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28 July 2011

Cecilia Malmstrom e l'Europa del dopo Breivik

Ieri ho avuto la conferma ai miei sospetti circa la strage di Breivik in Norvegia: gli EurokomiSSar non aspettavano altro. E se proprio  mancava il mostro, l'hanno costruito a tavolino per l'uopo, e non hanno perso tempo a utilizzarlo per i loro loschi fini: la Polizia del Pensiero.   Basta leggere l'intervista di Cecilia Malmstrom,  commissaria (non eletta da nessuno) agli Affari esteri della Ue, sul Corriere di  ieri dal titolo "Basta silenzi : i politici devono agire. C'è troppo odio contro gli immigrati".
La signora se la prende coi "partiti populisti" e i "movimenti antiintegrazione" rei di creare un "clima di odio contro gli immigrati stranieri". Poi auspica una propaganda rieducativa indirizzata ai giovani e idonea a spiegare "i benefici del multiculturalismo e dell'integrazione".  Inoltre si scandalizza perché ci sono paesi che hanno partiti radicali di destra al governo e quando il cronista le fa notare che potrebbe trattarsi di una reazione di paura dovuta al fatto che in certe nazioni si percepisce la crescente immigrazione come una minaccia culturale e anche economica, lei risponde asciutta che no,  non si può tracciare una linea o un limite né fissare una percentuale di immigrati da non superare in Europa: "basta guardare agli Stati Uniti e alla loro storia, per capirlo".
Per capire cosa, di grazia? Che dobbiamo avere uno "stato-guida" occidentale come era l'URSS orientale per i partiti comunisti? Che dobbiamo copiarne il modello fin  nei dettagli, da poveri subordinati? Che dobbiamo prendere la già popolatissima e antichissima Europa per il Continente Nuovo, nato come terra di immigrazione e ripopolamento?
Alla domanda  di Luigi Offeddu, autore dell'intervista, se non pensa a nuove regole, nuove direttive europee in materia di immigrazione, la signora risponde "No, non ce n'è bisogno. Piuttosto occorre passare subito ai fatti concreti: ogni Stato deve combattere il radicalismo, diffuso soprattutto in Internet e identificare i giovani che sono a rischio...".

Ma c'è di più: a breve con il Consiglio dei Ministri degli Interni della Ue lanceranno una campagna contro "la radicalizzazione delle idee" attraverso uno specifico network. Sì, ma chi decide cos'è "un'idea radicale?" Loro?
 Dopotutto asserisce la signora, "in un mondo ideale tutti dovrebbero avere la libertà di trasferirsi ovunque, senza barriere". Siamo alla teologia universale dei diritti umani, imposta con la forza. Il Terminator Anders Breivik con la sua criminale licenza d'uccidere, ha subito trovato dei sodali a Bruxelles: per impedire il crimine, ci vuole un altro crimine:  la Polizia Europea del Pensiero e magari anche la censura planetaria sul web.

18 August 2013

Italiani bravi fessi





Fine della ricreazione. Il più delle volte di fronte a simili notizie,  siamo costretti a chiudere gli occhi e a tapparci le orecchie per non farci venire il travaso di bile. Come la sparata di Napolitano all'insegna della solita retorica di "Italiani brava gente". Lui in Alto Adige con gentile consorte tra gli abeti, o a Capri tra le zagare profumate, predica accoglienza. Quella, i cui costi economici, logistici e di sicurezza, ricadono fatalmente sugli Italiani.
Gli immigrati sono diventati  pezzi e core  da salvare al punto tale che la nostra gloriosa Marina Militare si è trasformata nella Grande Badante del Mediterraneo. Che umiliazione!
 I bagnanti e i turisti abbandonano maschere e pinne per trasformarsi in bagnini salva vite e, come diceva la buonanima della Fallaci, il Nemico (ovvero l'invasore) è colui che trattiamo da Amico. Le anime belle di casa nostra, criticano Malta perché rifiuta di accoglierli. E perché mai un glorioso bastione che ha una storia di strenua resistenza agli assalti dei Mori della Mezza Luna, dovrebbe condannarsi all'estinzione? Fortunati loro che godono dello sponsor inglese, il quale protegge i loro interessi sul Mediterraneo. Noi, invece non abbiamo santi in paradiso né demoni all'inferno che ci proteggano. Tanto meno papi. Basta pensare, alla benedizione a Lampedusa di Bergoglio nonché al suo recente incontro con Balotelli ! United colors of the world? Oh Yes! Ora abbiamo anche i testimonial per l'uopo.
L'unica novità al riguardo è che da Lampedusa, gli sbarchi si sono diffusi a macchia d'olio sulle coste della Calabria, Sicilia, Puglia. Insomma piano piano ogni lembo di penisola è buono per sbarcare. E chi denuncia l'emergenza demografica si becca l'epiteto di "razzista" o di uno che dà i numeri  sotto il solleone agostano, come il povero Sartori nel suo discusso articolo "Previsioni del tempo".
 A questo punto, tutto viene predisposto perché il piano Kyenge riesca appieno. Come si evince da questo post del blog Identità.com.


Ditemi voi, al punto in cui siamo,  che importanza  assume la disputa giuridica ius sanguinis contra ius soli, se poi i numeri danno de facto ragione a chi ci invade.
Se a conti fatti, le cifre degli allogeni diventano esorbitanti, la  temuta clausola giuridica si farà da sé, che venga approvata o che venga bocciata dal Parlamento. Plaude alla retorica di "Italiani brava gente" (secondo la sottoscritta, "bravi fessi") perfino l'Erinne svedese Cecilia Malmstrom, commissaria agli Affari Interni della Ue. Sono lontani i giorni in cui se la prendeva con la Lega durante la crisi tunisina.
Ma quando i nemici di questa nostra Patria che si vuole con tanta determinazione distruggere, ci adulano, significa che siamo nel torto. Torto marcio. Questo l'abbiamo imparato a nostre spese.

13 April 2011

Fuori dalla UE!

Questa maledetta Europa ci ha reso più poveri, grazie all'Euro,  moneta troppo forte che non può essere svalutata,  più aggrediti dai flussi clandestini (l'area di Schengen e la mancanza di confini dell'area mercantile Ue e della nuova Upm che si va facendo-disfacendo sotto i nostri attoniti occhi),  più insicuri (stupri, uccisioni e rapine giornaliere ad opera di gang straniere), più sradicati e senz'anima, più scristianizzati (le varie crociate contro il crocefisso e contro i simboli della nostra religione). E ad onta delle sue costituzioni antibelliche e pacifiste (l' art. 11 della ns. costituzione),  adesso ci ha trasformato pure in guerrafondai controvoglia. Guerrafondai per incomprensibili guerre altrui e per interessi altrui (si veda il confiltto libico) , ma imbelli nella nostra legittima difesa. Non ci resta che liberarcene.
Non tengo affatto per la Francia di Sarkozy che prima si imbarca in prima persona con i suoi caccia da guerra contro la Libia eppoi rifiuta di accogliere quei profughi di guerra, che almeno avrebbe dovuto mettere nel conto.  O per la Germania con la tentennante Merkel che si sfila dal conflitto libico solo per ragioni elettorali, perché amo il mio Paese.Tuttavia,  essi dimostrano di saper difendere i LORO interessi, mentre noi con quella mossa di aver concesso il permesso di soggiorno semestrale ai tunisini, ci siamo dati la zappa sui piedi da soli. Sei mesi con questa gente sul groppone, sono lunghi da passare. E da noi il "temporaneo" diventa in fretta "definitivo".
Roberto Maroni in tutta questa pesante crisi migratoria non ha detto, ma soprattutto non ha fatto nulla di "leghista". Perché? perché dare lo status di rifugiato a chi rifugiato non è? Sparpagliare per tutta Italia questi tunisini senza denaro per mantenersi, che poi vanno a zonzo per le nostre città e i nostri quartieri a molestare donne, a creare problemi di ordine pubblico, non può che estendere il malcontento e il risentimento degli Italiani. Non si tratta della solita sindrome NIMBY, come viene banalmente riportato sui media, ma di una sgradevole sensazione di esproprio di territorio, a pervadere i nostri stati d'animo in queste ore.
Ma torno alle recenti dichiarazioni di Cecilia Malmstrom. Ci ha detto  che chi non è in regola può essere respinto e cacciato? Benissimo, allora non dobbiamo far altro che eseguire questi dettami a nostra volta: respingere e cacciare. Non possiamo mantenere interi quarti d'Africa a nostre spese.
Ricordiamoci che la Ue non è una macro-nazione al servizio dei popoli europei, ma solo una holding, una filiera  di istituti bancari apolidi che predica la libera circolazione delle merci, degli uomini e dei capitali. E quando poi gli uomini da vari continenti si spostano, attratti dal miraggio mercatista, allora chiude le sue porte e fa valere il diritto del più forte, o dei due più forti economicamente: Francia e Germania. Infischiandosene degli altri.

Ma torniamo alla politica migratoria comune che non c'è. E' un male o un bene? E' forse un bene, poiché ci costringerà a prendere iniziative unilaterali negli interessi dei cittadini.  "L'idea di cui tutti si rendono conto ma che nessuno dice è che l'Europa non è più in grado di accogliere migrazione. Quindi ognuno faccia da sé, ci si arrangi e si salvi chi può. Noi siamo i più esposti, visto che Francia e Spagna hanno deciso di operare respingimenti con la forza delle armi, già da anni",  scrive Paolo della Sala su La pulce di Voltaire.
Avete mai visto allo stato attuale come si è ridotta una capitale come Bruxelles? O Parigi? O Londra? Non abbiamo nulla da invidiare, perché sono piene anch'esse come uova più di allogeni che di autoctoni. L'Italia, geograficamente è in prima fila, e questo è un destino che non abbiamo scelto noi. Ma ha una rara occasione di poter dare il buon esempio ad altri popoli europei che in questo momento soffrono e tacciono. Che non la perda. Perciò blocco navale subito per frenare l'emorragia migratoria all'origine e nel contempo uscire in fretta  dalle forche caudine della Ue, prima che sia troppo tardi.

13 March 2014

Isterismi bianchi e quote rosa

 
 
 
 
Quando la crisi morde e strozza, aumentano le false e fasulle libertà e i contentini in modo inversamente proporzionale alle vere gabbie e ai veri capestri: quote rosa, quote nere, quote gay, quote trans, quote lesbo.
Chiarisco innanzitutto il tema della "discriminazione positiva" proveniente dagli Usa, che è diventata non più una società coesa, ma un vasto mercato multietnico dove vige il dogma del lavora-produci-consuma a debito e crepa. E allora se gli esseri umani si riducono a meri "consumatori-elettori", è evidente che la disomogeneità sociale venga non solo promossa, ma incoraggiata ed "esportata" per il mondo.
"Sono passati molti anni dalle prime accesissime battaglie in proposito e non dovrebbe più essere necessario fermarsi a spiegare come il sistema brutale del «rendere giustizia» ai gruppi svantaggiati, come è stato fatto negli Stati Uniti d'America per i neri e le donne, fissando in partenza le quote a loro riservate nelle sfide politiche, nei concorsi universitari, nelle borse di studio, ecc., pur essendo in apparenza il più semplice e diretto, abbia portato a conseguenze così pesantemente negative da indurre in molti casi gli stessi gruppi «protetti» a rinunciarvi. Conseguenze negative ovviamente per l'abbassamento del prestigio, implicito per coloro che «vincono» in base alle quote riservate."
Così scrive Ida Magli nel suo ultimo articolo "Il mercato delle donne", apparso su Il Giornale.

Con il voto a scrutinio segreto, come è noto,  la Camera ha respinto i provvedimenti pro quote rosa. Le deputate  si sono vestite di bianco in modo trasversale ai vari partiti e per protesta dopo il risultato del voto, sono uscite dall'aula. Avevamo il "rosso relativo" ora abbiamo pure il "bianco trasversale".
Cosa ne viene in tasca alle comuni donne italiane delle loro battaglie? Niente, perché  ministre e deputate con i loro ricchi emolumenti, prebende e privilegi che hanno, non vivono di certo  le condizioni di tante poveracce che non sanno come rimediare il pranzo con la cena. Quote rosa, inoltre vuole dire che puoi trovarti anche un'oca giuliva per ministra o parlamentare, in nome del fatto che sia semplicemente "donna".
Forse che il Piccolo Sicario Fiorentino, circondandosi di otto donne nel suo esecutivo,  renderà più lieve il fardello dei  pesanti tributi, dei rincari, dei nuovi balzelli e delle tasse sui nostri risparmi che stanno per pioverci pesantemente addosso?
Ma lancio una nuova provocazione, non di quelle isteriche e gratuite alla Barnard che si comporta da donnicciola emotiva, ma di quelle basate sulla spietata osservazione dei fatti.


Mettere donne al posto di comando delle istituzioni di questa grande ciofeca detta Ue, fa parte dei piani del NWO. Guardate la commissaria Ue Viviane Reding, Cecilia Malmstrom, la commissaria Ue per gli Affari Interni che costrinse Maroni ad accettare tutti i profughi tunisini, la Boldrini qui da noi... Per non dire della stessa Merkel  o delle due guerrafondaie Madeleine Albright e Condoleezza Rice, negli Usa. Perché?
Perché essendo neofita del potere, la donna si mostra più zelante, più secchiona, più fanatica e accanita che  mai. Insomma applica il "letteralismo" del proprio mandato che è una sorta di fondamentalismo del Potere. Gli uomini che il potere l'hanno sempre esercitato nei secoli,  conoscono anche  l'arte della "trattativa", del "negoziato". Nelle sentenze e nelle decisioni drastiche contemplano pure la clemenza, l'arte della diplomazia. La donna no.
Pertanto, in nome delle donne intese come metà dell'umanità, quelle donne da cui tutti noi siamo stati generati, è bene stare alla larga da simili Erinni e da chi furbescamente e perfidamente, ce le vuole propinare "in quote".
 Per paradosso, le "quote rosa" vengono promosse e  spinte da uomini grigi. Elites di invisibili Eminenze Grigie del Potere che provvedono a quale debba essere il Bene Comune per  tutti noi. Ma la pratica insegna che in nome del Bene si fa del gran Male.


Lo stemma della Fabian Society: il lupo travestito da agnello

 

28 May 2013

Libero Fischio in libero Stadio

Premetto che non sono tifosa e che quando vedo una partita di calcio, spengo la tv o cambio canale. Questo se sono da sola. Siccome in famiglia mi tocca convivere tra tifosi (da poltrona, per fortuna), qualcosa alle orecchie di quanto avviene, mi arriva fatalmente. Avrete notato in questi giorni come Napolitano si è schierato contro "il razzismo negli stadi" in molte sue esternazioni, "esecrando il fenomeno". Mario Balotelli è considerato la "vittima" dei fischi e dei buuuu. Ora una cosa è opinabile: non si può dissentire dal carattere rissoso dell'uomo, indipendentemente dal colore della pelle? Evidentemente no. Il fatto di essere di razza negroide (le razze per chi non è daltonico come l'ONU obbligando gli altri ad essere altrettanto, esistono) lo consacra automaticamente "vittima" delle discriminazioni, secondo la vulgata del politicamente corretto.
Gli antichi Romani creavano e riservavano alle masse, un vasto contenitore di malcontento allargato negli anfiteatri e circhi affinché potessero accettare le ingiustizie sociali tra Patrizi e Plebei (il famoso "panem et circenses").
Evidentemente il livello di barbarie e di dispotica tirannide in cui siamo sprofondati oggi, non concede nemmeno più questa arena di franchigia. Da tempo, lo sport è oggetto di mordacchie e di museruole davvero impressionanti. Come il recente fatto di questo giocatore aborigeno in Australia di nome Adam Goodes che se la prende con una piccola tredicenne, denunciandola alla Sicurezza e facendola cacciare. Ovviamente il Gigante poi è stato costretto a mostrarsi magnanimo con la Bambina in quanto minorenne, incolpando i suoi genitori. La notizia qui. Detta prodezza, ha incassato gli elogi del primo ministro australiano Julia Gillard, la quale evidentemente ha applicato il "metodo" Cecilia Malmstrom.
Chi scrive è contraria alla violenza fisica negli stadi (specie all'introduzione di spranghe e armi improprie e contundenti). Ma va sottolineato che ora i sistemi di monitoraggio sono sempre più capillari grazie all'elettronica (la tessera del tifoso, i sistemi di videosorveglianza). Che bisogno c'è accanto a questi, di voler controllare, monitorare e mettere la censura anche ai fischi, ai pensieri e alle parole o ai cori di disappunto? Libero fischio (o libero buuu) in libero stadio, dovrebbe essere la regola, per chi guadagna compensi astronomici. In un certo senso, fa parte del contratto. E', insomma, un rischio contemplato a cui, in un passato recente , i giocatori si sono sempre adeguati.
Il Nuovo Ordine Mondiale  sta correndo alla velocità della luce, ma sa di avere la coscienza sporca. Pertanto, prima crea e impone ovunque il meticciamento universale su modello Usa (e il calcio, sport "mondiale" per antonomosia  col suo "calcio mercato" plurietnico di giocatori, ne è il suo laboratorio di prova), poi strangola chi non lo accetta. E questo in tutti gli ambiti della vita pubblica e privata. Oltre lo sport.


Qui l'articolo in lingua originale con relativo video.

Articolo correlato: L'intervista di Ida Magli sulla Ue e il NWO dal titolo "I nostri governanti vogliono ucciderci".   

10 July 2016

Donne, avete rotto!





Rieccomi. Non starò sulle notizie, seppur deplorevoli,  di questi ultimi dieci giorni. Voglio invece scandagliare un tema che mi sta a cuore. Non se ne può più di sentir parlare di donne come fossero fenomeni paranormali alla stregua dell'asino che vola. Ci sono candidature per sindaci di città importanti? Proviamo a far volare il nuovo asino sopra al Colosseo, così si  compie il miracolo di rinnovare la politica che  diventa automaticamente virtuosa. O magari davanti alla Mole Antonelliana. Fasce tricolori, con filamenti in  oro che penzolano fino alle ginocchia per  le nuove Miss Sindaco. Manca l'orchestra e la passerella. C'è da nominare una gabelliera per l'Agenzia delle Entrate? Caduto Befera, ecco arrivare una donna per il fisco. E dato che è un personaggio  femminile (Rossella Orlandi), allora con lei  le tasse non possono che diventare  un "fisco amico". 
Donne alla Difesa che ovviamente non difende e lascia entrare in Italia oves et boves, come l'impareggiabile Pinotta che alle forze armate dice pure: "State sereni". Donne alle Riforme che non riformano come Maria Elena Etruria, donne alla Sanità come la Lorenzin,  perché si sa, se la ministra è donna, diventa automaticamente mite e altruista, una sorta di  Florence Nightingale, la signora con la lampada. 
All'istruzione? Manco a dirlo la cultura è donna. E la Giannini mentre scopre le tette al vento in Italia, corre in Iran a mettersi il velo. Lo fa per rispetto alle tradizioni "culturali" di quel paese, dirà. 
Donne, du-du-du, in cerca di guai anche al Ministero dell'Industria con la povera Guidi silurata.
La terza carica dello stato? Non poteva che essere monna Laura (non petrarchesca) Boldrini, pia dama di carità e di S. Vincenzo per conto dell'ONU nonché santa patrona e  protettrice degli scafisti. I vertici sindacali sono stati silurati e dopo la rottamazione di qualche vecchio papavero ormai inascoltato, hanno messo delle papavere e (delle papere)  alla direzione delle centrali sindacali: la Camusso (Cgil) e la Furlan Cisl).
La riforma ammazza-pensionati? Non poteva che essere ideata dalla rugosa inflessibile Dama senza mercé,  a nome Elsa Fornero, proveniente dalla Banca Mondiale.



Uteri in affitto e femminismo. . 

A proposito della Camusso, c'è da ridere perché si è detta pronta a offrire il suo utero in affitto. Alzi la mano  chi lo vuole. Ma poi la non più casta  e vecchia Susanna, non era quella che ai tempi del femminismo diceva l'utero è mio e me lo gestisco io? E che ogni due per tre tuonava contro la "mercificazione del corpo femminile"? Pare che ora sia di moda battere asta degli uteri arrivando a chiedere compensi stratosferici che si aggirano sui 350.000 euro a botta. Tutto è in  compra-vendita, anche l'utero, l'ovulo e ovociti vari. Che volete mai... E' il lato oscuro dell'emancipazione. Dopo il sesso sganciato dalla procreazione, ecco la procreazione sganciata dal sesso,  scissa e dissociata dalla paternità, dalla maternità e dalla famiglia che  è stata,  già da tempo,  mandata in rottamazione.
"Non fate figli come conigli" predica il Papocchio argentino. Che razza di film ha visto costui? Gli Italiani sono a nascite zero e le vere "fabbriche per figli-conigli" sono altrove. Fabbriche globali con uteri in locazione e ovociti, banche globali del seme. Senza contare tutti i "figli-conigli" che arrivano quale rinforzo demografico, dall'Africa e dall'Asia.  Nel silenzio-assenso di quelle che ..."l'utero è mio e me lo gestisco io". Il vaso di Pandora l'avete scoperchiato voi e ora sono guai.


Troika, Onu e altre calamità

Donne donne eterni dèi ai vertici della Troika con la commare secca dalle argentee canizie Christine Lagarde (FMI).
Cecilia Malmstrom, responsabile europea delle politiche commerciali, appartiene a quelle erinni  che non hanno nemmeno bisogno di chiedere. “Il mio mandato non arriva dai cittadini europei“. Lo disse in occasione dei negoziati sul TTIP che non deve nemmeno rispondere al popolo. E se ne vanta pure! Angela Merkel, una Mutti apparentemente paciosa, ma trucida e inflessibile, Hillary Clinton aspirante Giulio Cesare col suo we came, we saw, he died. E  tante altre baccanti siliconate, gorgoni e meduse dai volti inquietanti e dallo sguardo che impietrisce. Forse censureranno perfino la mitologia greca, dato che lì, i mostri erano quasi tutti donne. Brutti greciacci sessisti che non sono altro!
Di sicuro stanno rivedendo la dottrina cristiana arrivando perfino a ipotizzare la prete (o pretessa?) , la sacerdote (o sacerdotessa?) e magari anche la Papessa. Del resto si fa già nella religione anglicana e in molte chiese anglo-protestanti.
Sono riusciti a sconquassare le famiglie dando da bere alle donne la favoletta dell'emancipazione femminile. Ma una cosa è certa, chi se la passa peggio è il maschio. Se perde il lavoro, la casa e la famiglia è costretto a passare tutti i suoi averi alla Santippe di turno col rischio di finire alla Caritas a mendicare una ciotola di minestra insieme agli extracomunitari, di dormire in roulotte e di passeggiare sul cornicione di un palazzo minacciando di buttarsi nel vuoto, perché non gli fanno più vedere  nemmeno i suoi figli. Dimenticavo di aggiungere che i peggiori avvocati matrimonialisti ed espropriatori di  questi tapini, sono  donne, vere e proprie  Arpie del Foro.
Ma attenzione: se poi  il poveraccio prende una tanica di benzina e dà fuoco a una casa non più sua  con dentro la ex moglie, ecco  pronta l'accusa di "femminicidio". Vietato chiamarlo omicidio, perché contiene la desinenza "omo". E nemmeno genericamente assassinio o crimine. E' arrivato lo statuto speciale giuridico da parte dell'ONU che impone il muovo citato vocabolo nel diritto penale. I media si adeguano subito alla neolingua:  femminicidio qua, femminicidio là, ennesimo caso di femminicidio ecc.




Si prendono pure lo sport

Quello dei maschi, del resto, è un genocidio silente e bianco: spariscono, si dileguano per far posto a menadi infoiate e sgomitanti sui posti di lavoro.  In quello scarso mercato  del  lavoro che  ancora sopravvive deve avere la precedenza la donna, ovvero l'asino che vola, e cioè la minoranza (anche se poi numericamente è la maggioranza). E dato che è in quota Panda detta rosa, ecco la Pink Panda imperversare in tutti i talk show: politica, cultura, costume, società, e ora anche lo sport, specie il calcio.
Sì, perché per lo meno un tempo (che non è un'era quaternaria ma fino a poco tempo fa) un uomo che voleva  momentaneamente prendersi un po' di relax da quella rompic... di sua moglie, andava alla partita di calcio, o al bar a chiacchierare e a guardarsi la tele in santa pace coi suoi amici. Ma ora anche lì non c'è più trippa: le donne devono dire la loro in materia di pressing, di affondi, di traversoni, di cross, di assist, di rete e autorete, di falli, di marcature a uomo, di possesso palla, di cartellini gialli e rossi, di calci di punizioni, di rigori ad oltranza e di anticipi, di posticipi... Insomma, un martellamento che il povero Nando Martellini, in confronto a loro, era  quasi un dilettante.
Ce la mettono in tv, l'inquietante Musa Truccata del Calcio che sembra un mascherone da fontana, imbustata in abiti attillatissimi come una baldracca con gambe accavallate e scollature generose bene in vista, tacchi fetish vertiginosi, a parlare di quello che non farebbe mai in vita sua, per mostrare agli altri che tutti gli aspetti delle sua personalità sono armonicamente sviluppati. Uhé guardatemi, 'so gnocca, so' bbona e so pure parlare de carcio ogni domenica der domineddio. 
Sola, in mezzo a uomini allupati, ma guai a loro,  se poi si permettono un complimento pesante e greve: scatta l'ammonimento politically e sexually correct, brutti maialoni!

Donne e media

Per ciò che concerne il giornalismo, le donne hanno imparato in fretta dai loro colleghi maschi a fare interviste in ginocchio, servizi schierati, veline, domande graditissime solo al potente di turno. Così vengono avanti le Gruber,-Bilderberg, le Trilateral-Maggioni eternamente embedded, le Concite debenedettine, le Annunziate-Aspen, le Fusani-Huffington, le sciroppose  birigneo Bignardi al bigné.  In alternativa dovrete accontentarvi delle fabiane Gabanelli, croniste dette "antisistema", ma in realtà  sistematissime. O delle Bianche Berlinguer che hanno in uggia tutte le forme del nepotismo tranne il loro.
Tutte vere e proprie gatekeeper del potere, per non dire  volonterosi stuoini e zerbinotte.
Poi sfila la fitta schiera delle mezzebuste dei tiggì, delle meteorine che spediscono in pensione i colonnelli dell'aereonautica, perché arrivano loro: le belle della pioggia;  delle anchor woman, delle wonder woman, quelle che innalzano l'audience con qualche trovatina-format come i  balli sotto le stelle, le prove del cuoco, i  piccoli genietti della canzone che prendono il Volo, ecc.
Siamo perfino alla comiche.  Già, perché devono far ridere solo i maschi? Par condicio, please. Ed ecco le Littizzette che pensano di far ridere  gracidando a ruota libera volgarità a gogò che non strappano nemmeno l'ombra di una risata   Segno evidente che non basta essere brutte, per essere automaticamente geniali,  talentuose,  dotate  di vis comica in grado di saper  divertire la gente.

Web, blog, forum, social

Non va meglio sui blog e sui forum dei giornali. Cocorite saltabeccanti  e pervasive dall'ego ipertrofico che marcano il territorio informatico straparlando dei fatti propri nelle catacombe di disqus o sui social  trasformandoli in ammiccamenti e attizzamenti da Meetic. Se po' fa' ce l'hai l'email? Cyber bulle e bulliste, teppiste on line che adoperano un linguaggio da trivio anche peggiore di quello dei maschi. Alcune usano addirittura un truculento linguaggio sado-maso. Super trollazzone arruolate al servizio della Ue per venderci  per forza quella patacca detta Eurooopa. BOT e risponditori automatici a firma femminile,  molesti quanto inutili.
Blogger intellettualoidi che fanno sfoggio del loro "background sapienziale" per "piccoli lettori" in perenne bovina devozione: "Oh, quanto sei brava: grazie di esistere, grazie di vivere!"  E guai se qualche malcapitato osa dire alla Diva Intellò (la quale mette i suoi grediti gulturali bene in vista sul blog)  che impiega un linguaggio troppo oscuro ed elucubrato, non alla portata di tutti:  lei si fa gelida e sfingea,  facendolo sentire seduta stante, un povero analfabeta.
Ci sarebbe da parlare anche di maschi-lemming, quelli che hanno deliberatamente rinunciato al loro testosterone, ma questo è un altro tema di discussione. Perciò, al prossimo eventuale post.



Manager, Supermanager, imprenditrici, cape  (e kapò) 

Anche in Confindustria viene avanti la quota rosa. Ovvero le Pink Panda come la Marcegaglia, la Artoni, la Guidi e tante altre che hanno sfondato il "soffitto di cristallo". Tra l'altro non si potrebbe nemmeno indicarle con l'articolo determinativo femminile davanti al cognome: lo ha vietato la Fornero che pretende essere chiamata "Fornero" senza quel "la"davanti. Si portano avanti con l'unisex style, evidentemente. Non ho esperienza diretta su come queste manager e supermanager sappiano fare affari in Italia. In Usa, prendo a prestito la frasetta del film di Mike Nichols "Una donna in carriera" detto da Melanie Griffith : "Ho un cervello per gli affari e un corpo per il peccato". E corre pure la vulgata che, all'occorrenza,  girino col vibratore nella borsetta, per rilassarsi dalla vitaccia stressante di tipo maschile. Non so qui da noi.
L'esperienza di aver avuto una  donna per capo, però, non la consiglio a nessuno. Ti fanno grondare sangue, e se lavori bene, non si degnano di darti un minimo di soddisfazione e di approvazione. Semplicemente, fingono di non accorgersene ostentando noncuranza nei confronti dei dipendenti. Una di queste da me conosciuta,  riuscì, non si sa bene come, a far lavorare alcuni dei  suoi dipendenti perfino di domenica. Forse perché era una comunista convertitasi all'aziendalismo dell'ultima ora. Pensate un po': Stachanoff, più il Mercato, più l'essere un superiore- donna:  che triplice  letale mistura!
 Un mio parente stretto ebbe una supermanager di una nota multinazionale petrolifera per capo (o capa). Oltre ad aver grondato sangue e ad essersi accorto che da quando c'era lei,  si era creato in azienda un clima irrespirabile fatto di intrighi con una corte di ruffiani spioni che pullulavano intorno a lei, per anni non si degnò di dargli un aumento. Lui si prese una piccola vendetta alla fine della sua carriera durante la festa di pensionamento dicendole che non l'avrebbe dimenticata mai. "Pourquoi?" chiese lei compiaciuta (il super manager-donna era francese) pensando di ricevere qualche complimento galante.
"Perché lei è il mio unico superiore che non mi ha mai dato il becco di un quattrino d'aumento, in tutti questi anni".  Ma bisognava far risparmiare la Maison. Questo era il suo compito precipuo. E chi se ne importa della valorizzazione del personale, dei collaboratori e del "capitale umano"!

Mondialismo e donne

E' stato detto più volte che il Nuovo Ordine Mondiale conta molto sull'ascesa delle donne al potere con le quali  sostituire gli uomini: donne in politica, donne nell'impresa e nell'industria,  donne in economia, donne nella scienza e tecnologia, nella ricerca, nella finanza. Il perché lo si intuisce: abituati da secoli ad amministrare il potere, i maschi ne conoscono tutta la sua ambiguità e ambivalenza. Sanno pertanto esercitare la clemenza, il discernimento e la cosiddetta saggezza salomonica, al momento opportuno.  Neofita e parvenue del potere, invece la donna pratica il letteralismo e il dogmatismo, mostrandosi zelante e solerte (quando non un'esecutrice spietata) come una segretaria tuttofare in cerca di una captatio benevolentiae da parte dei superiori. Soprattutto non conosce pietas né clemenza  - prerogative maschili di chi è abituato da tempo,  a gestire il potere. Un esempio per tutti è la riforma ammazza-pensionati della Fornero dove prevale il suo "si doveva fare e si è fatto".  O la frase della Clinton su Gheddafi e la guerra in  Libia "we came, we won, he died".  In entrambi i casi  è un po' come dire: si doveva ammazzare e si è ammazzato. Molti altri esempi potete trovarli nell'ottusità unidirezionale della Merkel, nella crudeltà impenetrabile della Lagarde, nella frase dell'ineletta Malmstrom sul TTIP.
Ma senza dover prendere esempi così inarrivabili, è certo che la donna  oggigiorno è cambiata sì, ma in peggio. E a poco serve constatare che non è solo per colpa sua.
Del resto, che  i maschi vengano progressivamente condannati all'irrilevanza e le donne all'ascesa, lo si constata anche dalla pubblicità. C'è un uomo con un  ridicolo costume in pelouche da coniglio rosa di una nota marca di biscotti che suona la serenata davanti alla ditta dove lavora una bella e sexy ragazza vestita da manager visibilmente in carriera. Lui invece ha tempo di farle la serenata col banjo. Evidentemente è un "disoccupato" o un "esodato".



Morale di questa stolida favola: donne, avete rotto! Ma proprio rotto! Parola di donna. Figurarsi cosa ne pensano gli uomini che però, poveracci, non possono fiatare, dato che glielo vieta l'attuale polizia del pensiero  con i vari capi di imputazione che fatalmente fioccherebbero loro in testa: sessismo, maschilismo, fallocrazia, machismo , e via con le lettere scarlatte.
Mentre voi, se ci riuscite o donne, imparate (o re-imparate) a tornare umane. E' anche per il bene vostro e di tutti quanti. 

Pertanto come disse Ernst Junger in "Der Waldgang" (letteralmente, colui che passa al bosco, alla macchia) torni il Padre,  attorniato dai suoi figli,  mentre si presenta sulla soglia di casa brandendo la scure.