E' proprio vero che la patria è l'ultimo rifugio delle canaglie. Da quando hanno messo in piedi questa Ue e abbiamo ceduto sovranità nazionali, ogni occasione è buona per sentirci rintontire di inni patriottici. Prima di questo disastro, essere patriottici significava essere additati come pericolosi "fascisti". Qualcosa è cambiato evidentemente.
Tra le immagini che mi hanno colpito di più di queste giornate convulse dove si finge sgomento solo per essersi coltivati nel tempo così tanti rettili in seno, c'è quella della ragazza incinta che penzola dal balcone del Bataclan aggrappandosi con le mani alle inferriate. Qualcuno ha scritto che è l'immagine -simbolo di un'Europa sospesa: imbelle, impaurita, confusa e incapace di reagire. Forse questa neomamma poteva trovare un concerto con una band dal nome meno malaugurante. Andare ad ascoltare gli Eagles of Death Metal, non è il massimo per un nascituro.
Ma quella che le ha battute tutte è il Pianista sull'Oceano degli Sfracelli che, appena dopo la strage, intonava, imperterrito, "Imagine" di Lennon, un inno al volemose bene universale. Non era però così fuori tema, considerato il testo che finisce quasi come uno slogan pubblicitario di una multinazionale: "and the world will be as ONE" .
E al ONE world ci siamo arrivati. Nel sangue, ma ci siamo arrivati. Ora poi siamo a ONE WAR for ONE WORLD. Oh yeah!
Tra le immagini che mi hanno colpito di più di queste giornate convulse dove si finge sgomento solo per essersi coltivati nel tempo così tanti rettili in seno, c'è quella della ragazza incinta che penzola dal balcone del Bataclan aggrappandosi con le mani alle inferriate. Qualcuno ha scritto che è l'immagine -simbolo di un'Europa sospesa: imbelle, impaurita, confusa e incapace di reagire. Forse questa neomamma poteva trovare un concerto con una band dal nome meno malaugurante. Andare ad ascoltare gli Eagles of Death Metal, non è il massimo per un nascituro.
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| Giovane donna incinta appesa al balcone del Bataclan |
Ma quella che le ha battute tutte è il Pianista sull'Oceano degli Sfracelli che, appena dopo la strage, intonava, imperterrito, "Imagine" di Lennon, un inno al volemose bene universale. Non era però così fuori tema, considerato il testo che finisce quasi come uno slogan pubblicitario di una multinazionale: "and the world will be as ONE" .
E al ONE world ci siamo arrivati. Nel sangue, ma ci siamo arrivati. Ora poi siamo a ONE WAR for ONE WORLD. Oh yeah!
E a proposito di Lennon, in questi giorni abbiamo avuto il Beatle tarocco di Crema Beppe Severgnini che dalle pagine del Corserva incita i ggggiovani a mantenere, imperterriti e imperturbabili, lo stesso stile di vita.
"I ragazzi europei escano per strada e vadano ad ascoltare musica e a ballare, stasera, nelle nostre belle città autunnali. È il modo migliore di rendere omaggio a chi venerdì sera è entrato al Bataclan, e non è più uscito."
Ve lo dice il Sever che portare il lutto è poco moderno. Odiare chi ammazza? Ma no, è controrivoluzionario. Espellerli? è razzista. Essere prudenti? E' retrò. Bisogna ben facilitare il lavoro di quei poveracci che sparano addosso agli innocenti. Raga', correte a ballare tutte le sere. Trovatevi un'altra Rock Band col nome della Morte. Lasciatevi accoppare. Forse non vi salverete la pelle ma lo stile di vita è garantito. Questione di styling.
Ce lo ripete con altre modalità anche il Bergoglione: "Niente porte blindate...", "Porte spalancate per tutti". Quale bergoglìo argentino dal Cupolone!
Riprende il motivetto "Non ci faremo rubare il nostro modello di vita" perfino il bigio Mattarella oggi a Firenze.
Riprende il motivetto "Non ci faremo rubare il nostro modello di vita" perfino il bigio Mattarella oggi a Firenze.
Canzone prossima ventura, per la prossima strage: "Nothing's gonna change my world" ritornello ossessivo, tratto da "Across the Universe", ancora di Lennon quand'era nei Beatles.
Niente cambierà il mio mondo. Oooooommmm!
Si può errare, non si deve aberrare. Non si può salvare un occidente che non sa e non vuole mettersi in salvo e in sicurezza.








