20 September 2019

Il Machiavello di Rignano





Giorno di Santa Candida. Ma guarda un po',  ora la Toscana è più ricca di geni della politica di prima. Dopo il Machiavelli e il Guicciardini abbiamo il  piccolo Machiavello della Val d'Armo. Per l'esattezza nato a Rignano  sull'Arno. Non c'è che dire, ci sono pure cronisti un po' etilici e pertanto con la mente annebbiata, che plaudono alla furberia di Renzi. Parlo di Feltri, il quale va ricordato, ci fu un tempo in cui il suo giornaletto mise in fuga Belpietro per aver sostenuto il Bischerozzo della Val d'Arno al governo). Non c'è di che andarne fieri.  L'Orobico va  a  titolare un suo recente  articolo con un "Mica fesso...".
 Quelli che invece lo osteggiavano, come Travaglio, oggi si devono accontentare del dubbio amletico se sia meglio Renzi o Salvini. E' perplesso Marconiglio! ma come? Aveva capeggiato perfino attraverso pièce teatrali, la rivolta contro la Schiforma  costituzionale Renzi-Boschi durante la campagna referendaria e ora se lo ritrova ancora in auge?
Ma andiamo con ordine. 
Il primo sospetto lo ebbe la sottoscritta sull'anonimo "personaggio di spicco del PD" che si vantò da Verderami del Corriere,  di aver vinto una scommessa: quella di mettere in piedi in modo ultra-rapido un governo Pentapiddiota ammettendo contemporaneamente di aver predisposto gli incontri tra i due schieramenti già  da un po' di tempo a insaputa di Salvini.  Perché si sa, ormai che la vera politica non la si fa più in parlamento. Si trattava di Renzi, con ogni evidenza,  il quale non voleva ancora scoprire le sue carte. Poi la  sua vanità  più forte di ogni cosa,  è venuta a galla nell'intervista a Repubblica dove addirittura millanta di aver compiuto un "capolavoro" istituzionale nell'aver allontanato Salvini dal governo.
"Aver mandato a casa Salvini resterà nel mio curriculum come una delle cose di cui vado più fiero”... “Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. "

La stessa vanità del pavone che fa la ruota è stata ripetuta a "Porta a Porta" dove parla esplicitamente di aver ordito una "manovra di Palazzo" allo scopo di far fuori Salvini, assumendosene la responsabilità.  E alle domande su Zingaretti, molto furbescamente il Putto Fiorentino, eludeva, lasciando intendere che il suo scopo non era quello di duellare con un bischero laziale, ma di far fuori il suo rivale  ben più numeroso nei consensi. Ha altre mire, lui.

L'operazione Machiavello d'Arno, l'hanno già battezzata #Giuseppistaisereno in quanto ha destato qualche sospetto perfino nell'Avvocaticchio di Volturara, fresco di investitura. Non c'è solo la campagna-acquisti di Farsa Italia in vista. C'è  in prospettiva, la rottamazione del PD e quella delle Stalle per farne un partito macronista di centro, nelle sue ambizioni smodate. Lui spera che questo partito centrista di cui va cercando contributor negli "ambienti che contano" (pare che ne abbia trovati tanti),  sia come da canzoncina di Battiato, "un centro di gravità permanente". Ma non sa che anche in Francia la popolarità di  Micron  è agli sgoccioli nei consensi e che tale modello non è facilmente esportabile da noi, per la semplice  e ovvia ragione che noi Renzi ce lo siamo già sopportato per tre anni. Del resto la sua creatura "Italia viva", nome che sembra quello di un documentario zoologico, vale poco: il 3, 4% di consensi.
Ma al Pischello con le mani in tasca (già ansioso di poterle infilare in quelle degli Italiani) e con il suo fare strafottente, il consenso della gente, non interessa: lui è un WANNABE (vorrei ma non posso) e vuole entrare a buon diritto,  nelle consorterie che contano.  Pertanto,  è a loro che si rivolge fresco fresco di Bilderberg; non ai cittadini.
Renzi nel 2014 quando subentrò a Letta era già il terzo abusivo di Palazzo su imprimatur di Napolitano.  I suoi predecessori erano Monti e Letta, come è tristemente noto. Nel frattempo con Conte siamo saliti a cinque (prima del conte tarocco, c'era l'altro conte marchigiano) . Non potrà durare in eterno questo sequestro permanente di democrazia con tanto di "abusivi di Palazzo" che si avvicendano.
Prima o poi la turba ignobile, prenderà d'assedio i Palazzi ( e non solo Montecitorio ma anche i Quirinale).  Intanto, sottolineo e sottolineerò la parola d'ordine che può ancora salvare le terga degli abusivi: FATECI VOTARE! 

16 September 2019

Come prima, più di prima...



SS. Cornelio e Cipriano. I Tg si aprono, anzi, si spalancano con le stesse visioni apocalittiche dei governi Renzi-Gentiloni. A pochi giorni dalla partenza di Salvini, si percepisce, si vede e si sente che le cose sono cambiate in peggio. Sembra la vendetta del PD verso gli Italiani, della serie, ora arriviamo noi e vi conciamo per le feste: la ricreazione è finita!  Ci sbattono centinaia di "disperati" in faccia a pranzo e cena e sembrano essere compiaciuti che la grande invasione-sostituzione contro gli Italiani sia ripresa alla grande.  Bugie, bugie e ancora bugie -  ci vengono raccontate sulle redistribuzioni in Ue. Bugie a gambe corte che non vanno troppo lontano. Oltre trecento sbarcati a Lampedusa  dopo l'attracco della Ocean Viking   vanno già ad ingolfare centri d'accoglienza del tutto  inadatti. Ma la pietosa bugia è che presto saranno ricollocati nei paesi-membri. Sì, ma dove? e da parte di chi? E se anche  gli altri paesi della Ue dovessero pigliarsi le loro quote del 25%,  l'Italia rischia ugualmente di diventare l'Hub migratorio carica-scarica d'Europa. E' forse un destino che va nella direzione di una valorizzazione del Paese più bello del mondo? Chi vorrà più venire a  visitare un paese degradato e declassato a porto di sbarco dell'Africa?
 I compagni  dell'esproprio della democrazia si sono già portati avanti anche con la paghetta  pro immigrati che da 35 sale a 42 euro.  In questo, sostenuti dai Pentagrulli  senz'arte né parte, disperati e spaventati  solo all'idea di  tornare tutti quanti ai giardinetti. Quindi, disposti a inghiottire pasticche al fiele. E pure dai Leu-cociti ringalluzziti per l'uopo...Insomma, tre sinistre al governo,  il  governo peggiore e meno popolare della storia d'Italia.
Che anche questo ribaltone fosse stato a lungo premeditato, ce lo dice un retroscenista di professione sulla crisi "più pazza del mondo": Francesco Verderami nel suo articolo comparso sul Corriere il 4 settembre scorso -   cronista già noto per aver svelato  indiscrezioni sul "patto delle sardine" ai tempi del ribaltone di Bossi, e il "patto della crostata" di Gianni Letta ai tempi del secondo governo Berlusconi.  Verderami è  un grande ficcanaso, pettegolone specialista nelle camarille del politichese,  ma pur essendo  in linea con la disinformatia del Corriere,  non c' è dubbio che abbia le sue fonti "riservate". Riprendo un passaggio del suo pezzo e mi soffermo su queste righe: 

Così «la crisi più pazza del mondo» appare adesso una sorta di crisi pilotata, perché in effetti «è stata una sfida — come racconta oggi un autorevole esponente del Pd — tra due scommesse: da una parte Salvini, che scommetteva non avremmo fatto in tempo a costruire una nuova maggioranza; dall’altra noi, che a quella maggioranza avevamo iniziato a lavorare, scommettendo a nostra volta che Salvini avrebbe aperto la crisi entro l’estate». Trattandosi di due scommesse, il finale non era scontato.

Chi è l'autorevole piddino " ribaltonista dichiarato che vuole rimanere "anonimo"? Renzi? Franceschini? si accettano scommesse.  A ben guardare,  proprio  quest'ultimo è stato riconfermato e quindi ricompensato. Era a capo dello stesso Ministero anche coi precedenti governi de sinistra. E le riconferme in questi frangenti di lotte assatanate per le poltrone, non sono quasi mai così automatiche. 

Ma quel che più conta di  tutta questa storiaccia,  è  l'evidente " pistola fumante" che questa è stata una crisi pilotata,  preconfezionata.  Ormai è acclarato che  piddini e grillini se la intendevano da tempo.  
Tutti hanno notato la velocità (fate presto!  fate presto!) simile a quella del governo Monti (governo Troika del 2011)  con la quale mettono a regime le cose. Con una sola fissazione di fondo : "desalvinizzare" il governo abusivo appena auto-insediatosi.  L'indomani dell'insediamento spuntano a Cernobbio tutte le vecchie Cere di Madame Tussauds sulla terrazza affacciata sul lago (uomini della finanza, di Confindustria,  vecchie maschere della politica come Monti, Hillary Clinton con la faccia fresca di botox) ...Tutti che si sorridono l'un l'altro con sguardo d'intesa. 


E tra le manovre-velociraptor non poteva mancare quella del contante limitato, da sempre la fissa degli strozzini "rossi", con tanto di balzello sui prelievi bancomat.  Ricordiamoci  della "talebana rossa" Milena Gabanelli che ai tempi del governo Monti (il governo-Troika del golpe 2011), andò ancora più in là dell'androide surgelato stesso, proponendo 50 euro di contante a testa per famiglia e l'obbligo della carta di credito anche per un gelato. Tornerà -  c'è da giurarci -  anche l'oppressione fiscale ad opera dell'Agenzia delle Entrate con qualche nuovo Befera di turno. 
Insomma quella boccata d'aria fresca che pur con alcuni limiti avevamo respirato in questi 14 mesi, ci è stata sottratta brutalmente dai soliti cleptomani di democrazia, opportunamente spalleggiati dai grigiocrati di Bruxelles. Questi ultimi ora fingono di scucire più "flessibilità" nel pareggio di bilancio (quella che mai avrebbero concesso al governo precedente con Salvini), ma poi si prendono la braciola in cambio della briciola.

12 September 2019

Qualcuno volò sul nido di Zuckerberg





"La censura ideologica ha fatto un altro passo avanti verso l’abisso. Non bastavano la manipolazione e la falsificazione mediatica in grande stile di tg e giornali, l’omertà e il silenzio su fatti del passato e del presente, le leggi liberticide approvate o in via d’approvazione nel parlamento, l’identificazione tra opinioni e reati, la via giudiziaria al conformismo. Ora, ci si mette anche Facebook e il meraviglioso mondo dei social. Lo chef Rubio, l’ex terrorista Etro, il giornalista Rai Sanfilippo fomentano l’odio contro Salvini e Meloni ma Facebook e Istagram fanno una retata e chiudono solo le pagine d’estrema destra ritenendo solo quelle e in generale fomentatrici d’odio. "

Così esordisce Marcello Veneziani nel suo ottimo articolo di cui consiglio la lettura integrale.  Veneziani ha dimenticato di citare la frasetta di Ciro, figlio di Beppe Grillo oggi alle prese con un'inchiesta su uno stupro, dove esorta al bel gesto proprio su FB. Ecco la frasetta evocativa di violenza sessuale,   ma non cancellata dal social di Zuckerberg: " Ti stupro bella bambina, attenta". Ma lui è figlio di tanto padre. Resta anche da capire, come mai che il misfatto è saltato fuori a governo Pentapiddiota messo in piedi alla spicciolata. Ma questa è un'altra storia.
Torniamo alla censura di Mark Zuckerberg. Tutti  voi avrete capito che mi sto riferendo ad intere pagine di inteventi di CasaPound e di Forza Nuova cancellate con un clic da Facebook e Instagram. E con una tempestività massima in concomitanza con l'insediamento del nuovo governo. Coincidenza? Salvo pochi rari casi, non credo quasi mai alle coincidenze fortuite.

Sentivo parlare di censure, dopo il piccolo episodio capitato nella mia pagina e dopo la censura ideologica alle pagine e ai profili di casa Pound e Fronte Nazionale, e non relativamente a uno specifico episodio ma in generale, il discorso prende una piega preoccupante.
La censura si nasconde dietro l’impermeabile degli algoritmi, ma colpisce opinioni, idee, dissenso. È una piega bruttissima, potremmo chiamarla la boldrinizzazione dell’informazione (:..)., prosegue Veneziani.

Sì, ma qui di "algoritmi" non ce n'è bisogno. E figuriamoci se crediamo che gruppi politici come CasaPound e Forza Nuova, per essere censurati, hanno bisogno di asettici e imparziali "algoritmi".  Nemmeno la Magistratura impedisce loro di presentare liste proprie, ma il signorino Mark Zuckerberg (chiamato familiarmente Zuck) ha ritenuto che non fossero degni di intervenire nella sua "bacheca".  Lì per lì, quando ho appreso la notizia non gli ho dato un grande peso. Dopotutto basta non essere iscritta a questi social, e la vita scorre via normale. Facebook è un’azienda privata e, quando le fa comodo, può  farsi schermo dietro le clausole inserite nella sua policy.  Se ti iscrivi a un club "privato" le regole le fa il gestore del club, in questo caso Zuck: questa è la vulgata fin troppo ovvia. 
 Tuttavia le cose non stanno esattamente solo così.  Ospitando oltre 2,7 miliardi di utenti attivi al mese ha anche degli obblighi deontologici.  Tra i quali, anche quello di non ostracizzare forze politiche che la pensano diversamente. Personalmente non ho un profilo su FB né su twitter né su Instragram, ma non è perché è una sorta di club privato che resta, per questo, del tutto innocuo e ininfluente. Tanto meno, destinato a rimanere perennemente rinchiuso dentro la "bacheca". Ci sono già intere pagine di social, riprodotte da giornali quando se ne vuole mettere in evidenza i tweet di qualche utente famoso, ad esempio. E' avvenuto di recente perfino con Trump.
Sono d'accordo  con le conclusioni di voxnews:

"In sintesi: Facebook non è un proprietario di casa che è re in casa sua, è un monopolista di fatto che sta condizionando la libertà di milioni di cittadini. Addirittura inquinando il processo elettorale vietando le proprie piattaforme a due partiti politici regolarmente registrati".

Occorre aggiungere un'altra considerazione. Tutti sanno che non sono più i media mainstream a spostare voti, durante le campagne elettorali,  ma che Internet e i social assumono una grande importanza nel passaparola e nel veicolare nuove opinioni politiche. E' evidente che Zuck lo sa benissimo e che vuol decidere lui, chi siano i probabili "influencer" del pensiero politico da diffondere in ogni angolo del Pianeta, e chi no. Insomma, la solita repressione delle idee praticata con altri mezzi, più moderni.



Zuckerberg (ovvero, montagna di zucchero) spegne con un clic gli account, i profili sgraditi e le pagine di CasaPound e Forza Nuova?
Ordini di scuderia: qui si sente lo zampino di Soros (insignito della laurea honoris causa a Bologna e con molte sue ong operative anche qui in Italia, nonché azionista della COOP e amico personale di Gentiloni e Renzi). Si sente lontano un miglio.
Qualcuno volò sul nido di Zuckerberg? lo sapremo in fretta.

 Giorno del SS Nome di Maria

09 September 2019

Tutti in piazza e per le piazze d'Italia!



E' iniziata la rivolta pacifica dei cittadini contro il governo degli Abusivi (il quinto). Roma e tutte le vie della capitale sono gremite di gente comune, mentre a Palazzo i due Giuseppi stanno facendo il discorsetto di prammatica, non senza la solita stoccatina contro  Salvini. Numerosi sono i  bus di cittadini imbufaliti provenienti dal Nord che si sono alzati presto e hanno rinunciato alla giornata di lavoro (pagando di propria tasca) per esserci. Mica le passeggiate sindacali fuori porta col cestino della merenda prepagato,  i berrettini rossi e i fischietti in bocca , come faceva la CGIL con i suoi.
Ormai tutti sanno che la strategia del Ribaltone è stata concordata a Bruxelles dopo l'elezione di Ursula von der Leyen. Che i grillini sono stati gli "agenti interni" del disegno eurocratico tendente a ostracizzare i sovranisti proprio sulla falsa riga di quanto è avvenuto a Bruxelles contro il gruppo sovranista Rassemblement National-Lega. Che i grillini inciuciavano e ordivano trame  già  da tempo con il PD attraverso Fico e altra frondaglia (anche dentro l'esecutivo). Che Grillo e Conte si sono messi d'accordo in un battibaleno e che hanno formato in quattro e quattr'otto, un governo vantandosi pure di aver fatto largo ai gggiovani e alle donne (possibilmente con la Terza Media o la licenza elementare). La strategia contro Salvini era quella di depotenziarlo delle sue funzioni di Ministro dell'Interno (vedere i pianti della Trenta mentre fa gli scatoloni e sloggia, ma ammette di essere stata lei, in prima linea nel boicottarlo. Per questo  ora lancia reprimende contro chi non l'ha premiata). Poi, in detta strategia, occorreva lasciarlo bollire lentamente come un'aragosta e privarlo, in ultima istanza, del suo consenso elettorale, dato che era già prigioniero in casa.
L'unico errore di Salvini è stato quello di non averlo fatto prima. Ma anche lì, in quel caso, non so se i cittadini lo avrebbero capito, senza rumoreggiare. Resta comunque un fatto: un buon  generale quando constata di venir sopraffatto da  forze nemiche numerose, ritira intatte le sue truppe (o cerca di limitarne le perdite)  e prepara un'altra strategia e un'altra battaglia. E questo lui ha fatto.
Ora è iniziata la grande battaglia per passare dalla difesa al contrattacco. E sarà lunga e dura perché chi ha preparato questo disastro contro l'Italia e gli Italiani, ha una fretta indiavolata di incastraci.  Lo abbiamo già visto con le regioni del Nord, bloccando l'autonomia.   In queste ore stanno già parlando di bloccare i Decreti Sicurezza, mentre al largo delle nostre coste c'è la fila della flotta  di Ong Nemiche pronte a sbarcare, non appena è cambiata l'aria. 
Piazze occupate, sit-in, presidi, speech-corner. raccolte di firme  e gazebi  per referendum attivati in modo da "alluvionarli " (come è stato suggerito dai bravi lettori di questo blog), trappole in parlamento con cavilli ( e qui Calderoli, entri subito in azione senza annunci), resistenza passiva e attiva.  Ogni mezzo sarà buono per raggiungere il fine. "Elezioni subito!",  "Bibbiano non dimentichiamo!" sono solo alcuni degli slogan che si sentono in queste ore. Avanti così e  senza arretrare di un millimetro.  Qui sotto, i link  della diretta che forse non si vedrà sui media, tutti  occupati come sono in queste ore, a  dare visibilità a Mr. Brillantina double face. 


Piazza Montecitorio nel giorno della fiducia al governo Abusivo (Conte bis) 


https://voxnews.info/2019/09/09/il-popolo-assedia-il-parlamento-dei-golpisti-diretta-video/

https://www.today.it/politica/manifestazione-meloni-salvini-nuovo-governo.html

DA NON PERDERE: 
Ecco l'intervento a dir poco esemplare di Riccardo Molinari, capogruppo della Lega ieri alla Camera. 

 https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/423822298258433

Giorno di S. Sergio

06 September 2019

Giuseppi succede a Giuseppe



Giorno di S. Umberto.Come è noto Trump nel suo tweet sbagliò nome e chiamò Conte col nome di  "Giuseppi".  Ma forse non sbagliò proprio del tutto, perché qualcuno deve avergli bisbigliato alle orecchie che i Conti (e  quindi i Giuseppi) sono due: uno gialloverde e un altro giallorosso.  Il gialloverde se ne esce dalla porta principale. Il giallorosso, entra giulivo e festante dalla porta di servizio. Chi se ne va, quindi? I sottosegretari. Giorgetti in quota Lega esce dopo la campanella dal trillo argentino. Fraccaro in quota 5 stelle e imposto da Di Maio, subentra. Ecco che dopo vari intrighi e beghe interne (tra cui la nomina di Fraccaro non desiderato da Conte) prende forma il nuovo intruglio alchemico PentaLeucoPiddiota. Sì, perché all'ultimo momento si sono aggiunti anche i Leu-cociti con un nome che è un programma: Speranza e gli hanno pure dato lo strapuntino-contentino del ministero della Salute.  In pratica abbiamo un governo cattosinistro, sinistro, di estrema sinistra nonché  Pentagrullo decrescitista (che poi è sempre de sinistra, anche se lo fanno passare per movimento "post-ideologico"). Un governo che comunque vogliamo definirlo è  a trazione meridionale e assistenziale.
Olé! Siamo conciati per le feste. La squadra l'avete già vista in fotografia: sono così tanti (21) che non stanno nemmeno dentro la foto di rito. E dire che volevano tagliare i parlamentari! Per ora ne hanno aggiunti, vantandosi pure di aver reclutato new entry nuovi della politica, ma soprattutto ggggiovani e donne. Tante donne.  Donne, donne eterni dei!-  cantava la nota aria di un' operetta di Franz Lear.
Commozione, baci, abbracci, sorrisi, costumi di scena, formule di rito, giuramenti, o meglio spergiuramenti.
Il popolo fuori dal Palazzo fa sentire qualche sporadico urlo di "traditore!" a Conte o qualche epiteto coprologico a Patuanelli del M5S. Ma la cosa più indecente sono i programmi tv in queste ore, letteralmente occupati (o meglio, okkupati) da un autentico direttorio da Politsburo sovietico.  Ne ho beccato uno per caso su La7 che aveva ben 5 personaggi di sinistra tra conduttori e ospiti in studio,  con la Fornero in collegamento. La parola d'ordine per lorsignori "non eletti"  è decontaminare il territorio, la politica, lo spazio mediatico. editoriale e culturale dai "sovranisti", sinonimo di terroristi.


Roba da strapparsi i capelli!
Roberto Gualtieri all'Economia, imposto da Mattarella (lui può scegliere!)  finto tecnico, finto politico, uomo dell'Istituto Gramsci, amico di D'Alema  e pure chitarrista intona le note di "Bella ciao!" (ce l'abbiamo fatta, compagni!) e Parenzo si commuove pure.
Missione URSS-ula compiuta.  In che nausea di mal Paese ci tocca vivere!
Vorrei che ogni giorno ci fosse un presidio in pianta stabile davanti al Parlamento come fecero gli islandesi contro il governo dei bankster fino a indurli allo scioglimento.
Ma intanto,  non hanno posato ancora le chiappe sugli  onorevoli scranni che già Francesco Boccia il Sudista  impugna una legge del Friuli-Venezia Giulia (legge N. 9 del 8/7/2019) rea di "violare la competenza esclusiva statale in materia d'ambiente". Inoltre “talune disposizioni in materia d'immigrazione appaiono discriminatorie" -  così viene confutato. Il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è disposto a difendere questa legge regionale davanti alla Corte Costituzionale.
Non ci resta che insorgere. Vorrei che ogni giorno ci fosse un presidio in pianta stabile davanti al Parlamento come fecero gli islandesi contro il governo dei bankster; ogni giorno, con iniziative dal basso,  fino a indurli allo scioglimento.  Ricordiamoci che questo è un governo abusivo e che i media vogliono legittimarlo ad ogni costo ai nostro occhi, perciò  prepariamoci di conseguenza, con ostruzionismo, boicottaggio e  strategie di rifiuto d'ogni genere.

03 September 2019

Porcile Italia



Non ho nemmeno voglia di commentare quanto è avvenuto in queste ore. Oramai sono senza parole e del resto, le parole non bastano più: ci vuole un assedio al Palazzo, dato che ci hanno rifilato l'ennesimo governo non eletto e che non è espressione dello spirito dei tempi né dei popoli. L'ennesima cialtronata è la piattaforma Rousseau che ci viene rifilata come la più  alta forma di "partecipazione di massa". Quale massa? Gli iscritti grillini? Quelli che fingono di aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, ma poi votano per quei loro rappresentanti che si sono incollati allo scranno con l'Attack extra strong e fingono pure di acclamare come la "più alta forma di democrazia" il risultato di quegli Yes Men che votano on line con la piattaforma "privata" detta Rousseau? Stasera Davide Casaleggio ha spiegato che detto sistema viene adottato anche dalla SPD tedesca. Uhhh! Nientemeno? E ha aggiunto che detto sistema dovrebbe essere adottato da tutti i partiti. Ma davvero?
Beh, se è così, non ci staremo a farci dettare la politica da una minoranza di seguaci  fanatici di una sètta votata al suicidio politico.

Il PD ha le sue Pecorarie che costano pure 2 euro ad ogni partecipante, il M5S ha le sue consultazioni  quirinarie e parlamentarie sul webbete. Il risultato? Non ci  fanno votare e si arrangiano a trovare un intruglio alchemico graditissimo al Quirinale, alla Ue, alla Troika, alla Merkel, a Moscovici, ai cosiddetti "mercati".  Ora inizierà il solito mesto teatrino delle nomine ministeriali un tanto al chilo con il riciclo delle  grandi "novità" come  Delrio, di Guerini, Franceschini,  della De Micheli in quota PD. E - perché no? -  forse un gay grillino allea Famiglia e Pari Opportunità (*). Ma  non ho voglia di rovinarmi il fegato ad oltranza.
Missione URSS-ula? Mission accomplished  con a capo un Conticchio trasformista sgomitone e rampichino diventato l'avvocato delle consorterie cattosinistre, alla faccia  degli elettori. Requiem per la democrazia!
L'immagine dell'Italia che viene avanti è quella della fotografia più sopra. Il resto scrivetelo voi, per stasera sono nauseata. Domani è un altro giorno...

(*) alla Famiglia e Pari Opportunità hanno poi votato la piddina Elena Bonetti. I bambini di Bibbiano ora sono al sicuro.

San Gregorio Magno

01 September 2019

Pagliacciate in corso e massacro della democrazia



In queste ore, confesso, che avrei voglia di essere lontana mille miglia da questo paese. Avrete assistito alle ignobili pagliacciate di queste ore della  serie dàmmiti/prendimi/curuccucùPrendimi/dàmmiti/curuccucù. Di Maio fa melina con Zingaretti, squadernando venti punti di piattaforma programmatica per non essere ricacciato nell'angolo. Conte si infuria: il suo scranno di presidente da giallo-verde a giallorosso, traballa. Mattarella resta silente, ma continua con la  sua blindatura antidemocratica. Zingaretti si impermalisce. La trattativa si incrina , e si torna a sperare che tutto venga buttato a carte  quarantotto.  Ma oggi Corte rifà il mediatore del governo-truffa. Figuriamoci se con le promesse fatte alla Ue, Conte molla l'osso! Guarda caso, Bruxelles, ha promesso di allentare i cordoni della Borsa. Ci sarà meno austerità SE...Indovinate un po'? SE facciamo i diligenti scolaretti e accettiamo senza fiatare un governo loro amico e sodale.  Già l'URSS affermò la dottrina della sovranità limitata che fu di Breznev e della Troika (termine questo assunto dalla Ue, e non a caso). La Ue sostituisce l'aggressione dei cingoli militari con l'uso e abuso della finanza speculativa.  Se qualcuno ha dei dubbi si guardi la Borsa e lo spread in questi giorni. Gli squali dalle fauci acuminate caldeggiano un governo loro amico e sodale, perché sognano di  tornare ad arraffare e depredare quel che resta delle ricchezze degli Italiani. Non so da qui a lunedi se ci sarà il varo di un governo che il Conticchio trasformista infiocchetta già chiamandolo "governo della Novità" ma che già rischia di morire nella culla.
Quel che già sappiamo è che le ONG torneranno a farla franca e  da padrone (già lo fanno). Che i piddioti li faranno sbarcare tutti,  ma proprio tutti. Non mancheranno i soliti ricatti di "donne e bambini" usati come i scudi umani per muovere a pietà. Non mancheranno di manomettere "la quota cento" e la legge sulla Sicurezza.

Vedremo cadere il Viminale magari nelle mani di un Orlando dall'occhio acquoso e inespressivo mentre si guarda le punte delle scarpe, o un Del Rio a cui sono sfuggiti, quand'era sindaco di Reggio Emilia, nientemeno che tutti gli abusi di Bibbiano. Senza contare che la donna riccia Cirinnà riavrà con ogni probabilità, il Ministero delle Pari Opportunità e ha già preannunciato che farà giustizia sulle accuse infamanti di Bibbiano (sabbia!sabbia!) , mentre organizzerà adozioni ai gay a gogò e pure corsi di rieducazione forzosa al genderismo.
 Altro che stalla di maiali che grufolano, beati,  nel letame, dovrei mettere, quale icona-simbolo di questo governo in fieri!

Mattarella non fermerà questo scempio, questo massacro della democrazia: inutile appellarsi a lui. Al contrario,  lo incoraggerà.  Tuttalpiù  praticherà un ipocrita laissez-faire. La Regina Elisabetta  firma per chiudere il Parlamento per 5 settimane per rispettare il voto referendario del popolo e permettere di mandare a regime la hard Brexit. TALE E QUALE al Mozzarella! I sinistrati del parlamento britannico si scompongono  e riempiono le piazze per rimettere in questione il referendum, ma lì, a differenza che da noi, non c'è trippa per gatti. Quanta invidia, nonostante io sia consapevole che l'Albione persegue interessi propri!

Boris Johnson dalla Regina che accetta e firma la sospensione delle attività parlamentari per 5 mesi

Ricordo che Mattarella non volle conferire l'incarico del governo uscito dalle urne del 4 marzo 2018 al centrodestra perché i numeri erano risicati al Senato e tentò il colpo gobbo di un Cottarelli, lo strangolatore FMI della Grecia. Ma non esiterà, nonostante, i numeri deboli al Senato, ad accettare questo governicchio che l'alcolizzzato Juncker e il nazi-falco arcigno Oettinger, stanno già magnificando. Anche perché spunteranno cespugli Leu-cociti, gruppi misti e pure autonomisti del Tirolo come funghi, a sostenerlo. In guardia: anche Berlusconi in funzione "antisovranista" e "desalvinizzatore", potrebbe essere della partita di quelli che procurano "i numeri" (oltre a darli). Per non dire di Grillo, il comico criminale sfasciacarrozze che ora soffia tristemente sull'inciucio giallorosso.
Mi fermo qui, perché lo schifo, il disgusto e la nausea mi impediscono di proseguire.

27 August 2019

La Missione URSS-ula non deve passare



Nel leggere il pezzo di Andrea Indini sul Giornale ho avuto la convalida di quelli che erano i miei sospetti:  nel Parlamento Ue hanno creato una specie di maxi Nazareno  del tutti contro l'ala sovranista costituita da Salvini e dalla Le Pen allo scopo di ostracizzarli, e detto esperimento l'hanno trasferito  papale papale, sul territorio nazionale. Curiosamente il nome di Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione Europea di fede merkeliana,  si presta anche per il giochetto Ursula-Urss. Niente di più sovietico dell'Unione Europea. Salvini ne ha accennato nel suo discorso duro di queste ore, ma dovrebbe chiarire meglio a tutti noi. Durante queste consultazioni non ho mai visto tanti Zombie riesumati all'orizzonte: Prodi ex commissario Ue, che addirittura ha ideato il termine coalizione Ursula. Napolitano in collegamento diretto con Mattarella. E costui non rinuncia mai a mettere i  suoi trabocchetti , la sua venefica tela di ragno,  ogni qualvolta c'è una crisi. Spunta pure il "trombato" Maroni a dire la sua contro Salvini. E che dire? Persino  una cariatide come Ciriaco De Mita esterna dall'Irpinia.
Conte dal canto suo, è stato elogiato dal polacco Tusk come un difensore "leale" di questa Europa, e ha ottenuto un caldo abbraccio da Macron al G7 di Biarritz per aver allontanato  Salvini dal governo giallo-verde. Sono d'accordo con Indini  che la data fatidica e spartiacque è il 16 luglio scorso. Lì a Bruxelles si è consumata la congiura.
Certo, a rompere è stato Matteo Salvini facendo presentare dai suoi uomini una mozione di sfiducia contro il presidente del Consiglio, ma il ministro dell’Interno si è di fatto trovato “stritolato” tra congiuranti che stavano già preparando l’inciucio giallorosso. Non stupisce, infatti, che Romano Prodi, massimo supporter italiano di un’Europa anti sovranista, si sia speso in prima persona per un’intesa tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico. Il tutto per arginare l’avanzata della Lega che, a fine luglio, era data dai sondaggisti a un passo del 40%.

Così scrive Indini.  Chi non ricorda che la Lega votò contro la fiducia della Presidente Ursula von der Leyen, mentre i grillini in quell'occasione, da "antisistema" che si vantarono di essere, si sistemarono e appiattirono intorno al suo nome?  Forse insufflati dallo stesso Conte che ebbe in quell'occasione, parole di sdegno contro la Lega, perché non si allineò all'Eurocrazia. Del resto è Conte che in queste ore tace (un silenzio sospetto) e si nega ai cronisti, in quanto parte integrante del Tavolo del Grande Inciucio.
Morale della Favola: Salvini non poteva fare che quello che ha fatto. Ora può ancora giocarsi delle carte (seppur con qualche rischio), mentre se fosse rimasto nella condizione umiliante di venire depotenziato quale Ministro dell'Interno, si sarebbe bruciato senza realizzare le prerogative e funzioni del suo Ministero, e avrebbe significato essere ostaggio dei veri "traditori" (dal latino tradere: consegnare): i grillini. Era già tutto previsto e preordinato. Non per nulla è saltato fuori dal sarcofago la Mummia Mortadella Prodi con la sua panzana di "coalizione Ursula".
Ma ecco cosa aggiunge in proposito lo stesso Indini:

Non appena Salvini fa saltare il banco, Prodi si fa portavoce del partito del non votoauspicando per il nuovo governo una coalizione “Ursula”, formata cioè da quelle forze politiche che hanno contribuito a far eleggere la von der Leyen. In un editoriale pubblicato ieri sul Messaggero ammette candidamente che le cancellerie europee “hanno espresso l’auspicio che si possa creare una nuova alleanza in grado di aprire un dialogo costruttivo con l’Unione europea“. Quello che chiedono a Bruxelles è, insomma, un esecutivo europeista che pieghi la testa ai diktat di Francia e Germania.

Andiamo avanti. In queste ore sembrano tutti quanti morsicati dalla tarantola e cercano di venirne a capo con una velocità mai vista prima d'ora. Dev'essere la sete di poltrone. Zingaretti con i suoi tirapidi ha fatto finta di fare lo schizzinoso ("Non vogliamo un Conte bis, vogliamo segni di discontinuità") ma in queste ore si è mostrato "aperto" ad ogni ipotesi, a condizione di ottenere "ministeri di peso" per il suo partito. Si parla del Ministero dell'Interno (quello di Salvini) e allora addio blocco degli sbarchi e del via libera al decreto Sicurezza. I 5 stelle dal canto loro, se vanno alle urne, sanno che verranno massacrati e azzerati. Ecco perché persino il loro "peggior nemico"  (quello che Di Maio chiamò "il partito di Bibbiano") fa buon brodo pur di non andare alle urne. E in queste ore, ecco il suono del solito monotono Valzer delle Poltrone: io mi prendo questa, tu quest'altra. Al Canuto del Colle andrà più che bene, pur di concorrere a desalvinizzare la compagine governativa. 
Salvini è ancora Ministro dell'Interno uscente e  il suo ruolo istituzionale gli impedisce di aizzare la Piazza, ma ricordiamoci: la missione URSS-ula non deve passare, dato che questo, sarebbe il governo più sbilanciato a sinistra della storia d'Italia. E in piazza ci dobbiamo andare tutti noi.  In caso contrario, saranno anni durissimi e  pesantissimi. Lo sono già. Ancora una volta, lo strappo tra le élites e il popolo è consumato. 

21 August 2019

Discorso levantino e poco istituzionale




Conte si è dimesso non prima di aver fatto il suo predicozzo al figliol prodigo Matteo, seduto alla sua destra (ancora per poco) al quale mette anche la mano sulla spalla.  Ovviamente ha cercato di gettargli tutte le colpe del pianeta addosso, di aver aperto la crisi per interessi suoi. Ha citato Habermas per farsi bello e si è fatto garante di regole istituzionali che non corrispondono al vero. Cito ad esempio il  suo famoso strusciante e lecchino discorso di Davos fatto alla Merkel il 25 gennaio scorso,  di cui al video, nel quale chiede esplicitamente consigli per contrastare l'ascesa della Lega alle imminenti elezioni europee., un gesto di piaggeria anti-istituzionale e anti-italiano davvero vomitevole.  Confesso che le dirette dei dibattiti parlamentari mi annoiano a morte, ma questa me lo sono sciroppata fino in fondo, con l'eccezione di Renzi, che mi fa venire il voltastomaco solo a sentirlo aprire bocca . Qui  la cronologia per i masochisti che si vogliono fare del male nel riascolto. Ovviamente dovete fare un bel po' di tara, visto che si tratta di un giornale assai organico ai 5 stelle come "Il Fatto".  Ma c'è tutto il resoconto della diretta ora per ora.
Pessima cosa poi, con la scusa della "trasparenza",  rivolgersi a Salvini dandogli del "tu" con una sequela di rimproveri accumulatisi in un anno, fare il lancio degli stracci e dei panni sporchi, a mo' di marito tradito.
E' stato giusto da parte di Salvini avergli ricordato, a proposito di "lealtà",  la sua pugnalata a Davos quando ha chiesto "consigli" alla Merkel su come fregare l'alleato alle imminenti elezioni europee.

Il Lecchino della Merkel 

 Ma sarebbe stato quello,  il vero pretesto per rompere e mandarlo a ramengo, forte magari del successo alle elezioni europee: sbattergli sul muso il video  di Davos e dire bye bye a lui, ai Pentagrulli e al suo governo. E Giorgetti non ha avuto torto a insistere con Salvini per anticipare la crisi, poiché la tempistica in politica  è tutto. Ma del senno di poi...

Discorso debole, demagogico, che suona falso, un po' da oratorio pugliese, quello di Conte. Penosa poi quella sortita sulla laicità e il richiamo a evitare simboli religiosi da parte di Salvini. Ricordo che lui andò da Vespa a Porta a Porta, coi "santini" di Padre Pio nel taschino, mettendoli in bella mostra sotto le telecamere. A ciascuno il suo santo o il suo rosario  e bene ha fatto Larussa  di FdI nel suo intervento, a ricordargli le sue origini democristiane e come per anni la croce fosse addirittura stampata sulla scheda elettorale. Ma a quanto pare, Conte è un democristo geneticamente modificato dalla memoria resettata, un po' come Mattarella.  Come bene ha fatto a ricordare che ora bisogna porre uno STOP ai presidenti del Consiglio nominati e non eletti!
Devo anche ricordare che l'aver aperto questa crisi da parte di Salvini è servita a portare alle luce tutte le Mummie che improvvisamente si sono risvegliate dai loro sarcofaghi: da Dini (quasi 90enne), a Prodi a D'Alema. Sembra il titolo di un film horror: "Chi giace nel mio sarcofago?". Mummie che ora pretendono ottenere un "ruolo di mediazione".  Mummie che dopo aver mandato il Paese in pezzi, ora si sentono traghettatori come Caronte, di anime perse. Così, come va ricordato che senza questa crisi non ci saremmo  forse mai resi conto del grottesco copione cinematografico in atto sui "Nuovi Mostri" Grillo e Renzi, disposti ai più avvilenti compromessi pur di  mantenere le loro poltrone e quelle dei loro accoliti !


Ora la parola a Mattarella. E figuriamoci se dalle mummie del Colle salterà fuori qualcosa di buono. A proposito di museo delle cere, pare che in queste ore si stia facendo vivo pure il presidente emerito Giorgio Napolitano. Facciamo gli scongiuri!
Intanto mentre le aule parlamentari abbondano di  chiacchiere e distintivi, siamo attaccati da una flotta nemica di invasori sulle navi dei nuovi pirati Ong che le stanno tentando tutte: anche il lancio dalle navi senza saper nuotare. I media ovviamente ci vanno a nozze su questi episodi e ci fanno addirittura le dirette, con mezzibusti e inviati che sembrano gli agit-prop di Soros. Il tutto mentre i magistrati si improvvisano ministri dell'Interno.
Aiuto! arrivano i barbari e in parlamento devono ancora decidere che abito mettersi!
A questo punto siamo sicuri che basterà sciogliere le camere e aprire le urne (semmai avverrà) dando la parola agli elettori, per venirne a capo?

14 August 2019

Da Ariccia a Palazzo Chigi



Quando Conte venne eletto primo Ministro pareva il vincitore del Festival degli Sconosciuti  ad Ariccia. Ricordate? la località  laziale che ospitava la manifestazione canora che scopriva nuovi talenti  (come l'allora adolescente Rita Pavone) da arruolare nell'industria discografica. Chi era questo Conte? Mai sentito nominare. Un verginello della politica che suscitava simpatia proprio perché lo si credeva "vergine". Si muoveva sulla scena politica come un timido scolaretto e aveva una voce simile a quella di un tonno raffreddato.
"Cònt.." mi chiedevano stupiti alcuni amici francesi  omettendo la "e". "Est-ce-qui ce Cònt ?" 
"Ma può darsi che a volte siano proprio gli sconosciuti che riservano buone sorprese"-  aggiungevano subito dopo forse con lo scopo  di confortarmi. Eh già, tutti noi fottutissimi europidi sogniamo il fanciulletto senza macchia e senza paura che estragga la spada dalla roccia e che liberi il continente dalle guerre, miserie, invasioni e carestie. 
All'inizio aveva giurato e spergiurato che mai si sarebbe attaccato alla poltrona. Ha dei progetti lui:  è un docente, un avvocato, un esponente della "società civile"quella che dovrebbe soppiantare la corrotta "classe politica",  da sempre,  considerata la sentina del vizio. 
Ora ci ha preso gusto il primo ministro del Festival di Ariccia al potere - quel potere che logora solo chi non  ce l'ha. E non si schioda nemmeno col carro attrezzi. Per cominciare non accetta la sfiducia. Sfiducia? quale sfiducia? 
Se un ministro dell'Interno si sfila  di propria volontà e si porta dietro la sua squadra di parlamentari che male c'è? Io vado avanti, sono il Salvatore della Patria, io. Andrò dalle vecchiette non abbienti pugliesi, portandomi dietro il santino di Padre Pio, a cui sono tanto devoto.



Fra le tante ipotesi cialtronesche di queste ore, ecco dunque venire avanti un monocolore Conte (alla Mariano Rumor) il qualeda avvocato di tutti gli italiani è diventato nientepopodimeno che il Principe del Foro della Casaleggio & associati. Davvero un bel passo! Monocolore Conte con i 5 stelle. "Giuseppe e i 5 stelle" o meglio "Joe and the five Stars", quasi il nome di un complesso folk. 
Joe and the 5 Stars avranno forse la fiducia (esterna e cioè "tecnica") del PD, quel partito che Di Maio ha definito fino a qualche giorno fa "il partito di Bibbiano". Ma che importa se poi il partito di Bibbiano ti dà una mano? 
Joe the Unknown succederà a se stesso, facendo pure il bis. E magari provocherà Salvini in aula come il mago Silvan: a me gli occhi, please! 



Giorno di S. Alfredo

09 August 2019

Tanto tuonò che piovve




Il governo gialloverde (o gialloblu che dir si voglia) non esiste più anche se Conte ha cercato fino all'ultimo di fare lo gnorri e Di Maio pure. Un presidente del Consiglio delle repubblichette precedenti, si sarebbe affrettato ad andare in Parlamento fin da subito. Ora invece con la scusa della "trasparenza"  Conte spiffera in modo irrituale che Salvini gli avrebbe confidato che intende "capitalizzare  il consenso". Eppoi aggiunge, beffardo: "Il mio non è stato l'esecutivo dei No. Noi non eravamo in spiaggia".
Ma questo passa il convento: da avvocato di tutti gli italiani a avvocato dei soli grillini.

In queste ore  lo stesso Conte annuncia che ci sarà la "parlamentarizzazione" (brutto neologismo) della crisi. In quattordici mesi l'esecutivo ha esaurito la sua spinta propulsiva, anche se a onor del vero, qualcosa di buono ha fatto rispetto a quelli precedenti. Un po' di risultati sono stati raggiunti.
Un risultato indiscutibile è stato quello della lotta contro l'immigrazione e la drastica diminuzione degli sbarchi. Un'altra seria picconata è stata contro la Legge Fornero con quota 100 e la legge sulla legittima difesa, la pacificazione fiscale. Sul fronte grillino, la legge sul reddito di cittadinanza presenta molte carenze (i navigator e il reinserimento di quelli che al momento prendono solo il sussidio girandosi i pollici). E la legge "spazzacorrotti" finisce con l'essere una caccia alle streghe, come pure la "riforma sulla giustizia" che vorrebbe Bonafede e che è suscettibile di dare ancora più potere alle toghe. A conti fatti, quel che resta evidente, è  che un nobile accordo di "desistenza" (chiamiamolo così) fra un partito sovranista di destra (la Lega) e uno populista di sinistra ( i 5 stelle) non poteva che avere un tempo limitato. Come ho scritto, impossibile mettere insieme le mele con le pere e l'accanimento terapeutico, magari fino a settembre-ottobre non sarebbe stato una buona medicina. Gli Italiani non avrebbero tollerato a lungo lo stallo, l'inazione nei confronti di quanto promesso nel contratto (flat tax, autonomia delle regioni scaturito dal referendum). Non avrebbero tollerato a lungo le risse quotidiane, gli insulti tra alleati, gli sgambetti, le diffidenze, gli agguati intestini, lo scaricabarile tra i due contendenti.
Non dimentichiamo che Di Maio che ora si straccia le vesti, ha fatto tutta una campagna elettorale contro il suo "alleato" Salvini durante le Europee. Non dimentichiamo che al Parlamento europeo siedono su banchi contrapposti. Non dimentichiamo nemmeno che i grillini hanno sostenuto Ursula von der Leyen, voluta dalla Merkel, quale presidente della Commissione Ue, mentre la Lega e il suo gruppo identitario hanno  votato contro.  Come contrapposizione, c'è stata nel gennaio scorso al Forum delle famiglie di Verona quando Di Maio ha chiamato "sfigati" quelli che credono nel valore della famiglia. Anche sul caso Bibbiano, c'è stata un intervento più duro della Lega e più "morbido" da parte grillina (Spadafora, sottosegretario assai vicino alla lobby Lgbt).

Esiste inoltre  da parte leghista un cronoprogramma che è impossibile da realizzare senza quello che si  è manifestato essere sempre più essere un partito-zavorra (il M5s). In alcuni approfondimenti su "La Verità" a firma Claudio Antonelli: la Trenta e Tria sarebbero in realtà i principali ostacoli al lancio (o rilancio) di un nuovo contratto di governo. Tanti retroscena è impossibile conoscerli, ma Tria è di stretta osservanza quirinalizia e non vuole realizzare una manovra nemmeno al 2, 7% o al 2,5% di deficit.La Trenta si trova invece tra le mani un dossier bollente da parte della CASA BIANCA: il programma dei caccia USA F35 in ritardo di 7 mesi laddove non sarebbero ancora state versate le rate relative ai velivoli già acquistati.

https://formiche.net/2019/08/f-35-huawei-dossier-crisi-stati-uniti/

Il casus belli per la rottura è stato fornito, come è noto,  dalla Tav che ha visto l' ennesima divaricazione tra Lega e M5s. Non sarà un nobile pretesto, ma in politica i pretesti non si scelgono: si acchiappano al volo!  E questa per Salvini è stata l'ultima occasione, l'ultima via d' uscita per disfarsi di alleati "ostili" a tutto quel che gli preme, calendarizzando nel contempo,  la tempistica della crisi.


E' evidente che  ha tutta l'aria di essere un motivo di facciata e che dietro al disaccordo sulla Tav,  ci sia molto altro.  Consideriamo, per un momento,  anche la situazione geopolitica. A Ottobre ci sarà hard Brexit, e Boris Johnson cerca una sponda nella Lega per negoziare l'uscita dalla Ue col minor danno.

Ora molti (anche alcuni commentatori di questo blog) sono lì a stracciarsi le vesti e col fazzolettino in mano verso quei 5 stelle che fino a ieri hanno sempre dileggiato e su cui hanno sempre ironizzato e visto per quello che sono: dei sabotatoti. Capisco che le crisi presentino sempre delle incognite, ma AUDACES FORTUNA IUVAT. 

E l'incognita Mattarella?
Pare che in queste ore non ci sia spazio per governi tecnici, pastrocchi quirinalizi o governicchi del Presidente e che l'Uomo del Colle si sarebbe rassegnato alle urne.  Qualcuno parla già di manine d'Oltreatlantico alle quali nemmeno Mattarella non potrebbe opporsi.
Nicola Porro azzarda questa tesi secondo cui Trump non sopporta inciuci di governo in cui riacquistino spazi i democratici, proprio nel momento in cui un’inchiesta sta indagando sulle false prove che ambienti clintoniani, Fbi e servizi obamiani avrebbero prodotto, nel 2016, per screditare Trump in campagna elettorale:

https://www.nicolaporro.it/solo-trump-ci-puo-salvare-dalla-tentazione-dini/

Vedremo se andrà così. In queste ore sono tutti CT come nel calcio parlato: nei media, sul web e nei bar sport, perfino in spiaggia. Una cosa è certa, sarà un Ferragosto del tutto sui generis. E una volta tanto, invece di un governo balneare, avremo una crisi balneare. Travolti da un insolito destino in una poco azzurra crisi d'Agosto. 

Giorno di SS Fermo e Rustico

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IL PUNGIGLIONE D'AGOSTO

C'era una volta il governo giallo-verde messo in piedi dai populisti americani (Bannon e Trump). Poi i grillini tennero i piedi in troppe scarpe (cinesi) e gli yankee si incavolarono, dando un aiutino a disattivarlo. Qui l'inoppugnabile filmato dei nostri padrini d'Oltreatlantico circa la sua formazione.
Alternative? L'asse franco-tedesca o i cinesi. Tanto vale tenerci chi già conosciamo.
Video ITALY IS FREE reloaded


Era un bel sogno (italo-americano),  ma è durato poco.

06 August 2019

Prudenza, sig. Ministro!



E' estate inoltrata e siamo in agosto. La politica chiude i battenti e gli italiani si accalcano sulle autostrade tra uno sciopero dei casellanti e i "bollini neri", per raggiungere le mète turistiche. Innanzitutto vorrei specificare che non intendo fare la morale fine a se stessa al ministro dell'Interno per il suo comportamento coatto e spiaggiaiolo a Milano Marittima, al ritrovo Papeete, tra long drink con ghiaccio e cubiste sculettanti. Credevo che la consolle fosse un mobile finché non ho visto che invece è il marchingegno che regola la musica a palla nelle discoteche. E Salvini si è improvvisato DJ accanto a  strani "tipi da spiaggia" tatuati e orecchinati.
Non si confondano però le mie note con quelle di Zingaretti il quale è compiaciuto sui gay pride composto da personaggi ignudi ornati di boa con piume di struzzo, con chiappe per aria e battacchi al vento tra lazzi e frizzi osceni, ed è pronto a tacciare di "omofobia" chi mostra disapprovazione per tale fenomeno, ma poi si mette a fare il moralista contro i suoi avversari politici. Morale che dovrebbe riservare ai suoi di Bibbiano e dintorni, che invece intende coprire minacciando querele e sfracelli.
Sono stata elettrice di Salvini per ben due volte: alle politiche e alle europee e pertanto le mie critiche sono all'interno della mia stessa scelta: vedere un Salvini in versione Verdone-Gallo cedrone, accompagnato dall'immancabile giungla intricata di smart con tanto di selfie e da scomposti cori da stadio, confesso che mi ha un po' imbarazzato.

Intanto l'esempio di Berlusconi con le sue serenate con Apicella alla chitarra, lo sfoggio di bandane colorate e di olgettine ad Arcore, le vergini di Casoria e i cagnolini Dudù, dovrebbero fare da deterrente a Salvini e rinsavirlo un po': gli eccessi di gigioneria e di esibizionismo alla lunga stancano. Oggigiorno dopotutto, non c'è niente di più volubile e instabile dell'elettorato il quale oscilla con facilità e persino in modo schizofrenico, dal "servo encomio" al "codardo oltraggio". E di questo uno scafato uomo politico dovrebbe tenere conto. 


 Un politico non è una rockstar anche se nel caso di Salvini, l'empatia e simpatia collettiva potrebbe lasciarlo credere. In ogni caso, le rockstar più famose sono sempre sorvegliate a vista dalle guardie del corpo, dato che i casi di attentati finiti male non mancano nemmeno nello showbiz (vedi il caso Lennon). 
 Reduci come siamo da accoltellatori che hanno inferto 11 colpi di pugnale a un carabiniere, mostrarsi a torso nudo in una bolgia spiaggiaiola infernale potrebbe dare addito a fenomeni di emulazione, da parte di qualche malintenzionato. Salvini non è una persona qualunque, ma un ministro della repubblica, pertanto ha il sacrosanto dovere di cautelarsi. Non viviamo nel mondo irenico del "volemose tutti bene".
 Inoltre, come si fa a presenziare al forum delle famiglie a Verona per poi mostrarsi in versione movida balneare con sculettine e coatti dalle bottiglie in mano e l'inno di Mameli  in versione tecno-music? 
Salvini è un padre 48enne (quindi non più giovanissimo): è mai possibile che non metta a frutto queste vacanze per stare serenamente coi suoi figli in qualche bella località riservata e si mostri sempre in astinenza da "bagno di folla" con sottofondo di musica a palla?

Detto questo, teniamo ben presente però che l'alternativa piddina  (o peggio, tecnica)  magari in giacca e cravatta e rassicuranti grisaglie, riesce non solo ad essere ben peggiore ma soprattutto infinitamente più pericolosa per le nostre libertà e benessere. L'abbiamo provato e lo stiamo tuttora provando anche se hanno perso le elezioni, con l'infernale e infinito caso Bibbiano, con il loro sostegno alle ong e a delinquenti anti-italiani di ogni risma . Ma il punto è un altro.


Saremo destinati ad essere un popolo in apnea con tanto di naso perennemente turato? Ce lo siamo storicamente turati il naso con la DC, poi con Berlusconi, e ora?
Nel paese dei ciechi beato a chi ha un occhio -  si dice.  Ma alla fine verrà il momento che  quell'unico occhio ciclopico  non ci basterà più.

Giorno della Trasfigurazione del Signore





    31 July 2019

    Troppi interrogativi sul caso del carabiniere ucciso



    Giorno di Sant'Ignazio di Loyola. Confesso che ho voluto di proposito impiegare del tempo a cambiare il topic su Bibbiano lasciando il post nella Home Page per una settimana. Ora che lo scandalo deflagra, ora che i bimbi tornano dai genitori,  ora che perfino le assistenti sociali dichiarano di essere state istigate e ricattate a stilare false relazioni allo scopo di garantirsi un posto di lavoro fisso, ci mancava la nuova tragedia del vice-brigadiere ucciso Mario Cerciello Rega, a coprire lo scandalo con un altro ancora più grave scandalo: mandare allo sbaraglio forze dell'Ordine in stato di  soggezione "preventiva" nei confronti dei malviventi, per non potersi difendere. 
    E' già successo col caso del povero  Placanica verso il "martire della repressione" Carlo Giuliani che stava per tirargli addosso un estintore durante il G8 di Genova, mentre era ingabbiato in auto. Ed è solo uno dei casi più clamorosi, ma poi ce ne sono tanti altri.
    Intendiamoci,  la morte di Cerciello è stato un colpo durissimo e bruciante inferto alle nostre forze dell'ordine. Ma lo sgomento, il dolore per la morte di questo povero carabiniere non può e non deve offuscare la nostra mente al punto da non porci dei doverosi interrogativi. In primis, i media che sono passati con disinvoltura dai colpevoli nigeriani ai maghrebini e via via sbiancando ( e forse sbianchettando) gli assassini fino a parlare di "americani", nozione alquanto vaga e imprecisa, tenuto conto che gli americani non sono tutti "wasp" e che da quelle parti esiste da tempo quel melting pot che si vuole esportare ad ogni costo anche da noi.
    Ma torniamo allo strano drammatico caso. Perché innanzitutto il carabiniere si è presentato in borghese e senza l'arma di ordinanza?  Non possiamo accontentarci di una scusa come "ooops, me la sono dimenticata". Perché il suo collega che invece era armato,  non ha sparato neanche un colpo per aria a scopo intimidatorio?
    Veniamo  anche alla fotografia dell'accoltellatore bendato. Foto vera? Foto falsa? E chi l'ha diffusa, quando sappiamo che gli interrogatori sono riservati? E a che scopo?  Abbiamo visto che la fotografia lo ritraeva bendato e apriti cielo! la sinistra, i giornaloni che ne riflettono il pensiero (cioè la maggioranza) hanno quasi prontamente archiviato la morte del povero Cerciello per soffermarsi sui "diritti calpestati" di quest'ultimo  presunto criminale. Come al solito. C'è inoltre il "giallo" del  suo coltello a baionetta da marine, riuscito a passare i controlli aerei.
    Abbiamo visto che si sono affacciati pure i "garantisti" d'Oltreatlantico a gridare allo scandalo, quando, in realtà,  il mondo ha potuto osservare i loro prigionieri di Guantanamo  bendati con le tute arancioni, e come venivano trattati. Quando sappiamo (e non solo dai film hollywoodiani) che i loro poliziotti la loro arma d'ordinanza la usano eccome! E che spesso la polizia da quelle parti non va troppo per il sottile, quando intima l'alt! Ora esiste pure il rischio concreto di un nuovo caso "Amanda Knox",tenuto conto che a differenza di noi, in Usa i loro cittadini li proteggono eccome! Li puniscono duramente a casa loro quando sbagliano, ma li proteggono quando sbagliano a casa d'altri, come è avvenuto per i loro piloti durante il caso della tragedia del  Cermis -  per chi se ne fosse scordato (right or wrong, it's my country). 



    Come se non bastasse tutto ciò, ecco gli sciacalli grillini che cercano di gettare la colpa di questa morte a un Ministro dell'Interno a cui cercano (neanche troppo sottobanco) di impedire il varo del Decreto Sicurezza bis. Cioè di espletare per davvero le funzioni  di Ministro dell'Interno, nel timore che cresca nei sondaggi. Siamo, insomma al solito intricato velenoso Rettilario italiota.
    Intanto, cerchiamo di mantenere il punto su #Parlateci di Bibbiano.  Altrimenti va sempre a finire che  l'agenda delle cose su cui discutere  e  da approfondire la dettano Lorsignori e noi siamo i soliti pesci nella bolla di cristallo a cui gettano il mangime avvelenato per farci abboccare.

    23 July 2019

    PARLATECI DI BIBBIANO



    Giorno di Santa Brigida. Dall'esproprio proletario siamo passati ordunque all'esproprio della prole. La faccenda di Bibbiano sembra essere iniziata in sordina con sussurri, ma quel che è certo è che ora sono grida. Cavalcavia, muri, striscioni, fiaccolate silenziose, ormai sembra essere deflagrata una bomba. Inutile che il PD si affanni a raccontare la pietosa bugia che questa sarebbe una manovra di depistaggio per minimizzare il Russiagate. Zingaretti mente sapendo di mentire perché dei fatti di Bibbiano se ne era parlato già da  prima. Molto tempo prima. Senza contare che c'erano degli antefatti (e misfatti) tuttora irrisolti nel vecchio scandalo del  Forteto. Perciò la destra "becera" e "strumentalizzatrice" non c'entra affatto. C'entra e molto invece, la voglia di insabbiare. C'entra il fatto che i giornaloni volgano lo sguardo dall'altra parte sempre e solo  quando sul banco degli imputati ci va qualche sindaco del Pd. O qualche psicologo e assistente sociale della stessa area politica legata alla sinistra e alla lobby LGBT. A proposito,  l'unica volta che le testate ammiraglie hanno infranto la congiura del silenzio è stato per permettere al guru Claudio Foti del centro Hansel e Gretel di passare per vittima della "macchina del fango"- macchina senz'altro buona, utile, democratica e necessaria quando c'è da punire leader politici o personaggi famosi appartenenti a schieramento politico contrario alla "linea" dei media mainstream.

    A sorpresa, ora saltano fuori sui social le riprovazioni di personaggi dello show-biz come i cantanti Laura Pausini e Nek che hanno mostrato via social tutta la loro indignazione su questa volontà di  insabbiare. Tutti sappiamo che i cantanti sono legati ai ricatti dei contratti stabiliti. Perciò, doppiamente bravi e coraggiosi per essersene infischiati, a  differenza di tanti loro colleghi.
    Curiosamente, nell'essermi imbattuto in queste scritte mentre ero in auto, vengo a sapere da Zingaretti che c'era la P di "parlateci" in rosso, e la D "di Bibbiano". Non ci avevo fatto caso, ma vedo che lor signori sono attentissimi a non voler essere chiamati in causa.
    Una domanda da mille punti. Che cosa è più vergognoso? Che esistano cosche degli affidi come quella della Val d'Enza con i relativi metodi già ben descritti da alcuni sporadici giornali "minori" come "Libero" e "La Verità" o aver voglia di parlarne e di far luce?
    Zingaretti e lo staff piddino dichiarano che faranno "retate" via web mediante avvocati, querele e se occorre imbianchini per coprire le scritte.
    Mossa disperata! Il segretario del Pd mi ricorda la Regina di Cuori delle carte nella fiaba di "Alice nel Paese delle Meraviglie" quando urlava istericamente "Tagliatele la testa! Tagliatele la testa!".
    Le varie Alici  (cioè i cittadini) non hanno più paura, dato che sono consapevoli che  dopotutto si tratta solo di un mazzo di carte. Ovvero,  un partito di carta pesta. E che le carte possono essere buttate per aria.
    Noi abbiamo già sopportato fin troppo di questo partito: immigrazione selvaggia, tasse, crack bancari di banchette popolari, governi non eletti ma nominati per via presidenziale, leggi inique come la Legge Cirinnà. La quale ex ministra ha perfino osato affermare via social che i figli delle famiglie dette "oscurantiste" verranno rieducati. In che modo, l'abbiamo visto. (sua cit: "Il concetto di famiglia tradizionale è fascista. Rieducheremo  i figli degli oscurantisti").

    Fiaccolata per i fatti di Bibbiano


    Per finire propongo di leggere l'Odissea e la trafila di un padre che con sua moglie ha tentato di ottenere legalmente un'adozione. Oltre che un mucchio di quattrini spillati, di visite mediche inutili, di perizie psichiatriche si è trovato davanti un vero e proprio muro di burocrazia. Quella che invece la benemerita lobby riesce a saltare a pie' pari.
    Non dimentichiamo che la sinistra e i radicali da decenni e lustri occupano manu militari, consultori, Asl, i Servizi Socio-Assistenziali, centri d'assistenza per l'infanzia, eccetera. E che tre spanne di ghiaccio non si formano in una notte sola, anche se ora sembra essere diventata la Notte degli Orrori.
    Non dimentichiamo neppure che questo sui bambini è una sorta di holding mondiale e mondialista incoraggiata da consorterie come ong,onlus facenti capo alla solita ONU, quelle stesse che poi veicolano il lucrativo business degli immigrati. Comunque, non ci si fermi solo al lucro e al profitto; c'è anche quello, ma serve ad autofinanziare un progetto che è di dominio globale, dato che i soldi sono il mezzo, ma il fine è rompere definitivamente il tabù delle adozioni alla coppie LGBT a livello planetario. Ma soprattutto eradicare il concetto di "patria potestà" in seno alle famiglie, facendo passare il concetto che i figli non sono tuoi nemmeno se li concepisci regolarmente per mezzo del matrimonio.

    Pertanto in nome di un egualitarismo di stampo comunistoide, si vuole eliminare le differenze tra  genitori naturali, e genitori  adottivi, meglio se LGBT. Non è un caso che nell'Urss sovietica i figli dei "nemici di classe" venissero strappati alle famiglie per darli in "affido" e in "rieducazione".

    Per concludere concedetemi una battuta: i comunisti (o post tali)  amano così tanto il proletariato che gli rubano perfino la prole.

    16 July 2019

    Salvini e il mondo addosso





    Giorno di Nostra Signora del Carmelo. E Salvini che è devoto, lo sa bene se ha bisogno o no  di questa protezione. 
    Il vicepremier e ministro dell'Interno è al centro di una pesante delegittimazione politica. Delegittimazione che si attua su due fronti: quello esterno con la solita "manina francese" a proposito del caso dei rubli, e quello interno (i 5 stelle, Conte, la Santa Inquisizione piddiota che pretende che Salvini riferisca (ma cosa?) in Parlamento. Tutti capiscono e fiutano al volo che la faccenda dei rubli dalla Russia con Amore sull'associazione Lombardia-Russia e su un presidente che porta il nome quasi uguale al suo (Savoini) , odora di bufala lontano un  miglio. 
    E' vero che ogni forma di accanimento (sia giudiziario, che politico-sociale) su di lui, si trasforma in un consenso sulla sua figura che rischia di diventare un plebiscito. Ma a che pro, se poi non gli lasciano fare niente? Come dice giustamente Putin viviamo in una democrazia off shore, i cui poteri minacciosamente operativi e perfino dispotici, sono concentrati nelle mani di pochi organismi sovranazionali. 
    Nell'ultimo articolo comparso oggi su La Verità, firmato da Marcello Veneziani dal titolo "La guerra mondiale contro Salvini" (comparirà on line domani sul suo sito) paragona l'accerchiamento subito da Salvini al  fronte creatosi durante il  Congresso di Vienna intorno a Napoleone Bonaparte. Gli è che,  però, il povero Matteo non è un imperatore.  Tuttavia il fronte va dal deep state americano (quello che sta osteggiando Trump), passando per la Ue in particolare con Francia e Germania che gliel'hanno giurata, l'Africa e i suoi falsi naufraghi che praticano il diritto di trasferirsi ovunque  (è un "diritto umano"), le ong, con la Capitana di sventura dalla capigliatura rasta, papi, vescovi, cardinali, perfino preti arcobaleno, partiti di sinistra, sindacati, giudici, apparato mediatico, tutti all'unisono per dare la caccia all'Uomo. 
    Morale: Salvini non può procedere nell'attuazione del suo programma in tema di rimpatri, di sbarchi, di difesa dei confini. Ma nemmeno di flat tax, di autonomia regionale del Lombardo-Veneto, grandi opere ecc. Perché? Perché c'è un fronte vastissimo esterno, ma anche interno che glielo impedisce. I grillini sanno che se segano il ramo dell'albero su cui stanno seduti, se ne tornano tutti  a vita privata. E allora che fanno? Ostruzionismo interno.  L'ultima loro canagliata è quella di pretendere una commissione parlamentare di inchiesta per la faccenda del presunto Russiagate, associandosi a quel PD che i rubli li ha presi fino a ieri. 

    I pentagrulli pensano forse di incastrare ANCHE il Pd con la loro "leggina spazzacorrotti"? Non è così che andrà. La commissione di inchiesta se la beccherà solo la Lega, in forza del fatto che non può esistere la sua retroattività per il cinquantennio di finanziamenti illeciti dei comunisti, con l'URSS.
    Salvini, si svegli e chieda istruzioni alla Bongiorno, nel merito. I congiurati accoltellatori ce li ha in casa. La "legge spazzacorrotti" rischia di essere una "Legge ad Legam". Perciò, non si presti "a riferire in Parlamento" né all'attuazione di commissioni investigative.

    Insomma, Salvini ha il mondo addosso e contro, e non sappiamo al momento fino a quanto riuscirà a resistere. Ma soprattutto non sappiamo se gli verrà impedito di attuare il piano B con la Meloni e gli esodati da Forza Italia per poter finalmente ripartire. Tutti vedono inoltre che le cordate eurocratiche cercano di ostracizzare il gruppo parlamentare Identità e Democrazia dove sono presenti la Lega e il Rassemblement National della Le Pen.  In queste ore, oltretutto, i grillini votano a favore di Ursula von der Leyen , donna vicina alla Merkel, passata con voti risicati a Presidente della Commissione europea al posto di Juncker in uscita,  grazie ai loro voti.  Un altro tangibile segno di disunione tra Lega che ha votato NO, e i 5 stelle che hanno votato SI'. 

    Ma torniamo al Capitano. "A che vale monetizzare consensi se poi non puoi spenderli"? si chiede Veneziani. Ed è un po' quel che ci chiediamo tutti noi. 
    Creare empatia, avanzare nei consensi va benone, ma poi bisogna anche aver le mani libere per poter governare e realizzare i programmi. Che cosa faranno gli italiani? 

    Continueranno a sostenerlo anche quando ci sarà il crucifige che peraltro è già iniziato? O si stancheranno cominciando a fare la lista dei suoi difetti, delle sue manchevolezze, di quei limiti comuni agli umani, del "poteva fare questo, doveva fare quello", come fanno nelle trasmissioni di calcio-parlato dove si improvvisano tutti CT? 
    Io credo che mai come in questo momento occorra salvare Salvini, mostrandogli gratitudine e fiducia, per aver ripristinato la legalità sul problema "invasione" e  fatto  da apripista del sovranismo per cui è amato dal popolo e odiato e osteggiato dalle élite. 
    Oggi Madonna del Carmine, da carmen carminis che significa grazia, miracolo. Sì, perché è  proprio questo che ci vorrebbe. 

    12 July 2019

    Quei diritti dell'uomo branditi contro i popoli


    Il pamphlet di Jean-Louis Harouel “I diritti dell’uomo contro il popolo” (edizioni Liberilibri – collana Le oche del Campidoglio) è una chicca imperdibile da inserire  tra le letture estive e cade giusto a fagiolo nel clima di guerra delle ong contro il nostro Paese. Ancora un intellettuale francese dato che la Francia prima di noi è alle prese con la "questione islamica" di immigrati della seconda e terza generazione. E forse anche perché in Francia non è ancora del tutto sparita la figura dell'intellettuale scomodo erede del pensiero di Voltaire, a differenza degli intellettuali "organici" (leggi: cortigiani) che pullulano da noi. Siamo alle origini di quella che sarà la nuova religione ad un tempo gnostica e millenarista del XXI secolo: una religione secolare suicidaria per noi occidentali. L’autore scandaglia le radici di questa religione umanitaria all’interno di un percorso storico-filosofico-antropologico secondo il quale  queste idee, provengono da un Cristianesimo falsificato e distorto alla fonte. La prima grande fonte di questa ineludibile e oppressiva “religione dell’umanità” veicolata dall’Onu e dalle sue propaggini, è la gnosi, un insieme di dottrine religiose esoteriche sulla salvezza insegnate da diverse sètte nel corso dei primi secoli dell’era cristiana. L’altra grande fonte è il millenarismo, da cui deriva l’idea del paradiso sulla terra e dell'Uomo-Dio, anche lui una falsificazione del Cristianesimo in quanto non riconosce il carattere spirituale del suo messaggio, ma si inserisce nella continuità della promessa messianica terrestre. Entrambe, si sono adoperate per sovvertire il Cristianesimo svuotandolo dall’interno, fingendo di esserne la forma spiritualmente più elevata.

    Pertanto, condividendo la natura gnostico-millenarista dei grandi totalitarismi (comunismo e nazismo) la religione secolare dei diritti dell’uomo ne condivide anche la pericolosità e l'amoralismo: il male è tutto ciò che si frappone come ostacolo alla “rivoluzione salvatrice”.
    “Dunque, i diritti dell’uomo sono la religione secolare che ha dato il cambio all'altra religione secolare comunista. I diritti dell’uomo sono seguiti al comunismo come progetto universale di benessere, promessa del Regno del bene sulla Terra”, scrive Harouel. “E siccome la religione politica dei diritti dell’uomo è anch’essa un millenarismo e una gnosi, propugna, così come il comunismo, un meccanicismo storico avente per effetto la distruzione di quelli che avranno la malasorte di essere di ostacolo alla sua marcia inesorabile”.
    Quante volte ci siamo sentiti ripetere, ad esempio, la falsa profezia che l’immigrazione è un fenomeno ineluttabile in luogo del fatto che viene espressamente sospinta e resa tale da politiche suicide collaborazioniste veicolate per l'uopo?

    Il millenarismo dei “diritti dell’Uomo” si dà dunque il cambio col millenarismo comunista, rinnovando come la religione secolare comunista, il suo odio ossessivo verso le società occidentali e ciò che resta del loro assetto sociale, cultura, costumi, leggi e  antichi saperi, ecc.

    Non c’è pertanto da stupirsi se molti militanti rivoluzionari e dell’area cosiddetta “antagonista”, resi orfani del comunismo con la scomparsa dell’Urss, si siano in massa convertiti alla dottrina dei diritti dell’uomo che procura loro la speranza della distruzione di un Occidente considerato corrotto e decadente. E a farne le spese sono proprio quei popoli d’Europa, la cui possibile (e auspicata) scomparsa sono un po’ quello che fu la borghesia per il comunismo: la classe da distruggere ad ogni costo.

    Condannata dal millenarismo comunista perché considerata borghese e oppressiva, oggi la civiltà dell’Europa occidentale viene nuovamente condannata dai millenaristi dei diritti dell’uomo, perché la sua popolazione è bianca e perché il suo modello di vita è invidiato dall'Africa e dal MO e percepito come un'ingiustizia", stigmatizza l'autore.
     Siamo dunque collocati in un'isola di diversità che suscita invidia e gelosia. E non ci sono moventi peggiori per venire travolti. Poiché, come faceva notare Victor Hugo che di "miserabili" se ne intendeva "Il giorno in cui la la miseria di tutti ghermirà la ricchezza di alcuni, si farà buio, non ci sarà più niente. Più niente per nessuno".

    L'autore designa poi col nome di memismo (dal francese même =  stesso)  un'ideologia dell'indistinzione, dell'identità e uguaglianza di tutti gli esseri umani, che li obbliga a rinunciare a qualsiasi elemento che genera eventuali  differenze e "distinzioni".
    Tutto ciò è così vero, che noi ci chiediamo spesso come facciano le élite a far penetrare nel nostro territorio fior di criminali e delinquenti di ogni risma, con la scusa dell'"accoglienza".
    Semplice: il memismo è il dogma (amorale) dell'intercambiabilità di tutti gli esseri umani. Pertanto un popolo qualsiasi : ad esempio un malese o un cingalese, può indifferentemente rimpiazzare i francesi indigeni, gli italiani indigeni e così via. E' nel nome di questo dogma che gli europei d'oggi si vedono minacciare sempre più di estinzione in quanto nazioni e civiltà per fondersi nel Grande Tutto di un'umanità mondializzata.


    Questo memismo spinto all'eccesso specula poi su un momento in cui non dovrà esistere più né uomo né donna, "quando i due saranno uno solo" (chiara allusione alle politiche LGBT) .

    E tuttavia nonostante gli "oppressori dei diritti umani" che poi sono gli stessi del politicamente corretto e dei continui divieti terminologici che finiscono con "fobia" (xenofobia, omofobia, islamofobia, transfobia ecc.), la partita non è ancora vinta. L'ultima parte del prezioso pamphlet di 105 pagine, è dedicato alle possibili "alternative" su come resistere ai diritti dell'uomo, per sopravvivere come popolo, poiché "il bisogno vitale di un popolo è di essere protetto dai suoi governanti contro i diritti dell'uomo".
    Pertanto per impedire che la notte cada sull'Europa, bisogna :

    •  abolire il diritto al ricongiungimento familiare
    •  mettere fine al concetto di svendita delle nazionalità
    • impedire lo ius soli
    • operare delle distinzioni tra flussi migratori più compatibili
    •  sottomettere l'islam a un regime derogatorio (è di vitale importanza per le nazioni europee non trattare l'islam alla stregua del Cristianesimo)
    •  ispirarsi al modello svizzero.
    Per meglio approfondire il pensiero dell'Autore, già professore emerito di Storia del Diritto  all'università  Panthéon-Assas, ecco una sua importante intervista:

    https://www.valeursactuelles.com/societe/jean-louis-harouel-droits-de-lhomme-droits-de-lautre-84529

    Quando  un umanesimo diventa messianesimo dell'odio di se stesso e pratica allegramente due pesi e due misure, significa che c'è una civiltà che rischia di sparire. Cerchiamo di correre ai ripari.

    Giorno di S. Fortunato