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09 October 2006

Il paradosso sanitario: ticket agli autoctoni, gratuità agli immigrati

Avete avuto una colica renale? O vi siete procurati una frattura alla gamba? Vi ha punto un calabrone e siete soggetti allergici a rischio di choc anafilattico? Peggio per voi. D'ora in poi ci pensa il ministro Livia Turco a fare cose  turche: rincari sui ticket.
Lo prevede la Finanziaria che introduce un ticket per le prestazioni nel pronto soccorso: 23 Euro a chi si sottopone a visita specialistica; 41, chi oltre alla visita eseguirà anche un esame diagnostico.
Poi c'è il tormentone dei codici tricolore: bianco (intervento che può essere effettuato dal medico di base); verde (il paziente ha bisogno di un intervento urgente, ma non immediato) ; rosso (intervento medico immediato). Ovvero Arcipelago Gulag della sanità! Roba da Solgenytzin! 35 euro in ogni caso per le visite da "codice bianco".
Ma chi stabilisce il giudizio dei vari codici? Un'équipe infermieristica convalidata dal medico. Beh, tanto vale, crepare.
 
Andiamo avanti. La Regione Piemonte (regione rossa) ha invece decretato benefits e dispense dal pagamento per la  pratica ritual-religiosa della circoncisione. La prima sperimentazione è stata fatta a un bambino di 13 mesi figlio di egiziani a Torino,   al polo ospedaliero S.Anna-Regina Margherita, e a totale copertura dell'Asl. Occorre ricordarlo che questi sono interventi di microchirurgia estetica che ogni buon musulmano dovrebbe onorevolmente provvedere a fare a proprie spese senza ingorgare le già collassate strutture sanitarie?
Eppure la Regione Piemonte ha progettato uno stanziamento di 120.000 Euro  per 12 mesi perché possa essere effettuata la circoncisione ai bambini figli di genitori musulmani. Dunque il contribuente medio piemontese deve sborsare qualcosa come 400 euro senz' essere stato minimamente consultato dell'iniziativa. Che cos'è? Giustizia sommariamente proletaria, questa?
I sinistri e cattosinistri (ovvero quelli che berciano contro il fatto che la Chiesa non deve intromettersi nella cosa pubblica come la pillola abortiva RU486), ora non esitano a introdurre i riti di un'altra religione, affinché vengano praticati con successo nelle nostre strutture ospedaliere. E queste sarebbero forze laiche? A quando l'infibulazione o la clitoridectomia della mutua?
Non mancano gli attacchi della Lega e di FI che denunciano lo sperpero di denaro pubblico che potrebbe essere destinato ad altre priorità come a case di riposo o altro. Ma è inconfutabile negarlo, queste regalie agli immigrati hanno uno scopo: il consenso elettorale prossimo futuro. 
E che gli autoctoni italiani paghino sovratasse e tacciano.   

03 October 2006

Il mercante di pietre e l'impossibile critica al mondo islamico

"Il mercante di pietre" di Renzo Martinelli non è un buon film. Peccato. Quando ho visto come la critica lo ha classificato ( con una sola stellina) ho pensato là per là: ecco i soliti critici venduti che hanno paura di parlare bene di un film che tratta un argomento-tabù. E allora, per non danneggiare la causa, si fanno garanti del flop anzitempo. Come? Boicottandolo. Vabbé, andiamo pure in sala, col rischio di saltare per aria.
Il film è effettivamente di mediocre confezione. E' la storia di un collezionista italiano di pietre preziose stabilitosi nella Cappadocia (Harvey Keitel) che corteggia la bella moglie di un docente universatario romano rimasto senza gambe durante l'esplosione dell'ambasciata americana a Nairobi (280 morti), nel 1998. Ovvio, che così conciato in carrozzella, il poveretto non può avere che un conforto: dedicarsi anima, e quel che resta del corpo, alla causa dell'antifondamentalismo e contro il terrorismo islamico. Ma la moglie ha le sue esigenze e il "mercante" taroccato, durante una vacanza in Turchia, si fa avanti con un bel pietrone prezioso da regalarle incastonato su un magnifico anello. Che fare? Accetto o non accetto?
Massì che accetta la graziosa moglie del docente in missione permanente. Ed ecco l'inganno. Il mercante è un neocovertito all'islam arruolatosi nei mujaheddin ai tempi della guerra sovietico-afghana. A niente valgono le preghiere del povero marito tradito e mazziato (anzi, gambizzato) che cita testualmente, alla moglie fedifraga, dal bigino: "non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani".
La donna ha, evidentemente, altri progetti. E li mette in atto in alcova, dove non ci risparmiano la vista penosa di un Harvey Keitel in costume adamitico col torace dal vello irsuto e bianco per antico pelo: niente di più smosciante e qui, sì, dovrebbe scattare la vera censura estetica (si fa per dire! :-)) . Chissà perchè il cinema italiano è sempre così avaro nei confronti dello sguardo del pubblico femminile. Molto meglio un Richard Gere in "American Gigolò": anche l'occhio vuole la sua parte !
Il resto non è una novità e il finale della vicenda (che non svelerò) non può che essere catastrofico.
Però bombe, attentati, lapidazioni, berci sgraziati di muezzin e genuflessioni sui tappeti, ce ne sono a profusione. Ciò che deve aver mandato in bestia i fautori italiani dell' "islam moderato". Moderato a chi? A me?! Così le aspiranti gestapo islamiste de noantri stanno già lavorando per ottenere il ritiro del film. Motivo dell'ipotetica censura: non fa cenno all'islam moderato. E quale, di grazia? Dell'isola-che-non-c'è? Ma fatevelo voi, un bel film edificante sui miracoli dell'islam moderato: non si aspetta altro che di crederci.
Ed eccoci ad una verità lapalissiana. Chi tocca muore: così sta scritto sui fili ad alta tensione con tanto di teschio e di quattro tibie. Chi parla di islam, pure. O se non muore, si viene boicottati, emarginati e lasciati a se stessi con formali garanzie di appoggio, ma nessuna reale copertura come Robert Redeker, il docente francese di filosofia minacciato di morte dagli islamisti che hanno messo sul web tanto di foto, nome, cognome e indirizzo.
Film brutti che parlano di crociate e di argomenti in chiave anticristiana ce ne sono tanti in circolazione. Ma dal mondo cristiano non si levano né fatwe né inviti alla censura né querele con risarcimenti economici. Qualcuno di questi poi, riceve pure premi perché sputtana le suore a spron battuto (vedi "Le Magdalene").
Prendiamo un altro esempio: "Il mercante di Venezia" di Shakespeare, pièce teatrale fortemente antigiudea. Oggi si direbbe, antisemita. Eppure si continua a rappresentare ovunque con successo. E il regista Michael Radford ne ha fatto un omonimo buon film con Al Pacino protagonista. Gli ebrei non avranno gradito i toni forti con cui è stato rappresentato l'usuraio, ma si guardano bene dal mettere in forse Shakespeare e la nostra cultura occidentale. Mi si obietterà: ma Shakespeare è Shakespere.
E allora?! Il principio di libertà è lo stesso. E anche i film non belli hanno il diritto di circolare liberamente. L'importante è che il ghiaccio sia rotto e che il principio di omertà venga finalmente infranto. Ma dev'essere proprio questo che disturba tanto. Perciò, andate pure tranquillamente a vedere "Il mercante di pietre". Magari per criticarlo impietosamente: è libertà anche questa.

26 September 2006

Aa..bbbronzatissimi!

...Sulla spiaggia nel sole/ a due passi dal mare....Ma quand'è che Fini, Berlusconi e Casini perderanno un po' di quella tintarella vacanziera da fancazzisti della politica? E cos'hanno di così importante da fare che sono letteralmente missing? Desaparicidos? Incapaci di mettere in piedi un corteo minimo, un banchetto per la raccolta firme; chessò... un pullman, una bicicletta, qualche iniziativa mediatica sensazionale per recuperare la scena. C'è stato un Papa under attack e loro che ti fanno? La Mozione. Macché mozione parlamentare! In primis, c'è l'agorà. Bisognava organizzare subito un corteo di pellegrini Urbi et Orbi con tanto di fiaccola in mano per tutte le vie di Roma. Quando vogliono la forza la trovano: vedi il corteo dei commercianti contro i teppisti dei centri sociali a Milano, la primavera scorsa . O vedi anche lo sciopero dei tassisti.
Per la serie SEI BELLISSIMO-O-o-o, Casini vola in Iran. A fare che? A dare lezioni di look sartoriale al pecoraro di Teheran dai capelli bisunti?! E ora, la manifestazione un po' buonista e un po' inciuciona tra Pierferdy e Veltroni-dalla-faccia-onesta, quello dal padre repubblicano e MAI stato comunista. Vabbé , meglio che niente, qualcuno che manifesti davanti all'ambasciata indonesiana per quei tre poveracci accoppati, solo perché cristiani, ci voleva. Dopo tanto Caino, giustamente un po' di Abele. Ma la veglia, non la si poteva fare prima dell'esecuzione? Avrebbe avuto un valore simbolico più forte.

E il Berlusca? Capelli sempre più rinfoltiti, look da nababbo in crociera permanente, blazer rinserrato e gran Politica degli Annunci: scenderemo in piazza! Già detto. Scenderemo in piazza!: ti ripeti, Silvio! SCENDEREMO IN PIAZZA!: do it! - direbbero gli Americani. Perfino una famosa marca di frigorifero recita: Fatti e non Parole!.
Frattanto a Lampedusa l'opposizione vera la fanno i centri sociali, i no global e i disobbedienti : Arridatecene de più! Chiudete i centri d'accoglienza! Lasciateli circolare per Schengen! Portateveli a casa vostra! Ancora clandestini! Forza scafisti che siete er mejo! E a Padova invece: "Tear down the Wall! Abbattete quel muro! Avanti popolo con lo spaccio e la prostituzione! Prostitute, ladri, drogati, spacciatori: tutti figli del popolo! (del resto lo diceva pure Pasolini).
Ma si sa: c'è al governo il Partito (metafisicamente assoluto) di Lotta e di Governo. E allora oltre a sgovernare, c'è pure la milizia arcobaleno che, con tanto di kefiah in testa, pungola, istiga, fomenta e sobilla la piazza. Tesi: l'Unione; antitesi: il Social Forum, no global, cobas e i disobbedienti; sintesi: riUnione. Questa sì , è alta dialettica hegelian-marxiana! E pure marziana: da Mars attacks.
E voi bischeri della CdL, che fate? D' o' state? D' o' annate? A scuola di Frattocchie Azzurre a Gubbio, naturalmente. Ma lo vedete o no che è l'ora del Lupo? E che homo homini lupus ? Perciò lì a Gubbio, sguinzagliate i lupi, prego. E tenete a freno S.Francesco, per favore. Assisi è lontana. La Mecca e la Medina sono vicine.
(il corsivo-corsaro è copyright di Nessie)

23 September 2006

Il tormentone sull'introvabile Islam moderato

Che ci sia ognun lo dice. Dove sia nessun lo sa. Non è l'Araba Fenice, ma l'islam moderato. In questi giorni ci sentiamo tutti più spaventati da quanto è accaduto. Le minacce di morte alla massima autorità religiosa, papa Benedetto, ci rendono più insicuri e sotto assedio. Sul silenzio dei cosiddetti musulmani moderati hanno insistito vari opinionisti. Magdi Allam ha sottolineato la santa alleanza trasversale fra sunniti, sciiti, wahhabiti; da Al Jazeera ad Al Arabiya, passando per quei governi arabi che intrattengono buoni rapporti con l'Occidente fino ad Al Qaeda. Con muftì di moschee turche, imam dei territori palestinesi;ayatollah iraniani. Dal Marocco all'Indonesia (dove sono appena stati fucilati 3 cristiani) fino e oltre il Pakistan: tutti agitatori e sobillatori di un'unico disegno di Jihad.
Giuliano Ferrara e Giorgio Israel su Il Foglio hanno parlato esplicitamente di "voce afona" da parte degli invisibili moderati. Panebianco non si mostra affatto ottimista, al riguardo, poiché già l'Europa dell'era post-vignette danesi, ha di fatto accettato che la libertà di satira vale per tutti tranne che per i musulmani di fronte ai quali l'autocensura è obbligatoria (suo articolo "L'introvabile islam moderato").
Eppure questo wishful thinking tutto occidentalista circa i "moderati" da recuperare alla buona causa, si affaccia sempre più nel nostro modo di pensare corrente. Quasi che dovessero essere loro a toglierci le castagne dal fuoco o a tirarci una ciambella di salvataggio. Il problema sta invece in altri termini. E lo spiegherò più sotto.
Ma prima, voglio ribadire che l'islam è una dottrina integrale, la quale costituisce un blocco unico e inscindibile con la politica. Che i "moderati"come Abdel al Rashed, direttore di Al Arabiya (già lodato intempestivamente perfino da una sospettosa e diffidente nata, come Oriana Fallaci nel suo ultimo libro), si è apertamente schierato dalla parte dei jihadisti contro il Papa, perché ha sentito il richiamo della foresta (o meglio, del deserto) del nazionalismo panarabico intinto di religione: una miscela esplosiva. Voglio sottolineare che questa "Jihad delle parole" (come la chiama Allam) in realtà è una pratica politica fomentata dagli autocrati al potere, con il supporto dei loro mullah, i quali hanno il ruolo di stornare la rabbia di queste masse analfabete su "nemici" ad essi esterni: noi occidentali. Garantendo, così, lunga vita alle dittature delle varie cricche militari o delle dinastie feudali.
Ma allora, esistono o no personalità ragionevoli nel mondo arabo-musulmano? (mi piace sostituire il termine "ragionevole" al trito e ritrito "moderato"). Sì, esistono. Ma sono individualità isolate che spesso scappano dai loro luoghi per rifugiarsi nei paesi occidentali proprio perché da loro non è consentita alcuna libertà di pensiero, parola, espressione. Quindi, se l'Occidente, del tutto impreparato a fronteggiare queste maree di ferocia umana, conta su di loro, fa davvero male i suoi conti. Siamo NOI che dobbiamo difendere strenuamente i nostri valori, criteri e capisaldi. Siamo NOI che dobbiamo far quadrato intorno a ciò che ci è più caro. Siamo NOI che non dobbiamo cedere nemmeno un brandello di sovranità e di identità territoriale. Siamo NOI che dobbiamo mettere con chiarezza i paletti dei nostri invalicabili confini. Siamo NOI che dobbiamo applicare in modo coerente (e all'occorrenza, stringente) le norme dello stato di diritto. E siamo ancora noi che dobbiamo prevenire e reprimere sul nascere ogni fanatismo e intolleranza.
Va infine ricordato che storicamente, i totalitarismi, le rivoluzioni, gli stravolgimenti politici eversivi vengono quasi sempre fomentati da minoranze facinorose molto aggressive e determinate. E che la maggioranza dei "moderati" e dei "pacifici" cittadini ha sopportato, in passato, senza ribellarsi né opporre resistenza alcuna. Le SS all'inizio erano poche. Idem le camice nere che Mussolini chiamava "della rivoluzione". Come pure i "bolscevichi" nel '17 in Russia. Il Partito Comunista Cinese venne fondato da Mao-Tze-Tung sopra una barca sul Fiume Giallo: erano in tutto una decina di uomini, al momento della fondazione. Eppure in seguito, combatterono strenuamente contro i giapponesi e alla fine prevalsero pure sui nazionalisti interni, spedendo a Formosa (oggi Taiwan) il loro leader di maggioranza Chiang -Kai -sheck e sconvolgendo la Cina.
Questo che significa? Che, a fronte del III totalitarismo del nuovo millennio (cioè quello islamico), non è importante che, ad esempio, i Fratelli Musulmani che si trovano da noi nell'appendice dell'UCOII, siano la maggioranza per fomentare un domani, eventuali provocazioni e disordini. O viceversa, per ottenere un diritto di delega e passare per accreditati intermediari. Ma conta che abbiano chiarezza degli scopi che vogliono perseguire. Non è importante, come si affanna a dire Magdi Allam (in questo caso, peccando di ottimismo) che i musulmani che frequentano la moschea sono solo il 5% rispetto alla maggioranza che invece lavora onestamente e se ne frega. Basta quel 5% con a capo sedicenti rappresentanti degli immigrati, perché si arroghi il diritto di ottenere una "rappresentatività" che magari non gli compete, ma che avviene di fatto .
E difatti l' hanno ottenuta: nella Consulta islamica con Pisanu e Amato prima, e lunedi 25 p.v. in delegazione al Vaticano davanti al Pontefice.Perciò, Siamo NOI (ovvero i rappresentanti della classe politica) che gliela dobbiamo togliere e non cadere nei loro infidi tranelli.
Da ultimo, mi aspetto che gli opinionisti delle varie testate la smettano di inseguire l'Araba Fenice dei moderati e che, viceversa, si mettano d' impegno, nelle loro testate, a svegliare, criticare e a pungolare la narcotizzata classe politica italiana. La quale su questi temi, si mostra timorosa, pusillanime, fiacca, distratta, demotivata e latitante. Quando non - ed è il caso della sinistra - addirittura complice e succube delle provocazioni fondamentaliste. Che oramai cominciano a essere davvero troppe.

20 September 2006

E adesso... fuori la Turchia dall'UE!

Ai tempi in cui era ancora cardinale, Joseph Ratzinger parlò chiaro contro l'ingresso della Turchia in Europa. E giustamente. Oriana Fallaci, dedica una buona parte della sua auto-intervista a farsi delle domande e a darsi delle risposte sul perché la Turchia non deve entrare nell'Ue (suo ultimo libro "L'Apocalisse). Nell'Ue,  la Turchia non la vuole nemmeno Ida Magli ( la quale, addirittura, non vorrebbe nemmeno l'esistenza di un'Ue). Poi ci sono alcuni elementi che, ai superstiziosi e agli scaramantici, NON dovrebbero fare optare per l'ingresso turco: ben due papi minacciati di morte. Papa Wojtyla venne ferito gravemente e per poco gli costò la vita proprio per mano del  turco Ali Agca, e la Turchia invece di favorire le indagini, cercò di osteggiarle con il teorema del solito "pazzo".
Papa Benedetto XVI, deve proprio alla Turchia (oltre che ad Hamas nei territori)  la scintilla che ha attizzato l'oscena Jihad della Mezzaluna messa in piedi contro di lui. E ora ad Ankara minacciano pure di arrestarlo, se viene in visita per novembre. L'anno scorso a Trebisonda c'è stato un assassinio a sfondo religioso:  don Andrea Santoro, il quale perse la vita per mano di un fanatico musulmano che era caricato d'odio per l'affaire vignette: come se le vignette le avesse disegnate il povero sacerdote. Ma vai a far ragionare questa gentaglia!
In quell'occasione la nostra classe politica cercò di minimizzare l'assassinio a sfondo religioso, per paura di ostacolare i cosiddetti "buoni rapporti" con Ankara. Sono tre importanti accadimenti che ci fanno capire che dalla Turchia finora, non ne abbiamo ricevuto che del Male.
RecepTayyip Erdogan chiede  al Papa che si inginocchi davanti ai suoi muezzin dai berci sgraziati (copyright: Oriana), solo per aver tenuto una dotta lezione che nemmeno lui si è preso la briga di leggere. Del resto nel mondo musulmano non si legge quasi.
 
Ora sappiamo già un po' di cosette su questi "mamma li turchi". Per esempio che hanno iniziato il Novecento col genocidio di un milione e mezzo di armeni cristiani. E che a tuttoggi non hanno chiesto scusa a nessuno. Anzi, negano l'evidenza dello sterminio, e perseguono e schiaffano nelle loro marce galere chi ne parla.Ci sono stati più di 2 milioni di armeni deportati, più migliaia di convertiti a forza.  Poi, parliamo un po' anche delle loro fetide galere già segnalate dalle Associazioni per i diritti umani. Le nostre (che già non sono un bijou) in confronto alle loro fogne sono delle sale da thé. Ci sarebbe da sistemare ancora la questione di Cipro, a tuttoggi divisa col 34% del Territorio in mano alla TRNC (Repubblica turca di Cipro Nord). E fino a ieri con tanto di Muretto della Vergogna.  Ma questo è solo un particolare. La cosa che va invece rinfacciata di recente è che durante la guerra in Iraq non hanno concesso la fly zone agli USA (i quali li definiscono loro alleati).
 
Domandina da un milione di dollari: cari amici Americani, voi sapete quanto vi voglia bene, ma a voi che ve ne cala che i Turchi entrino  o no nell'Ue? Perché ci fate tante pressioni? Dopotutto loro, che sono già nella NATO, non vi hanno concesso nemmeno lo spazio aereo di cui avevate bisogno in guerra antiterrorista. Non vi viene qualche sospettuccio sulla loro infingardaggine e doppiezza?
Un'ultima due cosette eppoi chiudo. Durante un pacifico corteo per l'8 marzo dello scorso anno le donne vennero caricate dalla polizia turca senza pietà: malmenate a calci e pugni, manganellate e per qualcuna, schiaffate nelle loro galere-latrina nell'indifferenza totale delle femministe occidentali (l'ennesima). 
In un noto fattaccio di cronaca, un'altra donna venne lasciata annegare perché si era bagnata in un fiume col velo totale e un imam istigò affinché nessuno soccorrresse "l'impura", ottenendo obbedienza cieca e ottenebrata da parte di quelli che avrebbero voluto (e dovuto) aiutarla.
 
Bene, mi pare di avere accumulato un bel po ' di materiale per dire che SENZA la Turchia,  si sta  meglio e  che l'Europa diventa  un po' meno Eurabia. Perciò fuori la Turchia dell'Ue, niente Ue con la Turchia all'interno!