Pubblico due interessanti articoli di Paolo Deotto presi dal giornale on line "Riscossa Cristiana". Nel primo commenta il risultato della Corte di Strasburgo relativo ai matrimoni omosessuali. Nel secondo, come la Corte di Cassazione si uniforma al diktat della Ue in materia di sentenze relative alle unioni gay.
Un certo senso di nausea è inevitabile, e mi scuso se lo trasmetterò agli amici lettori, ma le ultimissime novità che arrivano da Strasburgo non colpiscono solo la morale e il buon senso, ma turbano anche lo stomaco, per l'insopportabile fetore che emanano.
Orbene, oggi, 13 marzo 2012, il Parlamento europeo, in seduta plenaria a Strasburgo, ha approvato il “rapporto sulla parità di diritti tra uomini e donne”, presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld. Tale “rapporto” impegna i governi dei 27 Paesi UE a non dare "definizioni restrittive di famiglia" allo scopo di negare protezione alle coppie omosessuali e ai loro figli.
Il passaggio più nettamente a favore dei matrimoni omosessuali è contenuto nel paragrafo 7 del rapporto, che il Ppe voleva cancellare con un emendamento (bocciato in aula con 322 voti a favore e 342 voti contrari). Sono stati inoltre approvati, nonostante l’opposizione dei popolari, i passaggi del rapporto in cui si chiede alla Commissione europea di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri che già le ammettono e al Consiglio europeo di "riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale".
Non mi soffermo sull'inevitabile coro di esultanza, in cui si distinguono personaggi di grande rilievo intellettuale quali una Paola Concia, lesbica dichiarata, o un Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. Inevitabile anche l'esultanza dei radicali, insignificanti come peso elettorale e devastanti come spessore intellettuale e morale, ma ricchi di spocchia e di convinzione di essere portatori della verità.
Quando Adenauer, Schuman e il nostro De Gasperi progettavano un'Europa unita, pensavano a Europa e Cristianesimo come binomio inscindibile. Scriveva Schuman: “Tutti i paesi dell’Europa sono permeati della civiltà cristiana. Essa è l’anima dell’Europa, che occorre ridarle”.
Abbiamo visto, vediamo ogni giorno, cos'è invece diventata l'Europa: un'unione di banche e speculatori, devota solo al dio danaro, e guidata da uomini che ormai hanno perduto completamente il senno, pretendendo di violentare la natura stessa.
Questi sciagurati, apologeti delle perversioni, lavorano su due fronti: la distruzione economica degli Stati, gettando le popolazioni nella miseria, e la distruzione morale e intellettuale, giungendo a qualificare come “diritto”, come tale meritevole di tutela giuridica, l'atto contro natura, e francamente ripugnante, dell'unione omosessuale. (continua) .
Il secondo articolo è la conseguenza diretta del primo: la nostra cara Corte di Cassazione, si allinea subito al dogma di Strasburgo di questa disastrosa Ue, che ci sospinge nel baratro ma salva solo i gay, manco fossero il problema più importante del mondo.
DEMENZA O CONFORMISMO? ORA SUI “MATRIMONI” TRA OMOSESSUALI ENTRA IN SCENA ANCHE LA CASSAZIONE
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| art. 29, 30, 31 della Costituzione sulla Famiglia |
Il secondo articolo è la conseguenza diretta del primo: la nostra cara Corte di Cassazione, si allinea subito al dogma di Strasburgo di questa disastrosa Ue, che ci sospinge nel baratro ma salva solo i gay, manco fossero il problema più importante del mondo.
DEMENZA O CONFORMISMO? ORA SUI “MATRIMONI” TRA OMOSESSUALI ENTRA IN SCENA ANCHE LA CASSAZIONE
Apprendiamo con gioia che anche la magistratura (poteva mancare?) mostra la sua ansia di unirsi al coro – dettato da demenza o da ansia del gregge, o da entrambe le cose assieme – dei laudatores delle “nozze” tra omosessuali. Con sentenza n. 4184, la prima sezione civile della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una coppia di invertiti italiani che, contratto “matrimonio” all'estero, ne avevano chiesto la trascrizione sui registri di stato civile del comune di residenza. Poiché il Comune aveva rifiutato la trascrizione, i due sposini avevano fatto ricorso alla magistratura, che lo aveva sempre respinto, poiché la nostra legislazione non prevede quel mix di obbrobrio e umorismo da caserma che è il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso. Ugualmente ha fatto la Cassazione, e fin qui, nulla da dire. Non poteva fare altro.
Però anche i magistrati sono uomini, sono uomini italiani, e come tali anche loro sono afflitti da uno dei più perniciosi vizi nazionali, ossia la ricerca del consenso, l'appartenenza alla moda dominante, indipendentemente da qualsiasi valutazione sulla follia, o meno, di tale moda. Poiché non è statisticamente possibile che tutti i giudici che hanno firmato la sentenza siano dementi, è infatti solo pensabile che siano ansiosi di mostrare quanto sono disciplinatamente omologati.
Infatti gli illustri togati, respinto il ricorso, si sono però preoccupati di precisare che solo la crudele legge tuttora vigente in Italia imponeva loro tale decisione. Infatti, con un pistolotto, del tutto inutile, poiché il loro compito era solo di pronunciarsi sul ricorso del lui e lui, i giudici di Cassazione hanno tenuto a precisare che "i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia - a prescindere dall'intervento del legislatore in materia - quali titolari del diritto alla 'vita famigliare' e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata".
Non paghi di tanto pensiero, i magistrati di Cassazione si danno anche all'analisi etico-sociale, e stabiliscono che "è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio". Non sufficit; proseguiamo e apprendiamo che "spetta al Parlamento, nell'esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni" omosessuali, "restando riservata alla Corte costituzionale la possibilità di intervenire a tutela di specifiche situazioni". La Suprema Corte, infatti, riconosce che "in relazione ad ipotesi particolari" come per esempio nel caso di assegnazione della casa, è "riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale". Insomma, “Parlamentari, sbrigatevi ad approvare una legge che introduca finalmente in Italia il matrimonio tra invertiti”.
Meraviglioso. Il “diritto creativo” si fa sempre più strada.
Però c'è qualcosa che non quadra. (continua qui).
Il terzo fatto (ma sarebbe meglio chiamarlo misfatto) è dato dalla proposta di un gruppo di cosiddetti intellettuali (?) Gehrush92 omologhi al pensiero onusiano di voler eliminare la Divina Commedia per presunte accuse di omofobia, antisemitismo e islamofobia. Qui l'articolo sul Corriere.
Tutte e tre, coincidenze fortuite? Siamo nel 2012 e l'agenda del Nuovo Ordine Mondiale deve essere messa a punto in tutte le sue parti. Si tratta di un universo orwelliano demenziale, paranoico, oscurantista, completamente capovolto e rovesciato rispetto al buon senso e perfino al comune senno. Questi tre fatti in sequenza sono i classici mattoni di un muro basato sulla più ottusa polizia del pensiero e sul ribaltamento della logica.











