Ieri l'altro Il Giornale di Vittorio Feltri titolava con un emblematico "Vogliono buttare fuori Formigoni". Non c'è dubbio e Feltri ha fiuto da segugio da vendere per scoprire gli altarini. Un po' di tempo fa lessi da qualche parte del deputato piddino eletto nellla circoscrizione Lombardia II Emanule Fiano, il quale dichiarò che fino a quando il Pd non faceva breccia a Milano non contava un bel nulla. Fino a quando non espugnava la Lombardia non era niente. E, intendiamoci, in quest'affermazione c'è del vero, tenuto conto che la Lombardia è il motore e il cuore operoso e pulsante d 'Italia. Posso credere nel pasticcio romano e anche nel fuoco "amico" contro la Polverini, ma che Roberto Formigoni possa aver dormito, presentando le liste in ritardo o aver fatto pasticci, non ci credo nemmeno se lo vedo. L'Uomo avrà altri difetti, ma non quello di non essere ligio. E finalmente si è svegliata anche la Lega, lasciando da parte la solita competizione interna, che in questo frangente rischierebbe d'essere distruttiva. Perché in realtà ha capito che potrebbe toccare anche lei, come di fatto sta toccando in Piemonte. Invece cosa vedo? e soprattutto cosa leggo in giro per il web del popolo di centrodestra? E' tutto uno stracciarsi di vesti, un autoschiaffeggiarsi, un cospargersi il capo di cenere, un martellarsi a sangue gli zebedei a mo' di Taffazzi. Calma e gesso: ci saranno stati anche i deficienti e gli incompetenti. Ma due città roccaforti come Roma e Milano in pochi giorni è troppo perfino per il più incallito dei boccaloni. Formigoni ha mantenuto l'aplomb necessario nel chiedere di voler vedere tutte le altre liste perchè è chiaro che qualcosa non quadra. E come dice l'amico Scarthorse in un commento precedente, il giochetto rassomiglia un po' troppo a quello del vigile urbano che su dieci auto in divieto di sosta ne multa solo una o due. Se poi si viene a scoprire che i "non multati" sono pure amici e parenti, allora il gioco in apparenza legale, è peggio dell'infrazione stessa.
Ma intanto il popolo del PdL dovrebbe riflettere seriamente su quanto dice l'esponente del Piddì Mario Adinolfi riportate in un lancio ANSA: 'Se fosse successo a noi del centrosinistra saremmo gia' in piazza. Se i giudici escludono Formigoni in Lombardia e il Pdl a Roma, vanno oltre il loro ambito e compiono un atto che somiglia a un golpe'. Mario Adinolfi sul suo blog contesta cosi' le esclusioni di candidati e liste di centrodestra dalle prossime regionali:
'Voglio che il centrosinistra vinca le elezioni, senza scorciatoie e soprattutto senza appoggiarsi alla magistratura, perche' se passa questo precedente le conseguenze possono essere pericolosissime per la democrazia. Se fosse successo ai nostri saremmo gia' in piazza' ribadisce aggiungendo che
'la democrazia si difende sempre e la possibilita' degli elettori di centrodestra di votare il centrodestra va salvaguardata anche da noi di centrosinistra' (Ansa).
'Voglio che il centrosinistra vinca le elezioni, senza scorciatoie e soprattutto senza appoggiarsi alla magistratura, perche' se passa questo precedente le conseguenze possono essere pericolosissime per la democrazia. Se fosse successo ai nostri saremmo gia' in piazza' ribadisce aggiungendo che
'la democrazia si difende sempre e la possibilita' degli elettori di centrodestra di votare il centrodestra va salvaguardata anche da noi di centrosinistra' (Ansa).
Non aggiungo altro, se non che il taffazzismo e il piagnisteo deve finire. Vale anche per i blogger masochisti e disfattisti letti in queste ore. Dalla burocrazie e dai tribunali non dobbiamo aspettarci che il peggio, perciò l'unica strada è quella suggerita da Adinolfi della sinistra. Se quelli del PdL avessero un po' di sale nella zucca dovrebbero mettere in pratica la sua lezione e dire: "Grazie caro avversario!". C'è sempre da imparare dai nemici. A' la guerre comme à la guerre.













