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21 November 2011

La via mondiale al Debito Italiano


Questa grafica l'ho presa dal quotidiano francese Le Figaro del 10 novembre scorso. Chiunque può vedere la percentuale di debito ("la dette", femminile in lingua francese)  in mano ai francesi. Da qui si possono arguire (ma non certo giustificare) gli eccessi di nervosismo e di impazienza di Sarkozy in questi ultimi giorni di crisi. Lo zelo  con cui voleva venire in Italia a ficcanasare nei nostri affari, perorando la causa dell'insediamento di Mario Monti, con il quale insieme alla Merkel è prossimo a un meeting per mezzo di conferenza telefonica a tre.

“Il debito pubblico” è uno di quegli argomenti  che investe la nostra quotidianità rimbalzando continuamente nei TG, nei dibattiti politici, sul web e su tutti i media in generale. Sta alla base delle difficoltà economiche dei ceti più deboli, tenuto conto che i governi giustificano le loro pesanti manovre finanziarie sulla base proprio della necessità di risanare questo debito. Ma quanti e quali misteri nasconde questo strano mostro che ai più risulta incomprensibile? Tanti...

Fissiamo innanzitutto delle date. Fino  al 1995, il 90% del nostro debito pubblico era nelle mani di investitori italiani. E sappiamo che lo stato batteva asta di titoli come BOT e CCT, acquistati da risparmiatori di casa nostra.  Oggi non è più così, visto che il nostro debito pubblico è per circa metà, in mano a soggetti stranieri. E qui cominciano le dolenti note. Mi sono molto stupita in questi giorni di crisi governativa constatare che in tempo reale le decisioni del nostro parlamento riguardo la mancata fiducia al  nostro ex premier fosse rimbalzata su tutti i media mainstream del mondo. Lì per lì ho pensato ai gossip,  alle vicende private di Berlusconi che hanno fatto il giro del mondo. Poi, nei giorni successivi il quadro è stato più chiaro: in realtà gli investitori erano preoccupatissimi del loro ghiotto boccone da Re, la fetta di debito del nostro paese, nelle loro mani. Chi se la filava la nostra litigiosissima Italietta ai tempi dei governicchi balneari intercambiabili ogni tre mesi? Chi si interessava a  scandali e scandaletti, alle bustine di cocaina di qualche democristianone o alle orge di Spadolini?  Nessuno. Ed erano bei tempi, perché i panni sporchi ce li lavavamo in casa così come il nostro debito veniva comprato direttamente  dai suoi cittadini. Ora invece siamo notte e giorno sotto i riflettori internazionali. Lo Stato straniero (o gli stati stranieri) creditore può infatti esercitare un potere negoziale notevole, ottenendo in contropartita, favori particolari nei trattati commerciali. In pratica la sottoscrizione del debito ha l’effetto di incrementare le esportazioni dal paese creditore a quello debitore, favorendo la crescita economica, commerciale e strategica del primo. E non di rado, a discapito del secondo.

"L’Euro è una cella le cui mura sono sorvegliate a vista dagli scherani armati di Francia e Germania, i quali sono a loro volta i kapò locali del carceriere d’oltreoceano. Scopo della cella è tenere rinchiusi i paesi europei, ormai da tempo liberi dallo spauracchio sovietico, in un gulag economico che garantisca coattivamente la loro permanenza nell’Alleanza, nei modi e nei termini che sono i dominatori a definire di volta in volta. Per uscire da questo carcere, non è sufficiente volerlo con tutte le proprie forze (ammesso e non concesso che in Italia qualcuno lo voglia davvero). Occorrerebbe una forza militare in grado di opporsi alle pressioni..." (Gianluca Freda bloggete) .
E tuttavia sognare è lecito. Sognare di riapproprirci della nostra moneta e con essa del nostro debito, saldamente nelle nostre mani, così da non essere influenzati dalla nuova dittatura dello spread e dei cosiddetti mercati finanziari stranieri.  Il resto,  sarebbe tutto grasso che cola.

18 November 2011

Nigel Farage: quello che i nostri politici non dicono


Van Rompuy, l'uomo dai capelli albini e dall'aria viscida simile a quella di Smigol  ("il mio tessoro" dal Signore degli Anelli), l' omiciattolo che nessuno ha eletto Presidente del Consiglio Ue è venuto in Italia, ricevuto con tutti gli onori da Napolitano e dal Papa. E' venuto, nell'indifferenza generale della classe politica (sia quella di maggioranza oggi uscente che di quella d'opposizione), per comunicarci che in Italia non c'è bisogno di elezioni. Nessuno ha fiatato, nessun giornalista (se non i blogger sul web che giornalisti non sono) ha osato chiedersi a che titolo costui è venuto a blindare e a sequestrare la democrazia, ordinando l'insediamento del "governo tecnico" dell'eurocrate Mario Monti. 
Anzi, il Partito trasversale del "sequestro della democrazia" ha visto tutte le corazzate giornalistiche mediatiche ("Osservatore Romano" compreso) schierate  per il "non voto".
Questo è l'intervento di Nigel Farage del UKIP (UK Independance Party) il  partito indipendentista britannico. Ovvio che se lui tuona contro lo strapotere della Germania della Merkel, lo fa  per i suoi tornaconti nazionali. La libertà e l'indipendenza è merce rara e non ce la regala nessuno, se non noi.
Ma intanto però,  questo è un leader nevrile,  un coraggioso con la schiena dritta, di quelli che noi non abbiamo e non avremo.  E la domanda che lui fa a Van Rompuy per chiedegli a che titolo si permetta di sequestrare il diritto al voto del popolo italiano, avrebbero dovuto fargliela i nostri politici ridotti ormai a miserabili scendiletto. Quegli stessi che ieri hanno applaudito la neoeletta squadra governativa dei dodici uomini di "goldman" Mario Monti  al Senato e che oggi fanno altrettanto alla Camera. Siamo alla notte dei morti viventi.
Ascoltate e riascoltate Farage!

17 November 2011

Blindati ma ad "alta caratura tecnica"



Habemus gubernum. Sarò lombrosiana ma solo a vedermeli apparire davanti agli occhi,  i dodici apostoli del nuovo governo Monti, sono presa da una desolante sensazione di rigor mortis. E se i cialtroni di prima (governo ed opposizione) facevano pensare ai personaggi di una commedia di Dino Risi o di Monicelli, quelli che abbiamo davanti sembrano il governo dei morti viventi. Dev'essere l'effetto Plutone, dio del denaro, degli inferi, delle ricchezze nascoste a darmi questa sensazione mortifera. E costoro sono qui con lo stesso sguardo serioso e accigliato di un impresario di pompe funebri.
Obama dagli Usa giubila e si congratula per il nuovo governo. Ora anche qui in Italia,  ha il suo Karzai.  E' solo che qui non ci sono Talebani con tanto di attributi pronti ad andare ai...monti, quelli veri per combattere col coltello tra i denti, contro questi golpisti della finanza.
Applaude anche la Federal Reserve per bocca del suo governatore Charles Evans  "Stanno facendo le cose giuste" e questo è motivo per "essere fiduciosi". Fine dell'Italietta cialtrona e  anarchica da governicchi balneari, quella del miracolo imprevisto  come un goal che nessuno si aspettava ma che arriva all'improvviso, delle lunghe vacanze,  della vita un po' bighellona ma poeticamente e autenticamente italiana. Ora ci controlleranno i conti preventivamente, le manovre finanziare, le leggi di stabilità, di pareggio di bilancio. Tagli ai dipendenti pubblici, tredicesime decurtate, patrimoniali, rastrellamenti alla...tedesca. Arriveranno le lobby e le corporation multinazionali a papparsi quel che resta del nostro patrimonio industriale.  E non solo. La sinistra più stolida e vassalla della finanza delega a Monti (cioè al Karzai della Fed)  udite udite...perfino la legge elettorale. Ma si può essere più idioti di così?
Napolitano poi, in queste ore sembra  un paranoico Barone di Munchausen, sempre pronto a porgere l'orecchio per sentire se l'erba cresce:  annuncia fiducioso che l'indice Mibtel (la cosa più importante dell'universo) ora crescerà, perché i mercati (e cioè le bische per scommettitori) ci daranno fiducia.  Dal Sol dell'Avvenire di comunistica memoria,  alla riduzione dello spread: invero, una sublime weltanschauung!.
Ecco qualcuna delle singolari esternazioni di Mario Monti in queste ore per encomiare il suo governo "ad alta caratura tecnica":
La non presenza di personalità politiche nel governo, agevolerà anzichè ostacolare il radicamente, perchè toglierà un motivo di imbarazzo. La blindatura di un governo dipende dalla sua capacità di agire incisivamente e di spiegare ai cittadini e al parlamento la portata della sua azione. Questa è la blindatura che cercherò con i miei ministri".
Evviva i blindati Goldman Sachs, i professori della  Bocconi e della  Cattolica del Sacro Cuore, allora.
E a proposito di questi ultimi mi scrive l'amico Scarth:
"Professarsi cattolici e contemporanemente praticare il credo globalista della finanza predatrice, appartenendo perfino alla Chiesa bocconiana, goldman e chissà cos'altro, impartendo lezioni di moralismo a qualche libertino di passaggio  poi è un capolavoro nonchè un insulto prima di tutto a quei cattolici spediti a dormire sotto ai ponti applicando allegramente le suddette dottrine economiche".
Qui la lista delle new entries governative. Doppio incarico per i due banchieri Mario Monti alla guida del governo e col Superministero dell'Economia e a Corrado Passera di Banca Intesa  che accorperà il Ministero dello Sviluppo economico a quello dei Trasporti e Infrastrutture.
A proposito, il programma (e cioè la cosa più importante)  non è stato ancora reso pubblico. Sarebbe stato troppo democratico e  trasparente e  avrebbe messo in crisi la blindatura del prof. Monti.
E'  nato pure un Ministero per l'Integrazione, ciò che lascia presumere che l'immigrazione continuerà. E pure un altro per la  Coesione Territoriale, che ha tutta l'aria di essere stato suggerito dal deus ex machina di questo golpe bianco, Giorgio Napolitano. Ovvio, bisogna pur festeggiare il 150esimo dell'unità di un'Italia che sta per cadere in pasto agli avvoltoi!

12 November 2011

E questi chi li ha mai eletti?



Ore di convulse e febbrili consultazioni, scenari in spostamento, pressioni su Napolitano riconosciuta massima autorità presidenziale  dalle élites eurocratiche, forse perché è l'unico che si fa sempre fotografare coronato di dodici stelle sul drappo azzurro come la Madonna della Guardia. Mai è stata varata una riforma per trasformare la nostra Repubblica Parlamentare in Repubblica Presidenziale. Ma non importa. Quando è questione di banchieri centrali si spalancano in fretta tutte le porte e tutte le finestre possibili, si fa carta straccia della Costituzione, dei rituali parlamentari che vogliono che  il Presidente del Consiglio presenti  formali dimissioni prima di avviare a nuove consultazioni. Ora invece, si lavora pure di sabato e perfino di domenica.
Ma il settimo giorno Iddio si riposò - si obbietterà.
Chissenefrega? c'è un altro Padreterno che si affaccia sul mondo e che ha fretta : il mercato finanziario.
Ergo per lunedi i giochi devono essere fatti. Forse a qualcuno sarà sfuggito che il vero giorno del Signore, adagio adagio  è diventato il lunedi.
E' spuntata pure quella camola albina di Hermann Van Rompuy presidente del Consiglio Ue in corsa da Napolitano. Che vuole la camola mai eletta? Rosicchiare, of course. Non appena giunto in Italia si è messo a dettare le linee della nostra politica interna, tanto da affermare che "questo Paese ha bisogno di riforme, non di elezioni" . Siamo ormai all'Italia militarizzata e allo spread come arma di distruzione di massa. E non è finita. Dopo le risatine con la Merkel, il Sarkonano che si credeva gigante, si è offerto pure di venire in Italia a fare da mediatore per farci accettare Monti,  per amore o per forza. Siamo all'esercito invasore di Carlo VIII è solo che mancano i Pier Capponi, in grado di rispondere a tono. Ditemi, che cos'è se non un golpe finanziario, con lo spread quale arma segreta di destabilizzazione ?
Intanto prelevo dal blog Liberty Soldier uno specchietto degli emolumenti assunti da  questi parassiti, da prendere con beneficio d'inventario. :
Allo scopo di ben far comprendere chi saranno gli uomini che chiederanno al popolo altri soldi da sperperare in cocaina, trans e ovviamente, consulenze esterne, pubblico gli stipendi di costoro:

GIULIANO AMATO, ad esempio è un signore che riceve una pensione mensile di 22.048 euro lordi dall'INPDAP, alla quale aggiunge un tantino di stipendio parlamentare da 9363 euro lordi e un terzo stipendio, dalla Deutsche Bank che non è dichiarato nella tabella che ho. Ci chiederà i sacrifici. LUI.

Altro simpatico signore è
LAMBERTO DINI che riceve da Bankitalia (cioé da noi, 18000 euro lordi al mese, più 7000 euro al mese di INPS e un modesto stipendio parlamentare di 19053 euro al mese....


ANTONIO DI PIETRO è andato in pensione alla veneranda età di 44 anni e riceve 2260 euro lordi al mese solo di pensione da allora. Però si pensa di aumentare le pensioni di vecchiaia..
Comunque Di Pietro resta un pezzente, se si considera che il buon comunista e amico dei lavoratori (nonché ecologista e gay che fa sempre molto chic) Alfonso Pecoraro Scanio è in pensione dall'età di 49 anni e prende 8836 euro al mese lordi.

Noi andremo in pensione a 67 anni a cifre che non voglio neppure ricordare.

Monti non so come sia messo, ma in compenso ho i dati di un altro "benemerito" banchiere italiano, osannato a più riprese.
MARIO DRAGHI il quale colleziona uno stipendiuccio di 37500 euro mensili lordi da Bankitalia (sempre noi) ai quali aggiunge 14843 euro mensili di pensione INPDAP.


Si accettano successive integrazioni del quadro sinottico di cui sopra. Intanto  lassù dall'Eurotower, qualcuno ci odia perché pure la Lagarde del FMI ci intima il suo "fate presto" : il denaro oltre che insonne, non può aspettare. E' il governo mondiale dei manigoldi. Anzi, dei many Goldman.

PS:  Non poteva mancare il  consueto lancio di monetine contro l'uscente Presidente del Consiglio da parte degli untori multicolor (in livrea viola, davanti al Quirinale in questo caso)  servi della Finanza: la sinistra di sempre.








10 November 2011

Napolitano come Caligola


Berlusconi esce di scena e forse sarà l'addio. I modi per farlo fuori sono sempre gli stessi: parlamentari del suo stesso partito, il PdL, che risvoltano la casacca passando ad altri gruppi parlamentari, che se la svignano come i topi di una nave che fa acqua nel timore di rimanere tagliati fuori dai centri di clientele; i mercati finanziari che non danno tregua con Borse in  furioso attacco ai nostri titoli di stato, la sinistra che s' inventa un corteo al giorno, che fa mancare i numeri in Parlamento ecc. Che dire? Il giudizio dell'uomo alla Storia, sempre che non sia scritta dai soliti mistificatori.  
Pochi però si stanno accorgendo che il vero Imperatore in queste ore convulse e febbrili è Napolitano. Il quale con un'ardita mossa da Komintern poche ore fa ha investito il tecnico Mario Monti, del ruolo di politico. E che politico! Nientemeno che senatore a vita. E dunque mentre tutti gli analisti si scatenano nel disegnare la carta topografica dei difetti del Premier, di quello che ha fatto durante la sua legislatura,  di quel che avrebbe dovuto fare e non fece, di quel che non ha mai fatto, l'uomo del Colle, a sorpresa mena per il naso gli Italiani: accredita il tecnico bocconiano della Trilaterale Mario Monti nonché advisor della Goldman Sachs, al ruolo di politico per confezionarcelo e riciclarcelo  sotto mentite spoglie. Un tecnico al governo? Ma il tecnico potrebbe non incontrare il favore del resto della classe politica. E così... oplà! ...  ecco  fatta la nomina.
Niente tecnico! Ora si tratta di un "politico". Una mossa di vero e proprio trasformismo…napolitano. Quei gonzi del Pdl e della Lega cascheranno in pieno dentro a questo trucco dell'ultima ora. Purtroppo per i fessi non c'è Paradiso.
Eppure basterebbe studiare la parabola del dittatore Caligola che nominò il suo cavallo senatore a vita. Ora in nome del risparmio, abbiamo un senatore-eurokommissar  strapagato in più. Siamo in crisi, no?
Berlusconi  un tiranno come Caligola? Ma no, qui il vero Caligola è Napolitano.
La sinistra sa che non può permettersi di fare macelleria sociale secondo i dettami della Lettera di Trichet, pena il perdere la faccia (più di quanto non la stia già perdendo) con la cosiddetta base. Inoltre non è pronta per governare, non ha un leader capace di guidarla nella tempesta perfetta finanziaria che ci attanaglia. E allora invoca un tecnico, dietro la cui maschera impassibile di sforbiciatore nonché regolatore di conti, lei possa nascondersi. Del resto lo ha già fatto in passato: sostenne Amato, Ciampi, Dini. La sua classe operaia l'ha sempre rapinata e spedita all'Inferno, per interposta persona.  Poi ipocritamente, finge di smarcarsi: "noi non c'entriamo".  Oh sì che c'entrate, c'entrate sempre, cari compagnucci!
Nasce da domani un nuovo tormentone: si vota, non si vota? governo di emergenza? di scopo? di salute pubblica? governo tecnico en travesti? Il governo del "senatore" Monti?
Intanto stasera gli osservatori fanno due nomi dati per sicuri: il citato Mario Monti, la cui biografia e frequentazioni vi consiglio di leggere qui,  e udite udite... il peggiore degli incubi degli Italiani: Giuliano Amato. Ovvero il Dracula dei nostri conti correnti del 1992. Come dire che gli Italiani stanno tra Scilla e Cariddi. Non ci resta che naufragare.