Borghi, di giuristi come Becchi e Augusto Sinagra, di Carlo Nordio.
E più modestamente anche della sottoscritta e dei vostri commenti. Ecco arrivare la Lettera di Salvini al primo dei giornali a tiratura nazionale, il Corrierone.  E che lettera! In punta di diritto e in punta di governo, nella quale si evidenzia che questa non è stata una sua iniziativa personale, ma di tutto l'esecutivo. Pertanto, da quando in qua un governo si fa processare se viene eletto espressamente per realizzare gli scopi  politici preposti? ed eletto dal popolo sovrano?
https://www.corriere.it/politica/19_gennaio_29/salvini-per-diciotti-stato-interesse-pubblico-dd7b8baa-2344-11e9-9543-1916afeb08d9.shtml


Il capretto espiatorio avrebbe dovuto rassegnarsi al macello delle Procure, legato su un carro, con le orecchie basse, attorniato da tanti bei consiglieri fraudolenti (fatti processare! fatti processare!). Ma ecco rispondere picche e pan per focaccia ai Pentagrulli. Ora Di Maio è costretto a incassare il colpo,  mentre Toninelli ha dovuto ammettere al TG che è stata una decisione governativa. 
Vedremo un po' se Conte osa fare l'Avvocaticchio del Diavolo. In ogni caso se ci prova con la Merkel, dalle cui conversazioni a Davos (c'è l'audio), pare che sia emersa la richiesta di "buoni consigli elettorali" per le Europee, e  con Macron, deve stare all'erta: lo terremo d'occhio. 

Frattanto....Ooops, ci siamo sbagliati! Noi credevamo che Salvini fosse fesso e invece... e i grillini per giustificare  il cambio di rotta immediato con  capriola dell'ultima ora assunta sono costretti a battersi il petto e a dire: Denunciateci tutti! Siamo tutti colpevoli! 
Non voler riconoscere il fumus persecutionis  sulla persona di Salvini da parte di chi dovrebbe amministrare verità e giustizia, è un errore madornale, da dilettanti allo sbaraglio. Fidarsi della casta più infingarda d'Italia affinché giustizia sia fatta, pure. Ma tant'è...

Il Capitano ringrazia, incassa e porta a casa. 
Ma le toghe raddoppieranno la partita in cerca di mattanza,  secondo il modello Severino Citaristi della vecchia DC: se un'inchiesta e un avviso di garanzia non basta, raddoppiamoli! triplichiamoli!  fino a seppellirlo. Ogni giorno un avviso.

E' solo che oggi il Re Ermellino è nudo (nonostante la stola)  e non siamo più ai tempi della Prima né della Seconda repubblica. The times they are a changing. Scommettiamo che il prossimo teatro di guerra sarà lo scontro fra toghe e il loro disfacimento e implosione?
TOGA TOGA TOGA!  
Nuovi kamikaze crescono...


26 January 2019

Salvini non deve mollare



Giorno dei SS. Tito e Timoteo. A quanto pare non basta nemmeno più  che un procuratore di Catania (Carmelo Zuccaro), abbia archiviato il caso della nave Diciotti contro Salvini. A quanto pare per la casta dei giudici è sempre possibile esercitare l'arma del ricatto dell'eterno processo che penzola come una spada di Damocle e che può essere riaperto in qualsiasi momento e  a loro arbitrio. In particolare in prossimità delle elezioni europee, guarda caso.
Salvini non faccia l'eroe né il martire e NON rinunci all'immunità parlamentare. E' palese anche ai ciechi che con questa mossa i giudici sono in campagna elettorale pro Europa e per "più Europa". In ogni caso vogliono ingabbiarlo in uno di quei processi infiniti secondo lo "schema Andreotti", dove anche nel caso in cui  risultasse vincitore, perderebbe i giorni e gli anni migliori della sua vita per difendersi, accreditando i tre  giudici in oggetto (guarda caso di Magistratura Democratica) del ruolo di pubblici Inquisitori morali (poiché questo fanno) . E risulterebbe di fatto esautorato dalle sue funzioni di Ministro dell'Interno. Interessante, a questo proposito, l'analisi del giurista Paolo Becchi comparsa su Libero che titola  "Perché  Matteo Salvini deve evitare il processo politico".  

Il quale Becchi così conclude: Salvini farebbe bene ad evitare un processo politico che potrebbe anche concludersi con una sentenza di condanna. La cosa migliore da fare è che Lega e M5S, unitamente a Forza Italia e Fratelli d' Italia, votino compatti in Senato per respingere l' autorizzazione a procedere. Contro un processo politico occorre che il Parlamento risponda con un atto politico. I numeri a Palazzo Madama ci sono e l' Italia non ha bisogno di martiri.

Becchi però nel suo pezzo dimentica che i 5 stelle hanno fatto una grande campagna di propaganda elettorale nei confronti dell'abolizione dell'immunità parlamentare e che richiedono l'autorizzazione a procedere, ad ogni costo, nella loro ottusa visione manettara. Perciò non c'è di che stare troppo allegri. Nel mentre la Sea Watch olandese legata ad una Ong tedesca cerca di sfondare ad ogni costo il blocco, supportata dalle toghe.  E se ce la fa a sfondare, ecco che ne arriveranno altre, eppoi altre ed altre. Più numerose dei pesci del Mediterraneo.

Inoltre i 5 stelle hanno tutto l'interesse a disfarsi di un ingombrante alleato di governo che rischia di sottrarre loro un mucchio di voti alle europee.
Ecco comunque un altro eccellente pezzo del prof. Augusto Sinagra dal titolo DIFENDERE MATTEO SALVINI E' UN DOVERE CIVILE.

Lo dico e lo  ripeto: Salvini non cada nell'ingenuità di accettare l'autorizzazione a procedere: fornirebbe un assist  clamoroso alla magistratura ideologizzata e alla componente giustizialista dei 5 stelle.

09 September 2018

Eversione, sovversione, rivoluzione: qualche chiarimento





Qualche chiarimento sul termine usato da Magistratura Democratica nei confronti di Salvini. Le dichiarazioni cosiddette "eversive" fatte da Salvini sarebbero l'aver ricordato che mentre lui è stato eletto dai cittadini(vero), loro non sono stati eletti da nessuno (verissimo). La verità non è "eversiva", e voler negare l'evidenza non li porterà lontano. Il problema è che la casta dei togati oggi mette paura ai cittadini italiani ma non viene stimata né ammirata. E' finito da un pezzo l'idillio di Tangentopoli, con le signore della Milano-bene che sfilavano coi palloncini bianchi.  Si stima e si rispetta qualcuno che ispira fiducia, non chi incute spavento. Ma come abbiamo potuto arrivare a quanto è oggi sotto i nostri occhi? Una manovra a tenaglia contro un ministro della Repubblica che si snoda da Agrigento (passando per Palermo) per aver impedito gli sbarchi di clandestini della motonave Diciotti. Mentre  a Genova  bloccano tutti i conti  (anche le donazioni a futura memoria) alla Lega per impedirle di esistere, di avere quell'agibilità politica propria a tutti i partiti.  A Sud si priva Salvini della sua libertà (rischia l'arresto), mentre in una città del Nord  si provvede all'esproprio di quel denaro senza il quale è impossibile muoversi.  Tutto ciò ha l'aria di costituire il fuoco di sbarramento di un'artiglieria. I rischi sono alti e Salvini rischia la reclusione. Ma il vulnus inferto a noi cittadini è altrettanto grave, perché il nostro voto è stato buttato  con disprezzo e protervia nella pattumiera.

Salvini mostra la busta recapitatagli dalla Procura 

Come ho già avuto modo di scrivere la vera "eversione", ma anche "sovversione" (tenuto conto che entrambi i termini stanno a significare che mirano al rovesciamento dell'ordine costituito) è in realtà  uno strapotere giudiziario che soverchia, imbavaglia e impedisce alla politica (nella fattispecie alla "buona politica") di poter essere operativa ed efficace per noi elettori. Riceverne il mandato ed eseguirlo: è questo lo scopo di un parlamentare legittimamente eletto.  In particolare se poi questo è anche titolare di un dicastero di peso come quello  dell'Interno. Le conseguenze del gesto della lobby giudiziaria saranno esiziali per la democrazia e già fin d'ora se ne vedono gli effetti:


  • Sfiducia nelle elezioni, tenuto conto che intanto il risultato può essere sovvertito a proprio bell'agio.
  • Sfiducia nel comune senso di giustizia. Un individuo, una collettività e un paese senza questo  sentimento non possono vivere.
  •  Sfiducia nelle istituzioni.


Voglio tornare però sul termine "eversore", "eversione" ed "eversivo" che ricorre in queste ore. Entrambi i termini "eversivo" e "sovversivo" stanno a significare - come già scritto sopra -  miranti al rovesciamento dell'ordine costituito. Curiosamente però il primo dei due,  è  molto usato a sinistra che sembra dargli una valenza ben più grave e peggiorativa di "sovversivo", "sovversione". Perché? Semplice, perché storicamente i "sovversivi" erano i "rossi". E allora le ribellioni comuniste vengono tollerate anche se violente, in quanto animate da una dottrina detta  di " giustizia sociale", in qualche modo ritenuta riparatrice. Ecco perché il "sovversivo" che spacca vetrine o lancia oggetti contundenti contro la polizia, viene quasi subito rilasciato.


Diego Fusaro (verso  il quale nutro pure simpatia) non fa che citarci Antonio Gramsci come il giustiziere calpestato dall'attuale regime mondialista e "turbocapitalista". Sbaglia. Se oggi siamo arrivati all'impossibilità di avere una vera alternanza anche a nuovo governo avviato, è proprio per eccesso di gramscismo e di occupazione delle "casematte" gramsciane come Magistratura, Funzione Pubblica, scuola, università e atenei, ricerca scientifica, Rai tv, cinema, teatro e  altro ancora. Molto lavoro di occupazione di tutti questi gangli è stato effettuato nel corso di decenni e decenni. Come abbiamo potuto ridurci in questo stato? Come abbiamo potuto consentire che ci scippassero perfino il voto? E in nome di quale "terzietà" e presunta superiorità di quale Ente?
Ci siamo arrivati proprio perché c'è stata prima Mani Pulite. A forza di non reagire  ai soprusi ci fanno trangugiare dosi sempre più massicce e letali di veleno. E' la strategia della tortura progressiva. Spodestare con l'uso della forza il tiranno è salutare per un popolo degno di questo nome e lo diceva perfino S. Tommaso d'Aquino. Il popolo italiano non l'ha fatto, non ha cercato né la sua salvezza né la sua salute. Forse in cuor suo, sperava che la "salvezza" gli venisse  proprio dai giudici, deputati a fare le "rivoluzioni" per conto loro: una scorciatoia  rivelatasi del tutto fallace e ingannevole.

Un pensiero "dietrologico" (in realtà storico, dato che la storia è costretta a una disamina del passato) su Mani Pulite. Le vicende di Mani Pulite - lo si è scoperto dopo diversi anni - avevano, come promotori e gestori, le grandi oligarchie internazionali: i banchieri del panfilo Britannia, i servizi segreti americani e inglesi, le consorterie finanziarie, le corporation,  e via di seguito.

Tutti uniti nel progetto di distruggere il sistema economico italiano caratterizzato da una forte componente pubblica che andava privatizzata e fatta passare in mani straniere. Nasce, col pretesto di ovviare alla "corruzione" dei "grandi carrozzoni di stato",  il Mito delle Privatizzazioni al quale si sono sottomessi di buon grado anche molti esponenti "di destra", visto come la panacea del risanamento dei conti. Come ho spiegato molte altre volte, le privatizzazioni funzionano in regime di sovranità nazionale. In caso contrario, diventano strumenti di esproprio e di  ulteriore cessione di sovranità, oltre che di sfruttamento e ricatto per chi vi lavora (le delocalizzazioni numerose inferte alle multinazionali, accompagnate da drastiche riduzioni del personale).
Oggi  si ha l'impressione che le cose stiano un po' diversamente: gli Stati Uniti hanno un'amministrazione  detta "populista" e quindi in teoria, vicina al nostro governo.
Credo che l'azione contro Salvini sia da considerare una questione interna con l'appoggio di qualche nostalgico della globalizzazione alla Soros, duro a morire. E' chiaro che abbiamo anche noi, come Trump,   il nostro"Deep State" all'italiana e un po' provinciale, che cerca di eliminare un governo che minaccia di toccare i privilegi delle varie corporazioni e gruppi d'interesse che lo compongono.
La questione di ridurre drasticamente le migrazioni con il loro largo giro d'affari e la costellazione di Ong, Onlus che vi campa sopra, l'eventuale  nazionalizzazione delle autostrade deve aver fatto drizzare i capelli in testa ai Signori della cupola e probabilmente li ha spinti ad agire. Ma soprattutto  emerge che anche la lobby giudiziaria è parte integrante del disegno eurocratico e ne è in qualche modo "la testa d'ariete" in Italia. Non dimentichiamo che la stessa Mani Pulite era transnazionale (Clean Hands). 

Due cose sulla presunta "autonomia e indipendenza  della magistratura" di cui si riempie la bocca in queste ore il ministro di Grazia e Giustizia Bonafede.  Funziona un po' come "l'indipendenza delle banche": alla fine comandano loro e impongono la loro legge, quella del più forte. Quella che non devi mai reagire né criticare, perché intanto sono loro ad aver "il coltello dalla parte del manico". Superior stabat...Magistratura.  E ne sanno qualcosa anche singoli cittadini  non necessariamente politici quando incappano, per sventura,  nelle sue spire kafkiane. (il caso Tortora,  il caso  del povero Gigi Sabani morto di tumore, il caso Zornitta).

Ho detto un'infinità di volte che oggi (e in molti casi anche nei tempi passati) sono le élites a fare rivoluzioni. Vedere il libro di Christopher Lasch.  Ma i "Padroni del Linguaggio" sono riusciti ad attribuire un significato positivo a questa parola, anche quando lascia macerie, feriti, moribondi e morti  in campo. A cominciare dalla pubblicità quando lancia un prodotto reclamizzato come  "rivoluzionario", per indicare un prodotto con effetti "straordinari", praticamente "miracolosi".  Scrive in proposito Alexander Solgenitsin nel suo celebre discorso alla Vandea"Contro ogni rivoluzione", discorso che è ormai  diventato una lectio magistralis da imprimere nella mente: 



Ci si è a lungo rifiutati di ascoltare e di accettare le grida uscite dalla bocca di coloro che morivano, che venivano bruciati vivi: i contadini di una regione laboriosa, per cui sembrava che fosse stata fatta la Rivoluzione, ma che questa Rivoluzione oppresse e umiliò fino in fondo, ebbene sì, questi contadini si rivoltarono contro di essa.

Che ogni rivoluzione scateni negli uomini gl’istinti della barbarie più elementare, le opache forze dell’invidia, della rapacità e dell’odio, i contemporanei l’avevano capito bene. Pagarono un tributo molto pesante alla psicosi generale…

La stessa parola “rivoluzione” (dal latino revolvo), significa “riportare indietro”, “tornare”, “riprovare”, “ridestare”, nel migliore dei casi mettere sottosopra: una sfilza di significati poco invidiabili. Ai nostri giorni, se la gente attribuisce a qualche rivoluzione l’epiteto di “grande” , lo fa solo per circospezione, e molto spesso con molta amarezza…(...)

E ancora: 

Mai, a nessun paese, potrei augurare una “grande rivoluzione”…La Rivoluzione sovietica…ha trascinato il nostro popolo nell’abisso della perdizione. Mi dispiace che non ci siano qui oratori che possano aggiungere quel che ha insegnato loro alla resa dei conti l’esperienza della Cina, della Cambogia, del Vietnam, e ci possano spiegare quale prezzo hanno pagato questi paesi per la rivoluzione.

E' chiaro allora che la Magistratura in Italia rappresenta il braccio armato di questa "rivoluzione" globalista e mondialista, un vero e proprio cantiere di demolizione di tutto l'esistente. In pratica, esiste  una sorta di guerra sorda  e "non  dichiarata" che passa per il tramite delle "procure".  Morti, numerosi suicidi,  malati di cancro dopo aver subito lunghissimi ingiusti processi: è questo il macabro scenario del quale è costellato il paesaggio italiano  dopo Tangentopoli e quello successivo.
E allora qual è il rimedio? Il voto? Nuove elezioni? No, è tutto inutile perché cercheranno di prevalere, di soverchiare e di schiacciare ogni personaggio politico che sollevi giuste istanze dalla parte dei cittadini. Loro ormai hanno per referente, non la Patria, ma l'ONU.  Non il diritto nazionale, ma quello mondiale. Pertanto ci saranno altri conflitti fra  i vari corpi istituzionalli dello stato. 
Se all'interno della corporazione giudiziaria ci saranno magistrati onesti, non ideologizzati, ebbene, è ora  che si facciano avanti e combattano coraggiosamente contro gli abusi e le incongruenze di  chi fa strame del diritto,  come stiamo assistendo in  questi giorni. In caso contrario, sarà la popolazione a dover provvedere a ripristinare l'equilibrio di quella bilancia delle Giustizia che ora è sbilenca. Ma non sarà indolore per nessuno. Ecco perché è preferibile e auspicabile  una soluzione istituzionale.