Mi è capitata sotto gli occhi un'intervista di Toni Negri concessa al rotocalco Vanity Fair. Vale la pena di leggerla interamente, poiché il "rivoluzionario", il "latitante" della cosiddetta Autonomia Operaia, gruppo della sinistra extraparlamentare costituitosi dopo Potere Operaio di cui fu uno dei fondatori), il fiancheggiatore veneto della lotta armata, afferma: «Mi auspico che Bruxelles prenda le redini dell’Italia dopo il 4 marzo. Non lo desidero, per me la burocrazia europea è il grande nemico. Però è meglio avere qualcosa, che il nulla più completo. Angela Merkel, fatti avanti…».
Ma guarda un po'! un "rivoluzionario" che ragiona tale e quale a Mario Monti e a Elsa Fornero. E già che ci siete, provate un po' a chiedervi perché la Fornero ha potuto fare una legge ammazza-pensionati senza che nessun brigatista avesse mai osato gambizzarla. Per molto meno di lei, qualche povero giuslavorista ci ha rimesso la vita. Altri tempi, altre stagioni.
Ma ora quel "mona" del Toni si lamenta perché la sinistra è "polverizzata" e quindi cerca di trovare un rimedio alla sua polverizzazione dove? Nell'eurocrazia. La medicina è sempre la stessa, quella che tanto piace alla Bonino (lui ai radicali deve molto perché lo candidarono deputato) e a Della Vedova: più Europa. Del resto nella Ue si annidano fior fior di sessantottini come Daniel Cohn-Bendit, già primula rossa del maggio francese, che ne magnificano la funzione di cane da guardia delle nazioni. Noterete che nell'intervista di Negri (anni 84) trapela una certa simpatia per il suo coevo, Silvio Berlusconi (anni 82).
Quest'ultimo, per paradosso del destino, in questi giorni ha dichiarato in Sardegna, salendo, tutto ridanciano e trionfante sul solito predellino, la sua intenzione di candidarsi alle europee per combattere, quello che secondo lui rappresenta il nuovo comunismo del III millennio: il sovranismo e il populismo. Nuovi fronti popolari crescono.... O forse nuovi CLN.
Vuoi scommettere che il Cavaliere anticomunista ora si allea coi più irriducibili marxistoni della storia, pur di rimanere in sella?
Il Cavalier di Troia (copyright: Massimo) è stato rilanciato per combattere il nuovo pericolo crescente nei sondaggi: Matteo Salvini. Ecco perché non più tardi dell'altra sera Alessandra Moretti (la Ladylike frequentatrice di beauty farm) del PD magnificava dalla Palombelli le prodi gesta dell'anziano, ma impavido Paladino (della causa europea) di Arcore. Lo trattano con insolito riguardo anche tutti quei media che prima lo dileggiavano per mestiere e vocazione. Troia (ovvero l'Ue) brucia, ma c'è ancora chi non l'ha capito e sogna di infiltrare un cavallo (o meglio un cavaliere un po' acciaccato) all'interno delle sue mura. Ma che la costruzione Ue sia destinata al suo crollo ce lo fa capire perfino Juncker in uno dei suoi rari momenti di sobrietà dalla bottiglia, quando fa lacrime di coccodrillo sull'austerity spietata applicata alla povera Grecia.
E' singolare come in questi ultimi tempi, ci sia un via vai incessante di topi (anzi, di pantegane) in movimento pronti a saltare giù dalla nave che affonda. Chi si è pentito, chi si è dissociato, chi puntualizza, chi stigmatizza... Erano tutti euristi ora sono tutti euroscettici! Ecco cosa scrive Bersani lo Smacchia-giaguari in un retroscena di Augusto Minzolini sul Giornale: “Ricordo ancora la direzione in cui posi i dirigenti del partito di fronte all’opzione governo Monti o elezioni. Mi trovai di fronte un fuoco di sbarramento di sei interventi di esponenti di primo piano che consideravano Monti una scelta obbligata. Poi c’era Napolitano… Da quel momento, tutte le settimane, per un anno, sono stato sottoposto a un esame di ‘montismo’ (poverino!). E anche se avevo qualche dubbio sull’efficacia della politica del loden, dovevo accettare l’impostazione di chi, per far dimenticare il proprio passato comunista, pensa sempre che abbiano ragione gli altri. La verità è che in molti si ubriacarono di retorica europeista. Trasformarono un’idea buona, l’Europa unita, in un’ideologia…”.
In controtendenza, rispetto a questo pentitismo dell'ultima ora, va Berlusconi il quale chiarisce che la sua candidatura è una scelta di responsabilità: "Alla bella età che ho (82 anni ndr), ho deciso per senso di responsabilità di andare in Europa, dove manca il pensiero profondo sul futuro del mondo". E' un pensiero stupendo/nasce un poco strisciando/...
Vuoi scommettere che il Cavaliere anticomunista ora si allea coi più irriducibili marxistoni della storia, pur di rimanere in sella?
Il Cavalier di Troia (copyright: Massimo) è stato rilanciato per combattere il nuovo pericolo crescente nei sondaggi: Matteo Salvini. Ecco perché non più tardi dell'altra sera Alessandra Moretti (la Ladylike frequentatrice di beauty farm) del PD magnificava dalla Palombelli le prodi gesta dell'anziano, ma impavido Paladino (della causa europea) di Arcore. Lo trattano con insolito riguardo anche tutti quei media che prima lo dileggiavano per mestiere e vocazione. Troia (ovvero l'Ue) brucia, ma c'è ancora chi non l'ha capito e sogna di infiltrare un cavallo (o meglio un cavaliere un po' acciaccato) all'interno delle sue mura. Ma che la costruzione Ue sia destinata al suo crollo ce lo fa capire perfino Juncker in uno dei suoi rari momenti di sobrietà dalla bottiglia, quando fa lacrime di coccodrillo sull'austerity spietata applicata alla povera Grecia.
E' singolare come in questi ultimi tempi, ci sia un via vai incessante di topi (anzi, di pantegane) in movimento pronti a saltare giù dalla nave che affonda. Chi si è pentito, chi si è dissociato, chi puntualizza, chi stigmatizza... Erano tutti euristi ora sono tutti euroscettici! Ecco cosa scrive Bersani lo Smacchia-giaguari in un retroscena di Augusto Minzolini sul Giornale: “Ricordo ancora la direzione in cui posi i dirigenti del partito di fronte all’opzione governo Monti o elezioni. Mi trovai di fronte un fuoco di sbarramento di sei interventi di esponenti di primo piano che consideravano Monti una scelta obbligata. Poi c’era Napolitano… Da quel momento, tutte le settimane, per un anno, sono stato sottoposto a un esame di ‘montismo’ (poverino!). E anche se avevo qualche dubbio sull’efficacia della politica del loden, dovevo accettare l’impostazione di chi, per far dimenticare il proprio passato comunista, pensa sempre che abbiano ragione gli altri. La verità è che in molti si ubriacarono di retorica europeista. Trasformarono un’idea buona, l’Europa unita, in un’ideologia…”.
Bella confessione, ma se ne accorge solo ora? Non è l'unico dotato di cotal e cotanta sagacia. Prima di lui c'è stato Prodi che ci fece sborsare pure una tassa di ingresso per entrare in questo Paradiso, il quale in tempi recenti ne ha criticato "gli egoismi". Insomma, del senno del poi sono piene le tombe! E' solo che nelle tombe questi scellerati ci hanno spedito brutalmente gli altri, gli Italiani.
Volersi sentire giovane ed aggrapparsi a un regime nato vecchio e prossimo al suo crack è una follia che nemmeno Erasmo da Rotterdam avrebbe concepito. Voler combattere il "nuovo comunismo" dei populisti aggrappandosi ai vecchi comunisti in cancrena, poi, non se ne parla!













