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31 October 2019

Frugano l'oro nei nostri cassetti





C'è una notizia di questi giorni comparsa su alcune  agenzie di stampa (Ansa, Adnkronos) e su altri giornali  di economia e finanza che mi ha incuriosito, ma anche insospettito. Hanno calcolato in media quanto oro e quanti preziosi possediamo nei cassetti o nelle casseforti delle nostre case.  Insomma mentre non sappiamo esattamente dove sia finita la riserva aurea dell'Italia (c'è chi dice che giaccia nei caveaux della Fed) , c'è chi invece tratta gli Italiani da nuovi custodi di  tante piccole Fort Knox. A che scopo? Senz'altro nel mercato dei finanziamenti hanno scovato anche questa ghiotta  opportunità per gli istituti di credito:

I gioielli degli italiani, ricevuti in regalo, alle volte in eredità o acquistati, rappresentano un piccolo tesoro spesso sottovalutato. Ogni italiano infatti, possiede in media 7 oggetti di valore tra gioielli e beni preziosi per un totale di circa 64 grammi di oro e un valore stimato di duemila euro (2.064,00 euro). Preziosi che si trovano in casa, magari custoditi nei portagioie, nascosti in qualche cassetto e che , il più delle volte vengono poco usati o indossati. Il 37% infatti usa meno di 5 preziosi almeno una volta l’anno.  (ADNKronos- Un tesoretto di 2000 tra gioielli e oro nelle case degli Italiani)

Se da un lato l’82% del campione è consapevole che i propri gioielli rappresentino una ricchezza e un’importante risorsa, pur non sapendo quantificarne il valore, solo il 30% considera i propri preziosi come un valore economico, mentre il 52% li lega spesso a ricordi o occasioni speciali, considerandoli molto più che semplici oggetti. (ndr: fanno inchieste e proiezioni statistiche anche sui nostri sentimenti e ricordi!). 

Ma questi oggetti possono rappresentare una garanzia per ottenere un finanziamento attraverso un prestito con la formula del credito su stima, che è ancora attualissima, nonostante le sue origini risalgano al XV secolo. A confermarlo sono i dati forniti da Assopegno (Associazione Italiana degli Istituti di Credito su Pegno): in Italia il business del credito su pegno vale circa 800 milioni di affidamenti e un taglio medio del prestito concesso di 1.500 euro. Un servizio, che secondo i dati Doxa-Affide conosce il 69% degli italiani e una forma di prestito a cui si rivolgerebbero 8 connazionali su 10 in caso di necessità .

Poi nell'articolo ecco la conclusione volutamente "rassicurante":

"Il credito su stima è la formula ideale di prestito per gli ottimisti, perché permette di accedere a un credito in tempi rapidissimi, senza fornire ulteriori garanzie se non il bene stesso, con modalità di restituzione del capitale prestato certe e garantite”, sostiene Andreas Wedenig, Direttore Generale di Affide -è anche per questo che 124.000 persone ogni anno si affidano a questa secolare forma di finanziamento, riuscendo nel 95% dei casi a riscattare i beni impegnati”. 
Mmmh, voi ci credete?

Secondo la testata INVESTIRE, il  profilo tipo di chi ricorre al finanziamento su pegno sono  quarantenni, appartenenti a una classe medio bassa, secondo quanto riferisce Wedenig. Non sempre la necessità spinge alcuni a questa forma di credito: alcune persone decidono di depositare i propri beni nei caveau, magari durante le vacanze estive, per poi riscattarli al ritorno versando il capitale insieme agli interessi dovuti, un prezzo decisamente inferiore rispetto a una cassetta di sicurezza. E ancora, arrivano in Affide chi vuole far valutare oggetti di valore, come gioielli, argenti, orologi e monete (la valutazione è gratuita).

Perché trovo inquietanti queste notizie?  Sarò sospettosa ma ora il governo-Troika degli abusivi nonché cravattari strozzini senza ritegno alcuno, potrebbe servirsi  di  queste inchieste statistiche per calcolare anche i gioielli di famiglia degli italiani da inserire nello status patrimoniale ISEE. Ordini di scuderia da Bruxelles? Come non si sa, ma durante la grande crisi (indotta, come tutte le crisi) del 2011-2012 con a capo Monti e gli androidi della Ue, molti poveracci furono costretti a vendersi i piccoli tesori di famiglia (catenine, bracciali, orecchini, anelli e orologi ecc.) per pagarsi i debiti o anche per pagare le bollette e i consumi. Da lì sono risaliti a una campionatura. 
C'era una volta il segreto bancario.
Quando non te li fanno rubare dagli zingari specialisti in effrazioni alle porte e alle finestre, ci pensano le banche. Una cosa è certa: ci lasciano il dubbio amletico se è meglio correre rischi con i rom, o con le banche, alle quali molti ingenui cittadini, affidano in custodia nelle cassette di sicurezza i loro ricordi di famiglia, più o meno preziosi. Come minimo servono per fare "inchieste statistiche", rendendo palese il proprio status di polli da spennare e spolpare. Del resto sono riusciti anche a sapere quante volte all'anno ci mettiamo quel collier regalato magari da un marito a una moglie in occasione di un anniversario. Quante volte ci mettiamo quegli orecchini di perle, quante volte sfoggiamo quell'anello di fidanzamento che ora invece giace nel cassetto. Inoltre che ci stanno a fare quei regali della Prima Comunione dei vostri bambini se ora sono cresciuti?

 Osservate e ascoltate questo breve spot sui nostri  tesoretti: loro sanno anche quello che noi non sappiamo:
 http://vs.ansa.it/sito/video_mp4_export/o20191018143837589.mp4

Il Grande Fratello si è già messo in azione, ci guarda ci spia, ci scruta, fa i conti nelle nostre tasche e  fruga pure nei nostri più reconditi nascondigli della casa.

Giorno di Santa Lucilla


26 October 2018

Denunciaeuropa.it




Qualche volta sognare è bello, anche quando il sogno è impossibile. Apprendo che due giornalisti hanno denunciato Moscò WC e Oettinger (nella foto) per agiotaggio e turbativa d'asta. So bene che la magistratura quando si tratta di fare una giustizia gradita al popolo non esiste e quando si tratta  invece di angariarlo con sentenze pro-sistema è sempre all'opera; che le toghe (specie del nostro paese) sono altri mattoni del muro della repressione, ma è bello pensare che questo sito Denuciaeuropa.it potrebbe aprirsi, operare un vasto consenso di massa e creare un effetto valanga. Che questi due esseri spregevoli che hanno volutamente sentenziato contro il nostro paese a "mercati aperti" possano pagare il fio delle loro colpe.
Intanto è da segnalare la mossa di Angelo Ciocca, l'eurodeputato leghista che ha lordato in pubblico i fogli di Moscò calpestandoli in modo da mostrare disprezzo per il suo discorso.  Insomma, il Ciocca ha fatto dei timbri sui fogli di Moscovici con le impronte delle  sue scarpe. 
Ma vengo alla denunzia e alla sua eventuale entità. Esiste la manipolazione dei mercati come possibilità di reato? Sì, secondo l'art. 185 del Testo unico sulla finanza è punibile con la reclusione da uno a sei anni. Lo dice un articolo di Maurizio Tortorella comparso ieri 25 ottobre su "La Verità". Nel mirino dovrebbe entrare le dichiarazioni dei due commissari rese alla stampa e quindi da non considerarsi "comunicazioni ufficiali" come il loro ruolo imporrebbe, dato che "hanno modificato l'andamento degli stessi, incidendo in modo significativo sulla fiducia e l'affidamento che il pubblico pone nella stabilità patrimoniale di banche e gruppi bancari, alterando contestualmente il valore dello spread italiano".
A firmare tale denunzia sono i due giornalisti Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso collaboratori esterni di "La vita in diretta" della RAI. Oltre alla turbativa d'asta è ipotizzabile in linea teorica anche quella di aggiotaggio. Perché l'hanno fatto? La loro risposta: "Perché siamo sbigottiti per la noncuranza con cui venivano fatte quelle dichiarazioni. Vedremo ora cosa farà la Procura".

Angelo Ciocca eurodeputato leghista, imbratta il discorso di Moscovic con la scarpa
Sarebbe interessante che ci fosse una volta tanto una vera onesta coraggiosa Procura in grado di istruire  un procedimento contro questi due figuri ripugnanti perfino alla vista. La denuncia è breve ma accurata e contiene pure uno specchietto sulle dichiarazioni di Moscò e Oettinger e il loro immediato effetto sullo "spread". Ecco le dichiarazioni del 28 settembre del primo dei due: "L'Italia sta facendo scelte che rischiano l'impoverimento dei suoi cittadini". E ancora. "Fare rilancio economico quando uno è indebitato si ritorce sempre contro chi lo fa e alla fine paga sempre il popolo". Uhmm, lo si direbbe un "populista" e "sovranista". Come pure faceva il sovranista (si fa per dire) quando collaborava con l'Eliseo in veste di ministro delle Finanze e sforava di brutto (oltre il 3%) dichiarando :"Vogliamo ridurre il deficit, ma a un ritmo compatibile con la crescita. Meno austerità, più investimenti".  Per la Francia soltanto, ovviamente,  e che tutti gli altri s'impicchino!

E invece macché, quel giorno del 28 settembre scorso, dopo le sue dichiarazioni il dannato spread partito da 236 punti, schizza a 282.
"Le dichiarazioni" - sottolineano i due citati cronisti, "sono state rese prima che i due commissari Ue, ricevessero l'intera documentazione da parte del governo italiano avvenuto il 16 ottobre col Documento programmatico di Bilancio. 
L'ultima dichiarazione incriminata è di Gunther Oettinger che il 17 ottobre scorso ha dichiarato allo Spiegel: "La Commissione rigetta la manovra di bilancio italiana". La denuncia dei due giornalisti sottolinea che in realtà, la lettera della Commissione viene recapitata a Roma solo nella tarda serata e a mercati chiusi. Intanto lo spread schizza in un sol colpo da 292 a 308 punti. 
"Ora ci aspettiamo che molti ci seguano", annuncia il giornalista Lo Basso. Io non ci giurerei, ma come sul dirsi la speranza è l'ultima a morire.  Un modulo con la denuncia da copiare e inoltrare a qualsiasi Procura della Repubblica sarà on line nel sito denunciaeuropa.it
Chissà,  forse potrebbe essere l'inizio di qualcosa di travolgente. 

Una raccomandazione al governo giallo-verde: abbassare la testa serve solo a farsela calpestare. La prova? La solita povera Grecia. Ha eseguito tutti i compiti voluti dalla Troika e il risultato più recente? il taglio delle pensioni. 


14 October 2018

Silenzio! C'è lo SPREAD!



Siamo arrivati al limite della decenza. Per quanto tempo dobbiamo andare avanti con questa assurda ridicolaggine dello SPREAD? mi spiace che le colpe dei genitori e nonni debbano ricadere sui nipoti, ma nell'incosciente cattiveria priva di ogni autocensura dei bambini dell'asilo che canzonavano col sopranome di SPREAD il nipotino di Monti ai tempi del colpo di stato finanziario degli androidi telecomandati dalla Troika 2011-2012, vi si poteva scorgere una voglia di indiretta vendetta popolare, ancorché traslata. Pensavo che "spread"fosse un termine ormai obsoleto da Grigiocrati d'antan e invece arrieccolo!
 Draghi ci ammonisce in inglese a non abusare di parole in libertà: c'è lo spread. «Una manovra espansiva in un Paese ad alto debito diventa molto più complicata se qualcuno comincia a mettere in questione l’euro», ha ricordato Draghi. Un riferimento esplicito al “piano B” per l’uscita, dalla moneta unica. «Queste parole hanno causato un danno reale e c'è piena evidenza che lo spread si è alzato in relazione a queste affermazioni», ha detto Draghi. (fonte Il Sole)
La Casellati con quelle ariette da sciura Griffée riprende il concetto che le parole sono pietre, specie se poi fanno schizzare lo spread. Perché non pensa a fare la Presidentessa del Senato invece di andare in tournée a esternare col ditino alzato?
Ma la vogliamo finire  o no con questo simulacro e feticcio dell'economicismo finanziario da adorare e indorare? Ils ont endoré l'étron, diceva Céline, in modo irriverente ma efficace. Del resto pure Freud e prima di lui Lutero, hanno paragonato il denaro a materia organica. Questo a casa mia si chiama RICATTO.  E ricatto antidemocratico, per giunta. Ormai in chiesa si suonano chitarre sgangherate da rockettari smandrappati,  ma in compenso,  i nuovi Templi davanti ai quali ci si inginocchia e  prosterna in silenzio reverenziale con timor panico, sono quelli della Finanza. La nuova Trinità si chiama Agenzia di Rating: Moody's, Standard & Poor, Fitch: Uno e Trino, Trino e Uno. 

Curiosamente questo SPREAD (che poi si usa solo per l'Italia) non l'avevano mai tirato fuori quando la sinistra sforava per davvero, e di brutto. Allora ricordate?  lo spread era stato messo opportunamente in naftalina. Ce lo ricorda il senatore Alberto Bagnai della Lega. Ecco il suo impeccabile intervento, nel quale ricorda tutti gli sforamenti fatti prima del governo giallo-verde. Lo sforamento della Francia ("Ma la Francia fa il 3, 4% e lo può fare perché è la Francia", ha detto Juncker-Drunker, che è un po' come dire "Io sono io e voi non siete un...ecc. ecc. " alla Marchese del Grillo).  Ma anche lo sforamento della Germania. Per non dire delle rievocazioni di quando MoscoWC, sforava per conto del governo socialista. 



Ed ecco un altro video imperdibile di quelli che non si vedono né si ascoltano sui canali Rai,Mediaset  o La7, nemmeno per pochi secondi. Ascoltare il professor Paolo Savona che cerca di "umanizzare" l'economia presentando il DEF, dopo anni di copioni horror  dei Prodi, Amato, D'Alema, Bersani, Dini, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Padoan, Boeri è  un po' come uscire all'aperto e  respirare una boccata d' aria fresca  mattutina in una giornata primaverile. 



Ci voleva forse un ottantaduenne per dare lezioni di umanesimo economico a  questi ciucci e somari della sinistra, a perpetua vocazione  servile? Forse dev'essere per questo che Mattarella non lo voleva al governo.
Un intervento colto, brillante collocato all'interno di un disegno complessivo di politica economica, ma nello stesso tempo anche chiaro, in grado di venire capito dai non "espertoni" di economia. Che poi sono la maggioranza dei semplici cittadini. 

14 January 2017

15 anni di euro, nulla da festeggiare



E' stato fatto osservare che con il cambio dell'anno, l'euro compie 15 anni, manco fosse un lieto evento da celebrare. In realtà è un quindicennio gravoso di affanni, di disgrazie, di povertà, di miseria, di smantellamento dell' economia reale sostituita da fantafinanza Frankenstein, di oligarchie finanziarie che dettano la loro Agenda ai politici, di politici ridotti a loro domestici,  di debiti in crescita esponenziale, di sospensione della democrazia.
Siamo schiavi di una coercizione valutaria a cambio fisso quale è l'Euro, di cui ricorre il 15esimo anniversario, ma  c'è poco da festeggiare! L'Euro è  moneta senza stato e stato senza moneta e nel suo sistema  deprivato di sovranità, l’unica autorizzata ad emettere moneta è la BCE (Banca Centrale Europea), che lo fa ricorrendo ai mercati di capitale privato, ossia alle grandi banche internazionali di investimento.
 Al pari di un cittadino comune, lo Stato è costretto a prendere in prestito il denaro, dai mercati finanziari globali  che applicano un tasso d’interesse da essi stessi stabilito. Per poter effettuare  buona spesa pubblica, ossia garantire ai cittadini quei servizi come la sanità, scuola, trasporti, è costretto sia ad indebitarsi sia a tassare in modo pesante i cittadini stessi, in un circolo vizioso senza fine.


Tanti sono gli articoli da me letti in occasione di questa ricorrenza, ma tutti improntati all'economicismo spicciolo: la tazzina del caffé che si paga duemila lire, gli stipendi e le pensioni che si dimezzano. Chi è andato in pensione con 1500 lire (e col suo  relativo potere d'acquisto in lire)  si è ritrovato con malapena 750 euro ecc. Il costo dei quotidiani  raddoppiato, l'aumento record della pizza Margherita: da 6.500 lire a 7,5 euro. Intendiamoci, nella quotidianità  sono  tutte cose che contano, anche queste. Ma la sostanza dell'euro non è stata solo quella di farci spendere di più, guadagnando di meno.

La  vera sostanza dell' essere entrati nell'Eurozona è il Gulag liberticida e la sottomissione a élites non elette. Sono i governi dei banchieri al comando, con i governicchi pseudo-politici dei  loro camerieri da essi stessi nominati, sono le mani dei bankster non solo nei risparmi dei cittadini che in molti casi, hanno visto volatilizzarsi il frutto dei loro sudati guadagni, ma le loro pesanti ingerenze e interferenze nella polis,  a cui hanno tolto onore e autonomia, imponendo la loro famigerata agenda di "riforme". E guai a non ubbidire a queste "riforme", parola orwelliana che significa solo tagli, privatizzazioni ed espropri.
C'è il ricatto delle Agenzie di Rating al loro servizio, a declassarci, c'è lo spread che sale. Così c'è l'attacco al risparmio (bail-in e bail out). C'è lo smantellemento dello stato sociale e del welfare, dei servizi di pubblica utilità. C'è l'asservimento dello stato ai poteri finanziari sovranazionali con relativo assoggettamento non solo alla Ue (prima tranche di un governo globale), ma  agli USA e al suo imperialismo delle corporation. C'è sempre la spada di Damocle dei trattati transatlantici commerciali che penzola sulle nostre teste. C'è la catastrofe migratoria un tempo, fatta passare per innocuo esodo di genti in cerca di "nuove opportunità economiche", ma in realtà trasferite bell'apposta qui,  per sostituirci attraverso l'arma della demografia: un esercito di occupazione in pianta stabile e  dal flusso inarrestabile.

E perché no? Le élites eurocratiche vorrebbero espropriarci anche del nostro territorio, delle nostra bella Terra, delle città,  dei borghi, dei villaggi, del paesaggio che fa invidia al mondo, delle nostre case, delle nostre vite creando artatamente giungle di degrado e trasformando le nostre città in crogioli di coulored gangs illegali, crudeli e incattivite, dove la sicurezza e l'incolumità dei cittadini diventa un optional. E chi non salta populista è. O xenofobo è. O razzista è.  

Soprattutto, c'è lo spauracchio dell'islam e del terrorismo islamico utilizzato a comando dalle stesse élites oligarchiche come la testa d'ariete per balcanizzare, libanizzare e  quindi frantumare il territorio. Ma anche per intimidirci e far passare leggi liberticide sul controllo dei cittadini (le famose leggi speciali "pseudo-patriottiche"). 

Qualcuno si chiederà: che c'entra l'Euro con tutto ciò? C'entra, perché quando avevamo una moneta sovrana, una nazione, confini certi, coscrizione obbligatoria, omogeneità etnica e sociale,  tutto questo non era possibile e non esisteva nemmeno.  

Non è un mistero che l'Euro ci abbia reso più poveri, più  infelici, più insicuri e vulnerabili, a cominciare da malattie che grazie alla "libera circolazione degli uomini, delle merci e dei capitali", credevamo drasticamente debellate, e sono invece ritornate (meningite B, epatite A,B,C, tbc, scabbia, lebbra ecc). 

Tuttavia la corsa verso questo sfacelo può e deve essere fermata.
15 anni di Euro: nulla da festeggiare e maniche da rimboccarsi per cambiare il corso di  tutta questa brutta storia. Dipenderà da noi, dal nostro grado di consapevolezza e di combattività, dagli sviluppi che prenderanno le nuove elezioni francesi e tedesche, dalla nuova amministrazione americana, dal risveglio dei  popoli. 



20 November 2016

Le mani di JP Morgan sul referendum costituzionale




Quel che i media non dicono (se non poche sporadiche fonti "di nicchia", prevalentemente on line) è che la "controriforma" (anti)costituzionale Boschi-Renzi è stata direttamente insufflata da JP Morgan Chase. C'è il PDF  di 16 pagine, già più volte postato nel corso dei commenti di questo blog. Ma soprattutto ci sono al suo interno delle frasi topiche ed esemplificative che parlano chiaro circa le loro intenzioni. Ma ciò non basta ancora a renderci conto di che cosa perdiamo se non riusciamo a far prevalere il nostro più che legittimo NO.

Innanzitutto però un po' di storia su questo colosso bancario che si è spacchettato in mille rivoli e ha subito numerose fusioni e mutazioni nel corso del tempo. Detta banca americana viene ritenuta responsabile della bolla dei mutui sub-prime che ha scatenato la grave crisi mondiale del 2008.

L’attuale struttura JP Morgan Chase è nata nel 2000 dalla fusione di due grandi gruppi: JP Morgan e Chase Manhattan. Quasi un migliaio gli antenati (banche di credito ordinario, banche d’affari e holding) confluiti nel corso di oltre due secoli nell’attuale istituto. Nel 1799 Aaron Burr (poi vice presidente americano) fonda la Bank of the Manhattan Company. Nel 1871 il finanziere John Pierpont Morgan e il banchiere di Filadelfia Anthony Drexel fondano la Drexel, Morgan & Co, che poi sarebbe diventata la JP Morgan & Co. Nel 1877 John Thompson (editore e finanziere di Wall Street) fonda la Chase National Bank, che nel 1930 diventa il più grande istituto di credito del mondo. Nel 1930 Chase National Bank si fonde con la Equitable Trust Company, controllata dalla famiglia Rockefeller. Nel 1955 Chase National Bank e Bank of the Manhattan Company si fondono nella Chase Manhattan Bank. Nel 2000 con la fusione tra Chase Manhattan e JP Morgan & Co. Nel 2004 l’azienda acquista la Bank One of Chicago, quinto gruppo bancario Usa. Nel settembre 2013 è stata condannata dalla Securities and Exchange Commission Usa a pagare una multa di 920 milioni di dollari per la mancanza di supervisione e la gestione del rischio carente che avevano permesso ai trader di derivati della sua sede di Londra di creare un buco da 6,2 miliardi di dollari nel 2012.
• La sede del colosso bancario si trova al 270 di Park Avenue, Manhattan, New York. (fonte Corriere).


JP Morgan dispone anche di filiali in Italia, la cui evoluzione  potrete trovare sul Sole 24 ore (La Storia di JP Morgan in Italia). Raccomando di leggere in particolare i passaggi relativi dagli anni '90  fino al 2015: ne scoprirete delle belle!

Ma torno al PDF  (cliccare) del 28 maggio 2013 di 16 pagine dal titolo "Aggiustamenti nell'area euro" (The Euroarea adjustment: about halfway there” ) nel quale si spiega per filo e per segno come vanno "riformati" i paesi del Sud Europa, tra i quali, ovviamente,  spicca l'Italia. E' qui che JP Morgan scrive a chiare lettere che la costituzione deve essere cambiata.

«Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea».

E ancora:
«I problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo"

Pertanto: «I sistemi politici e costituzionali del Sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori, tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)».

I numerosi indizi che testimoniano un rapporto  reale, ancorché non istituzionalmente documentato tra Renzi e JPMorgan, complice anche l’ex primo ministro inglese Tony Blair,  hanno spinto l' Adusbef (l'associazione in difesa dei consumatori e utenti bancari, finanziari e assicurativi), a denunciare il premier italiano alla Procura di Roma per alto tradimento.

Metti una sera a cena con Tony "Morgan" Blair in veste di lobbista per la Banca JP

Secondo l’associazione, infatti, l’intera riforma costituzionale messa alla prova al referendum del 4 dicembre sarebbe frutto di accordi privati e di comodo tra Renzi e l’istituto finanziario americano.
Come appena detto, il primo filo conduttore è Tony Blair, ex primo ministro del Regno Unito e consulente pluriennale per l’americana JPMorgan.
Dell'incontro a cena  tra Renzi e Blair (foto sopra) ho già dato conto nel post del 30 settembre scorso .
Renzi, Blair e il numero uno di JPMorgan, Jamie Dimon, si sono incontrati più volte in occasioni non istituzionali. A partire dalla  fatidica cena a Palazzo Corsini a Firenze, alla quale Jamie Dimon invitò l’allora sindaco fiorentino Matteo Renzi e Blair. Poi ancora nel 2014, con un Renzi in veste assai diversa: divenne primo ministro italiano.

Riepilogando, ecco almeno sette importanti indizi  inseriti in sequenza cronologica dal sito Forex :


  • 1 giugno 2012 - Renzi è invitato alla cena presso palazzo Corsini organizzata dal grande istituto finanziario a Firenze, nella veste di sindaco della città. A mandare l’invito è Jamie Dimon, CEO di JPMorgan. Presente anche Tony Bair, allora già non più primo ministro inglese, ma lobbista per conto della banca. Nessun report, nessuna notizia sui contenuti dell’incontro.
  • 28 maggio 2013 - JPMorgan divulga il tanto discusso report dal titolo “Aggiustamenti nell’area euro” già ampiamente discusso  e di cui ho fornito degli estratti in corsivo.
  • 1 Aprile 2014 - Renzi visita l’ambasciata italiana a Londra a poco meno di due mesi dalla nomina a presidente del Consiglio, ospite di Pasquale Terracciano. Presente anche Tony Blair, con il quale Renzi discute in in privato. Due giorni dopo Blair definirà Renzi «mio erede» in un’intervista a "La Repubblica".
  • 6 luglio 2016 - Questione MPS: ad inizio  dell'anno Renzi invita ad investire su MPS, “ormai risanata, su cui investire è un affare”. In estate Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, convince Renzi a lasciargli campo libero su MPS, con la conseguente rimozione di Viola dal ruolo di ad.
  • 8 settembre 2016 - Fabrizio Viola si dimette da ad di Monte Paschi. «Alla luce delle perplessità espresse da alcuni investitori in vista del prossimo aumento di capitale e d’accordo con la Presidenza del Consiglio, riteniamo opportuno che lei si faccia da parte», racconterà Viola circa la chiamata ricevuta da Padoan, ministro dell’economia.
  • 13 ottobre 2016 - Al via al terrorismo dell’agenzia di rating Moody’s, per cui «con il no al referendum rischi per l’aumento di capitale di Mps».
  • 25 ottobre 2016 - Il futuro di MPS viene ancorato alla vittoria del SI al referendum costituzionale da tutte le grandi banche internazionali. Alla guida di MPS, da un mese, Marco Morelli - ex di JPMorgan. (altra coincidenza!)


Come si può  vedere, alla fine tutto torna al pezzo: gli indizi e i sospetti di trame torbide si sprecano e le ragioni per assestare un grande e grosso NO il 4 dicembre prossimo, si moltiplicano ogni giorno che passa.
Fermiamo i traditori del nostro Paese!



14 October 2016

Soros DCLeaks: dalla finanza al terrore




Del finanziere speculatore che si trasforma pure all'occorrenza,  in agnello filantropico George Soros, questo blog si è già occupato dedicandogli numerosi post. Dc Leaks pubblica i file rubati dai database della Open Society Foundation appartenente al magnate ungherese-americano.

In homepage, poi, c’è un'introduzione che spiega il motivo della pubblicazione dei file.

George Soros – scrivono gli hacker – è un magnate ungherese- americano, investitore , filantropo, attivista politico e autore che, di origine ebraica. Guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni . A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito Democratico, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Questo sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’interno l’Open Society Foundation di George Soros e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro , le strategie , le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo”.


Il miliardario statunitense e le sue ONG e onlus esercitano un potere immenso, e i documenti diffusi da DCLeaks mostrano come Soros fa cadere governi, disgrega stati-nazione e istiga guerre civili, così da poter realizzare enormi profitti finanziari. Si tratta dell’immensa raccolta di minute, libri bianchi, schede su stanziamenti e piani mediatici che dettagliano come Soros e le sue ONG telecomandano governi e istituzioni finanziarie. È possibile trovare i documenti completi sul sito DCLeaks, che descrivono come Soros e la sua rete di ONG “sfruttano a sangue milioni e milioni di persone solo per arricchirsi ancora di più“. I suoi servi succhiano sangue a milioni e milioni di persone solo per arricchirsi. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito democratico, Hillary Clinton, centinaia di politici nel mondo (tra i quali anche i nostri radicali e lista Bonino in passato). Questo sito è volto a consentire a tutti di osservare i documenti secretati dell’Open Society Foundation di George Soros e delle organizzazioni correlate, come piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività. Tali documenti fanno luce su una delle reti più influenti ed attive nel mondo. Ecco la lista completa delle ONG di Soros che manipolano le elezioni in tutti gli Stati membri dell’UE, con obiettivi, referenti e finanziamenti dei piani.
Qui sul sito Aurora in Italiano i  tabulati e quadri sinottici di tutte le ong e onlus da lui direttamente e indirettamente promosse e finanziate:

https://aurorasito.wordpress.com/2016/08/15/come-soros-manipola-le-elezioni-europee-e-italiane/


Zerohedge riporta che “2576 documenti sono stati resi pubblici da DCLeaks, un sito che sostiene di essere stato “lanciato da hacktivisti statunitensi che rispettano e apprezzano la libertà di espressione, i diritti umani e il governo del popolo“. I documenti provengono da diversi dipartimenti delle organizzazioni di Soros. L’Open Society Foundations di Soros sembra essere il gruppo col maggior numero di documenti resi pubblici, che provengono da sezioni presenti in quasi tutte le regioni geografiche del mondo, dagli Stati Uniti ad Europa, Eurasia, Asia, Latina, America, Africa, dalla Banca Mondiale all”Ufficio del Presidente”, così come da entità sconosciute come il SOUK. Come nota il Daily Caller, vi sono documenti risalenti almeno al 2008-2016. I documenti provengono da studi di ricerca come “Crisi europea: sviluppi chiave delle ultime 48 ore” che studia l’impatto della crisi dei profughi, o da documenti dal titolo “Il dibattito sull’Ucraina in Germania“, agli aggiornamenti sui finanziamenti di specifiche borse di studio. Una e-mail diffusa da Wikileaks mostra che Soros consigliava Hillary Clinton, durante il mandato da segretaria di Stato, su come gestire i disordini in Albania, consigli che ha seguito.

Dc Leaks ha varato soros,dcleaks.com, un portale interamente dedicato ai documenti trafugati dalle caselle mail del tycoon statunitense. Nove categorie – Usa, Europa, Eurasia, Asia, America Latina, Africa, World bank, President’s office,Souk – migliaia di documenti consultabili online o da scaricare in PDF.
Dentro c’è un po’ di tutto: commenti sulle elezioni nei Paesi di mezzo mondo, rapporti sugli immigrati specie sui “somali nelle città europee” e sul bilancio di previsione statunitense, ma anche dossier sulla crisi tra Russia e Ucraina con una serie di allegati che spiegano la posizione dei vari stati Europei sulla vicenda.

In pratica non c'è strategia della provocazione, della destabilizzazione e del Terrore (si veda il finanziamento del terrorismo ceceno, ad esempio, o la provocazione nelle chiese ortodosse russe delle Pussy Riot) che non rechi la firma di questo criminale globale dalla mente diabolica. Anche le politiche LGBT non sono estranee alle sue elargizioni. Nel 2013, Soros ha elargito alla Gay Straight Alliance (GSA) una somma di 100 mila dollari. Quello stesso anno anche il Gay and Lesbian Community Center di Los Angeles ha ricevuto 130 mila dollari da Soros. La loro Leadership Lab è stata pubblicizzata questa primavera sulla rivista scientificaScience che ha valutato l’impatto che un sondaggio porta a porta può avere sulla riduzione della transfobia.
Per assicurarsi di imprimere un’accelerazione agli eventi, il multimiliardario, attraverso la sua Fondazione per la Promozione delle Open Society ha dedicato almeno 2,7 milioni di dollari alla causa, stando alla sua dichiarazione dei redditi di quell’anno.

(http://www.informarexresistere.fr/2016/09/05/il-denaro-dietro-il-movimento-transgender-il-miliardario-george-soros-apre-il-portafoglio-per-trasformare-lamerica/).


All'estero e nel mondo l'operato di Soros sembra quasi l'Impero di Carlo V: non tramonta mai il sole e il suo denaro non dorme mai. Forte è la sua influenza nel governo Poroshenko in Ucraina e nell'ingerenza di Soros sugli eventi ucraini come il colpo di stato che ha destituito Yanukovic, è ammessa da lui stesso come ha egli stesso ammesso ai mocrofoni della CNN. del 2014. nel quale conferma di aver "creato una Fondazione in Ucraina prima che il paese diventasse indipendente dalla Russia". Frattanto il governo attuale in Ucraina, diventa, grazie a lui, un laboratorio di colonizzazione finanziaria. Dal punto di vista militare pertanto gli Usa devono:
  • dare all’Ucraina “assistenza militare letale (…) per resistere alla forza schiacciante di Russia”.
  • rifornire l’Ucraina di armi difensive di sofisticazione pari per contrastare quelle avversarie; “nel linguaggio del poker l’America deve andare al vedo, ma senza rilanciare
  • addestrare personale ucraino in paesi esteri (per esempio in Romania), in modo da dissimulare l’attività Nato in Ucraina.

Da un punto di vista economico l’Europa deve:
  • mantenere e rafforzare le sanzioni occidentali contro Mosca (sanzioni che, ricordiamo, secondo l’Istat nei soli primi quattro mesi del 2015 sono costati alle imprese italiane due miliardi di euro)
  • ripristinare “una minima stabilità monetaria e il funzionamento del sistema bancario” preservando l’integrità e l’autonomia della National Bank of Ukraine
  • firmare un accordo quadro “per destinare 1 miliardo di euro all’anno all’Ucraina” da parte della Commissione Europea.

In altre parole gli Usa (e i suoi alleati) dovrebbero impegnarsi militarmente in Ucraina più di quanto s’impegnano contro l’ISIS; e l’Europa dovrebbe fare economicamente per Kiev quello che non fa per la povera Grecia (blog di Giampaolo Rossi).




La coppia satanica Soros-Clinton



Inoltre secondo Patrick Buchanan Soros è ovviamente presente in questa avventura della candidatura presidenziale di Hillary Clinton, e si può immaginarla meglio come "coppia satanica" decisa a vincere le elezioni, ma soprattutto a distruggere chiunque si metta di traverso alla candidata Clinton, accusandolo  di corruzione senza prove, segnandolo e marchiandolo con scandali e minacciose accuse  al limite di un’arroganza disastrosa, venale e allucinata.
Non è un caso che la sua longa manus si estenda anche su  Transparency International  la grande Inquisizione globalista, nata dalla Banca Mondiale che si preoccupa di "corruzione" nella vita pubblica. Mette all'indice gli Stati Nazionali. Decide chi merita la patente di onestà e chi no,  coltiva e sobilla eventuali separatismi.
Le politiche che hanno portato alla peggiore crisi dei rifugiati in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi hanno radice nei crogioli politici dei gruppi di facciata finanziati da George Soros e Cia in Europa e Stati Uniti. E continua...

Prima gli Usa si libereranno di questo farabutto planetario, prima riacquisteranno credibilità democratica e prestigio nel mondo. Con oligarchi simili, il minimo che si possa affermare è che gli Usa siano  uno stato parassita, oppressore e sanguisuga dei popoli. Se va avanti così, quest'uomo ha le carte in regola per non morire nel suo letto per mera consunzione da vecchiaia, come si conviene alla sua età. Troppe vittime sul suo percorso. 



12 September 2016

Gli gnomi di Bruxelles fingono di rimproverare Barroso-Goldman




Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da rotolarsi per terra dalle risate. L'avete sentita l'ultima sul risveglio dell'ubriacone Jean-Claude Juncker? Dopo essersi svegliato da una delle sue  proverbiali sbornie colossali, ora vuole correre ai ripari sul suo predecesseore José Manuel Barroso. Come? Con l'attivazione di un "comitato etico" per verificare se ci siano conflitti di interesse da quando l'ex eurocommissario portoghese è passato a fare il presidente esecutivo di Goldman Sachs l'8  luglio scorso.


Uno speciale comitato etico della Commissione Ue analizzerà il contratto dell'ex presidente della Commissione Josè Manuel Barroso con Goldman Sachs, per verificare che non vi sia conflitto di interessi. Il segretario generale della Commissione ha scritto a Barroso chiedendo copia del contratto. Lo si apprende da fonti europee. 
E' questo il laconico comunicato dell' ANSA


Colpita da cotanta dovizia di dettagli (la stampaglia è sempre molto sbrigativa laddove si sente odore di bruciato) ho voluto vederci un po' più chiaro e vengo a sapere che ...

Detto "comitato etico ad hoc comprende tre membri: un anziano giudice olandese della Corte di Giustizia, un socialdemocratico tedesco anziano membro del Parlamento europeo e un anziano alto responsabile austriaco della Commissione Ue" (fonte Le Monde).

Insomma, detta fuori dalla langue de bois del quotidiano francese, una sorta di Triumviro di Probiviri messo in piedi dalla stessa Ue per gettare un po' di fumo negli occhi allo scopo di riconquistare prestigio dopo Brexit.
E udite udite! "Secondo i trattati dell'Unione, gli anziani commissari che non si comportano con integrità nelle loro  assunzioni di funzioni dopo aver lasciato quelle precedenti, possono essere privati dei loro diritti alla pensione" (stessa fonte).
Beato a chi ci crede!

Tutti gli  Uomini d'Oro di Goldman (per saperne di più, ingrandire l'immagine)


Chissà che paura avrà il Portoghese Volante! Soprattutto, da che pulpito provengono i rimproveri! La costruzione Ue è fatta soprattutto di un sistema di porte girevoli con lobby e con potenti banche d'affari internazionali, e se queste ultime non possono più intrufolarsi nelle loro politiche per dettar legge, allora questa manica di parassiti  a loro libro-paga, se ne va tutta  quanta a casa.
Pensate un po' a tutte le porte girevoli praticate e bazzicate da Mario Monti, tanto per fare un esempio a noi vicino. Per non dire di quel Peter Sutherland, uomo Goldman, uomo BP, uomo Ue e ora uomo ONU, di cui ci siamo già occupati in un paio di  post. In ogni caso l'immagine degli Uomini d'Oro di Goldman Sachs é qui sopra. Davvero una bella rassegna! 

In una lettera pubblicata domenica 11 settembre (data fatidica) J.C. Juncker spiega infatti di aver chiesto al suo predecessore, a cui è succeduto da due anni, di "chiarire" il ruolo che avrà in quanto consigliere speciale Brexit presso la banca d'affari americana Goldman Sachs, per assicurarsi che le sue "nuove funzioni" siano compatibile con i trattati Ue. Come è noto Barroso fu presidente della commissione Ue nel cuore di quella crisi (dal 2004 al 2014) che ha strangolato migliaia di persone degli stati membri.


E Goldman Sachs è stata proprio la banca che ha fatto truccare i conti della Grecia, facendola entrare nella Ue, con tutte le conseguenze disastrose che ben sappiamo. La stessa G&S ha venduto tra il 2005 à 2007 quei subprime convertiti in prodotti finanziari tossici.
Ma per José Manuel Barroso,  lavorare per Goldman rappresenta una "sfida stimolante". Parole sue.



Video di Barroso quando faceva il barricadero maoista a Lisbona. Da Mao, passando per la commissione Ue, a Goldman Sachs.

26 April 2015

Rapinare i conti correnti non è reato né tabù

EuroLandia,  dove tutto è possibile


Con Cipro e la cosiddetta "soluzione alla cipriota", risucchiare come idrovore  i conti correnti dei risparmiatori non è stato più né tabù né reato. E' stato solo un piccolo ballon d'essai da esportare, insieme alla democrazia europea.  Ma piccolo, eh?  perché - come ben ricorderete -  avevano fissato un tetto per chi aveva più di 100.000 euro. Ora quel limite è sparito.   Ce lo ordina l'Europa. E ce lo conferma il governatore Ignazio Visco. Il quale sostiene: “I clienti  che pagheranno i salvataggi delle banche, vanno informati"  (che carino!)

Il governatore di Bankitalia interviene al Senato e rassicura sulla condizioni dell’economia il cui miglioramento “si sta riflettendo positivamente sulle condizioni delle banche”, ma mette in guardia sul futuro (oh, ma davvero? quanto è previdente!)

Per far fronte al tema dei crediti deteriorati “secondo me – ha proseguito Visco – "è importante rispondere con un intervento pubblico,ovviamente rispettando le norme europee” (Ovviamente!)


 Secondo voi cosa può voler dire? 
Intanto, che gli Italiani sono stati volontariamente distolti da una temibile arma di distrazione-distruzione di massa: l'invasione migratoria. Nel mentre, questi preparano il grande botto finale: la rapina. 
Non c'è un attimo di tregua. Sembra di assistere a quegli scenari orrorifici da play station, dove un povero malcapitato si trova a dover combattere con più mostri alla volta e non sa più da che parte girarsi per evitare d' essere ammazzato. 



"In poche parole ha iniziato a mettere in guardia che potrebbero esserci delle insolvenze a carico di qualche banca italiana e per le nuove regole europee i clienti potrebbero essere chiamati direttamente a contribuire a farne fronte. Praticamente come dire che d’ora in poi chi affida la propria automobile a un parcheggio privato per la custodia, nel caso di fallimento del garagista, se la vede venduta coercitivamente. 



La gravità dell’affermazione è duplice perché non solo è formulata dalla massima autorità istituzionale nazionale in materia, ma anche perché la Banca d’Italia esercita la funzione di vigilanza del sistema bancario e potrebbe pertanto già mettere le mani avanti su situazioni di default che nel breve potrebbero verificarsi. O peggio ancora, proprio per la sua funzione ispettiva e di vigilanza, è già a conoscenza che a breve i clienti di qualche istituto bancario saranno letteralmente rapinati per far fronte a default societari. Inutile ricordare che in Europa si continua indisturbati e in modo arrogante a sfornare sempre più meccanismi automatici vincolanti in totale sfregio delle rispettive Costituzioni ad iniziare dalla nostra. Nessuno a livello istituzionale ha mai sollevato problemi di palese illegittimità fra il Meccanismo di Risoluzione e l’art.47 della Costituzione che prevede in modo inequivocabile che“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme…”.
(Antonio Maria Rinaldi da "Scenari economici" ).



Questa è  l'Europa che ci aspetta: rapine sui c/c, rapine a domicilio a causa dell'illegalità diffusa consentita da Schengen e da altri luridi trattati Ue, bombe demografiche  provenienti dai 4 continenti. 

Benvenuti in FetorLandia!

15 December 2014

Bancomat ambulanti


Stiamo assistendo ad abusi su abusi, a vessazioni su vessazioni nei confronti dei cittadini e della qualità della loro vita che peggiora a vista d'occhio. Non solo si paga anche quando si respira, trasformando le persone in veri e propri bancomat ambulanti 24 ore su 24, ma ora le nostre città sono diventate delle tonnare per poveracci allo scopo di fare cassa. Siamo eternamente spiati e sanzionati. Gli stessi vigili urbani lo dichiarano ad alta voce in alcune trasmissioni: vengono incentivati e spinti dalle amministrazioni  locali a ruoli vessatori tanto per fare cassa, e qualcuno onesto comincia pure a rifiutarsi.


La Milano di Pisapia ha creato una tonnara di autovelox che frutta un vero e proprio rifinanziamento municipale. Città un tempo vivibili mettono parcheggi a pagamento davanti ai supermercati per ottenere perfino un miserabile balzello sulla spesa quotidiana dei cittadini. Se la tua spesa dura un quarto d'ora, allora paghi 20 centesimi, mezz'ora, 50, un'ora costa 1 euro. Se qualche malcapitato si intrattiene dentro il supermercato un po' di più, è pronta una bella multa che sventola sul parabrezza.
 Il caso di Roma con Marino e la creazione della zona ZTL è ormai divenuta da manuale. Et si omnes Marino non, perché sappiamo bene la storia della sua Panda rossa come è andata.
Ma anche Parma, La Spezia, e altre piccole città stanno diventando sempre più invivibili e istigatrici di discordie per chi possiede un'auto. Tant'è vero che proprio a Parma si è costituito un Movimento Nuovi Consumatori per la tutela dei vessati dalle angherie comunali degli AUTOVELOX sanguisughe. Non è raro che si arrivi a multare anche chi viaggia a 55 km invece che a 50, pur di fare cassa alla faccia dei polli. Poi le multe arrivano con more da capogiro e con aggio esattoriale, quando meno te l'aspetti. Magari,  quando non ricordi nemmeno  più la dinamica dell'accaduto.





Ma non è tutto. Fra due giorni sarà il giorno della grande riscossione prenatalizia che la stampa chiama TAX DAY. Ovviamente abbondano i consigli per non sbagliare, i calendari per ricordare le scadenze (una sorta di MEMENTO MORI per il contribuente); ma nei fatti nessun cronista è capace di mostrarsi davvero duro e critico nei confronti di queste angherie feudali e soprusi prenatalizi da incubo che fanno perdere la capacità contributiva a cittadini già stremati da una crisi senza fine, i quali non potranno nemmeno più onorare come si deve, le festività natalizie: IMU delle seconde case, TARI (rifiuti), Tasi, Irpef per i lavoratori autonomi, cedolari secche per chi osa affittare uno stabile, l'anticipo IVA per i lavoratori autonomi e almeno altri 200 adempimenti. La tredicesima? Chi l'ha vista?!


Chi brinda e stappa bottiglie è lo stolto  Bimbominkia che incassa ben 44 miliardi di euro sull'unghia entro la fine dicembre: glielo chiede l'Europa e Juncker ha minacciato "conseguenze spiacevoli" se le "riforme", saranno solo promesse. Le poste, le banche e gli uffici saranno assaltati da poveri cristi con in mano gli F24, le bollette, le cartelle. Che tristezza!


Eravamo un popolo di Poeti, artisti, santi, eroi, navigatori e scopritori... Ci stanno riducendo ad essere dei pagatori automatici, dei dead bancomat men walking,  nuova categoria di zombie telematici

I regali? I doni da scambiarci? Possono attendere. Così si versa benzina sulle ferite dell'economia reale e il serpente si mangia la coda... 
Se non li fermiamo continueranno...e continueranno, fino a immiserirci  del tutto e a farci impazzire di code, di burocrazia infame e di vitaccia grama senza sorriso. Poiché oltre alla miseria economica ce n'è una morale e spirituale che è anche peggiore.

05 December 2014

Missione Goldfinger all'amerikana





Dunque come è noto, il recente referendum svizzero se incrementare o meno  le riserve auree del 20% ancorandolo alla Costituzione,  è stato sonoramente bocciato al 78%  di NO contro il 22% dei SI. Qualcuno provi a indovinare perché. E' scesa in campo la Banca Nazionale Svizzera con tutto il suo peso a spaventare lo sprovveduto cittadino elettore. Secondo la BNS un esito favorevole sarebbe stato una vera "catastrofe", poiché  avrebbe reso più difficile mantenere stabilità dei prezzo dell'oro e della valuta nazionale.
I media complici, come al solito hanno tenuto bordone, allineandosi alla BNS. Che c'è di strano? Tutto il mondo è paese. 
Ma l'annosa questione dell'oro  e in particolare della restituzione delle riserve auree, continua a tener banco. Ne ha chieste la restituzione la Germania, ma una vera risposta finora non c'è stata. Poi l'Olanda che ne rimpatria segretamente 122 tonnellate. Ricordo che la Francia ne richiese la restituzione nel dopoguerra ma dovette attendere tre anni per riaverla indietro. E ricordo anche che fu una delle potenze vincitrici della II GM.  
E l'Italia? Si trova al quarto posto come consistenza,   con 2.451,8  tonnellate  d'oro, una parte delle quali è giacenza presso Bankitalia. E il resto? Pare siano suddivise per la maggior parte tra la Fed statunitense,(a causa di quanto di fecero credere gli americani ai tempi della guerra fredda su un’eventuale invasione per sottrarcele), e per minime consistenze tra la Banca Nazionale Svizzera a Berna e la Bank of England a Londra. E cioè, consegnate alla peggiore razza di massoni e di speculatori economici che esista sulla piazza.
Intanto Putin fa il suo abile gioco: visto che l'oro è così disprezzato e deprezzato ne sta facendo incetta secondo le leggi di mercato: comprare quando le quotazioni sono al ribasso.  Qui l'articolo sulla sua astuta "trappola dell'oro". 
Moneta russa
Ma ecco, però,  chi sta dietro al giochetto del "ribasso" dell'oro. Toh! i soliti americani che giocano alla manipolazione colpendo economie reali e risparmiatori solo per proteggere il loro dollaro: In Godollar they trust. Per capire bene le loro alchimie da gangster propongo di leggere questo illuminante articolo dal titolo "Gangster al governo, e brogli d'oro per salvare il dollaro". E' un po' tecnico, ma confido che anche i profani possano capirlo. 


Truccano il prezzo dell’oro, giocando al ribasso e colpendo l’economia e i risparmiatori, solo per proteggere il dollaro, cioè la grande speculazione finanziaria. Peggio ancora: controllati e controllori sono le stesse persone. In un sistema sano, dovrebbero finire in galera. Lo affermano Paul Craig Roberts e Dave Kranzlerla finanza americana è un colossale imbroglio, scrivono, e cospira contro l’economia reale, a cominciare da quella degli Stati Uniti, aziende e famiglie. Sono accusa i “bankster” delle famigerate “bullion bank”, soprattutto Jp Morgan, Hsbc, Scotia Mocatta, Barclays, Ubs e Deutsche Bank: «Agendo probabilmente per conto della Federal Reserve, hanno sistematicamente spinto al ribasso il prezzo dell’oro», dal settembre del 2011. «Tenere basso il prezzo dell’oro serve a proteggere il dollaro Usa da una esplosione incontrollata dell’aumento del valore del dollaro e dei debiti in dollari». 
Certo, la domanda di oro continua a salire. Ma il prezzo viene tenuto basso col trucco dei “futures”: il prezzo dell’oro non è determinato dal mercato fisico, ma dalle scommesse speculative sul prezzo che si vuole stabilire.
«Praticamente tutte le scommesse effettuate sul mercato dei “futures” sono pagate in contanti, in moneta e non in oro», spiegano Craig Roberts e Kranzler. Così, «il pagamento in contanti dei contratti serve a spostare dal mercato fisico al mercato monetario il luogo in cui si determina il prezzo dell’oro». E’ il terreno perfetto per manipolazioni d’ogni genere. L’ultima macchinazione orchestrata? E’ legata alla Fed, per esempio, che ha deciso di far salire il picco del tasso di cambio del dollaro dopo aver annunciato la fine del “quantitative easing”. Appena la banca centrale Usa ha dichiarato che avrebbe smesso di stampare dollari per sostenere il prezzo delle obbligazioni, ha dato mandato alle banche di far scendere il prezzo dell’oro con nuove vendite “naked”, cioè “allo scoperto”. Funziona così: enormi quantità di contratti a termine “scoperti”, cioè solo di carta, vengono stampati per essere buttati, tutti in una volta, sul mercato dei “futures” nei momenti in cui il mercato tende a salire. «Aumentando l’offerta di “oro di carta”, le vendite di enormi quantità servono a far scendere il prezzo dei “futures”, ed è il prezzo del “future” che determina il prezzo a cui le quantità fisiche dei lingotti possono essere acquistate».

Stesso schema in Giappone, dove il prezzo dell’oro – su pressione di Washington – è stato fatto crollare per compensare l’effetto del nuovo massiccio programma di “Qe”. Obiettivo: impedire che l’oro si valorizzasse come bene-rifugio, a scapito della speculazione finanziaria. «L’annuncio del Giappone di voler creare moneta all’infinito avrebbe dovuto provocare un rialzo del prezzo dell’oro. Quindi, per evitare questa prevedibile risalita, alle 3 di notte – ora occidentale – mentre era in corso un intenso scambio di “futures” dell’oro, il mercato dei “futures” elettronico (Globex) è stato investito da una improvvisa vendita di 25 tonnellate di contratti Comex di “oro di carta”, allo scoperto, facendo scendere immediatamente il prezzo dell’oro a 20 dollari. «Nessun venditore onesto avrebbe buttato via il proprio capitale con una vendita di quel genere, in quel modo». Il prezzo dell’oro si è stabilizzato con un lieve rialzo, ma alle 8 del mattino – ora della costa orientale Usa – 20 minuti prima della apertura del New York Futures Market (Comex), sono state messe in vendita altre 38 tonnellate di oro in “futures di carta e allo scoperto”, sempre per far scendere il prezzo del lingotto. «Anche in questo caso, nessun investitore onesto si sarebbe liberato di una quantità tanto enorme di suoi beni personali, cancellando così improvvisamente la sua propria ricchezza».
Il fatto che il prezzo dell’oro sia determinato in un mercato di carta – in cui non c’è nessun limite di quantità nel creare la carta su cui scrivere i contratti – produce lo strano risultato che la domanda di lingotti di oro fisico si trovi in un mondo fuori dal tempo, senza rapporti con la produzione reale, e quindi il prezzo può continuare a scendere, annotano Craig Roberts e Kranzler. «La domanda asiatica è pesante, in particolare quella dalla Cina, e le aquile d’argento e d’oro stanno volando via dagli scaffali della zecca degli Stati Uniti in quantità da record. Le scorte dei lingotti si stanno esaurendo, ma i prezzi dell’oro e dell’argento continuano a scendere giorno dopo giorno». Spiegazione: «Il prezzo del lingotto non è determinato in un mercato reale, ma in un mercato truccato, fatto solo di carta, in cui non c’è nessun limite alla quantità e alla possibilità di creare “oro di carta”». Cinesi, russi e indiani «sono ben lieti che autorità americane corrotte, con questo sistema, rendano loro possibile acquistare sempre maggiori quantità di oro a prezzi sempre più bassi». Infatti, «un mercato truccato è proprio quello che ci vuole per gli acquirenti di lingotti, così come è proprio quello che ci vuole per le autorità Usa che si sono impegnate a proteggere il dollaro da un aumento del prezzo dell’oro».erto, «una persona onesta potrebbe pensare che esista una incompatibilità tra una forte domanda per un bene che può essere fornito solo in quantità vincolata e un contemporaneo calo del suo prezzo». Il fenomeno è più che anomalo: «Una situazione del genere dovrebbe suscitare l’interesse degli economisti, dei media finanziari, delle autorità finanziarie e delle commissioni del Congresso». Tutto tace, invece. «Dove sono le class action delle compagnie delle miniere d’oro contro la Federal Reserve, e contro le banche che custodiscono i lingotti, e contro tutti quelli che stanno danneggiando gli interessi delle società minerarie con contratti di vendita “allo scoperto” a breve?». Sottolineano Craig Roberts e Kranzler: «La manipolazione dei mercati, soprattutto sulla base di informazioni privilegiate, è illegale e altamente immorale. La vendita allo scoperto – “naked” – sta causando danni agli interessi delle miniere. Una volta che il prezzo dell’oro sarà portato sotto i 200 dollari l’oncia, molte miniere diventeranno antieconomiche. Dovranno chiudere. I minatori diventeranno disoccupati. Gli azionisti perderanno soldi. Come si può continuare a mantenere un prezzo a questo livello, ovviamente truccato, e continuare a manipolarlo?».
La risposta, scrivono Craig Roberts e Kranzler, è che «il sistema politico e finanziario degli Stati Uniti è stato inghiottito da un sistema di corruzione e criminalità», nientemeno. «La politica della Federal Reserve di brogli sui prezzi delle obbligazioni e dell’oro per dare liquidità alla speculazione del mercato azionario ha danneggiato l’economia e decine di milioni di cittadini americani, solo per proteggere le quattro mega-banche dai loro errori e dai loro crimini». Attenzione: «Questo uso privato della politica pubblica non ha precedenti nella storia». E’ puro banditismo. «I responsabili devono essere arrestati e mandati sotto processo e dovrebbero contemporaneamente essere citati per danni». Il guaio è che, accanto alle mega-banche, sono implicate le stesse autorità Usa, che «pagano S&P per mantenere un valore artificiale del cambio del dollaro e per trovare la liquidità necessaria per sostenere i titoli azionari e obbligazionari, particolarmente quest’ultimo tanto artificiosamente alto che i risparmiatori ricevono dalle banche un interesse reale negativo sui loro risparmi investiti in obbligazioni». Tutto abusivo, e pericoloso, perché il sistema finanziario è fuori dalla realtà dell’economia: «Quando le autorità non riusciranno più a tenere in piedi il castello di carte, il crollo del castello sarà completo».

«La costruzione di questo castello di carta – accusano Craig Roberts e Kranzler – è la prova della complicità degli economisti, dell’incompetenza dei mezzi finanziari e della corruzione delle autorità pubbliche e delle istituzioni private. I capi di una manciata di mega-banche responsabili di tutto questo problema sono le stesse persone che siedono al Tesoro degli Stati Uniti, alla Fed di New York e nelle agenzie che controllano la finanza degli Stati Uniti. Stanno usando il loro potere di controllo sulla politica pubblica per proteggersi e per proteggere le loro imprese dai loro stessi comportamenti insensati».
Dettaglio: «Il prezzo di questa protezione è tutto sulle spalle dell’economia e degli americani che pagano le tasse, e il prezzo da pagare sta continuando a salire».
Ok, l’America sarà anche la patria dell’economia, vista la quantità di Premi Nobel. Questo però non spiega «come gli economisti americani non abbiano notato che il prezzo dell’oro, dell’argento, delle azioni e delle obbligazioni emesse negli Stati Uniti non abbiano nessun rapporto con la realtà economica del paese. L’incompatibilità tra mercati e realtà economica non disturba, comunque, né i politici né gli economisti, che fanno solo gli interessi del governo e dei gruppi di interesse loro alleati». Il risultato? «E’ un’economia ridotta a un castello di carte», gestita da personaggi che «dovrebbero stare in galera, anziché al governo».


http://www.libreidee.org/2014/12/gangster-al-governo-brogli-doro-per-salvare-il-dollaro/

12 July 2014

La confisca della casa

Casa dolce casa? Da sogno italiano a incubo europeo. Ricordate i prestiti vitalizi ipotecari della Fornero, in pieno conflitto di interessi con la sua "riforma" delle pensioni? Ne parlai nel lontano 18 maggio 2012 proprio qui.  Hanno indetto  una raccolta di firme per  il  referendum  abrogativo  della  sua malvagia legge, ma nessuno si è ancora sognato di bloccare sul mercato i suoi dannati "prodotti finanziari" (li chiamano così) immessi allo scopo di sfilare la casa agli Italiani over 65 e ai loro figli e nipoti. Gli danno anche il nome inglese, tanto per rendere più chiara la cosa: reverse mortgage (mutui reversibili). Renzi, coadiuvato dai suoi consulenti finanziari come Davide Serra (definito perfino da Bersani "il bandito delle Cayman") ci riprova e oltre a infliggerci numerose "tasse matrioscia" sulla casa, oltre a ritoccare le mappe catastali, ora  sta per varare in Parlamento una legge che prevede per i pensionati che non ce la fanno più a tirare avanti a causa della sua chemiotassazione, a confiscar loro direttamente quel tetto sopra la testa che si sono messi dopo tanti sacrifici. Funziona così: "la banca fa stimare il valore di mercato dell'appartamento, accende un'ipoteca ed eroga una somma che varia tra il 18 e il 40% di quel valore a seconda dell'età e del sesso (cioè dell'aspettativa di vita) del proprietario. L'operazione è terminata e da quel momento cominciano subito a cumularsi gli interessi sulla somma erogata. Facendo alcune stime, il vitalizio può ammontare per un appartamento del valore di 300mila euro a circa 54mila euro se il proprietario ha 65 anni. In caso  di un proprietario 80enne di un'abitazione del valore di 1,5 milioni di euro, può arrivare al 30% di quel prezzo, ossia a circa 470mila euro" (da Libero) .
In altre parole, il governo abusivo del Putto Mannaro  si porta avanti e fotografa già come saremo tutti noi tra 20 anni, nel caso in cui tra una gragnuola di tasse espropriative e l'altra,  intendessimo campare.
Vu' campa' ? E allora ti sfilo via la casa. Tutto apparentemente pulito, tutto legale secondo l'etica del "è il mercato Bellezza". Perfino il Sole 24, scrisse a suo tempo che trattasi di feroce anatocismo trasferito sugli eredi.  Inoltre in caso di mancata vendita entro un anno dell'immobile ricevuto come contropartita del prestito vitalizio ipotecario, di introdurre, accanto all'ipoteca di primo grado, un mandato irrevocabile a vendere post mortem. Molti contestano questa concessione che rischia di violare i principi a tutela del debitore (patto commmissorio), la libertà testamentaria e gli eredi (sempre da il Sole 24).

Insomma per  concludere, i banditi delle Cayman, amici e consiglieri del Putto Mannaro, un sogno alla fine di queste truffe, ce lo lasciano: la lotteria del VinciCasa. Che cos'è? :
 «È il primo gioco che dà la possibilità di vincere un premio concreto come un’abitazione, che è il sogno più diffuso e ambito nel nostro Paese», ha annunciato Emilio Petrone, amministratore delegato del gruppo, che tra qualche giorno sbarca in Borsa. «La casa, del valore di 500 mila euro netti», ha precisato il manager, «sarà scelta e comperata direttamente dal vincitore che, assistito da Sisal, avrà due anni di tempo per farlo». (articolo Casa contro la crisi da Libero).
Pensate un po':  il "sogno" (il loro) adesso sbarca pure in Borsa alla faccia dei pollazzoni rapinati, scorticati e dissanguati. E se  poi qualche fortunato dovesse vincere, dovrà sopportare nuovamente le vessazioni delle tasse, l'occhiuto catasto riformato dai Befera e successori.  Inoltre potrebbe fare la stessa fine di quegli sventurati che senza aver vinto la Lotteria, ma avendo lavorato e risparmiato, si vedono portar via la loro proprietà. 
Ma attenzione - ammoniscono questi pervertiti criminali:  Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica.
Gratta e VinciCasa: c'est plus facile!

Per chi volesse saperne di più,  ecco cosa ci attende quando il patrimonio immobiliare passa da genitori in figli, a causa della morte dei primi:

  http://www.rischiocalcolato.it/2014/07/come-lunione-sovietica-europea-ci-espropria-la-prima-casa.html.

 Anche qui ci sarebbe da aprire una lunga parentesi, sul perché hanno fatto in modo da eliminare la famiglia con ogni mezzo, incoraggiando le coppie di fatto (non importa di che sesso). Ma per ora mi fermo qui. 

Mammona Troika fa i calcoli a lunga gittata sui nostri soldi, sui nostri beni, sulla nostra vita, sulla nostra morte, sui nostri figli e nipoti. Mammona comanda e Putto "picciotto" Mannaro, va ed esegue....
Che Dio  se li strafulmini!

23 June 2014

Patuelli, ombrelli, paracadute e false promesse


L'avete mai vista la faccia grifagna di Antonio Patuelli, presidente dell'ABI? Eccovela. Sembra un uccellaccio rapace. Roba da Lombroso. Non c'è una parola pronunciata da questo essere che non suoni falsa: basta guardare la sua espressione. E ascoltare il suono delle sue promesse  fasulle. Le banche prestano già alle imprese e pertanto non c'è stretta creditizia, le banche erogano mutui agevolati... E ora ascoltate bene cos'altro garantisce e promette...
Il cronista di La Gabbia Filippo Barone, lo insegue e gli chiede se è vero che ci sarà bisogno di "soldi pubblici" per salvare le banche e costui rimbecca tra l'imbarazzato e il visibilmente seccato: "Soldi pubblici? Nemmeno un centesimo". Si dice "soldi pubblici" perché rastrellati dallo stato a noi privati, ma in realtà sarebbe più esatto dire  "soldi nostri". Cioè di noi privati cittadini.
A fine maggio sono iniziati gli stress test per le banche dell’Unione Europea per accertarne rischi e requisiti di capitali. I risultati verranno pubblicati in ottobre. Gli stress test sono condotti dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalle autorità di vigilanza nazionali degli Stati membri, in stretta collaborazione con il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB), la Banca Centrale Europea(BCE) e la Commissione Europea. Le banche italiane sotto osservazione sono 15:


  • Carige (già travolta da uno scandalo)
  • Monte dei Paschi di Siena (già travolta da scandali)
  • Piccolo Credito Valtellinese
  • Banca Popolare di Milano
  • Intesa San Paolo
  • Mediobanca
  • Unicredit
  • Banca popolare dell’Emilia Romagna
  • Banca Popolare di Sondrio
  • Banca popolare di Vicenza
  • Banco Popolare
  • Credito Emiliano
  • Iccrea Holding
  • Unione Banche Italiane
  • Veneto Banca

Che succede se una delle banche non supera gli stress test? A pagare sarà il pubblico. Non lo dico io, ma il Capo della Vigilanza delle Banche europee Danièle Nouy (ennesima quota rosa). La donna in sede Ue ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di soldi di ombrelli pubblici, definiti chiaramente a livello nazionale. Chiedo agli Stati di onorare i forti impegni presi in merito alla costituzione di fondi per proteggere le banche. Ombrelli che rispondono subito in caso di crisi”.
Danièle Nouy


I banchieri vogliono un punto di PIL per regalarlo agli istituti in difficoltà. Quanti soldi sono? Circa 15 miliardi di euro. Chi pagherà? I contribuenti con nuove tasse e non è nemmeno da escludere un prelievo forzoso dai conti correnti.


post da http://maxsomagazine.blogspot.it/2014/06/a-ottobre-15-miliardi-euro-alle-banche.html

Su in alto potete vedere il video dal programma “La Gabbia” nel quale  Filippo Barone chiede, nel merito,  spiegazioni a Patuelli e a Padoan.
"Soldi pubblici?" chiede con la faccia finto sbalordita Patuelli. "Nemmeno un centesimo". Le ultime parole famose. Ma perfino un giornalista economico arruolato nelle scuderie mondialiste come Federico Fubini di Repubblica, è stato costretto ad ammettere in detto servizio tv, che i governi sono imbarazzati nel  parlare  apertamente di "denaro pubblico". Ombrello, paracadute, backstop, come altro vogliamo chiamarlo?

L'ipotesi  è di 15, 16, 17 miliardi di rifinanziamento. Chi sborsa? I cittadini, ovviamente. L'estate è appena iniziata, ma prepariamoci al peggio... L'autunno che verrà, del resto, è la stagione nella quale si aprono...gli ombrelli.