Devo ammettere che non mi appassionano le dispute sulle prossime competizioni elettorali in tre importanti città italiane. Non mi piace come è partita la sfida a Milano con due candidati simili. Che differenza c'è tra Sala e Parisi, tenuto conto che il centrodestra aveva già corteggiato Sala ai tempi dell'Expo per accaparrarselo nelle sue file? In entrambi i casi trattasi di due manager. Non mi piace a Roma Alfio Marchini the Beautiful, con la sua faccia da soap opera, che finge di fare il novellino della politica con la sua nuova (si fa per dire) lista civica. Ah Arfio, facce ridde..!
Meno che mai un imbolsito Berlusconi con un Berto-lesso che sembra ancora più fuso del suo sponsorizzatore. Un bel carrello di bolliti misti, non c'è che dire!
Ma ce n'è anche per la Meloncina con i suoi atteggiamenti di sfida "il pancione è mio e me lo gestisco io", che tanto è piaciuto al fasullame del solito sinistrese, con le femministe pronte a far quadrato "trasversale" intorno al suo pancione tondo. Ovvio che il duo dei Lessi non doveva permettersi di usare la sua gravidanza per impedirle di candidarsi. Sarebbe un po' come se qualcuno avesse detto al Berlusca "Ma perché non te ne vai al Pio Albergo Trivulzio alias Baggina invece di scendere in campo all'alba di 80 anni?".
Ma a parte le baruffe pollaiole con tanto di piume, penne, creste e bargigli che svolazzano per aria nel recinto italiota, mi preme parlare di quello strano malato terminale che chiamano ancora "democrazia" , la quale se la passa assai male. E non solo in Italia.
Vediamo un po' a che punto è la salute di questo malato cronico:
- Il diritto al voto può essere sospeso e ce l'hanno già dimostrato.
- il risultato di un governo legittimamente eletto può essere ribaltato mediante rimozioni forzate (caso Berlusconi nel 2011).
- quando il diritto a votare viene ripristinato (come nel caso delle attuali candidature a Roma, Milano, Napoli per i rinnovi comunali) viene messa in rassegna la galleria di facce che vogliono farci digerire sempre Lorsignori. Addirittura i giornali anglo-sassoni (finanziari e non) ci suggeriscono già chi deve essere il prossimo sindaco di Roma.
- I referendum possono essere invalidati e non considerati (si veda il referendum contro la privatizzazione dell'acqua). Oppure si praticano soluzioni all'"irlandese", i quali irlandesi, poveretti, vennero fatti votare e rivotare più volte sul Trattato di Lisbona finché, come in un gioco di dadi, non è saltato fuori il risultato gradito alla Ue.
- I parlamentari della Repubblica italiana non sono soggetti a vincolo di mandato. Pertanto, eletti sotto uno schieramento politico, possono traghettare i loro voti in un altro gruppo parlamentare e indebolire gli esecutivi governativi fino a farli cadere ( cosa, del resto, accaduta parecchie volte).
La verità è che ormai il lancio di un nuovo candidato rassomiglia sempre più al lancio di un prodotto di largo consumo sul mercato. Stesse tecniche di marketing e di persuasione. Si bada alla fotogenia, al suo tasso di telegenia e di televisività, al look, alla pettinatura, a come si pone nei talk show, a come si abbiglia, a come sorride, a come comunica ecc. Eppoi c'è lo stile del candidato. Ovvero the style, come no? Se possiede glamour, carisma ecc. ecc. La gente deve poter comprare questo pacchetto, si deve affezionare, ne deve essere attratta, e nel lancio di un prodotto il "packaging" è sempre un buon fattore per attirare il gonzo di turno. Non importa se le promesse non saranno mantenute, se dentro il "pacchetto" c'è ben poco, se poi arriverà il fatale momento del disinnamoramento. Più il consumatore è volubile nei gusti e si stancherà in fretta, meglio sarà per chi confeziona nuovi "prodotti". E l'elettore è un "consumatore" di voti, di candidati, di pensieri deboli. Un tempo eravamo produttori-consumatori. Ora che di "produzione" non ce n'è più, siamo diventati tutti elettori-consumatori. E se non ci fanno votare, si sognano quelle elezioni che poi fatalmente saranno farlocche e ci deluderanno.
Che diceva Ezra Pound della democrazia? Creò per lei un nuovo termine, daneistocrazia, che vuol dire appunto il potere di chi presta denaro. Non c'è che dire: siamo nelle mani di spregiudicati daneistocrati che cercano sempre di lanciare nuove "star" a loro libro-paga. Insieme alla stampa che è la loro quinta colonna.
E' un caso, se basandosi sullo show biz hollywoodiano, hanno lanciato un movimento che nei giornali anglo-americani di chiama "Five Stars"? Ora siamo alle rising stars dei 5 Stelle, mentre si appanna la falling star di Renzi. Sì, ma stelle nascenti fino a quando? Il tempo giusto di confezionarci nuove fregature. Poi si cambia. Dopotutto la "rivoluzione" è un eterno "change and exchange". La "non permanenza" è considerata democratica, liberale e progressista.
E' un caso, se basandosi sullo show biz hollywoodiano, hanno lanciato un movimento che nei giornali anglo-americani di chiama "Five Stars"? Ora siamo alle rising stars dei 5 Stelle, mentre si appanna la falling star di Renzi. Sì, ma stelle nascenti fino a quando? Il tempo giusto di confezionarci nuove fregature. Poi si cambia. Dopotutto la "rivoluzione" è un eterno "change and exchange". La "non permanenza" è considerata democratica, liberale e progressista.
Il "business" della democrazia ti manda a votare troppo, inventando le primarie, una porcheria importata dagli Usa, tanto per riempire le urne di spazzatura: schede bianche, schede cinesi, schede extracomunitarie senza permessi di soggiorno e brogli vari. Per poi stancarti di ottemperare a questo fiacco, inutile e stracco rito. Poi ti toglie il diritto di voto, e ti piazza lì dei nominati speciali da qualche vecchio marpione "illuminato". Ma come? Non eravate stanchi di votare, o Italianucci? Perciò niente urne: a voi ci pensiamo noi. Quindi ti ripristinano il voto spargendo una serie di effimere starlettes di turno. Ma è polvere, anzi pulviscolo, di stelle. C'è tutto e il suo contrario.
Intanto i popoli si rammolliscono, si inebetiscono, si lobotomizzano, si atrofizzano poiché a tutto pensa, vede e provvede la Demokrazia. Anche e soprattutto a impoverirli e a privarli di iniziativa.
Che si vuole di più dalla vita?











