Purtroppo siamo sommersi quasi quotidianamente da memorie imposte e ricordi a comando, che come ho già avuto modo di scrivere finiscono con l'oscurare e obnubilare queste due giornate sulle Foibe. Non sono pochi ancora oggi le reazioni scomposte di fastidio, intolleranza o addirittura divieti espliciti o più subdoli da parte di sindaci di sinistra a celebrare queste giornate. Ieri a sorpresa perfino Mattarella ha tuonato contro il negazionismo di certi "partigggiani" i quali hanno tutto l'interesse a raccontare la versione del "regolamento di conti tra antifascisti e fascisti". L'avrà fatto forse per opportunismo, l'avrà fatto per calmare le acque con l'intento pacificatore, non lo so...ma l'ha fatto ed è già qualcosa. Do la parola a un testimone, Toni Concina, comparso sul sito di Porro, in questa bella testimonianza:
ll giorno del ricordo che nessuno ricorda"
Ma anche "Una ragazza istriana", preso dal sito di Marcello Veneziani, che inizia così: "Vorrei raccontarvi una storia, dolce e cruenta, tragica e lieve. E vera..."
E quest'altro articolo del sempre ottimo Veneziani sui negazionisti e i resettatori di scomode verità dal titolo "Foibe e Fobie", articolo scritto per "La Verità".
Estraggo questo suo passaggio:
" A me, vi confesso, non piace parlare di foibe, e ancor meno mi piace contrapporle all’eccesso mediatico-istituzionale sulla Shoah. Non mi piacciono queste partite sul dolore e non mi piace evocare la storia per associarla solo all’orrore. Tantomeno mi piace identificare due parole belle e dolci come memoria e ricordo, l’una che richiama alla mente e l’altra al cuore, con tremendi massacri. Non mi piace applicare il manuale Cencelli agli orrori...".
" A me, vi confesso, non piace parlare di foibe, e ancor meno mi piace contrapporle all’eccesso mediatico-istituzionale sulla Shoah. Non mi piacciono queste partite sul dolore e non mi piace evocare la storia per associarla solo all’orrore. Tantomeno mi piace identificare due parole belle e dolci come memoria e ricordo, l’una che richiama alla mente e l’altra al cuore, con tremendi massacri. Non mi piace applicare il manuale Cencelli agli orrori...".
Una cosa resta certa: il peggiore dei crimini è stato togliere brutalmente casa, terra, lavoro e affetti a chi ci viveva per renderli esuli in Patria (si parla di 300 o 400 mila) e trattarli come fossero dei paria (l'annosa questione dei Giuliani e Dalmati). Ma questo è il retaggio del partito più antinazionale che ci sia: il PCI i cui eredi oggi vanno sulle navi a portare "solidarietà" e a predicare "accoglienza" a invasori ingaggiati da ricchissimi finanzieri e speculatori. Quella stessa solidarietà e accoglienza che hanno invece negato a Italiani in fuga da un regime dispotico e crudele.





