Siamo al giallo relativo, quello dei daltonici. E c'era da aspettarselo. Viviamo l'epoca del vero che sembra falso e del falso che sembra vero. Peggio delle streghe del Macbeth dove il Brutto è Bello e il Bello è brutto. Qualcuno aveva troppa fretta di indossare i gilet gialli made in Italy, senza nemmeno cercare di capire che quelli francesi protestano proprio contro la globalizzazione, le corporation delle auto elettriche - quelle che vogliono rottamare i motori diesel, e l'immigrazione clandestina che occupa posti di lavoro, per quelle attività che anche secondo la vulgata d'Oltralpe, "i francesi-non vogliono più fare". Ma che importa? la realtà è quella che sembra, e non quella che è.
Gilet gialli e bandiere rosse sono incompatibili, ma la sinistra mondialista tenta di ingannare ancora una volta gli italiani con le "false flag" di gilet gialli fatti indossare agli studentelli gregari sprovveduti e pianta-casini di Milano (c'è un video davvero sconfortante), ed agli immigrati africani aizzati e fatti inferocire contro un paese che farebbe volentieri a meno di loro. Contro un governo legittimamente eletto da cittadini italiani che si permettono di chiamare "assassino". In un altro paese, ci sarebbero gli estremi per rimpatriarli tutti quanti in massa. Ma che importa? Basta il colore: giallo! Ed è evento!
Anche se poi è un giallo falso (un fake yellow), serve pur sempre a fare scena.
Anche se poi è un giallo falso (un fake yellow), serve pur sempre a fare scena.
Tanto poi ci sono le fotografie, i filmati che vanno per il mondo mentre i media tromboni e megafoni del sistema, raccontano che anche in Italia è già iniziata la protesta contro il neonato governo che guardate un po', fin nel colore ha già il colore del gilet: giallo-verde. Sì perché quei gilet catarifrangenti e visibili anche al buio, hanno anche un po' di verdolino nella loro tonalità giallo fosforo. Insomma, i negri vestiti di giallo e i rossi col pugno chiuso vestiti di giallo sono una perfetta operazione false flag. In questo caso, di "falso gilet". E' mai possibile che dobbiamo essere il paese dell'eterna parodia e delle cialtronate?
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| I veri Gilets Jaunes per la quinta settimana in manifestazione a Champs Elysées |
Tutto si sputtana e tutto perde di credibilità perfino quando varca il confine di Ventimiglia. Diciamo la verità: mi piacerebbe sapere quanti italiani avrebbero avuto l'ardire dopo un terribile attentato a orologeria (false flag anche questo) come quello di Strasburgo, di manifestare per la quinta volta dopo oltre un mese davanti all'Arco di Trionfo, senza lasciarsi intimidire. Ma questi erano "veri" Gilets Jaunes.
Quanti italiani scioperati abituati ai fischietti della CGIL e ai cestini con la merenda per la ludica passeggiata fuori porta del sabato sindacal-fancazzista, avrebbero avuto la costanza di andare avanti per più di un mese rinunciando perfino all'irrinunciabile shopping natalizio, come quelli della temibile grève francese? Li vorrei proprio vedere i miei connazionali rinunciare ai preparativi delle feste. Ma quelli che sfidano le cariche e il freddo parigino erano veri Gilets Jaunes.
La sinistra a corto di idee copia i compiti, ruba gli indumenti e il vestiario, aizza i negri contro il governo e il ministro dell'Interno, e cerca di accaparrarsi la piazza. Crea tumulti fasulli "pro migranti" con una differenza sostanziale: che mentre i movimenti popolari d'Oltralpe vengono repressi brutalmente dalle forze di polizia (qualcuno ci ha rimesso pure la pelle), quelli nostrani qui realizzati mettendo extracomunitari alla testa dei cortei, vengono protetti dalle forze dell'ordine che stanno ben attenti a che nessuno si permetta di intentare delle reazioni contro di loro.
Insomma, la sinistra è il solito Re Mida al contrario e quel che tocca va in...Cambronne.
Tuttavia, come dice la canzone e come vedono i nostri occhi, Black is Black. Aggiungiamoci anche Red is Red, e fare i Gialli per caso, non porterà molto lontano. Gesù Bambino non è ancora nato e da qui a Carnevale, mancano ancora due mesi.







