Cari Amici,
quest'anno si chiude con l'amaro in bocca e i giorni felici della nostra bella Italia quando eravamo tutti tra noialtri (si può dire?) sono rimasti solo nell'album dei ricordi o nei film in bianco e nero: poveri ma belli, cialtroni ma simpatici. Ma tutti di noi. Pesano questi ultimi 6 anni di governi imposti al di fuori delle elezioni, pesano le loro pessime leggi che riescono sempre e comunque a far passare, anche grazie ad un'opposizione che sembra un portiere brocco e incapace di parare colpi. Pesano i diritti delle minoranze a detrimento di quella maggioranza che non ha rappresentanti. L'ultimo provvedimento di "fin di vita" a cavallo delle festività natalizie è stato la mazzata finale. Se solo avessero imposto la "fiducia", avremmo almeno avuto il pretesto per dire che è stato un atto coercitivo ineludibile. E invece no, è passato grazie a quella "libertà di coscienza" di chi avrebbe dovuto opporsi con fermezza, segno evidente che il processo di corruzione e infiltrazione è arrivato all'apice. Segno evidente che nessuno si salva. Pensate cosa sta accadendo perfino dentro la chiesa a proposito di "infiltrazione": la Curia che vende un terreno all'UCOII per far sorgere una
moschea. L'immigrazione non si è mai fermata, ma soprattutto non c'è stata e non c'è la volontà di arrestarla che ben si vede in altri paesi europei. E già ci fanno capire che può essere un campo minato in grado di esplodere da un momento all'altro. Quando saranno finite le strenne da 40 euro al giorno pro "migrante", è un potenziale ad alto rischio di deflagrazione e lo si vede già dalle facce truci e incattivite degli immigrati neri nei cortei, ai quali hanno messo in bocca slogan violenti e protervi come "vogliamo case" (quelle che non danno ai nostri poveracci), "vogliamo lavoro" (quello che non c'è più neanche per noi), "vogliamo più diritti" (quelli che ci tolgono ogni giorno che passa). Il 2017 si chiude un po' così, senza che nessun vero passo avanti nel senso della nostra indipendenza e sovranità sia avvenuto. Senza che nessun passo avanti nel senso della salvaguardia dello "stato di diritto" sia stato fatto. Senza che nessun passo avanti nel senso della nostra
sicurezza di cittadini venga imposto. Eppure ogni giorno i fatti di cronaca parlano di uccisioni, di furti, rapine nelle case, di borseggi nei parchi che finiscono con l'uccisione della vittima di turno, per un orologio o una catenina d'oro; furti con stupro, stupri che finiscono con la morte della vittima. Avete notato che se a uccidere è uno straniero la stampa di regime non parla mai di "femminicidio"? Loro sono esentati anche da questo...Esentati dalle categorie Onu che appiccicano solo agli autoctoni.
Poi, sentenze su sentenze che gridano vendetta al cospetto di Dio: ladri che vengono risarciti e poveri derubati loro vittime, messi in prigione come nel paese di Acchiappacitrulli della fiaba di Pinocchio; l'INPS obbligata a riconoscere il buono maternità anche agli immigrati, quando nulla si fa per le famiglie italiane.
Noi paghiamo (in tutti i sensi, perfino con la vita) e quelli passano direttamente all'incasso. Per non dire di Forze dell'Ordine rese imbelli da continui processi e pesanti investigazioni a loro carico.
Non sono capace di fare un post al giorno su tutto quel che succede, come fa l'amico
Massimo che aggiorna quotidianamente il suo blog. Perciò ho abbozzato un consuntivo. Facciamo, per qualche istante, finta di tornare bambini quando facevamo trovare sotto il piatto dei nostri familiari quelle belle letterine con gli origami che si aprivano a fisarmonica e scintillavano di brillantini (qualcuno finiva nel piatto o sul tovagliolo). Tutto era semplice, facile, fatato, perché bastava fare qualche buon proponimento, per credere di ottenere ricompense in leccornie e doni, e la nostra vita era protetta dai nostri genitori e dai loro sforzi.
Solo che qui invece di dolciumi e balocchi, si continua a prendere bastonate, mentre non si vedono segni di adeguata ribellione.
Intanto mentre i mercati rionali delle nostre città addobbate a festa, cercano di trarre profitto dalle festività, per incrementare un po' di commercio, quel commercio già messo a durissima prova da una crisi senza fine, mettendo in mostra bancarelle con ogni ben di Dio alimentare del quale il nostro paese è sempre andato orgogliosamente fiero, ecco che arriva il via libera europeo che consente "cibi alternativi".
Indovinate quali? insetti, scorpioni, formiche, bachi, vermi, ragni ecc. e...delizia del genere umano....ora anche il
pandoro con impasto di bachi da seta ad uso
umanotteri sempre più inscimmiati, quali ci stanno trasformando. Tu chiamalo se vuoi nella neolingua orwelliana,
novel food. Un modo per indorare quello che è invece
cibo horror.
Ma non voglio concludere questo elenco sconfortante del fatidico Vaso di Pandora senza quel filo di tenue di speranza che resta in fondo al vaso ,
spes ultima dea che può e deve aiutarci a resistere e a non piegare il nostro morale. La buona notizia fra tanto sfacelo ha un nome:
Glauco Rabitti, responsabile di produzione Melegatti, ai microfoni di Fanpage.it, il quale fa la sintesi di una settimana lunga e decisiva per il futuro dell’industria dolciaria veronese. “Ce l’abbiamo fatta. Non ci sarà nessuna cassa integrazione per i dipendenti”. La sfida è vinta. E lunedì si riparte: mini produzione di cinquemila pezzi".
“È un miracolo. Il miracolo di Natale”.
Lo dice senza mezzi termini e con parole cariche di emozione Glauco Rabitti. Il 7 novembre scorso è cominciata una corsa contro il tempo. Il futuro da una parte, il fallimento dall’altra. Un evento straordinario, mai visto da quando l’azienda, nel 1894, ha cominciato a sfornare il “Pandoro di Verona”, con la sua inconfondibile confezione blu che lo ha accompagnato, anno dopo anno, sulla tavola degli italiani. Ecco tutta
l'intervista. Vale la pena di leggerla e di seguire una vicenda che una volta tanto, è andata a buon fine.
Ed è pandoro-pandoro, inteso come vero dolce senza porcherie insettivore made in Europe al suo interno. Ma soprattutto chi vi lavora, potrà festeggiare il Natale con le proprie famiglie, tirando il fiato fino a Pasqua. e non amareggiarsi con l'ennesimo licenziamento. Poi si vedrà...
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| Vanda ha dato una mano a impedire la cassa integrazione degli operai della Melegatti |
Concludo, cari Amici (mi rivolgo ai lettori fissi ma anche a quelli occasionali), dicendo che è bene prendere un po' di distanza da tutte queste aberrazioni difficilmente guaribili del nostro tempo, trascorrendo un sereno Natale nelle vostre case accanto ai vostri cari, con gli amici più fidati. Magari con un piccolo presepe "vero" dove la famiglia è ancora "sacra" senza la squallida campionatura di contraffazioni iconoclaste, blasfeme e dissacranti, fin qui riportate nei vari articoli. E radunati intorno ad un albero scintillante per la gioia semplice dei piccoli e dei grandi. Mai come in questo periodo ne abbiamo tutti bisogno. Affinché la nostra vita non diventi solo fatta di "urlo e furore il cui significato è Nulla". Noi non siamo stati creati perché questo avvenga, anche se fanno di tutto per convincerci del contrario. Teniamolo a mente.