Lo dicevo io che l'onomatopea non prometteva niente di buono. E difatti. A parte il suono del Piffero per un partito del Piffero che si è autoproclamato tale, senza essere passato dal consenso popolare delle urne elettorali. A parte il continuo arrampicarsi sugli specchi del trio Bocchino, Granata, Urso. A parte il loro persistente vacuo abracadabra che nessun Italiano comprende, se non che si agitavano per mettere in atto un golpe bianco, senza voto. Ma soprattutto la violenza e la protervia di venire in tv a sputare sentenze, dopo aver mangiato per due anni nello stesso piatto, dopo essersi presentati con lo stesso simbolo per farsi eleggere nei vari collegi. Dopo aver sfruttato la vetrina "istituzionale" di Presidente della Camera per giocare in simultanea all'arbitro e al centro-attacco.
Nel giorno e nella notte di Santa Lucia, Fini ha vissuto il peggior incubo che ci sia. E il Fli-Fli ha assunto un suono assonante: Fli-Flop!
Presto i suoi finanziatori e supporter lo scaricheranno e volgeranno le loro attenzioni altrove, perché in Usa vige il vae victis. Winner takes all, loser takes nothing. Da quelle parti non si scommette a lungo sui bardotti. Bisogna segnare dei gol, non degli autogol.
E ora per favore, caro sig. Presidente Pulcinella, apra bene gli occhi, le orecchie e la bocca (tre cose che finora ha tenuto ben serrate per convenienza) e ascolti: dato che lei è anche il supremo capo della Magistratura, ci tolga dai piedi un personaggio in visibile contrasto con la sua terza carica istituzionale di Presidente della Camera dei deputati. O se proprio è in vena di regalare qualche premio o benemerenza durante una delle sue inutili cerimonie taglia-nastri, conferisca la vanga d'oro a Gianbecchino. Per il suo funerale politico. Perciò, requiescat. Ma tutta questa lunga notte dei congiurati, è anche il segno di requiem per la democrazia. Speriamo spunti l'alba di un nuovo giorno.











