Queste che leggete sono le dichiarazioni effettuate da tre architetti della Ue: Jacques Attali, Padoa-Schioppa, Giuliano Amato. Tutti e tre si dichiarano rei confessi. Sapevano dell'impianto antidemocratico della UE. TPS lo chiama addirittura "dispotismo illuminato". Attali ammette di "aver dimenticato" di proposito di scrivere un articolo per uscire dalla trappola di Maastricht. Amato fa dichiarazioni di intenzionale illeggibilità del Trattato di Lisbona, di cui è stato uno dei redattori. Tanto peggio così: se non altro i cittadini eviteranno "pericolosi referendum".
Capito in che mani lorde siamo finiti?
Tuttavia non è detto che le cose andranno secondo i piani criminali di questi loschi figuri.
Qualcosa bolle in pentola:..
Polonia e Ungheria, assieme alla repubblica Ceca, all’Olanda e alla Slovenia, hanno impresso un diverso corso al pensiero unico tedesco e, più in generale, a quello europeo controllato dai poteri straforti. L’immigrazione, innanzitutto. Hanno tirato su fili spinati, alzato muri, deciso che prima entrano i profughi cristiani.
Bene lo ha espresso nel servizio che oggi riprendiamo di Maurizio Blondet, dedicato proprio con dovizia di dettagli al nuovo scacchiere geopolitico: “Tutti i poteri forti sono terrificati da quel che sta facendo PiS (Diritto e giustizia) : affermare la propria sovranità per esempio nella scelta dei giudici costituzionali, la prerogativa dello Stato nelle nomine di radio e tv di Stato, soprattutto l’aumento della tassazione sui profitti delle banche (l’aveva già fatto Orban) e preparando un progetto di legge per liberare i poveri debitori polacchi dal peso dei mutui in franchi svizzeri” Eccetera…. -
Reazione? Le agenzie di rating hanno gridato che quell’economia non è più forte. Mentre “Juncker ha aperto l’infrazione” e Schulz (presidente dell’europarlamento), invitava la Polonia (accusata di perseguire una politica di “putinizzazione” dell’Europa) ad attenersi ai “valori democratici europei”.
Insomma, un processo. Perché la Polonia ora sfugge al controllo della Germania e quindi della Nato. Eccetera…
E aggiunge Blondet che “il 6 gennaio, in una località di villeggiatura invernale nel Sud della Polonia, Kaczyński e Orban si son parlati a quattr’occhi per 6 ore. Un lunghissimo colloquio in cui “hanno rinsaldato la storica amicizia polacco-ungherese e gettato le basi di una stretta collaborazione politica tra i due governi”, ossia riconosciuto il comune nemico e deciso di coordinare la reazione contro di esso nel quadro dei rispettivi, e convergenti interessi nazionali”.-
E il resto? Il resto acconsente, perché gli episcopati polacco e ungherese, non sono usciti ad esternare scomuniche. Tutt’altro. Come più volte scritto da queste pagine, i vescovi polacchi e ungheresi stanno dalla parte giusta, dalla parte dei loro popoli. A differenza della Chiesa italiana che non sta con il popolo italiano bensì con le strutture e le organizzazioni di accoglienza dei migranti. Poi vengono gli sfigati egoisti senza lavoro di casa nostra.
D’altra parte il fronte indipendentista è proprio nella linea Maginot di quegli stati che da soli si oppongono all’invasione dell’Europa. Sono loro gli stati che secedono dall’Europa. Non occorre sbandierare il no euro o fare alleanze con i post fascisti nazionalisti in Europa per stroncare la Merkel. Occorre fare quello che stanno facendo, con le proprie Chiese al seguito, Polonia e Ungheria e gli altri insieme.
Paesi a maggioranza cattolica, tranne la repubblica Ceca, e che sono in rotta con El Papa. Ma questo non lo scrivono i giornali. Che invece osannano Bergoglio quando invoca i migranti a resistere. (da Nuova Indipendenza) .
Altre chiese, altri stati (cinque, per l'esattezza). Lontani dalla Roma della CEI e del Papa gesuita. Lontani da Bruxelles e da Berlino. Vedremo come e quando si aprirà qualche varco di libertà da questa gabbia.












