Nessie New Logo

19 January 2016

Il Gulag europeo mostra le sue falle

Queste che leggete sono le dichiarazioni effettuate da tre architetti della Ue: Jacques Attali, Padoa-Schioppa, Giuliano Amato. Tutti e tre si dichiarano rei confessi. Sapevano dell'impianto antidemocratico della UE. TPS lo chiama addirittura "dispotismo illuminato". Attali ammette di "aver dimenticato" di proposito  di scrivere un articolo per uscire dalla trappola di Maastricht. Amato fa dichiarazioni di  intenzionale illeggibilità del Trattato di Lisbona, di cui è stato uno dei redattori. Tanto peggio così: se non altro  i cittadini eviteranno "pericolosi referendum". 

Capito in che mani  lorde siamo finiti?
Tuttavia non è detto che le cose andranno secondo i piani criminali di questi loschi figuri. 
Qualcosa bolle in pentola:..





Polonia e Ungheria, assieme alla repubblica Ceca, all’Olanda e alla Slovenia, hanno impresso un diverso corso al pensiero unico tedesco e, più in generale, a quello europeo controllato dai poteri straforti. L’immigrazione, innanzitutto. Hanno tirato su fili spinati, alzato muri, deciso che prima entrano i profughi cristiani. 

Bene lo ha espresso nel servizio che oggi riprendiamo di Maurizio Blondet, dedicato proprio con dovizia di dettagli al nuovo scacchiere geopolitico: “Tutti i poteri forti sono terrificati da quel che sta facendo PiS (Diritto e giustizia) : affermare la propria sovranità per esempio nella scelta dei giudici costituzionali, la prerogativa dello Stato nelle nomine di radio e tv di Stato, soprattutto l’aumento della tassazione sui profitti delle banche (l’aveva già fatto Orban) e preparando un progetto di legge per liberare i poveri debitori polacchi dal peso dei mutui in franchi svizzeri” Eccetera…. -


Reazione? Le agenzie di rating hanno gridato che quell’economia non è più forte. Mentre “Juncker ha aperto l’infrazione” e Schulz (presidente dell’europarlamento), invitava la Polonia (accusata di perseguire una politica di “putinizzazione” dell’Europa) ad attenersi ai “valori democratici europei”.


Insomma, un processo. Perché la Polonia ora sfugge al controllo della Germania e quindi della Nato. Eccetera…

E aggiunge Blondet che “il 6 gennaio, in una località di villeggiatura invernale nel Sud della Polonia, Kaczyński e Orban si son parlati a quattr’occhi per 6 ore. Un lunghissimo colloquio in cui “hanno rinsaldato la storica amicizia polacco-ungherese e gettato le basi di una stretta collaborazione politica tra i due governi”, ossia riconosciuto il comune nemico e deciso di coordinare la reazione contro di esso nel quadro dei rispettivi, e convergenti interessi nazionali”.-



E il resto? Il resto acconsente, perché gli episcopati polacco e ungherese, non sono usciti ad esternare scomuniche. Tutt’altro. Come più volte scritto da queste pagine, i vescovi polacchi e ungheresi stanno dalla parte giusta, dalla parte dei loro popoli. A differenza della Chiesa italiana che non sta con il popolo italiano bensì con le strutture e le organizzazioni di accoglienza dei migranti. Poi vengono gli sfigati egoisti senza lavoro di casa nostra.


D’altra parte il fronte indipendentista è proprio nella linea Maginot di quegli stati che da soli si oppongono all’invasione dell’Europa. Sono loro gli stati che secedono dall’Europa. Non occorre sbandierare il no euro o fare alleanze con i post fascisti nazionalisti in Europa per stroncare la Merkel. Occorre fare quello che stanno facendo, con le proprie Chiese al seguito, Polonia e Ungheria e gli altri insieme.

Paesi a maggioranza cattolica, tranne la repubblica Ceca, e che sono in rotta con El Papa. Ma questo non lo scrivono i giornali. Che invece osannano Bergoglio quando invoca i migranti a resistere. (da  Nuova Indipendenza) .


Altre chiese, altri stati (cinque, per l'esattezza). Lontani dalla Roma della CEI e del Papa gesuita. Lontani da Bruxelles e da Berlino. Vedremo come e quando  si aprirà  qualche varco di libertà da questa gabbia. 

15 January 2016

La Germania paga il prezzo di politiche permissive




In questo momento assistiamo ad una sorta di schizofrenia tedesca, assai poco nelle corde di un popolo notoriamente sicuro di sé, organizzato e pianificatore. Dov'è finito il loro ALLES ORGANISIERT? 
Purtroppo è il prezzo della loro miope ubbidienza alle politiche mondialiste. I famosi 1.100 profughi siriani  appena accolti in ottobre hanno creato   uno scompiglio e marasma indescrivibile. Tanto che si parla di mini Schengen da ripristinare. Tanto che perfino il sindaco Dreier di un circondario della Bassa Baviera, governatore di Landshut ha urlato al telefono alla cancelliera di non farcela più e minacciando di spedirle i profughi a Berlino. Angela Merkel era stata irremovibile: «Se lei mi manda i suoi rifugiati, dovrò rispedirli in Grecia». Ma stamane il governatore di Landshut, ha concretizzato la sua minaccia, facendo salire 31 profughi su un bus e li ha fatti partire per Berlino. Dreier vuole incontrare Merkel e consegnarle i siriani di persona. Lei, ovviamente, non ci sarà. Ma secondo fonti vicine al sindaco, l’intento è quello di far capire all’opinione pubblica che non si risolve il problema dei profughi pensando che con l’inverno ne arrivino meno: «C’è un ingorgo: quelli dei mesi scorsi stanno ancora lì. Non ne possiamo più». (fonte La Stampa).

Bene, tutti i nodi vengono al pettine e  la nipotona di Kalergi (ha ricevuto il premio intitolato a suo nome nel 2010)  non può più  permettersi di  fare la generosa sulla pelle dei  suoi cittadini.

C'è un'altra grana, quella delle piscine. Avete presente le piscine tedesche e svizzere? Pulite e linde che ci si può pranzare sul fondale. Anche lì, alles organisiert:  gabine e caselli portascarpe belli lustri,  prato inglese  ben rasato  quando si è nella bella stagione...Insomma una delizia.

Ora sono prese d'assalto da immigrati allupati che alla vista di donne, danno in escandescenza. L'effetto-Colonia non è  ancora stato smaltito, tanto che in molte città tedesche si parla di voler sospendere il Carnevale.

Come ha spiegato anche il direttore agli Affari sociali Markus Schnapka, il Comune di Bornheim si è visto obbligata a tener fuori tutti gli immigrati maschi dalle piscine pubbliche dopo le rimostranze di diverse ragazze che lamentavano di essere state infastidite sessualmente da un gruppo di profughi arrivato in piscina da un vicino centro di accoglienza. Non ci sono state denunce penali e non si configurerebbero veri e propri reati. Le ragazze hanno dichiarato di essere state seguite e infastidite con apprezzamenti di tipo sessuale da un gruppo di giovani profughi che era entrato nella piscina pubblica. Il gruppo avrebbe cominciato a comportarsi in maniera non conforme alle regole dello stabilimento, utilizzando la torre del trampolino che era stata chiusa. E poi avrebbe iniziato a infastidire ragazze e signore. "So con questa misura di fare un torto alla gran parte dei profughi che non hanno colpa - ha spiegato Schnapka - ma non vedo altra possibilità per dare un segnale. La nostra concezione di uguaglianza fra i sessi non è in discussione". (fonte Il Giornale).

Occhio però alle ritorsioni della Merkel sulla possibilità di una mini Schengen, fatta in esclusiva per loro. La mini-Schengen che i tedeschi hanno in testa includerebbe comunque un nocciolo duro di Paesi forti dell’area euro. Il progetto si basa in  un ripristino dei controlli ai confini che includerebbe Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Francia e Germania, era affiorato a dicembre, ispirato dagli olandesi e ufficializzato dal capo della cancelleria, Peter Altmaier, che aveva anche battezzato il gruppo: «coalition of the willings», coalizione dei volenterosi.
E' un progetto che viene ora ripescato per punire Italia e Grecia (tanto per cambiare!) colpevoli di non aver fatto gli Hot Spot, i centri di identificazione dei richiedenti asilo, e di chiudere da tempo un occhio sia sugli ingressi sia sulle registrazioni delle impronte digitali. «Troppo comodo fare i generosi o i leader “di sinistra” quando sai di essere un Paese di transito», sintetizza una fonte parlamentare germanica.
Qualche mal di pancia i tedeschi lo hanno pure a causa della chiusura di frontiere dell'Est come la Slovacchia. Dopo le aggressioni di Colonia, la Slovacchia non vuole più saperne di accogliere profughi musulmani. «Non vogliamo che accada anche in Slovacchia qualcosa di simile a quel che è successo in Germania», ha spiegato il capo del governo slovacco Robert Fico.

Se poi ci aggiungiamo anche i morti per attentato terroristico a Istanbul che ha ucciso 10 turisti di cui otto tedeschi, possiamo dire che l'anno per la Germania e la sua Mutti Angie è iniziato molto male.

Oh, Germania pallida madre/come insozzata/ siedi tra i popoli!

11 January 2016

Vignola: i frutti della violenza




Vignola (provincia di Modena) è il paese delle ciliegie. Tutti conoscono i famosi "duroni" di Vignola, le ciliegie più scelte e più costose d'Italia. Come conoscono la suggestiva festa dei ciliegi in fiore che si svolge nel maggio d'ogni anno. Ma qui non ci sono fiori né frutti. Solo i frutti della violenza e della protervia di 6 giovani magrebini, nei confronti di alcuni ragazzini italiani.  La notizia è passata un po' in sordina, perché posta sotto il cono d'ombra dei fatti di Colonia e di altre città tedesche. Ma vale la pena di riprenderla e di analizzarla, dandovi l'importanza  e il risalto che merita. Prelevo qui da La Gazzetta di Modena.

Un'aggressione terribile ai danni di cinque ragazzi minorenni martedì notte in via Resistenza a Vignola. Secondo la ricostruzione effettuata da diversi genitori dei ragazzi, tutti di famiglie vignolesi e di età compresa tra i 16 e i 17 anni, il gruppo di giovani, che stavano rientrando nelle loro case a piedi dopo una serata trascorsa in pizzeria, è stato fermato da una banda di sei adulti magrebini, all'altezza dell'incrocio con via della Pace, non lontano dal bar Dolce Vita.
La tensione è salita subito alle stelle e i ragazzi sono andati nel panico, trovandosi inaspettatamente ad avere a che fare in piena notte – erano circa le 23,30 di martedì - con sei magrebini del tutto sconosciuti. La situazione è degenerata, con risvolti inquietanti. I magrebini, infatti, hanno minacciato i ragazzi sparando in aria un primo colpo di pistola, quindi intimando loro di radunarsi in gruppo (qualcuno riferisce anche che li abbiano messi in fila, ma questo sarà un aspetto da chiarire). Infine i magrebini hanno chiesto loro qualche cosa del tipo: «Credete in Dio o in Allah?».

I ragazzini fatti mettere tutti in fila,  se la sono cavata rispondendo di non credere a niente mentre gli altri (tutti maggiorenni in età compresa tra i 22 e 24 anni) hanno sparato con la pistola per aria. La stampa (sia quella ufficiale che quella locale) cerca di minimizzare l'accaduto sui magrebini che si sono costituiti presso i Carabinieri, che hanno parlato di "goliardata", che la pistola era una scacciacani. La cosa è comunque grave. A che gioco giocavano? Al gioco dell'ISIS?

Ma la verità è che gli stranieri -  nordafricani e di altre etnie (non ultimo cito anche quella storiaccia degli otto sinti di un campo nomadi di Genova-Bolzaneto che hanno ridotto in fin di vita a suon di botte e calci,  un pensionato 63enne) - si sente  in diritto in casa nostra di compiere scorribande e misfatti d'ogni genere: minacciare, rapinare, stuprare, molestare, rubare, provocare, ferire, uccidere. E di rimanere illeso e impunito, coperto dalle complicità non solo politiche, ma mediatiche. E che è ora di dire BASTA! Ma basta per davvero. Nessuno osi più toccare un Italiano! 

Chiedo pertanto la collaborazione dei lettori di questo blog di mettere nero su bianco le cifre di quanti Italiani sono morti in questi ultimi 15 anni di frontiere colabrodo. Tanti! Così tanti che non si possono nemmeno  più contare.


Lo avete sentito il PD in questa come in altre circostanze raccontare la fòla di Vignola come cittadella dove tutti gli stranieri sarebbero "ben integrati"? Forse mi sono distratta, ma osservare come ciascuno di questi gruppi allogeni abbia la tendenza a rinchiudersi nelle loro enclave per "fare branco" con il quale proteggersi,  favorendo l'omertà e quindi l'impunità dei loro atti criminali, non è quel che si dice propriamente "un'integrazione". E del resto è utopico pensare di far valere l'ordine pubblico entro i nostri confini, quando hanno deciso che  non ci  devono essere più confini. Fare giustizia dentro la nostra patria, quando hanno deciso che le patrie devono saltare come birilli. 

Ho sentito che sabato prossimo 16 gennaio ci sarà una manifestazione a Modena. L'ennesima. Non dico che certe iniziative non vadano bene...Dico però che non bastano più e che sono puramente dimostrative. Si costituiscano quanto prima  dei comitati di quartiere per l'autodifesa e la sicurezza dei cittadini, piuttosto. Ogni vicino di casa, guardi alle spalle al proprio e viceversa. Organizzatevi al meglio. Hanno deciso di condannarci all' estinzione e di sostituirci. Pertanto solo noi, possiamo salvare noi stessi.

PS: Ho cercato sul web, ma non ho trovato alcuna foto dei sei  teppisti magrebini. E nemmeno le generalità circa  i loro nomi e cognomi.
Forse volevano salvaguardare la loro privacy. Quella che vedete in alto è una foto di finzione simbolica. 

07 January 2016

Stupri magrebini in Germania




"E' nato nu criaturo, è nato niro,e 'a mamma 'o chiamma Ciro, sissignore"... 
Questa tammurriata è stata composta ispirandosi agli sbarchi di quegli "alleati" che con disinvoltura si prendevano le donne con la forza e poi nasceva qualche bambino di colore.
Chi non ricorda i “goumiers” (da “goum”, reparto militare marocchino arruolato nel medesimo villaggio e clan) che ebbero  carta bianca per due giorni, come premio della vittoria che implicava il diritto di vita e di morte sulle popolazioni civili, il furto dei loro beni e la violenza sulle donne. Era stato questo l’incentivo che aveva convinto i marocchini a combattere per i francesi andando all’assalto delle posizioni nemiche alla testa dei reparti alleati. Così per due giorni e due notti razziarono, violentarono, uccisero. Stuprarono donne e bambine, dagli otto agli ottant’anni, obbligando padri e mariti ad assistervi. Eppure non ci fu un tribunale del dopoguerra che obbligasse i dirigenti francesi (tra i quali il generale Juin che guidò l'assalto abominevole)  a chiedere perdono. Vae victis! - come suol dirsi. Ma archiviamo le marocchinate  del  passato e veniamo al presente. Ovvero agli stupri, agli assalti, alle molestie e ai numerosi borseggi e furti a Colonia durante la notte del Capodanno.

C'è però qualcosa di strano. Come mai, da Capodanno se ne parla con insistenza solo ora? Per notizie che corrono in tempo  reale alla velocità della luce, 5 giorni di silenzio-stampa è un tempo lunghissimo. Viene il sospetto che la stampa tedesca abbia nascosto parecchi scheletri nell'armadio per favorire il governo Merkel. E che scheletri!  E perché ci sono versioni tanto contrastanti circa il numero degli stupri? alcuni giornali parlano di 35 stupri, altri di  80 compresi fra Colonia, Dusseldorf, Amburgo e Stoccarda. Altri si limitano a scrivere che finora ci sono state 60 denunce. Poi 90. I nostri schifosi TG battono tutti i record di "credibilità": 1000 maschi di origine magrebina che hanno pianificato le loro nefandezze via web si sono limitati a un solo stupro e a tanti palpeggiamenti. Cosa temono il TG 1, 2, 3, di creare "allarme sociale" e sentimenti "xenofobi" nel dirci la verità?
Li avete ascoltati questi vermi di mezzibusti che appaiono spaventati solo al pronunciare la parola "nord africani" e "mediorientali"? Acrobazie a base di eufemismi, giri di frasi  del tipo:  "dai racconti delle vittime sarebbero stati   di aspetto nordafricano o mediorientale". Ci mancava poco che dicessero: "forse le vittime nei loro resoconti hanno un po' esagerato".

Ma la vera barzelletta di questa mesta vicenda è la sindachessa  di Colonia Henriette Reke col suo nuovo pacchetto sicurezza  che prevede  l’introduzione di un codice di comportamento (una sorta di zibaldone)  al quale le donne si devono attenere. Esso verrà presto reso disponibile su internet e le esorterà a mantenersi a “distanza di sicurezza" da persone dall’aspetto straniero, di non girare per le strade da sole ma sempre in gruppo, di chiedere aiuto ai passanti in caso di difficoltà, di informare immediatamente la polizia in caso notino persone sospette e di non assumere in pubblico atteggiamenti che possano essere fraintesi da persone di culture altre ("andere Kulturkreise"). Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere!  Perché già che c'è, questa nota cultrice dell'"accoglienza" ad ogni costo, non obbliga le donne a mettersi il burqa o il niqab, così, tanto per passare inosservate e al riparo dalle molestie? C'est plus facile! Poi sarebbe un passo verso "l'incontro di culture", il "dialogo col diverso" e via col lessico multikulti stereotipato. 

Quel che è accaduto a Colonia e nelle altre città tedesche, è un atto di  proterva "conquista" del continente europeo, una vera e propria invasione basata sullo stupro etnico, proprio come quelli avvenuti durante le guerre d'occupazione quando la soldataglia razziava, violentava, rubava, saccheggiava, profanava e uccideva. Il pianto di una povera ragazza tedesca dai lunghi e lisci capelli biondi presumibilmente bella, che non osava mostrare il volto alle telecamere per l'onta subita,  parla fin troppo chiaro.
Truppe marocchine durante la "liberazione"

Una domanda: ma dove sono finite quelle rincoglionite delle femministe coi loro idioti slogan, coi loro cortei contro il "mostro domestico",  il "femminicidio" e altri ONUcomunismi? Forse che i "mostri allogeni" sono diventati meno violenti  e meno pericolosi solo  perché provenienti dal Terzo mondo? E se lo stupro è "etnico" allora diventa automaticamente accettabile e merita l'omertà più ottusamente bovina? 
Più semplicemente, sono  troppo impegnate con le politiche LGBT, i Genitori A e genitori B, le stepchild  adoption e altre frescacce. In ogni caso, è  ormai sempre più evidente che sono le vivandiere rosse del Nuovo ordine mondiale. Sì, rosse di vergogna.


Sullo stesso argomento:

http://parolescorrette.blogspot.it/2016/01/il-conto-della-stupidita.html

04 January 2016

L'Albione del Leviatano



Le vacanze natalizie offrono il pretesto per lunghe letture e meditazioni. Ho finito di leggere un vecchio  saggio, "Terra e mare" di Carl Schmitt e in esso si trovano molti spunti interessanti di quella "rivoluzione spaziale planetaria" che  a partire dal periodo elisabettiano si è protratta fino ai nostri giorni, continuando con l'attuale globalizzazione. L'idea-fulcro di Schmitt è che la storia del mondo sia storia della lotta tra le potenze marittime contro le potenze terrestri, storia del Leviatano (la possente balena) contro Behemot, l'animale mitico che si immaginava come un possente toro o elefante (o  anche ippopotamo). La regina Elisabetta fu certamente ritenuta la grande fondatrice del dominio inglese sui mari. Fu lei a iniziare la guerra contro la Spagna, potenza mondiale cattolica e fu sotto il suo governo che l'Armada spagnola (detta "l'invincibile")  venne sconfitta nel 1588 sulla Manica. Fu sempre lei a onorare pirati come Francis Drake e corsari navigatori come Walter Raleigh entrambi nominati "sir" da lei stessa. E fu sotto il suo regno che prese avvio  nel 1600 la leggendaria Compagnia delle Indie Orientali. In precedenza gli inglesi erano allevatori di pecore che mandavano la lana nelle Fiandre  per trasformarla in tessuti. Con la citata sovrana invece  affluivano all'isola britannica i favolosi bottini dei corsari e dei pirati. "La regina si rallegrava di tali tesori e se ne arricchiva". 
Un ottimo esempio di capitalismo di rapina e di quelli che divennero ben presto corsairs-capitalists (capitalisti corsari) è offerto da Schimtt attraverso le vicende  piratesche della famiglia Killigrew di Cornovaglia. 

La famiglia Killigrew risiedeva ad Arwenack in Cornovaglia. Al tempo della regina Elisabetta il capofamiglia era Sir John Killigrew, viceammiraglio di Cornovaglia e regio governatore ereditario di Bendennis Castle. Egli agiva in perfetta sintonia con Lord Burleigh primo ministro della regina. (...) I Killigrew organizzavano gli assalti e le scorrerie, appostavano le navi che si avvicinavano alle loro coste, vigilavano sulla spartizione del bottino e vendevano quote, carichi e uffici. Il palazzo che la famiglia abitava sorgeva direttamente sul mare  in un settore chiuso del porto di Falmouth, ed era dotato di un passaggio segreto per giungere ai moli. (...) Quando diventò l'abile ed efficiente collaboratrice del  marito, la nobile Lady Killigrew aveva già avuto modo di assistere nella sua attività, il padre, un insigne gentleman pirate. Provvedeva ad alloggiare pirati in casa sua ed era la più ospitale delle padrone di casa. (...). 
Di rado l'attività della famiglia Killigrew fu disturbata o addirittura impedita dalle autorità regie. Soltanto una volta, nel 1582, si giunse ad una vera e propria interferenza. Una nave dell'Ansa, stazzante 144 tonnellate e di proprietà di due spagnoli, a causa di una tempesta era stata costretta a riparare nel porto di Flamouth. Dato che in quel periodo l'Inghilterra era in pace con la Spagna, gli ignari spagnoli gettarono l'ancora, proprio di fronte al palazzo di Arwenack. Lady Killigrew notò la nave dalla finestra, e il suo occhio esperto vide subito che il carico era costituito da preziose stoffe olandesi. Nella notte del 7 gennaio 1582 uomini armati dei Killigrew, guidati personalmente dalla Lady, assalirono il vascello inerme, massacrarono l'equipaggio, gettarono cadaveri in mare e tornarono ad Arwenack con le preziose stoffe olandesi ed altro bottino. La nave stessa scomparve misteriosamente in direzione dell'Irlanda I due proprietari spagnoli per loro fortuna  non si trovavano a bordo, poiché avevano pernottato in una locanda sulla terraferma. Sporsero quindi denuncia presso il competente foro inglese di Cornovaglia, il quale dopo alcune indagini, pervenne alla conclusione che la nave era stata probabilmente rubata da ignoti e che per il resto delle circostanze non potevano essere ulteriormente chiarite. Ma si dava il caso che i due spagnoli avessero buone relazioni politiche, sicché riuscirono a portare la questione all'attenzione delle autorità di Londra, tanto che fu ordinata una nuova inchiesta. Lady Killigrew e i suoi accoliti dovettero presentarsi al cospetto di un tribunale della contea. La gentildonna fu riconosciuta colpevole e condannata a morte. Due suoi complici furono giustiziati, lei fu graziata all'ultimo momento.


                                                                        
Ricopiato manualmente  (e non copiaincollato) dal saggio "Terra e Mare" di Carl Schmitt" - Edizioni Adelphi (pag. 49, 50, 51) .

                                                 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

De te fabula narratur. Il saggio di Schmitt scritto nel lontano 1942 è un affascinante amalgama di interpretazione storica, e teoria politica, mitografia e teologia, filosofia ed un pizzico di esotorismo che contiene felicissime intuizioni anche sul ruolo di quello che sarà il continente americano: "la vecchia e troppo piccola isola, insieme a tutta la potenza marittima mondiale costruita su di essa, doveva essere agganciata alla nuova isola e portata in salvo da una gigantesca nave da salvataggio". Sono pertanto gli Stati Uniti d'America la vera grande "isola contemporanea". Soprattutto nella realtà dei fatti si è già insediato sulla scena mondiale il vero nuovo "arbitro della terra", gli Stati Uniti d'America. Schmitt spiega il suo ruolo giuridico-internazionale richiamandosi alla celebre dottrina Monroe del 1823. La  piccola isola d'Albione che si fonde  con "l'isola maggiore" d'Oltreatlantico, nasce da un "bisogno conservatore di sicurezza geopolitica". Razza, lingua e cultura ne sono elementi  aggiuntivi certamente idonei alla sua composizione. E la predazione dei Leviatani continua...Qualcuno li fermerà? E se sì, chi sarà il nuovo Behemot, l'animale mitico di terra, in grado di imbrigliarli?