L'intemerata di Donald Trump a Papa Leone ci fa pensare al nostro tempo, come al tempo di nuove invasioni barbariche. E del resto, tutto il disprezzo e la tracotanza mostrata da Trump per un uomo mite e gentile come Prevost (oltretutto di grande cultura agostiniana) fa pensare all'iconoclastia barbarica, al saccheggio di tutto quanto, perfino del Sacro. Brutta cosa l'ignoranza abissale e pure esibita. Ma quando mai si va a rinfacciare ad un papa di non capire nulla di "politica estera", quando la scelta di un pontefice è proprio quella di non occuparsi delle cose di questo mondo, ma di quelle dello Spirito? "Il mio regno non è di questo mondo", diceva Gesù - quello vero e non quello dell'Intelligenza Artificiale con la faccia di Trump.
Tutto quello che di ignorante abbiamo fin qui sentito e che non starò a riassumere, rivelano però un'indole fortemente caratteriale in preda ad una sorta di narcisismo maligno. In questo non è il solo, tenuto conto che anche il suo mentore Netanyahu è in preda allo stesso grave disturbo. E però, a differenza di Trump, è assai più astuto e guardingo nell'esporsi. Attento soprattutto a non parlare a vanvera.
Con la semi-blasfemia di Trump nei confronti di un' importante autorità religiosa come il Pontefice, sembra di essere tornati alle lotte intestine tra cattolici e protestanti, un capitolo della storia fra religioni che credevamo superato. Se siete entrati in una missione evangelica-protestante, avrete notato come non espongano croci preziose, immagini, né icone, né dipinti di valore, né statue. Sembra, in molti casi, di essere dentro ad un ambulatorio sanitario spoglio e disadorno. Da noi, anche la più modesta chiesetta di campagna è adornata di immagini sacre, delle stazioni della Via Crucis, di altari addobbati con fiori di stagione e lumini. La croce dei protestanti è vuota, la nostra mostra il corpo straziato di Gesù: carne, sangue che poi si fa spirito. E' solo qualche esempio, per dire che non potremmo essere più diversi di così e che queste differenze non vengono colte dagli articoli che ho finora letto. Così come non viene sottolineato il fanatismo millenarista di Pete Hegseth, il segretario alla Difesa del governo Trump e le sue preci affinché le missioni belliche risultino efficaci, che è come pregare per il Male.
L'aspetto politico delle invettive di Trump contro papa Leone sono state interpretate come un'antipatia e perfino un'ostilità degli evangelici verso la componente cattolica all'interno della compagine governativa trumpiana e nel mondo MAGA. Parlo di J.D. Vance, convertitosi al cattolicesimo e più volte ricevuto da papa Prevost, insieme a sua moglie.
In queste ore, però, anche Vance (che forse pensa già alle prossime elezioni dove correrà da candidato) non ha resistito a dire certe banalità come "il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali". Perché? Una guerra che ha già prodotto migliaia di morti e che sta sprofondando il mondo in una crisi gravissima (energetica, finanziaria e non solo), non reca forse implicazioni "morali"?
Vengo a Papa Leone XIV e non nascondo la mia speranza che alla sua elezione, mi piacque subito la scelta del nome, legato al suo illustre predecessore san Leone Magno, il papa che fermò Attila e gli Unni. Così come mi piacque il suo nome di battesimo Prevost, cioè prete. O prevosto, come si dice dalle mie parti. Mi apparirono dei buoni segni. In seguito l'ho trovato timido e poco incisivo rispetto alle sfide che ci aggrediscono e sovrastano. In ogni caso, un pontificato si giudica su tutto l' intero percorso. In queste ore, però, devo constatare che mi sono piaciute le sue risposte così alte e potenti nei confronti di un'aggressione volgare e scomposta. Ne cito qualcuna. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". E ancora:
“Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”. Papa Leone, nel suo secondo giorno in Algeria sulle orme di S. Agostino, ha sottolineato con forza che Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi” ma con i piccoli e gli umili. Soprattutto, Dio non ascolta coloro i quali pregano per crudeli imprese belliche fatte in suo nome.
Se, le ingerenze temute da Vance nella sfera politica sono queste, è il caso di dire: avercene!
Dei vari leader della famigerata Ue, l'unica che si è spesa a favore di papa Leone, per ora è stata Giorgia Meloni, dichiarazioni seguite a ruota dalle rispostacce insolenti di Trump, affidate al Corriere, che già conosciamo. Ma oramai the Donald è diventato un caso umano e invece della mitra papale a cui aspirava, esibisce sempre più lo scolapasta rovesciato in testa che gli nasconde il ciuffo arancione. E allora fioccano invettive per tutti, alla faccia della diplomazia: per Macron, per Starmer, per Merz, per Sanchez, per la Nato. Per tutti, tranne che per lui e per il suo compare di bombe Bibi.
San Annibale






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