Sono stata perfino troppo facile profeta quando nel post sulle legislative francesi feci cenno al fatto che il cosiddetto "antifascismo" violento avrebbe preso di mira anche Trump, qualora fosse stato prosciolto da ogni accusa, dai tribunali. Ma non immaginavo di certo che da qui alle elezioni del 5 novembre, si portassero così avanti col killeraggio. La democrazia USA è fatta di numerosi buchi neri, di segreti e misteri mai svelati. Tu chiamali se vuoi, arcana imperii. Trump non è il primo presidente (ex, ma oggi presidente in pectore) ad aver subito attentati. Prima di lui, Lincoln, John Fitzgerald Kennedy, Gerald Ford (subì due attentati), Ronald Reagan (ferito gravemente, ma non ucciso) e altri . Poi volendo mettiamoci pure nella macabra conta, il senatore Bob Kennedy fratello di JFK, a cui fu impedito di competere, abbattuto a revolverate. Della serie, se non puoi batterlo democraticamente, abbattilo. C'è così tanta democrazia nel mondo americano che la esportano pure per il mondo a suon di bombe, mentre da loro abbattono a revolverate i presidenti non graditi per impedirne la corsa. Poi tutto svanisce nel nulla e i mandanti restano ignoti per decenni e decenni. In compenso hanno importato in patria dalla Vecchia Europa, dalla Old Europe tanto vituperata, l'antifascismo senza nemmeno aver avuto un dittatore fascista, nella loro storia. La galassia "Antifa" è infatti prezzolata e sussidiata per tutti gli States e in Occidente, da qualche "filantropo" in vena di rivoluzioni permanenti. E anche The Donald ha dovuto subire l'immancabile reductio ad Benitum che è toccata pure a Berlusconi, del quale ricordo la tremenda "duomata" (massonica) in faccia che lo sfigurò orrendamente in una maschera di sangue. Spero vivamente che qualche intellettuale più "griffato" della sottoscritta lo affermi e lo scriva, ma intanto lo dico io: temo che il vero totalitarismo oggi sia costituito dal Moloch antifascista, il quale dopo più di 80 anni serve solo al sistema per mantenere lo status quo e a sequestrare la democrazia, impedendo la legittima alternanza a quelli che vengono sprezzantemente definiti "deplorables". Lascio agli altri il compito di fare perizie balistiche sul proiettile sparato dall'utile pazzo sul tetto che scotta- quel Thomas Crooks, lasciato libero di attentare alla vita di Trump - di scartabellare sull'identità di questo ennesimo squinternato secchione a scuola, ma bullizzato (poverino, eh?), di capire perché e per come è successo, e via con le sceneggiature hollywoodiane in stile "Taxi driver", col disadattato alienato tassista Trevis che vuole assassinare un senatore durante la sua campagna elettorale. Di indagare su servizi di sicurezza "bucati" forse complici, che fanno acqua da tutte le parti. Spero che da qui al 5 novembre non ci sia dell'altro sangue versato. Spero, ma non ci conto.
Frattanto, dopo aver ascoltato, non senza sbigottimento, in questi ultimi minuti il discorso protervo di una Ursula von der Leyen (candidata unica senza concorrenti) testé riconfermata in commissione Ue, comizio all'insegna della lotta contro gli "estremismi" delle reprimende contro Orban e all'insegna del solito "antifascismo", quella stessa baronessa sulla quale pende l'accusa di mancata trasparenza per i vaccini e per le aziende vaccinali e farmaceutiche responsabili di effetti avversi, mi vado sempre più convincendo che oggi si aggira uno spauracchio per il mondo: un totalitarismo becero ammantato di "antifascismo". Nel Vecchio come nel Nuovo Continente legati insieme a doppio mandato.
San Federico v.


