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04 June 2015

Uber? No grazie, meglio il taxi




E' di questi giorni la notizia sulla clamorosa sentenza del tribunale di Milano che ha dato ragione ai tassisti circa il loro ricorso contro UberPop. Il Tribunale di Milano ha infatti  disposto il blocco di “Uber-pop” (i tassisti fai-da-te, principale servizio della app Uber) su tutto il territorio nazionale con inibizione dalla prestazione del servizio. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti per «concorrenza sleale».  
Ma ricapitoliamo. Che cos'è Uber? e dove nasce? Uber è un'azienda con sede a San Francisco (USA) che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un'applicazione software mobile (app) che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti. Per chi si informa, chiunque può diventare un tassista. O se vogliamo dirla all'angloamericana, un "driver". La cosa in sé  potrebbe anche essere conveniente, ma a casa mia prima della "convenienza" c'è la sicurezza. 

"Siamo dovuti arrivare in aula di giustizia perché qualcuno decidesse - dice Pietro Gagliardi, responsabile sindacale per la categoria dei tassisti dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano - nessuno voleva prendersi questa responsabilità: prima di ricorrere in Tribunale ci siano rivolti a Comune, Regione, al Governo, tutto inutile. È una grande vittoria - ha aggiunto - e non l’abbiamo fatto solo per noi e il nostro lavoro, ma anche per la sicurezza degli utenti".

Eh certo! Delle multinazionali americane hanno tutti quanti paura. Questi hanno quattrini da investire in collegi di avvocati, e c'è già da giurarci che non staranno con le mani in mano a rispettare una sentenza che una volta tanto, dà ragione a dei poveracci che hanno sborsato fior di quattrini per procurarsi una licenza alla Camera di Commercio per accedere a un mestiere, con il quale mantenere la famiglia. 



Di parere opposto, il Codacons, ovvero l'associazione consumatori, da sempre in mano alla sinistra: "La sentenza del Tribunale di Milano - si legge in una nota del Codacons - rappresenta un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini. È impensabile che un paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi come Uber, che rispondono ad esigenze di mercato e sfruttano le nuove possibilità introdotte dalla tecnologia - afferma il presidente Carlo Rienzi. 
Ricordo però, che la crociata contro  i tassisti (ex aequo con gli edicolanti) era già partita da Bersani quand'era ministro per lo Sviluppo Economico per il governo Prodi. Avete capito con chi se la prendono i compagnucci d'antan? Coi pesci piccoli per tirare la volata alle multinazionali di S. Francisco. Ha proprio ragione Oscar Wilde a dire: "Chi non muore si rivede a S. Francisco", città nella quale arrivavano un tempo,  tutti gli avanzi di galera dal vecchio Continente, per sottrarsi  alle forche. 

Sulla sentenza di Milano, esulta Matteo Salvini, segretario della Lega Nord: "È una bellissima notizia - disse  mentre era a Genova per un comizio -. Noi della Lega abbiamo sempre sostenuto uno dei lavori più difficili, più duri e pericolosi del mondo che è quello dei tassisti. A parità di diritti e di doveri la concorrenza deve essere leale e non sleale. C’è gente che ha pagato delle licenze. Facciamo fare il lavoro del tassista a chi lo sa fare". (fonte:  il Giornale)
Anche i Black Cab londinesi contro Uber

La sottoscritta a proposito di "liberalizzazioni" fasulle e farlocche ha avuto modo di rendersene conto personalmente a Londra. Mi ricordavo degli eleganti taxi londinesi i cosiddetti Black Cab, quando mi recai a Londra negli anni '80.  Beh, molti anni dopo (si era nel 2013)... spariti o diminuiti drasticamente anche quelli per far posto a improvvisati "driver". Ci trovammo nelle condizioni di aver bisogno di un taxi per essere condotti all'aeroporto di Stansted, ma non se ne scorgeva uno, Chiedemmo a un negoziante e ci indicò una casa privata. Suonammo, saltò fuori un negrone grande e grosso che ci aprì la porta, ancora assonnato. Condivideva la stanza con un compare e vi lascio immaginare la stanza in che condizioni era: degradata e maleodorante. "Dev'esserci un errore!", pensai tra me, memore del distinto autista inglese con tanto di livrea alla guida della sua black cab in Piccadilly, incontrato negli 'anni 80. Nossignore: era arrivato la "democrazia" mercatista anche (e soprattutto)  a Londra e le belle maniere, la classe e lo stile erano spariti coi mitici black cab. 
Optammo allora per un bus al Victoria Station. A proposito di taxi inglesi, anche a Londra qualcuno resiste contro Uber. Leggete qui.  E pure a Berlino, Francoforte, Parigi...

Qui sotto,  il filmato di proteste di tassisti milanesi contro UberPop

https://www.youtube.com/watch?v=ybBWf89za80



04 April 2014

Serenissimi nella tempesta!

 
 
Troppo bello per essere vero! Non abbiamo fatto in tempo ad esultare per il referendum on line secessionista veneto  (vedere mio post Benedetta Primavera!),  che è intervenuta tempestivamente l'Ingiustizia a orologeria a sopprimere ogni speranza. Parlo dell'arresto dei 24 Serenissimi (fonte: Corriere del Veneto) .
I  ladri, i deliquenti, gli stupratori, i clandestini senza permesso di soggiorno possono uscire grazie al decreto svuota-carceri. E c'è pure quel due di picche del ministro Orlando  (nominato da Napolitano) che dichiara di voler dare loro un salario di reinserimento nella società, quello stesso che poi si nega a molti giovani e non più giovani italiani disoccupati.  In compenso per i Serenissimi è già giunta l'ora dell'accusa di "sedizione", banda armata, attentato alla Repubblica ecc. ecc. E come data per gli arresti hanno scelto il primo di aprile, in modo tale che in molti tra i veneti promotori del referendum pensavano si trattasse di un  classico "pesce". Prelevo dal sito Indipendenza questo esemplare passaggio: 

Sono certo che fra le decine di arrestati e indagati ci sono persone che nulla hanno a che vedere con qualsiasi idea di costituire milizie di autodifesa. Ma è possibile che ci siano anche cittadini convinti che quella fosse e tuttora sia la strada da seguire. Ecco, il mio pensiero stasera va a loro. Non è mia intenzione cercare di dimostrare che costoro hanno agito in piena legalità. Non mi interessa prendere le parti della legalità italiana, quand’essa si fonda su un prelievo fiscale tirannico e su un’invadenza burocratica e normativa capace di distruggere il tessuto produttivo delle nostre Regioni. Mi interessa dire che, coerentemente con quanto ho sempre predicato, ci sono momenti nella storia in cui bisogna avere rispetto per il diritto di resistenza e per chi sceglie di praticarlo.

Qualcuno dirà che questa faccenda del Tanko (il veicolo bellico a giocattolo usato da qualcuno dei Serenissimi)  è stata stupida, goliardica e folcloristica. Può darsi, ma siamo in presenza di una giustizia che regala a Kabobo pene lievi dopo la strage del Niguarda (tre morti e due feriti). Abbiamo un idiota di ministro dell'Interno che si preoccupa delle  possibili tragedie del mare, quando chi decide di venire qua, sa perfettamente quali rischi corre;  sa che verrà prelevato direttamente dalla Marina Militare fin dalle coste africane di imbarco o soccorso in caso di pericolo. Che Alfano si preoccupi della "tragedia della Terra ferma" con 600.000 africani in arrivo sulle nostre coste. Nella fattispecie, dell'Italia.
Poi se c'è qualcuno che decide di "separarsi" da questa Non--Nazione, si tirano pure fuori retoricamente  i "valori della Patria": quale Patria?
 
Se non ci sono confini, non c'è Patria. Se non c'è più moneta, non c'è Patria. Se non c'è più equità fiscale non c'è Patria. Se non c'è lavoro, non c'è Patria. Se non c'è giustizia, non c'è Patria.  E non c'è Patria se poi manca la volontà politica di difenderla e di preservarla da ogni sopruso e iniquità, come quella di lasciarla vigliaccamente sbranare da  avidi speculatori stranieri senza scrupoli.
Dopo la separazione della Crimea sarà il Veneto, e altre regioni del Nord. E poi ancora altre, secondo l'effetto domino...Se si possono separare marito e moglie, non vedo perché non possono separarsi i popoli da chi li tratta male e li calpesta. Pertanto, solidarietà ai Serenissimi!

Intanto è bene firmare questi  quesiti referendari presso i vostri Comuni :

http://www.vieniafirmare.org/TEMPL_quesiti.asp?IDLivello1=178&IDlivello2=883

13 December 2013

Tanto vale vivere




Alcuni amici del blog stanno facendo un'esperienza invidiabile: uscire dalle pagine del web per parlare con gente vera, con i nostri stessi problemi, che hanno la nostra stessa fissa: far risorgere questo paese, disincagliandolo dalle secche nelle quali si è arenato. Johnny, Lif, Vanda e altri che magari non scrivono perché ora non vogliono perdersi questi preziosi attimi veri, sono animati da una nuova ventata di freschezza. Non sappiamo se sarà questa protesta a far saltare il Vaso di Pandora di un Parlamento sempre più delegittimato. Ma è certo che ce ne saranno altre, sempre più creative ed articolate, e sulla base di esperienze andate a monte, ne rinasceranno altre più incisive e graffianti, eppoi ancora altre.Non ultimo, anche lo sciopero fiscale, il più temuto da chi ci strozza. Peccato non avere un Partito di rappresentanza, che coordini questi movimenti! Peccato davvero. Ma prima o poi arriverà...

In queste ore, imperversano i soloni malmostosi che arricciano il naso nei confronti dei blocchi e dei presidi cittadini: "non sappiamo chi c'è dietro", "forme di proteste ambigue, corporative, settoriali", "i Forconi sono autoreferenziali, e non rappresentano che se stessi" "infiltrazioni mafiose", "infiltrazioni di gruppi violenti" e via strologando. Insomma i soloni della solita sinistra (un tempo di lotta e di governo, e ora solo di finanza rossa), vorrebbero il certificato di arianesimo preventivo degli organizzatori delle proteste.

Il problema è che mentre il Palazzo è ostaggio della sua arroganza, della sua totale noncuranza, nonché disprezzo nei confronti di tanta sofferenza del popolo italiano, c'è chi non si rassegna all'estinzione. Non siamo ancora morti, e non abbiamo nessuna intenzione di venire indotti al suicidio dalla nuova Inquisizione fiscale dei Befera-Torquemada, dei Mastrapasqua ammazza-pensionati, dei Letta piglia ordini da Bruxelles, degli Alfano che se ne è venuto fuori con una ridicola affermazione contro le proteste in atto nel paese: "la deriva ribellistica"; dei Napolitano che si infuria perché secondo la sua lesa Maestà, votare non è più di moda. A proposito di "deriva ribellistica", ma dove se l'è andata a studiare quel due di picche di Alfano, quest'ennesima idiozia? Devono proprio avere tutti quanti una fifa boia, poveracci! Hanno paura che salti tutto il baraccone dei loro privilegi.

Sulla deriva fiscale manco una parola? Sulla deriva espropriativa delle varie IMU che che nessuno è riuscito a evitarci nel gennaio prossimo venturo, nemmeno un cenno? E che dire sulla "deriva eurocratica" che ci affligge di giorno in giorno distruggendo sempre più il nostro paese e gettando il nostro popolo nella disperazione?
Non cantate vittoria, o scherani tirapiedi del "ce lo chiede l'Europa": non moriremo per Maastricht, né per Lisbona né per Schengen. Eppoi ci avete ammazzato già tante altre volte. Tanto vale, vivere e magari alzarsi in piedi e risorgere.





NB: Foto in alto prelevata dalla fotogallery di Johnny Doe. Alfano dice che fa parte della prassi delle forze dell'ordine, togliersi il casco. E magari  è "prassi" comune anche vedere che  il manifestante trombato quanto il povero agente di polizia, ormai costretto a pagare di tasca propria la sua uniforme, si abbracciano, perché si sentono sempre più simili.

09 December 2013

9 dicembre: riprendiamoci la dignità calpestata




Mentre scrivo questo breve post non ho alcuna idea su come evolverà la protesta  del coordinamento 9 dicembre, protesta che da ieri sera  alle 22  sta bloccando l'Italia e che i media si sono ostinati fino all'ultimo a sottovalutare e a  silenziare. Non credo che l'abbiano fatto solo perché temevano le razzie nei supermercati. Più semplicemente non volevano offrire "cassa di risonanza" a categorie che si stanno sostituendo ai sindacati. Chiamiamola una semplice azione di pompieraggio preventivo.
La "guerra mediatica" (poiché trattasi anche questa di guerra) la conosciamo già a priori, prevedibilissima del resto : lo sputtanamento nei confronti dei cosiddetti "infiltrati", "terroristi", "fascisti", " facinorosi".
L'insistenza con la quale ci hanno stordito con la sceneggiata parahollywoodiana delle primarie con il trio Renzi, Cuperlo, Civati (scontato l'esito), fa pensare che questa gente è scollegata dalla realtà, non ha né vuole avere il polso della situazione del paese. Non vuole sapere quando il troppo è troppo. Non sa sondare l'esasperazione che ormai serpeggia per tutte le regioni d'Italia. Ogni categoria sociale, ha la sua da ridire, ha molti motivi per protestare e per ribellarsi: i lavoratori autonomi, il popolo delle partite IVA, gli artigiani, gli agricoltori, gli operai, i disoccupati, i sottoccupati, gli impiegati in fase di proletarizzazione, i lavoratori del pubblico che sta diventando privato, i lavoratori del privato che perderanno il lavoro e diventeranno precari a 50 anni, i commercianti che hanno negozi vuoti e la GdF alle calcagna che fa loro le pulci, mentre lascia correre gli abusivi cinesi; gli studenti senza futuro, i giovani senza belle speranze, gli anziani senza la sicurezza di una vecchiaia serena, i bambini senza servizi educativi qualificati., ai quali però l'OMS e le organizzazioni onusiane predicano nelle circolari ad uso delle scuole,  che masturbarsi è bello. Gente italiana del Nord, del Centro e del Sud di questa disgraziata penisola che vuole tornare ad essere nazione che rinasce.



Che altro scrivere? Alzi la mano chi se la sta passando bene in questo periodo.
Letta minaccia sfracelli e parla con toni allarmati,  di nazionalismi e populismi che ridurranno l'Europa in "macerie". 
Macerie? Ci vuole un bel coraggio... Più macerie di quelle create dal suo governo e da quello precedente del suo maestro di consorterie massoniche Mario Monti, cos' altro deve ancora arrivare? Perciò è ora di riprenderci in mano il destino e la dignità che ci stanno calpestando di giorno in giorno,  di ora in ora. Il  9 dicembre sarà una data spartiacque, da ricordare.  


http://piovegovernoladro.altervista.org/blog/2013/12/09/diretta-nazionale-della-manifestazione-9-dicembre/