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15 November 2016

Gli è proprio Bischero!


Cucù! la bandiera azzurra a 12 stelle della Ue non c'è più!
In questi ultimi tempi Renzi dev' essere proprio alla frutta e spara le sue ultime cartucce. Spuntate. In questi giorni ne abbiamo  viste e sentite di tutti i colori. Lettere con refusi inviate agli Italiani all'estero nella duplice veste di Abusivo di Palazzo e di vincitore delle Pecorarie piddiote con annessi cinesi al seguito. Refusi come il fatidico BASTAUSI.IT dove manca la "n". Interessante! Dev'essere una sorta di swahili rignanese. Forse non è nemmeno il caso di fare ricorso per aver violato la par condicio: è già un autogoal clamoroso, la sua lettera.
Pensate che goduria, è già uno slogan referendario da far rotolare per terra dalle risate : vota www.bastausi.it







Ora vuole scrivere altre lettere agli italiani residenti sul nostro territorio e non ha niente di meglio che scrivere "la maggioranza silenziosa è con noi". 
Ma se è silenziosa lui come fa a saperlo? Roba da paragnosta. "Con noi via dalla palude", "Io nella palude non ci resto se dobbiamo lasciare le cose come stanno vengano altri che son bravi a galleggiare".
Ma caro mio, tu provieni  proprio da quella politica politicante che ai galleggiamenti è abituata da tempo: pertanto galleggerai eccome.

Poi una sequela di manfrine, di  ammuine e meline contro la Ue, commedie e baruffe buone solo per i gonzi boccaloni. Prima finge di litigare sui conti presentati con quell'ubriacone di Juncker, dandogli del burocrate.  Ma no! Roba da copyright esclusivo! Dovrebbe brevettare il marchio da tanto è originale nell'insulto. 


 In queste ore ha deciso di bloccare la revisione di medio termine del bilancio pluriennale dell'Unione europea per il 2014-2020. In altre parole, ha fatto mettere il veto preventivo. Ad annunciarlo a Bruxelles il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi, che ha spiegato come la decisione arrivi perché «mancano le risorse per le priorità italiane: immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile e ricerca».
«Non accettiamo muri con i nostri soldi» ha tuonato  da Catania con toni minacciosi.

Oh che povero cucù! Possibile che non vuoi capire che c'è ancora qualcuno che, a differenza di te, sa conservare qualche brandello residuo di dignità e che il muro se lo costruirebbe anche di notte con malta, cazzuola, mattoni e cemento senza i soldi della Ue, pur di frenare l'invasione? Sì, quell'invasione quotidiana che ci infliggi ogni giorno del Domineiddio sottraendo denaro pubblico utile per i bisogni degli  Italiani, fiaccati da una crisi senza fine.


Ovviamente le sue risse con i "burocrati" della Ue  sono  solo un bluff referendario e tutto finirà quanto prima a tarallucci e vino. Il disco verde al bilancio da Bruxelles arriverà, perché l'aiutino al referendum glielo daranno, per amore o per forza.  Come è un bluff referendario l'aver fatto sparire la bandiera azzurra con le 12 stelle della Ue.  I maligni dicono che l'idea sia venuta al guru americano Jim Messina, già consigliere di Barack Obama per l'ultima campagna elettorale. Eliminare i simboli europei e tenere solo chiari riferimenti al patriottico tricolore è stato letto come un tentativo sfacciato di intercettare i favori di quell'elettorato euroscettico che poco digerisce l'invadenza di Bruxelles. Già che c'era ci poteva mettere addirittura  il Giglio mediceo dell'antica Signoria. Naturalmente da Palazzo Chigi hanno smentito l'insinuazione. 
Per dirlo alla toscana, gli è proprio bischero. Anzi, bischeraccio. 

Un'altra sua memorabile pupazzata è stata quella di mettersi in prima fila alla première dello sceneggiato tv "I Medici" di produzione internazionale, un polpettone che oltretutto presenta numerosi errori e falsi storici.
Red carpet per lui a Palazzo Vecchio a Firenze per la prima della fiction di Raiuno in onda  per quattro martedì. Oltre a Matteo Renzi, per l'occasione anche l'immancabile  Maria Elena Boschi e Dario Franceschini, il  cast della serie tv,  il sindaco di Firenze Dario Nardella, Luca Lotti e i vertici RAI .
Lì,  il Pittibullo si è concesso pure un fuori programma facendo del ciceronaggio per alcuni illustri ospiti  tra i quali l'attore Richard Madden che interpreta il ruolo di  Cosimo de' Medici, portandoli in visita in alcuni ambienti dell'edificio.  "Questa è anche la storia straordinaria di Firenze - ha detto con magniloquenza nell'intervento prima della proiezione - "del resto cosa sono i Medici se non una straordinaria famiglia che partendo da un borgo sperduto del Mugello riesce a disseminare il mondo di bellezza". Nel mentre, si sentiva auto beatificato da tanta preziosa aura rinascimentale che avrebbe voluto far ricadere su di lui.
Mi piacerebbe sapere se, per l'occasione,  si è messo a fare sfoggio d'Inglese come la fatidica vache espagnole. 

Ma intanto tra una "bischerata" e l'altra il rischio serio di brogli nelle votazione all'estero c'è, eccome : elettori che votano due volte, plichi non recapitati, postini che non recapitano, tipografie che non stampano, irregolarità d'ogni tipo di cui dà conto il Fatto. 


Vigileremo, ma  tutte queste cose  sono indicatori evidenti di debolezza e non di forza.

12 November 2016

NOOO!

Le stanno tentando tutte per giocare sporco, molto sporco. L'ultima di Renzi è quella di scrivere una lettera agli Italiani che votano all'estero senza specificare che vogliono togliere il senato e del tutto propagandistica ai fini  del SI, giocando furbescamente sulla sua doppia nomina: segretario del Pd e  primo ministro. E' già un caso, l'ennesimo, che riguarda le sue scorrettezze. Abbiamo avuto da lui un quesito referendario farlocco e ingannevole;  c'è stato di recente l'accesso sbarrato a suon di  manganellate poliziesche di un corteo del NO  a Firenze, durante i giorni di quella cialtronesca Leopolda.
Tra poche ore  forse la Renzi-Alfanosbirraglia potrebbe rendere difficile il sit-in a Salvini, Meloni,  FI e altre forze del No che certamente interverranno numerose a Firenze in quel di Santa Croce . O magari si serviranno delle solite zecche rosse dei centri sociali, per creare ostruzionismi ed impedimenti d'ogni sorta. I forum e i blog dei giornali pullulano di trollazzoni insopportabili, volgari, molesti...peggio delle cimici marmorate al servizio di Renzi per il tramite del suo spin doctor Filippo Sensi.
I camerieri mediatici organizzano in tv,  incontri dove lui, er Bomba, può spararle sempre più grosse, mettendovi dei contraltari modesti quali contrappesi. In pratica abbiamo il mondo contro.  Eppure tira un'aria nuova, un'aria di rivolta che è già palpabile ovunque.

Troll piddioti al lavoro

Le mie ragioni del NO le ho già espresse in tre post, rispettivamente del 1 giugno, 1 settembre e del 25 settembre 2016.  Ma non esito a scriverne altre che sono insieme tecniche, giuridiche e politiche.

Voto NO, perché la costituzione si cambia (e si migliora) in un regime di sovranità e non perché ce lo ordinano le banche d'affari  come JP Morgan.

Voto NO, perché la schiforma Boschi-Renzi è un'ordalia che spacca il paese mentre i Padri Costituenti, pur nel catastrofico scenario postbellico, si sedettero intorno ad un tavolo per redigere una carta in grado di essere espressione  di una pluralità di forze politiche, ancorché antitetiche tra di loro.

Voto NO perché "riforma" significa aggiungere qualcosa in più e meglio e non togliere 47 articoli di interesse democratico.

Voto NO perché questa  "riforma" renderà sempre più difficile la partecipazione delle persone alla vita politica triplicando il numero di firme necessarie per presentare le Leggi di Iniziativa Popolare (da 50 mila a 150 mila) ed aumentando notevolmente quelle per i Referendum (da 500 mila ad 800 mila).

Voto NO, perché la "modifica" del titolo V della Costituzione toglie autonomia alle regioni e centralizza le competenze locali sotto il tallone ferreo del cosiddetto Stato, primo passo verso un sovrastato Ue.

Voto NO perché non credo alle menzogne dei potenti che dicono che “se vince il NO” succederanno disastri, la Borsa crolla, le agenzie di rating ci declassano (l'hanno già fatto con la Brexit, lo farebbero comunque...).

Voto NO, perché non sopporto i ricatti del "teniamoci Renzi, sennò vi diamo la Troika". Renzi è già un figlio di Troika, bugiardo e tirapiedi dei potenti.

Voto NO, perché non è vero che con l'abolizione del Senato si risparmia e perché non voglio senatori nominati dalle regioni  che si dividano, a  mezzo servizio, tra le stesse e palazzo Madama. Per di più, con le guarentigie dell'immunità parlamentare.

Voto NO, perché con la nuova legge elettorale (il cosiddetto Italicum) si espropria la sovranità  al popolo e la si consegna a una minoranza parlamentare che grazie a un truffaldino premio di maggioranza, si impossessa di tutti i poteri.


Da ultimo, anche se  qualcuno non trovasse sufficiente  tutte queste ragioni per votare NO, ce n'è una che vale per tutte: non voglio mai più un presidente del Consiglio imposto con la forza da un autocratico presidente della repubblica  senza che sia espressione del consenso elettorale degli Italiani. Non voglio una Repubblica fondata sui voucher per i giovani, quale unica opportunità. Ergo, Renzi se ne deve andare.

                                                                   NO!

09 November 2016

Media Mainstream, GO HOME!



E' già la seconda volta che i media e i loro sondaggisti fanno flop. La prima volta è stata con la Brexit. Spegniamo la tv, mandiamo al macero il mondo cartaceo, non cibiamoci più dei mass media, smettiamola di pagare il canone tv e cingiamo d'assedio la sede della Rai, menzognera e parassita. Fino all'1,30 di ieri notte il "salotto vespasiano" de noantri, i mentana, i lerner, le berlinguer e i vari recettori nostrani delle grandi testate americane, quelli che copiano i compiti dai network e  dalle testate Torquemada yankee "liberal", i calligrafi che mettono in bella copia le testate della Nuova Inquisizione Internazionale, trasmettevano a reti unificate lo stesso identico film: Hillary for President. 
She's a woman, dopotutto. E dopo il primo negro, ora ci vuole  per forza anche la prima donna presidente. Tutti all'insegna dell'ordalia: uomini contro donne, negri contro bianchi, wasp contro latinos. Chi vince l'ordalia è un "vero" democratico, anche se le ordalie le facevano i barbari più feroci. Ormai la finzione ha assunto un livello tale che chi la crea si identifica nei loro script hollywoodiani a base di propagandistici whishful thinking. E invece no, le cose sono andate diversamente.

And the winner is... The Donald. Credo che Clint Eastwood, vecchio repubblicano abbia dato una spiegazione importante del fenomeno: "Dal mio ranch, io riesco a sentire l’esercito di Trump marciare verso le urne. Suoni vittoriosi!”.
I "suoni vittoriosi" sono quelli della gente comune, della working class, dei ceti medi, reduci da una crisi sistemica che sembra non avere fine. 

Purtroppo per vincere con una buona causa, occorre stravincere. E chissà i brogli che avranno comunque fatto i dem e i loro sponsor oligarchici,  per mantenere percentuali accettabili. Ma la buona causa che è quella della gente comune, quella brava gente che si poteva vedere ai comizi di Trump ,alla fine ha vinto. La sinistraglia liberal e politically correct non si rassegnerà e i gonzi dei nostri media mainstream si faranno risatacce sguaiate su parrucchini arancioni, sull'amicizia di Trump per Briatore, sulle guasconate del suo carattere, senza nemmeno averlo messo alla prova.



Sguinzaglieranno la Magistratura per vedere se tra le sue dichiarazioni dei redditi, c'è qualche ammenda non pagata o qualche tassa inevasa, andranno a rovistare nell'album di vecchie foto ingiallite per vedere se c'è qualche ex amante che ha particolari piccanti da raccontare sul suo conto. Ma la verità è che l' "ordinary people" americano, a differenza che da noi, è arrivato alla saturazione di media prezzolati dalle banche e dalla Finanza, di intellettuali leftist da salotti chic, e che in USA è già passata una regola aurea: diventa redattore e cronista di te stesso, e vai a cercarti la tua verità sul web, lontano dai giornali e dai network. Ed è proprio questo tipo di persone che gli ha dato credito e fiducia, e si è stretto intorno a lui. 

Complimenti a The Donald. Buon lavoro al 45esimo  Presidente:  il lavoro duro per lui comincia solo adesso, a partire dalla sua nomina.
Ma  ora tocca a noi europei. E in particolare, all'Italia.

07 November 2016

Duello a stelle e strisce




La campagna elettorale americana per le presidenziali 2016  è sembrata una sfida all'ultimo sangue, una di quelle cruente rese dei conti da film western. Peggio, scene da gangster story,  senza esclusione di colpi. Non sto a riassumere tutti gli scandali quasi quotidiani che hanno riguardato i due contendenti. Fa parte della loro campagna a base di colpi bassi. Tra poche ore sapremo chi sarà il vincitore. Non c'è in ballo solo la presidenza di un paese con un ruolo ancora egemone del mondo. C'è una Grande Impostura mediatica che partendo dagli States,  soffoca non solo loro, ma coinvolge tutto il mondo, cosiddetto occidentale. Il NYT, il Washington Post, il Newsweek la CNN, la Fox, CBS, NBC ecc. sono i nuovi Torquemada moderni che diffondono quel Pensiero Unico ripreso poi  anche dagli organi di stampa periferici come i nostri giornali e media.

In altri tempi ci saremmo tutti messi a ridere nel  guardare quelle ridicole convention con palloncini, bandierine stelle e strisce, baci e abbracci, stelle hollywoodiane che si prestano a fare da testimonial. Oggi è diverso. 
Di solito non  amo fare il  tifo per candidati di un paese non mio. E' il popolo americano che deve decidere quale amministrazione darsi. 
Ma la verità è che le amministrazioni passate si sono così pesantemente ingerite nella nostra vita politica (e continua...)  che è impossibile non fare altrettanto, seppur in innocua veste di spettatori. Per troppo tempo coloro i quali credevamo amici si sono  mostrati  nemici che marciavano alla testa di un corteo fatto di gente fiduciosa e confidente, sotto la falsa bandiera di "libertà", "pace" e "democrazia",  parole ormai svuotate di vero significato. Per troppo tempo, abbiamo assistito al dramma della  nostra fiducia mal risposta.

Gli Usa sono l'unica potenza nel pianeta che riesce a muovere guerre contro l'universo-mondo facendone pagare i lauti costi ai cosiddetti alleati: costi economici, costi in termini di pesanti migrazioni fatte sopportare a noi, instabilità diffusa, destabilizzazioni, provocazioni, basi militari a casa d'altri, pesanti ingerenze politiche ecc.
Della serie, dai nemici mi guardo io, dagli amici (e alleati) mi guardi (ci guardi) Iddio. 

Ecco perché c'è  molto interesse per un avvenimento politico come il rinnovo della Presidenza degli Usa che di solito dovrebbe essere circoscritto all'ambito nazionale (il loro)...Perché c'è la segreta speranza (spes, ultima dea) che la prigione planetaria dentro la quale siamo stati brutalmente cacciati, possa in qualche misura, venire infranta.
Di Hillary Clinton non voglio parlare, dato che se ne è parlato anche troppo. Qua e là pullulano sopranomi (Killary, Hitlery ecc.). Come pure vignette grottesche, emails,  scandali di wikileaks; c'è la sua malattia tenuta nascosta, l'establishment che la protegge, le bugie e le numerose manipolazioni intorno alla sua figura ridotta sempre più male in arnese. Curioso che un paese che ha fatto della giovinezza, della vitalità e dell'eterna novità la sua cifra, punti su un personaggio da Sunset Boulevard. Non era forse il Paese del The Young and the Beautiful? 

Al momento Donald Trump, che i nostri servili media danno già per spacciato, potrebbe, invece, scompaginare i giochi. Chi nelle alte sfere lo sostiene, probabilmente cerca di recuperare l'immagine deteriorata e la caduta di prestigio degli USA dopo l'11 settembre 2001  fino ai nostri catastrofici giorni. 

Chi (come anche la sottoscritta) in Europa  lo sostiene vincendo un po' di quella schizzinosità tipicamente made in Europe ("è un volgare parruccone biondo"," sembra un bovaro", "è troppo avanti con gli anni", ecc) , spera in cuor suo  che la sua elezione ponga fine ad  una politica di destabilizzazione globale, di false flag, di ologrammi da premiato laboratorio Cia chiamati Isis, di una Nato che ci trascina in guerre senza fine, di una  political correctness divenuta la nuova museruola repressiva dei nostri tempi, del parassitismo usuraio ad opera delle potenti banche d'affari fallimentari tenute in piedi con ogni mezzo illecito (bail-in, bail-out, derivati e  altri prodotti finanziari tossici). Di oligarchi doppiogiochisti che fanno gli speculatori-filantropi e i piromani-pompieri. Che interferiscono pesantemente nella sovranità delle nazioni e dei popoli. Di mode  d'Oltreatlantico imposte dall'alto e  di modelli di vita disgregativi, del suo mercato predatore e senza regole. Tutto questo deve  poter finire, perché oltre far soffrire il mondo, fa soffrire anche gli stessi comuni cittadini americani. .

Ieri  non ero affatto disposta ad accettare la cortina di ferro dell'Est, la sua politica totalitaria e liberticida.  Oggi non sono affatto  disposta ad accettare un totalitarismo liberticida e i suoi disvalori da Ovest. Meglio, da Far West, il lontano occidente. Troppo lontano!
Come me, la pensano tanti altri onesti cittadini del mondo.  
Pertanto non sono così illusa e ingenua da dire: "Vinca il migliore". Semplicemente, vinca il meno peggio. E il meno peggio in questo momento è Trump. 

02 November 2016

Bergoglio non porta fede né speranza né carità




La speranza degli Italiani si sbriciola con le recenti scosse di terremoto. Le più devastanti e tremende per violenza e impatto che hanno distrutto luoghi stupendi dell'Umbria e delle Marche che tutti ci invidiano. La Bellezza, in quanto la più vulnerabile delle prerogative umane, non ci salva e non salverà sé stessa dalle catastrofi. La famosa frase di Dostoevskij ("la bellezza salverà il mondo") è stata assunta come uno sciapo slogan dall'Unesco, ma non è mai stata intrinsecamente compresa. Tra l'altro, nella lingua russa ha un significato eminentemente diverso da quello estetico comunemente attribuitogli.  Bellezza, in questo caso,  è più che estetica; possiede una dimensione etica, religiosa, trascendente. Il grande scrittore russo vedeva in Gesù un seminatore di bellezza.
Troppe piaghe bibliche in un sol colpo, troppe maledizioni (la teoria della "punizione divina" da parte del viceministro israeliano  Kara) per non pensare che in fondo nulla è mai per caso.

Cosa dovrebbe fare un papa in questi casi? Semplicemente fare il pastore di anime, portare speranza, aiutare i suoi fedeli a non scoraggiarsi, illuminare l'accidentato percorso con la voce del vero spirito, quel percorso interrotto da  tanta furia degli elementi della natura. E invece chi abbiamo? Un usurpatore falso-modesto, falso-umile, falso-buono, un demagogo che eccelle solo in luoghi comuni, in banalità plateali ad uso mediatico e in ipocriti e malvagi buonismi che non fanno che aggiungere benzina sul fuoco. Sono lontani i tempi dei papi come Pacelli (foto sottostante) che sfidò le bombe di Roma per abbracciare con larghe braccia una folla dolente, sofferente e impaurita, gesto insieme solenne, ieratico,coraggioso. Anche oggi è  in atto una guerra, sebbene con mezzi non convenzionali, ma nessuno ci aiuta e ci conforta  davvero.



Ma vengo alle più recenti  cronache. E' noto che durante le ultime scosse di  terremoto Bergoglio non abbia detto mezza parola di riprovazione nei confronti dell'infelice brutale  dichiarazione sulla "punizione divina" dell'Italia propugnata del viceministro della Cooperazione regionale di Israele, Ayooub Kara, per aver aderito all'astensione in sede UNESCO sulla città vecchia di Gerusalemme,  insieme ad altri 28 stati europei. Curioso questo Dio a senso unico! Ma guarda un po': su  28 stati  che si sono astenuti all'Onu-Unesco, la "punizione divina" del terremoto è toccata  solo ed esclusivamente all'Italia?!? Si vede che tutti  gli altri sono meno "peccatori". Bergoglio il logorroico, quello che ha sempre la battuta facile, questa volta ha stranamente taciuto.  E si sa, chi tace acconsente.

Andiamo avanti. Una catastrofe è una catastrofe e in questi casi, non preghiere, caro il mio Gesuita, ma opere di bene. Invece si limita a dire che "pregherà per le vittime"? E' un po' poco.
La coscienza di molti cattolici si indigna e non mancano articoli particolarmente pungenti, risentiti e amareggiati come quelli di Antonio Socci ben  riassunti qui su Huffington, e di Blondet.

"È rimasta in piedi solo la facciata, un'immagine che a molti è apparsa come un presagio di una chiesa che sta crollando lasciando in piedi, appunto, solo la facciata", scrive Socci.
E ancora: 

Ma cosa aveva di così urgente da fare Bergoglio, invece di consolare gli afflitti?  (tra l'altro questa  è una delle opere di misericordia spirituale). Lui dopo aver incassato il Premio Carlo Magno (Kalergi) 2016,  ha innanzitutto la sua Agenda mondialista  da mandare avanti e perciò,  col suo borsone nero da doganiere e con i  suoi pesanti scarponi da Scarpantibus è volato al raduno dei luterani in Svezia.
Il pensiero religioso unico e sincretico, non può attendere. Era una priorità?
 L'occasione è storica - si dice: la commemorazione dei 500 anni (meno uno) della Riforma protestante, nella cattedrale di Lund. Era proprio il 31 ottobre 1517 quando Martin Lutero affisse le 95 tesi nella chiesa di Wittenberg. Ma Socci lo incalza: 

«Papa Francesco va in Svezia dal nemico Lutero, mentre la Basilica di Norcia crolla per le scosse del terremoto che ha devastato il centro Italia. San Benedetto è stato il grande unificatore spirituale e culturale dell'Europa. All'opposto del santo di Norcia  sta la figura di Martin Lutero, su cui potremo avere mille pareri diversi, ma è incontestabile che sia stato, storicamente, il grande divisore dell'Europa e della cristianità.

E mentre gli Italiani sono distrutti da terremoti, macerie,  tasse, vessazioni da malgoverno e alluvioni migratorie per le quali si praticano espropri su larga scala (la recente requisizione della Caserma Montello a Milano e i fatti di Ficarolo a Rovigo), lui che fa? Pontifica a vuoto e lancia l'ennesima bolla papale pro migrantes: 

“Non dobbiamo spaventarci per i migranti perché l’Europa è stata fatta da una continua integrazione di culture”. “Se la Svezia ha perso la sua capacità di accoglienza” non è “per egoismo” e serve “prudenza” dei governanti nella fase di accoglienza, per poter dare “casa, lavoro, cultura” a tutti. “Non si può chiudere il cuore a un rifugiato”.
Però!



Più che chiudere il cuore, bisognerebbe rinchiuderlo in manicomio. In quale scenario di distruzione li vorrebbe accogliere questi "rifugiati"? E a spese di chi? E sulle spalle di quali persone, se non noi?
Un pontefice divisivo come lui (piace solo a comunisti, piddioti e sinistri vari e a non credenti), che non sa ispirare una vera fede, né sa trovare benefiche parole di speranza né mostrare autentici gesti di carità per i sofferenti vicini e sotto i suoi occhi (gli Italiani), preferendo propugnare la dottrina ONU, va esautorato quanto prima.
Non ci voleva che questa calamità "argentina" tra le tante che abbiamo già in corso d'opera.