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21 May 2016

Pannella e la sua rivoluzione colorata


Pannella Giacinto detto Marco è dipartito e...requiescat. La Pannelliade santificatoria è finita poche ore fa a Piazza Navona con la "cerimonia laica" e tanto di feretro itinerante issato sul palco, orchestrina jazz che suonava "Quando i santi marceranno" (When the saints go marching in). Nel mentre, scorrevano sullo schermo installato, numerosi filmati in bianco e nero di lui da giovane, come si addice a una diva sul viale del tramonto. Avevamo un star hollywoodiana nella politica e forse non ce ne siamo accorti. Pannella fu il primo a introdurre la politica-spettacolo e il sensazionalismo all'americana nel nostro paese (si pensi alla candidatura a deputata della pornostar Ilona Staller detta Cicciolina o alla sua buffa Tribuna politica imbavagliata ai tempi della tv in bianco e nero),  costume che oggi si è diffuso al punto che molti politici fanno corsi di "immagine" in Usa. Lui era un bell'uomo, prima che i suoi digiuni e i suoi stravizi mandassero in rottamazione il suo fisico, e riuscì ad affascinare perfino J.P. Sartre e a far iscrivere Jonesco al Partito Radicale. Molti dei personaggi dello spettacolo ebbero trascorsi radicali (Enzo Tortora, Modugno, Pasolini, Mariangela Melato, Vasco Rossi, la stessa Oriana Fallaci, Vittorio Sgarbi, Gigi D'Alessio, Francesco De Gregori, Aldo Busi, Oliviero Toscani solo per citarne alcuni). Pertanto usava e abusava del suo "carisma" anche e soprattutto per ottenere finanziamenti.

Tuttavia è necessaria una fredda disamina su un piccolo partito che però ha influenzato più d'ogni altro la storia del  costume nel nostro paese con divorzio, aborto, abolizione della leva obbligatoria. E con percentuali da prefisso telefonico, con l'eccezione di quel 1979 dove ottenne molti seggi e  i radicali triplicarono i loro risultati.. Ma non se ne fecero niente di quei seggi sul piano parlamentare, perché Giacinto detto Marco, è sempre stato un gran dissipatore e perché non era la "presa del potere politico" e la sua gestione che lo interessava, ma fare il "guastatore", il sabotatore di  tutto l'esistente. E' per questo che la sua figura è stata circondata da un alone di "misticismo" circa il suo conclamato "disinteresse per il Potere". Dobbiamo però saper guardare oltre il velo della mistificazione.

Ma prima una cosa: con Pannella e i radicali abbiamo avuto la prima rivoluzione colorata (o delle rose, che è il suo simbolo) e telecomandata nel nostro paese. Fu lui introdurre spillette gialle, gadget, sciarpe e simboli vari, gazebi, banchetti in perenne allestimento . Poi il costume si è diffuso nelle repubbliche baltiche (rivoluzioni arancioni in Ucraina e delle rose in Georgia) , in Medio Oriente, e in Estremo Oriente. Vedremo perché.
La rosa nel pugno (la rose au poing), simbolo di forte laicità e anticlericalismo che pare provenga dalla rivoluzione francese, era già il logo dei socialisti di Mitterand che lui riuscì ad ottenere per il suo partito dallo stesso presidente francese. In seguito dovette pagare il logo  al grafico Marc Bonnet (che per strana coincidenza si chiama come lui e porta il cognome "bonnet"  come il bonnet rouge, il berretto frigio della rivoluzione francese). Pare, per una cifra di 50 milioni.



Liberale, liberista, libertario (e libertino).
Pannella proviene dal vecchio PLI e ne uscì per fondare il suo partito. Con lui iniziò l'operazione di deideologizzazione dei  partiti, tant'è vero che lui stesso amava definirsi con una squadernata pletorica di titoli:  radicale, socialista, liberale, liberista, libertario, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, non violento e gandhiano. Troppa grazia! A tale scopo teorizzò la doppia militanza che doveva sfociare con un tesseramento al PR, anche se si era militanti di altri partiti (una sorta di doppia lealtà).  Con questa  sua inclusività   e onnipresenza è riuscito a smantellare il mito della "militanza organica" e a creare disaffezione ai partiti (la sua famosa lotta contro la partitocrazia).
La verità è che con lui iniziò a farsi largo un liberal-liberismo all'americana (la fine del welfare in economia, che tanto piaceva a uno dei suoi come Benedetto Della Vedova). Lo stesso sistema elettorale maggioritario all'americana (che peraltro non funziona) è stato promosso e ottenuto proprio da lui e da Segni.
Il libertinismo nei costumi sessuali teorizzato da lui stesso col suo ménage aperto con la sua compagna Mirella Parachini, il bisessualismo, la fine del matrimonio e della famiglia. I "radicali liberi" sono liberi dagli affetti familiari.

Transnazionale, transpartitico e trasversale (ma in realtà sovranazionale)

Pannella a cui i confini nazionali sono sempre andati stretti, ha sperperato un mare di denaro nel disegno megalomane e fallimentare del partito Transnazionale che aveva 20 sedi nel mondo, da Baku nell'Agerbaigian a New York..."Fu lì che vidi i solidissimi rapporti esistenti tra la Bonino fequentatrice con Mario Monti del Gruppo Bilderberg, e lo spregiudicato finanziere George Soros, il quale nel 1999 prestò 1 miliardo di lire ai radicali",  così confessò l'insider del Partito Radicale Danilo Quinto  al Giornale, poi fuoriuscito da quella gabbia di matti che era la sede di Via Torre Argentina, dove si viveva in promiscuità assoluta. E qui abbiamo una prima spiegazione di chi c'era dietro alle sue rivoluzioni colorate. 

Non violento, gandhiano ( in realtà despota)
I digiuni di Pannella erano ispirati al Satyagraha di derivazione gandhiana. Ma a differenza di Gandhi, Pannella era inutilmente logorroico e in perenne sovraesposizione, lamentandosi costantemente di come i media lo ignorassero. Palle! In realtà non c'è mai stato un politico così in sovraesposizione, coccolato e vezzeggiato dalla stampa come lui. Ma Giacinto era in realtà troppo Narciso per ammetterlo e si mostrava incontentabile. E' anche un mito che fosse un non violento. Pannella è sempre stato despota, prepotente, rissoso e autoritario coi suoi, una sorta di Rasputin ipnotico. Sapeva affascinare molti giovani che pensavano di ricevere  da lui, le chiavi di casa per  uscire la sera, disubbidire ai genitori, farsi di canne; ma è altrettanto vero che poi si comportava come un Crono che divorava i figli impedendone la crescita (caso Capezzone docet). 

Obiezioni civili, FUORI, droga libera e antiproibizionismo, amnistia, associazione Luca Coscioni

Intorno ai radicali pullulavano e pullulano ancora una pletora di associazioni fittizie che sembrano un po' come i fatidici cannoni di Mussolini: in realtà sono sempre ideazioni di Pannella e dei radicali che saltabeccano dalle obiezioni civili, alle carceri con indulti e amnistie (figuriamoci, con l'emergenza criminalità che abbiamo!). Un tempo prima dell'Arcigay c'era anche il FUORI- Fronte Unito Omosessuale Rivoluzionario Italiano (con a capo Angelo Pezzana che si fece perfino arrestare dalla Troika sovietica - quella vera - di Breznev e si fece la galera in Urss).
Dall'antiproibizionismo delle droghe leggere e non, alla Luca Coscioni che dietro alla parola:  per la libertà di ricerca scientifica, nasconde in realtà Testamento biologico ed eutanasia. Ovviamente anche i "diritti civili" devono avere carattere transnazionale e costituiscono un ottimo espediente per mettere i piedi in casa d' altri con la scusa dell'apertura alla "civiltà" dei popoli. Vecchie storie che ormai conosciamo anche troppo bene, ma il cui promotore  antesignano del  fenomeno fu lui, Giacinto detto Marco. Ecco perché Mattarella gli concede lo spazio di Montecitorio per le esequie, mentre Renzi promette che completerà la sua agenda. Pannella li ha già battuti tutti  quanti sui tempi e ora può passare il testimone e riposare in pace. Per un istrione come lui, anche il funerale non poteva essere che uno spettacolo con la cassa itinerante a tempo di dixieland. Gli è riuscita perfino l'impresa di convertire il Papa e il portavoce vaticano Federico Lombardi che afferma: 

È una persona – che ci lascia una bella eredità dal punto di vista umano e spirituale per la franchezza dei rapporti, la libertà d’espressione e soprattutto per la dedizione totalmente disinteressata alle cause nobili. Aveva un impegno politico e sociale che non cercava il proprio interesse ma era attento ai problemi delle persone più deboli.


Pannella Santo subito! Anche il calendario gregoriano subirà modifiche più consone ai tempi, in quanto a nuovi santi e beati.

17 May 2016

Lo Scudo missilistico Nato in Romania





Che succede? Non doveva essere il "terrorismo internazionale" la priorità assoluta della Nato? E L'Isis? O Is, o  Isil o Daesh? Insomma, e il Califfo? non è più la Madre di tutte le  Priorità, a quanto pare.
L'Impero Globale a guida americana (detto Impero del Bene) ne sta pensando un'altra: lo scudo antimissile in un'ex base sovietica posta in Romania in località detta Desevelu  a circa 180 km a sud-ovest della capitale Bucarest. Per la cerimonia sono giunti il premier romeno Dacian Ciolos, il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg e una delegazione americana.
Stoltenberg ha dichiarato che “la Nato si impegna solennemente nel problema sicurezza della Romania”, facendo anche riferimento a fantomatiche e mai provate “azioni aggressive della Russia” in Ucraina.

In verità  si tratta di una vera e propria provocazione e un’arma offensiva contro la Russia, che gli americani dislocheranno prossimamente anche in Polonia. nella base di Redzikowo, a due passi dall'enclave russa di Kaliningrad.
 L'Alleanza atlantica appare sempre più una costola del Pentagono e i partner della Nato sembrano sempre più ridotti a ruolo di comparse, in un’alleanza che ormai esprime solo il punto di vista degli anglo-americani e di alcuni partner dell’Est europeo, la cui tradizionale paura dei russi viene nutrita con la promessa di rafforzamenti militari statunitensi lungo la nuova “Cortina di ferro”. E' questo  un commento preso non da stampe alternative o siti di controinformazione, ma dallo stesso "Sole 24 ore".  
Ma limitarsi, come fa la stampa mainstream a parlare di "nuova guerra fredda" sembra alquanto riduttivo ed edulcorante  rispetto ai nuovi pericoli insiti.  
La guerre non si dichiarano più  da quel dì,  e -  bei tempi andati - quando c'erano gli ambasciatori coi dispacci. Le nuove guerre, si fanno e basta. E la Nato ha tutte le buone e cattive intenzioni di trascinarci in una guerra non dichiarata ma insidiosissima,"contro i nostri interessi" .


Frattanto Mosca non sta di certo a guardare né si beve la panzana che tutto ciò sia per la difesa dell'Europa dal "terrorismo internazionale" o da possibili attacchi da parte dell'Iran,  e le sue risposte sono state durissime. Perciò il portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, dichiara con toni allarmati:
Quello che vediamo dai nostri partner occidentali non può essere chiamato tradimento, è possibile solo tra amici molto vicini. E' una mossa vile, una violazione degli accordi. E' un rifiuto della posizione russa, è un imbroglio che la difesa missilistica non venga creata contro la Russia ma solo contro l'Iran"


La rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri ha avvertito che, vista la situazione, Mosca si riserva il diritto di reagire.
"Considerando come la situazione si sviluppa oggi, ovviamente ci riserviamo il diritto di compiere un'azione di risposta," — ha sottolineato la Zakharova. (fonte: Sputnik news) .

Nel mentre, c'è anche la possibile messa a regime del TTIP, il trattato di Partenariato Transatlantico per il commercio e gli investimenti,  e tutti i suoi acronimi correlati ai servizi. Il tutto, all'insegna della segretezza in alcune parti,  perfino per i  deputati, come dichiarato dalla stessa Boldrini 

"Gli Stati Uniti, che già occupano militarmente l’Europa con la Nato, hanno deciso di conquistarla anche economicamente col TTIP. L’accordo, in corso di perfezionamento, è la strada per accedere più facilmente ai suoi mercati e condizionarli dall’interno. Ma è anche un modo per farle terra bruciata intorno, rendendo inagibili gli spazi commerciali euroasiatici, nonché gli scambi strategici con paesi come Russia e Cina, tornati alla ribalta mondiale negli ultimi anni. Questo è il punto fondamentale della questione. Chi sostiene che gli Usa, con tale accordo di libero-scambio, vogliono invaderci con i loro prodotti spazzatura e sovvertire le basi sanitarie delle nostre società, dice una falsità. Questi argomenti deboli servono proprio a far fallire la battaglia contro il Transatlantic Trade and Investment Partnership che, per noi, genera problematiche di origine (geo)politica ben più complesse di quelle alimentari, ambientali, sanitarie o culturali portate avanti dagli ambientalisti o dai gruppuscoli pregiudizialmente anti-statunitensi". (sito: Conflitti e Strategie  ).

Forse dire che si tratta di "falsità" appare un po' forzato. In effetti, però,  la parte ecologica e sanitaria legata alla sovranità  agro-alimentare e all'autenticità dei prodotti è solo uno dei molteplici  aspetti che vanno contro i nostri interessi. Anche nella storia del passato le guerre si fecero a colpi di commercio. 
Quasi certamente  i motivi della messa a regime del TTIP e dell'accelerazione delle migrazioni di massa, hanno  molto a che vedere con le mire di aggressione ed espansive dell'"Impero del Bene" e delle sue strategie geopolitiche,  parallelamente all'indebolimento e alla subordinazione completa  dell'Europa. Ancora una volta, più che sua "alleata", sua ancella.

12 May 2016

Il disastro (annunciato) arcobaleno




C'era da aspettarselo e personalmente non mi sono mai fatta delle illusioni. Con un atto autoritario Maria Etruria Boschi ha posto la fiducia al ddl Cirinnà, sulle unioni dette "civili" impedendo di fatto emendamenti e modifiche. Soprattutto "perdite di tempo", perché secondo l'aretina "siamo già in ritardo rispetto ad altre nazioni". Una volta tanto è vero: ma questo è un segno di civiltà italica rispetto ad altri paesi, prontamente conculcato dalla falsa Madonnina infilzata.  Hanno aspettato qualche mesetto per confezionare il pacco (da febbraio al Senato,  alla Camera a  maggio), ma state certi: questa è gentaglia che studia attentamente la tempistica. A differenza di quei cialtroni dell'opposizione che non parano mai un solo colpo, un po' come fanno quei portieri sgangherati delle squadrette di periferia. Meriterebbero di venir legnati solo per questo. 
Alla Camera detta legge divisiva e autoritaria è passata con 369 SI, 193 No e 2 astenuti. 
Balli, canti, vessilli sventolanti,  lacrime di commozione di qualche gaio parlamentare dai nervi troppo scossi, nastrini e coccarde arcobaleno distribuiti a piene mani a cani e porci, e ovviamente il grande happening davanti alla Fontana di Trevi dai giochi di luce iridati,  con Maria Etruria che ci mancava poco si mettesse a fare pure Anita Ekberg  tra gli zampilli  del  famoso fontanile berninano: "Marcello, Marcello... come here...come here!", magari col gatto in testa procuratole dalla gattara Cirinnà. 

Ma  a quante tragiche farse deve ancora assistere  questo disgraziato paese?  Maria Etruria sorrideva col nastrino arcobaleno sulla giacca, mentre il suo Putto Mentore  da Facebook dedicava la vittoria ad una cara amica lesbica a nome Alessia Ballini.  Vince l'Ammore e  siamo alle glicemie.


Vabbé, c'è la consolazione di una raccolta di firme per referendum abrogativo, che forse non raggiungerà mai il quorum, che forse non vincerà perché i media li detengono e li  manipolano pur sempre  loro. Eppoi volete mica dubitare? La madre di tutte le priorità storiche e sociali  è il matrimonio gay, l'adozione dei figli del partner omo, la reversibilità che si vuole togliere alle vedove per dare agli omosessuali (vero Tito Boeri dell'INPS?).  E se proprio  di soldi non ce n'è, allora meglio che il carrozzone INPS vada a ramengo per tutti, specie se etero, che poi sono la maggioranza. 

Insomma da oggi la Grecia e la Spagna sono più vicine: pezze al culo alla totalità dei  cittadini, ma coccarde e nastri rainbow per tutti quanti, tutti buoni come te (good as you). GAY, embrassons-nous! GAY, engagez-vous! 
L'omosessualizzazione globale segna la sua vittoria annunciata e Ivan Scalfarotto tra un pianto di commozione e l'altro, preannuncia già l'estensione della Legge Mancino per chi osa, fiatare,  ribellarsi e criticare. Tempi duri per la maggioranza, quella vera, quella etero. 

10 May 2016

Ideologia gender e sdoganamento della pedofilia




Il libro UNISEX di Gianluca Marletta ed Enrica Perucchietti  non è solo un testo interessante e utile ma addirittura necessario. Al punto tale che ha suscitato clamori, minacce di  roghi e iconoclastia dai Piagnoni del "sessualmente corretto" e dalle lobby LGBT, presenti nei social forum.  Basta leggere qui.  Sul web circolano parecchie recensioni di questo testo imperdibile. Tra le quali questa sul Giardino delle Esperidi e quella del compianto Johnny Doe. Un testo sul marasma "di genere" e su come le oligarchie mondialiste sognano di manipolare la natura  intrinseca dell'uomo allo scopo di renderlo omologo e suddito a quel progetto sempre più avanzato di  Nuovo Ordine Mondiale.

Ma  è  sul capitolo specifico relativo al tema della pedofilia, contenuto nel volume in oggetto,  che desidero soffermarmi, alla luce di fatti agghiaccianti accaduti in questi giorni come quello della piccola Fortuna Loffredo  e dell'omertà intorno ad essi. Ma - si dirà - questi di Napoli sono ambienti particolarmente degradati. Esiste però, una  pedofilia praticata in ambienti alti presso élites inarrivabili, composte da individui insospettabili che è  ancora peggiore, perché in quei casi non se ne viene mai a capo e la cortina del silenzio è ancora più fitta con le indagini della Magistratura regolarmente depistate (vedasi il caso Marcinelle in Belgio). E' contemplata inoltre presso queste stesse élites, una progressiva "educazione" allo sdoganamento della pedofilia ben descritto nel libro sopra citato. L'APA (American Psychiatric Association) ha precisato nel suo ultimo manuale del 2013 che la pedofilia è da considerarsi un "orientamento" come gli altri. O meglio, un "orientamento normale della sessualità umana".

L'evoluzione linguistica portata avanti dall'APA mostra con ogni evidenza che è in corso anche una trasformazione culturale mirante a legittimare la pedofilia e a ipersessualizzare l'infanzia  proprio come immaginato da Huxley ne "Il Mondo nuovo". (op. cit. pag.146)


L'APA ha già tentato a partire dal 1998 di "sminuire" in un suo rapporto, l'idea che i rapporti sessuali tra bambini e adulti debbano comportare necessariamente dei traumi nei più piccoli.


I due autori hanno pertanto registrato come "negli ultimi decenni si stia spingendo per normalizzare e persino legalizzare, la pedofilia, alzando progressivamente l'asticella e abituando così la popolazione, nonostante le critiche dell'opinione pubblica, ad accettare lo sdoganamento della pedofilia che in fondo rappresenta l'ultimo tabù della società occidentale".  Uno sdoganamento progressivo e graduale che si sta consumando nei manuali psichiatrici, nella burocrazia, ma soprattutto nello spettacolo che espone bambini in atteggiamenti maliziosi. E' il caso recente del talent show "Ballando  con le stelle" dove è capitato di vedere bimbetti ancheggianti in procinto di muovere la zona pelvica come dei John Travolta in formato bonsai. Inutile appellarsi all'ipocrisia della carta di Treviso, che in realtà non tutela affatto i più piccoli. Molti di questi programmi tv "ammiccanti" e maliziosi vengono fatti registrare nel pomeriggio, fingendo di "non voler esporre i minori". Poi li distribuiscono alla sera. 

La stessa ideologia gender, cavallo di battaglia del dott. John Money, viene presentata alle masse come vessillo irrinunciabile in difesa delle "minoranze". Nelle alte sfere di detta ideologia la pedofilia e la pedosessualità non solo non viene considerata un crimine esecrabile, ma ritenuta un punto imprescindibile del progresso della morale umana. Ecco come la pensa Alfred Kinsey (quello del famigerato rapporto sul sesso che porta il suo nome) al riguardo:

Il problema della pedofilia sarebbe un falso problema, dal momento che non esisterebbe il pericolo di corrompere l'innocenza dell'infanzia che tanto ripugna le coscienze, perché quest'innocenza sarebbe solo uno dei tanti miti inventati. (p. 150)

Dunque -  è la conclusione dei due autori del libro - "poiché sarebbe il bambino stesso, secondo gli ideologi del gender, a ricercare il contatto erotico con gli adulti, nulla si opporrebbe a uno sdoganamento della pedofilia: una pedofilia che si vorrebbe non violenta e rispettosa delle scelte del bambino".
Capito come e cosa  si insinua nelle pieghe del genderismo? 

Nel capitolo del libro L'educazione sessuale secondo l'OMS si mette in evidenza come i timori di coloro i quali reputano prossimo venturo uno sdoganamento della pedofilia, trovino appigli concreti in ambigue iniziative recenti da parte delle associazioni mondialiste come l'OMS che nel documento ufficiale del 2010 insiste sulla progressione della scoperta, dello sviluppo e dell'esplorazione sessuale dei bambini. E' un PDF scaricabile in rete. Eccone uno stralcio:


I bambini provano sensazioni sessuali perfino nella prima infanzia. Tra il secondo e il terzo anno di vita scoprono le differenze fisiche tra maschi e femmine. In questo periodo cominciano a scoprire il proprio corpo (masturbazione della prima infanzia, autostimolazione)  e può succedere anche che cerchino di esaminare il corpo dei loro amichetti (gioco del dottore). I bambini imparano a conoscere il loro ambiente sperimentando e da questo punto di vista la sessualità non è diversa dalle altre aree. (p. 156)


Dopo essersi presi la nostra economia reale, dopo aver risucchiato i nostri risparmi, dopo aver messo in precarietà le nostre abitazioni con pesanti tasse immobiliari, dopo aver fatto saltare gli stati-nazione per il tramite di  un debito inesigibile, dopo aver pianificato il disastro dell'invasione-sostituzione, ora vogliono corrompere, rubare l'innocenza e  l'identità dei bambini, sognare di manipolare l'uomo a partire dalla più tenera infanzia, ipersessualizzare l'infanzia mediante perverse stimolazioni, allo scopo di impedire il libero sviluppo socio-affettivo dei bambini.  Corrompere mediante "sporcizia", come chiamò papa Ratzinger la pedofilia.

Altro che "abusi" come si  è limitato a dire Bergoglio! "Abuso" è anche non pagare chi lavora per te. La violenza e la predazione sessuale è ben di più di un semplice "abuso". E un predatore sessuale di infanti che uccide le sue piccole vittime, non è un semplice "abusatore".

Se la ricorda ancora la  terribile frase del Cristo sulla macina al collo da mettere a chi osa dare scandalo a un fanciullo, costui? 

La liberalizzazione (e legalizzazione) della pedofilia sono dunque i prossimi obiettivi dei "grandi architetti" della coscienza di massa?
E' quanto si chiedono i due autori alla fine di detto capitolo, insieme a tutti noi. Non ci è dato di saperlo, per ora.

"A partire dall'attuale sentire comune, sembrerebbe difficile far accettare la pedofilia al grande pubblico; ma sarebbe lo stesso dopo qualche anno di mirata e costante propaganda mediatica"?

Personalmente penso che un popolo che delega l'educazione e la formazione dei minori a questi viscidi predatori immondi senza reagire adeguatamente e  con veemenza, meriti senz'altro l'estinzione.




05 May 2016

Un'Europa da neurodeliri!




L'UE sta dando i numeri ed è sempre più in difficoltà, a causa di legittime decisioni unilaterali di quegli stati nordeuropei che hanno ben compreso che il modo più celere e spedito per far saltare quel che resta della loro sovranità è farli invadere da torme di stranieri. Pertanto corrono ai ripari con controlli, barriere, chiusure di Schengen. Arma di distruzione di massa è una e una soltanto: l'ACCOGLIENZA. Inoltre crescono i partiti identitari (si veda il recente caso Austria). Allora la Ue come risponde? Si è trasformata in una cortina di ferro da vecchio Est, un rottame corrotto e repressivo della vecchia Guerra Fredda. Non ragiona, SANZIONA.
La Ue ha presentato una proposta in base alla quale gli stati membri che non vogliono accogliere i rifugiati dovranno pagare multe da capogiro: 250.000 euro per ogni clandestino rifiutato? Questi ci vogliono morti, falliti, carichi di immigrati e sostituiti dopo morti. Del che, non dovranno attendere molto

Secondo le nuove regole ogni Paese potrà accogliere al massimo il 150% della sua capacità, stabilita in base a Pil, abitanti e altre variabili. Gli altri verranno distribuiti. Chi si rifiuta dovrà sborsare 250 mila euro a profugo. La Commissione europea, vuole rivedere il trattato di Dublino che regola la distribuzione degli stranieri nei Paesi europei, introducendo delle multe salatissime agli Stati che rifiutano l'accoglienza. Come? peggiorandolo, naturalmente.

Bruxelles vuole quindi proporre l'introduzione di una multa pari a 250.000 euro per ciascun ricollocato respinto (tale è il valore pecuniario dato al profugo).
L'esecutivo europeo vuole che gli Stati membri ospitino una certa quota di profughi, in modo da alleggerire il fardello dell'accoglienza che attualmente grava sopratutto su Italia e Grecia, al fine di smistare le 160.000 persone giunte nei due paesi del Mediterraneo verso il resto d'Europa.
La solfa è sempre quella: un tanto a te, un tanto a me, e tutti giù per terra! Benvenuti in Paneuropa! Tu chiamala se vuoi, condivisione.

Per quanto concerne il nuovo sistema che introduce il pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 250.000 euro per ogni profugo respinto, esso di certo rappresenta un deterrente (leggi: un ricatto) per chi vuol rifiutare l'accoglienza. Il nostro Paese nel 2015 ha speso 3,3 miliardi per l'accoglienza l'Unione le ha destinato fondi per 560 milioni, quindi i ricavati delle multe potrebbero aumentare i fondi destinati ai Paesi ospitanti. (fonte: gnubik).
E non è tutto. Poi c'è l'eliminazione dei visti per la Turchia che entra così di fatto nell'area Schengen coi suoi 79 milioni di mussulmani. La Commissione europea darà il via libera condizionato alla Turchia per l'eliminazione dell'obbligo di visto per i cittadini del Paese all'interno dell'area Schengen.


La Turchia dovrebbe rispettare 72 requisiti per ottenere la liberalizzazione dei visti: un funzionario europeo ha fatto sapere che al 21 aprile Ankara ne aveva soddisfatti meno della metà. La portavoce della Commissione europea, Mina Andreeva, ha tuttavia evidenziato i progressi sul lato turco: "La Turchia ha fatto molti sforzi nel corso delle ultime settimane e dei giorni scorsi per soddisfare i criteri, tra cui ad esempio l'accesso al mercato del lavoro per i rifugiati non siriani". Tra gli ostacoli più grandi vi è rifiuto di Ankara a riconoscere Cipro come membro dell'Unione europea e le sue violazioni sui diritti civili e delle minoranze, sulla libertà di espressione e dello stato di diritto. (fonte: il Giornale).

In altre parole, ecco un altro bell'inchino, una vera genuflessione della Ue al Despota ottomano di Ankara Recep Tayyp Erdogan, che di volta in volta rialza la posta delle sue richieste. Senza contare i tre (c'è chi dice sei)  miliardi di euro che ha già intascato con la scusa dei "migranti", di cui si fa ignobile scudo. Il sito Voltaire.net ha rivelato che in realtà questo denari servono a finanziare la guerra turca contro la Siria. Qui le rivelazioni. E noi paghiamo per questo disgustoso imbroglio.

Poi ci sarà l'imminente referendum su Brexit di un giugno che è già alle porte. Insomma c'è molta carne al fuoco e tutto ciò non li tiene tranquilli. Per questo mostrano senza freni il loro volto grifagno e stanno ricattandoci in tutti i modi.
Il 9 maggio hanno il coraggio di istituire la cosiddetta Festa dell'Europa? Facciamoci tutti quanti in coro una sonora pernacchia!