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17 December 2017

Nuove asinerie della ministra PI




Tra le molte ragioni per le quali il PD dovrebbe essere cancellato dal paesaggio politico, c'è l'arroganza accompagnata da incompetenza e da ignoranza di alcuni suoi ministri, titolari di ministeri di peso. Alla ministra della Pubblica Istruzione  Valeria Fedeli non bastava taroccare la sua laurea inesistente facendo passare i suoi diplomini di assistente sociale per dottorati. Ora scrive al "Corriere della Sera" una lettera nella quale, a parte la sciatteria dello stile e l'uso improprio della punteggiatura, sbaglia i congiuntivi e quella che chiamano consecutio temporum. Ovvero la corretta correlazione tra i tempi.
 Il quotidiano Libero ha già evidenziato lo svarione:

"Un'ultima considerazione: a proposito di aggiornamento, sarebbe opportuno che lo studio della Storia non si fermasse tra le pareti delle aule ma prosegua anche lungo i percorsi professionali".

"Proseguisse" (in luogo di "prosegua") che concorda con "fermasse", lo avrebbe potuto scoprire anche solo rileggendo il periodo.  E constatando che non suona. Non ce l'ha, la ministra,  un ghost writer o speech writer per scriverle i discorsi? Facciamo una colletta e procuriamogliene uno.
Ma ci sono pure errori e improprietà circa l'uso della punteggiatura. Prima della congiunzione "ma", ci vuole la virgola,  mentre i due punti avrebbero dovuto essere posti così:

"Un'ultima considerazione a proposito di aggiornamento: .....ecc. ecc. (...)"

Sono cosette che sanno anche le "maestre d'asilo", sue colleghe. Non c'è bisogno di una laurea. Nemmeno, se tarocca.  In compenso la ministra va per le scuole (anzi, Squole) a tenere  agli studenti,  corsi contro "le fake news", insieme a quell'altro geniaccio della Boldrini. Più "fake" di lei, mi piacerebbe sapere chi c'è.

Laurea tarocca della ministra

Il PD deve farci smaltire pure l'arroganza e la tracotanza di  Poletti (ministro del Lavoro) verso i giovani a proposito della loro fuga all'estero. Alla domanda "Centomila giovani se ne sono andati dall’Italia"? Lui risponde:

"Sì, ma non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi” (fonte il Fatto quotidiano).

...e continuano a votarlo... Ma poi anche se nessuno dovesse votare per il PD, resterebbe (come resta) comunque in sella per diritto divino. All'Eurocrazia piace.
Ignoranti bifolchi che non sono altro!

NB - E' arrivata nelle redazioni dei giornali la lettera del portavoce della Fedeli, Simone Collini, lettera nella quale chiede venia dei suoi strafalcioni, assumendosene la responsabilità. Della serie, quando la toppa è peggio del buco. 

12 December 2017

Iconoclastie prenatalizie




Rieccoci qua come ogni anno a parlare di presepi buttati all'aria o rifatti con gommoni, o con relitti di barconi. Di preghiere cristiane revisionate da papi in odore di apostasia, di Celentani imbecilli ospitati da giornali di grido  con sciapi articoli formato-lenzuolo, per spiegarci che è giusto "ritoccare" la traduzione  del Pater Noster (che fine teologo!) perché altrimenti si "cade in tentazione";  di poveri Gesù riletti in chiave islamica, di chiese che si fanno non solo sempre più deserte, ma quelle moderne sul piano  architettonico vengono edificate  brutte che più brutte non si può (fatte a capsula spaziale, altre fatte a ciminiera, a fisarmonica,  altre ancora simili a igloo degli eschimesi ecc.).

 Sì,  poiché le chiese "belle" già  monumenti storici d'arte, ormai vengono riempite da eventi mondani esclusivi e a numero chiuso: matrimoni e funerali di grandi star, con annesse passerelle di moda e assalto di paparazzi. Del resto, cominciano già a far pagare l'ingresso come avviene nel Duomo di Milano, sempre gremito da code di visitatori.  Intendiamoci, queste operazioni di iconoclastia e di simonia in grande stile non si fanno solo durante le festività di Natale, ma esistono tutto l'anno.
Prova ne sia l' incursione del mese scorso di uno straniero del Ghana (il Messaggero non ha voluto specificare la nazionalità per accontentare la Boldrini) che è entrato nella chiesa di San Vitale a Roma devastando statue e oggetti d'arte. E' certo però, che si intensificano sotto questo periodo dove c'è più folla, dove le città vengono addobbate a festa e dove i simboli legati al Natale si fanno manifestatamente più visibili.
Ma vediamo di entrare nel  dettaglio.



A Palermo, ecco dunque il Presepe del Migrante con tanto di "barcone della speranza" (foto sopra). È dedicato all’accoglienza dei migranti e al ricordo di Aylan Kurdi, il piccolo profugo siriano di 3 anni trovato morto sulla spiaggia di Bodrum il 2 settembre 2015, e di tutti i "caduti nella fuga dalle guerre". Un Bambinello nero sarà posto nella greppia (chiamiamola così) dopo mezzanotte.  Che gli canterannno? E' nata 'nu creaturo niro niro...



A Bologna c'è il gommone nel presepe voluto dal sindaco Stefano Sermenghi e contestato da Fratelli d'Italia in un presidio pacifico. Ma si sa, i sit-in "pacifici" sono, in questi casi,  un bicchiere di acqua fresca.



A Roccasecca in provincia di Frosinone, hanno creduto opportuno  allestire nientemeno che una mostra dedicata a Mao Tse-Tung (foto sopra), il sanguinario padre della rivoluzione cinese. Gigantografie di Mao sono state poggiate ad ogni lato del luogo di culto coprendo così gli affreschi del ‘400. Il prete non c'era, o se c'era, dormiva.

Continua dappertutto (e tutto l'anno) la polemica sui crocifissi da asportare dagli uffici pubblici (perfino da quelli della Croce Rossa), ma curiosamente  vengono ammainati giù, quando ci sono sindaci e giunte rosse al potere, per poi venire ripristinati quando le amministrazioni locali vengono sostituite da giunte di destra. E' il caso di Genova, dove ora i crocifissi sono tornati al loro posto. Sappiamo che il Pd è tollerante solo con le sure coraniche, i veli i niqab e i burqa,  e la Boldrini si copre il capo nei paesi islamici ma poi entra in Vaticano e  va in ciabatte dal papa. Buon per lei che questo "papa" pratichi il laissez-faire.

Non consola il fatto che all'estero nelle cattedrali europee, le cose vanno anche peggio. Nella cattedrale di Vannes in Bretagna, qualche estate fa, dovetti uscire quasi subito,  dato che ospitava un concerto rock, un rockaccio duro e fracassone che assordava le orecchie e per poco faceva crollare la navata.


Ad Hildesheim, in Germania, il pranzo è stato organizzato direttamente in cattedrale. Il protagonista del pasto era “sua maestà” il maiale che è stato letteralmente cotto tra le volte del tempio. L’immagine destò parecchie polemiche, e ci mancherebbe, e il vescovo mons. Robert Telle pensò bene di rimuoverla dal sito della diocesi dove era stata pubblicata. Speriamo almeno che nel frattempo invece il maialino sia stato mangiato, perché come si sa, del maiale non si butta niente. Delle chiese invece, sembra proprio che si possa buttare tutto. (fonte: La Nuova Bussola). 

Uccidete il Vitello grasso e arrostitelo! Anche se poi si tratta di un porco. Ma stavolta non ci sarà nessun Mosè infuriato a lanciargli addosso le tavole della Legge per farle rispettare.

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Piangono di gioia per aver legalizzato la dipartita di stato degli italiani

Aggiornamento. Nel quadro delle "iconoclastie prenatalizie" ci metto anche il biotestamento (chiamato da molti "via italiana all'eutanasia") passato al Senato oggi  14 dicembre  con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astenuti. Le norme erano state già approvate alla Camera mesi fa. Lacrime di commozione e di giubilo per Emma Bonino, Mina Welby, Paola Taverna del M5S. Da oggi gli italiani saranno "più liberi", "più uguali" (A' Livella, chiamava Totò, la morte), ma soprattutto "più civili".

10 December 2017

Requiem per Johnny Hallyday con i tre Presidenti





Ogni tanto,  siamo costretti a tralasciare di parlare di  cose serie e perfino gravi, per  occuparci di  Soap Opera. E dato che ci spostiamo a Parigi, chiamiamola pure Soap Opéra (con l'accento sulla a). Già la Tour Eiffel in queste notti dal 6 dicembre in poi mostrava la sua scritta luminosa "Merci Johnny" (con l'accento sulla i) quale tributo alla star, dopo la sua scomparsa.  Aver visto i politici francesi ansiosi di tuffarsi nel "bagno di folla" non sua, stiparsi nelle cattedrali, fa scompisciare dalle risate. C'erano tutti e tre: Macron, Hollande e Sarkozy. Come i tre Tenori! Tutti e tre con relative consorti, tranne Hollande che per l'occasione ha esibito la "compagna segreta" Julie Gayet. L'avete sentito Macron con la sua Sposa-Maman nella chiesa della S.te Madeleine davanti alla bara di Johnny Hallyday recitare il suo discorso? Uno spasso. Funerali di stato e corteo pubblico in Champs Elysées come avvenne per Victor Hugo  (nientemeno!)  per un rocker che nel paese dei Durand e dei Dupont,  aveva un nome d'arte con tante H e tante Y très à  l'américaine!


Il suo vero nome era infatti Jean-Philippe Smet ed è di origini franco-belghe. E dato che era alto, biondo e bello, gli hanno appiccicato addosso una leggenda di "ribelle senza causa" in stile James Dean,  una storia di  ragazzo abbandonato dai genitori, ma cresciuto con gli zii che fece presa nei cuori dei teen-agers d'Oltralpe.  Ha inciso non so quante "cover" di successi americani e inglesi,  e i francesi per anni se le sono bevute  tutte come "chansons originales". Le vere "originali" in realtà gliele ha scritte Aznavour ("Retiens la nuit", "Douce Violence").  Ma non erano canzoni rockeggianti. 


Ecco dunque l'esordio di Micron in morte di Hallyday: «Miei cari compatrioti, siete qui per lui, per Johnny Hallyday. Sessant’anni». E la folla immensa grida «Johnny! Johnny!». Ovviamente lo pronunciava Gionnì alla francese, ma quando Micron, stretto nel suo cappottino, ha preso la parola la folla pareva irritata e quei richiami indirizzati al caro estinto con tanto di bbuuuuu! per lui, servivano a far capire che non era lui il celebrato e che doveva tagliare corto.

«Sessant’anni di carriera, 1000 canzoni, 50 album e voi siete ancora qui». (..), declama imperterrito il giovin Presidente. «Questo sabato di dicembre è triste, ma bisognava che voi foste qui per Johnny perché Johnny è sempre c’è sempre stato, per voi. Ha sempre cantato per voi. Una storia d’amore, un lutto, la nascita di un figlio, un dolore. È diventato per voi come un amico, un fratello. Johnny era vostro, del suo pubblico, Johnny apparteneva alla Francia. Johnny sarebbe stato felice di vedervi qui».

Il reportage della giornata tratto da Le Figaro riporta alcuni commenti salaci dei lettori sotto l'articolo:

"Macron avrebbe  dovuto essere breve , non era il suo meeting!! Hanno avuto ragione quelli del buuuuu !! Bisogna saper essere umili e Macron a 39 anni non lo è. Peccato, ancora un'occasione mancata per lui."

"Era la festa e la cerimonia per Johnny, per i suoi fans, per i musicisti, per il mondo dello spettacolo, del cinema.  Macron poteva partecipare ma non ha saputo tacere!"

"Speriamo che non voglia riutilizzare il suo discorso nel corso del suo mandato." 

"Bella cerimonia ma da lì a farne un omaggio nazione con un discorso di Macron, proprio no. E la presenza dei politici in primo piano m'ha profondamente scioccato. Non era il loro posto. Constatiamo che sono pronti a tutti pur di non farsi dimenticare. Sono patetici!"



"Soprattutto spera che tutti i fans di Johnny voteranno per lui". 




Poi all'interno della chiesa la passerella era per le attrici, attori, uomini dello spettacolo, musicisti, parolieri: Carole Bouquet (l'ex bellissima testimonial della Maison Chanel), Marion Cotillard recitano preghiere, alle quali rispondono ogni volta, invece che le parole dei fedeli, il rock e il blues dei suoi quattro chitarristi Yarol Poupaud, M, Yodelice e Robin Le Mesurier. Lapidario Jean Reno che dopo la lettura di una poesia di Prévert,  non si dilunga. Johnny Hallyday ha recitato ne "L'uomo del treno" di Patrice Leconte e non è stato estraneo ad altre esperienze cinematografiche.



Oltre 700 bikers sono venuti da ogni angolo a rendere omaggio alla rockstar francese appassionata di motocicletta. Nonni e nonne avevano con sé nipotini e foto del divo da giovane, quando giovani lo erano anche loro. Molti hanno preso il TGV e attraversato l'Esagono per esserci e poter dire "Moi, j'y étais!".
Ben 1500 poliziotti sono stati allertati per la sicurezza del cosiddetto "evento"oceanico.

"Già molte ore prima dell’arrivo del feretro all’Arco di Trionfo e poi alla chiesa de la Madeleine, migliaia di persone arrivate da tutta la Francia si sono radunate al freddo lungo gli Champs Elysées ad aspettare il loro re, amico e fratello Johnny Hallyday, che tutti chiamano da sempre solo «Johnny». È un momento di commozione collettiva senza precedenti, perché solo Johnny ha saputo farsi amare - in modo diverso, ma con la stessa intensità -, da tante generazioni di francesi.
 Il resto del mondo cerca di comprendere i motivi di un lutto nazionale così profondo per un cantante che fa parte dell’identità francese quanto la Tour Eiffel, ma è interprete di canzoni che a differenza della torre sono semi-sconosciute da Ventimiglia in poi. Per i francesi Johnny è una specie di Elvis, Gianni Morandi, Lucio Dalla e Vasco Rossi insieme, un uomo che ha cominciato a essere osannato alla fine degli anni Cinquanta e non ha mai smesso". (Stefano Montefiori - Corriere).


A mente fredda, questi "eventi" ci fanno capire una cosa importante: i politici si attaccano alle rockstar, ai divi dello spettacolo, cercando di dirottarne quell'aura ch'essi non hanno, per calamitare quel consenso e quell'affettività di massa che non sanno suscitare. Nemmeno, se presidenti! Canagliescamente archiviano in fretta (a volte senza parteciparvi) eventi luttuosi come attacchi terroristici, ma poi si pavoneggiano e si attardano davanti alle esequie dei divi dello spettacolo.
Le chiese si riempiono di ricchi atei VIP in cerca di visibilità, come la sindaca di Parigi Anne Hidalgo che dopo aver fatto la guerra ai presepi e ai simboli natalizi, ora per l'occasione si fa pure il segno della croce, davanti ai paparazzi. Le funzioni funebri non vengono più officiate dai ministri di Dio, ma ciascuno arriva sul pulpito col suo pizzino per dire la sua. Pregavamo alla protestante.

Anche le lacrime, che vanno in diretta sui network fanno spettacolo e la morte è IN con applausi scroscianti, urla e slogan verso la bara. Siamo all'estetica della simulazione. E dato che ciascuno di queste personalità reclama il suo quarto d'ora di gloria e di visibilità, secondo l'ormai collaudato modulo di Andy Warhol, alla fine, vien fatto di chiedersi: ma poi, chi era l'Estinto? Ovvero, la Celebrità da omaggiare? 
A Champs Elysées e Place de la Concorde, affari d'oro per i commercianti, per le bancarelle sotto le festività di Natale e i giorni del Bataclan e delle vacche magre per i negozi, sono ormai lontani. 

05 December 2017

Mors tua vita mea



Pare che non ci siano i tempi tecnici per far passare lo ius soli. Ma la verità è che il PD non poteva sopportare una sconfitta proprio a fine legislatura, rischiando che il governo andasse sotto.  In compenso è arrivato il sostegno immediato dei PentaGrulli (PD2) sul biotestamento, chiamato ormai  dai suoi obbiettori, "via italiana all'Eutanasia". Ed ecco la proposta di "calendarizzare" (che in linguaggio orwelliano significa "accelerare") il provvedimento legge oggi al Senato nella riunione di intergruppi. La Lega promette 1820 emendamenti, ma pare che il Pd con i vari cespugli di sinistra (MdP, SI), più i soliti radicali, con l'apporto di  agguerritissimi PentaGrulli, potrebbe trovare i numeri  anche con "canguri"  e magari "ghigliottine" per accelerare. A questo punto siamo ridotti! Sotto Natale stanno tramando la nostra dipartita completamente indifferenti  circa il periodo,  in concomitanza con lo sbarco dei "nuovi arrivati".
E c'è ancora chi non vuole aprire gli occhi  rifiutandosi di mettere le due cose in relazione. Inoltre chiudere la  legislatura con una legge mortifera anziché con un investimento serio a favore della vita e della famiglia, la dice lunga sull'abiezione morale di questo governo.

Ecco dunque i testimonial di questo scempio. Guardateli bene in faccia, perché non c'è bisogno di Lombroso, per farsi un'idea.
Domanda da 1 milione di punti: affidereste il vostro diritto di vita e di morte a simili individui?


Emma Bonino ormai chiamata sul web "il turbante di Soros", la dura che voleva tutto e subito, in un sol colpo : la dipartita degli autoctoni e lo ius soli degli allogeni. Il suo motto è:  "Ok fine vita ma anche ius soli". Che è un po' come pagare uno e portare via due fustini di detersivo.  Ora dichiara di aver sconfitto il cancro. Curioso che lei e Pannella, da tempo digiunatori, bevitori di urine, eccetera non abbiano sperimentato personalmente le gioie ultraterrene del "beverone letale".  Con ogni evidenza, vogliono tutti toccare il  Paradiso, ma nessuno vuole  morire. E allora praticano il  mors tua, vita mea.


Ecco un altro che raccomanda vivamente e con tanto di ditino alzato,  il fine vita per gli altri, ma poi pratica l'accanimento terapeutico su sé stesso: Giorgio Napolitano. Lui è stato, come ricorderete, un apripista col caso Englaro. Inoltre è stato in politica "il peggior eutanasista" di questo disgraziato paese, dandogli colpi di grazia su colpi di grazia,  inclusa l'impresa libica dove a guadagnarci sono stati tutti gli altri stati e a perdere tutto quanto invece, siamo stati noi italiani.


Le ha dette e fatte tutte Pietro Grasso: il piagnisteo sul femminicidio, le irruzioni irrituali per sollecitare lo ius soli e ora è un convinto "biotestamentario". Ha appena fondato un nuovo (si fa per dire) cespuglio di sinistra dal nome "Liberi e Uguali" col reperto archeologico D'Alema. Se fossimo tutti "uguali" a lui, a noi andrebbe benone: a cominciare dal sostanzioso emolumento che percepisce come Presidente del Senato che  ora scopre le gioie della "discesa in campo".


I PentaGrulli, sono stati i sollecitatori di questa riunione in Senato per accelerare il biotestamento con il solito slogan circa "l'imprescindibile battaglia di civiltà". Chi si era illuso su Di Battista detto Dibba (ma noi italioti siamo sempre così creduloni!) deve ricredersi: anche il Dibba è per "la battaglia di civiltà". Lotta sul fin di vita e contro i vitalizi, è la loro offerta di lancio di quella politica-prodotto inaugurata dalla Casaleggio & Associati. Avanti di questo passo e ci estingueremo tutti. Ergo se ne deduce che senza vita non può esserci "vitalizio". Pertanto non ci sarà nemmeno bisogno di una legge abrogativa del privilegio. Ma quei gran geni sono sempre lì, fissi: fine vita e vitalizi!


Marco Cappato, ovvero il Caronte traghettatore di morituri in Svizzera,  è l'ennesimo radicale che ci mette direttamente la faccia, come suol dirsi. Osservate questa foto emblematica davanti alla alla Corte d'Assise  durante il procedimento per istigazione al suicidio, sul caso DJ Fabo. Sembra lui l'Inquisitore e certamente saranno i giudici a doversi difendere (sempre che non sia una delle solite sceneggiate dove sono tutti complici e correi). Ave Marco, morituri te salutant! 
Tu Marco2 (l'altro è trapassato) non lo sai ancora, ma hai già vinto senza nemmeno aver dovuto combattere una battaglia. Perché questa è una civiltà che non vuole più vivere e pertanto è facile morire. Facile come bere un bicchier d'acqua. Fate presto! Fate presto a far la legge! Prima che il Bambinello nasca, bisogna ben che qualcuno muoia.
Poi avete perfino la benedizione del Gesuita Bergoglio, che volete di più? 

Ma soprattutto ecco la frase-chiave dell'Eminenza grigia, il Pape Satàn mondialista che sembra aver influenzato  tutto questo impazzimento generale, Jacques Attali, uno degli autori del Trattato di Lisbona, costruito in modo che risultasse incomprensibile, e che una volta entrati nella trappola Ue, non se ne  potesse più uscire (e se ne vanta pure):


In primo luogo credo che nella logica stessa del sistema industriale nel quale ci troviamo il prolungamento della durata della vita non è più un obiettivo auspicato dalla logica del potere. Per quale motivo? Perché questo era perfetto soltanto finché si trattava di prolungare la speranza di vita allo scopo di raggiungere la soglia massima di redditività della macchina umana. Ma dal momento in cui si superano i 60-65 anni l’uomo vive più a lungo di quanto non produca e allora costa caro alla società. Per questo credo che nella logica stessa della società industriale l’obiettivo non sarà più di prolungare la speranza di vita ma di fare in modo che all’interno di una di una determinata durata di vita l’uomo viva nella maniera migliore possibile, ma in maniera tale che le spese sanitarie siano ridotte il più possibile in termini di costi per la collettività.

Ecco da dove proviene tanta fretta da parte del galoppino Gentiloni e dei suoi lacchè: lassù a Bruxelles c'è chi sta loro col fiato sul collo.  
Guardatelo bene in faccia questo signore e dite la verità: da un soggetto simile non comprereste  nemmeno una bicicletta usata. Perché affidargli il diritto (decreto) di morte?

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01 December 2017

Salvini passi all'attacco e non giochi in difesa


Avete sentito tutti come i sepolcri imbiancati  di governo e della falsa opposizione abbiano redarguito Salvini, reo di aver detto - a proposito dell'eutanasia chiamata ipocritamente biotestamento - che lui si occupa dei vivi e non dei morti. Costi quel che costi, l'Agenda di fine legislatura deve andare avanti e ius soli ed eutanasia sono ordini "dall'alto" impartiti a Gentiloni.  Il quale, fa capire che per completare la famigerata Agenda eurocratica potrebbe prolungare pure il suo mandato.  Pare  che qualche notiziario non si sia limitato a decontestualizzare la frasetta incriminata e che abbia  trasmesso la voce di Salvini con l'intera dichiarazione: io vorrei un parlamento che si occupasse della buona vita e non della buona morte. Certamente la cosa cambia.  E' evidente  che un parlamento deve legiferare per migliorare la qualità della vita  (compresi i malati e anche quelli terminali) e che applicare il giuramento di Ippocrate da parte dei medici, significa fare il possibile per salvarli. Troppo comodo mettere loro in mano il kit fai-da-te per togliersi di mezzo (in Belgio e Olanda si fa questo).

Come tutti hanno ascoltato, è subito partito il vespaio dei calabroni tanto ipocriti qaunto inferociti: Uh! Ah! Hiii! Salvini disprezza i sofferenti e bla, bla, bla.
Salvini ha affidato la sua replica al mite Fedriga che cerca di spiegare ulteriormente il suo pensiero. Avrebbe, a mio avviso, dovuto picchiare ancor più  sodo e imparare dalla Storia che la miglior difesa è  sempre  l'attacco.
Specie quando questi sepolcri imbiancati lo accusano di non avere a cuore la sofferenza umana. Loro, al contrario, hanno così a cuore la nostra sofferenza che, dopo averci svuotato le tasche in mille modi (e continuano), dopo aver trasformato questo paese in un lazzaretto a cielo aperto a  disposizione dei "migranti", dopo aver cercato con ogni mezzo di toglierci il welfare, con la sanità che è quasi praticamente "a pagamento" per i nativi specie per chi necessita di  un intervento chirurgico d'urgenza, ora  vorrebbero farci direttamente fuori. Non manca la lista dei  loro "nobili scopi" giustificativi per alleviare la nostra "sofferenza":

1) Per risparmiare sulle pensioni e sulla sanità (si veda il recente discorso di Padoan quando asserisce che gli Italiani hanno il pessimo vizio di campare troppo a lungo).

2) Per far posto ai nuovi arrivati (Grande Sostituzione voluta dall'ONU nelle famigerate "linee guida" sulla Replacement Immigration quale rimedio al declino della popolazione ).

Queste non sono "bufale" o se si preferisce "fake news", come va di moda chiamarle, dato che esistono tanto di documenti probatori e come suol dirsi, carta canta. Sarebbe bastato impugnarli per rafforzare le proprie tesi.
Stupisce come siano schizzati fuori tanti sodali della nuova ehm..."battaglia di civiltà": Rosy Bindi, Saviano, il radicale Cappato ecc. Tutti "grandi umanitari" che hanno a cuore, la nostra "sofferenza".
Stupisce altresì la sveglia di Bergoglio data a questo tema. Apparentemente si è trincerato dietro una dichiarazione  di papa Pacelli, noto per le sue posizioni tradizionaliste, contrarie all'accanimento terapeutico.  In realtà con doppiezza gesuitica, col suo intervento Bergoglio cerca di rimettere in "agenda" una legge che giace in parlamento sepolta da emendamenti. Pertanto, è la tempistica che è altamente sospetta, caro Bergoglione!
Un assist altamente ambiguo  che - guarda caso -   è stato afferrato al volo dal radicale Marco Cappato, il quale plaude al papa asserendo che in Parlamento ci sono più "papisti" (gli anti-eutanasisti) dello stesso papa. Tout se tient!

Un'ultima cosa. E' di questi giorni il suicidio in diretta del generale croato Slobodan Praljak nell'aula del Tribunale di L'Aja. Il sospetto criminale di guerra croato-bosniaco ha ingerito il contenuto di una fiala nel processo di appello che lo vedeva imputato. Durante la lettura della sentenza di conferma della condanna a 20 anni di prigione, Praljak è stato visto bere il contenuto di una boccetta. Apriti cielo per i sepolcri imbiancati del tribunale dell'Aja e dintorni! chi gli ha fornito la boccetta col veleno? Caccia alle streghe scatenata  contro il  fornitore di veleno, colpevole di "istigazione al suicidio" nei confronti del generale croato.


Ma come? Non eravate forse per l'Eutanasia voi mondialisti? E perché mentre volete infliggerla a noi comuni mortali cittadini, volete invece togliere a un generale l'opportunità di fare della sua vita quel che gli pare, senza dover ricorrere al Caronte Cappato per traghettare la sua animaccia in Svizzera e dintorni?


La risposta la conoscete già: gli Dei sono loro, e solo loro possono e devono avere diritto di Vita e di Morte su  tutti di noi.
Guai a chi prova a trasgredirli! Loro avevano già prestabilito la discesa all'Inferno di Praljak, ma lui li ha beffati battendoli sui tempi.

La Lega la smetta di giocare al "benaltrismo" (della serie, ci sono altri temi più importanti da affrontare per i vivi) ed esca, invece, allo scoperto a muso duro,  imparando a differenziarsi e a distinguersi sul tema con un bel NO chiaro e tondo, all'eutanasia mascherata di stato.  Ho appreso che Farsa Italia sarà per "la libertà di coscienza". Ovvero per la libertà di ipocrisia e di ambiguità parlamentare.
Sui PentaGrulli, ovvero il PD2,  non avevo dubbi:  stanno sollecitando ogni giorno i Piddioti ( ovvero il PD1) affinché approvino "il fine vita" prima che si concluda la legislatura. Ma come ho già scritto, piccoli Lothar crescono...