10 July 2018

Toga, toga, toga!



Parlare di "malagiustizia" è fare un buffetto a un organismo ideologizzato a sinistra come la magistratura. Sbagliato: la magistratura non fa "malagiustizia". Semmai fa palese controgiustizia e perfino ingiustizia conclamata senza nessun pudore e senza nessun riguardo verso i cittadini. Anche il nostro lessico, pertanto,  va adeguato alla gravità delle situazione. Gli Italiani si sono espressi con un certo tipo di voto il 4 marzo scorso, ma le procure, sempre solerti a volersi sostituire alla classe politica, non se ne sono accorte. O meglio, sì che se ne sono accorte. Si sono accorti benissimo che il loro partito-referente (il PD) sta perdendo, non se lo fila più nessuno e provvedono, pertanto,  a sostituirlo con le loro sentenze.
E' di questi giorni la sentenza della Cassazione che pretende la confisca di tutti i beni della Lega per un totale di 49 milioni di euro. Se gli Italiani volessero rifondere la Lega per i danni subiti offrendo collette e  donazioni, è quasi certo che la piovra in toga risucchierebbe il denaro donato. Una sentenza inaudita ed esplicitamente politica e perfino "partitica": il Partito Mondialista delle Toghe. La  cassazione ha inflitto la pena,  dopo che in un caso simile come quello del tesoriere Lusi dell'ex Margherita di Rutelli, era invece stato prosciolto. Ma in quel caso, il partito fu riconosciuto come parte danneggiata (la Margherita si è oggi incorporata nel PD, tanto per chiarire), mentre  adesso considera il partito della Lega  "complice". Un caso di doppiopesismo giudiziario inequivocabile.

Quando leggo casi come questo che porta il titolo
"SENTENZA EVERSIVA, MAGISTRATO: “MAMMA BIOLOGICA NON CONTA”  che senso ha limitarsi a parlare di "malagiustizia"? Questa purtroppo è  un atto eversivo, dettato dall'Agenda mondialista  e la magistratura funge da "testa d'ariete" per far passare norme  non contemplate dall'attuale legislazione.

Quando leggo di una bestiaccia (l'ennesimo Kakobo) che ha ucciso con le sue mani un pensionato di 77 anni finendolo a cazzotti in un ospedale , dopo una catena di altri misfatti tutti impuniti, (tra i quali un bar sfasciato) senza che nessuno abbia mai chiesto di rimpatriarlo, come dobbiamo chiamarlo? Malagiustizia? No, c'è la reiterazione a tollerare nel nostro territorio energumeni che andrebbero rinchiusi, messi in condizione di non nuocere ed espulsi. Insomma esiste una sorta di omertà nel NON  voler punire. 
DOVEVA ESSERE ESPULSO NEL 2013 IL PROFUGO CHE HA UCCISO PENSIONATO IN OSPEDALE

Quando sono i magistrati che decidono  quale partito deve essere assolto e mandato avanti e quale deve essere distrutto, come ci limitiamo a  chiamarla? Ancora "malagiustizia"? Ma no, è un altro atto proditorio di eversione.
Sono almeno 40 anni che esiste il partito trasversale della Toga il quale ha avuto il suo acme  20 anni fa, in Tangentopoli, distruggendo un'intera classe politica con la solita scusa della "corruzione" per mandare avanti una "gioiosa macchina da guerra" le cui mani sporche di rubli sovietici, ci venivano raccontate come le sole uniche "mani pulite". Guarda caso, anche il movimento eversivo delle procure si chiamava Mani pulite. 
Cadde Craxi sotto i colpi di una magistratura che lo accusò di avere in serbo il "tesoro di Alì Babà". Si venne a sapere dopo che Craxi parlò dell'Europa di Maastricht come di un "vero inferno" e che sarebbe stato il caso di rinegoziare quel trattato (c'è il video su You Tube). Cadde Andreotti accusato di essere un mafioso (zu' Giulio, il bacio, il santino, il rito col sangue e altre frescacce), ma l'ipotesi più plausibile nel volerlo disattivare ad ogni costo è perché rimpatriò con estremo zelo i primi esodi di albanesi da Durazzo, facendo capire senza mezzi termini che l'Italia appartiene agli Italiani. Cadde Berlusconi tuttora posto sotto ricatto dalla magistratura, del quale abbiamo già discusso in numerosi post pregressi. In questo caso, la Magistratura si rivestì da grande Inquisitore valutandone la condotta morale personale.
Altri casi esemplari: il caso Cota in Piemonte e lo scandalo "mutande verdi".
E se poi quel galantuomo di Roberto Cota, venne prosciolto da ogni accusa sullo scandalo "mutande verdi", è il caso di dire che sono riusciti  comunque nell'intento di  tenerlo impegnato nei meandri  kafkiani della burocrazia giudiziaria esautorandolo di fatto e togliendogli la carica di Presidente della regione Piemonte per darla al piddino Chiamparino. Questo è uno dei tanti esempi da manuale. Più che processati, vengono "giustiziati" e giubilati.
Gli esempi  di eversione in toga, sono troppi per riassumerli tutti in questo spazio, ma mi limito a dire che ora siamo arrivati all'esasperazione e che il "toga Party" deve finire. Dopo il "ventennio togato" da Tangentopoli ad oggi, è bene far qualcosa per impedire che le libere consultazioni elettorali  vengano tradite nel loro spirito e stoppate, poiché è giusto e sacrosanto mandare avanti e far legittimamente lavorare i candidati prescelti. E'  in gioco da un pezzo la democrazia e  lo affermano senza tanti giri di parole altri settori della stessa Magistratura che non godono dell'appoggio dei media come Carlo Nordio. 
Chiaro che non possiamo fare di tutta l'erba un fascio e che esistono altri coraggiosi magistrati come Carmelo Zuccaro che ha smontato le scatole cinesi delle ong, o la piccola procura di Trani che ha indagato sulla vendita dei derivati,  i quali rappresentano gocce in un mare di ingiustizia.
Ma a riportarci a tempi oscuri e bui di Inquisizione Togata sono di queste ore le dichiarazioni del procuratore Spataro sull'inasprimento delle pene per "reati d'opinione" (il "razzismo" anche verbale) ed eventuali fascicoli  da ripescare in caso di espulsione di migranti. Una dichiarazione di guerra!
 (fonte La Stampa articolo "Nuove direttive contro l'odio razziale").


E' questo che  intende dire Mattarella, quando si ostina a parlare di "indipendenza della magistratura", un ente che non ha più alcuna credibilità agli occhi dei cittadini? Meno degli stessi politici, meno della Sanità alla quale affidiamo i  nostri corpi malati. Del resto quello giudiziario, è esso stesso un "corpo malato".

03 July 2018

Battaglia navale per tutta l'estate



Chi non ha mai giocato a "battaglia navale" a scuola  durante l'intervallo disegnando su un foglietto di carta le portaerei,  gli incrociatori, i cacciatorpediniere? Bei tempi! Ora invece con  l'estate in arrivo c'è poco da scherzare. Per Salvini sarà un'estate durissima e anche per noi che lo sosteniamo. Ogni giorno la sua pena e le ONG hanno deciso di dichiarare una spietatissima guerra a basi di varie "battaglie navali" di navi pirata. Aspettiamoci di tutto in materia di ricatti. Abbiamo nemici temibilissimi che si augurerebbero una tragedia  del mare al giorno, pur di gettare l'intera colpa sul nostro Ministro dell'Interno e sul neonato governo. Del resto un tal Edoardo Albinati (premio Strega, per quel che valgono oggi i premi), un intellò de sinistra che scrive anche per Corsera e Repubblica è quel che si è augurato ad alta voce:  "Ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: adesso, se muore un bambino, io voglio vedere che cosa succede per il nostro governo». Frase indegna e disumana potenzialmente e  bassamente razzista sia contro chi si imbarca sulla nave, sia contro gli italiani che hanno votato questo governo, sia con chi lo rappresenta. Difficile essere così infimi. Dunque questi becchini tanatofili cercano la tragedia per poter dire: "Te l'avevo detto che andava a finire così, adesso è colpa tua". Certo, perché no?  è  tutta colpa dell'Italia cattiva che chiude i porti anche quando la tragedia avviene a pochi metri delle coste libiche, cioè in Africa. 

Ma sentiamo cosa dice il prof. Augusto Sinagra,  esperto di di diritto internazionale sulle navi delle ONG.

1.Le navi che solcano i mari battono una Bandiera. La Bandiera non è una cosa meramente folkloristica o di colore. La Bandiera della nave rende riconoscibile lo Stato di riferimento della nave nei cui Registri navali essa è iscritta (nei registri è indicata anche la proprietà pubblica o privata).
2. La nave è giuridicamente una “comunità viaggiante” o, in altri termini, una “proiezione mobile” dello Stato di riferimento. In base al diritto internazionale la nave, fuori dalle acque territoriali di un altro Stato, è considerata “territorio” dello Stato della Bandiera.
Dunque, sulla nave in mare alto si applicano le leggi, tutte le leggi, anche quelle penali, dello Stato della Bandiera.
3. Il famoso
Regolamento UE di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” (in realtà, deportati) debba farsi carico lo Stato con il quale essi per prima vengono in contatto. A cominciare dalle eventuali richieste di asilo politico.
4. Non si vede allora quale sia la ragione per la quale una nave battente Bandiera, per esempio, tedesca, spagnola o francese, debba – d’intesa con gli scafisti – raccogliere i cosiddetti profughi appena fuori le acque territoriali libiche e poi scaricarli in Italia quando la competenza e l’obbligo è, come detto, dello Stato della Bandiera.
5. Da ultimo è emerso che due navi battenti Bandiera olandese e con il solito carico di merce umana, non si connettano giuridicamente al Regno di Olanda e né figurino su quei registri navali, come dichiarato dalle Autorità olandesi.
Allora, giuridicamente, si tratta di “
navi pirata” le quali non sono solo quelle che battono la bandiera nera con il teschio e le tibie incrociate. (fonte Imola Oggi). 





Ineccepibile dal punto di vista giuridico. Ma c'è dell'altro. Da quando le Ong operano nel Mediterraneo, gli scafisti fanno affari, la marina non riesce più ad arrestare i criminali e i morti in mare aumentano.Le ONG apolidi sono il braccio armato dell' ONU, dell'UNCHR e dell' OMS: attraverso le ONG, i paesi costieri, fra cui l' Italia, sono controllate, infiltrate, indottrinate su tutti quei disvalori anti-cristiani che oggi si considerano il non plus ultra dell' etica dei "diritti umani", benché siano proprio il loro opposto: favorendo le politiche Gender, le teorie Abortive e di spopolamento demografico per avere poi il pretesto per "ripopolare" (vero Emma Bonino? ). Le ONG sono lo strumento in mano ai poteri forti per regolare i flussi di nascita-morte su scala mondiale, per destabilizzare le economie attraverso i processi migratori sostitutivi, e iniquità analoghe. Sappiamo pure che le ONG hanno fomentato colpi di stato preceduti da "rivoluzioni colorate". Insomma le Ong sono dei "privati" impegnati su più fronti aventi lo scopo di  destabilizzare stati sovrani.



La battaglia navale delle ONG che ci scateneranno addosso per tutta l'estate (e non sarà di certo "l'estate italiana"  edonistica e bighellona promessa dalle canzonette estive, ma una stagione con veri e propri "atti ostili" contro i nostri confini) è direttamente collegata alle porcherie finanziarie che hanno in preparazione entro il gennaio prossimo. La decisione del maestro venerabile  Mario Draghi in relazione alla fine del Quantitative Easing (QE) nel mese di Gennaio è indicativa delle intenzioni dell'élite massonica europea nei nostri confronti.
Piano Kalergi e direttive ONU per la "Replacement Migration" (ovvero piani genocidi), più espropri finanziari ad opera della Troika, fanno parte di una strategia complessiva che si potrebbe sintetizzare con le voci "Depauperare, Desertificare e Sostituire".
Del resto non è un caso che i padroni delle ONG siano direttamente collegati alla Finanza apolide (Soros con "Open Society", De Benedetti con "Save the Children", Kouchner con "Médecins sans Frontières", solo per citare tre dei numerosi esempi).
Fece bene il procuratore Carmelo Zuccaro  il quale nel corso del 2017 ha "smontato" il sistema delle Ong che nell'anno precedente (2016) avevano contribuito a portare in Italia il numero record di 181.436 migranti. La galassia delle ONG è variegata, truffaldina, costruita a scatole cinesi, dei rompicapo degni di Poirot e di Sherlock Holmes e ne darò conto nel dettaglio in prossimi post. Ma ricordiamoci che il problema non è solo giuridico ma anche e soprattutto politico: Salvini all'Interno  e Toninelli alle Infrastrutture procedano con determinazione come sinora hanno fatto e se è il caso, requisiscano le navi-pirata nei nostri cantieri. Non si facciano intimidire dai ricatti finto-pietisti dei media di regime.

Si mettano in mente che è in corso una cinica Industria della Carità ad opera dei Pirati, dei nuovi Francis Drake moderni per conto di potentati finanziari e che la partita in corso è molto forte: la nostra incolumità, libertà, identità e sovranità. Vero quel che scrive Gian Micalessin per il Giornale:  

Ma per ottenere tutto questo è necessario incrinare l'autorità dei vari stati convinti di dover ancora difendere le proprie frontiere e di poter assoggettare la navigazione e il salvataggio in mare alle regole del diritto internazionale. Per questo entrano in gioco le Ong, nuova forma di pirateria marittima. I corsari operavano originariamente per conto dei nascenti stati nazionali. Le navi delle Ong altro non sono se non i nuovi corsari. Al posto della bandiera con il teschio e la tibia inalberano quella dei buoni sentimenti,...


28 June 2018

Il Pesce puzza sempre dalla testa



Tra poche ore si terrà il Consiglio europeo che riunisce ben 28 paesi. "Non c'è ragione di credere che si possa raggiungere rapidamente a un accordo" per la riforma del regolamento di Dublino sull'asilo: questa, l'indicazione giunta da fonti di corridoio europeo alla vigilia del summit dei leader Ue che si occuperà del tema migranti. A quanto si è appreso, il vertice dovrebbe chiedere alla prossima presidenza di turno dell'Ue, cioè all'Austria, di proseguire il lavoro avviato, ma senza fissare una scadenza precisa perché non ci sono le condizioni. Inoltre come è prevedibile, la parte del leone la farà il tema immigrazione, tema fortemente divisivo e suscettibile di creare ben poca coesione tra gli stati-membri, sebbene saranno costretti a parlare anche di temi economici, chiedendo all’Europa una maggiore equità fiscale e di mandare un segnale sul fronte economico.

Ma analizziamo un po' nel concreto la piattaforma di Conte che la "Nuova Bussola" ha intitolato in modo tra l'ironico e il pessimistico Decalogo per (non) governare i migranti  .
Sarà in grado di respingere le varie insidie? Debole e ingenua a mio avviso, poiché nella sintesi non vuole l'indipendenza e l'autonomia dell'Italia, ma pensa di trovare una soluzione proprio nella fonte  principale dei nostri guai: l'Europa, quel grosso pesce che puzza sempre dalla testa. Vediamoli uno ad uno, questi punti.



1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell'80% le partenze nel 2018.
Si tratta di una strada certo da percorrere ma nella consapevolezza che l’Africa non assomiglierà tra pochi anni alla Svizzera e che investire milioni o miliardi in quel continente non significa creare necessariamente sviluppo considerando i regimi e la corruzione endemica che caratterizzano quei Paesi. Semmai la leva degli aiuti finanziari andrebbe considerata come “bastone”, non come “carota”, per condizionare la concessione di aiuti allo stop ai flussi e ad accettare il rimpatrio dei propri connazionali giunti illegalmente in Italia e in Europa.

2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l'Ue deve lavorare con Unhcr e Oim. Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund Ue-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger.
I Paesi di transito dei migranti, e in particolare Libia, Tunisia e Algeria, hanno detto chiaramente di non voler accettare la presenza di hot spot o campi di accoglienza sui loro territori per non incentivare i traffici di esseri umani che arricchiscono una criminalità che costituisce un serio problema di sicurezza per quegli Stati che considerano tutti i migranti “illegali da espellere”. Sarà quindi possibile incentivare solo il rimpatrio dei migranti da questi Paesi a cura delle agenzie dell’ONU come già accade in Libia.

3. Rafforzare le frontiere esterne. L'Italia sta già sostenendo missioni Ue (Eunavfor Med Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica: occorre rafforzare queste iniziative.
Un’ottima idea, ma per fare cosa? Solo se queste forze coopereranno con la Guardia Costiera di Tripoli per riportare in Libia i migranti soccorsi in mare avrà un senso potenziarne le flotte che finora hanno solo contribuito a portare in Italia 750mila clandestini dal 2013.

4. Superare Dublino. Nato per altri scopi, è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d'Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l'Europa, poco importa a che prezzo.
Dublino è in realtà un falso problema poiché se anche tutti i Paesi Ue accettassero le quote di ripartizione esse riguarderebbero solo i migranti a cui l’Unione riconosce l’asilo. Cioè iracheni, siriani (ancora per poco, la guerra all’Isis sta terminando) ed eritrei, cioè nazionalità che rappresentano una porzione infinitesimale dei clandestini giunti in Italia per lo più dall’Africa Occidentale, dal Bangladesh e dal Pakistan. Occorre invece tornare alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 che consente a chi fugge da guerre e persecuzioni di chiedere asilo dai campi dell’Onu posti al di là dei confini delle zone di guerra, ma non consente di rivolgersi a criminali per attraversare illegalmente frontiere e raggiungere l’Europa.

5. Superare il criterio Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. È in gioco Schengen.
Un principio che al lato pratico vale ben poco poiché, come ha ribadito la cancelliera Angela Merkel, non si può consentire al migrante illegale di scegliere lo Stato dove venire accolto perché da un lato tutti punterebbero ai Paesi del Nord Europa che offrono un welfare più ricco e dall’altro questa iniziativa alimenterebbe ulteriori flussi migratori illegali.

6. Responsabilità comune tra Stati membri sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di 'attraversamento illegale' per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L'obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti.
La misura, per essere efficace, dovrebbe prevedere che i migranti illegali soccorsi in mare da imbarcazioni civili o militari di ogni nazionalità debbano essere riportati negli Stati da cui sono salpati: Libia, Tunisia, in misura minore Marocco e Algeria. Solo i respingimenti assistiti e successivi rimpatri consentiranno di chiudere le rotte dell’immigrazione illegale.

7. L'Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la 'tratta di esseri umani' e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti.
Per raggiungere questo obiettivo occorre però rifarsi al "modello australiano" con campagne d’informazione nei Paesi di partenza tese a scoraggiare i flussi migratori illegali abbinate allo stop di ogni forma di accoglienza per chi giunge clandestinamente in Europa e al supporto alle forze locali per sbaragliare le gang di trafficanti.

8. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in più paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento.
Aumentare i centri d’accoglienza e distribuirli in tutta Europa è impossibile per l’opposizione di molti Stati membri Ue e costituirebbe comunque una forma di
accoglienza che incentiverebbe nuovi flussi invece di scoraggiarli.

 9. Contrastare i movimenti secondari. Attuando i principi precedenti, gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra paesi maggiormente interessati.
L’accoglienza diversificata in Europa non impedirebbe a chi è stato destinato a Italia, Grecia, Spagna o Portogallo di cercare di raggiungere con ogni mezzo il Nord Europa in cerca di migliori prospettive e di un welfare più generoso.

10. Ogni Stato stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. È un principio che va rispettato, ma vanno previste adeguate contromisure finanziare rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati".
E dove la mettiamo la sovranità nazionale? Il diritto ad esempio dell’Ungheria e degli altri stati del Gruppo di Visegrad (tutti democratici e con governi votati dagli elettori) di non accogliere immigrati illegali e soprattutto islamici? Nessuno Stato Ue dovrebbe accogliere migranti economici giunti illegalmente mentre le quote d’ingresso vanno riservate a migranti legali (se necessari) selezionati in base al diritto di sceglierne la provenienza privilegiando persone di cultura, etnia e religione meglio integrabili nel tessuto nazionale invece di subire i diktat dei trafficanti o di Bruxelles. (fonte: La Nuova Bussola).



Il Summit della Discordia

Tra poche ore andrà in onda il solito teatrino del tutti contro tutti, modello la Cantatrice Calva, la pièce di Jonesco autore del teatro dell'Assurdo. Perché in verità gli immigrati nessuno li vuole, ma ciascuno tira l'acqua al proprio mulino e vorrebbe scaricarli al vicino di casa più prossimo, come si fa con lo smaltimento rifiuti.
Occhio Italia! abbiamo una Triplice asse dalla quale dobbiamo difenderci: Francia, Spagna, Germania. E ora l'ultima furbata ci arriva anche dall'Austria, paese detto "euroscettico".  Dove li buttiamo quelli che provengono dalla Germania?
Ma sì, buttiamoli al di là del Brennero. Cioè da noi. No, non può funzionare. Occorre tagliare la testa al ...Pesce. Meglio, buttarlo via tutto quanto. Se è vero che le dittature durano un ventennio, ebbene dovremmo essere quasi alla fine, anche di questa dittatura europea.

Sullo stesso tema: "L'Italia farà da sola, il vertice segna la fine dell'Europa".  (La Nuova Bussola).

23 June 2018

UE, la vera grande Lebbra



E' curioso in questi giorni vedere tutti questi meeting e summit in agitazione: prima il nostro premier Conte a Parigi, poi a Berlino con la Merkel.  Domani il prevertice a Bruxelles al quale però non parteciperanno "quelli di Visegrad". 
Una prima piccola vittoria il premier Conte l'ha già incassata: la Merkel ha ritrattato le sue  posizioni già "prestabilite", quando il primo ministro gli ha fatto capire che non avrebbe partecipato al "banchetto" a menù già precotto, il loro: "Le ho confermato (a Merkel, ndr) che per me sarebbe stato inaccettabile partecipare a questo vertice con un testo già preconfezionato. La Cancelliera ha chiarito che c'è stato un "misunderstanding": la bozza di testo diffusa ieri verrà accantonata".  Il "misunderstanding" in realtà non è affatto un "malinteso", ma una ben calcolata "macchina indietro". E' già qualcosa.
I tre punti centrali della proposta italiana si possono riassumere così: 
1) condividere gli oneri finanziari e garantire che gli Stati membri coprano i circa 500 milioni di euro necessari a coprire 1,2 miliardi di euro necessari a far decollare il Trust Fund Africa per creare occasioni alternative al business dei trafficanti. Il linguaggio contenuto nella bozza finale del vertice del 28 è troppo debole al riguardo e il nostro ambasciatore a Bruxelles ha mantenuto ieri una "riserva" chiedendo impegni più forti
2) Il regolamento di Dublino non va riformato ma superato. Il testo della presidenza bulgara è inadeguato. Nel frattempo Dublino, creato nel '90 per regolare i flussi dalle frontiere terrestri da Est, si dovrà applicare solo alle nostre frontiere di terra e non a quelle marittime Schengen.
3) Creare centri di assistenza ai migranti nei Paesi di transito da dove organizzare rimpatri assistiti volontari come i 28mila già realizzati in Libia in accordo con l'Oim e come quelli dal centro italiano di Agadez in Niger.  (fonte: Huffingtonpost).

Bozza di piattaforma certamente giusta ma  la cui realizzazione esige del tempo (in particolare nel punto 3).

Com'era prevedibile Macron reagisce in modo stizzito, svelando ancora una volta il lato sprezzante  e isterico del suo carattere. A detta sua,  in Europa “i populisti si diffondono come la lebbra”. Non nomina direttamente l’Italia, ma il suo riferimento è esplicito.  I "buoni samaritani" d'Oltralpe, invece,  se la prendono vigliaccamente coi nostri transfrontalieri, mandandoli in ritardo al lavoro, a causa di lunghi snervanti controlli indiscriminati pur avendo regolare permesso di lavoro. Inoltre la Gendarmeria sconfina  prepotentemente anche nei nostri comuni del Ponente Ligure. Perciò Conte dovrà farsi sentire nelle sedi appropriate, poiché questi si chiamano "atti ostili", come quelli già verificatisi alla frontiera di Bardonecchia.  Ne parla il quotidiano ligure Il Secolo XIX aggiungendo anche che nei fatti la Francia ha  già  fatto saltare gli accordi di Schengen:
http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2018/06/22/ADSbfoC-ventimiglia_documento_gendarmi.shtml


Ma è inutile infiocchettare una costruzione già nata male come l'Unione Europea (quella sì, una vera e propria Lebbra), basata su una coercizione valutaria come l'Euro, nell'illusione di trovarvi una soluzione al proprio interno. Inutile nutrirsi di aspettative, dato che è proprio la Ue il vero problema e non la soluzione! 
Tuttalpiù, si dovrà giocare abilmente  sulle sue contraddizioni interne, per favorirne l'implosione.
Per cominciare questa UE è nata per istigare rivalità e ostilità tra gli stati, proprio in forza della diarchia franco-tedesca, messa in piedi a fare da plancia di comando.  Germania e Francia, hanno approfittato del progetto unitario solo per soddisfare i loro egoistici interessi nazionali. L'unica cosa che conta per loro è favorire le proprie multinazionali, le proprie banche, il proprio business,  i propri specifici interessi nazionali. Guai però se si cerca di fare altrettanto tentando di proteggere i nostri! Sono stati troppo ben abituati dai maggiordomi lacché dei governi precedenti, alla Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.
Questa Ue, doveva favorire l'uguaglianza, ma  ha creato surrettiziamente disuguaglianze, umiliazioni e profonde ingiustizie e lacerazioni. Doveva creare la pax mercantile, ma ci ha portato la guerra in casa (terrorismo e micro e macro-criminalità, mafie straniere, merci contraffatte, degrado ambientale e urbanistico). E oltre alla guerra "in casa" ci costringe a partecipare a guerre d'aggressione esterne chiamandole "ipocritamente" "missioni di pace" (peace-keeping e peace-enforcing).
Doveva renderci più sicuri, ma non si parla mai abbastanza di insicurezza e di  scarsa protezione dei cittadini come da quando ci ha portato in casa, torme di clandestini. Doveva renderci più ricchi e invece ha praticato tasse, disoccupazione, espropri e smantellamenti di importanti assetti industriali, su larga scala.
Una delle vulgate più devianti da parte dei media-mainstream è che Salvini facendosi amico  i paesi del gruppo Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia), non badi agli interessi italiani, giacché questi si rifiutano di accettare "quote" di immigrati da redistribuire anche nel loro territorio.
C'è tuttavia una gran bella differenza fra loro e Macron! Essi rifiutano, ma non ti impongono l'accettazione dell'invasione, usandoti come il paese-discarica. In un certo senso ci fanno da "apripista" col loro coraggio e sfidando l'impopolarità di tutti gli altri eurocrati di ferro.
Non  a caso Orban ha dichiarato: "L'Europa deve essere in grado di proteggere le sue frontiere e deve poter garantire sicurezza ai suoi cittadini. Speriamo che dopo il semestre di presidenza austriaca, l'Europa sia più forte, una comunità più equa di quello che è oggi. E che la Ue sia più sicura, queste sono le speranze che abbiamo in comune".
Vicerversa Macron si comporta come quelli che non vorrebbero rifiuti a casa propria, ma  poi li scaricano nel giardino del vicino di casa.  E questo sarebbe un comportamento intelligente? Bugiardo, falso, arrogante, ipocrita e doppiopesista.

La "lebbra populista" secondo Micron

Marine Le Pen non si è fatta attendere criticando aspramente le sue posizioni e scrivendo su un tweet: "Mi chiedo come il presidente della Repubblica francese possa trattare i governi di nazioni europee come la 'lebbra'?! Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Italia, gruppo di Visegrad...Vuole farci litigare con il mondo intero".
La diplomazia, con ogni evidenza,  non è il suo forte e l'abbiamo già visto col suo portavoce Gabriel Attal (quel ragazzotto idiota che ci ha dato dei "vomitevoli").
Dunque, come ho già detto e scritto diverse altre volte, non è nostro interesse cedere alla politica delle "quote redistributive", poiché questo favorirebbe lo svuotamento del continente africano e asiatico, a rischio estinzione dell'Europa stessa, con la probabilità concreta che tutti costoro circolerebbero indisturbati da uno stato all'altro. Ovvero estinzione del glorioso Continente Antico. La PanEuropa  (pan, prefisso greco che significa "tutto") è un progetto caotico basato sul meticciato liquidatore dell'Europa stessa, della sua civiltà, tradizioni e identità.
Domani, dunque, il prevertice di Bruxelles, e a fine del mese il Consiglio europeo del 28-29 giugno.
La mia previsione è simile alla definizione di Putin sui paesi della Ue riunitisi di recente al G7 senza la Russia: non ci saranno che dei "balbettii creativi".

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Aggiornamento: Ecco i 10 punti della piattaforma Conte al prevertice di Bruxelles, che verrà poi ridiscussa in sede più ampia al Consiglio d'Europa previsto per il 28-29 di questo mese.  Personalmente non mi soddisfa, ma se serve a rimanere ciascuno col cerino in mano e ad accelerare la fine di questa soffocante Ue, allora avrebbe una sua funzione. 

20 June 2018

Puri come colombe e astuti come serpi


Dicono che Salvini abbia parlato troppo a proposito della sua intenzione di  censire i campi nomadi. In parte è vero. Se un generale va in battaglia non ha bisogno di raccontare continuamente "domani faccio questo, dopodomani attaccheremo dall'altra parte". E' una questione di cautela. Quello che a mio avviso, devono imparare i leghisti è l'arte di farsi furbi.
Come suol dirsi "puri come colombe  e astuti come serpi". Quando un Peter Gomez direttore de Il Fatto rivolge a Lucia Bergonzoni della Lega domande come "Ma lei è razzista?" rispondere subito: "Scusi, ma che c'entra col fatto che vorremmo un paese libero, indipendente e sovrano a partire dal rispetto delle nostre frontiere!? Lei in casa sua, fa entrare chiunque"? Questo è solo un esempio.  Un altro errore è la tendenza a voler mettere troppa carne sul fuoco. Ora c'è di mezzo la lunga estate calda degli sbarchi: meglio sarebbe stato concentrarsi su questo (basta e avanza), invece di aprire anche il fronte-nomadi. Poi arriverà anche il suo turno.  
Evitare di cadere in territori sdrucciolevoli (cioè in tutti i loro trabocchetti retorici tipici delle sinistre) è la prima regola.
Una regina degli zingari mette in mostra i gioielli

Detto ciò, abbiamo in Italia comunità di "impuniti", tra i quali gli zingari/rom. Il censimento è una funzione dello stato. Tutte le persone presenti sul territorio nazionale devono essere censite. Se i rilevatori dell'ultimo censimento sono entrati nelle case di tutti gli italiani, ma non nei campi nomadi, significa che è stata fatta una discriminazione nei confronti degli italiani.
Se il "censire i campi nomadi" colma una lacuna del censimento, quella di Salvini non è una discriminazione ma ristabilire una funzione dello stato lesa precedentemente. Ora tutti si smarcano, tutti criticano e perfino quelli che qualche giorno prima erano suoi sostenitori fanno polemiche (è il caso di Blondet).
Ricordiamo del resto  che un censimento dei campi nomadi fu commissionato anche dal PD in Emilia-Romagna e i Dem se ne vantarono pure (fonte:  Affari Italiani ).  
Un altro sgombro forzoso lungo il fiume Reno a Bologna  di baracche rom fu ordinato dal "sindaco rosso" Cofferati. Quando gli atti di forza contro le minoranze li fanno loro sono popolari,  utili, necessari e sacrosanti, quando li fanno gli altri sono "fascisti", "razzisti", "antisemiti"ecc. ecc? 
Beh, ora basta con questo disgustoso ipocrita doppiopesismo! E' ora di invertire la tendenza. 

A sorpresa, è arrivato il sostegno pieno di Giorgia Meloni a Salvini. La Meloncina sa che il povero benzinaio vicentino Graziano Stacchio (#"io sto con Stacchio") per il quale si è battuta, ne passò di cotte e di crude per aver difeso una venditrice che rischiava la vita solo per non aver consegnato il bottino a una banda di zingari, armati di kalashnikov. Sa pure che a Roma la zingara Doina Matei che ha ucciso la povera ragazzina 19enne Vanessa Russo conficcandole la punta di un ombrello negli occhi su un mezzo pubblico, se ne è andata al mare eludendo la sorveglianza di quei pochi anni di "domiciliari" da scontare, facendosi fotografare e mettendo la foto su Facebook. Sa che il povero rigattiere vicentino Ermes Mattielli è morto di crepacuore per aver difeso i suoi ferrivecchi da bande di nomadi razziatori che prendevano di mira la sua proprietà e che il tribunale di una magistratura ingiusta e gretta ha disposto perfino la confisca della sua modesta casa dove viveva da disabile. "Una preghiera e tanta rabbia", disse Salvini in quella mesta circostanza.
Puntuale come la morte è arrivato il rimprovero di Moscovici dalla Ue che ammonisce Salvini sulle discriminazioni contro "cittadini comunitari".

Sì, ma se i rom sono  dei "comunitari" ovvero degli stanziali (il che confligge col loro nomadismo del quale menano vanto) allora che  si comportino da tali e non da vagabondi razziatori; da malefiche sanguisughe addette agli espropri: compreso l'esproprio delle nostre vite. Ricordo al riguardo il nome di assassini: Mailat, l'omicida della signora Giovanna Reggiani a Tor di Quinto, Marc Ahmetovic che fece fuori, da ubriaco a guida di un mezzo rubato, 4 ragazzini di Macerata e che trovò un protettore (anonimo) che gli diede la possibilità di scontare i suoi giorni in una villetta sul Conero. Per  tutta ricompensa volevano pure lanciare una marca di jeans detta "Rom Jeans". Oltre al danno, anche l'atroce beffa!
Doina Matei, l'assassina di Vanessa Russo, continuamente coccolata e protetta dai Radicali in nome del solito "nessuno tocchi Caino".

Se dimentichiamo tutti questi gravissimi misfatti, delitti, abusi e torti subiti in una stagione particolarmente buia dell'Italia che dura da quasi due decenni, significa solo che siamo un popolo non degno di vivere libero. Che la legge deve valere per tutti senza discriminazioni, siamo tutti quanti d'accordo, ma che ci sia chi si fa scudo della propria etnia per non venire perseguito e per ottenere dei salvacondotti e sconti di pena, non può più essere tollerato.

Quello che ora Salvini deve rifiutarsi di fare è porgere le sue scuse alla cosiddetta comunità rom, come invece fece Berlusconi con quella battuta sul "kapò Schulz", allorchè dovette andare a Canossa da Amos Luzzatto, allora presidente dell'Ucei. Che cosa gli ha fruttato quella genuflessione? Nulla, ha perso dignità ed è stato costretto poi alle dimissioni quando arrivò la famosa "letterina" da Bruxelles che gli preannunciava il golpe finanziario.
Sì, perché ora le vedove isteriche della sinistra, i lobbisti del mondialismo, i Saviani e i Mentana,  tutta la macchina mediatica del correttismo politico, faranno pressioni e  gli chiederanno anche di fare questo.

Salvini ha molti argomenti dialettici importanti dalla sua. Come le "liste di proscrizione" che fanno i rom quando devono rastrellare casa per casa di noi comuni e onesti cittadini da me esposta in un post del 17 febbraio 2014 allorché fui oggetto di pesante furto.
Liste contro di noi poveri "gagé" secondo il noto "codice zingaro" (simboli davanti alle abitazioni con su scritto "casa disabitata", "donna sola", "casa con cane", "casa buona da rubare" ecc.). Certamente, Salvini doveva fare ricognizioni e mappature dei campi nomadi (centri di ricettazione e furto) senza troppi annunci "ideologici" secondo l'etica del fare operoso e silente, ma ancora una volta, emerge il fatto che in casa nostra ci sono troppi "padroni del discorso" che in realtà non si limitano solo al sequestro del discorso. Mi piacerebbe sapere perché certi campi nomadi non sorgono mai davanti a case patrizie né magari davanti alle case dei "padroni del discorso". Qui il famoso (o meglio, famigerato)  "codice zingaro" . 


Tutti sanno che da quando la Romania si è aperta alla zona Schengen nel 2007 con relativo trasferimento di questi "poveri perseguitati", i furti, le rapine in Italia sono aumentate. La sottoscritta è stata tra quelli già "visitati" da queste brave e specchiate persone. La Francia di Sarkozy non ne volle sapere di accettarli, tanto per cambiare. A noi invece ci toccano tutte le calamità, compresa questa. 

Un Re zingaro intento a toccare il suo oro
Una novità però questo vespaio di polemiche è riuscito ad evidenziarla: vedere che il PD e i Casamonica lanciano le stessa invettive contro Salvini: gran bella alleanze! Specie poi se vediamo i Casamonica, dediti al malaffare più mafioso, dare avvertimenti minacciosi a Salvini facendosi forti solo del loro "scudo etnico" che li rende "intoccabili". A proposito, appartengono alla stessa etnia anche individui come  quel Roberto Spada intento a dare capocciate a un cronista della Raie a corrergli dietro col frustino : ma questo i giornali non lo scrivono limitandosi a parlare genericamente di "mafia". 
Ipocriti, sepolcri imbiancati che non sono altro!

16 June 2018

Micron l'Emmerdeur



Diciamo la verità:  al vertice di Parigi il nostro Conte nei confronti di Macron ci ha fatto un figurone: aplomb, educazione, spontaneità, una leggera timidezza che non sa nascondere e che gli attira simpatia. Viceversa Micron pareva teso e il suo sorriso stereotipato pareva quello di un  "cheese" ingessato al fotografo. Ma, a parte i sorrisi e le strette di mano di prammatica, mi pare che in questo incontro Conte abbia portato a casa poco: promesse di hotspot in Africa e revisione del Trattato di Dublino su proposta scritta dall'Italia. Ma come si sa, di promesse mancate sono lastricate le vie dell'inferno. Ho poca fiducia in un Micron che approfitta del vertice, per lanciare punture di spillo a Salvini durante i colloqui , cercando di mettere in imbarazzo Conte.

Prima stilettata: "Questa formula nella storia (ndr: l'Asse Berlino, Vienna, Roma) non ha mai portato fortuna. Ad ogni modo ci sono le Costituzioni e ci sono i capi di Governo di Italia, Germania e Austria che prendono le decisioni. Questo dicono le nostre Costituzioni".

Seconda Stilettata: Infine è tornato sul caso Aquarius: "Quando una nave arriva nelle vostre acque ve ne dovete prendere carico. La Francia rispetterà sempre il diritto internazionale. La difficoltà dell'Italia non può risolversi bypassando il diritto internazionale ma con un approccio cooperativo Ue".
Ci vuole una bella faccia tosta! perché lui quando ordina di sbarrare la tratta Bardonecchia-Briançon facendo morire assiderati gli immigrati respinti, si attiene forse a un qualche diritto internazionale? E quando si crea il "tappo" a Ventimiglia e a Mentone, coi poliziotti che picchiano e respingono minorenni ai confini, ricacciandoli da noi al bivacco a quali diritti "umani" si appellano?



Micron l'Emmerdeur è convinto di poter fare il "caporale" dell'eurocrazia contro l'Italia e di metterci sull'attenti.

Ho letto  con sorpresa sui quotidiani d'Oltralpe molti commenti  a noi favorevoli tra i lettori francesi.  Invece di far quadrato intorno a Macron in nome della presunta "grandeur" (come lui avrebbe voluto), dicono: "Bravò Salvinì!". Non dimentichiamo che uno degli scopi di questa fetida Ue è anche quello di dividere i popoli vicini di casa e di seminare la zizzania gli uni contro gli altri, usando certi dirigenti politici come "capi-bastone" dell'eurocrazia. Ovviamente ai "capi-bastone" come Francia e Germania, poi le élites di Bruxelles devono dare qualche contentino in più. A quanto pare, però, è un gioco che non riesce appieno, nonostante lo zelo di certi media mainstream che soffiano sulla brace. A proposito dei quali segnalo, però, anche interventi critici e antimacronisti da parte di Le Figaro : 

 http://www.lefigaro.fr/newsletters/web/premium/la_lettre_premium/la_lettre_premium-201806150807.html?utm_source=premium&utm_medium=email&utm_campaign=

In sostanza  detto quotidiano fa una gran bella ramanzina tacciando di antidemocratico le petit Président, ricordandogli che il Ministro dell'Interno italiano è stato legittimamente eletto e che gli Italiani hanno il sacrosanto diritto di votare chi promette loro un freno all'immigrazione: Bravò Figaro!

Per questo non ha senso prendersela col popolo "bleu". Sarebbe meglio attaccare invece questo pessimo Presidente col suo staff, il quale in questo momento non gode nemmeno più dell'appoggio popolare. Macron in realtà attacca Salvini perché vuole arrivare alla Le Pen, che teme. Parla a nuora perché suocera intenda. Nel frattempo, per paura di perdere consenso fa la faccia truce e il muso duro alla Rudolph Giuliani (modello "tolleranza zero") sul tema "immigrazione", non sopportando però che lo facciano i suoi vicini più stretti di casa: cioè noi.  Insomma si comporta come una sorta di cattivo prete: fate quel che vi dico io, ma non fate quel che faccio io! 

Sorvolo su quali tipo di scuse possa aver apportato un simile arrogantello senza qualità. Al posto di Conte  io non sarei andato a Parigi, o gliel'avrei fatta pesare molto di più. Intanto per cominciare il suo portavoce Gabriel Attal (quello che ci trova "vomitevoli") avrebbe dovuto essere rimosso, ma invece è ancora lì.  A questo punto mi sento in diritto di chiamare il capo dell'Eliseo, Micron l'Emmerdeur. 

La risposta di Salvini non si è fatta attendere, ed è volato come un razzo a Ventimiglia. Da quelle parti c'è solo l'imbarazzo della scelta: la polizia francese commette abusi su abusi d'ogni genere per difendere le sue frontiere, a discapito nostro. Prendere nota e non far passare nulla in cavalleria. A brigante, brigante e mezzo. E' finita l'era degli scaricabarile! L'era del "io posso, tu invece no". L'era del fate quel che dico io, ma non fate quel che faccio io.

Promemoria dei Contributors della campagna elettorale di Macron


Post Scriptum. Colgo l'occasione per ricordare che abbiamo avuto governi i quali hanno permesso la svendita dei nostri più preziosi gioielli di famiglia ai francesi:
Banche, cantieri, alta moda, trasporti, agroalimentare: non c’è settore in cui non si sia rinnovato, nel tempo, quell’eterno gioco di rivalità poco nascoste e vicinanze sbandierate che da sempre oppone Italia e Francia, a favore di quest'ultima. Basta leggere questo articolo di AGI L'eterna partita fra Francia e Italia. Bene, d'ora in avanti, sarà il caso di pensare e di  mettere sull'avviso i vicini d'Oltralpe che le "Compere sono finite" (Les Achats sont terminés). 

11 June 2018

Salvini e il velo squarciato




Qualcosa è cambiato. O sta cambiando alla faccia dei disfattisti, dei cacadubbi, di quelli che ...intanto non c'è niente da fare, quelli che intanto non cambierà mai. Quelli che l'immigrazione è un fatto ineluttabile e si muove da sé. Palle!
E' bello sentire che il nostro Ministro dell'Interno  Matteo Salvini finalmente ha avuto quel sussulto d'orgoglio che aspettavamo da tempo facendo bloccare i porti in accordo con Di Maio e il ministro delle Infrastrutture Toninelli. Ci voleva tanto? Con ogni evidenza sì, se in tutti questi anni non c'è mai stata la volontà politica di farlo. Tutti avrete sentito la faccenda dell'Aquarius con 600 immigrati, che batte bandiera di Gibilterra, mentre la Sea Watch batteva bandiera tedesca. Le navi delle ONG sono delle autentiche "scatole cinesi" anche solo per poter essere identificate. "Prendeteli voi", ha detto Salvini ai maltesi. Risposta: "NO, non siamo attrezzati". Comodo! Malta ha un suo salvacondotto "moralmente superiore" del quale nessuno parla: Il Commonwealth. Pertanto Malta è un protettorato britannico, cosa del quale nessuno ricorda  di far cenno. Sappiamo anche che  l'Unione Europea è un Fattoria degli animali, dove qualcuno è "più uguale" degli altri. Qualche esempio? 
La Francia non accoglie immigrati a Ventimiglia e respinge a Bardonecchia. L'Austria non accoglie al Brennero. La Germania accoglie solo i siriani. L'Ungheria di Orban è blindata. La Slovenia pure. E allora, qual è il problema per l'Italia? Adeguarsi ai "respingitori" o estinguersi. 
Alla fine la nave Aquarius come è noto è stata accolta a Valencia dalla Spagna nella quale si è appena insediato il governo socialista Sanchez. Avete sentito la frase rosicona del PD? Oh, Uh, Ih, ah: grande umanità da parte della Spagna. O impostori ipocriti!
Ma tutto quello che l'Italia si è preso in questi vent'anni come lo chiamereste, di grazia? Razzismo? 
Non abbiamo fatto altro che accogliere, accogliere, accogliere, a rischio della nostra sostituzione ed estinzione e ora vi profondete in inchini verso la Spagna solo perché compie un beau geste più unico che raro? E pensate forse che se arriverà un nuovo carico, quella stessa Spagna che spara contro chi tenta di varcare la barriera di Ceuta e Melilla, sarà disposta ancora a  spalancare le sue braccia, mettendosi contro i suoi cittadini come invece avete fatto voi per anni e anni? 
In ogni caso, il velo delle ipocrisie (e non solo) è stato squarciato. Salvini apprezza chi non apre agli immigrati cercando di salvaguardare il proprio territorio (vedi la sua simpatia per Orban), ma fa loro delle reprimende (il caso Malta) sul rispetto  della "legge del mare",  per fare esplodere le contraddizioni. Si invoca l'intervento della Ue, pur sapendo che il problema è la Ue, quasi a volerli "sgamare". Ma l'importante è creare il caso.  Il popolo plaude e premia: i risultati delle elezioni comunali di queste ultime ore, parlano chiaro

Finalmente si comincia a fare sul serio e a invertire la tendenza. Mettono bambini, ragazzini minorenni, donne incinte sulle navi, usati come scudi umani e usano la "pietà" ( meglio , il "pietismo") come arma di distruzione di massa contro di noi sulle navi delle ONG. Salvini vada avanti a  chiudere i porti e pretenda dalla Ue che l'Italia non sia il solito "refugium peccatorum", e "consolatrix afflictorum", mentre tutti gli stati membri se ne infischiano. Intendiamoci fanno pure bene, ma non pretendano poi che siamo noi a farci carico di quanto essi rifiutano per primi. Aspettiamoci comunque sindaci crumiri alla Orlando e De Magistris, o addirittura lo "stellino" Nogarin  a Livorno, lo stesso Fico, attorucoli che corrono a fare i testimonial pro migrantes, opinionisti in cerca di zizzanie da seminare tra alleati.  Inoltre in questi giorni  pioveranno  le scomuniche del Vaticano, dalla Cei, da qualche zelante prelato che metterà all'indice il Ministro dell'Interno. Arriveranno le dame di San Vincenzo dell'ONU, i Gino Strada, i Medici senza Frontiere: insomma aspettiamoci un ciclone mediatico, un intrigo internazionale a dir poco. E' di queste ore la campagna farneticante di Giuliano Ferrara che urla ai 4 venti ai giudici e giuristi di arrestare Salvini: beh, non tutte le Bombe sono intelligenti!  


09 June 2018

La prima volta di Conte al G7 più litigioso della storia



Il neofita premier Giuseppe Conte del neonato Governo pentaleghista, non ha trovato in Canada unG7, ma una prova d'orchestra alla Fellini, dove ciascuno ha strombazzato le sue ragioni cercando di sopraffare quelle dell'altro, in un trambusto dissonante. Per cominciare Trump è arrivato in ritardo ed è andato via in anticipo (aveva il volo per Singapore) per rimanere irremovibile sui  suoi dazi sull'acciaio e l'alluminio.  Un Trump agguerrito quello che atterra con un elicottero militare al maniero La Malbaie, nel Quebec. Minaccia gli europei affermando che se non cederanno sul surplus commerciale ai dazi su alluminio e acciaio ne aggiungerà altri, gettando il mondo nella spirale della guerra commerciale temuta dalle Cancellerie europee.

Emmanuel Macron, in grande agitazione perché la politica degli abbracci non è servita a evitare i dazi americani, si e’ incontrato con il premier canadese Justin Trudeau, emblema del progressismo mondiale politically correct ma in caduta libera nei sondaggi, e ha fatto sapere via tweet che sono furibondi con I dazi decisi dal Presidente Trump, pronti ad andare avanti con le risposte di ritorsione, ed anche pronti a siglare il disaccordo con un non comunicato finale. Nessuno dura per sempre, ha minacciato il presidente francese, anche se stando ai risultati economici e i livelli di occupazione, Trump è quello che non si deve preoccupare in mezzo a loro. (Maria Giovanna Maglie).

Trump  piccato, risponde a tono ai sei e  fa cippirimerlo: 

Dite a Trudeau e Macron che sono loro ad imporre tariffe massicce agli Stati Uniti e creare barriere non monetarie. Il surplus della UE con gli Stati Uniti e’ di 151 miliardi di dollari e il Canada tiene fuori i nostri agricoltori ed altri. Non vedo l'ora di incontrarli domani. Sono seguiti altri Twitter con le cifre della scorrettezza europea nel commercio con gli US.

Un'altra sparata di Trump è stata quella di aver contestato un G7 che in realtà avrebbe dovuto essere un G8, e che avrebbe dovuto includere pure la Russia e  asserisce che "la Russia dovrebbe tornare al vertice dei Grandi". Una dichiarazione che il premier Conte sottoscrive in un tweet. Conte riceve del resto, i complimenti da Trump per la sua nomina. 
Ma Putin che è uno tosto e molto orgoglioso però mostra freddezza. Che senso ha invitare un ospite a party già avvenuto? 
Il Cremlino comunque ha risposto "no grazie" all'ipotesi di Trump, di allargare il G7 tornando a includere la Russia, che era stata estromessa dopo l'annessione della penisola ucraina della Crimea. "Siamo interessati ad altri formati, diversi dal G7", ha detto il portavoce del Cremlino.

Questo non significa che non ci sarà una seconda chance nel summit in Austria fra lui e Trump, previsto per questo autunno. Sotto regime di sanzioni da parte degli Stati Uniti, non è conveniente per l'immagine dell'uomo forte russo andare a Washington "al bacio della pantofola". Vienna inoltre è il luogo ideale per sfidare le sanzioni protratte dell'Unione europea. Il premier austriaco Serbastian Kurz ha dichiarato di essere favorevole a eliminarle, perché colpiscono l'economia nazionale (non è il solo) e  la pensa come il nuovo governo italiano anche in questo. Conte e il nuovo governo, spingono per eliminarle. Di Maio oggi ha detto che giustamente "non fanno i nostri interessi", ma questo lo vedrebbero anche i ciechi. L'Italia se saprà giocarsela bene, potrebbe  avere un ruolo di intermediazione per un futuro accordo tra Trump e Putin. E sarebbe nell'interesse del mondo intero e non solo del proprio.
I giornali di regime sono sempre molto attenti e severi contro il nuovo Premier e non gli perdonano nemmeno gli starnuti. Danno consigli su quel che si deve dire e non si deve dire, sembrano tanti Monsignor Della Casa, attenti al protocollo. Curioso che quando c'era Renzi o Gentiloni l'eterno galoppino degli eurocrati clop! clop! si limitassero a fare i reportage dei vari appuntamenti mondialisti senza battere ciglio. Clop! Clop! Obbedienti loro all'eurocrazia, obbedienti i cronisti nel parlare di chi obbedisce sull'attenti. 
Che avrebbe dovuto NON dire secondo loro Conte? Non dire che siamo stati lasciati soli con un'emergenza gravissima degli invasori che chiamano di volta in volta "profughi", "rifugiati" e "migranti"? 
Intanto sbarcherà domattina a Reggio Calabria la nave della ONG tedesca Sea Watch, già regalo del vecchio staff del Viminale Minniti. In queste ore Salvini giustamente non ne vuole sapere di parlare con lui e di accettare i suoi "buoni consigli". Troppo comodo fare pochino pochino a ridosso delle elezioni  tanto per farsi la nomea di "Sceriffo", per poi lasciare la pesante eredità agli altri. Domenica si vota per alcuni rinnovi comunali, niente di più facile che le canaglie piddiote abbiano deliberato il lascito per i successori. 80 ore fa il governo e quindi Salvini, non avevano ancora ricevuto la fiducia alla Camera e quindi si è proceduto d'ufficio!
La Merkel venga a prenderli con un aereo a Reggio Calabria, la Sea Watch batte bandiera tedesca, quindi i migranti sono suoi.


05 June 2018

Cacciare Soros dal nostro Paese!



Parla a reti unificate sulla piazza vuota di Trento, come un Grande Fratello. Non è necessario che ci sia chi gli dà ascolto. Al Big Brother Soros basta presidiare i suoi territori di caccia e di predazione. E l'Italia è uno di questi. Voleva comprare anche la squadra di calcio della Roma.  E dato che la miglior difesa è sempre l'attacco, è mai possibile che il nuovo governo non abbia pensato che il suo arrivo non è affatto casuale, che i nostri Quisling nostrani di sinistra lo hanno invitato bell'apposta? Non hanno previsto qualche mezzo per rendergli difficile la vita?  Ci vorrebbe un Editto a furor di popolo che lo dichiari "cittadino non gradito" da allontanare dal nostro Paese. Soros arriva da noi, e  sparge calunnie su calunnie, senza uno straccio di prova, con la sua solita malvagità.

Neanche il tempo di fare insediare il nuovo governo che - toh! - spunta proprio lui in persona al Festival dell'Economia a Trento, invitato con ogni probabilità dai soliti sciacquini "de sinistra", sempre ansiosi di stendergli il tappeto. E non si è fatto attendere con le sue perfidie, zizzanie e malvagità sparse a piene mani. Ovviamente la nostra stampaglia prezzolata è stato più che lieta di raccoglierle e amplificarle. Lui, lo speculatore della sterlina, della nostra Lira nel '92, lui il padrone delle peggiori ong e onlus con le quali cerca di scardinare le nazioni e di importare immigrazione fuori controllo, per farle fallire prima e per sostituire i popoli, ora si chiede - udite! udite - ma Salvini chi lo paga? Sarà mica quel cattivaccio di Putin? Il nuovo governo lo cacci via prima possibile e lo dichiari seduta stante "ospite non gradito". In casa nostra dobbiamo cominciare a comandare noi, non i farabutti speculatori che vengono pure a darci lezioni di moralità.




George Soros fu colui che per poco fece collassare la Sterlina e la Lira. Per ovviare a ciò ci fu chiesta dall'Amaro Giuliano, una manovra lacrime e sangue con prelievo del 6 per mille dai nostri conti correnti.
"Rimarrete solo col cibo e il calcio" disse sprezzantemente lo speculatore ebreo-ungherese.  Ovvero oltre il danno anche la beffa. Oltre la beffa, il disprezzo. Ecco un'altra delle sue dichiarazioni, l'indomani dello scippo del '92:  
"L'attacco speculativo contro la lira fu una legittima operazione finanziaria". "Mi ero basato sulle dichiarazioni della Bundesbank, che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere". Soros aggiunge: "Gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano [...]".
Quindi? Peggio per gli Italioti che si sono fatti turlupinare, io ho il diritto di fare il turlupinatore.
L'operazione. L'azione di Soros nel 1992 - la vendita di lire allo scoperto comprando dollari - costrinse la Banca d'Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio, portando a una svalutazione della nostra moneta del 30% e l'estromissione della lira dal Sistema Monetario Europeo (SME). Questo tanto per ricordare.

Le conseguenze. Per rientrare nello Sme, il governo italiano fu obbligato a una delle più pesanti manovre finanziarie della sua storia - circa 93 mila miliardi di lire - al cui interno, tra le tante misure, fece per la prima volta la sua comparsa l'imposta sulla casa (ICI), oggi divenuta IMU. Soltanto cinque mesi prima l'allora presidente del consiglio Giuliano Amato, proprio a causa della difficile situazione economica in cui versava il nostro Paese anche prima dell'attacco speculativo di Soros, era stato obbligato a dare il via libera al prelievo forzoso del 6/1000 sui conti correnti nella notte tra il 9 e 10 luglio 1992 (data da non dimenticare).  (fonte: Huffingtonpost)

Ndr: a differenza della narrazione di Huffington io credo che Amato, si fosse prestato a questa schifosa manovra, con estremo piacere.

Gli unici che hanno il coraggio e gli attributi per contrattaccarlo condannandolo  a morte in contumacia sono l'Indonesia e la Malaysia, ovvero due repubbliche islamiche. Chapeau, anche se non sono  d'accordo con la loro "sharia"!  E Chapeau anche per Putin che l'ha dichiarato "cittadino non gradito" in Russia. Per non dire di Victor Orban che  in Ungheria ha fatto una Legge Anti-Soros. 
Tutti gli altri paesi "civili" e "occidentali" invece,  gli mettono giù i tappeti rossi, in forza delle sua ricchezza e del  suo denaro, tanto da poter comprare un continente. L'Italia, la più serva e  la più dedita allo sport della sudditanza psicologica e morale, lo ha perfino insignito di una laurea honoris causa (eravamo sotto il governo Prodi) in quel di Bologna. Soros è azionista della Coop, finanziò i Radicali e in particolare la Bonino con la sua ultima lista Più Europa. Ora sappiamo a chi serve "più Europa": alle sue Ong e associazioni. Ma si diede da fare anche per rifilarci Occhetto, non appena crollò il Muro, aiutandolo ad allestire la sua "gioiosa macchina da guerra". Non gli riuscì, dato che  poi, come è noto, non venne eletto.

Amnesty International, Human Rights Watch, International Federation for Human Rights, European Center for Constitutional and Human Rights e OAK Foundation. Si può affermare che il centro di ricerca inglese sia stato fortemente voluto dallo speculatore ebreo-ungherese.


Quindi chi vuole che il nostro Paese sia pesantemente sanzionato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è, più o meno apertamente, finanziato da George Soros, l’uomo che da anni sostiene economicamente l’immigrazione illegale e indotta, che ha speculato anche nei Paesi più poveri aumentandone la miseria, che ha destabilizzato volutamente intere nazioni come l’Ucraina (il colpo di stato che depose Yanukovic) , che ha fomentato le Primavere Arabe e le  varie Rivoluzioni Colorate nel Baltico e nel Medio Oriente. Gli “umanitari” non si fanno nessun scrupolo morale nell’accettare i finanziamenti da chi, dichiaratamente, si è reso protagonista di queste vicende grondanti di sangue. Un vero paradosso. ( (fonte Byoblu)

L'ingerenza di George Soros si sta allungando sull'Italia. Non appena si è fatta concreta la possibilità di un governo targato Lega e Movimento 5 Stelle, il finanziere-speculatore  che attraverso le sue fondazioni ha finanziato le Primavere arabe, le rivoluzioni colorate (Guarda il video) e, soprattutto, l'ondata migratoria che dal Nord Africa e dal vicino Oriente è arrivata fino al cuore dell'Europa, vuole ora mettere le mani  sul nostro Paese.



Per fermarlo Giorgia Meloni  che farà passare la fiducia a questo governo mediante astensione, sta lavorando a una legge, molto simile a quella varata dal premier Viktor Orbàn in Ungheria, che limiti le Ong nel nostro paese. Auguri! Io sono favorevole e spero non incontri scogli  né ritardi nel governo. Dobbiamo difenderci con ogni mezzo contro questi pirati!

01 June 2018

Ma schiava d'Europa Iddio non la creò




Faccio i  miei migliori auguri a questo governo entrante, ma non posso dimenticare che ci sono state giornate con scene da cardiopalma, con Conte che si dimette 4 giorni fa, respinto da Mattarella,  ma poi viene rimesso in sella 4 giorni dopo. Mattarella che boccia un governo neonato frustrandone le aspettative, poi lo rimanda a ottobre (cioè dopo un governo tecnico Cottarelli del FMI), quindi lo riammette e lo ripesca. Schizofrenia allo stato puro! 
Come si dice? Tutto è bene ciò che finisce bene. Ma dopo quest'ennesimo coup d'état,  occorre mettere la parola FINE ai presidenti finto-taglianastri e posa-corone agli altari della Patria, ma nei fatti, specialisti in trame oscure e camarille estenuanti. Falsi notai in apparenza, ma poi aspiranti a monarchi assoluti.  Meglio, molto meglio un presidente eletto direttamente dal popolo: ciò che non impedisce l'elezione di presidenti come Macron, Sarkozy ecc. Ma almeno escono allo scoperto e finito il quinquennio vanno a casa e  non ce li ritroviamo come "emeriti" a dare "buoni consigli" dietro le quinte.
Curiosamente la nostra Repubblica nasce sotto il segno dei Gemelli, segno d'aria,  un segno artistico, legato alla Bellezza estetica, ma assai ribelle, volubile e  turbolento. I Dioscuri Salvini e Di Maio, per paradosso zodiacale hanno rimesso in piedi la IIIa Repubblica ancora sotto il segno dei Gemelli, esattamente come è nata il 2 giugno 1946, luci e ombre, anima e intelletto, materialità e spiritualità, due parti opposte, due aspetti che non possono essere separati e che caratterizzano il segno in maniera inequivocabile, se vogliamo credere all'Astrologia e ai suoi dettami. Secondo la mitologia greca, la Bellezza attira su di sé le sciagure (il mito della bella Elena nell'Iliade) . E L'Italia è bella, un paese meraviglioso unico al mondo, per questo attira su di sé tanta cattiveria e tanta perfidia. E non solo bella, ma operosa, vitale, con tante genialità al suo interno e, nonostante tutto quello che ci hanno fatto, dispone ancora di un bel po' di manifattura.  
"Gli italiani devono lavorare di più, essere meno corrotti e smettere di incolpare l'Ue per tutti i problemi dell'Italia": sono le parole durissime espresse dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, pronunciate nella sessione di domande e risposte con il pubblico alla conferenza a Bruxelles. Per citare questo alcolista, ubriacone, evasore fiscale di uno staterello off shore come il Lussemburgo, ecco un'altra sua perla in questi giorni. "Abbiamo gli strumenti di tortura in cantina". Sì, certo,  insieme ai superalcolici per le sue colossali sbornie (c'è il video) hanno lo spread, la tecnologia con la quale fare un clic e magari risucchiare in un solo colpo tutti  i  risparmi dei cittadini d'Europa.
Juncker appisolato dopo una delle sue proverbiali sbornie

Marine Le Pen cita proprio Juncker quale cattivo esempio da equiparare a quanto ha cercato di fare Mattarella in questi giorni. Il Nostro si sarebbe attenuto scrupolosamente al diktat junckeresco:

Pour comprendre la décision scandaleuse du Président Mattarella, il faut se souvenir de la déclaration de Juncker en 2015 : " Il ne peut y avoir de choix démocratique contre les traités européens". Ecco dunque la dichiarazione scandalosa  di Juncker da ricordare a futura memoria: Non ci può essere scelta democratica nei confronti dei Trattati europei. Insomma, quelli non si toccano e ce li dovremmo tenere così come sono. E guai a chi parla di democrazia e di rinegoziazione. Mi aspetto da questo governo, una netta inversione di tendenza.
Il Commissario al Bilancio Oettinger

Ed ecco la frase sconsiderata che  però, è anche un'implicita ammissione di colpa, dato che ormai si vota con la pistola alla tempia, ovvero con "gli strumenti di tortura": i mercati finanziari. L'ha pronunciata il commissario al Bilancio Gunther Oettinger: 
"I mercati e un outlook negativo insegneranno agli elettori italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni", frase che ha scatenato un putiferio nell'ambiente politico nostrano, specie nei due partiti  "populisti" Lega e M5S. 
L'ipocrita Gelmini asserisce tutta preoccupata: "Così si scatena l'antieuropeismo". Ah sì? ma davvero? E perché non dire il contrario, e cioè  che l'eurocrazia è nemica dei popoli d'Europa, dato che preferisce "le pistole alla tempia" alla vera democrazia? 

Non c'è limite al peggio, ed eccone un'altra. Lo scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la Troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”. A dirlo il deputato europeo della Csu tedesca, Markus Ferber, parlando alla Tv tedesca Zdf evocando la possibilità che la Troika arrivi a Roma per attuare il salvataggio finanziario. Avete forse sentito Mattarella protestare? Nemmeno un belato.

Che cosa mi aspetto da questo neonato governo? Imporre più dignità e spirito di nazione, pugni sul tavolo in Europa per la difesa dei nostri interessi, capacità di saper parlare con franchezza al popolo italiano: su quel che si farà e su quel che non si potrà fare. E se non potrà realizzare  tutto quanto è nel programma, si dica chiaro e tondo  perché e di chi  è la colpa, con tanto di nomi e cognomi. Auguri al nuovo governo, auguri a Salvini e Di Maio che qualcuno chiama già i dioscuri Castore e Polluce. So che sarà dura, a causa di nemici interni ed esterni e di insidie e trappole piazzate lungo il loro percorso. 


Buon  72esimo compleanno, Italia! E che schiattino nella loro boria  gli eurokrukki sempre protervi e  arroganti!

...ma schiava d'Europa, Iddio non la creò....

Qui la squadra dei 18 ministri del neonato Governo Conte.

27 May 2018

Mattarella si deve dimettere!




Gli Italiani sono arcistufi di misfatti, ingiustizie e abusi su abusi. Abbiamo avuto un vecchio comunista presidente che ci ha affibbiato tre governi "non eletti" di cui due "tecnici" (Monti e Letta). Poi Renzi per altri tre anni. Quando subentrò Mattarella gli riconobbero tutti l'unico pregio che lo differenziava dal suo predecessore: parlava poco. Questo non significa che fosse migliore, ma solo un po' meno insopportabile.
In questi ultimi tempi, duranto "lo stallo" (in larga parte voluto da lui), pare  addirittura, secondo indiscrezioni,  che ci fosse una "staffetta" tra i due laddove Napolitano gli suggeriva dall'ospedale di non mollare "il governo del Presidente".

Mattarella in queste ore dovrà spiegare a 60 milioni di Italiani, perché pur avendogli presentato una lista di ministri non ha voluto conferire l'incarico a questo governo. Perché non ha gradito il nome di Paolo Savona solo perché a sua volta non piace a Draghi e ai tedeschi. Mattarella ha già convocato Cottarelli, uomo del FMI come "tecnico" (lo chiamerà ipocritamente "governo neutrale") creando un gravissimo vulnus alla democrazia.
Mattarella, si deve solo dimettere! Non sono la Sibilla cumana, ma secondo me,  Carlo Cottarelli detto "Mani di Forbice" stava già nel frigorifero personale di Mattarella, fin dall'inizio delle consultazioni. Infatti questa sera dopo il discorso del presidente era già bell'e pronto.

Ecco alcune cosette che Mattarella dovrà spiegare a un popolo italiano stremato da una crisi economica-finanziaria (ma anche di grave mancanza di rappresentatività politica)  lunghissima e brutale, lui che in queste ore ha voluto fare il difensore dei "risparmiatori":

  • Voleva un governo di maggioranza? Fatto, c'era.
  • Voleva un programma di governo? Fatto, c'era.
  • Voleva la convergenza delle due forze politiche su un presidente del consiglio? Fatto, c'era: Giuseppe Conte. 
  • Voleva una lista dei ministri da parte del Presidente del Consiglio? Fatto,  c'era. 
Cosa non voleva Mattarella? Non voleva che le  due forze politiche legittimamente elette dagli Italiani andassero al governo, in quanto "populisti". Il pretesto?



Si chiama Paolo Savona, ovvero "l'uomo che sapeva troppo" su tutti i segreti dell'euro e dell'eurocrazia.  Un insider del mondo bancario non gradito a Draghi. Un uomo non gradito agli ambienti finanziari tedeschi ai quali non ha mai risparmiato critiche. 
Ricordo che Mattarella ha respinto anche Giulio Sapelli per analoghe ragioni. Mattarella se ne deve andare, occorre raccogliere firme per costringerlo a dimettersi. Occorre che gli Italiani facciano dimostrazioni sotto al Colle. Punire i cittadini che hanno votato per il cambiamento, è un atto vile che lascerà un marchio indelebile.
Rimettere in piedi un uomo del FMI (ovvero un supertecnico proveniente dalla peggior macchina da guerra contro i popoli)  come Carlo Cottarelli è un atto ostile contro l'Italia e gli Italiani. Basta tecnici pro tempore che poi non se ne vanno mai! basta elezioni sospese e rinviate ad libitum da chi vuole detenere  con la forza lo scettro del monarca assoluto. 

Mattarella deve soltanto rassegnare le dimissioni, dato che la misura è colma!

25 May 2018

Quei soliti sospetti



Se c'è un'aspirazione degli Italiani in questi ultimi tempi postelettorali è quella di non vedere il proprio voto tradito, sequestrato, manipolato per secondi fini non loro. Ciascuno di noi, in cuor proprio vorrebbe potersi fidare dei candidati prescelti e la politica "non politicante", a questo serve: a garantire una guida (oggi si dice leadership) che incuta fiducia, serenità e rassicurazioni. E invece no, le cose non sono così semplici. Inizio con la faccenda della bozza del contratto  del governo per il cambiamento. Nel post precedente ho messo questo PDF dell'Ansa di 39 pagine dal titolo "Contratto per il Governo del Cambiamento".  Non mi fa impazzire in tutte le sue parti, ma lo ritengo un buon compromesso del tutto accettabile, tenuto conto che è scaturito da due forze politiche così diverse e con storie differenti. Mi ha colpito il titolo 28 Unione Europea che copio testualmente: 


Nell’attuale contesto e alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni, risulta necessaria una ridiscussione dei Trattati dell’UE e del quadro normativo principale,. Le modifiche da promuovere dovranno strutturarsi intorno ad una serie di elementi chiave. È necessario incrementare il livello di democrazia dell’UE attraverso il coinvolgimento e il controllo democratico dei cittadini rispetto alle istituzioni europee. Occorre rafforzare il ruolo e i poteri del Parlamento europeo, in quanto unica istituzione europea ad avere una legittimazione democratica diretta e valutando contestualmente il depotenziamento degli organismi decisori privi di tale legittimazione. È altresì necessario favorire l’incremento dei percorsi di coordinamento decisionale a livello europeo con la dimensione locale, garantendo un maggior coinvolgimento dei territori attraverso una rappresentanza effettiva delle Regioni. Occorre inoltre diminuire le competenze dell’UE, riacquisendo quelle che non possono essere efficientemente gestite a livello di Unione e rafforzando al contempo l’incisività e la capacità decisionale dell’UE sul suo ambito di intervento.


Con lo spirito di ritornare all’impostazione pre Maastricht in cui gli Stati europei erano mossi da un genuino intento di pace, fratellanza, cooperazione e solidarietà si ritiene necessario rivedere, insieme ai partner europei, l’impianto della governance economica europea (politica monetaria unica, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal Compact, MES, etc.) attualmente basato sul predominio del mercato e sul rispetto di vincoli stringenti dal punto di vista economico e sociale.

Occorre attuare una correzione del funzionamento del mercato interno che tenga conto delle esigenze dei cittadini tesa a: ridurre e semplificare il complesso sistema di regole ad esso sotteso; debellare i fenomeni di dumping interno all’Unione; rendere prioritario il principio di precauzione per tutelare la salute prima di ogni interesse economico; abbandonare ogni decisione di politica commerciale lesiva degli interessi delle piccole e medie imprese; puntare su sviluppo e innovazione, salvaguardando al contempo le caratteristiche di alto livello degli standard produttivi europei e valorizzando la qualità delle nostre eccellenze; contrastare la contraffazione, la violazione dei marchi e la circolazione del falso “made in Italy” (spesso equivocato con il “Made by Italy”), imponendo una vera indicazione di origine obbligatoria sui prodotti. Sotto il profilo del budget, occorre ridiscutere il contributo italiano alla UE in vista della programmazione settennale imminente, con l’obiettivo di renderla coerente con il presente contratto di governo. Ci si impegna al superamento degli effetti pregiudizievoli per gli interessi nazionali derivanti dalla direttiva Bolkenstein. Per quanto concerne Ceta, MESChina, TTIP e trattati di medesimo tenore intendiamo opporci in tutte le sedi, in quanto determinano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre ad una lesione della concorrenza virtuosa a scapito della sostenibilità del mercato interno. 
L’Italia rappresenta geograficamente un confine esterno dell’Unione europea che va adeguatamente protetto anche per garantire e tutelare il supremo principio della libera circolazione delle persone e delle merci.


Siete arrivati fino qui? Bene. Ora vi propongo di guardare un'altra versione di giovedi 17 alle 23 pubblicata dal sito Byoblu, ma anche dal Corriere con 55 pagine invece delle 39.  Il titolo "Unione Europea" risulta essere il 29esimo invece del 28esimo e recita così: 


Alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni, l’Italia chiederà la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo. In particolare chiederà: (a) di fissare le linee di governo della domanda e dell’offerta globale allo scopo di raggiungere l’obiettivo concordato di “promuovere un progresso economico e sociale equilibrato e sostenibile, segnatamente mediante la creazione di uno spazio senza frontiere interne, il rafforzamento della coesione economica e sociale e l’instaurazione di un’unione economica”; (b) di estendere alla BCE lo Statuto vigente delle principali banche centrali del mondo per raggiungere un’unione monetaria adeguata agli squilibri geopolitici ed economici prevalenti e coerente con gli obiettivi dell’unione economica; (c) di condividere le scelte concordate per “affermare l’identità europea sulla scena internazionale” che sia sganciata dall’immagine della supremazia di uno o più Stati-membri in contrasto con il fondamento democratico dell’Unione; (d) di attuare l’impegno preso in sede di Trattato di istituire “una cittadinanza dell’Unione” che sia espressione della parità “dei diritti e degli interessi dei cittadini” europei; (e) di rafforzare come stabilito una “stretta cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni”; (f) di sviluppare il necessario o “acquis comunitario, (…) al fine di valutare (…) in quale misura si renda necessario rivedere le politiche e le forme di cooperazione instaurate (…) allo scopo di garantire l’efficacia dei meccanismi e delle istituzioni comunitarie”. Quest'ultimo obiettivo richiede il rafforzamento del ruolo e dei poteri del Parlamento europeo, in quanto unica istituzione europea ad avere una legittimazione democratica diretta e il contestuale depotenziamento degli organismi decisori europei privi di tale legittimazione. Intendiamo inoltre favorire l’incremento dei percorsi di coordinamento decisionale a livello europeo con la dimensione locale, garantendo un maggior coinvolgimento dei territori attraverso una rappresentanza effettiva delle Regioni, e definire con precisione le competenze esclusive dell’Unione per rafforzare la sua incisività e capacità decisionale. Occorre inoltre, conformemente ai principi UE di sussidiarietà e proporzionalità vagliare le competenze dell’UE riportando agli Stati quelle che non possono essere efficientemente gestite a livello di Unione e rafforzando al contempo l’incisività e la capacità decisionale dell’UE sul suo ambito di intervento. Al di là della definizione del quadro generale va riesaminato il complesso sistema di regole del mercato che si è andato accumulando nel tempo che non risponde agli interessi dei cittadini. Vanno debellati i fenomeni di dumping all’interno dell’Unione, eliminate le decisioni lesive degli interessi della piccola industria, valorizzate le nostre eccellenze produttive, perseguite le contraffazioni, le violazioni dei marchi e la circolazione dei falsi, proibendo le confusioni tra “Made by Italy” e “Made in Italy” e imponendo la dichiarazione di origine dei prodotti. Sotto il profilo del bilancio UE e in vista della programmazione settennale imminente occorre ridiscuterlo con l’obiettivo di renderlo coerente con il presente contratto di governo. Con lo spirito di ritornare all’impostazione delle origini in cui gli Stati europei erano mossi da un genuino intento di pace, fratellanza, cooperazione e solidarietà si ritiene necessario rivedere, insieme ai partner europei, l’impianto della governance economica europea (politica monetaria, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, MES, procedura per gli equilibri macroeconomici eccessivi, etc.) attualmente asimmetrico, basato sul predominio del mercato rispetto alla più vasta dimensione economica e sociale. Ci impegneremo infine nel superamento degli effetti pregiudizievoli peper gli interessi nazionali derivanti dalla direttiva Bolkenstein. Per quanto concerne Ceta, MESChina, TTIP e trattati di medesima ispirazione ci opporremo agli aspetti che comportano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno. L’Unione deve esplicitamente riconoscere che l’Italia rappresenta un confine geografico esterno che va adeguatamente protetto per garantire e tutelare il principio della libera circolazione delle persone e delle merci. In particolare, intendiamo riformare i meccanismi di gestione di fondi UE preassegnati all’Italia.




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Avete letto bene? Spero di sì. Beh, c'è una bella differenza, mi pare! Intanto la prima versione vorrebbe tornare all'Europa pre Maastricht, la seconda invece vuole "piu Ue" e piena attuazione del suddetto famigeratoTrattato. Ma stiamo scherzando?
Ma ecco il giallo. Ai gazebi leghisti, quale dei due programmi hanno presentato per sottoporli alla fiducia? E la piattaforma Rousseau a quale bozza ha fatto votare il popolo dei 5 Stelle? Perché se hanno sottoposto la versione ampliata e corretta di 55 pagine (qualcuno suggerisce che sia stata una correzione con la pistola puntata alla tempia), non credo proprio che avrebbero prevalso i SI'. 

Quoto l'ipotesi di un'eventuale pistola alla tempia perché proprio questa sera l'amico Scarth, mi rilancia il video di Claudio Messora su Byoblu nel quale pare che al povero Conte abbiano messo in bocca parole che non voleva pronunciare. Ecco il video che parla della manipolazione. Ascoltate i distinguo di Messora, dove c'è una doppia verità con una versione fatta circolare per la stampa e la versione vera, durante il discorso di insediamento di Giuseppe Conti : 



Avrete inoltre notato che  Mattarella (o chi per lui)  ha infiltrato Enzo Moavero Milanesi (spero vivamente che questa candidatura decada) , uomo di Monti nello staff ministeriale, quale eventuale ministro degli Affari Europei. 
Stiamo in guardia, ci stanno fregando un'altra volta!Vogliono che il nostro voto non valga più niente.