21 giugno, solstizio d'estate. L'estate è per antonomasia la stagione più italiana delle quattro della Terra. C'è anche la canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini che dà l'aggettivo "italiana" all'estate. Poi miriadi di altre canzoni, di tormentoni canori, di film,di poesie che decantano la stagione del trionfo della luce, dei colori, degli svaghi senza fine. Come questa di Cardarelli:
Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore
ci si risveglia come in un acquario
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi...
Ma il tempo non è nemmeno più quello del fluire delle quattro stagioni, dei mesi, dei giorni... Per dirla con Alain de Benoist "il nuovo mondo è liquido. Al suo interno, lo spazio e il tempo sono aboliti. Liberata dalle sue tradizionali mediazioni, la società è diventata sempre più fluida e sempre più segmentata, il che ne facilita la mercantilizzazione". Vi si vive, pertanto, secondo il modello frammentato dello zapping.
E allora la domanda che ci assilla è: che ne sarà di noi, del nostro Paese? Dicono che ai primi di luglio la Grecia entrerà in default, e se Padoan dichiara che "non c'è da preoccuparsi per noi" significa invece che ci sono problemi. Non fosse altro perché siamo creditori di oltre 24 miliardi di euro.
L'estate scorsa Antonio Patuelli, presidente dell'ABI rassicurava in tv sull'ottimo stato di salute delle banche "italiane". Ricordate la sua fatidica frasetta? "Soldi pubblici? Nemmeno un centesimo".
Per chi ha la memoria corta, in questo post.
Ora addirittura si dice che il prelievo forzoso sui depositi dei correntisti non è più un tabù, e che in caso di insolvenza, le banche sanno dove e come recuperare i denari. Mi piacerebbe sapere a quali banche pensava Patuelli, tenuto conto che non c'è n'è una che non sia in fusione con le majors straniere.
E allora la domanda che ci assilla è: che ne sarà di noi, del nostro Paese? Dicono che ai primi di luglio la Grecia entrerà in default, e se Padoan dichiara che "non c'è da preoccuparsi per noi" significa invece che ci sono problemi. Non fosse altro perché siamo creditori di oltre 24 miliardi di euro.
L'estate scorsa Antonio Patuelli, presidente dell'ABI rassicurava in tv sull'ottimo stato di salute delle banche "italiane". Ricordate la sua fatidica frasetta? "Soldi pubblici? Nemmeno un centesimo".
Per chi ha la memoria corta, in questo post.
Ora addirittura si dice che il prelievo forzoso sui depositi dei correntisti non è più un tabù, e che in caso di insolvenza, le banche sanno dove e come recuperare i denari. Mi piacerebbe sapere a quali banche pensava Patuelli, tenuto conto che non c'è n'è una che non sia in fusione con le majors straniere.
Senza contare i complottisti del Bilderberg che ordiscono l'estinzione definitiva del contante. Sì, avete capito bene: ho detto COMPLOTTISTI. Quella parolaccia che girano invece con proterva sfacciataggine a quei poveri sfigatissimi blogger che tentano di svelare porcherie che Lorsignori vorrebbero invece tenere nascoste.
Per non tralasciare altro nella cornucopia dell'Abbondanza delle messi estive, a Ventimiglia sugli scogliera di S. Ludovico si respirano miasmi infernali di immigrati che consumano pasti, fanno bisogni en plein air alle porte di quella Mentone che invece è tenuta (ma ancora per quanto?) come un gioiellino rivierasco.
Per non tralasciare altro nella cornucopia dell'Abbondanza delle messi estive, a Ventimiglia sugli scogliera di S. Ludovico si respirano miasmi infernali di immigrati che consumano pasti, fanno bisogni en plein air alle porte di quella Mentone che invece è tenuta (ma ancora per quanto?) come un gioiellino rivierasco.
Per non parlare dei "profughi" (oramai li chiamano tutti così) rifugiatisi a Cesenatico, Rimini e a Riccione che vorrebbero trasferire in località all'interno, ma loro protestano perché vogliono rimanere "al mare", magari mandando in vacca la stagione romagnola.
Anche i profughi conoscono la piacevolezza di questi luoghi: una decina di loro, raccontano dalla polizia di Rimini, si sono rifiutati di essere ospitati nell'entroterra, a Perticara, perché troppo lontani dal mare. (fonte Il Giornale).
Guarda guarda: sono pure diventati choosy!
Guarda guarda: sono pure diventati choosy!
L'estate è anche la stagione degli spostamenti, dei viaggi. Ma non più tardi di qualche giorno fa, una signora mi ha confidato: "Chi si azzarda a prendere un treno? Dovrei accompagnare mia nipotina al mare, ma ormai in treno succede di tutto e io con la bimba ho paura". E ha ragione la signora. Perché dopo la storia del machete, è accaduto che un'africana del Togo ha morsicato un agente della Polfer a Firenze, reo di aver avuto l'ardire di sorprenderla senza biglietto. Inoltre giusto ieri a Treviglio in provincia di Bergamo, un capotreno è stato aggredito da due magrebini armati di cacciavite, che poi sono riusciti a squagliarsela.
Per seguire la traccia canora delle canzonette:
Cerco la giungla nel giardino
tra l'oleandro/ e il baobab/
come facevo da bambino...
Ma la giungla con la sua spietata legge, a quanto pare, si è trasferita sui treni.
E l'azzurro del cielo si fa grigio nonostante il solstizio. Solo a Renzi in recente visita in Germania possono suonare la marcetta di "Azzurro" di Paolo Conte, invece dell'inno nazionale. Ma si sa : i tedeschi qualche volta riescono ad essere dei bontemponi. E del resto, che l'Italia sia e stia serena, ci crede solo lui. Pertanto gli si accendono i nei dalla contentezza come in un flipper dei bar di periferia.
Ma il treno dei desideri/dei miei pensieri all'incontrario va...













