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04 March 2010

Attacco alla roccaforte lombarda: fuori Formigoni!

Ieri  l'altro Il Giornale di Vittorio Feltri titolava con un emblematico "Vogliono buttare fuori Formigoni". Non c'è dubbio e Feltri ha fiuto da segugio da vendere per scoprire gli altarini. Un po' di tempo fa lessi da qualche parte del deputato piddino eletto  nellla circoscrizione Lombardia II  Emanule Fiano, il quale dichiarò che fino a quando il Pd non faceva breccia a Milano non contava un bel nulla. Fino a quando non espugnava la Lombardia non era niente. E, intendiamoci, in quest'affermazione c'è del vero, tenuto conto che la Lombardia è il motore e il cuore operoso e  pulsante d 'Italia. Posso credere nel pasticcio romano e anche nel fuoco "amico" contro la Polverini, ma che Roberto Formigoni possa aver dormito, presentando le liste in ritardo o aver fatto pasticci, non ci credo nemmeno se lo vedo. L'Uomo avrà altri difetti, ma non quello di non essere ligio. E finalmente si è svegliata anche la Lega, lasciando da parte la solita competizione interna, che in questo frangente rischierebbe d'essere distruttiva. Perché in realtà ha capito che potrebbe toccare anche lei, come di fatto sta toccando in Piemonte. Invece cosa vedo? e soprattutto cosa leggo in giro per il web del popolo di centrodestra? E' tutto uno stracciarsi di vesti, un autoschiaffeggiarsi, un cospargersi il capo di cenere, un martellarsi a sangue gli zebedei a mo' di Taffazzi. Calma e gesso: ci saranno stati anche i deficienti e gli incompetenti. Ma due città roccaforti come Roma e Milano in pochi giorni è troppo perfino per il più incallito dei boccaloni. Formigoni ha mantenuto l'aplomb necessario nel chiedere di voler vedere tutte le altre liste perchè  è chiaro che qualcosa non quadra. E come dice l'amico Scarthorse in un commento precedente, il giochetto rassomiglia un po' troppo a quello del vigile urbano che  su dieci auto in divieto di sosta ne multa solo una o due. Se poi si  viene a scoprire che i "non multati" sono pure amici e parenti, allora il gioco in apparenza legale,  è peggio dell'infrazione stessa.
Ma intanto il popolo del PdL dovrebbe riflettere seriamente su quanto dice l'esponente del Piddì Mario Adinolfi riportate in un lancio ANSA: '
Se fosse successo a noi del centrosinistra saremmo gia' in piazza. Se i giudici escludono Formigoni in Lombardia e il Pdl a Roma, vanno oltre il loro ambito e compiono un atto che somiglia a un golpe'. Mario Adinolfi sul suo blog contesta cosi' le esclusioni di candidati e liste di centrodestra dalle prossime regionali:

'Voglio che il centrosinistra vinca le elezioni, senza scorciatoie e soprattutto senza appoggiarsi alla magistratura, perche' se passa questo precedente le conseguenze possono essere pericolosissime per la democrazia. Se fosse successo ai nostri saremmo gia' in piazza' ribadisce aggiungendo che

'la democrazia si difende sempre e la possibilita' degli elettori di centrodestra di votare il centrodestra va salvaguardata anche da noi di centrosinistra' (Ansa).
 Non aggiungo altro, se non che il taffazzismo e il piagnisteo deve finire. Vale anche per i blogger masochisti e disfattisti letti in queste ore. Dalla burocrazie e dai tribunali non dobbiamo aspettarci che il peggio, perciò l'unica strada è quella suggerita da Adinolfi della sinistra. Se quelli del PdL avessero un po' di sale nella zucca dovrebbero mettere in pratica la sua lezione e dire: "Grazie caro avversario!". C'è sempre da imparare dai nemici. A' la guerre comme à la guerre. 

01 March 2010

Lo Squalo dal '92 a oggi: il Ritorno

Ricordate il 1992 ovvero l'annus horribilis dell'Italia? E' l'anno che per molti cronisti di sinistra (Travaglio in testa), ma anche di destra, non è mai esistito. E' stato l'anno della Crociera del Britannia, della rapina dei nostri gioielli di famiglia (ovvero delle nostre migliori industrie svendute a sciacalli stranieri), l'anno del rosicchiamento dei nostri conti correnti da parte di topo Sottile Giuliano Amato che prelevò d'imperio il 6 x mille dai nostri depositi. Ora si annuncia in grande stile il ritorno dello Squalo di cui mi occupai nell'estate scorsa: George Soros, regista per antonomasia della speculazione finanziaria internazionale, l'acquirente al ribasso delle valute considerate più deboli con il denaro anticipato dalla Goldman Sachs (come aveva fatto per la lira svalutata nell'Italia del 1992 o nella Malesia del 1997. Premiato dall'Italia di Prodi con una laurea honoris causa e dalla Malesia di Mahatir con una condanna a morte).
 La finanza è una cosa sgradevole perfino a leggersi, me ne rendo conto, ma mi colpisce un fatto: né giornalisti di destra né giornalisti di sinistra OSANO parlarne apertamente. E mi colpisce un altro fatto: né talk show sul genere di Porta a Porta, né Floris, né Santoro, né Paragone OSANO dedicare una puntata che sia una, a questo problema. Siccome vanno di moda le famose 10 domande, ecco le domande che farei io se fossi un conduttore tv nei confronti di un presunto "esperto" di economia e finanza che davvero volesse mettersi a disposizione di un' onesta informazione (so che sto sognando) nei confronti del pubblico italiano, sui dubbi più frequenti in materia.

1) E' vero che dietro lo zampino della crisi greca c'è la longa manus di Goldman Sachs?
2) Cosa sono esattamente i CDS (ovvero Credit Default Swaps)? E gli Hedge funds? Sono legali? Sono morali?
3) E' vero che Goldman ha fatto acquistare CDS alla Grecia e ha fatto carte false per occultarne il deficit?
4) L'UE-BCE di Trichet sapevano?
5) E se sapevano perché hanno taciuto?
6) E' vero che poi toccherà ad altri PIGS, cioè Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna e magari anche Italia?
7) Non esiste una lega antirazzista che impedica alla finanza di usare termini così spregevoli come "porci"  per i paesi del Mediterraneo?
8) E' d'accordo sulla ricetta propugnata da Soros circa la creazione di un governo dell'economia e della finanza dell'Ue capace di "intervenire", di "imporre tasse" per risolvere le crisi? Ovvero l'emissione congiunta - europea - e severamente garantita di eurobonds per il 75% del debito in maturazione per il periodo di intervento?
9) Per quale ragione non c'è un giudice nazionale o internazionale in grado di perseguire questo personaggio di speculatore fino allo strozzinaggio di paesi altri che passa pure per "benefattore"?
10) Quale forza politica italiana è sensibile alla problematica del ricondurre la sovranità della moneta nelle nostre mani?

Per saperne di più sulle minacce di Soros contro Eurolandia leggere questi links: qui e qui.

 Inoltre soffermiamoci nel riflettere come mai le famose "rivoluzioni colorate" propugnate da questo "filantropo" nei paesi baltici, asiatici e in Iran ora vengono infiltrate anche da noi in Italia (cortei viola sabato 27 febbraio, cortei gialli con gli immigrati oggi 1 marzo, peraltro in concomitanza con Spagna e Francia). Siamo davvero a livello dell'Iran?
E che dire della sinistra italiota che obbedisce a questi richiami? Sempre dalla parte degli strozzini e dei liberticidi. (foto a destra: il panfilo Britannia)

25 February 2010

Giù le mani da Dante Alighieri!

In Olanda ci provano coi manifesti in lingua araba. La solita coalizione delle sinistre antinazionali (tutto il mondo è paese anche se trattasi di Olanda), ha cooptato candidati elettorali di etnia araba e turca, e  per far loro un favore, permette addirittura l'affissione di  manifesti nella loro lingua. Leggere qui . La scusa? L'Olanda è un paese liberale e tollerante, no? E allora la  sinistra olandese pensa di sopravvivere a suon di arabeschi, magari cancellando la propria lingua e cultura. Ma torniamo in Patria, dove sembra di essere sprofondati in un reparto psichiatrico analogo, se non addirittura peggiore.

L'ARRE, ovvero l'Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali – presieduta dal Prof. Franco Romano – Presidente onorario Sergio Cardini – dopo attenta e meditata valutazione e, in seguito alle sollecitazioni pervenute da ogni parte d'Italia, ha deciso di inoltrare al Ministro della P.I, Maria Stella Gelmini, la seguente petizione.

Segue quindi un vero e proprio sproloquio da camicia di forza, di cui ne riporto alcune parti:
Ill.mo Signor Ministro,
un numero crescente di cittadini italiani di religione islamica, insieme all'Associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine e alla Federazione GGR (Gruppi Gay Riuniti) chiede di espungere la 'Divina Commedia' – un poema, oltretutto, scritto in una lingua non più comprensibile dalle nuove generazioni – dai programmi d'insegnamento di ogni ordine di scuole. Quello che si ritiene, a torto, il capolavoro della letteratura italiana, infatti, contiene centinaia, se non migliaia, di versi che violano ogni political correctness, offendono gravemente non poche minoranze di cittadini, legittimano pesanti discriminazioni nei confronti dei diversi, rappresentano una intollerabile violazione dei 'diritti soggettivi' vanificati dal mancato rispetto della dignità delle persone. La 'Divina Commedia'
- offende le religioni non cristiane. V. il Canto XXVIII dell'Inferno: «Mentre che tutto in lui veder m'attacco,/guardommi, e con le man s'aperse il petto,/dicendo: 'Or vedi com'io mi dilacco!/vedi come storpiato è Maometto!/Dinanzi a me sen va piangendo Alì, fesso nel volto dal mento al ciuffetto» dove all'empio dileggio nei confronti del Profeta  dell'Islam si unisce lo scherno;
- contiene la prima teorizzazione di quel becero antisemitismo che ispirò, nel 1938, le famigerate leggi razziali di Mussolini. V. il Canto V del Paradiso, non a caso abbondantemente citato dalla fascista 'Difesa della Razza': «Se mala cupidigia altro vi grida,/uomini siate, e non pecore matte,/sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!»;tra voi non rida!»;
- offende la stessa religione cristiana con espressioni violente che farebbero arrossire gli stessi atei razionalisti, da Piergiorgio Odifreddi a Margherita Hack. V. il Canto XIX dell'Inferno: «la vostra avarizia il mondo attrista,/calcando i buoni e sollevando i pravi/Di voi pastor s'accorse il Vangelista,/quando colei che siede sopra l'acque/ puttaneggiar coi regi a lui fu vista/ quella che con le sette teste nacque,/e da le diece corna ebbe argomento,/fin che virtute al suo marito piacque»;
- legittima le concezioni più retrive, avanzate nei secoli dalla medicina ufficiale nonché dalla filosofia e dalle teologia morale, sull'anormalità di determinate pratiche sessuali. E, quel ch'è peggio, sembra attribuire tali pratiche soprattutto alla 'repubblica dei dotti', rafforzando, in tal modo, un antico pregiudizio antintellettualistico e plebeo. V.,a riprova, il Canto XV dell'Inferno: «In somma sappi che tutti fur cherci/e litterati grandi e di gran fama, /d'un peccato medesmo al mondo lerci.

E mi fermo qui ma per chi volesse leggere tutto questo lungo dissennato neurodelirio legga  sull'Occidentale  detta petizione  a firma
Per il Presidente dell'ARRE
Il Segretario organizzativo
Dino Cofrancesco

Ci auguriamo che il ministro Gelmini, faccia l'unica  cosa sensata possibile: prenda questa petizione, la stracci riducendola in coriandoli (Carnevale è passato da poco)  e la butti tra i rifiuti. Non ho altre parole, se non che la misura è stracolma e che mantenersi calmi e civili con questi minus habentes  ormai quasi giornalieri, diventa sempre più difficile. La lingua araba ha origini religiose? Bene, che se la tengano. Anche la nostra lingua e letteratura ha origini religiose (S. Francesco d'Assisi, Jacopone da Todi, Dante Alighieri, ecc. ) e non vogliamo rinunciarci . Non gli va bene? Sloggino a studiare a  casa loro. I gay si sentono offesi per Brunetto Latini o altri canti contenuti nella Divina Commedia? Si scrivano un poema gaiamente corretto per conto loro. Chissà mai che tra di loro non salti fuori qualche genio dantesco. Basta con le pagliacciate!

22 February 2010

Si può prendere a calci solo Gesù Cristo

Ormai dovrebbe essere chiaro che fra tutte le religioni del mondo quella che se la passa peggio è la nostra, il Cristianesimo.  In GB si licenzia in tronco una hostess che porta al collo una  crocetta non più grande di una monetina di poi centesimi di euro, mentre sulle linee aeree britanniche della British Airways si  accettano di buon grado hijab (ovvero quel velo simile a uno scafandro) e perfino turbanti sikh. Leggere tutto qui su questo sito CulturaCattolica.it. E' di queste ore la notizia che perfino gli induisti ci attaccano nel Nord Ovest dell'India dove hanno rappresentato un ritratto di Gesù Cristo con una sigaretta in mano e un boccale di birra. I   cristiani avevano ottenuto la rimozione dell'immagine scatenando la violenza degli estremisti induisti. La protesta - precisa la Fides - ha infiammato soprattutto il Punjab, nel nordovest dell'India, dove il ritratto è stato esposto per le vie delle città di Jalandhar e Batala. Leggere la notizia completa qui.
Lo scorso anno, poco prima della  famosa visita del Papa in Terra Santa un comico israeliano di un'emittente privata  (canale 10) aveva ridicolizzato il Cristo  e la Madonna in una trasmissione di cui a questo filmatino. Il governo israeliano, in evidente imbarazzo per l'imminente visita del Pontefice oscurò il programma. Ma non sono poche le testimonianze da parte di pellegrini a Gerusalemme che raccontano di sputi gettati addosso ai cristiani, da parte di ebrei ortodossi, quando attraversano la Via Dolorosa durante la Via Crucis nella settimana pasquale. Dovesse accadere il contrario, vi lascio immaginare il can-can mediatico.
I cristiani muoino bruciati vivi e deflagrati da bombe in Pakistan, in Iraq, ovviamente nel Sudan e nel Darfur a causa delle incursioni islamiche dei janjaweed (i diavoli a cavallo) che saccheggiano, bruciano villaggi e stuprano donne e bambini. I cristiani copti vengono perseguitati in Egitto  (come durante i recenti disordini dell'ultimo Natale copto) dalla Fratellanza Mussulmana .
Insomma come vedete, si possono prendere a calci solo i cristiani e Gesù Cristo. Prendere a calci quando va bene.  I tabù religiosi in Occidente e Oriente sono solo a senso unico, mentre dei simboli cristiani se ne può fare tranquillamente strame. E questo purtroppo avviene anche nel cuore dell'Europa, come nella Spagna di Zapatero che ha fatto rimuovere i crocefissi dalle aule scolastiche.  

19 February 2010

Ghetti d'Italia e prigionieri in casa propria

Mercoledi 17 il Corriere della sera ha fatto un'inchiesta molto ben dettagliata sull'origine immobiliare dei ghetti d'Italia  di Rita Querzé e sulle mutazioni accelerate in modo esponenziale che subiscono negozi, androni, condomini a Milano. Ma il discorso è un campionario indicativo anche di quanto avviene in altre città. "Tutto parte con un palazzo degradato. Facciata da rifare, tetto che fa acqua da tutte le parti, impianto di riscaldamento in panne. Gli inquilini non riescono a mettersi d'accordo sulla ristrutturazione e così si rimanda di anno in anno. La mancata manutenzione rende impossibile affittare gli appartamenti agli italiani. Così entra la prima famiglia extracomunitaria. Da questo punto in poi il copione è scritto: screzi per il baccano notturno, sugli odori di cucina che invadono gli androni, sull'affollamento degli appartamenti. Perché è chiaro che per pagare l'affitto molti stranieri sono disposti a vivere in dieci in 40 metri quadrati".
Così i proprietari italiani cominciano a vendere e al loro posto arrivano altri extracomunitari che con un'accelerazione esponenziale diventano la maggorianza e cominciano a impadronirsi anche dei negozi. In breve tempo (nel giro di 4 o 5 anni) i vecchi abitanti che non hanno venduto in tempo si trovano "prigionieri a casa propria" e il rione circostante diventa un mondo  in cui veri  stranieri sono i nativi. Armando Borghi, direttore del master sul mercato immobiliare della SDA  Bocconi afferma che quanto è accaduto a Milano è un paradigma per altre città italiane. Corrado Sforza Fogliani presidente di Confedilizia fa rilevare che affittare in Italia non conviene giacchè rende solo il 3% del capitale investito. Ciò che non giustifica l'affitto "in nero" di appartamenti diroccati al doppio del loro valore, ma che la situazione del mercato incentiva certe situazioni. Morale della favola: affittare appartamenti degradati agli stranieri, a lungo andare fa sprofondare i valori immobiliari dei quartieri. Lo scenario lo abbiamo visto in questi giorni di disordini: citofoni strappati, scritte sui muri diroccati e perfino sulle targhe delle vie, sporcizia  e odori spessi di orina e,  e fuori, presenze immancabili,  sentinelle di stranieri in pianta stabile per lo spaccio di droga.
In alcuni rioni milanesi i cinesi, ad esempio, occupano interi quartieri pagando in contanti e diventando proprietari. All'inizio la domanda fa aumentare i prezzi, ma poi le quotazioni sprofondano. Si crea un circolo vizioso: il degrado degli stabili richiama gli immigrati e gli immigrati una volta installati, aumentano il degrado.  
Ma la creazione dei quartieri-ghetto si può interrompere? E i rioni ormai alla deriva possono tornare a essere luoghi vivibili?  
Sarò sincera: in detto articolo si conclude coi i soliti sociologi e urbanisti che parlano di "reinserimento" di "creazione di quartieri in cui tutti i ceti sociali possono convivere", ma alla lettura di questo sembra di essere nei classici  desiderata " ottimisti e di sinistra" . Una lezione da  tutto ciò però si deve trarre: chi affitta o vende agli stranieri si rende responsabile di perdere del territorio italiano nelle nostre città e di autocondannarsi alla riserva indiana.  E intanto la notte scorsa si è replicato con un'altra rissa tra nordafricani con altro scasso di tre auto in Via Carlo Imbonati.
Usque tandem? I milanesi imparino a contare sulle proprie forze e si organizzino in comitati di quartiere lottando  per il ripristino della legalità ormai fuori controllo. Se apettano i partiti, non otterranno che promesse elettorali. Poi, passata la festa, gabbato il santo.  (Foto piccola:  un momento dei disordini cinesi a Milano nei rioni di Chinatown dell'aprile 2007).