I soprusi, le angherie e gli altolà di Bruxelles nei confronti degli stati-membri (e in particolare dei paesi mediterranei tra i quali il nostro) sono così tanti, che in questi anni è impossibile contarli. Per Bruxelles infatti gli stati della Ue sono dei vassalli che devono cedere sempre più sovranità e quando questo non avviene fioccano multe, sanzioni da capogiro e nuovi pretesti per nuovi indebitamenti che incaprettano i popoli. Per giorni e giorni il fondo comunitario per le catastrofi ambientali è stato tenuto in ostaggio dal Parlamento Europeo. Come è noto i rappresentanti di Olanda, Finlandia, Svezia, Germania e Gran Bretagna, si erano opposti allo sblocco dei finanziamenti, per "esigenze di bilancio comunitario". Aiutare una zona in difficoltà devastata da una calamità naturale, dovrebbe essere la madre di tutte le preoccupazioni di una comunità di stati, ma così non è. La verità è un'altra: si vuole approfittare delle catastrofi e delle calamità naturali per mostrare chi conta di più, chi conta di meno, e chi non conta un bel nulla. E la Ue lungi dal creare legami e vincoli fraterni tra popoli, crea invece una competitività cannibalesca e spietata. Qualsiasi richiesta d’aiuto, o di finanziamento, verrà sempre più utilizzata come strumento di ricatto dai governanti che si riuniscono a Bruxelles in un osceno estenuante giuoco di "contrattazioni".
Ida Magli che ormai è da considerarsi una Madre Nobile contraria da almeno 15 anni alla Ue di Maastricht (il suo saggio "Contro l'Europa" risale addirittura al 1998) scrive nel suo articolo La Solidarietà della Ue :
Ida Magli che ormai è da considerarsi una Madre Nobile contraria da almeno 15 anni alla Ue di Maastricht (il suo saggio "Contro l'Europa" risale addirittura al 1998) scrive nel suo articolo La Solidarietà della Ue :
Indispensabile a questo punto fermarsi un momento a riflettere sui rapporti psicologici e affettivi presenti fra i vari paesi dell’Ue e che questo episodio mette in luce forse meglio che non le numerose occasioni precedenti proprio perché un terremoto non è colpa di nessuno e provoca in chi lo subisce un trauma, una perdita di sicurezza e di speranza che va molto oltre all’effettiva perdita materiale. Esistono infatti specifici studi dedicati all’antropologia delle catastrofi, e quelli sui terremoti sono i più indicativi sotto questo aspetto.L’imprevedibilità di una natura considerata fino a quel momento massimo e indispensabile sostegno per la vita, il venir meno del terreno sul quale si appoggiavano i piedi, la scomparsa dei punti di riferimento quotidiani, dal paesaggio più lontano al tetto della casa vicina e al campanile della chiesa che era lì prima che nascessimo e che non ha mai mancato di presenziare alle tappe più commoventi della vita del paese. Tutto insomma ciò che è denso di significato per l’uomo può sparire, e sparisce in pochi secondi e ci dice con forza quanto siamo deboli, malgrado il nostro lavorare, costruire, studiare, pensare, cantare, pregare, amare. Non essere solidali con chi ha subìto un terremoto significa che non si è fratelli, che non si appartiene alla stessa umanità.
Come mai, dunque, tanta aridità, tanta durezza verso i terremotati italiani? Da parte di paesi poi che sicuramente non sono poveri e che rifiutano di contribuire a una cifra piccolissima in rapporto ai bilanci Ue, bilanci cui pure l’Italia partecipa, comprese le nuove orribili e mastodontiche torri che la Bce ha preteso per i suoi uffici e che sono costate diversi miliardi. Ebbene i nostri politici debbono prendere atto del fatto che l’unificazione europea è un progetto fallito.
Come mai, dunque, tanta aridità, tanta durezza verso i terremotati italiani? Da parte di paesi poi che sicuramente non sono poveri e che rifiutano di contribuire a una cifra piccolissima in rapporto ai bilanci Ue, bilanci cui pure l’Italia partecipa, comprese le nuove orribili e mastodontiche torri che la Bce ha preteso per i suoi uffici e che sono costate diversi miliardi. Ebbene i nostri politici debbono prendere atto del fatto che l’unificazione europea è un progetto fallito.
Ed ecco un altro lampante esempio recente, relativo alla Spagna, di un'Europa matrigna e nemica dei popoli, prelevato dal blog Crisis, what crisis? .
Come è noto ci sono 400 mila famiglie spagnole sbattute in mezzo alla strada dalle banche perché non riescono più a pagare il mutuo, storie che avevamo già visto accadere in Argentina e negli Stati Uniti nel 2008-2010. Ma il governo spagnolo ha intenzione di non lasciar cadere i propri cittadini nel buco nero dell’indigenza e del dormire in macchina, e così ecco il felice provvedimento.
Il governo ha annunciato inoltre la creazione di un fondo sociale di abitazioni – immobili pignorati dalle banche per insolvenza – da affittare a prezzi bassi per cittadini senza fissa dimora. Ma subito dopo l’annuncio è arrivato l’altolà da Bruxelles: per qualsiasi nuova regolamentazione nel settore finanziario bisogna consultare i tecnici della Commissione e la Banca centrale europea.
Non appena gli avvoltoi si sono accorti che in uno dei Paesi controllati si sta disobbedendo, ovvero prendendo provvedimenti che tamponano l’impoverimento generalizzato della popolazione, ecco arrivare l’altolà. Oltretutto lo stop ha anche poco senso nel difendere gli interessi delle banche, visto che gli appartamenti pignorati restano chiusi e invenduti perché non li compra nessuno.
E’ un intervento volto quindi esclusivamente a schiacciare la sovranità della Spagna, e la capacità del suo governo di difendere i cittadini dalla completa disperazione.
Mi pare possano bastare solo questi due esempi per confermare appieno lo spirito di quel disprezzo arrogante e borioso dell'eurocrate Jacques Attali quando ebbe a dire : «Ma cosa crede, la plebaglia europea, che l'euro l'abbiamo creato per la loro felicità?».










