Nessie New Logo

29 November 2013

Nome: Carlo; cognome: Cottarelli; professione: Talpa del FMI


Chiedetegli di esibire un bel distintivo di riconoscimento, che so, un pass, o un cartellino con la scritta  commissario FMI. Sì, perché gli uomini della Troika (e il Fondo monetario ne è una componente fondamentale) sono già sbarcati nel governo, anche se per ora fanno i "clandestini a bordo".  O se preferite le talpe. Qual è il ruolo della talpa? Scavare sotto terra, raccogliere informazioni, passando inosservata. La talpa è capace di avanzare per parecchi metri senza essere vista. Avete visto nell'intervista qui sopra, come Cottarelli sta tentando di fare il giulivo e pure il piacione col cronista? Mica viene a dirci: "Mi manda la Lagarde".  Macché, lui  se la ride pure.
Siamo commissariati? Potrebbe essere già una forma di commissariamento soft in attesa di tempi peggiori. Ma intanto lui se ne sta  lì e fa l'Edward Mani di Forbice con uno stipendio da Nababbo.
Altri 32 miliardi di nuovi tagli in arrivo, per la felicità di quelli...che ..."bisogna tagliare la spesa pubblica" e che non vogliono capire che in regime di perdita di sovranità, questi  di cui si parla, altri non  sono che espropri  di pezzi di nazione, orchestrati e diretti su larga scala: soluzioni alla cipriota, svendite di infrastrutture, perdite di altre realtà industriali, desertificazione dei posti di lavoro ecc.
 In realtà si tassa già laddove si può e si taglia l'essenziale (salari, pensioni,  sanità, strutture ospedaliere, municipalizzate, utilities ecc.). Insomma gli oligarchi, non si fanno mancare di nulla: tagli né tasse (si veda il caso Grecia).

Intanto regna il caos più completo fra acronimi e sigle di nuove tasse che spuntano come funghi dalla sera alla mattina. E' di queste ore,  l'atroce beffa governativa  dell'IMU prima casa per dopo la Befana 2014, della quale ne verrà fatta pagare un 40% ai cittadini, a seconda dell'aumento delle aliquote ad opera di numerosi Comuni, i cui sindaci ora fingono di stracciarsi le vesti. Doveva essere cancellata e invece risorge dalle sue ceneri come la Fenice.
Vogliamo continuare a farci prendere per il fondo schiena e a farci rapinare la nostra vita e il nostro futuro?
Sveglia, o brava (troppo brava) gente!


 Sullo stesso  tema, anche "Stalking Review" di Johnny Doe

26 November 2013

Grillo non é né identitario né sovranista

Con quella carta geografica dell'Europa sbarrata da una svastica, Grillo ha finalmente e definitivamente gettato la maschera. A tutta prima, senza aver letto il suo post credevo che  Grillo avesse  lanciato l'allarme nei confronti di una Ue legata alle oligarchie finanziarie. E siccome abbiamo detto dozzine di volte che il progetto europeo è totalitario,  pensavo si trattasse di questo. Invece no. Leggendo il suo post, Grillo fa il depositario della "linea giusta" a fronte di tutti gli altri partiti  e movimenti  identitari europei che a - detta sua - sfocerebbero nel nazifascismo (Orban, Marine Le Pen, ecc) . E allora dove si butta?
Si butta a sinistra con la solita retorica dell' "allarme arriva il fascismo". Il PCI ci ha lucrato sopra per più di 60 anni. Ogni volta che era a corto di argomenti, c'era sempre di mezzo il pericolo del "ritorno della camicia nera" e "le masse" da mobilitare. Poco importava che ci fosse la legge Scelba ad impedire  la ricostituzione del fu "partito fascista".
 Di volta in volta il "fascista" era un DC ("San De Gasperi, protettore dei fascisti"), un PSI (Bettino Craxi), un Forza Italia (Berlusconi), una Lega (Bossi),  a seconda dei casi e della propaganda elettorale.
C'è una crisi? Arriva il fascismo. C'è la benzina troppo cara? C'è il ritorno della camicia nera, che fa rima con "galera".
Il 25 aprile poi era (ed è) la festa dove chi non salta con noi, un fascista è. E via con questa retorica bollita e ribollita,  fino ad arrivare all'aberrante teoria che "uccidere un fascista non è reato".
Per non dire dei governi berlusconiani usciti democraticamente dalle urne (per quasi 9 anni) che vengono fatti durare per l'uopo un "ventennio" di "berlusconismo" (neologismo di sinistra che storpia pur sempre il concetto di "fascismo").
I gonzi (di destra e di sinistra) che hanno votato il M5S, credevano forse di trovare il nuovo che avanza? Nient'affatto, le categorie di pensiero sono sempre quelle.
Il problema di Grillo e dei suoi è che mescolato al Sel e ad altre frange di estrema sinistra,  non si distingue affatto. E allora è costretto a urlare con qualche decibel in più; a fingere di fare qualche capriola verso i suoi elettori di destra, per poi lasciare tutto come prima. Intanto però...

  • Grillo non dice chiaramente qual è il suo piano anti-euro (semmai ne ha uno)
  • Non si oppone allo scempio giuridico-parlamentare della decadenza di Berlusconi (retroattività della legge Severino), ma al contrario, mostra accanimento e ammicca al partito dei giudici
  • Confuta poco niente l'immigrazione massiva e quando sporadicamente lo fa, ritratta subito dopo
  • I suoi grillini si sono scambiati il bacio gaio in parlamento e hanno votato a favore del reato di omofobia
  • Non riesce a promuovere alcuna alleanza tattica coi numerosi partiti identitari europei di cui fa il costante detrattore.
Ricordo che il nostro Paese ha avuto la classe politica più vergognosamente filo Ue di tutti i 27 stati cosiddetti "membri", messi insieme. L'Italia è il Paese che oltre a dare di più in materia di politiche di rigore (quel famoso 3% con cui veniamo strozzati) nonché  quattrini al Fondo salvastati, è quello che riceve di meno. Ora sempre l'Italia costantemente sotto tutela dalle oligarchie finanziarie straniere e dagli Eurokomissar, è quella che a differenza di altri paesi, ha  partiti identitari molto esigui e deboli (la Lega, a cui auguro la risalita) e un movimento-ciofeca  di ben 25% di voti come il M5S,  sponsorizzato dalle ong e dalle onlus dei circoli statunitensi per l'esportazione delle cosiddetta "democrazia" (usuraia). Detti "esportatori" usano sempre il solito metodo "criptogolpista" delle ong con "finte parti terze" che soffiano con tanto di mantice, su frange locali. I loro media, costruiscono il resto dell'evento mediatico creato ad hoc.
L'ultima trovata pentastellata è quella di andare a contestare Putin insieme a Luxuria, affinché la Russia si apra alle politiche "gender". Leggere qui sui fatti di Trieste.
Conclusione: la premiata ditta Casaleggio & Grillo non è né identitaria né sovranista. Essi sono i tarocchi giusti, usati al momento giusto, per far bottino della diligenza-Italia.

Nel contempo, alle "masse" si deve dare l'illusione della ribellione e della costante "mobilitazione", magari..."antifascista". Al PCI questa strategia,  ha fruttato oltre 60 anni di potere. E continua coi piddioti... Ora ci prova anche Grillo.


su Rischio Calcolato: Grillo contro Le Pen e Orban

22 November 2013

Discount Italia

Ascoltate bene questo video prelevato dalla trasmissione La Gabbia andato in onda mercoledi 20 alle h. 21, 10 su La 7. Riassume in poche immagini la missione del duo Letta-Saccomanni: portare a termine l'operazione Britannia del '92 a proposito di dismissioni dei nostri più qualificati assetti industriali. E senza bisogno del panfilo. Evidentemente,  il barile non è ancora stato raschiato fino in fondo. Per la serie "ce lo chiede l'Europa" vogliono di più, ancora di più, sempre di più. Mancano all'appello altre importanti industrie e infrastrutture relative ai servizi pubblici...


Qui un'interessante intervista di Giulio Sapelli su a cosa servono esattamente queste "dismissioni" che non arriveranno nemmeno a coprire una goccia del nostro vero debito ( oltre 2mila miliardi) , in sé inestinguibile.  Il governo ha poi annunciato un primo pacchetto di dismissioni da 10-12 miliardi che prevede, tra l’altro, cessione di quote di controllo e non di controllo di alcune società e la cessione del 3% di Eni senza discesa sotto il 30%, con un’operazione di buyback. «Abbiamo intenzione di intervenire su alcune partecipazioni, dirette e indirette, con la cessione al mercato di quote non di controllo tranne che per Sace e la parte commerciale di Grandi Stazioni», ha detto ScendiLetta annunciando che si tratta di Stm, Enav, Fincantieri, Snam, Cdp Reti, Tag.




Ma come racconta il fantomatico sig. Nessuno del fumetto di La Gabbia del video qui sopra, se passa il piano A, perderemo tutte queste risorse produttive, in quanto dovremo cederle più o meno "spontaneamente" alle oligarchie finanziarie straniere. Viceversa se passa il piano B, arriva direttamente la Troika  entro pochi mesi a costringerci "ai saldi obbligatori". Non c'è che dire: abbiamo delle grandi libertà d'opzione....

19 November 2013

L'Italia che si sbriciola (2)


Quello che è accaduto in Sardegna è un tragico copione già visto a Genova, già visto in Val di Vara, in Val di Magra e alle Cinque Terre  nell'autunno 2011. Tant'è vero che ho mantenuto lo stesso titolo di un analogo post che parlava di un'analoga sventura manifestatasi in questo stesso periodo dell'anno. I morti in quest'ultima (?) sciagura, sono ancora di più (16 le vittime di cui quattro bambini, tremila, gli sfollati), ma è un bilancio ancora provvisorio.  Che L'Italia e la fascia mediterranea, abbiano subito modificazioni meteorologiche, nessuno osa dirlo. Eppure lo sappiamo e lo constatiamo sempre più. Sappiamo che questo caldo sciroccoso di metà di novembre è anomalo. Come è anomala la fioritura degli iris (fiori che secondo il calendario botanico sbocciano in aprile-maggio) nel giardino di novembre. Come è anomala la bougainville in fiore, in un periodo in cui dovrebbe perdere le foglie. Come è anomalo il mare surriscaldato. Se uno  ci si tuffa dentro, sta quasi meglio in acqua che fuori, da tanto è tiepida. Quella massa acquea che fa sì che poi si incontrino le correnti di aria calda come ai tropici, creando trombe d'aria. Il linguaggio di questa nuova disgrazia è simili ai bollettini di guerra: bomba d'acqua, muro di fango, strage di persone ecc. ecc.




E' di queste ultime ore il solito rimpallo delle responsabilità: la Protezione Civile doveva allertare prima la popolazione? il ministro Orlando (Pd) difende l'operato della  Protezione civile dicendo che erano già stati diramati gli avvisi per tempo; il governatore della Regione Sardegna Cappellacci avrebbe dovuto diramare l'allarme della Protezione Civile,  ecc.ecc. Scenario déjà vu. 
Ma intanto nel disagio, nella calamità e nella sventura ci sono i sardi (Olbia è sommersa, la Gallura pure, Nuoro e Oristano idem), una regione già gravemente in ginocchio, poiché alle prese con una crisi economica senza precedenti. Una crisi che ha sradicato quegli impianti industriali che davano lavoro a questa meravigliosa regione. Con quei fieri sardi  che avevano coraggiosamente messo in fuga il tecno-banchiere Passera del fu-becchino governo Monti, inducendolo a prendere in fretta e furia un elicottero, allorché venne a far finta di risolvere i loro problemi.
Ora c'è Letta (stavolta non potranno dire che è Berlusconi che porta iella) e lo stato di calamità non fa che aggiungere danno ai già molteplici danni che stiamo subendo.




Eppure è già da parecchio tempo che si parla di Italia come paese a rischio idrogeologico, che ci vorrebbero dei bei miliarducci per metterlo in sicurezza. Quante volte l'abbiamo sentito dire?
Così, nell'indifferenza generale, abbiamo nella nostra Penisola pezzi di scogliere e di falesie che  si sgretolano e cadono a picco in mare (il Conero, ad esempio), montagne dolomitiche che franano (è di questi giorni la frana di un pezzo del monte Civetta nel Veneto),  spiagge che spariscono, poiché trascinate via dal mare. Per curioso paradosso, le spiagge spariscono, ma c'è chi vuole "privatizzarle". Roba da neurodeliri!

I suddetti miliarducci dove credete che vadano a finire? Mica nella sicurezza del nostro territorio. No, finiscono nelle fauci di banche internazionali che incassano montagne di denaro a non finire, per tasse rastrellate dalle tasche dei cittadini... a non finire... per un debito inestinguibile. La misura è davvero stracolma. L'Italia che si sbriciola e che cade in pezzi è una metafora del nostro cupio dissolvi.

Solidarietà e affetto al popolo sardo e un  vivo augurio affinché prenda celermente in mano il proprio destino.


Una cosa sul cinismo dei media: finitela di chiamare il ciclone col nome di Cleopatra ("Cleopatra ha colpito", "Cleopatra qua, Cleopatra là")  e di scrivere sul Corriere e su altri giornali "Come ti senti dopo questa catastrofe?" (Triste, soddisfatto, non so, con  le relative emoticon, accompagnate da  percentuali statistiche ).
Si muore anche di infelici bischerate, oltre che di tragedie.




 Due euro per la Sardegna e la sua ricostruzione telefonando al 45500 o componendo un sms (a cura della Croce Rossa).

15 November 2013

Il Dovere morale della Ribellione

In questo post pubblico solo proposte di ribellione con tanto di scadenze imminenti: il 9 dicembre prossimo, una data che con ogni probabilità segnerà uno spartiacque, rispetto al silenzio assordante degli Italiani dopo tutte le angherie, gli abusi e le vessazioni subite in questi ultimi anni. Non entro nel merito di chi organizzerà queste proteste. Presto sapremo se saranno petardi o fuochi d'artificio. Pubblico invece un manifesto prelevato dal blog di Marista.




Oltre a ciò,  ho caricato qui sopra,  anche il video proposto  da Vanda sul blog.




 E anche l'articolo di Blondet Ribellarsi è un diritto. Cominciamo? 

Riprendo la domanda: sì, cominciamo?