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29 January 2019

Lo scacco matto del Capitano



Giorno di S. Costanzo e ultimi tre giorni della Merla. La partita è rischiosa e la navigazione è un po' a vista. Molti interessi si incrociano dietro all'affaire della SEA WATCH. In primis l'Olanda che è tornata a fare l'Olandese Volante e non vuole assumersi le sue responsabiltà . Ma anche la Germania da cui proviene l'Ong in oggetto. Ma il fronte ostile  a Salvini è un fronte esterno (nazionale e internazionale) (Procure, tricoteuses di sinistra, radicali, Farsa Italia, Cei, Ong, paesi Ue rivali come Francia e Germania, ecc. ), ma anche interno: la sponda giustizialista grillina, le grandi manovre di Conte con Merkel  e Macron, in cerca di eventuali "spalle" a cui chiedere  buoni consigli.
Per questo c'è stato bisogno di un coup de théatre a sorpresa. Mentre tutti pensavano che Salvini dicesse SI all'autorizzazione a procedere, ecco farsi largo il NO. Merito della pressione sul web di gente come Borghi, di giuristi come Becchi e Augusto Sinagra, di Carlo Nordio.
E più modestamente anche della sottoscritta e dei vostri commenti. Ecco arrivare la Lettera di Salvini al primo dei giornali a tiratura nazionale, il Corrierone.  E che lettera! In punta di diritto e in punta di governo, nella quale si evidenzia che questa non è stata una sua iniziativa personale, ma di tutto l'esecutivo. Pertanto, da quando in qua un governo si fa processare se viene eletto espressamente per realizzare gli scopi  politici preposti? ed eletto dal popolo sovrano?
https://www.corriere.it/politica/19_gennaio_29/salvini-per-diciotti-stato-interesse-pubblico-dd7b8baa-2344-11e9-9543-1916afeb08d9.shtml


Il capretto espiatorio avrebbe dovuto rassegnarsi al macello delle Procure, legato su un carro, con le orecchie basse, attorniato da tanti bei consiglieri fraudolenti (fatti processare! fatti processare!). Ma ecco rispondere picche e pan per focaccia ai Pentagrulli. Ora Di Maio è costretto a incassare il colpo,  mentre Toninelli ha dovuto ammettere al TG che è stata una decisione governativa. 
Vedremo un po' se Conte osa fare l'Avvocaticchio del Diavolo. In ogni caso se ci prova con la Merkel, dalle cui conversazioni a Davos (c'è l'audio), pare che sia emersa la richiesta di "buoni consigli elettorali" per le Europee, e  con Macron, deve stare all'erta: lo terremo d'occhio. 

Frattanto....Ooops, ci siamo sbagliati! Noi credevamo che Salvini fosse fesso e invece... e i grillini per giustificare  il cambio di rotta immediato con  capriola dell'ultima ora assunta sono costretti a battersi il petto e a dire: Denunciateci tutti! Siamo tutti colpevoli! 
Non voler riconoscere il fumus persecutionis  sulla persona di Salvini da parte di chi dovrebbe amministrare verità e giustizia, è un errore madornale, da dilettanti allo sbaraglio. Fidarsi della casta più infingarda d'Italia affinché giustizia sia fatta, pure. Ma tant'è...

Il Capitano ringrazia, incassa e porta a casa. 
Ma le toghe raddoppieranno la partita in cerca di mattanza,  secondo il modello Severino Citaristi della vecchia DC: se un'inchiesta e un avviso di garanzia non basta, raddoppiamoli! triplichiamoli!  fino a seppellirlo. Ogni giorno un avviso.

E' solo che oggi il Re Ermellino è nudo (nonostante la stola)  e non siamo più ai tempi della Prima né della Seconda repubblica. The times they are a changing. Scommettiamo che il prossimo teatro di guerra sarà lo scontro fra toghe e il loro disfacimento e implosione?
TOGA TOGA TOGA!  
Nuovi kamikaze crescono...


26 January 2019

Salvini non deve mollare



Giorno dei SS. Tito e Timoteo. A quanto pare non basta nemmeno più  che un procuratore di Catania (Carmelo Zuccaro), abbia archiviato il caso della nave Diciotti contro Salvini. A quanto pare per la casta dei giudici è sempre possibile esercitare l'arma del ricatto dell'eterno processo che penzola come una spada di Damocle e che può essere riaperto in qualsiasi momento e  a loro arbitrio. In particolare in prossimità delle elezioni europee, guarda caso.
Salvini non faccia l'eroe né il martire e NON rinunci all'immunità parlamentare. E' palese anche ai ciechi che con questa mossa i giudici sono in campagna elettorale pro Europa e per "più Europa". In ogni caso vogliono ingabbiarlo in uno di quei processi infiniti secondo lo "schema Andreotti", dove anche nel caso in cui  risultasse vincitore, perderebbe i giorni e gli anni migliori della sua vita per difendersi, accreditando i tre  giudici in oggetto (guarda caso di Magistratura Democratica) del ruolo di pubblici Inquisitori morali (poiché questo fanno) . E risulterebbe di fatto esautorato dalle sue funzioni di Ministro dell'Interno. Interessante, a questo proposito, l'analisi del giurista Paolo Becchi comparsa su Libero che titola  "Perché  Matteo Salvini deve evitare il processo politico".  

Il quale Becchi così conclude: Salvini farebbe bene ad evitare un processo politico che potrebbe anche concludersi con una sentenza di condanna. La cosa migliore da fare è che Lega e M5S, unitamente a Forza Italia e Fratelli d' Italia, votino compatti in Senato per respingere l' autorizzazione a procedere. Contro un processo politico occorre che il Parlamento risponda con un atto politico. I numeri a Palazzo Madama ci sono e l' Italia non ha bisogno di martiri.

Becchi però nel suo pezzo dimentica che i 5 stelle hanno fatto una grande campagna di propaganda elettorale nei confronti dell'abolizione dell'immunità parlamentare e che richiedono l'autorizzazione a procedere, ad ogni costo, nella loro ottusa visione manettara. Perciò non c'è di che stare troppo allegri. Nel mentre la Sea Watch olandese legata ad una Ong tedesca cerca di sfondare ad ogni costo il blocco, supportata dalle toghe.  E se ce la fa a sfondare, ecco che ne arriveranno altre, eppoi altre ed altre. Più numerose dei pesci del Mediterraneo.

Inoltre i 5 stelle hanno tutto l'interesse a disfarsi di un ingombrante alleato di governo che rischia di sottrarre loro un mucchio di voti alle europee.
Ecco comunque un altro eccellente pezzo del prof. Augusto Sinagra dal titolo DIFENDERE MATTEO SALVINI E' UN DOVERE CIVILE.

Lo dico e lo  ripeto: Salvini non cada nell'ingenuità di accettare l'autorizzazione a procedere: fornirebbe un assist  clamoroso alla magistratura ideologizzata e alla componente giustizialista dei 5 stelle.

23 January 2019

Diarchia franco-tedesca ad Aquisgrana: Nuovi Stati Uniti Europei?




Che ci stiamo a fare in Europa se poi comanda Mutti-Merkel e Micron in veste di nuovi Carli Magni ad Aquisgrana? Non sono la sola a scrivere che  questo gesto unilaterale significa che in realtà comanda il nuovo Direttorio franco-tedesco. La Merkel è alla fine del suo mandato, Macron è stretto in difficoltà quotidiane sempre alle prese coi Gilet Gialli, e così si sono portati avanti creando l'Asse antipopulista Parigi-Berlino.  I nostri media però silenziano le bordate di fischi  e le contestazioni che i due si sono beccati dai  Gilets Jaunes in trasferta.
Questo trattato firmato,  non a caso, in una città-crocevia come Aquisgrana (Aachen in tedesco, Aix la Chapelle in francese), stazione  termale posta  ai confini della Germania con Belgio, Paesi Bassi e Francia nelle immediate adiacenze, è, né più né meno, la “fusione” dei due paesi e prime economie della UE in un blocco unito. Sancisce la convergenza di Francia e Germania in “politica estera, difesa, sicurezza interna ed estera, diplomazia, giustizia, polizia, politica energetica, ricerca, persino esportazione di armamenti”.
“Un membro del governo di uno dei due stati prende parte, almeno una volta a trimestre e in alternanza, ai consigli dei ministri dell’altro stato”.

Qualcuno preconizza già di  eventuali preparativi di una nuova guerra di Secessione tra stati del nord Europa contro stati del sud, per le stesse ragioni (quelle finte -  ovvero, gli schiavi - e quelle vere, la superiorita' economica) per le quali scatenarono la Guerra Civile negli USA. Forzature? Esagerazioni?

Il testo del Trattato contempla 28 articoli. Vi delinea la creazione di un “Consiglio dei ministri franco-tedeschi”, “ di un consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza”, di un “Consiglio franco-tedesco di esperti economici” che concordano “una unità comune in vista di operazioni in paesi terzi” . In pratica, tutti gli altri stati è come se non esistessero : Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e altri ancora, non vengono invitati nei “consigli franco-tedeschi” e  dovranno semplicemente obbedire alle decisioni che ne usciranno. Nessuna uguaglianza di diritti politici e di sovranità. La situazione sarà tenuta sotto controllo da governi (come quello Tsipras) che andranno ad ascoltare il diktat tedesco, parleranno tedesco, e poi porteranno le disposizioni in patria. Qui in questo articolo di Blondet
"Il nuovo Trattato franco-tedesco", vengono enucleati alcuni degli articoli contenuti.
In cambio la Francia si impegna a garantire alla Germania un seggio ONU dove poter esercitare il suo diritto di veto, che in quanto paese perdente della IIa GM non può esercitare.

Allarmanti i punti 3 e 4.
 Art. 3)   Entrambi i paesi svilupperanno un approccio comune alle esportazioni di armi per quanto riguarda i progetti comuni” L’esportazione di armi diventa la loro priorità?
Art. 4…i due stati “si prestano aiuto e assistenza con tutti i mezzi di cui dispongono, compresa la forza armata”. Contro i nemici esterni, certo, come no. “Solo che subito dopo il trattato detta”: i due stati approfondiscono la loro cooperazione in materia di politica estera, di difesa, di sicurezza estera – e interna”. Insomma non escludono di mandare le truppe nei paesi di serie B e C che si ribellassero.

Il patto va a completare quello siglato il 22 gennaio del 1963 da Charles de Gaulle e Konrad Adenauer. "Il Trattato franco-tedesco di Aquisgrana - osserva Giorgia Meloni - è una dichiarazione di guerra economica, politica e diplomatica all’Italia".
La Meloni insorge e  spiega così la propria posizione: "Con l’uscita della Gran Bretagna dalla UE, Francia e Germania compiono un atto ostile contro la terza economia europea: l’Italia. Juncker benedice quest’alleanza e gli europeisti raccontano la favola che è una risposta ai populismi. Bufale. Fratelli d'Italia chiede al Governo italiano di reagire con durezza e con tutti gli strumenti a disposizione. Sono in gioco i nostri interessi nazionali". (fonte:  il Giornale).  
Poi c'è la posizione della Germania intenzionata ad uscire quanto prima da quel patto di Sofia (magnificato da Renzi che gli diede il nome di una bambina partorita a bordo)  sui migranti. Ma in questo caso, chi ci dice che sia una disgrazia? Se lei se ne lava le mani, altrettanto faremo noi. Del resto è un mistero su cosa abbia ottenuto Renzi, in cambio di questo "patto"  che  ci dà solo svantaggi. Da parte di Berlino, l’indicazione arrivata è che l’interruzione del coinvolgimento diretto in mare sarebbe frutto della politica italiana sugli sbarchi. I porti chiusi, hanno spiegato fonti tedesche all’agenzia Dpa, avrebbero favorito la scelta della Marina tedesca di interrompere l’avvicendamento. Ma per ora la missione Sophia resiste, anche se molti cominciano a pensare che non sia necessario farla finire, quanto rimodularla. ( fonte : Occhi della Guerra) . 
 Sophia o non Sophia? Questo è il problema.


Vengo a un ultimo importantissimo punto, già oggetto di commenti su questo blog. Si parla da più parti di Nuovi Stati Uniti d'Europa, in alternativa ad una Ue che zoppica da tutte le parti e a rischio di implosione. Bene, la diarchia franco-tedesca siglata ad Aquisgrana è un tentativo che serve ad accelerare tutto questo, un vero crimine contro la  sovranità delle nazioni e dei popoli. Guardate il video dell'avvocato Marco Mori  che mette in guardia da un simile dolo. Vi compare  in primo luogo l'anticipazione della Boldrini col distintivo (una vera e propria patacca cosmica) Stati Uniti d'Europa: roba da alto tradimento. Gli va dietro il governatore del Lazio Nicola Zingaretti (fratello di quel Luca della serie Montalbano) il quale parla già di elezioni per un Presidente degli Stati Uniti d'Europa (c'è il video nel quale dichiara di essere figlio del Manifesto di Ventotene di Spinelli) . Qui fanno a  gara a chi le spara più grosse. 

Giorno di Sant'Emerenziana

19 January 2019

Berlusconi sta con Toni Negri



Mi è capitata sotto gli occhi un'intervista di Toni Negri concessa al rotocalco Vanity Fair. Vale la pena di leggerla interamente, poiché il "rivoluzionario", il "latitante" della cosiddetta Autonomia Operaia, gruppo della sinistra extraparlamentare costituitosi dopo Potere Operaio di cui fu uno dei fondatori), il fiancheggiatore veneto della lotta armata, afferma: «Mi auspico che Bruxelles prenda le redini dell’Italia dopo il 4 marzo. Non lo desidero, per me la burocrazia europea è il grande nemico. Però è meglio avere qualcosa, che il nulla più completo. Angela Merkel, fatti avanti…».

Ma guarda un po'! un "rivoluzionario" che ragiona tale e quale a Mario Monti e a Elsa Fornero. E già che ci siete, provate un po' a chiedervi perché la Fornero ha potuto fare una legge ammazza-pensionati senza che nessun brigatista avesse mai osato gambizzarla. Per molto meno di lei, qualche povero giuslavorista ci ha rimesso la vita. Altri tempi, altre stagioni.

Ma ora quel "mona" del Toni si lamenta perché la sinistra è "polverizzata" e quindi cerca di trovare un rimedio alla sua polverizzazione dove? Nell'eurocrazia. La medicina è sempre la stessa, quella che tanto piace alla Bonino (lui ai radicali deve molto perché lo candidarono deputato) e a Della Vedova: più Europa. Del resto nella Ue si annidano fior fior di sessantottini come Daniel Cohn-Bendit, già primula rossa del maggio francese, che ne magnificano la funzione di cane da guardia delle nazioni. Noterete che nell'intervista di Negri (anni 84) trapela una certa simpatia per il suo coevo, Silvio Berlusconi (anni 82).

Quest'ultimo, per paradosso del destino, in questi giorni ha dichiarato in Sardegna, salendo, tutto ridanciano e trionfante  sul solito predellino, la sua intenzione di candidarsi alle europee per combattere, quello che secondo lui rappresenta il nuovo comunismo del III millennio: il sovranismo e il populismo. Nuovi fronti popolari crescono....   O forse nuovi CLN.

Vuoi scommettere che il Cavaliere anticomunista ora si allea coi più irriducibili marxistoni della storia, pur di rimanere in sella?
Il Cavalier di Troia (copyright: Massimo) è stato rilanciato per combattere il nuovo pericolo crescente nei sondaggi: Matteo Salvini. Ecco perché non più tardi dell'altra sera Alessandra Moretti (la Ladylike frequentatrice di beauty farm) del PD magnificava dalla Palombelli le prodi gesta dell'anziano, ma impavido Paladino (della causa europea) di Arcore. Lo trattano con insolito riguardo anche tutti quei media che prima lo dileggiavano per mestiere e vocazione.  Troia (ovvero l'Ue) brucia, ma c'è ancora chi non l'ha capito e sogna di infiltrare un cavallo (o meglio un cavaliere un po' acciaccato) all'interno delle sue mura. Ma che la costruzione Ue sia destinata al suo crollo ce lo fa capire perfino Juncker in uno dei suoi rari momenti di sobrietà dalla bottiglia, quando fa lacrime di coccodrillo sull'austerity spietata applicata alla povera Grecia.

E' singolare come in questi ultimi tempi, ci sia un via vai incessante di topi (anzi, di pantegane) in movimento pronti a saltare giù dalla nave che affonda. Chi si è pentito, chi si è dissociato, chi  puntualizza, chi stigmatizza... Erano tutti euristi ora sono tutti euroscettici!  Ecco cosa scrive Bersani lo Smacchia-giaguari in un retroscena di Augusto Minzolini sul Giornale: “Ricordo ancora la direzione in cui posi i dirigenti del partito di fronte all’opzione governo Monti o elezioni. Mi trovai di fronte un fuoco di sbarramento di sei interventi di esponenti di primo piano che consideravano Monti una scelta obbligata. Poi c’era Napolitano… Da quel momento, tutte le settimane, per un anno, sono stato sottoposto a un esame di ‘montismo’ (poverino!).  E anche se avevo qualche dubbio sull’efficacia della politica del loden, dovevo accettare l’impostazione di chi, per far dimenticare il proprio passato comunista, pensa sempre che abbiano ragione gli altri. La verità è che in molti si ubriacarono di retorica europeista. Trasformarono un’idea buona, l’Europa unita, in un’ideologia…”.

Bella confessione, ma  se ne accorge solo ora?  Non è l'unico dotato di cotal e cotanta sagacia. Prima di lui c'è stato Prodi che ci fece sborsare pure una tassa di ingresso per entrare in questo Paradiso,  il quale in tempi recenti ne ha criticato "gli egoismi". Insomma, del senno del poi sono piene le tombe! E' solo che nelle tombe questi scellerati ci hanno spedito brutalmente gli altri, gli Italiani.  

In controtendenza, rispetto a questo pentitismo dell'ultima ora,  va Berlusconi il quale chiarisce che la sua candidatura è una scelta di responsabilità: "Alla bella età che ho (82 anni ndr), ho deciso per senso di responsabilità di andare in Europa, dove manca il pensiero profondo sul futuro del mondo". E' un pensiero stupendo/nasce un poco strisciando/...


Volersi sentire giovane ed aggrapparsi a un regime nato vecchio e prossimo al suo crack è una follia che nemmeno Erasmo da Rotterdam avrebbe concepito. Voler combattere il "nuovo comunismo" dei populisti aggrappandosi ai vecchi comunisti in cancrena, poi, non se ne parla!

15 January 2019

Proletario armato per il Comunismo




L'arresto di Battisti, come  è stato detto, è dovuto soprattutto a un cambio di clima politico in Brasile. Bolsonaro non è Lula e nemmeno Dilma Roussef. In queste ore c'è forse troppa pressione mediatica sul caso,  ma pochi si soffermano sui burattinai che hanno coperto per quasi 40 anni la sua latitanza. Quali garbugli e intrecci governativi ci sono stati  in Francia a partire dalla dottrina Mitterand , rea di aver coperto tutti i peggiori mascalzoni, delinquenti e criminali degli anni di piombo, e che  hanno permesso una latitanza così lunga e indisturbata a Battisti?
Ma non è che con la decadenza  presidenziale di Gigi l'Amoroso (così chiamarono in Francia Mitterand dopo una sua relazione con Dalida, interprete della citata canzone), le coperture sulla sua latitanza e i  vari depistaggi fossero finiti. Anzi... Come in tutti i casi di chi resta a lungo latitante,  la regola aurea  è : non si latita mai da soli. 

Ed ecco il curriculum vitae del terrorista: due omicidi, il primo, un poliziotto, il secondo, un padre (ucciso davanti agli occhi del figlio), ha sparato rendendo disabile a vita un uomo (il povero Alberto Torregiani figlio dell'orefice) e altri due omicidi di cui comunque, se non esecutore materiale, è stato ideatore e collaboratore. Poi ci sono le contestazioni giuridiche (le testimonianze di "pentiti" contestati da quelli sempre in punta di diritto quando trattasi di comunisti). Ma resta il fatto che il curriculum dell'esponente dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo), tra risse, rapine che lui chiama "espropri proletari", evasioni dal carcere, fughe, false  testimonianze, false generalità anagrafiche, travestimenti,  tentativi di cancellare le sue tracce, è  un copione degno di una cupa gangster story. Un personaggio da film noir.  Del resto si dilettò a scrivere romanzi noir in prevalenza ispirati alla sua rocambolesca  esistenza. Tanto gli bastò per trovare copertura presso l'intelligentzia della gauche au caviar francese come Bernard-Henri Lévy e altri "philosophes" nel cui ambiente bazzicava anche la futura Première Dame di Francia,  la modella Carla Bruni.

Le porte del carcere di sicurezza di Oristano ora si sono aperte per lui. Speriamo che restino ben chiuse e sigillate senza i'immancabile codazzo di Amnesty International, dei Radicali (Cappato, Rita Bernardini) , dei Vauri, dei Saviani, degli Erri De Luca,  e di tutto l'immancabile soccorso rosso.

Ma soprattutto è bene che si faccia una disamina spietata di cosa fosse l'Italia nel decennio degli anni '70, detti "anni di piombo", quando il nostro paese pullulava di spie, servizi segreti stranieri, spioni, spiati, agenti provocatori ed era il campo di contesa delle due superpotenze Urss-Usa-Cia e KGB e  pure Mossad. Chi finanziava queste destabilizzazioni? Chi arruolava, armava e inquadrava tutte queste sigle terroriste che spuntavano come funghi dall'oggi al domani come BR, NAP (Nuclei Armati Proletari), Prima Linea, Formazioni comuniste combattenti, PAC, Fronte Armato Rivoluzionario Operaio, GAP (Gruppi Armati Proletari) ma anche Gruppi Armati Partigiani, eccetera.
Qui potrete trovare la scheda  sinottica di tutte le sigle legate a gruppi armati comunisti, le cui azioni nefande  dagli anni '70, arrivano alle porte degli anni '90. Evitiamo, per favore, la retorica dello Stato che vince sul brigatismo rosso, perché è una palla! In realtà le bande armate di ispirazione comunista finiscono la loro azione in concomitanza con la globalizzazione, l'applicazione dei Trattati internazionali del WTO, ma soprattutto con la costruzione del Moloch Unione Europea.
Genova, Torino, Milano costituivano in prevalenza il triangolo rosso-sangue  nel quale si svolgevano  i loro misfatti.


Il PCI in quegli anni perseguiva la doppia subdola strategia di lotta (di piazza e di fabbrica) e di governo. Era specialista nello schiacciare l'occhiolino ai gruppi armati ("i compagni che sbagliano", l'album di famiglia, il mito della  lotta partigiana mai interrotta), ma nel contempo,  nel cercare con ogni mezzo di entrare nell'area governativa, mediante governi detti "di solidarietà nazionale". Ogni grossa provocazione terrorista intentata,  offriva loro il pretesto per offrire una mano tesa ai  governi dell'arco costituzionale. Pertanto, rimproverava e nello stesso tempo,  coccolava  gli eretici fuoriusciti dalla sua parrocchia.

Ecco perché il caso Battisti non è ancora chiuso e la storia del nostro paese deve essere rivista, riaperta e rianalizzata senza inibizioni di sorta. Vogliamo sapere chi voleva privarci della nostra sovranità  e della nostra libertà, già fin da allora.  Vogliamo sapere chi organizzava,  finanziava, foraggiava, copriva le bande armate terroriste in  tutti questi decenni che tanto lutto hanno procurato a povere oneste famiglie italiane,  alcuni congiunti delle quali, sono state vittime  con la sola colpa di essersi trovati nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

Giorno di San Mauro