Zelensky sta completando il suo giro delle 7 chiese in cerca di armi. Sembra una frase ossimorica ma non la è. Insomma la sua tournée in Europa è per battere cassa e assicurarsi che gli stati abbiano voglia di spendere denari su denari per la sua guerra. E' andato dal papa vestito da militare con l'effigie di una madonna che ha un'ombra al posto del Bambin Gesù. Un'icona blasfema, dal momento che è pur vero che nelle guerre muoiono i bambini, ma questo non gli dà il diritto di modificare l'iconografia cristiana della Vergine col piccolo Gesù, senza urtare la sensibilità dei cristiani. I giornaloni si sono molto concentrati sul look della Meloni in abito bianco in visita qualche giorno prima da Bergoglio, e sull'etichetta vaticana non rispettata, perché bianco è anche il colore dell'abito talare del Pontefice. Ma sono stati tutti ben zitti sulla sua mossa politica di rifinanziare armi per la missione fino alla "vittoria finale" dell'Ucraina.
Già, l'arte dei giornalisti è quello di concentrarsi nelle quisquilie, trascurando la buona sostanza, per depistare l'opinione pubblica. Così come sono stati silenti sulla tenuta mimetica dell'Ucraino in Santa Sede, sulle sue sparate arroganti e sussiegose a proposito della mediazione di pace della quale lui non ha bisogno, e sui doni discutibili fatti al Pontefice. Soprattutto nessuno, ad eccezione dei soliti siti di nicchia, si è soffermato a criticare i corifei di salamelecchi sorridenti che vanno dalla Meloni (l'"amica Giorgia" che si profonde in baci e abbracci e in mossettine civettuole alla sua presenza - roba da farci rimpiangere la fredda asciuttezza di Draghi), al loquace troppo loquace Mattarella, ad un intero collegio di pennivendoli prezzolati con in testa il Gran Maggiordomo di Regime, buono per tutte le stagioni, per tutti i governi (destra, centro, sinistra, governi tecnici) e per tutte le guerre di aggressione, purché sotto bandiera Nato: Bruno Vespa, i cui nèi si accendono a intermittenza di contentezza quando può avere l'esclusiva di qualche personaggio mediaticamente speciale. Il collegio di pennivendoli prezzolati che ha fatto da corona a Zelensky ci ha dato la misura del servilismo della stampa di questo Paese, un paese di ciambellani e cortigiani di regime.
Torniamo ai doni di Zelenzky al Papa. Ha donato a Francesco, oltre all'icona della Madonna sui resti di una piastra antiproiettile, anche un quadro intitolato "Perdita", sull'uccisione dei bambini durante il conflitto. È raffigurata una Madonna con un bambino in braccio, in nero, come fosse stato cancellato. E' una buona idea? A mio avviso, è semplicemente grottesco mescolare l'iconografia e la liturgia cristiana, alla guerra. E' evidente che in guerra i bambini purtroppo sono le vittime innocenti, ma ha un che di grottescamente blasfemo ritoccare la Maternità della santa Vergine. «Questo rappresenta l'uccisione dei bambini», ha spiegato per lui al Papa un interprete dall'ucraino all'italiano che era presente alla visita. Doni per sottolineare che il nemico è barbaro e con lui non si può trattare. E men che mai, occorrono mediatori non graditi.
Il pontefice, a sua volta, ha donato al presidente ucraino, una piccola scultura in bronzo che rappresenta un ramoscello d'ulivo, simbolo della pace. E a proposito di pace e di mediazione di pace ecco le parole arroganti di Zelensky pronunciate urbi et orbi in luogo di colloqui riservati.
"Con tutto il rispetto per Sua Santità, noi non abbiamo bisogno di mediatori, noi abbiamo bisogno di una pace giusta", dice ancora Zelensky dopo quaranta minuti di faccia a faccia con Papa Francesco, che pure invita a Kiev. Se mai ci può essere un piano di pace è solo quello "ucraino", e lui stesso ha chiesto al Papa di "unirsi alla sua attuazione". (fonte: Ansa).
Capito? Zelensky si mette a dare lezioni di protocollo diplomatico allo stato del Vaticano e al papa.
Nessuno gli ha spiegato che un pontefice (pontifex, colui che costruisce ponti) non è un diplomatico in livrea e che la sua eventuale mediazione, semmai, è solo a carattere etico e spirituale? Lo sapeva perfino Stalin con la sua battuta: "Quante divisioni ha il papa?". Qualcuno obbietterà: con un papa così, l'Ucraino sfonda una porta spalancata e non trova freni alla sua protervia, nemmeno nelle stanze vaticane.
Acqua in bocca da parte dei cronisti e degli opinionisti italioti che hanno riferito delle sue frasi senza criticarne il contenuto.
Ne sottolineo un'altra. Lunedi sera a Quarta Repubblica trasmissione condotta da Nicola Porro, il Gran Maggiordomo Vespa di fronte alla statistica che vuole oltre più del 60% degli Italiani contrario a questa guerra ha riferito che questi dati fanno disperare Zelensky. Ah sì? e cosa pretende? che gli Italiani siano felici di impoverirsi, di essere contenti di aver troncato rapporti commerciali amichevoli con la Russia e di pagare il triplo il gas liquido "amerikano"?
Quanto a Vespa, se l'è presa con il popolo italiano reo di essere servile e di applicare il "Franza o Spagna purché se magna". Ma di chi parlava costui? Forse di se stesso così abile ad essere a libro paga (e che superpaga!) dei Poteri forti. Insomma, senza volerlo, il Vespone si è fatto un bell' Autoritratto. Fategli sapere che gli Italiani non traggono proprio nessuno beneficio a dire di NO a questa guerra. E quei rari intellettuali che ci provano, vengono ostracizzati e depennati dagli eventi a cui devono partecipare, proprio come avviene in tutti i regimi. Inoltre Zelensky farebbe bene a occuparsi della conquista di "menti e cuori" dei cittadini ucraini, prima di preoccuparsi dei sondaggi su come la pensano gli italiani su una guerra alle porte di casa. Glielo ha spiegato qualcuno che "al cuor non si comanda"? Hanno ordinato agli italiani di mettere mano al portafogli e ora vorrebbe pure sentirsi amato? E' troppo!
Poi Zelensky è volato a Londra per consolarsi presso il suo "amico" Sunak in cerca di armi altrettanto "amiche" (centinaia di missili e droni per la difesa aerea) . Chi mi ama, mi armi - sembra essere il suo motto.
San Pasquale
San Pasquale















