Che ci sia ognun lo dice. Dove sia nessun lo sa. Non è l'Araba Fenice, ma l'islam moderato. In questi giorni ci sentiamo tutti più spaventati da quanto è accaduto. Le minacce di morte alla massima autorità religiosa, papa Benedetto, ci rendono più insicuri e sotto assedio. Sul silenzio dei cosiddetti musulmani moderati hanno insistito vari opinionisti. Magdi Allam ha sottolineato la santa alleanza trasversale fra sunniti, sciiti, wahhabiti; da Al Jazeera ad Al Arabiya, passando per quei governi arabi che intrattengono buoni rapporti con l'Occidente fino ad Al Qaeda. Con muftì di moschee turche, imam dei territori palestinesi;ayatollah iraniani. Dal Marocco all'Indonesia (dove sono appena stati fucilati 3 cristiani) fino e oltre il Pakistan: tutti agitatori e sobillatori di un'unico disegno di Jihad.
Giuliano Ferrara e Giorgio Israel su Il Foglio hanno parlato esplicitamente di "voce afona" da parte degli invisibili moderati. Panebianco non si mostra affatto ottimista, al riguardo, poiché già l'Europa dell'era post-vignette danesi, ha di fatto accettato che la libertà di satira vale per tutti tranne che per i musulmani di fronte ai quali l'autocensura è obbligatoria (suo articolo "L'introvabile islam moderato").
Eppure questo wishful thinking tutto occidentalista circa i "moderati" da recuperare alla buona causa, si affaccia sempre più nel nostro modo di pensare corrente. Quasi che dovessero essere loro a toglierci le castagne dal fuoco o a tirarci una ciambella di salvataggio. Il problema sta invece in altri termini. E lo spiegherò più sotto.
Ma prima, voglio ribadire che l'islam è una dottrina integrale, la quale costituisce un blocco unico e inscindibile con la politica. Che i "moderati"come Abdel al Rashed, direttore di Al Arabiya (già lodato intempestivamente perfino da una sospettosa e diffidente nata, come Oriana Fallaci nel suo ultimo libro), si è apertamente schierato dalla parte dei jihadisti contro il Papa, perché ha sentito il richiamo della foresta (o meglio, del deserto) del nazionalismo panarabico intinto di religione: una miscela esplosiva. Voglio sottolineare che questa "Jihad delle parole" (come la chiama Allam) in realtà è una pratica politica fomentata dagli autocrati al potere, con il supporto dei loro mullah, i quali hanno il ruolo di stornare la rabbia di queste masse analfabete su "nemici" ad essi esterni: noi occidentali. Garantendo, così, lunga vita alle dittature delle varie cricche militari o delle dinastie feudali.
Ma allora, esistono o no personalità ragionevoli nel mondo arabo-musulmano? (mi piace sostituire il termine "ragionevole" al trito e ritrito "moderato"). Sì, esistono. Ma sono individualità isolate che spesso scappano dai loro luoghi per rifugiarsi nei paesi occidentali proprio perché da loro non è consentita alcuna libertà di pensiero, parola, espressione. Quindi, se l'Occidente, del tutto impreparato a fronteggiare queste maree di ferocia umana, conta su di loro, fa davvero male i suoi conti. Siamo NOI che dobbiamo difendere strenuamente i nostri valori, criteri e capisaldi. Siamo NOI che dobbiamo far quadrato intorno a ciò che ci è più caro. Siamo NOI che non dobbiamo cedere nemmeno un brandello di sovranità e di identità territoriale. Siamo NOI che dobbiamo mettere con chiarezza i paletti dei nostri invalicabili confini. Siamo NOI che dobbiamo applicare in modo coerente (e all'occorrenza, stringente) le norme dello stato di diritto. E siamo ancora noi che dobbiamo prevenire e reprimere sul nascere ogni fanatismo e intolleranza.
Va infine ricordato che storicamente, i totalitarismi, le rivoluzioni, gli stravolgimenti politici eversivi vengono quasi sempre fomentati da minoranze facinorose molto aggressive e determinate. E che la maggioranza dei "moderati" e dei "pacifici" cittadini ha sopportato, in passato, senza ribellarsi né opporre resistenza alcuna. Le SS all'inizio erano poche. Idem le camice nere che Mussolini chiamava "della rivoluzione". Come pure i "bolscevichi" nel '17 in Russia. Il Partito Comunista Cinese venne fondato da Mao-Tze-Tung sopra una barca sul Fiume Giallo: erano in tutto una decina di uomini, al momento della fondazione. Eppure in seguito, combatterono strenuamente contro i giapponesi e alla fine prevalsero pure sui nazionalisti interni, spedendo a Formosa (oggi Taiwan) il loro leader di maggioranza Chiang -Kai -sheck e sconvolgendo la Cina.
Questo che significa? Che, a fronte del III totalitarismo del nuovo millennio (cioè quello islamico), non è importante che, ad esempio, i Fratelli Musulmani che si trovano da noi nell'appendice dell'UCOII, siano la maggioranza per fomentare un domani, eventuali provocazioni e disordini. O viceversa, per ottenere un diritto di delega e passare per accreditati intermediari. Ma conta che abbiano chiarezza degli scopi che vogliono perseguire. Non è importante, come si affanna a dire Magdi Allam (in questo caso, peccando di ottimismo) che i musulmani che frequentano la moschea sono solo il 5% rispetto alla maggioranza che invece lavora onestamente e se ne frega. Basta quel 5% con a capo sedicenti rappresentanti degli immigrati, perché si arroghi il diritto di ottenere una "rappresentatività" che magari non gli compete, ma che avviene di fatto .
E difatti l' hanno ottenuta: nella Consulta islamica con Pisanu e Amato prima, e lunedi 25 p.v. in delegazione al Vaticano davanti al Pontefice.Perciò, Siamo NOI (ovvero i rappresentanti della classe politica) che gliela dobbiamo togliere e non cadere nei loro infidi tranelli.
Da ultimo, mi aspetto che gli opinionisti delle varie testate la smettano di inseguire l'Araba Fenice dei moderati e che, viceversa, si mettano d' impegno, nelle loro testate, a svegliare, criticare e a pungolare la narcotizzata classe politica italiana. La quale su questi temi, si mostra timorosa, pusillanime, fiacca, distratta, demotivata e latitante. Quando non - ed è il caso della sinistra - addirittura complice e succube delle provocazioni fondamentaliste. Che oramai cominciano a essere davvero troppe.