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10 May 2026

Il Giuli(vo) rosicone

 


Brutta cosa l'invidia e la gelosia anche tra colleghi politici. Chissà perché questi bassi sentimenti non li mettiamo mai in conto sulle decisioni e le prese di posizione di questo o  di quel governo. Eppure spesso certe decisioni vengono determinate anche da questi che  in un tempo remoto venivano annoverati fra i sette peccati capitali. Il giornalista  Gigi Moncalvo è testimone diretto della scarsa qualità morale del ministro Giuli, ora nemico del suo benefattore Buttafuoco. "Quando era un poveraccio, Buttafuoco lo aiutò in maniera concreta sponsorizzandolo in Rai" (video su Visione Tv) .
Non è il primo né l'ultimo esempio sulla virtù effimera della riconoscenza. Del resto, sull'ingratitudine degli essere umani esiste tutta una letteratura. "Credo che la migliore definizione che si possa dare dell’uomo sia questa: creatura bipede ed ingrata" (Dostoevskij). E ancora: "C’è un solo vizio di cui non si sente nessuno vantarsi: l’ingratitudine" (Gérard de Nerval) . "L'ingratitudine è sempre una forma di debolezza. Non ho mai conosciuto uomini eccellenti che fossero ingrati." (Goethe)
Settimana scorsa, interrogata sulla polemica tra Giuli e Buttafuoco, la Meloni ha dichiarato di essersi «leggermente persa» negli sviluppi della faccenda, spiegando che il governo non ha condiviso la scelta di riaprire il padiglione russo e che lei non l’avrebbe fatta, ma ha ribadito che «la Biennale è un ente autonomo» e che «Buttafuoco è una persona capacissima». Ed è proprio su questo MA che Buttafuoco ha costruito il suo abile e ispirato discorso in difesa dell'autonomia dell'arte, di quella della Biennale di cui è direttore - discorso che è piaciuto a tutti: a destra, a sinistra, al centro. La determinazione, il coraggio e la libertà mentale di Buttafuoco, devono aver fatto saltare l'embolo al Giuli(vo) rosicone che ha creduto opportuno inviare gli ispettori a Ca' Giustiniani per acquisire informazioni sulla riapertura del Padiglione russo all'Esposizione d'Arte, al via il 9 maggio scorso (cioè ieri).
La linea dura del ministro della Cultura trova il pieno sostegno della Ue, il che conferma la sua patetica vocazione di Yes Man. "L'apertura del Padiglione di Mosca è incompatibile con i principi europei" ha detto il commissario Ue alla Cultura, Glenn Micallef che non andrà alla Biennale "fino a quando la Russia sarà invitata". Oltre a ciò, minacce della Ue di sottrarre i fondi (2 milioni di euro) di sostegno all'Ente.  Non ci è andato nemmeno il dandy impettito dal "pensiero solare", non prima di aver criticato il discorso di Buttafuoco. Vogliamo inoltre ricordare che in fatto di finanziamenti ai cinematografari senza arte né parte (finora 626 milioni, tra i quali un film biografico su Gigi D'Alessio ), il Giuli non si sta differenziando affatto dal suo predecessore Franceschini. E ora annuncia pure una riforma del settore, d'intesa col PD.
Come è andata  l'apertura della Biennale? Purtroppo le cronache ci dicono che  non  è possibile nemmeno una tregua legata ad Arti, musica, spettacolo o sport e che nei Giardini della Biennale, la concordia è un fiore che stenta a sbocciare. Cortei Pro Pal  di quelli che ci affliggono ogni venerdì, contro gli artisti israeliani anche se magari tra loro ci sarà stato chi è contrario a Netanyahu.  Pussy Riots con i cappucci rosa e con le tette fuori che imprecano contro Putin e contro gli artisti russi (anche se nel padiglione ci saranno stati artisti dissidenti); presidi pro-Ucraina di Calenda davanti al padiglione russo. Gli immancabili radicali europeisti, quelli che tengono il bordone alla Ue e che ne invocano ancora di più. Slogan demenziali con la scritta come STOP ART WASHING, con l'accusa (altrettanto demenziale), di  voler indicare l'arte come una forma di candeggina pro Putin o pro Netanyahu, cancellandone i misfatti. Insomma, tutta gente pronta a  portare il cervello all'ammasso e che nulla vuole capire del bel discorso di Buttafuoco su Venezia, crocevia di più culture e di civiltà. Qui un significativo passaggio: 

Siamo tutti a Venezia, città che ha fondato sul dialogo, sul commercio, sull’incontro tra culture e religioni diverse la sua storia e la sua bellezza. Storia e bellezza di cui siamo tutti testimoni.

Incontrai Buttafuoco ad un evento della mia città ed ebbi modo di riscontrane grandi capacità oratorie sostenute da un invidiabile retroterra culturale. Il curioso è che era attorniato da leghisti che si mostravano socievoli, pieni di ammirazione e perfino affettuosi verso un "siculo" dalla prosa adamantina nei suoi romanzi, che in altri tempi avrebbero barbaramente liquidato come "terrone". Pietrangelo dal canto suo, sembrava essere perfettamente a suo agio tra i "barbari" longobardi. Qui sotto il video dell'ispirato discorso di Buttafuoco sull'autonomia dell'arte, della letteratura, del linguaggio espressivo. Qui, invece, un estratto. 


Riporto quest'altro passaggio: 

Se la Biennale cominciasse a selezionare non le opere, ma le appartenenze; non le visioni, ma i passaporti, smetterebbe di essere ciò che è sempre stata: il luogo dove il mondo si incontra. E si incontra a maggior ragione quando il mondo è lacerato.

Forse Buttafuoco ha invocato e  auspicato  un  legittimo momento di sospensione dai consueti assordanti strepiti e ragli dell'asino, di quelli che si affannano senza riuscirvi, a giungere in cielo . Se solo avesse potuto immaginare la canea che si è scatenata subito dopo a Venezia davanti ai Padiglioni e all'Arsenale,  avrebbe forse concluso il suo monologo con l'ultimo atto del Macbeth di Shakespeare: 

La vita è solo un’ombra che cammina: / un povero istrione, / che si dimena, e va pavoneggiandosi / sulla scena del mondo, un’ora sola: / e poi non s’ode più. / Favola raccontata da un’idiota, / fatta di urlo e di furore / il cui significato è Nulla.
 
Non vorrei scomodare Shakespeare per descrivere il Giuli(vo) rosicone: troppa grazia! Ma l'immagine del povero istrione che si dimena pavoneggiandosi un'ora solo  sulla scena del mondo per poi scivolare nell'oblio, mi fa pensare proprio a lui. 

San Giovanni d'Avila

18 comments:

Anonymous said...

Bravissimo Buttafuoco.Ha sottolineato il bisogno di audacia e liberta', caratteristiche fondanti dell"arte, bisogno di pace, non di censura.A Venezia non si imbracciano le armi, ma si cerca l'uguaglianza nella differenza.
Rosaspina

Nessie said...

Oltretutto hanno avviato nella Commissione Ue, la procedura di infrazione per sottrarre 2 milioni di euro di finanziamento all'Ente. Sempre per restare sul tema "censure". E comunque Buttafuoco ha fatto benone a tirare dritto. Quanto a Giuli, si deve sentire intelligentissimo, ma gonfia il petto come un tacchino.
10/5

Anonymous said...

Vorrei aggiungere che l'arte e' mezzo fondamentale per la formazione di un uomo dallo spirito aperto. Proprio per i caratteri originali, soggettivi, inediti che l'arte possiede entra nella formazione di un uomo diverso che abbia la capacita' di un pensiero autonomo, che non si lasci suggestionare dai piu'. Rosaspina

Jacopo Foscari said...

Le vicende Buttafuoco e Venezi chiariscono perché i sinistri si atteggiano a padroni della cultura. I sinistri i loro intellettuali li difendono a spada tratta anche quando sono indifiendibili la destra governativa appena i sinistri alzano la voce invece si inchina ai rossi sconfessando i suoi intellettuali.

Nessie said...

Sì, Rosaspina, sono d'accordo che l'arte oltre che una funzione estetica legata alla sfera del sensibile, ha anche una funzione etica. Buttafuoco si è comportato da uomo libero e non addomesticabile e tutto ciò ha creato degli attriti. Non per nulla, non fa il ministro, ma il direttore preposto a capo di un ente prestigioso che perdura da ben 130 anni. Il ministro (se è capace) che lo faccia il Giuli(vo) che come ho scritto in altre occasioni, è riuscito a farci rimpiangere Genny Delon. Ovvero Gennaro Sangiuliano.
10/5

Nessie said...

Jacopo, sono stra e arci-d'accordo! La sinistra difende a spada tratta le sue mezze calzette, mentre a destra non appena si mette male, fanno i topi spaventati che abbandonano la nave. Meloni ha lasciato da sola Beatrice Venezi che lei stessa aveva incaricato a capo della Fenice. Mentre con Buttafuoco, che per sua fortuna si sa difendere benissimo da solo, ha fatto la clandestina. Una cosa va detta del lacché Giuli(vo), se crede di ammansire la sinistra distribuendo qua e là qualche mancetta ai loro film di discutibile valore, si sbaglia di grosso. E dimostra di non conoscerli affatto. Quelli lì, con più li si accontenta con più ti cavano la pelle. E in queste ore ne stanno richiedendo la testa. Perché? Perché ha dato il benservito a quelli del suo staff ministeriale e Renzi & Co gli danno dell'incompetente:
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/05/10/giuli-licenzia-i-vertici-del-suo-staff-dopo-il-caso-regeni_df6bd21d-f2b8-4f3d-8eb2-5f3c30ccb48b.html
10/5

Anonymous said...

Si, la Meloni nei due scomodi casi citati ha fatto il pesce in barile. Nel caso di Buttafuoco, non voleva dispiacere a Fazzolari che come è noto, ha sposato un'ucraina. Comunque sia, Buttafuoco ci guadagna a fare il battitore libero e a non essere omologato al governo.
Fabio

Nessie said...

Come Intellettuale scomodo, è evidente che Buttafuoco ci guadagni a fare il "battitore libero". Sono solo i comunisti che hanno al loro servizio la figura dell'"Intellettuale organico", figura teorizzata da A. Gramsci e tuttora in vigore, purtroppo. Sì, non è di poco conto il fatto che il sottosegretario Fazzolari abbia sposato un'ucraina e sul caso Biennale è stato tra i più veementi oppositori del padiglione russo. E la Meloni, sul caso Buttafuoco, ha dovuto adeguarsi. Che tristezza la politica fatta sempre di queste miserabili camarille!
11/5

Alessandra said...

Che dire di Pietrangelo Buttafuoco? Il suo discorso è semplicemente ineccepibile.
Quanto al ministro Giuli(vo), non è nuovo a queste prese di posizione: l'anno scorso contribuì, su pressione della vedova del dissidente Alexej Navalny, a spingere la direzione della Reggia di Caserta ad annullare il concerto diretto da Valeij Gergiev, affermando che "l'arte è libera, ma la propaganda è un'altra cosa" e giudicando "deplorevole" la sua esibizione. Un perfetto lacchè.

https://www.finestresullarte.info/attualita/giuli-gergiev-fa-propaganda-concerto-reggia-di-caserta-deplorevole

(11/5)

Nessie said...

Già, me l'ero dimenticato l'episodio di Caserta che riporti. Hai fatto bene a riesumarlo. Poi c'è quell'altra cavolata "giuliva" secondo cui Buttafuoco sarebbe stato una specie di "pacifista" dell'Arte perché vuole passare sopra ai crimini di Putin e unire tutte le nazioni in nome dell'arte. E' evidente che nonostante tutte le sue dotte elucubrazioni, non vuole capire un accidenti. Oggi non ho comprato giornali, ma mi dicono che la Verità ha insinuato il ragionevole dubbio che il suo gesto di buttare per aria tutto il suo staff (sintomo di un'evidente crisi di nervi), sia una specie di sabotaggio contro il suo stesso governo con l'avallo silente del Colle. Chissà se c'è del vero...
11/5

Nessie said...

PS: prelevo dal blog di Porro, un commentatore che sposa l'ipotesi: "A questo punto è necessario mandare a casa il Ministro Giuli che non è un Parlamentare e sta facendo il sistema del cavallo di Troia per conto di Re Sergio"

Alessandra said...

Secondo me è un'ipotesi tutt'altro che peregrina, Nessie. Tra l'altro Giuli ha appena incassato l'appoggio dell'UE che, per bocca del commissario per i Giovani, la Cultura e lo Sport, tale Glenn Micallef, ha fatto sapere di avere ricevuto una comunicazione dalla Biennale e "che ci sono delle comunicazioni in corso ma ogni scambio con le parti, istituzionali o stakeholder, resta confidenziale. Sugli strumenti che abbiamo a disposizione, noi useremo ogni leva che abbiamo, anche al di là del settore della cultura". Ha poi fatto i complimenti a Giuli per la sua posizione sulla partecipazione della Russia e si è detto rammaricato che non sia condivisa da tutto il governo.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/12/biennale-venezia-ue-useremo-ogni-leva-che-abbiamo-dispiace-che-la-posizione-di-giuli-non-sia-stata-condivisa-da-altri-ministri/8384064/

Quel richiamo agli "strumenti" e alle "leve" mi ha fatto tornare in mente ciò che dichiarò la Von der Leyen nel settembre del 2022, a pochi giorni dalle elezioni: "Vedremo il risultato del voto in Italia, ci sono state anche le elezioni in Svezia. Se le cose andranno in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria", in riferimento alla vicinanza a Putin di certi candidati.

https://www.rainews.it/articoli/2022/09/von-der-leyen-se-in-italia-si-va-verso-direzione-difficile-abbiamo-degli-strumenti-ded726dc-95fb-46e3-b599-66f04391ccd1.html

E quel "anche al di là del settore della cultura" fa pensare, oltre che alla solita, intollerabile ingerenza, a una minaccia contro la tenuta del governo, già messa a dura a prova.

(12/5)

Nessie said...

Sì, quel Glenn Micallef da me citato anche nel post a proposito della sua volontà di diserzione all'esposizione, conferma la piena vocazione censoria della UE; e come il Giuli(vo) da autentico Signorsì, sia già nella loro manica. Del resto la Ue guerrafondaia di vocazione, non poteva che mostrarsi partigiana della censura e del boicottaggio.
Poi c'è stata anche la questione degli artisti israeliani, alcuni dei quali non hanno perso l'occasione per tirare fuori dal cilindro, il coniglio del solito "antisemitismo". Toh, che novità!
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1289802256622086&set=a.543740174561635&id=100067769718056

C'è stato un guazzabuglio generale del quale ho dato conto (anche contestazioni ucraine contro russi e viceversa), ma loro sono sempre a statuto speciale nel richiedere il primato della loro sofferenza. Come se quella degli altri non contasse.
12/5

Nessie said...

"E quel "anche al di là del settore della cultura" fa pensare, oltre che alla solita, intollerabile ingerenza, a una minaccia contro la tenuta del governo, già messa a dura a prova."
Sì certo. Ho notato che dopo la vittoria del NO al referendum (e dobbiamo dire che i nuovi sviluppi del caso Garlasco, ci stanno dimostrando che facemmo bene a votare SI contro la magistratura), questo governo sta perdendo pezzi. Dopo la Santanché e Del Mastro, è stata la volta della Venezi, e dopo la Venezi, il caso Buttafuoco e il lacché Giuli al soldo della Ue. La sinistra sogna la spallata. Girano strane voci sul riposizionamento di FI che intende aggregarsi al Campo Largo, eccetera ecc.
12/5

Anonymous said...

Giuli presiede un Ministero (quello della Cultura) che spende molto senza incamerare niente. In fondo esiste già un Ministero della Pubblica Istruzione e della Ricerca universitaria. Pertanto non c'è alcun bisogno di uno specifico ministero della Cultura. Ma almeno che impari a lasciare liberi enti nati autonomi come la Biennale, di fare cultura senza metterci il becco. Ma soprattutto, senza chiamare i rinforzi europei, noti per applicare solo sanzioni, censure, paletti burocratici ecc. Insomma, ci ha fatto una meschina figura.
Dario

Nessie said...

In effetti è vero che il Ministero della Cultura è accorpabile ad altri ministeri. Ma è anche vero che l'Italia è il museo del mondo e che ha un numero incalcolabile di Beni Culturali. A ben pensarci anche qui, potrebbero cavarsela con bravi sovraintendenti.
"Ma soprattutto, senza chiamare i rinforzi europei, noti per applicare solo sanzioni, censure..." E' questo il punto nodale: il Giuli(vo) non ha dato nessuna prova di voler salvaguardare l'interesse nazionale. Diciamo che per essere un uomo "di destra" non ha mostrato nessun amor di patria.
13/5

Anonymous said...

Giuli-Giulivo fa pure la vittima al salone del Libro di Torino dove dice di dover chiedere asilo. Ma dove l'ha trovato la Meloni un simile personaggio? Dopotutto se lo sono andati a cercare loro in omaggio nelle scatole del detersivo.

https://www.dagospia.com/cronache/giuli-colpisce-ancora-salone-libro-torino-mi-sento-piu-casa-altrove-474134
Raffaele

Nessie said...

Purtroppo è vero. Chi è causa del suo mal....
Quando vedo il Giuli(vo) sempre così tronfio e pieno di sicumera mi viene voglia di parodiare quella canzoncina di Jannacci e Renato Pozzetto dal titolo Pulì-pulì pù fa il tacchino. Basta cambiare il ritornello in Giuli-Giuli-giuli-giù fa il tacchino:
https://www.youtube.com/watch?v=EUWiGPS9zkM
14/5