18 November 2018

Iris viola di novembre


Uno strano iris violetto si è messo a fiorire nel mio giardino durante i giorni di pioggia monsonica di circa una settimana fa, quelle piogge monsoniche che hanno messo in ginocchio buona parte delle regioni d'Italia. I fiori hanno il loro calendario e sappiamo che gli iris (o giaggioli) fioriscono in aprile-maggio, ma non in novembre. I bucaneve  alla fine di febbraio, le primule e le viole a marzo, le rose in maggio, in giugno i gigli, in luglio le lavande, i girasoli e gli oleandri e così via. A novembre tuttalpiù fioriscono solo crisantemi, mentre a dicembre, qualche elleboro bianco sotto la neve. Oggi non esiste più un vero calendario dei fiori e dei frutti: tutto fiorisce e tutto marcisce fuori stagione, in uno strano impazzimento climatico. Sappiamo anche che la montagna sopporta benissimo le precipitazioni atmosferiche, ma non piogge torrenziali sciroccose accompagnate dalla furia di strani venti, che le gole dei monti rigettano indietro.  Per questo sono venute giù intere foreste di abeti rossi dalla Val di Fiemme (in Trentino) e dal Veneto, mettendo in ginocchio queste regioni a causa del pregiato legname andato disperso  e in parte distrutto. Ora bisogna far presto per recuperarne quel che resta, poiché le nevicate sono imminenti. Le chiamano le foresta dei Violini o i boschi che suonano, perché l'abete rosso è il legno impiegato dai famosi Stradivari, i liutai di Cremona.  Ma non solo. Le gondole di Venezia, e prima ancora tutti i vascelli da combattimento e le galee della Serenissima (compreso il Bucintoro), vennero costruite con questo legname.  Ora i giornali si perdono in dotte disquisizioni in arboricoltura, scrivendo che le monocolture di questo abete rosso hanno impoverito il terreno dei boachi, rendendo fragili le abetaie  fino a  favorirne il crollo. E si cita, al riguardo, Rigoni Stern lo scrittore di Asiago,  il quale suggeriva di piantumare il terreno,  mescolando le specie: abeti con larici e betulle, per fortificare i boschi. Può darsi.
Ma occorre dire che se per secoli e secoli le conifere  dal tronco rossastro hanno resistito, è assai probabile che "le foreste dei Violini" siano state messe in precarietà soprattutto  dalle manipolazioni climatiche che trasformano il nostro bel clima temperato mediterraneo, in clima monsonico e tropicale. Fa discutere infatti la frase di Raschi a Porta a Porta con relativa impacciata retromarcia.

Antonio Raschi, direttore dell’istituto di biometeorologia del Cnr, – in diretta – alla trasmissione “Porta a porta”, di Bruno Vespa ebbe a dire:  «Siamo al centro di un esperimento planetario», aveva detto Raschi, su Rai Uno, il 6 novembre: «Un esperimento di cambiamento del clima, del quale non sappiamo ancora quali saranno gli effetti nel lungo periodo».
Tema della trasmissione: lo tsunami-maltempo sull’Italia. Possibile che la catastrofe abbattutasi sul Nord-Est sia stata causata da manipolazioni climatiche? Raggiunto al telefono da Mazzucco, come riportato in una video-sintesi su “Luogo Comune”, Raschi fa dietrofront: sostiene di esser stato frainteso. E’ vero, ha pronunciato il termine “esperimento”, ma in realtà, a detta sua,  voleva semplicemente dire: scontiamo le conseguenze del surriscaldamento terrestre, al quale contribuiscono le irresponsabili emissioni di gas serra. Così se l'è rigirata e ovviamente Vespa ha lasciato cadere e  non ha "approfondito". (fonte: Libre idee)


Ma ormai il dado è tratto e la "voce dal sen fuggita", fa notizia sui siti web e non solo. Il fatto è che le catastrofi ormai nel nostro paese avvengono quasi sempre in concomitanza a momenti topici particolari del nostro clima politico. C'è un documento che la Ue vuole rimandare al mittente come il DEF? Tié, beccati una bella alluvione a Portofino, uno straripamento che abbatte i muri a Rapallo con molte imbarcazioni alla deriva, e pure un relativo rotolamento di abeti nelle Dolomiti. E i fotogrammi del disastro vanno per il mondo, ottengono l'effetto di piegare il nostro morale e ci rendono insicuri e infelici. Eravamo il Bel Paese del sole invidiato nel mondo, siamo il paese delle catastrofi idrogeologiche e delle calamità ricorrenti. 

La mente torna a quel novembre 2011 a Cannes,  quando durante un fatal raduno il FMI voleva metterci sotto suo commissariamento e Berlusconi dovette litigare con  i "convenuti" Merkel e Sarkozy per impedirlo.Volarono gli stracci e Berlusconi fece resistenza per l'intero meeting. Invano, perché di lì a qualche tempo ci fu l'avvento di Monti e degli Androidi da Bruxelles, una sorta di Troika mascherata da "governo tecnico". (mio post L'Italia che si sbriciola).  Piove governo ladro?  No, si trattò dell'alluvione genovese in cui  perirono delle persone. Come molti morti non mancano nemmeno per quest'altra ondata di maltempo.  Intanto è divertente notare come i siti che parlano apertamente di manipolazioni climatiche siano presi di mira da troll come in questo caso: 

https://www.informarexresistere.fr/apocalisse-maltempo-italia/

Un po' meno in questo dove c'è la moderazione:

http://www.libreidee.org/2018/11/alterazione-del-clima-e-in-corso-un-esperimento-planetario/

In ogni caso, le armi climatiche esistevano anche durante la Guerra Fredda, ma nessuno delle due superpotenze le usò, stipulando patti e accordi di desistenza. Vien quasi fatto da rimpiangere il vecchio Muro e il mondo   diviso  in due blocchi, "contrapposti" finché si vuole, ma che creavano almeno un po' d' equilibrio. Ora sappiamo in che "mondo libero" ci troviamo: libero di fare entrare chicchessia oltre ad alluvioni, terremoti, siccità, deforestazioni spaventose.. Quando non  ci ritroviamo invasi da "alluvioni umane".


Intanto le nostre città aggredite da  persistenti piogge fradice e nere, con umori e odori spessi, con negozi dai cibi orrendi, con un'umanità promiscua e ammassata di tutte le razze, lingue  e idiomi sembrano sempre di più uno scenario da "Blade Runner", film appena ridato di recente in tv. Sì, la  crudele distopia è già qui e finiranno per trasformarci in tanti replicanti a termine, disperati, poiché incapaci di tramandare alcunché:

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.»

09 November 2018

ONU e Patto Globale: quel falso bene che ci fa del Male.



Global Compact for Migration. Ovvero Patto globale per una migrazione definita "sicura, ordinata e regolare". L’accordo è noto anche come «Dichiarazione di New York», poiché i 193 membri dell’Assemblea generale Onu avevano approvato all’unanimità il documento il 19 settembre 2016 proprio nella città della Grande Mela. Promotore dell’intesa era stato, manco a dirlo, l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Tra i partecipanti di spicco, anche l'Italia con l'intervento dell'allora  premier Matteo Renzi che annunciò in quella sede, come il nostro Paese avrebbe aumentato in modo sostanziale il suo impegno finanziario ai fini "umanitari", aumentando il budget  nientemeno che del 30%. Il resto dei precedenti governi Renzi e Gentiloni, sappiamo già cosa ci portarono dopo le immancabili e compiaciute visite dei Segretari dell'ONU Ban-ki-Moon e Guterres: sbarchi quotidiani al grido di "Noi salviamo vite" e un'immigrazione pesantemente fuori controllo.

Il Patto Onu sull’immigrazione è articolato in 23 obiettivi e 54 punti per un totale di 34 pagine, ed entrerà in vigore con la firma prevista al summit di Marrakech, in Marocco nei giorni del 10 e 11 del dicembre prossimo. Sono costretta a occuparmi dell'argomento, sollecitata e spinta da alcuni lettori di questo blog. Intanto questo è  il testo, e bene si farebbe a leggerne la traduzione. Un testo subdolo perché mentre predica il Bene universale ci porta disgrazie e calamità a non finire. Ma sempre questo fanno i predicatori del Bene  con la retorica melensamente umanitarista  dalla quale possiamo  trarre queste ipocrite "linee guida" qui riassunte:





  • Proteggere la sicurezza, la dignità, i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i migranti, indipendentemente dal loro status, in ogni momento;
  • Supportare i paesi nel salvataggio, ricezione ed accoglienza di rifugiati e migranti;
  • Integrare i migranti attraverso l’assistenza umanitaria e programmi di sviluppo – indirizzando i bisogni e le capacità dei migranti e quelle delle comunità che li accolgono;
  • Combattere xenofobia, razzismo e discriminazione nei confronti dei migranti;
  • Sviluppare, attraverso processi guidati dagli stati, principi e linee guida sul trattamento dei migranti in condizioni di vulnerabilità;
A corollario di tutto ciò, c'è la governance globale sulla migrazione diretta dal Palazzo di Vetro, con la quale gli stati sovrani non conteranno più  un bel nulla. 
Chi non ha aderito? hanno già annunciato che non firmeranno Stati Uniti, Australia, Polonia, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca, Croazia e Danimarca. C'è un forte dibattito anche in Svizzera con l'UDC, il partito che vorrebbe sfilarsi definitivamente.  Il governo di Vienna ha spiegato che “il patto limita la sovranità nazionale, perché non distingue tra migrazione economica e ricerca di protezione umanitaria”.
 La decisione austriaca ha provocato il plauso di vari movimenti di destra, non solo europei. Alice Weidel di Alternative fur Deutschland è  tra i fautori del rifiuto.

Perché il nostro governo invece tace? Eppure Salvini sa bene che se a Marrakech l'Italia aderirà a questo patto scellerato, il suo Decreto Sicurezza  (appena approvato) diventerà in un battibaleno carta straccia da macero. Salvini sa bene che tutto il suo colossale lavoro per ridurre drasticamente gli sbarchi  diventerà inutile come voler svuotare il mare col classico secchiellino dei bimbi, e che, con la ratifica di questo Patto (scellerato) a Marrakech non avrà più un attimo di tregua nemmeno per dormire. E con lui, tutti quanti noi. 

Ma c'è un ma... Ci sono con lui le "nuove" (si fa per dire) sinistre al governo, nelle  persone dei 5 stelle.  Ed ecco cosa dice Manlio Di Stefano, sottosegretario del M5s agli Affari Esteri e alla cooperazione Internazionale nella sua intollerabile stolta dichiarazione qui.
Del resto, occorre tener ben presente che  il Ministero degli Esteri è guidato dal "montiano" Moavero-Milanesi. Questa totale assenza di dibattito pubblico, in Italia, sul famigerato Global Compact Onu è  per lo meno inquietante, e usare questo blog per denunciarlo è il minimo che io possa fare.
Invito a farlo anche ad altri blogger!


D'altro canto, se Salvini li molla aprendo una crisi governativa, questi non vedono l'ora di mettersi col PD e realizzare magari politiche ancora più immigrazioniste di quelle che ci hanno preceduto, dato che l'unione fa la forza. E senza avere il bastone tra le ruote nell'ingombrante persona del Ministro dell'Interno. Mattarella non scioglierebbe mai eppoi mai le Camere nemmeno sotto tortura. Siamo come al solito, in un bell'impasse. E' vero che è  da considerarsi un accordo volontario e non legalmente vincolante, ma a fronte di una situazione da incontrollabile "Campo dei Santi globale" come ci si può fidare di queste serpi del Palazzo di Vetro?  Ho già detto in analoghe situazioni che il logo dell'ONU è una ragnatela che avvolge l'emisfero  stringendolo tra due rami di  palma (simbolo della pace, quella voluta da loro). Bene, non sarà  sfuggito in queste ore,  che laddove non riesce la Ue con le sue pesanti ingerenze, cerca di riuscirvi l'ONU; ovvero la ragnatela sulle nazioni e sui popoli. Il governo mondiale ha troppa fretta per non tentare i suoi pessimi tiri mancini. Sta a noi di fermarlo a Marrakech il 10 dicembre! Intanto scrivete, protestate, inviate email!

05 November 2018

Inarrestabile marea umana dall'Honduras



Sulla marea umana, praticamente una vera e propria alluvione che straripa (mai termine è più appropriato con quanto stiamo vivendo in questi giorni di sconquasso metereologico) che dall'America Latina marcia spedita e inesorabile verso gli Stati Uniti avrete letto vari resoconti. Ma tutti i reportage mainstream sembrano favorire la tesi della "povertà". "Fuggono da fame, violenza, disoccupazione". "Scappano dall’emarginazione, dalla disoccupazione e dalla mancanza totale di opportunità", "Vogliono allontanarsi dal potere del dittatore Juan Orlando Hernandez". "Sono in cerca della terra promessa", "Perché, da sempre, chi ha fame si sposta per cercare il pane". E via con la retorica dell'esodo biblico e dell'accoglienza che ne deve conseguire.
Provate come ha fatto la sottoscritta a farvi un Google con le parole-chiave Honduras e migrazioni e vi arriverà il solito piagnisteo a cui noi Italiani siamo stati abituati da anni e anni con gli sbarchi circa il  mettere a rischio la propria vita, sulle condizioni igieniche disumane, sul fatto che rischiano la disidratazione ecc. Quindi questo fiume straripante e tracimante di persone è un fatto "spontaneo", "ineludibile" e "inevitabile". Soprattutto si muovono di loro spontanea volontà, ma quel cattivone di Trump senza cervello e senza cuore, ha già predisposto cordoni di forze dell'ordine facendo presidiare i confini. Allo stesso modo viene fatta la cronaca sui passi del governo messicano che invia la polizia federale (su ordini degli Usa, of course) per intercettare la carovana di migranti diretti negli Stati Uniti. Come osano? ci sono donne, bambini...hanno fame, sete, sonno, sono stanchi...Dopo tante ricerche mi imbatto nel sito "Vietato parlare" e - toh! - finalmente trovo la convalida ai miei sospetti: qualche megalomane sociopatico col complesso di Mosé (chi sa chi sarà?) sta scatenando tempeste umane più o meno "perfette" addosso ad uno stato sovrano con lo scopo di destabilizzarlo.

Ed ecco la domanda da porsi:  è pensabile che 5000 persone si organizzino da sole per una impresa del genere? E chi sta sostenendo i costi organizzativi ed individuali? Ebbene esistono prove che questi fenomeni non sono affatto spontanei ma finanziati da determinati gruppi di pressione e "filantropici" che sembrano essersi dati un compito "morale" di cambiare globalmente le società occidentali secondo le loro opportune ‘linee guida’.

PUEBLO SIN FRONTIERAS E ALTRE ORGANIZZAZIONI  




Precisamente la carovana “March of the Migrant” è organizzata da un gruppo chiamato Pueblo Sin Fronteras, mentre lo sforzo è sostenuto dalla coalizione CARA Family Detention Pro Bono Project, che include Catholic Legal Immigration Network (CLIN), American Immigration Council (AIC), il Il Refugee and Immigration Centre for Education and Legal Services (RICELS) e l’American Immigration Lawyers Association (AILA).


Almeno tre dei quattro gruppi sono finanziati dalla Open Society Foundation di George Soros, mentre altri gruppi di supporto sono finanziati dalla MacArthur Foundation, dalla Ford Foundation e dalla Carnegie Corporation.

Il gruppo dietro la carovana, cioè l’organizzazione ‘Pueblo Sin Fronteras’, che significa ‘persone senza frontiere’, si impegna ad infrangere la legge sull’immigrazione per fornire “rifugio” a migliaia di centroamericani. I finanziamenti dietro il gruppo sono sconosciuti dato che riceve sul proprio sito donazioni spontanee con Pay Pal.

SOROS TRA I PROBABILI "BENEFATTORI"

Tra i benefattori di queste associazioni c’è il multimiliardario George Soros che ha da tempo promesso di sostenere società a beneficio di migranti e rifugiati “in fuga da situazioni pericolose per la loro vita”. Egli ha iniziato a gettare le basi per la fondazione per continuare la sua missione dopo la sua morte. I documenti della Hacked Open Society Foundation pubblicati la scorsa estate fanno luce sul modo in cui Soros ha usato le sue fondamenta per far progredire le politiche progressiste e aperte ai confini nazionali e internazionali.

Carte prepagate per immigrati: paga lo zio George con l'avallo di Ue e di ONU. La carta reca in alto il marchio UNCHR


A questo scopo Soros lo scorso autunno, ha trasferito $ 18 miliardi alle ‘Open Society Foundations‘, la rete di organizzazioni non profit che egli usa per far avanzare la sua ideologia globalista e senza confini negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Il trasferimento massiccio, che è stato segnalato per la prima volta dal Wall Street Journal, è approssimativamente equivalente al prodotto interno lordo dell’Afghanistan, secondo i dati della Banca Mondiale.

Negli Stati Uniti, la sua fondazione ha fornito finanziamenti per il movimento Black Lives Matter e gli attivisti di frontiere aperte. La fondazione ha anche fornito finanziamenti a gruppi di “resistenza” anti-Trump, ha finanziato la ricerca di creare un’opposizione ai critici dell’Islam radicale e ha tentato di influenzare le decisioni della Corte Suprema.
La fondazione di Soros è ora la seconda organizzazione filantropica negli Stati Uniti dietro solo alla Fondazione Bill e Melinda Gates.

Soros sta anche finanziando programmi per finanziare l’ingresso di “rifugiati” in Italia, Ungheria e Israele. (Ndr: per quest'ultimo, sarà dura). 


IL GOVERNO HONDUREGNO FAVORISCE LA FUGA MIGRATORIA

La carovana che è partita dall’Honduras è anche favorita dal governo Honduregno. Ciò può sembrare contraddittorio perché alcuni capi-carovana hanno accusato il governo honduregno di corruzione e non riescono ad affrontare la povertà, il crimine e le condizioni economiche costringendo le famiglie a fuggire a migliaia. Questo può essere vero ma è anche vero che l’asilo è in gran parte una truffa colossale progettata per fornire ai paesi dell’America Latina una valvola di sicurezza politica ed economica e una mucca in contanti di valuta estera. Nel 2017, le rimesse inviate in Honduras hanno totalizzato $ 4,33 miliardi e costituiscono una parte significativa dell’economia honduregna.




Nell’arco di pochi decenni, i migranti sono diventati un motore essenziale di sostegno economico per l’Honduras. Le rimesse comprendono il 17% del prodotto interno lordo (PIL) della nazione nel 2011, secondo le stime della Banca Mondiale, la seconda più grande quota di qualsiasi paese dell’America Latina o dei Caraibi. In quanto tali, gli emigranti honduregni hanno un enorme significato per l’economia del paese e per il sostentamento di molte comunità e famiglie altrimenti impoverite.

Queste informazioni sono pubbliche ed hanno riscontri documentabili. La domanda è ovviamente a questo punto su che tipo di informazione noi riceviamo.
FonteVietato parlare: ma è veramente spontanea la carovana dei migranti che si dirige verso gli Usa? 

che a sua volte trae queste sue informazioni  dalle seguenti fonti: Fox News, News Now, Wnd, Amerikan Thinker.

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Quali lezioni trarre da questa esperienza a dir poco sconvolgente? 

Che gli Usa, da sempre grande potenza mondialista  in perenne espansione, è a sua volta sotto attacco da oligarchi sociopatici legati alla Finanza che già destabilizzano l'Europa. E' una sorta di grande e grosso prelibato boccone che i voraci predatori intendono mangiare per ultimo, ma che hanno intenzione di voler fare. Pertanto la resistenza di Trump va nella direzione degli interessi del popolo americano. Come va nella giusta direzione voler abolire quello "ius soli"  (ovvero l'acquisizione della cittadinanza di un dato paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori) che la loro Carta costituzionale dei Padri Fondatori  gli impone.  Provvedimento durissimo, certo, ma è l'unico modo per scongiurare quello scenario apocalittico da Campo dei Santi, che, come dice l'amico Massimo, non sarà mai abbastanza ricordato, consigliato e citato.  
Parliamo di esodo di clandestini da America del Centro-Sud ad America del Nord, ma come al solito de te fabula narratur


29 October 2018

I partigiani sfilano per l'invasore, Fico-Boldrino canta l'ammmore



L'ANPI è un'associazione fantasma, dato  che i veri partigiani o sono morti o sono in stato di semi-disabilità a causa dell'età molto avanzata.  L'ultimo che ho conosciuto tre anni fa aveva 92 anni ed era un tranquillo vecchietto.  Uso il tempo imperfetto perché non so se è ancora vivo. Perciò dietro alla sigla di detta associazione si nasconde solo uno spirito  inutilmente rancoroso, un presidio ideologico   "autoreferenziale" permanente sempre all'insegna del solito "antifascismo" che spesso e volentieri crea una saldatura coi famigerati centri sociali, noti per la loro violenza e facinorosità. Lo si è ben visto anche nel corso della manifestazione di sabato scorso 27 c.m. a Roma.
Non sono entrata volutamente nella triste e aberrante vicenda della povera Desirée nel rione di San Lorenzo a Roma e dello scempio che ne hanno fatto le bestiacce allupate e fameliche che l'hanno distrutta in tutti i sensi e fatta morire perpetrandole ogni tipo di sevizia e violenza. E perché altri blogger e giornalisti prima di me, hanno descritto assai bene cosa avviene dietro a queste zone dette "franche" fortemente degradate e fatiscenti dove il puzzo forte di orina, le siringhe, le macerie e i relitti ne sono solo il repellente corollario.

Lo ha fatto il blog di Alceste con il post "Il letamaio come utopia".  Lo ha fatto Blondet con ben due post. "Su Fico le mafie di San Lorenzo e la povera Desirée".  E ancor prima "Desirée uccisa nelle  macerie della civiltà".
Diciamo pure che siamo arcistufi e perfino esasperati dall'ennesimo episodio di assalto del branco di energumeni che stuprano, spacciano, fanno i mercanti di morte, uccidono  giovanissime ragazze bianche (quando non le fanno davvero a pezzetti  mettendoli in valigia come nel caso della povera Pamela) ma che poi viaggiano con permessi umanitari in tasca.
Rimpatrio subito senza spendere un centesimo di prigione per mantenerli, ma che scontino la pena nelle loro galere!

Salvini da solo  fa quel che può e ogni volta che si reca nei luoghi infernali del crimine, viene accolto come un liberatore, ma ce ne vorrebbero di più. Soprattutto ci vorrebbe gente meno stolida e in malafede  come  il pentagrullo Fico-Boldrino che canta l'ammmore. "Non ci vogliono ruspe, ma più amore". Sì, avete sentito e letto bene. Desirée  è morta per "mancanza d'amore". Il Fico Sparlante merita come minimo il fotomontaggio come quello che circola in queste ore sul web. Fossimo in un paese serio, dovrebbero destituirlo dalla terza carica istituzionale dello stato. 


Come nei paesaggi di guerra, non mancano corvi che svolazzano e si aggirano famelici in cerca di carcasse e di relitti: femministe decerebrate e succubi dell'ideologia terzomondista che temono  "strumentalizzazioni" (ma de che?) da parte del Ministro dell'Interno il cui ruolo è quello di ripristinare quella legge e quell'ordine che queste povere cretine non vogliono; cronisti e opinionisti inutili quanto imbecilli, centri sociali in perenne presidio contro il "fascista" di turno, e pure l'ANPI che paventa il solito Babau del ritorno della camicia nera, ma poi strizza l'occhiolino ai crimini specie se... compiuti da "neri". E non parlo di indumenti o di fez.

I partigiani un tempo combatterono contro l'invasione e ora? Vogliono l'invasione delle "risorse" e con essa la nostra distruzione.  Partigiani ma de che? Di quale libertà? Di spacciare, rubare, violentare, uccidere? Essi sono "oggettivamente" (avverbio sempre tanto caro ai sinistronzi) dei nemici del popolo italiano. E lo sono pure "soggettivamente".


E' da segnalare il collier di perle-pirla su FB di Selvaggia Lucarelli, che ha più tette che cervello:

«Quindi Cucchi che spacciava e si drogava vittima delle forze dell’ordine italiane era un tossico di merda, Desirée che era stata denunciata per spaccio e si drogava vittima di stranieri era un angelo volato in cielo. La doppia morale di tanti italiani».

La Lucarelli, è la classica parassita mediatica falsamente "contro" che "sgarbeggia" (senza però possedere la cultura del Vittorio critico d'arte) e "stronzeggia" arrogantemente per mettersi in evidenza in ogni occasione. Stia serena la Lucarelli che il "geometra Cucchi" avrà la sua canonizzazione, il suo martirologio e la sua agiografia modello Carlo Giuliani, al quale dedicarono nientemeno che un'aula del Senato, oltre ad un cippo in Piazza Alimonda a Genova, piazza che ha rischiato di venir ribattezzata "Piazza Carlo Giuliani". Ci sarà un intero film dedicato a Cucchi che quasi certamente servirà - bontà sua - al rilancio della "qualità artistica" (si fa per dire) del nostro cinema finanziato coi soldi di stato (cioè di noi contribuenti); film dal titolo "Sulla mia pelle", la cui première verrà proiettata nientemeno che in un centro sociale di Bologna quale "film d'essai". Very impressive! E non è tutto...

Abbiamo rischiato pure di avere sua sorella Ilaria che ora pretende arcignamente scuse da tutto il governo giallo-verde anche se si è insediato da 4 mesi, quale conduttrice di uno di quei talk su Rai 3 (TeleKabul) che per fortuna poi non è mai andato in onda per mancanza di audience, dal titolo "Affari di famiglia".

La "blogger" Lucarelli sì, è davvero l'irrinunciabile suffragetta dell"antisistema". Non fosse per lei, saremmo inondati da "fake truth". Frattanto, c'è da giurarci, si prenoterà per la prossima giuria della nuova edizione di  "Ballando con le stelle", sempre sgarbeggiando e stronzeggiando coi suoi fasulli luoghi comuni rissaioli (in tv, si sa,  la rissa è sempre IN) all'insegna del solito erinnico "femminismo di sistema",  da #MeToo. 
A proposito di ciò, ma dove sono finite tutte quelle gallinacce di lusso che starnazzavano contro le "molestie" del produttore di turno, ora che invece la vittima è una povera sventurata 16enne priva di mezzi economici lasciata crepare in un lurido giaciglio?


Non vado avanti nell'elencare tutti i corvi e gli sciacalli mediatici che svolazzano e si aggirano "sinistramente" (mai avverbio è più indicato) su questo paesaggio desolato di un'Italia poco solidale, ingiusta e crudele, ma non si può ignorare,  il viscido tweet di Gad Lerner:

«Dopo #PamelaMastropietro guardiamo attoniti la vita e la morte di #DesireeMariottini: dipendente da eroina, figlia di spacciatore italiano e madre 15enne, vittima di pusher immigrati. Vicende tragiche che dovrebbero suggerirci qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale».

C'è già Fico Boldrino che ci canta "I sing Ammore...", ma vale la pena di ricordare a Lerner che se di "odio razziale" trattasi quello ormai è visibilmente antibianco. Sette uomini neri contro e addosso a  una ragazzina bianca, violentata a morte per 12 ore!
Lo scempio consumato è già nel numero ma i daltonici me(r)diatici fingono di non vederlo.

Una mattina ci siam svegliati ed è arrivato l'invasor,  oh Partigiano portati via, tu e il tuo striscione di inutili falsità e ipocrisie. 
Non dobbiamo e non possiamo rassegnarci a vivere nell'universo capovolto di questi impostori.

26 October 2018

Denunciaeuropa.it




Qualche volta sognare è bello, anche quando il sogno è impossibile. Apprendo che due giornalisti hanno denunciato Moscò WC e Oettinger (nella foto) per agiotaggio e turbativa d'asta. So bene che la magistratura quando si tratta di fare una giustizia gradita al popolo non esiste e quando si tratta  invece di angariarlo con sentenze pro-sistema è sempre all'opera; che le toghe (specie del nostro paese) sono altri mattoni del muro della repressione, ma è bello pensare che questo sito Denuciaeuropa.it potrebbe aprirsi, operare un vasto consenso di massa e creare un effetto valanga. Che questi due esseri spregevoli che hanno volutamente sentenziato contro il nostro paese a "mercati aperti" possano pagare il fio delle loro colpe.
Intanto è da segnalare la mossa di Angelo Ciocca, l'eurodeputato leghista che ha lordato in pubblico i fogli di Moscò calpestandoli in modo da mostrare disprezzo per il suo discorso.  Insomma, il Ciocca ha fatto dei timbri sui fogli di Moscovici con le impronte delle  sue scarpe. 
Ma vengo alla denunzia e alla sua eventuale entità. Esiste la manipolazione dei mercati come possibilità di reato? Sì, secondo l'art. 185 del Testo unico sulla finanza è punibile con la reclusione da uno a sei anni. Lo dice un articolo di Maurizio Tortorella comparso ieri 25 ottobre su "La Verità". Nel mirino dovrebbe entrare le dichiarazioni dei due commissari rese alla stampa e quindi da non considerarsi "comunicazioni ufficiali" come il loro ruolo imporrebbe, dato che "hanno modificato l'andamento degli stessi, incidendo in modo significativo sulla fiducia e l'affidamento che il pubblico pone nella stabilità patrimoniale di banche e gruppi bancari, alterando contestualmente il valore dello spread italiano".
A firmare tale denunzia sono i due giornalisti Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso collaboratori esterni di "La vita in diretta" della RAI. Oltre alla turbativa d'asta è ipotizzabile in linea teorica anche quella di aggiotaggio. Perché l'hanno fatto? La loro risposta: "Perché siamo sbigottiti per la noncuranza con cui venivano fatte quelle dichiarazioni. Vedremo ora cosa farà la Procura".

Angelo Ciocca eurodeputato leghista, imbratta il discorso di Moscovic con la scarpa
Sarebbe interessante che ci fosse una volta tanto una vera onesta coraggiosa Procura in grado di istruire  un procedimento contro questi due figuri ripugnanti perfino alla vista. La denuncia è breve ma accurata e contiene pure uno specchietto sulle dichiarazioni di Moscò e Oettinger e il loro immediato effetto sullo "spread". Ecco le dichiarazioni del 28 settembre del primo dei due: "L'Italia sta facendo scelte che rischiano l'impoverimento dei suoi cittadini". E ancora. "Fare rilancio economico quando uno è indebitato si ritorce sempre contro chi lo fa e alla fine paga sempre il popolo". Uhmm, lo si direbbe un "populista" e "sovranista". Come pure faceva il sovranista (si fa per dire) quando collaborava con l'Eliseo in veste di ministro delle Finanze e sforava di brutto (oltre il 3%) dichiarando :"Vogliamo ridurre il deficit, ma a un ritmo compatibile con la crescita. Meno austerità, più investimenti".  Per la Francia soltanto, ovviamente,  e che tutti gli altri s'impicchino!

E invece macché, quel giorno del 28 settembre scorso, dopo le sue dichiarazioni il dannato spread partito da 236 punti, schizza a 282.
"Le dichiarazioni" - sottolineano i due citati cronisti, "sono state rese prima che i due commissari Ue, ricevessero l'intera documentazione da parte del governo italiano avvenuto il 16 ottobre col Documento programmatico di Bilancio. 
L'ultima dichiarazione incriminata è di Gunther Oettinger che il 17 ottobre scorso ha dichiarato allo Spiegel: "La Commissione rigetta la manovra di bilancio italiana". La denuncia dei due giornalisti sottolinea che in realtà, la lettera della Commissione viene recapitata a Roma solo nella tarda serata e a mercati chiusi. Intanto lo spread schizza in un sol colpo da 292 a 308 punti. 
"Ora ci aspettiamo che molti ci seguano", annuncia il giornalista Lo Basso. Io non ci giurerei, ma come sul dirsi la speranza è l'ultima a morire.  Un modulo con la denuncia da copiare e inoltrare a qualsiasi Procura della Repubblica sarà on line nel sito denunciaeuropa.it
Chissà,  forse potrebbe essere l'inizio di qualcosa di travolgente. 

Una raccomandazione al governo giallo-verde: abbassare la testa serve solo a farsela calpestare. La prova? La solita povera Grecia. Ha eseguito tutti i compiti voluti dalla Troika e il risultato più recente? il taglio delle pensioni. 


18 October 2018

Truppe cammellate d'occupazione a Roma



MoscoWC, Drunker-Superciuk, Dombrovskis et similia sono passati al contrattacco. A vederli c'è solo da ridere. Ma la cosa  grave ( ma non seria) è che più sono dei coglioni più sono dannosi. Tanto  per parafrasare,  un po' come nella canzone di Jacques Brel  "Les Bourgeois" (visto che siamo nel Belgio, patria del famoso cantautore) più vanno avanti nel tempo, più diventano bischeri (plus  ça devient vieux, plus ça devient cons). 
Il Superciuk lussemburghese,  (come il beone  dei fumetti di Max Bunker ruba ai poveracci per dare ai ricchi),  tra una sbornia e l'altra, ha una dignità  da difendere a quanto pare, e se l'è presa parecchie volte con Salvini, reo di averlo insolentito con qualche battuta di troppo sui "grappini". Altro che grappini! Basta andare su you tube cliccare le parole "juncker drunk" o "juncker ubriaco" e troverete esilaranti filmati di lui che al vertice Nato sta per crollare per terra, sorretto da misericordiosi colleghi ai quali rivolge una fiatata mortifera di ringraziamento.

Ma vengo a MoscoWC. E' arrivato con la letterina in tasca fresco fresco da Bruxelles. Prima passa da Tria, poi da Visco governatore di Bankitalia. Quindi da Mattarella al Quirinale. E il premier Conte? Jamais couché avec. E i due vicepremier? Carta cellophane. Cioè trasparenti. Quanta boria! Quanta fetida ignobile arroganza!
Ed ecco il testo integrale della lettera dalla quale estraggo questo passaggio:
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una violazione grave e manifesta dalle raccomandazioni adottate dal Consiglio ai sensi del Patto di Stabilità e Crescita" per il 2019, il che rappresenta motivo di seria preoccupazione per la Commissione europea. La raccomandazione rivolta all'Italia sull'aggiustamento richiesto ai sensi del Patto di Stabilità e Crescita, è stata, come per tutti gli altri Stati Membri, approvata all'unanimità dal Consiglio europeo del 28 giugno 2018 e adottata dal Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, compresa l'Italia, il 13 luglio 2018. 

Conte e Tria si mostrano possibilisti circa la possibilità di riallacciare un  "dialogo costruttivo", ma questa lettera è una dichiarazione di guerra, per chi non lo avesse ancora capito.

Di Maio:

«Venite qui tra la gente, non pontificate da Bruxelles con le lettere: venite qui e abbiate il coraggio di dire agli italiani che non hanno i diritti di tutti gli altri popoli europei »
Risposta di MoscoWC:  non pervenuta.

Salvini: 

«Oggi l’Europa ha mandato una letterina al governo italiano, dicendo che la manovra non va bene - ha affermato durante un comizio elettorale del Carroccio a Bolzano -. Il messaggio ai signori di Bruxelles è “non rompeteci le scatole”, altrimenti il dubbio è che vogliano un’Italia serva». A differenza delle precedenti Leggi di Bilancio, è la tesi di Salvini, «la prima manovra del cambiamento a Bruxelles non piace, forse perché hanno bisogno che l’Italia sia impaurita e in ginocchio per portarci via le imprese sane. Questa manovra non si tocca».

Questo è poco ma sicuro. Ci sono ancora tante cosette da sottrarre all'Italia: oltre alle "imprese sane" che resistono, resistono, resistono, Dio solo sa come, c'è il risparmio privato degli Italiani, il loro patrimonio immobiliare (le case), tutte quelle infrastrutture che ancora restano per miracolo "pubbliche" e a disposizione dei cittadini...

Ed ecco la stoccata finale:

Il Governo dovrà rispondere dopo una settimana
L’Italia dovrà rispondere entro una settimana e, sulla base della risposta, la Commissione entro il 31 ottobre deciderà se considerare il progetto di bilancio 2019 in linea generale in regola con il patto di stabilità e gli impegni assunti dall'Italia precedentemente oppure se chiederne delle modifiche, una mossa mai effettuata prima per nessuno Stato membro (fonte. Il Sole 24 ore).
Cosa succederà se Bruxelles boccerà la manovra di bilancio italiana? Qui l'elenco delle possibilità, tra le quali le solite sanzioni.  In che cosa consistono? Altri soldi da estorcere.

L'articolo 126 dei Trattati prevede che nel caso un governo non rispetti le raccomandazioni comunitarie e si trovi in una situazione di deficit eccessivo (ossia con un disavanzo sopra al 3% del PIL, non è attualmente il caso dell'Italia) si possa giungere a sanzioni. Imporre al paese di versare un deposito vincolante; addirittura comminare multe ai danni del governo riottoso. L'obiettivo ultimo è di evitare che una politica economica nazionale metta a rischio la stabilità dell'intera zona euro. (fonte citata).

MoscoWC
Giubilano i servi tirapiedi dell''eurocrazia, i Piddini: noi sì, noi sì che saremmo i più bravi, i più diligenti a eseguire tutti  i vostri compiti. Noi sì, che saremmo dei volonterosi caporali capibastone della plebaglia italiota! Chiamate noi, metteteci al posto di questi dilettanti allo sbaraglio. Ci vogliono dei professionisti nell'arte di saper obbedire e tacere! Ci vuole del talento, il nostro.

Ma i veri Patrioti sanno che non si può vivere eternamente nel ricatto e nella paura che è come una malattia che striscia nel cuore e nell'anima, e ci rende due volte prigionieri. Come al solito, la situazione è grave ma per niente seria.  Non ci resta che uscire da questa gabbia di usurai e cercare di riavere un nuovo inizio. I bari e i  cravattari giocano sempre a carte truccate. E quando il gioco è truccato in partenza,  non ci resta che far saltare tutto il banco.

14 October 2018

Silenzio! C'è lo SPREAD!



Siamo arrivati al limite della decenza. Per quanto tempo dobbiamo andare avanti con questa assurda ridicolaggine dello SPREAD? mi spiace che le colpe dei genitori e nonni debbano ricadere sui nipoti, ma nell'incosciente cattiveria priva di ogni autocensura dei bambini dell'asilo che canzonavano col sopranome di SPREAD il nipotino di Monti ai tempi del colpo di stato finanziario degli androidi telecomandati dalla Troika 2011-2012, vi si poteva scorgere una voglia di indiretta vendetta popolare, ancorché traslata. Pensavo che "spread"fosse un termine ormai obsoleto da Grigiocrati d'antan e invece arrieccolo!
 Draghi ci ammonisce in inglese a non abusare di parole in libertà: c'è lo spread. «Una manovra espansiva in un Paese ad alto debito diventa molto più complicata se qualcuno comincia a mettere in questione l’euro», ha ricordato Draghi. Un riferimento esplicito al “piano B” per l’uscita, dalla moneta unica. «Queste parole hanno causato un danno reale e c'è piena evidenza che lo spread si è alzato in relazione a queste affermazioni», ha detto Draghi. (fonte Il Sole)
La Casellati con quelle ariette da sciura Griffée riprende il concetto che le parole sono pietre, specie se poi fanno schizzare lo spread. Perché non pensa a fare la Presidentessa del Senato invece di andare in tournée a esternare col ditino alzato?
Ma la vogliamo finire  o no con questo simulacro e feticcio dell'economicismo finanziario da adorare e indorare? Ils ont endoré l'étron, diceva Céline, in modo irriverente ma efficace. Del resto pure Freud e prima di lui Lutero, hanno paragonato il denaro a materia organica. Questo a casa mia si chiama RICATTO.  E ricatto antidemocratico, per giunta. Ormai in chiesa si suonano chitarre sgangherate da rockettari smandrappati,  ma in compenso,  i nuovi Templi davanti ai quali ci si inginocchia e  prosterna in silenzio reverenziale con timor panico, sono quelli della Finanza. La nuova Trinità si chiama Agenzia di Rating: Moody's, Standard & Poor, Fitch: Uno e Trino, Trino e Uno. 

Curiosamente questo SPREAD (che poi si usa solo per l'Italia) non l'avevano mai tirato fuori quando la sinistra sforava per davvero, e di brutto. Allora ricordate?  lo spread era stato messo opportunamente in naftalina. Ce lo ricorda il senatore Alberto Bagnai della Lega. Ecco il suo impeccabile intervento, nel quale ricorda tutti gli sforamenti fatti prima del governo giallo-verde. Lo sforamento della Francia ("Ma la Francia fa il 3, 4% e lo può fare perché è la Francia", ha detto Juncker-Drunker, che è un po' come dire "Io sono io e voi non siete un...ecc. ecc. " alla Marchese del Grillo).  Ma anche lo sforamento della Germania. Per non dire delle rievocazioni di quando MoscoWC, sforava per conto del governo socialista. 



Ed ecco un altro video imperdibile di quelli che non si vedono né si ascoltano sui canali Rai,Mediaset  o La7, nemmeno per pochi secondi. Ascoltare il professor Paolo Savona che cerca di "umanizzare" l'economia presentando il DEF, dopo anni di copioni horror  dei Prodi, Amato, D'Alema, Bersani, Dini, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Padoan, Boeri è  un po' come uscire all'aperto e  respirare una boccata d' aria fresca  mattutina in una giornata primaverile. 



Ci voleva forse un ottantaduenne per dare lezioni di umanesimo economico a  questi ciucci e somari della sinistra, a perpetua vocazione  servile? Forse dev'essere per questo che Mattarella non lo voleva al governo.
Un intervento colto, brillante collocato all'interno di un disegno complessivo di politica economica, ma nello stesso tempo anche chiaro, in grado di venire capito dai non "espertoni" di economia. Che poi sono la maggioranza dei semplici cittadini. 

10 October 2018

Non dovrebbero nemmeno fiatare!



L'altra sera accendo la tv e, facendo il solito disperato zapping, inciampo su La 7. E che ti vedo? Un vero capolavoro di pluralismo: Gruber (Bilderberg), Giannini (Repubblica-Rothschild), Sallusti (la voce di Arcore) e in collegamento c'era Mario Monti (Bilderberg, Trilaterale, Goldman Sachs, gruppo Bruegel, Commissario Ue: un curriculum, un programma). 
Sallusti poi si è perfino prostituito al punto da dar ragione a quest'ultimo, pur di dare addosso all'attuale governo. Ma la cosa incredibile è stata l'indiscrezione fatta filtrare dallo stesso Monti circa la telefonata di Soros nel 2011.  Udite udite...
"Soros mi chiamò suggerendomi di chiedere aiuto all'Europa, ma noi volevamo evitare di far entrare la Troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per situazione italiana". 

Stizzita, cambio canale, ma implacabili, l'indomani i giornali riportano per filo e per segno la dichiarazione tardiva di Monti. 

Povero Soros! Bisogna capirlo: era molto preoccupato per il nostro Paese!  Ma per fortuna che Monti c'è, o meglio c'era. E' un'indiscrezione fatta filtrare per lavarsi la camicia sporca. Talmente sporca che nemmeno la candeggina o l'Omino Bianco, servirebbe a sbiancarla (insieme alla sua animaccia). Voleva far vedere che lui quasi quasi è un "moderato" e che, se non fosse stato per lui,  avremmo perfino potuto incorrere nel peggio. Può sembrare strano, ma nel periodo più tetro della nostra repubblica, il periodo di Equitalia, dei suicidi di massa ad opera di imprenditori, commercianti, operai e  lavoratori senza speranza di trovare uno straccio di lavoro, lui ci fa capire che sì, ci poteva capitare anche di  peggio.

Tanto per non dimenticare 
Perché? Lui, Mario Monti, invece che cos'è se non un androide telecomandato dalla Troika? L'Italia del 2011-2012 aveva due "chance" (si fa per dire): la Troika al governo o un uomo-Troika passa-ordini. Che grandi  possibilità di scelta avevamo, eh? 
Davvero un grande privilegio avere al governo una faccia di bronzo che ci dice: "Bisognava distruggere la domanda interna". Ovvero il nostro mercato nazionale, la nostra manifattura e tutto ciò che è parte integrante di quella che si chiama "economia reale".Cioè quella viva e non di carta straccia virtuale.
Le facce di bronzo non hanno nessun senso del pudore e nemmeno del ridicolo. Pertanto, sentitene un'altra.Giuliano Amato detto l'Amaro Giuliano, colui che ci tolse anzitempo (prima che venisse in auge il BAIL-IN)  il 6 x mille  dai conti correnti e dai libretti di risparmio nel '92 ora si è messo a fare l'Azzeccagarbugli anti-euro. Prelevo da Scenari Economici una lettura detta "utile" (ma che io trovo assai urticante)  questa frase di Amato:

Noi abbiamo fatto una moneta senza Stato, noi abbiamo avuto la faustiana pretesa di riuscire a gestire la moneta senza metterla sotto l’ombrello di un potere caratterizzato da quei metodi e quei modi che sono propri dello Stato e che avevano sempre fatto ritenere che fossero le ragioni della forza, della credibilità che ciascuna moneta ha. Eravamo pazzi?

E ancora: 

Molti economisti, specie americani, ci hanno detto guardate che non ci riuscirete, non vi funzionerà, se vi succede qualche problema che investe anche uno solo dei vostri paesi non avrete gli strumenti centrali che per esempio noi negli Stati Uniti abbiamo che può intervenire il governo centrale, riequilibrare con la finanza nazionale le difficoltà delle finanze locali. La vostra banca centrale se non è una banca centrale di uno Stato non può assolvere alla stessa funzione che assolve una banca centrale di uno Stato che, quando lo Stato lo decide, DIVENTA IL PAGATORE SENZA LIMITI DI ULTIMA ISTANZA. In realtà noi non abbiamo voluto credere a questi argomenti abbiamo avuto fiducia nella nostra capacità di auto coordinarci e abbiamo addirittura stabilito dei vincoli nei nostri trattati che impedissero di aiutare chi era in difficoltà e abbiamo previsto che l’UE non assuma la responsabilità degli impegni degli Stati che la banca centrale non possa comprare direttamente i titoli pubblici dei singoli Stati, che non ci possano essere facilitazioni creditizie o finanziarie per i singoli Stati, insomma moneta unica dell’euro zona ma ciascuno deve essere in grado di provvedere a se stesso. ERA DAVVERO DIFFICILE CHE FUNZIONASSE e ne abbiamo visto tutti i problemi”.

Per chi avesse voglia di deliziarsi c'è pure il video con la viva voce del Topo Malefico che percepisce 27.000 euro mensili di pensione. Ma non voglio torturarvi e io stessa ne ho fatto a meno.


Amato fu anche colui che insieme ad Attali disse che la costituzione Ue (ovvero il Trattato di Lisbona) è stata resa lunga (280 pagine), farraginosa e incomprensibile allo scopo di farcela trangugiare per forza. Nel caso della Brexit si vantò di avere fatto in modo tale che non si potesse più uscirne come un labirinto senza via di uscita. Guarda caso, lui ne fu uno dei redattori. Come premio per i grandi "servigi" effettuati, lo infilarono nella Consulta a fare il giudice costituzionale. E non a caso, tenuto conto che è anche uno degli autori del  famigerato citato Trattato insieme all'altro menzionato compare. Non sia mai che a qualche esperto in punta di diritto venga il dubbio che i Trattati europei confliggano non poco con la nostra costituzione, la quale non sarà "la più bella del mondo", ma è pur sempre una carta nazionale. Con gente come Amato alla Corte Costituzionale tutto viene oculatamente blindato. Uno degli artefici di un Trattato-Truffa per i popoli, viene messo a capo di un organismo che dovrebbe invece vigilare da elementi di  anticostituzionalità insiti nei trattati europei. Immaginate un po' voi quali lumi può darci nel merito. 
Curiosamente lui e Monti sono presi entrambi da una strana voglia di...rettifica, di autocritica e di ammissioni tardive. Perciò c'è solo da stare in guardia: mai fidarsi di gente come loro.
Morale: quando la verità arriva troppo tardi, e a tragedie e gravi danni  subiti, non serve più a nulla e a nessuno. E osano ancora fiatare costoro? 


06 October 2018

Meglio invidiati che compatiti






Rieccomi. Mentre ero in Corsica per una breve vacanza,  un cittadino corso mi si è avvicinato per dirmi con tono ammirato: "Avete molte buone rivoluzioni in questo momento in Italia. Molti vi invidiano". "Ah, è così che ci vedono da qui?" , ho chiesto un po' stupita. "E in che senso le chiamate rivoluzioni? "Vi ribellate al 3%  imposto dall'Europa, allo sbarco degli immigrati ...".
Dunque a quanto pare siamo invidiati e come suol dirsi, è sempre meglio essere invidiati che compatiti. Ho appreso che la marcia dei trombati del PD è stato un flop nonostante l'indegno supporto dei media mainstream per gonfiarne l'entità. Sbandierare la bandiera azzurra e stellata della Ue quale simbolo di libertà e benessere, poi ha perlomeno del caricaturale e  del grottesco. Gente che marcia e protesta allo scopo di  mandarci in malora come è avvenuto sotto il loro governo, che è felice di venderci alle consorterie finanziarie straniere, che è contenta di sapere che ci sono dei risparmiatori in sofferenza come  già è avvenuto per le banche popolari quand'era al governo Renzi, il quale li faceva perfino vigilare dalla Digos  per paura delle loro intemerate invece di rifonderli, meriterebbe come minimo l'ergastolo. Più che manifestazione, la loro  è sedizione bella e buona. Leggo pure che non passa giorno senza che riceviamo insulti da Juncker detto Drunker per il vizio di alzare troppo il gomito (insulti giustamente rispediti al mittente da Salvini) e da quel bellimbusto di Moscovici che ci dà degli xenofobi antieuro e ci  augura  (anzi ci gufa) di  fare la fine della Grecia. In realtà  il signore di origine romena a vocazione apolide e apatride  in questione, dimentica che la fine della Grecia la faremmo se ci genuflettesimo alla Troika come ha sempre fatto Tsipras, un povero lecchino tirapiedi che preferisce  e ha preferito dire "signorsì"  e far soffrire il suo popolo, piuttosto che ribellarsi ai cravattari di Bruxelles. L'obbedienza non è sempre una virtù e il governo Tsipras ne è la testimonianza. 
Evito per amore di decenza di parlare di Macron e delle foto provocatoriamente  gaie coi negri che fanno gestacci e lazzi osceni,, le quali  hanno, in questi giorni, disgustato l'intera Francia: i conati di vomito sarebbero intrattenibili. 

Una cosa è certa: il 2019 è vicino e se andiamo avanti così dell'Ue rimarrà in piedi ben poco. Quel che è disgustoso però è il silenzio compiaciuto di Mattarella che non alza un dito per difenderci. Che trama e complotta ogni giorno per far fuori un governo mai così popolare come questo sortito dalle urne del 4 marzo. Draghi sale al Quirinale e i due sono in stretto contatto telefonico, minacciando il governo e agitando l'arma dello spread. Juncker Superciuk evoca macerie un giorno sì e l'altro pure. Bruxelles che ha accettato di buon grado gli sforamenti di Renzi indirizzati ai dipendenti pubblici per farsi rieleggere (i famosi 80 euro), ora è preoccupato per il 2, 4. E da quando in qua anche il 2, 4 è diventato un tabù? Come si vede, è tipico dei cravattari alzare sempre più l'asticella per strozzarci. A tale proposito sono costretta a chiarire perché sostengo questo governo (pur con tutti i limiti del caso) e perché è necessario difenderlo.
  •  Lo sostengo perché nessuno finora (nemmeno a parole) ha mai avuto il coraggio di mandare a quel paese questi arroganti autoeletti privi di ogni legittimità
  • perché per la prima volta, due forze politiche (forse non del tutto compatibili tra di loro, ma ciascuno con i suoi ruoli e compiti di "contratto") hanno avuto il coraggio di stendere un contratto e di scrivere: io faccio questo, tu fai quello.
  •  perché l'Ilva alla fin fine rimarrà in Italia e Di Maio non poteva che risolvere la complicata questione  esattamente come ha fatto.
  •  perché Salvini ha fatto comprendere che le nostre coste non sono il colabrodo delle Ong, obbligando la Ue  a uscire allo scoperto rivelando al momdo,  la sua inerzia, nullità e malafede. Quanto al governo francese di Macron,  ne ha messo a nudo la sua arroganza, idiozia ed egoismo doppiogiochista.
  •  perché gli  economisti saccentoni "salvatori della patria" alla Monti, Fornero, Cottarelli, li abbiamo già visti (purtroppo) alla prova 
  •  perché la vecchia concezione parlamentare destra-sinistra in falsa contrapposizione (in realtà in consociativismo) ci ha finora regalato il Trattato di Lisbona, il Fiscal Compact e la manipolazione dell'art. 81 della nostra costituzione sul pareggio di bilancio, un tempo nazionale e non "europeo". 
  • perché il DEF (criticatissimo dalla Ue in queste ore, secondo la loro ben nota "guerra preventiva" finanziaria) è in realtà per la prima volta, dopo anni, una manovra ragionevole. 
A tale scopo ricordo il colpo di mano notturno   realizzato nel 2012 con la "riforma" dell’art. 81 della costituzione, la quale avrebbe dovuto essere impedita in primis da tutti quei soloni costituzionalisti come Mattarella, che allora invece lasciarono fare. Dov'era? Dormiva? Non disse nulla del nuovo vulnus inferto alla nostra Carta. Oggi fa il Re Tentenna e minaccia di non firmare i decreti governativi se non strettamente attinenti alla "costituzione". Allora invece (sotto il governo Monti) lui e i suoi colleghi parrucconi della Consulta, lasciarono fare. Non si usa lo statuto di un paese sovrano a corrente alternata a seconda dei tornaconti delle oligarchie finanziarie. Venne  nientemeno che Barroso in persona a farci pressione per la modifica di tale legge sul pareggio di bilancio con la quale ora siamo di continuo incatenati e sotto ricatto, facendoci capire che bisognava cedere dell'aaltra sovranità e che la vecchia carta costituzionale confliggeva non poco coi trattati europei. 

Ci sono tanti (troppi) torti di un passato assai recente da raddrizzare, e se questo governo Conte ce la farà, abbiamo il dovere morale di sostenerlo. E magari sostenerlo affinché riesca nei suoi intenti. L'unica vera opposizione oggi è supportarlo.  Al di là della "destra" e della "sinistra", meglio suscitare rabbia che pena. Meglio invidiati che compatiti.




02 October 2018

Addio al piccolo grande uomo



Sono ancora fuori dall'Italia (si fa per dire), e dato che non ho tempo né voglia di bloggare, metto questo riempitivo canoro per ricordare il piccolo grande uomo francese di origini armene che ci ha appena lasciato. Ci lascia con lui, anche quella "douce France" che non esiste più. Ricordo che Aznavour si è sempre battuto per commemorare il genocidio degli armeni ad opera dei turchi, quando ancora  parlare di tale massacro veniva considerato un tabù. Si è sempre rifiutato di fare i concerti in Turchia dal satrapone Erdogan e si è  sempre ribellato alla legge Hollande contro le celebrità da spolpare con tasse al 70%, lasciando chiaramente intendere che il talento non si tassa come fosse una colpa e che il successo richiede sforzi e sacrifici. Uomo di fede,  ha cantato l'Ave Maria con quella sua voce  così singolare, riconoscibile e  un po' aspra davanti a Papa Wojtyla. Ognuno ha il suo Aznavour da ricordare con "la Bohème", con "L'Istrione" e "Come è triste Venezia" (cantava spesso e volentieri anche in italiano),  con "Il Faut savoir", con "Tu te laisses aller", "Et pourtant", con "La Mamma", con infinite altre melodie più ironiche e leggere come "For me, formidable", con la stupenda SHE inserita quale colonna sonora nel film britannico "Notting Hill". Lascio  più sopra, questa indimenticabile "Paris au moi d 'août" (Parigi nel mese di agosto), canzone tratta da un film da lui stesso interpretato (Aznavour fu anche attore) con la quale voglio ricordarlo. Qualcosa del suo transito terrestre rimarrà.



23 September 2018

Marine Le Pen sotto la dittatura eurosovietica




Correva l'anno 2008, giorno 23 del mese di luglio. Mentre molti Italiani erano in vacanza,venne ratificato al Senato il Trattato di Lisbona. Il 31 luglio, invece passò alla Camera. Sarà utile ricordare che detto trattato ci rende non più sovrani a casa nostra poiché confligge apertamente con la nostra Costituzione (della quale poi si finge ipocritamente di celebrare ogni anno l'anniversario). Come pure è utile ricordare che questo primo passo verso il Nuovo Ordine Mondiale (NWO) è stato votato da tutti i partiti presenti in Parlamento. Perché ricordo questo mesto anniversario decennale di un  Trattato europeo di 280 pagine, fatto apposta per essere incomprensibile ai più? Ricordate? Amato e Attali (tra gli autori del malloppo) si vantarono di averlo reso volutamente inintelligibile. E ci fecero capire senza giri di frasi che una volta penetrati nell'inferno Ue non sarebbe stato facile uscirne. Perfino Teresa May in queste ore ne sa qualcosa di ricatti post Brexit. E dire che  la GB ha ancora una bella potenza di fuoco a sua disposizione!

Sono costretta a riparlarne perché in questi giorni tutti i giornali danno notizia che il tribunale di Nanterre ha intimato che venga sottoposta a perizia psichiatrica Marine Le Pen, segretaria del Rassemblement National (ex FN).  Il pretesto come è noto è l'aver diffuso immagini cruente dell'Isis su twitter, immagini che già circolavano. Ma come è loro abitudine le procure giocano al "punirne uno/una per educarne cento". E mai a casaccio.
Chi non ricorda i manicomi dell'URSS sovietica riservati ai dissidenti? Bene, ci risiamo. Con la nuova Unione "sovietica" Europea si replica. E il bello è che sono ancora qui a depistarci parlando del pericolo del  "fascismo" e del suo ritorno.
Queste misure non saranno limitate alla  sola Francia, per chi non lo volesse capire. Sul sito di Blondet ci informano ...
...Sta infatti nascendo, nel silenzio generale dei media mainstream e dei governi, la Procura Europea: che ci toglierà la sovranità anche nel campo penale, con le conseguenze che non è difficile immaginare:

Salvini a rischio. Nasce Procura Ue. Potrebbe decidere su Italia e immigrazione

Così titola infatti Affari Italiani, il giornale online che (unico tra i media) ha dato il giusto rilievo alla notizia .

Ed ecco dunque il succo dell’articolo:























Un secco NO è invece arrivato da Danimarca, Irlanda, Polonia, Svezia e Ungheria che hanno deciso di non volere la Procura europea sui propri territori. Delle limitazioni ai nuovi magistrati sono stati inseriti anche dai Paesi Bassi che è uno dei Paese fondatori dell'UE. Quindi si poteva evitare questa ennesima ingerenza, unendosi agli Stati che si sono opposti, come la democraticissima Svezia.
Se avete guardato l'elenco di chi ha aderito ci trovate il nostro Paese, grazie allo zelo tempestivo di Renzi e Gentiloni. 

Ma se siete in vena di "ripassi storici" il Trattato di Lisbona contemplava già il mandato d'arresto europeo, tribunali dislocati non importa dove (ovviamente lontani da casa e in un paese straniero, purché "membro")  e udite udite! perfino la pena di morte. 
Con estrema ambiguità il Trattato non cita direttamente la pena di morte ma rimanda alla "carta dei diritti fondamentali" che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere "UNA SOMMOSSA O UN'INSURREZIONE". Nessun esempio è citato per definire il concetto di "sommossa o insurrezione". Ma se il popolo insorge… qualche buon motivo deve pur averlo… però si espone ad un assassinio legalizzato! Vi sentite ancora tutelati nel vostro  diritto di opporvi a qualcosa di ingiusto?
Ricordo agli smemorati (cioè la maggioranza degli Italiani) che il Trattato di Lisbona prevede tutti questi punti  e che gli oligarchi eurocratici lo stanno attuando a spron battuto. A meno che qualcuno non li fermi.

Ed ecco un'ulteriore rinfrescata di memoria.  Dieci anni fa fu ratificato il Trattato-capestro  mediante il voto favorevole della sinistra, della destra berlusconiana, dei centristi, mentre la Lega di Bossi e Maroni che in un primo momento volle astenersi, finì col seguire la corrente. Gli Italiani corsero al mare e la stampa di regime non ha mai insinuato il minimo sospetto di cosa fosse esattamente detto trattato. 
Chi furono  i fieri oppositori di questa nefandezza? Pochini. Ida Magli ne "La dittatura europea" (la poveretta lesse per noi le 280 pagine del famigerato trattato, onore al merito); Vladimir Bukovskij, (vedere suo libro EURSS da me recensito)Blondet, Solange Manfredi, pochi altri tra i quali,  più modestamente, anche  la sottoscritta. 
Perciò non c'è da strapparsi i capelli se poi nasce la Procura Unica europea che intima le perizie psichiatriche per la  Le Pen: era già tutto previsto e stava già tutto scritto.  
Forse gli eurocrati alla fine non riusciranno nei loro intenti criminogeni, ma questa è la lotta di Liberazione che ci attende per quel futuro che è già  qui.

19 September 2018

Rimpatri: si fa ma non si dice



Occorre innanzitutto premettere che rispetto alle stagioni estive del duo Renzi-Gentiloni, gli sbarchi sotto questo governo sono drasticamente diminuiti. Ma esistono due problemi delicati dei quali è consapevole anche il nostro Ministro dell'Interno: 1) il problema dei rimpatri dei non aventi diritto 2) il problema di piccoli barchini velocissimi che scaricano drappelli di illegali col metodo mordi-e-fuggi provenienti in prevalenza dalla Tunisia.

Passiamo alla prima delle due questioni. I rimpatri andrebbero effettuati con operazione dette "coperte". Sbandierare troppo con la scusa di farsi pubblicità e promozione elettorale prossima ventura non va bene, perché può dar addito a contromosse da parte delle forze immigrazioniste, boicottaggi e perfino eventuali operazioni di sabotaggio. Costoro sono capaci di tutto, pur di mettere paletti di intralcio e fare ostruzionismo. Ecco perché occorre non attirare i riflettori mediatici nel fare. E' successo di recente che...
...accompagnati da un piccolo esercito di un centinaio di poliziotti a Fiumicino per essere espulsi e rimpatriati, sette tunisini partiti dal centro di espulsione di Torino, e altri otto provenienti da altri centri, sono stati «rilasciati» dopo ore di attesa in aeroporto perché l’areo per la Tunisia si era guastato e non poteva essere riparato.
Invece di utilizzare i C-130 dell’aeronautica per mandarne via centinaia alla volta, li imbarchiamo su voli di linea con scorte à la Saviano: 7 alla volta. 

Alle 9 del mattino si è scoperto che l’aereo previsto per il trasporto degli immigrati aveva un guasto al motore». Morale: missione non compiuta e fuggi fuggi degli immigrati.

Ne dà conto Voxnews con relative proteste da parte di Eugenio Bravo del sindacato di polizia Siulp che amaramente commenta:

«Assistere a una siffatta débacle dell’espulsione – aggiunge Bravo – lascia uno scoraggiante retrogusto di improvvisazione e di imbarazzante situazione grottesca, nonostante gli sforzi della politica di affrontare il fenomeno dell’immigrazione e l’impegno delle forze dell’ordine.

Occorre pertanto essere vigilanti. Le forze immigrazioniste potrebbero, per paradosso, creare un sabotaggio all'aereo pur di mettere in difficoltà il Ministero dell'Interno.  Del resto non è un mistero che ci siano degli "intellò" della sinistra mercenaria (io la chiamo così) i quali si augurano perfino la morte di qualche immigrato durante i loro rischiosi tragitti,  pur di poter gettare la colpa a Salvini. Sono arrivati al punto più basso di meschinità d'animo immaginabile. Le soluzioni a tutto ciò ci sono. O meglio, ci sarebbero: rimpatrio mediante aerei militari. (l'Italia possiede i 22C 130).

Sì, ma ecco un altro possibile inghippo. Operazioni "coperte" con una Digos infiltrata e bucherellata come un gruviera, sarebbero davvero possibili? E' calcolato che in Italia ci sono oltre 600.000 clandestini e che i vari Oseghale attendono per la loro vera espiazione e punizione  un "decreto Pamela". Qualcosa di efficacemente irreversibile va fatto quanto prima. 

A parte ciò, c'è una questione della quale vado complimentandomi con Massimiliano Fedriga, il governatore del Friuli-Venezia Giulia, piccola virtuosa realtà a statuto speciale. E' da un pezzo che sta facendo presidiare i confini a Est. Più o meno da quando è stato appena eletto.
Quella del Friuli è la porta della nuova rotta di trafficanti”. A Pesek, sul confine tra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia, gli agenti pattugliano i valichi alla caccia di passeur e clandestini che sbucano dai sentieri come formiche.
Non è facile essere ovunque e lo affermano perfino i poliziotti: 232 chilometri di frontiera non si tappano neppure con l’esercito. Ma quei "migranti" che “in fila e in silenzio” scavalcano il confine sono l’altra realtà di un flusso che sta tornando a preoccupare le autorità. Non solo quelle italiane. “Da qui può passare di tutto: armi, clandestini, droga”, dice un agente che ha passato del tempo su quelle montagne. Al confine tra Bosnia e Croazia le organizzazioni umanitarie hanno contato qualcosa come 4 mila persone intenzionate a raggiungere l’Europa. La destinazione finale non è necessariamente l’Italia, ma è dal nostro Belpaese che occorre passare per sperare in futuro di andare altrove.
Ecco perché Salvini e il governatore Fedriga hanno messo in campo un piano per incrementare i pattugliamenti. L’intento è frenare un esodo meno pubblicizzato  di quello dei barconi, ma ugualmente significativo di immigrati, quello che attraversa la rotta balcanica e approda in Italia dopo aver valicato il confine con la Slovenia.



Fedriga, dal canto suo è da questa estate che sta lavorando bene sul fronte dell'Est. Con quella faccia un po' così... da bravo ragazzo, con la sua gentil cadenza veronese, si sta invece rivelando un tenace e laborioso governatore. A Gorizia e dintorni, invece, i numeri sono ancor più significativi. E non solo dal lato del flusso migratorio. Gli agenti nel luglio scorso hanno identificato 5119 persone, di cui n. 913 stranieri, hanno individuato 9 immigrati senza documenti, controllato 2651 veicoli, sequestrato droga, effettuato 224 posti di controllo e denunciato a piede libero 33 persone. “Oggi finalmente facciamo quello che bisognava realizzare già tanti anni fa – conclude il poliziotto - Solo che prima la sicurezza era considerata un costo. Ora la musica è cambiata”. (fonte il Giornale).

In campo, in Friuli, Fedriga ha schierato da tempo anche la Guardia forestale: "Per intensificare il presidio del territorio, nel pieno rispetto delle competenze di ognuno. Credo però che, specie in un contesto così difficile, ognuno debba, secondo le proprie possibilità, apportare un contributo concreto alla lotta all'immigrazione clandestina". I movimenti nell'Europa dell'Est fanno crescere dei dubbi sul presidente turco Erdogan: "Diciamo che, nonostante i miliardi intascati dalla Turchia, non escludo un alleggerimento dei controlli. Del resto, la rotta è quella".
 Del resto il sultano di Ankara ci ha già fatto vedere voltafaccia d'ogni tipo.  E continua...

L'obiettivo, di Fedriga e Salvini, è il medesimo: fare rispettare la legalità. Un esempio: in agosto scorso una sessantina di migranti hanno occupato un tratto di lungomare di fronte a piazza Unità per dormirvi e bivaccare per le spiagge.Grazie al pronto intervento del Viminale, i primi trenta sono stati allontanati da Trieste. Credo che una tempestività simile non abbia precedenti nella storia del Paese. Tutto ciò va più che bene. Ma occorre saper lavorare a riflettori spenti e tacere: è il motto di chi si vuole impegnare per riportare a poter credere e sperare in questo disastrato paese. Anche questa operazione dell'Est avrebbe dovuto essere un'operazione "coperta" per evitare poi che si creino scenari da "Campo dei Santi", offrendo così,  un comodo megafono vittimistico alle forze immigrazioniste.  E invece siamo qui a parlarne.

Cari Governatori,
agite tempestivamente, ma imparate a  promuovere le vostre azioni solo 30 giorni prima delle campagne elettorali, se non volete essere fermati. Siamo in una guerra, combattuta con "altri" (e più sleali) mezzi. Basti pensare solo alle Procure.  Siatene consapevoli, se volete salvare il vostro lavoro,  salvare voi stessi e  aiutare a salvarci.