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17 May 2026

Uomini e topi (più topi che uomini)



Forse perché sono dinamiche che ci hanno sinceramente stufato  e perfino esaurito per tre anni; o forse perché al di fuori di una nave che porta passeggeri contagiati ci sono scenari di guerra ben più catastrofici, minacce  di crisi energetiche che gravano anche sul nostro quotidiano, ma devo dire che non faccio nessuna fatica a spegnere la tv o a cambiar canale quando sento parlare di Hantavirus, di nave Hondius, di voli KLM con passeggeri da "tracciare". 
Ho esitato a trattare l'argomento, e se ho deciso di riprenderlo è perché rivedere in tv le solite brutte facce  di squallidi personaggi in camice bianco che ci hanno funestato serate su serate, merita una risposta. Innanzitutto gli orfani del virus hanno ripreso le loro torture televisive con futili boriose chiacchiere da salotto, proprio perché non è stata fatta nessuna giustizia a proposito di pandemenza, di ipnosi di massa, di manipolazione mediatica, di misure repressive e liberticide, di vaccini ed effetti avversi che tante persone hanno danneggiato. E qui dobbiamo ringraziare tutti i partiti (di sinistra come di destra), salvo qualche eccezione a titolo personale.  Tuttavia non avrei mai pensato che, in poco tempo, saremmo tornati alle barzellette. Al mondo ci sono  10 o 11 contagiati e già è scattata l'allarme da parte dell'OMS col solito etiope corrotto in odore di fondi cinesi, con la solita ricerca del "Paziente Zero", le solite "linee guida". Una tempesta mediatica che sta beneficiando soprattutto Moderna, la quale ha visto aumentare le quotazioni del suo titolo in Borsa solo per aver annunciato di essere al lavoro per un possibile vaccino mRNA.  La paura frutta e luccica.
Intanto i danneggiati dei vecchi vaccini aspettano e... disperano. Basta col terrorizzare la gente! Basta con questi nuovi allarmismi, quando la vera emergenza sanitaria è data dagli effetti avversi di persone danneggiate coi vecchi vax delle intoccabili  Big Pharma - persone che devono essere supportate e aiutate e non abbandonate! Per non parlare di decessi dovuti a "malori improvvisi". E che dire delle lunghe liste d'attesa che vanno alle calende greche, di gente che non può accedere alla sanità privata perché non ha i mezzi ed è costretta alle interminabili code del SSN ? 



Visto che si parla di topi e di febbre del topo, va ricordato che oggi, nei nuovi campi profughi della Striscia di Gaza, i ratti proliferano e mordono le dita dei bambini palestinesi, assaltano e contaminano le poche provviste che le famiglie stipano nelle tende e sotto le macerie di case e palazzi distrutti mangiano i cadaveri di uomini, donne e altri bambini, uccisi dalle bombe israeliane. «L’incubo a Gaza ha raggiunto un livello che molti credevano che l’umanità non avrebbe mai visto» raccontano gli operatori di Caritas Gerusalemme, «Famiglie che hanno già perso le loro case, i loro cari, la loro sicurezza e la loro dignità stanno ora combattendo un nuovo nemico nell’oscurità dei campi di tende sovraffollati: ratti e parassiti». Montagne di rifiuti e macerie non raccolti, con i cadaveri che ancora giacciono sotto i detriti, ricoprono interi quartieri, creando luoghi ideali per la riproduzione di insetti, ratti e malattie. Le mosche si riversano attraverso le tende, portando epatite A e gravi malattie diarroiche. (fonte Caritas). Tutto ciò, nell'indifferenza generale. 

Più topi che uomini, più ratti che esseri umani. Ma si sa, di questi topi e delle malattie che trasmettono non se ne cura nessuno. Perché c'è topo  e topo. E ci sono in primis, topi di lusso, topi da crociera. E pure topi da laboratorio. 

Annunciazione di Nostro Signore

10 May 2026

Il Giuli(vo) rosicone

 


Brutta cosa l'invidia e la gelosia anche tra colleghi politici. Chissà perché questi bassi sentimenti non li mettiamo mai in conto sulle decisioni e le prese di posizione di questo o  di quel governo. Eppure spesso certe decisioni vengono determinate anche da questi che  in un tempo remoto venivano annoverati fra i sette peccati capitali. Il giornalista  Gigi Moncalvo è testimone diretto della scarsa qualità morale del ministro Giuli, ora nemico del suo benefattore Buttafuoco. "Quando era un poveraccio, Buttafuoco lo aiutò in maniera concreta sponsorizzandolo in Rai" (video su Visione Tv) .
Non è il primo né l'ultimo esempio sulla virtù effimera della riconoscenza. Del resto, sull'ingratitudine degli essere umani esiste tutta una letteratura. "Credo che la migliore definizione che si possa dare dell’uomo sia questa: creatura bipede ed ingrata" (Dostoevskij). E ancora: "C’è un solo vizio di cui non si sente nessuno vantarsi: l’ingratitudine" (Gérard de Nerval) . "L'ingratitudine è sempre una forma di debolezza. Non ho mai conosciuto uomini eccellenti che fossero ingrati." (Goethe)
Settimana scorsa, interrogata sulla polemica tra Giuli e Buttafuoco, la Meloni ha dichiarato di essersi «leggermente persa» negli sviluppi della faccenda, spiegando che il governo non ha condiviso la scelta di riaprire il padiglione russo e che lei non l’avrebbe fatta, ma ha ribadito che «la Biennale è un ente autonomo» e che «Buttafuoco è una persona capacissima». Ed è proprio su questo MA che Buttafuoco ha costruito il suo abile e ispirato discorso in difesa dell'autonomia dell'arte, di quella della Biennale di cui è direttore - discorso che è piaciuto a tutti: a destra, a sinistra, al centro. La determinazione, il coraggio e la libertà mentale di Buttafuoco, devono aver fatto saltare l'embolo al Giuli(vo) rosicone che ha creduto opportuno inviare gli ispettori a Ca' Giustiniani per acquisire informazioni sulla riapertura del Padiglione russo all'Esposizione d'Arte, al via il 9 maggio scorso (cioè ieri).
La linea dura del ministro della Cultura trova il pieno sostegno della Ue, il che conferma la sua patetica vocazione di Yes Man. "L'apertura del Padiglione di Mosca è incompatibile con i principi europei" ha detto il commissario Ue alla Cultura, Glenn Micallef che non andrà alla Biennale "fino a quando la Russia sarà invitata". Oltre a ciò, minacce della Ue di sottrarre i fondi (2 milioni di euro) di sostegno all'Ente.  Non ci è andato nemmeno il dandy impettito dal "pensiero solare", non prima di aver criticato il discorso di Buttafuoco. Vogliamo inoltre ricordare che in fatto di finanziamenti ai cinematografari senza arte né parte (finora 626 milioni, tra i quali un film biografico su Gigi D'Alessio ), il Giuli non si sta differenziando affatto dal suo predecessore Franceschini. E ora annuncia pure una riforma del settore, d'intesa col PD.
Come è andata  l'apertura della Biennale? Purtroppo le cronache ci dicono che  non  è possibile nemmeno una tregua legata ad Arti, musica, spettacolo o sport e che nei Giardini della Biennale, la concordia è un fiore che stenta a sbocciare. Cortei Pro Pal  di quelli che ci affliggono ogni venerdì, contro gli artisti israeliani anche se magari tra loro ci sarà stato chi è contrario a Netanyahu.  Pussy Riots con i cappucci rosa e con le tette fuori che imprecano contro Putin e contro gli artisti russi (anche se nel padiglione ci saranno stati artisti dissidenti); presidi pro-Ucraina di Calenda davanti al padiglione russo. Gli immancabili radicali europeisti, quelli che tengono il bordone alla Ue e che ne invocano ancora di più. Slogan demenziali con la scritta come STOP ART WASHING, con l'accusa (altrettanto demenziale), di  voler indicare l'arte come una forma di candeggina pro Putin o pro Netanyahu, cancellandone i misfatti. Insomma, tutta gente pronta a  portare il cervello all'ammasso e che nulla vuole capire del bel discorso di Buttafuoco su Venezia, crocevia di più culture e di civiltà. Qui un significativo passaggio: 

Siamo tutti a Venezia, città che ha fondato sul dialogo, sul commercio, sull’incontro tra culture e religioni diverse la sua storia e la sua bellezza. Storia e bellezza di cui siamo tutti testimoni.

Incontrai Buttafuoco ad un evento della mia città ed ebbi modo di riscontrane grandi capacità oratorie sostenute da un invidiabile retroterra culturale. Il curioso è che era attorniato da leghisti che si mostravano socievoli, pieni di ammirazione e perfino affettuosi verso un "siculo" dalla prosa adamantina nei suoi romanzi, che in altri tempi avrebbero barbaramente liquidato come "terrone". Pietrangelo dal canto suo, sembrava essere perfettamente a suo agio tra i "barbari" longobardi. Qui sotto il video dell'ispirato discorso di Buttafuoco sull'autonomia dell'arte, della letteratura, del linguaggio espressivo. Qui, invece, un estratto. 


Riporto quest'altro passaggio: 

Se la Biennale cominciasse a selezionare non le opere, ma le appartenenze; non le visioni, ma i passaporti, smetterebbe di essere ciò che è sempre stata: il luogo dove il mondo si incontra. E si incontra a maggior ragione quando il mondo è lacerato.

Forse Buttafuoco ha invocato e  auspicato  un  legittimo momento di sospensione dai consueti assordanti strepiti e ragli dell'asino, di quelli che si affannano senza riuscirvi, a giungere in cielo . Se solo avesse potuto immaginare la canea che si è scatenata subito dopo a Venezia davanti ai Padiglioni e all'Arsenale,  avrebbe forse concluso il suo monologo con l'ultimo atto del Macbeth di Shakespeare: 

La vita è solo un’ombra che cammina: / un povero istrione, / che si dimena, e va pavoneggiandosi / sulla scena del mondo, un’ora sola: / e poi non s’ode più. / Favola raccontata da un’idiota, / fatta di urlo e di furore / il cui significato è Nulla.
 
Non vorrei scomodare Shakespeare per descrivere il Giuli(vo) rosicone: troppa grazia! Ma l'immagine del povero istrione che si dimena pavoneggiandosi un'ora solo  sulla scena del mondo per poi scivolare nell'oblio, mi fa pensare proprio a lui. 

San Giovanni d'Avila

04 May 2026

A che punto è la democrazia in Israele?



"Due popoli due stati?". Beati ai gonzi che ci credono ancora. E mi fa tanta pena il povero Tajani quando va ripetendo questa favoletta nella quale non crede più nemmeno lui. Quel che vogliono costruire  gli israeliani è la Great Israel. E' fastidioso doversi occupare di religione ogni volta che si parla di politica, ma questa Grande Israele, per chi non lo avesse ancora capito, è un progetto a matrice religiosa. O meglio, il progetto di espansione, viene giustificato dal dettato religioso sulla cosiddetta Terra Promessa, una teologia basata sul messianesimo. Per rendersene conto, basta guardare le cartine geografiche a confronto: quelle di ieri e  via via, quelle di oggi. Noi ci scandalizziamo tanto quando sentiamo parlare di "repubblica islamica" (io per la prima), ma chi mai oserebbe indignarsi quando Israele viene indicato come "stato ebraico"? Eppure, a ben rifletterci, è una denominazione che non include.
La domanda che non di rado viene posta è, Israele è uno stato laico? Anche se sono soprattutto gli israeliani che dovrebbero porsi questo  interrogativo. 
Lo scrittore, narratore e saggista  Amos Oz (1939-2018), autore del bel romanzo " Una storia di amore e di tenebra", già convinto sostenitore sionista, ha spesso criticato l'evoluzione-involuzione di Israele nel corso del tempo, temendo che la crescente influenza dei coloni e dei gruppi ultra-religiosi minacciasse la natura laica, moderna e democratica dello Stato. Egli sognava un'Israele laica e si opponeva al fanatismo, definendosi un "profeta laico".
"Anche un'occupazione inevitabile è un'occupazione ingiusta", ebbe a scrivere in un articolo dal titolo "Terra dei nostri padri".
 Del resto Oz non fu mai tenero col rabbinato e la comunità degli ebrei ultraortodossi (gli Haredim) che vivono a Gerusalemme e dintorni in  rioni e cittadelle separate rifiutando i segni del progresso.
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"Tuttavia, a differenza della maggior parte delle democrazie occidentali, in Israele non c’è piena separazione fra religione e Stato. In termini pratici, la spiegazione può esser trovata nei rapporti delle forze politiche in campo sin dalla costituzione dello Stato – rapporti che hanno costretto i grandi partiti laici a scendere a compromessi su questo tema per ottenere il sostegno dei partiti religiosi." (fonte: Limes). 
Non voglio inoltrarmi nella  variegata galassia dei gruppi religiosi che popolano quella terra, perché è cosa  piuttosto complicata. Esistono, tuttavia, gruppi di ebrei religiosi che sono apertamente non sionisti e perfino anti-sionisti, che basano la loro posizione sull'interpretazione della Torah e del Talmud. Uno dei più famosi è quello di Naturei Karta, un gruppo religioso che rifiuta l'autorità e l'esistenza stessa dello Stato di Israele e mantiene buoni rapporti coi palestinesi. Sul web vengono mostrati filmati di  membri di Naturei Karta che vengono manganellati e aggrediti dalle forze di sicurezza israeliane, a causa della loro reticenza ad adeguarsi alle regole di uno stato, nel quale peraltro vivono.  

Ben Gvir festeggia i suoi 50 anni. con la torta del cappio


Giusto per mostrare quanto sia impossibile da quelle parti applicare il laicissimo motto di date e Cesare quel che è di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio, nel parlamento israeliano (la Knesset) esiste un partito che si chiama "Partito sionista religioso", i cui esponenti principali sono Itamar Ben Gvir
Bezalel Smotrich. Il primo è ministro per la Sicurezza Nazionale del governo Netanyahu, mentre il secondo, figlio di un rabbino ortodosso, ne è Ministro delle Finanze. Ce ne siamo già occupati in questo post del 23 settembre 2025 u.s. Tra le ultime prodezze di Ben Gvir c'è il famoso distintivo-spilla con il cappio per l'impiccagione e la torta per il suo cinquantesimo compleanno con il nodo scorsoio per i palestinesi, segni di orgoglio suprematista per aver varato una pena di morte su base etnica. Mancherebbero  giusto i cappucci bianchi del KKK e così siamo al completo. 
Già lo scenario a cui assistiamo nel Vicino Oriente  è dei peggiori. A Gaza, dopo essere stata rasa al suolo (70.000 vittime) pare che ci siano non so quanti cadaveri intrappolati sotto le macerie (si parla di 8000 , secondo il quotidiano israeliano Haaretz) che attendono degna sepoltura, prassi civile che non si nega nemmeno ai cani. Bambini mutilati, denutriti e morsicati dai topi che invadono le loro oramai lacere tende, in uno scenario spaventoso. Nel Libano si parla già di 2600 morti, ma la scusa pronta è  che colà ci sta l'Hezbollah (scusate la rima) e che è giusto bombardare e sventrare palazzi, impedire ai pescatori libanesi di uscire con le loro modeste barche, per campare.  Mi si perdoni l'accostamento, ma sarebbe un po' come dire che noi avremmo dovuto bombardare tutta la Sicilia solo perché nell'isola c'erano le famiglie mafiose. 
Torno alla cartina o meglio, alle cartine geografiche. C'è il problema della Cisgiordania e degli insediamenti dei coloni che hanno eroso  quel che resta dei cosiddetti "territori palestinesi". E sia chiaro, non solo con la cementificazione selvaggia  ed espropriativa (davvero pessima a vedersi e che fa scempio di un bel paesaggio), ma uccidendo inermi pastorelli arabi, rubando loro ogni cosa, intimidendoli in ogni modo in un vergognoso apartheid. Ma il mondo tace. Qualche belato in Francia lo si è appena udito quando uno di questi coloni ha preso a calci in segno di disprezzo religioso, una suora francese non prima di averla fatta cadere per terra. Qui l'articolo con tanto di  video: https://www.lasicilia.it/news/italia-mondo/3036863/calci-in-strada-ad-una-suora-a-gerusalemme-mons-shomali-non-e-un-caso-isolato.html

Il crocefisso vandalizzato da un soldato dell'Idf


Del resto non è il primo sfregio, indice di manifesta intolleranza religiosa anti-cristiana, messo in atto da quelle parti. E' di qualche giorno la notizia di un soldato  israeliano in uniforme sorpreso mentre  ha vandalizzato e catapultato un crocefisso nel Sud del Libano nel villaggio cristiano di Debel (vedi foto in alto). 


Il resto è cosa nota. La guerra in corso nel Golfo  non è solo opera di Trump, ma anche e soprattutto di Netanyahu, il quale, a differenza di Trump, ha un piano ben preciso e sa dove vuole andare a parare: l'allargamento e l'estensione della sua carta geografica in modo da inglobare altre terre. Piccole differenze tra i due: Trump deve rendere conto alle prossime elezioni e a quelle a medio termine, Bibi invece si è autoproclamato monarca assoluto da 17 anni. E oggi, per l'ennesima volta, non si è presentato all'audizione davanti ai giudici. Senza contare l'assurdo gesto di  pirateria nel fare arrivare quasi davanti alle coste greche, il suo esercito coi gommoni per rapire i ragazzi della Flotilla violando il diritto marittimo, e pestarli come fanno i pescatori coi polpi prima di metterli in pentola,  mentre due di loro sono già  stati messi in prigione. Ma si sa, in barca a fare una crocierina a vela potrebbero esserci nuclei armati di terroristi di Hamas o di Hezbollah. Fino a quando il mondo  è disposto a sopportare tutta questa sequela di menzogne, di crimini, di abusi e di ingiustizie da parte della sedicente "unica democrazia del Medio Oriente"? 



San Pellegrino

28 April 2026

I nuovi fondamentalismi d'occidente






L'attentato a Trump durante la cena di gala all'hotel Hilton dei corrispondenti della Casa Bianca, ha scatenato, com'è ovvio, una ridda di ipotesi più o meno "complottiste". Molte delle quali indirettamente e subdolamente avvallate financo dai media mainstream solitamente così attenti a evitare tesi non allineate (mi riferisco all'editoriale di Massimo Gaggi dal titolo "Assedio alla verità" comparso ieri sul Corriere). Tanto più che stavolta saremmo  al terzo attentato subito dal presidente, nel corso di due anni. Ed è stato proprio il mondo MAGA, forse deluso dal voltafaccia dell'amministrazione Trump che aveva promesso un governo identitario, dedito a risolvere i problemi dei cittadini americani (America first),  e non a fare il gendarme del pianeta, a  sposare subito la tesi del false flag, come del resto ha  già fatto anche per l'attentato del 2024 in Pennsylvania. Vero o falso, sceneggiata preordinata in stile hollywoodiano con gli invitati che si nascondono sotto i tavoli, o attacco reale che sia, il nuovo incidente con la sparatoria fermata subito (i famosi tre colpi di arma da fuoco) ed il responsabile già identificato (un certo Cole Tomas Allen, autodefinitosi in modo ossimorico "assassino gentile"), non sposterà preferenze a favore del magnate. Non credo proprio che una guerra di questa portata con tutte le sue disastrose conseguenze economiche e finanziarie, né le precedenti guerre commerciali  da lui scatenate per il mondo (i cosiddetti dazi), né tanto meno l'alleanza di ferro con Netanyahu sempre insaziabile di guerre e conflitti permanenti,  gli procureranno sondaggi favorevoli. Ma non è su questo che voglio soffermarmi, ma sull'aspetto religioso che Trumpone ha voluto dare alla sua guerra santa, per combattere il fondamentalismo islamico della teocrazia iraniana. Chissà cosa gli è balenato per la mente. Forse qualcuno deve  avergli suggerito che fondamentalismo scaccia fondamentalismo. E se poi è cristiano e in aggiunta pure sionista, allora la vittoria è assicurata. Magari qualcuno gli avrà detto  che i "valori occidentali" dell'operazione bellica Epic (in realtà Epstein) Fury sono più potenti e vincenti di quelli islamici. Perciò, metterò qualche video con la pastora Paula White, sua consigliera spirituale in preda ad un raptus....evangelico, per dare un'idea di quel mondo ultrareligioso ed esaltato che lo attornia.  Giudicate voi stessi.


Beh, la pastora è ispirata e illuminata, e vede Luciferi (pardon angeli) pronti a trasformare la lotta in una vittoria sicura. Non prima di ripetere in modo compulsivo : Strike! strike! strike! Cioè colpisci con furia. Poi si esalta, si surriscalda, in preda all'isterismo. E alla fine quello che doveva essere nelle intenzioni, un rito sacro diventa un rito satanico che mette i brividi solo ad ascoltarlo.


Qui di seguito c'è un altro video di un rito nella sala ovale, luogo che dovrebbe rimanere laico  e neutro. Una specie di cerchio magico dove i pastori evangelici sionisti ripetono formule che sembrano mandare in rapimento il vecchio tycoon prossimo a 80 primavere. Ma quel che sorprende in questo video che consiglio a tutti di visionare, è l'atteggiamento remissivo di Trump che sembra quasi un povero sequestrato da questi fanatici esaltati, i quali lo toccano manco fosse un talismano. L'impressione che se ne trae è che questa copertura religiosa di cui si ammanta adesso in tarda età, serva a coprire le sue precedenti malefatte già contenute negli Epstein files. Una sorta di manto d'agnello che serve a nascondere i vizi del vecchio lupo. 
Questi evangelici sionisti furono già fortemente stigmatizzati dai frati francescani di Terrasanta che ben si  espressero già in una loro dichiarazione del 2006, su quanto dannosa potesse diventare l'alleanza con altri settori dell'estremismo e fondamentalismo ebraico. Ecco cosa scrissero nel sito Terrasanta.net. 


(...) ll sionismo cristiano è un moderno movimento teologico e politico che adotta le posizioni ideologiche più estreme del sionismo, sì da diventare pregiudizievole per una giusta pace in Palestina e Israele.

Il programma sionista cristiano contiene una visione del mondo in cui il Vangelo è identificato con l’ideologia di imperialismo, colonialismo e militarismo. Nella sua forma estrema, pone l’enfasi su eventi apocalittici che conducono alla fine della storia piuttosto che sull’amore e la giustizia del Cristo vivo oggi.

Noi rigettiamo categoricamente le dottrine del sionismo cristiano come insegnamenti falsi che corrompono il messaggio biblico di amore, riconciliazione e giustizia.

Rifiutiamo inoltre l’attuale alleanza tra i capi e le organizzazioni dei sionisti cristiani e settori dei governi di Israele e degli Stati Uniti che oggi impongono i loro confini preventivi e unilaterali così come il loro dominio sulla Palestina. Ciò porta inevitabilmente a cicli di violenza senza fine che minano la sicurezza di tutti i popoli del Medio Oriente e del resto del mondo. (...)

Ed è quanto sta accadendo e a quanto stiamo assistendo in questi giorni cupi, violenti, imprevedibili e apocalittici. Dell'altro fondamentalismo ed estremismo presente nella Knesset israeliana (oltre che nel suo tessuto sociale) che ammorba l'aria, fa strame della democrazia, mina la pace e la sicurezza del mondo, dirò in apposito altro post. Tutta la prima parte della produzione di questo blog   nato nel 2005 fino al 2018 circa, contiene numerosi pezzi dedicati all'integralismo e fondamentalismo islamico sbarcato da noi attraverso pesanti insostenibili migrazioni  di massa, quali arma di decomposizione sociale del nostro paese e dei paesi europei.  Pertanto, non ho nulla da rimproverarmi in  materia. Più che allo scontro di civiltà, direi che oggi assistiamo allo scontro tra barbarie. Una resa dei conti nella quale non ci guadagna nessuno e ci  perdiamo tutti quanti.

Santa Caterina da Siena

14 April 2026

Papa Leone e i nuovi Attila

 


L'intemerata di Donald Trump a Papa Leone ci fa pensare al nostro tempo, come al tempo di nuove invasioni barbariche. E del resto, tutto il disprezzo e la tracotanza mostrata da Trump per un uomo mite e gentile come Prevost (oltretutto di grande cultura agostiniana) fa pensare all'iconoclastia barbarica, al saccheggio di tutto, perfino del Sacro. Brutta cosa l'ignoranza abissale e pure esibita. Ma quando mai si va a rinfacciare ad un papa di non capire nulla di "politica estera", quando la scelta di un pontefice è proprio quella di non occuparsi delle cose di questo mondo, ma di quelle dello Spirito? "Il mio regno non è di questo mondo", diceva Gesù - quello vero e non quello dell'Intelligenza Artificiale con la faccia di Trump.
Tutto quello che di ignorante abbiamo fin qui sentito e che non starò a riassumere, rivelano però un'indole fortemente caratteriale in preda ad una sorta di narcisismo maligno.  In questo non è il solo, tenuto conto che anche il suo mentore Netanyahu è in preda allo stesso grave disturbo. E però, a differenza di Trump, è assai più astuto e guardingo nell'esporsi. Attento soprattutto a non parlare a vanvera. 
Con la semi-blasfemia di Trump nei confronti di un' importante autorità religiosa come il Pontefice, sembra di essere tornati alle lotte intestine tra cattolici e protestanti, un capitolo della storia fra religioni che credevamo superato. Se siete entrati in una missione evangelica-protestante, avrete notato come non espongano croci preziose, immagini,  né icone, né dipinti di valore, né statue. Sembra, in molti casi, di essere dentro ad un ambulatorio  sanitario spoglio e disadorno. Da noi, anche la più modesta chiesetta di campagna è adornata di immagini sacre, delle stazioni della Via Crucis, di altari addobbati con fiori di stagione e lumini. La croce dei protestanti è vuota, la nostra mostra il corpo straziato di Gesù: carne, sangue che poi si fa spirito.  E' solo qualche esempio, per dire che non potremmo essere più diversi di così e che queste differenze non vengono colte dagli articoli che ho finora letto. Così come non viene abbastanza sottolineato il fanatismo millenarista di Pete Hegseth, il segretario alla Difesa del governo Trump  e le sue preci affinché le missioni belliche risultino efficaci, che è  un po' come pregare per il Male ("Dio non ascolta le preghiere di chi ha le mani che grondano sangue").
L'aspetto politico delle invettive di Trump contro papa Leone sono state interpretate come un'antipatia e perfino un'ostilità degli evangelici verso la componente cattolica all'interno della compagine governativa trumpiana e nel mondo MAGA. Parlo di J.D. Vance, convertitosi al cattolicesimo e più volte ricevuto da papa Prevost, insieme a sua moglie. 
In queste ore, però, anche Vance (che forse pensa già alle prossime elezioni dove correrà da candidato) non ha resistito a dire certe banalità come "il  Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali". Perché? Una guerra che ha già prodotto migliaia di morti e che sta sprofondando il mondo in una crisi devastante (energetica, finanziaria e non solo), non reca forse implicazioni "morali"?
 

Ma la megalomania di Trump sembra non conoscere limiti. E così sul suo sito Truth espone un dipinto nel  quale compare vestito da Gesù Cristo irradiato da aureola, mentre mette la mano sulla fronte di un infermo, circondato da militari, infermieri e fedeli adoranti, tutti in preghiera con l'immancabile sfondo della bandiera a stelle e strisce. Quanta volgare blasfemia! Ovviamente, di fronte alla riprovazione generale suscitata,  si è affrettato a rimuovere l'immagine con una delle sue solite scuse che non fanno che confermare la verità dei fatti: che è inutile per i popoli cercare il  Signore e il suo Vicario, perché lui è  già tutto questo. Del resto ci aveva già provato con la foto realizzato con l'IA  sui social della Casa Bianca, dove appariva vestito da Papa con la mitra in testa. Ora, a quanto pare,  si è messo in mente di  salire più in alto, nella gerarchia religiosa. 


Vengo a Papa Leone XIV e non nascondo la mia speranza che alla sua elezione, mi piacque subito la scelta del nome, legato al suo illustre predecessore san Leone Magno, il papa che fermò Attila e gli Unni. Così come mi piacque il suo nome di battesimo Prevost, cioè parroco.  O prevosto, come si dice dalle mie parti. Mi apparirono dei buoni segni. In seguito l'ho trovato timido e poco incisivo rispetto alle sfide che ci aggrediscono e sovrastano. In ogni caso, un pontificato si giudica su tutto l'arco della sua durata. In queste ore, però, devo constatare che mi sono piaciute le sue risposte così alte e potenti nei confronti di un'aggressione volgare e scomposta. Ne cito qualcuna. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". E ancora: 
“Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. Papa Leone, nel suo secondo giorno in Algeria sulle orme di S. Agostino, ha sottolineato con forza che Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi” ma con i piccoli e gli umiliSoprattutto, Dio non ascolta coloro i quali pregano per crudeli imprese belliche fatte in suo nome (riferimento esplicito a sette evangeliche-sioniste). 


Anche dal Vaticano, in un messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il Papa ha precisato come la democrazia sia l’espressione alta del potere legittimo ma “solo se radicata nella legge morale” . Altrimenti - ha messo in guardia - rischia di trasformarsi in “una tirannia della maggioranza o in una maschera del dominio delle élite economiche e tecnologiche“. 
Se, le ingerenze temute da Vance nella sfera politica sono queste, è il caso di dire: avercene!
Dei vari leader della famigerata Ue, l'unica che si è spesa a favore di papa Leone, per ora è stata Giorgia Meloni, dichiarazioni seguite a ruota dalle rispostacce insolenti di Trump, affidate al Corriere, che già conosciamo. Ma oramai  the Donald è diventato un caso umano e invece della mitra papale a cui aspirava, esibisce sempre più lo scolapasta rovesciato in testa che gli nasconde il ciuffo arancione. E  allora fioccano invettive per tutti, alla faccia della diplomazia: per Macron, per Starmer, per Merz, per Sanchez, per la Nato. Per tutti, tranne che per lui e per il suo compare di bombe Bibi.

San Annibale 


09 April 2026

Poca benzina e vigile attesa




Peggio della guerra c'è la UE. A ben rifletterci, la UE è sempre stata in guerra contro i suoi cittadini anche quando non c'erano bombe sul Golfo Persico. Lo stato d'eccezione, per Bruxelles, è ormai diventata la regola e l'emergenza è diventata la quotidianità. Perciò, riecco apparire i chiusuristi del confinamento coatto, delle misure restrittive in nome di qualche ignobile causa. Il nome anglo è già  bell'e pronto: lockdown energetico. E c'è pure un eurokomiSSar all'energia, un socialdemocratico danese a nome Dan Jorgensen, che è stato il primo a parlare  di razionamenti, di limitare viaggi e spostamenti (tiè!), di "stare a casa", ma con riscaldamento abbassato, magari cucinando poco, limitando l'uso dei fornelli a gas. Insomma aspettiamoci  pure i protocolli energetici, esattamente come prima c'erano i protocolli sanitari. E sapete chi li farà? Ma la commissione europea, naturalmente. Inutile per il cittadino deluso aspettarsi che venga fatta giustizia su tutti gli odiosi soprusi relativi alla "pandemia" e ai vaccini della  baronessa von der Leyen e della sua corrispondenza di amorosi sensi con il CEO di Pfizer Albert Bourla, coi famosi messaggi compromettenti cancellati. Quando ci sono cose terribili da sistemare, usano un barbatrucco formidabile: farne arrivare di peggiori. Nel febbraio del 2022 Draghi proclamò la fine dell'"emergenza Covid" in nome di una nuova emergenza arrivataci tra capo e collo: la guerra russo-ucraina. 

Da allora, sappiamo già come è andata: paghiamo armamenti da quattro anni, per la nobile causa ucraina.  E ora che i conflitti si sono allargati a dismisura, tanto per non farci mancare di niente, c'è già chi invoca domeniche a piedi o in bicicletta, targhe alterne, aerei che non volano e così via. Con buona pace per interi settori-chiave dell'economia reale di cui non frega una cippa ai bankster della BCE. Del resto la guerra e le guerre sono un modo per realizzare in fretta quel Grande Reset, promessoci da tempo dal World Economic Forum. Pertanto, questa nuova (si fa per dire) crisi bellica ed energetica, non è una crisi casuale, ma la  classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030. Della serie, “Non avrai nulla e sarai felice”.

Ovviamente, se i soldi da stanziare per gli armamenti si trovano anche sforando e facendo debito, per i bisogni essenziali dei cittadini non si può e non si deve oltrepassare quel famigerato 3% del patto di stabilità. Nessuna deroga ai vincoli di bilancio. E pure niente tagli alle accise.  Per ironia del destino, gli orfani covidioti delle "misure sanitarie" ora si riciclano in sacerdoti dell'austerity energetica. Lotta al condizionatore estivo, lotta al termosifone, lotta alle docce calde, lavatrice a pieno carico solo di domenica...Il decalogo da rispettare è ampio.  E' perfino spuntato quel Nino Cartabellotta del GIMBE, uno di quelle virostar prezzemolanti, già pronto a pontificare: "Bisogna preparare il Paese a uno shock energetico di lunga durata e disincentivare i consumi". Non si capisce  bene il legame tra questo gastroenterologo con la guerra israelo-americana sull'Iran con conseguente blocco delle forniture petrolifere, ma tant'è... Più che l'amore per la scienza, poté il bisogno di riapparire in tv. 

La  via e i mezzi per non precipitare nella recessione e in un'altra depressione economica simile a quella della dittatura sanitaria subita per tre anni, ci sarebbe: acquistare (o meglio, riacquistare)  gas da Putin. Ma sono scorciatoie non previste dalle anime belle della Ue. Perciò, mettersi nelle mani di Trump e del suo diabolico mentore Netanyahu, nella speranza che la tregua testé proclamata con l'Iran possa durare, e la via del greggio dallo stretto di Hormuz, possa riprendere il suo corso, è  peggio che gettarsi negli artigli del Diavolo. Poca benzina e vigile attesa - sembra essere il nuovo slogan di una guerra che non può che impoverirci. Eppure, già non mancano anche in Italia i fanatici servi e sostenitori dei due bombaroli, visti come i giustizieri del Pianeta. C'è da credere che in caso di misure repressive, ci saranno ancora mansueti pecoroni, spioni e delatori, così come è avvenuto durante la pandemenza virale.   

L'unico protocollo che le persone libere possono adottare  per evitare di venire rinchiuse e impedite nella loro quotidianità, è quello di disobbedire. Già lo facemmo non molto tempo fa. 

Santa Maria Cleofe

03 April 2026

Bambini in pericolo






Capita che ci si soffermi su casi di cronaca che sembrano essere diventati seriali. Nel senso che sembra esserci una sorta di emulazione collettiva tra l'uno e l'altro. Poniamo quale esempio quello di un balordo di cittadinanza romena che all'uscita di un supermercato a Bergamo cerca di strappare una bambina a sua madre, ma che viene prontamente circondato dalla madre stessa, dal padre appena un po' più davanti e poi dalla sicurezza. Nello strappo, alla piccola è stato spaccato un femore. La bambina ha infatti riportato la frattura del femore dovuta al gesto violento dell’uomo fermato dalla polizia: con sé aveva 5 euro e un passaporto. Inoltre era incensurato e senza patologie psichiatriche ma qualche giorno prima, era stato fermato all’ingresso del pronto soccorso, cercava riparo senza mostrare atteggiamento aggressivo.
Ma eccoci ad un altro episodio. 
A Caivano (Napoli) un uomo di nazionalità ghanese ha tentato di afferrare un bambino di 5 anni all'uscita di un supermercato, gridando che era suo figlio. La madre e i dipendenti del supermercato sono intervenuti, permettendo l'arresto dell'uomo, che era alterato dall'alcool e aveva pure dei precedenti penali.
Veniamo ad altri casi e mettiamoli tutti in fila. A Latina un 34enne iracheno si era avvicinato ad un'auto parcheggiata nell'area di sosta di un supermercato. Ha aperto lo sportello cercando di rapire un bimbo che si trovava all'interno dell'auto con sua madre. L'iracheno è stato arrestato dalla polizia per tentato sequestro di persona e porto d'armi di oggetti atti a offendere.
A Roma invece una falsa baby sitter si presenta in una scuola materna per prelevare una bambina. Per fortuna della piccola, le maestre, prima di consegnargliela hanno telefonato i genitori i quali non avevano incaricato nessuna baby sitter.
Vengo all'ultimo rapimento appena sventato di un bambino di 8 anni nella scuola di calcio dell'oratorio Giovanni Bosco di Osio Sotto in provincia di Bergamo. Mercoledì scorso un pakistano si è introdotto di soppiatto nello spogliatoio dove i ragazzini si stavano cambiando dopo l'allenamento, con lo scopo di prelevarne uno che chiamava per nome per farsi passare per genitore. Il bambino di origini marocchine, ha prontamente avvertito il suo istruttore che quel tipo non si trattava di suo padre. Dopo essersi allontanato, il pakistano è penetrato in un altro ingresso cercando di raggiungere il ragazzino e di portarlo via. Ma è stato bloccato dai dirigenti e dai genitori degli altri ragazzi che hanno allertato i carabinieri. L'accusa è stata quella di tentato sequestro di minore. Per il pakistano è stato convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare, con i carabinieri che hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti nell'oratorio. :
Perché parlo di questi episodi? Perché la ripetitività di questi fatti rimanda alla solita teoria di Agatha Christie sulle coincidenze. La sua famosa massima sostiene infatti che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Questa vecchia regola sottolinea come la ripetizione di un evento sospetto trasformi il caso in un indizio strutturato per risolvere il mistero. E la sottoscritta,  che è  una malpensante cronica, pensa che potrebbe esserci un'Anonima Sequestri addetta ai rapimenti dei piccoli, la quale ingaggia personaggi marginali e balordi per depistare e far pensare al solito "caso isolato". Non è un mistero che i bambini spariscano.  https://www.avvenire.it/attualita/bambini-scomparsi-ce-un-muro-di-silenzio_92483. Che le loro piccole vite si rendano invisibili, e che vengano inghiottiti nel nulla. La scomparsa e il traffico di minori sono emergenze globali che richiedono un'attenzione costante. Ogni anno, più di 250.000 bambini scompaiono in Europa. Nel 2023, in Italia sono stati gestiti 94 casi di minori scomparsi tramite il numero unico europeo 116000, una media di quasi 8 casi al mese. Questo fenomeno può verificarsi in molteplici contesti critici: fughe volontarie o involontarie, sottrazioni nazionali e internazionali, rapimenti. Durante i periodi di maggiore mobilità, come l'estate, il rischio aumenta, soprattutto per i minori stranieri non accompagnati. In contesti di incertezza come i conflitti, le guerre o i  massicci movimenti migratori, i bambini sono particolarmente vulnerabili al rischio di tratta e sfruttamento. Tra i bambini che spariscono, non è un caso che la maggioranza sia straniera. E mi chiedo con che cuore  e con cervello l'ONU veicoli e faciliti ideologie immigrazioniste, quale rimedio all'invecchiamento della popolazione endogena, sapendo che i bambini stranieri sono i più esposti ad abusi d'ogni tipo. E quando parlo d'ogni tipo, intendo riferirmi a sfruttamento sessuale, pedofilia, traffici d'organi. Il discorso diventa davvero ampio, ma ci ritorneremo sopra più nel dettaglio. Tutto questo per dire che occorre non sottovalutare i fatti di cronaca apparentemente isolati e individuali. Dietro al balordo, l'ubriaco, il marginale, l' immigrato clandestino, il maniaco ci può essere una grossa Holding di questo sordido malaffare. Viviamo tempi feroci ed è bene che i genitori intensifichino più che mai, la sorveglianza sui loro bambini, dato che sono sparite le comunità di villaggio - quelle nelle quali anche i figli degli altri erano sotto gli occhi benevoli dei  parenti, dei vicini, degli amici dei genitori.

Ma adesso nella settimana di Pasqua, mi piace pensare all'immagine rassicurante di bambini intenti a  dipingere le uova casalinghe o a rompere quelle di cioccolato in cerca della sorpresa. In GB c'è il gioco  di Easter Rabbit. Un familiare adulto si veste da coniglio e  nasconde le uova (vere, confettate o di cioccolato) in giardino, dietro ai cespugli o nelle cavità degli alberi. I bambini corrono a cercarle coi cestini. Vince chi ne trova di più. Ovvero chi fa bottino di uova. 
Buona e serena Pasqua a tutti, cercando di dimenticare per qualche giorno, tutti gli orrori dai quali siamo attorniati.

                                                             
San Riccardo

25 March 2026

Il lockdown dei luoghi di culto in Terra Santa

 


Archiviato il referendum, una pessima campagna all'insegna dell'ordalia barbarica contro il governo in carica, anziché entrare nel merito di una riforma della magistratura, da parte di chi, in fatto di costituzione dovrebbe tacere (penso solo ai Dpcm illegali e illegittimi, decretati  d'imperio senza nessun passaggio parlamentare), vorrei fare osservare che in prossimità delle festività pasquali continua nei luoghi santi d'Oriente il lockdown dei luoghi di culto. Quei luoghi che, oltre ad attrarre pellegrini, attiravano pure turisti. Vi ricordate quando quel gagà azzimato dai capelli tinti di  Giuseppi Conte ci impose una Pasqua di tumulazione senza Messe, senza riti pasquali, senza funzioni, con la scusa del virus? Fu un gesto barbarico, gretto, incivile. 
Bene, nei luoghi di culto della Terrasanta  continuano le clausure, feroci, ottuse, miopi e ingiustificate. Ora la scusa  da adottare è ipocritamente lampante: c'è la guerra e gli Iraniani tirano missili. Si dà il caso che la Spianata delle Moschee dove c'è la Cupola dorata della Rocca (o Roccia) che è quasi il simbolo e il logo di Gerusalemme, dove ci sono altre chiese cristiane, era sbarrata e  preclusa al culto, ben prima dello scoppio della guerra e delle guerre. Vi ricordate le passeggiate proditorie e blasfeme di Ben Gvir e di Smotrich appartenenti alla destra messianica ultrareligiosa della Knesset, sulla spianata delle Moschee? Vi ricordate che l'accesso ai musulmani per la preghiera, venne sbarrato? E in conseguenza a ciò, pure ai cristiani, i quali  in più di un'occasione già subirono lanci di pietre e sputazzate dai coloni? I due citati, sono ferventi sostenitori di Netanyahu che, anche grazie al loro appoggio, non finisce di aggiungere guerre a guerre, quasi a garantirsi polizze assicurative sulla sua sopravvivenza politica.  
Ora però anche i cristiani del Libano stanno soffrendo ed è appena stato ucciso un parroco, oltre beninteso, a numerosi civili  che nulla hanno a che fare con l'Hezbollah. Basta consultare questo link: 
 https://giornalemio.it/cronaca/la-strage-dei-cattolici-massacrati-dallidf-il-messaggio-del-vescovo-libanese-antoine-nassif/#google_vignette

Del resto anche i nostri Tg sono costretti ad ammettere che stanno bombardando ponti libanesi che congiungono intere parti di Beirut incuranti di chi ci transita sopra. Ed è capitato che ci transitasse il  Nunzio Apostolico in Libano Paolo Borgia, ha rischiato di saltare per aria, nel silenzio assordante della CEI, delle autorità ecclesiastiche e di Papa Leone che non ha ancora emesso un vero ruggito in proposito. 

Quella di Israele non è difesa. Non lo è quando a essere colpiti sono villaggi cristiani, famiglie, civili e sacerdoti cattolici rimasti accanto al proprio popolo. Non lo è quando dei parroci, invece di fuggire, suonano le campane delle loro chiese per dichiarare che non abbandoneranno la loro terra, e per questo diventano bersaglio.

E ancora :
Qui il punto è gravissimo. Non parliamo solo di non combattenti in senso generico, ma di religiosi, di parroci, di presenze pastorali radicate da secoli nel Libano meridionale. Quando un sacerdote viene colpito e ucciso, non siamo davanti a un semplice “effetto collaterale”, ma a una ferita inferta alla coscienza morale, giuridica e religiosa del nostro tempo. Leone XIV tace. La CEI tace. I protestanti silenzio, I pastori pentecostali ancora peggio: pregano per Trump affinché l’esercito israeliano non uccida troppi civili (https://t.me/Giovanni832/16524).  

Muro occidentale piantonato dai soldati israeliani

Aggiungo che in quei territori era stato raggiunto un accordo che era un capolavoro di giudizio, di senno e di buon senso: lo statu quo di Solimano il Magnifico che ha attraversato i secoli. Un accordo detto firmano secondo il quale, Gerusalemme era da considerarsi crocevia di pellegrinaggi, di  culto nonché pacifica coesistenza delle tre religioni monoteiste. Ora questo capolavoro diplomatico è stato gettato alle ortiche in nome di un bellicismo feroce quanto ottuso e sconsiderato voluto da Israele e dal suo Idf. L'altro giorno ai notiziari, Padre Ibrahim Faltas, uno dei custodi del Santo Sepolcro di Gerusalemme nonché direttore di 18 scuole cristiane, appariva  particolarmente preoccupato. La Via Dolorosa, quella in cui si celebrava la Via Crucis e la domenica delle Palme,  appare vuota, desolata, senza nemmeno una bancarella, priva di  pellegrini. Il Muro Occidentale sbarrato e piantonato da soldati come non era mai accaduto nel corso dei secoli. Siamo dunque giunti alle nuove invasioni barbariche e quindi al tramonto della civiltà? Credo che la coscienza di uomini di buona volontà (credenti e non credenti) dovrebbe ribellarsi a questi malvagi ingiustificati soprusi. 

Annunciazione del Signore



AGGIORNAMENTO del 29-3Un fatto senza precedenti ha segnato la Domenica delle Palme nella Città Santa: nella mattinata di oggi la Polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro, dove si stavano recando per celebrare la messa della Domenica delle Palme. Secondo quanto riportato in un comunicato congiunto delle due istituzioni ecclesiastiche, “il Patriarca e il Custode stavano procedendo in forma del tutto privata, senza alcun carattere processionale né rito pubblico. Sono stati tuttavia fermati lungo il percorso e costretti a fare ritorno”. Un episodio che, sottolineano, rappresenta “la prima volta da secoli” in cui i massimi rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa non hanno potuto celebrare la liturgia della Domenica delle Palme nel luogo della Risurrezione. Patriarca e Custode parlano di “grave precedente” che “ignora la sensibilità di miliardi di persone che, in questa settimana, volgono lo sguardo a Gerusalemme"

Credo che ogni commento sia superfluo, tenuto conto che questa volta si sono espressi contro, perfino Meloni e Tajani. Si tratta di un episodio di escalation e di intolleranza religiosa gravissimo. 

Domenica delle Palme (insanguinate). 

21 March 2026

Perché SI'



Domani si vota e oggi in teoria ci dovrebbe essere il silenzio preelettorale. Ma dato che un blog non rientra nel mainstream ho deciso di usare questo spazio per dire la mia, all'ultimo minuto. La caciara tra la sinistra e la destra è finalmente finita e c'è il tempo, a bocce ferme, per riflettere sul merito della riforma che in sé, è poca roba. Poca roba, ma sono dell'avviso che il poco si conta, il niente invece no. A convincermi  definitivamente per il SI, ci sono stato due pareri di luminari del NO: Ugo Mattei emerito professore di diritto civile all' Università di Torino che si distinse per la sua battaglia contro il green pass, contro il lockdown negli atenei,  e pure l'avvocato Marco Mori. Trovo schizofrenica e incoerente la loro posizione rispetto a quella mostrata contro la "pandemenza". Mi viene da chiedere se il prof. Mattei, si ricorda dei giuristi ai tempi della dittatura sanitaria? Lui non poté nemmeno recarsi a ritirare una raccomandata perché per andare in posta a prelevarla ci voleva il green pass. E dovette (giustamente) farsi scortare dai carabinieri per avere ragione del suo gesto. Vengo all'articolo dell'avv. Marco Mori comparso su Come don Chisciotte, colui che si legò a Italexit e che toccò con mano gli abusi dei togati. Mi viene da chiedergli se  si ricorda di Silvana Sciarra messa da Mattarella a capo della Corte Costituzionale e quali posizioni assunse sulle misure liberticide contro di noi. Si ricorda quando impedì all'avvocato Sinagra (suo collega) di proferire parola cacciandolo fuori dall'aula? Si è reso conto che dai togati non abbiamo avuto proprio  nulla che concernesse la salvaguardia dei nostri diritti umani e costituzionali? Non una parola su tutti i diritti costituzionali calpestati in quel buio periodo. E ora non si fa che sentir dire che questa riformetta andrebbe a intaccare "la più bella del mondo". Quella carta che è stata gettata nel WC durante tutto quel periodo nero. Non so ancora se il mio SI, servirà a qualcosa, ma l'Uomo del Colle che è anche Capo supremo della Magistratura ebbe a dire una frase per me da incidere nella pietra: "Non si invochi la libertà per sottrarsi dalla vaccinazione, perché quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui". Esiste la libertà di dubitare? di chiedere garanzie? di conoscere se una cura (qui, sotto forma di vax) fa bene o  viceversa comporta dei rischi, prima di subirla come topi da laboratorio? E invece molti hanno subito il delinquenziale "fate presto! fate presto!", gli open day, i ricatti sul lavoro (o ti vaccini o perdi il posto), i ricatti sulle attività sportive, le minacce, le discriminazioni. Nel silenzio più totale da parte di chi avrebbe dovuto amministrare Giustizia e tutelare i cittadini dagli abusi. Gli altri guasti della magistratura li conosciamo bene: innocenti che non vengono scarcerati nemmeno di fronte a inoppugnabili prove. Fumus persecutionis nei confronti di politici non graditi (caso Berlusconi docet), ingerenze pesantissime nei confronti di misure governative non gradite alla casta togata (caso Open Arms contro Salvini), errori su errori giudiziari sui quali non esistono sanzioni da parte di chi li compie... E potrei continuare all'infinito. Può darsi che il SI', non cambi nulla. Ma è certo che col NO, riavremo tutte le magagne che ho citato. 
 


Mi fa sorridere e ridere sentir parlare del rischio che la magistratura possa diventare succube della politica la quale tutto vede e tutto controlla. E quando le nostre procure erano subalterne agli Usa e al Nuovo Ordine Mondiale con l'operazione Mani Pulite (Clean Hands)? Da dove credete che venissero gli ordini di smantellare i nostri migliori assetti industriali e i nostri gioielli di famiglia? E tutti in quel tempo, si sciacquavano la bocca parlando di "rivoluzione" contro la vituperata Prima Repubblica, lanciando con guanti bianchi,  bianchi palloncini per le piazze delle città italiane. Ordini di scuderia americana che in quegli anni disponeva pure di Echelon, il grande Orecchio, per intercettare tutte le telefonate. Il problema  della magistratura (e di chi la dirige, dato che è ora di smantellare il mito della sua "indipendenza"), è che si dovrebbe buttare giù tutto l'impianto del corpo magistrale e rimetterlo in piedi daccapo con nuovi criteri anti-clientelari e anti-correntizi. E che questa riformetta Nordio, servirà a poco. Ma è giusto che chi non vuole tutto ciò,  opti e voti per il suo SI', dato che alla fin fine, un segnale ci vuole. D'altronde, si deve pur sempre iniziare da qualche parte. 

San Benedetto (primo giorno di Primavera)

14 March 2026

Una nave fantasma alla deriva








La nave russa che naviga senza guida in balia delle onde è già diventata la metafora di come hanno ridotto questo povero mondo distorto. Si tratta della Arctic Metagaz che avrebbe a bordo circa 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. C'è il rischio di un disastro ambientale, ma prima, l'antefatto. Lo scorso 4 marzo il ministero dei Trasporti di Mosca aveva denunciato che una nave cisterna russa per il trasporto di gas era stata attaccata nel Mediterraneo da droni marini ucraini partiti dalla Libia. Il presunto attacco sarebbe avvenuto al largo delle coste di Malta. I 30 membri dell'equipaggio, tutti russi, erano stati tratti in salvo grazie al coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi. La Arctic Metagaz, nave metaniera (Gnl) battente bandiera russa, da quel momento era in fiamme alla deriva. L’imbarcazione era soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito. Putin ha parlato di quanto avvenuto come di un “atto terroristico”. (fonte: sky cronaca


Kiev non conferma né nega. Così come non negò né confermò il sabotaggio del gasdotto North Stream. La stampa,  sugli ucraini glissa via e non infierisce come invece fa con i russi. 
Ma non sono tanto i fatti circoscritti e relativi alla nave che ci interessano e su cui è già partito un soccorso sia da parte nostra che di Malta, quanto la metafora inquietante di quel che stiamo vivendo. La Meloni va ripetendo:  " L'Italia non è in guerra". Formalmente è vero, ma si dà il caso che sia la guerra a cercare noi; e ci coinvolge, ci implica, ci determina, condiziona pesantemente le nostre vite. Nel Kurdistan iracheno nella base militare di Erbil, ecco piombare un attacco contro i nostri soldati, i quali non si sa bene cosa stiano lì a fare. Un soldato francese ci ha rimesso le penne, poveretto. Il suo governo (così come il nostro) lo ha mandato in una di quelle incomprensibili missioni di peace keeping. A noi, per ora, è andata bene e i soldati sono rimasti illesi. Ci sono 2500 militari italiani sparsi in Kuwait, Iraq, Qatar, Giordania, Libano. Alla luce della ripetuta affermazione secondo la quale, non siamo in guerra, che stanno lì a fare? a fare i potenziali bersagli mobili? Com'è noto, il Libano del Sud è tornato ad essere un fronte molto rischioso, per mano di Israele vs. l' Hezbollah sciita.  Ha senso lasciare sotto il fuoco (amico o nemico che sia) la guarnigione dell'Unifil in Libano che è già stata "avvertita" in altre precedenti pericolose circostanze? 
Torniamo in patria (si fa per dire) con la Biennale  di Venezia che in quanto manifestazione culturale, dovrebbe accogliere le varie espressioni artistiche dei vari paesi, senza discriminazioni. Belle intenzioni! In realtà non è così semplice.
Padiglione russo alla Biennale. Buttafuoco il primo, a sinistra

Il suo presidente Pietrangelo Buttafuoco, nominato dall'attuale governo, annuncia una sua scelta di misura e  di buonsenso lasciando che la Biennale diventi il luogo di incontro in grado di andare oltre gli scenari di guerra e dei diktat imposti dagli schieramenti: aprire il padiglione degli artisti russi. Sana iniziativa - si dirà. Le guerre scoppiano, ma poi passano e quando questo avviene, ci si dimentica del perché deflagrano. La cultura è un modo per scrutare il sereno oltre le nubi e per sua natura deve poter essere inattuale e metastorica.  Ma l'Europa non vuole. L'Ucraina insorge. Ma come? fate entrare esponenti della cultura russa? Vi abbiamo negato i gatti delle esposizioni feline, i pianisti, i cantanti lirici, e voi vorreste organizzare nientemeno che un padiglione di artisti russi? NON SI PUO'. Buttafuoco resiste a non voler indossare la livrea del maggiordomo che si mette sull'attenti agli ordini di Bruxelles e di un governo costretto a fare l'obbediente soldatino di piombo, in nome di non si sa bene quale "sovranismo". Ma c'è sempre qualcuno disposto a fare il lacchè: il Ministro della Cultura, il giulivo Giuli, irradiato dal  "Pensiero Solare",  mentre nella sua aura di neo-paganesimo elucubra di "apocalittismi  difensivi" e di "infosfera globale".  Sulla Biennale di Venezia, ecco la sintesi del Giulivopensiero: "Come ministro della cultura ritengo che l'arte di un'autocrazia sia libera soltanto nella misura in cui sia dissidente". 
Il ministro Giuli e la centralità del suo Pensiero Solare

Bizzarra tesi, la sua: la Russia partecipò alle Biennali quando era ancora Urss, come pure alle Olimpiadi. Se dovessimo riconoscere solo l'arte della dissidenza, allora dovremmo prendere a martellate il vasellame della dinastia dei Ming. O asportare via tutta l'arte commissionata dai Papi durante il Rinascimento e l'età del Barocco. 
Arridatece Genny Sangiuliano, al secolo Genny Delon! Almeno tra una graffiata in testa e l'altra da parte di amanti aggressive, il suo lavoro di buon comunicatore lo sapeva fare. Intanto per mostrare al mondo che GIULI C'E', il citato Ministro ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Cda della Fondazione Biennale di Venezia, rea di aver sostenuto la linea di un' eventuale "Biennale della Tregua".  

Mala Tempora! ma in questi tempi grami è inutile evocare rassicuranti fughe in campagna o passaggi al Bosco, secondo il Mito dell'Anarca di jungeriana memoria. Anche perché il bosco è stato ripopolato di lupi, di cinghiali in sovrannumero. E nelle aree montane, perfino di orsi, caso mai a qualcuno venisse la balzana idea di farsi resistente, o di diventare un neorurale che sopravvive con poco. 

Catherine Trevallion separata dai suoi bambini


La povera Famiglia del Bosco, ha imparato a proprie spese che nel folto della macchia possono nascondersi, carabinieri, assistenti sociali, psicologhe, magistrati dei minori,  poliziotti, tutti pronti a carpire tranquilli bambinetti  che giocherellavano con le caprette, il cavallo, l'asinello,  per trasformarli in piccoli consumatori di cartoni animati, di tablet, di smartphone nel nome di una paroletta magica ch'essi chiamano "socializzazione". Quella stessa socializzazione che li strappa ai loro genitori e alla loro famiglia per tenerli nascosti e separati in una mesta "casa-famiglia", detta "luogo protetto". Protetto da che cosa? 

Mentre - ironia del destino - il vascello fantasma va alla deriva e nessuno sa chi dovrà mettere mano all'imminente disastro ambientale,  c'è chi si mette intorno ad un tavolo per discutere il da farsi: maltesi, italiani, forse la Ue. Dilagano le catastrofi, ma non sanno che vestiti mettersi.  
Stante così le cose, ci vorrebbe una robusta  e sicura Arca di Noè per salvarci da questo nuovo diluvio universale. 

Santa Matilde

05 March 2026

I due Stranamore








Ovvero, come impararono a non preoccuparsi e ad amare la bomba. Innanzitutto mi ha colpito la preoccupazione di Trump di specificare davanti alle telecamere che l'ideatore di questa impresa bellica è stato lui e che Netanyahu (ormai soprannominato il suo "Bibi sitter") è stato trascinato quasi controvoglia. Beato a chi ci crede! Trump, sarà anche un grande imprenditore con fiuto per gli affari, ma è assai incolto e rozzo, pertanto qualcuno gli dica di farsi tradurre il motto latino "excusatio non petita accusatio manifesta".
I due dott. Stranamore non hanno bisogno di consultare nessuno, dato che ormai basta un bottone per sganciare ordigni terribili ed essere in guerra senza dichiararla. C'era una volta la dichiarazione di guerra con tanto di ambasciatore. Vecchie usanze che i tempi - ahimé - pare abbiano cancellato. Macché alleati! Macché Nato! Macché comunità internazionale! Facciamo tutto noi due.
Personalmente, mi spaventa un (dis)ordine mondiale imposto con la forza delle armi e con la tracotanza di coloro i quali sembrano usciti dalla citata commedia nera di Kubrick.



Sì, ormai subiamo i diktat di "un impero che decide in modo unilaterale chi merita di stare sulla faccia della terra e chi no, e un paese che può impunemente da anni colpire i paesi vicini. Un imperatore prepotente affiancato da un criminale di guerra, sterminatore di popolo, che decidono a loro insindacabile e irreparabile giudizio chi sono i Criminali da uccidere e quelli invece che sono amici e alleati ", così scrive Veneziani sui social prima di aver perfezionato il suo pensiero oggi su La Verità. Un articolo ben strutturato che non mancherà di attirargli critiche velenose "di destra" da parte di chi ha portato il cervello all'ammasso, pensando che ogni guerra debba obbligatoriamente avere i suoi tifosi da curva che reagiscono su riflesso pavloviano.  Ricordate? Chi era scettico e contrario al conflitto russo-ucraino, si buscava l'appellativo di "putiniano" o "putinista". Adesso aspettiamoci che chi è contrario a questo spaventoso vaso di Pandora che infiamma il Medio Oriente, l'Asia Centrale e parte del globo, venga indicato come filo-Ayatollah e/o filo Khamenei. C'è bisogno di ripeterlo che non amiamo i regimi teocratici né autocratici? Ma che non per questo, si deve sottostare bovinamente e ovinamente alla legge della giungla che prevede che l'animale più forte, sbrani  tutti gli altri senza un minimo di arbitraggio internazionale? E quale sarebbe il ritorno per noi cittadini d'Italia di tutto questo sconquasso? 
"Trump e Netanyahu stanno mettendo a rischio il pianeta, l’equilibrio internazionale e stanno legittimando con le loro azioni di guerra altri soprusi e altre aggressioni nel mondo. Speriamo che l’attacco non si estenda e non inneschi altri conflitti interni e internazionali". Ma certo, caro Marcello, che si estenderà, ed è già così. La guerra - ogni guerra -  ha le sue dinamiche che spesso vanno avanti per conto proprio, ad onta di chi le ha innescate, e tutto alla fine scivola e rotola su un piano inclinato.
Perfino il falco Maurizio Belpietro che ha scritto un articolo, a mio avviso assai sgradevole, un editoriale comparso in questi giorni che pareva licenziato dalla Knesset, è stato costretto a fare retromarcia e a fare i conti su quanto ci costerà questa guerra in termini di rincari economici sulle bollette, sulle fatture, sui rifornimenti di combustibile e prodotti petroliferi vari. Per non dire dei riflessi sul carrello della spesa di prodotti alimentari. E quale sarebbe il nostro "interesse nazionale" in tutto questo marasma incontrollabile? Più profughi e immigrati da ospitare? Più feriti gravi da ricoverare nei nostri già  iper-saturi ospedali? Più soldi da rastrellare dalle nostre tasche? Senza contare tutta la mancanza di libertà (e pure di verità), che comporta ogni conflitto armato. Lo si è visto in queste ore coi cieli sbarrati, i voli bloccati, la navigazione impedita. E chissenefrega se poi i popoli d' Europa rimarranno in miseria e in  brache di tela? Fuck Europe! Fuck Italy
Non ve lo avevano forse preannunciato il Grande Reset? Non avrai più nulla e sarai felice.
Più Grande Reset di una guerra che fatica ad essere contenuta nei confini "regionali" e che ogni giorno innesca reazioni a catena, una guerra che tutto azzera e tutto riduce in macerie, be' non c'è niente! Molto meglio di una crisi finanziaria come quella dei subprime del 2008. Questo lo sanno bene i due Stranamore destabilizzatori dell'area. Ma è soprattutto Trump che si è macchiato di ridicolo con i suoi elettori, i quali hanno creduto alla favoletta di "America first", e che ora invece fa il valletto di Netanyahu.
Voglio fare notare un'altra cosa. Spesso si usano le donne iraniane private di ogni libertà e trattate come capre (cosa certamente vera) quasi a giustificazione della necessità di rimuovere i capi religiosi con le sottane islamiche con turbanti e barbe folte, a suon di bombardamenti. Bene, guardatevi la fotografia delle 168 bambine uccise e dilaniante dalle bombe in una scuola, delle loro insegnanti uccise e ridotte a disjecta membra. Non sono forse morti da compiangere anche questi? E questa sarebbe la "nuova emancipazione femminile" di nuova esportazione, quella che piove dal cielo con le bombe ed esporta con violenza forsennata "i nostri valori"? 
Scenari tristemente déjà vu in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria, in Libano...




Non dicono niente i soloni del giornalismo che ogni sera preparano siparietti sorridenti in tv, ignorando di proposito questi "effetti collaterali"? O i generali plurimedagliati ospitati in studio seduti lì, a prendere il posto delle Virostar in camice bianco ai tempi della Pandemenza? Eh sì, perché finita un'emergenza, se ne crea subito un'altra, tante altre, e tutte in sequenza. Diciamo pure che ogni anno reca in sé la sua emergenza, fino all'ultimo respiro.... Ci sono già in circolazione mappe, carte geografiche, i plastici di Vespone  con lo stretto di Hormuz attualmente chiuso, le monarchie del golfo contrassegnate con cerchietti rossi, le traiettorie dei droni e dei siluri...Tanti bei disegnini per spettatori impauriti e resi deficienti dal martellamento mediatico, l'altra faccia delle gragnuole di  bombe. 
Frattanto i due Stranamore garantiscono di avere  in serbo armi micidiali per mesi e mesi. E Bibi sitter, si comporta come con i fatidici fustini dei detersivi: paghi uno ma porti a casa due. Ovvero,  due guerre, in un colpo solo mentre ne combatti una. Sì, perché, come se non bastasse quella contro l'Iran, eccolo alle prese col fronte libanese. Quanta ubiquità strategica!

We will meet again, cantava Vera Lynn nel finale della commedia nera "Il dottor Stranamore" (ancor oggi un film più attuale che mai) mentre si allargava il fungo atomico nel grande schermo.

San Adriano