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17 May 2023

La tournée di Zelensky




Zelensky sta completando il suo giro delle 7 chiese  in cerca di armi. Sembra una frase ossimorica ma non la è. Insomma la sua tournée in Europa è per battere cassa e assicurarsi che gli stati abbiano voglia di spendere denari su denari per la sua guerra. E' andato dal papa vestito da militare con l'effigie di  una madonna che ha un'ombra al posto del Bambin Gesù. Un'icona blasfema, dal momento che è pur vero che nelle guerre muoiono i bambini, ma questo non gli dà il diritto di modificare l'iconografia cristiana della Vergine col piccolo Gesù, senza urtare la sensibilità dei cristiani. I giornaloni si sono molto concentrati sul look della Meloni in abito bianco in visita qualche giorno prima da Bergoglio, e sull'etichetta vaticana non rispettata,  perché bianco è anche il colore dell'abito talare del Pontefice. Ma sono stati tutti ben  zitti sulla sua mossa politica di rifinanziare armi per la missione fino alla "vittoria finale" dell'Ucraina.




Già, l'arte dei giornalisti è quello di concentrarsi nelle quisquilie, trascurando la buona sostanza, per depistare l'opinione pubblica. Così come sono stati silenti sulla  tenuta mimetica dell'Ucraino in Santa Sede, sulle sue sparate arroganti e sussiegose a  proposito della mediazione di pace della quale lui non ha bisogno, e sui doni discutibili fatti al Pontefice. Soprattutto nessuno, ad eccezione dei soliti siti di nicchia, si è soffermato a criticare i corifei di salamelecchi sorridenti che vanno dalla Meloni (l'"amica Giorgia" che si profonde in  baci e abbracci e in mossettine civettuole alla sua presenza - roba da farci rimpiangere la fredda asciuttezza di Draghi), al loquace troppo loquace Mattarella, ad un intero collegio di pennivendoli prezzolati con in testa il Gran Maggiordomo di Regime, buono per tutte le stagioni, per tutti i governi (destra, centro, sinistra, governi tecnici) e per tutte le guerre di aggressione, purché sotto bandiera Nato: Bruno Vespa, i cui nèi si accendono a intermittenza di contentezza quando può avere l'esclusiva di qualche personaggio mediaticamente speciale.   Il collegio di pennivendoli prezzolati che ha fatto da corona a Zelensky ci ha dato la misura del servilismo della stampa di  questo Paese, un paese di  ciambellani e cortigiani di regime. 

Torniamo ai doni di Zelenzky al Papa. Ha donato a Francesco, oltre all'icona della Madonna sui resti di una piastra antiproiettile, anche un quadro intitolato "Perdita", sull'uccisione dei bambini durante il conflitto. È raffigurata una Madonna con un bambino in braccio, in nero, come fosse stato cancellato. E' una buona idea? A mio avviso, è semplicemente grottesco mescolare l'iconografia e la liturgia cristiana, alla guerra. E' evidente che in guerra i bambini purtroppo sono le vittime innocenti, ma ha un che di grottescamente blasfemo ritoccare la Maternità della santa Vergine.  «Questo rappresenta l'uccisione dei bambini», ha spiegato per lui al Papa un interprete dall'ucraino all'italiano che era presente alla visita. Doni per sottolineare che il nemico è barbaro e con lui non si può trattare. E men che mai, occorrono mediatori non graditi.
Il pontefice, a sua volta,  ha donato al presidente ucraino, una piccola scultura  in bronzo che rappresenta un ramoscello d'ulivo, simbolo della pace. E a proposito di pace e di mediazione di pace ecco le parole arroganti di Zelensky pronunciate urbi et orbi in luogo di colloqui riservati.

"Con tutto il rispetto per Sua Santità, noi non abbiamo bisogno di mediatori, noi abbiamo bisogno di una pace giusta", dice ancora Zelensky dopo quaranta minuti di faccia a faccia con Papa Francesco, che pure invita a Kiev. Se mai ci può essere un piano di pace è solo quello "ucraino", e lui stesso ha chiesto al Papa di "unirsi alla sua attuazione". (fonte: Ansa). 
Capito? Zelensky si mette a dare lezioni di protocollo diplomatico allo stato del  Vaticano e al papa. 
Nessuno gli ha spiegato che un pontefice (pontifex, colui che costruisce ponti) non è un diplomatico in livrea e che la sua eventuale mediazione, semmai, è solo a carattere etico e spirituale? Lo sapeva perfino Stalin con la sua battuta: "Quante divisioni ha il papa?". Qualcuno obbietterà: con un papa così, l'Ucraino sfonda una porta spalancata e non trova freni alla sua protervia, nemmeno nelle stanze vaticane. 
Acqua in bocca da parte dei cronisti e degli opinionisti italioti che hanno riferito delle sue frasi senza criticarne il contenuto. 



Ne sottolineo un'altra. Lunedi sera a Quarta Repubblica trasmissione  condotta da Nicola  Porro, il Gran Maggiordomo Vespa di fronte alla statistica che vuole oltre più  del 60% degli Italiani  contrario a questa guerra ha riferito che questi dati fanno disperare Zelensky. Ah sì? e cosa pretende? che gli Italiani siano felici di impoverirsi, di  essere contenti di aver troncato rapporti commerciali amichevoli con la Russia e di pagare il triplo il gas liquido "amerikano"? 
Quanto a Vespa, se l'è presa con il popolo italiano reo di essere servile e di applicare il "Franza o Spagna purché se magna". Ma di chi parlava costui? Forse di se stesso così abile ad essere a libro paga (e che superpaga!) dei Poteri forti. Insomma, senza volerlo, il Vespone si è fatto un bell' Autoritratto. Fategli sapere che gli Italiani non traggono proprio nessuno beneficio a dire di NO a questa guerra. E quei rari intellettuali che ci provano, vengono ostracizzati e  depennati dagli eventi a cui devono partecipare, proprio come avviene in tutti i regimi. Inoltre Zelensky farebbe bene a occuparsi della conquista di "menti e cuori" dei cittadini ucraini, prima di preoccuparsi dei sondaggi su come la pensano gli italiani su una guerra alle porte di casa. Glielo ha spiegato qualcuno che "al cuor non si comanda"? Hanno ordinato agli italiani di mettere mano al portafogli e ora vorrebbe pure sentirsi amato? E' troppo!
Poi Zelensky è volato a Londra per consolarsi presso il suo "amico" Sunak in cerca di armi altrettanto "amiche" (centinaia di missili e droni per la difesa aerea) . Chi mi ama, mi armi - sembra essere il suo motto.  


 San Pasquale

27 August 2019

La Missione URSS-ula non deve passare



Nel leggere il pezzo di Andrea Indini sul Giornale ho avuto la convalida di quelli che erano i miei sospetti:  nel Parlamento Ue hanno creato una specie di maxi Nazareno  del tutti contro l'ala sovranista costituita da Salvini e dalla Le Pen allo scopo di ostracizzarli, e detto esperimento l'hanno trasferito  papale papale, sul territorio nazionale. Curiosamente il nome di Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione Europea di fede merkeliana,  si presta anche per il giochetto Ursula-Urss. Niente di più sovietico dell'Unione Europea. Salvini ne ha accennato nel suo discorso duro di queste ore, ma dovrebbe chiarire meglio a tutti noi. Durante queste consultazioni non ho mai visto tanti Zombie riesumati all'orizzonte: Prodi ex commissario Ue, che addirittura ha ideato il termine coalizione Ursula. Napolitano in collegamento diretto con Mattarella. E costui non rinuncia mai a mettere i  suoi trabocchetti , la sua venefica tela di ragno,  ogni qualvolta c'è una crisi. Spunta pure il "trombato" Maroni a dire la sua contro Salvini. E che dire? Persino  una cariatide come Ciriaco De Mita esterna dall'Irpinia.
Conte dal canto suo, è stato elogiato dal polacco Tusk come un difensore "leale" di questa Europa, e ha ottenuto un caldo abbraccio da Macron al G7 di Biarritz per aver allontanato  Salvini dal governo giallo-verde. Sono d'accordo con Indini  che la data fatidica e spartiacque è il 16 luglio scorso. Lì a Bruxelles si è consumata la congiura.
Certo, a rompere è stato Matteo Salvini facendo presentare dai suoi uomini una mozione di sfiducia contro il presidente del Consiglio, ma il ministro dell’Interno si è di fatto trovato “stritolato” tra congiuranti che stavano già preparando l’inciucio giallorosso. Non stupisce, infatti, che Romano Prodi, massimo supporter italiano di un’Europa anti sovranista, si sia speso in prima persona per un’intesa tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico. Il tutto per arginare l’avanzata della Lega che, a fine luglio, era data dai sondaggisti a un passo del 40%.

Così scrive Indini.  Chi non ricorda che la Lega votò contro la fiducia della Presidente Ursula von der Leyen, mentre i grillini in quell'occasione, da "antisistema" che si vantarono di essere, si sistemarono e appiattirono intorno al suo nome?  Forse insufflati dallo stesso Conte che ebbe in quell'occasione, parole di sdegno contro la Lega, perché non si allineò all'Eurocrazia. Del resto è Conte che in queste ore tace (un silenzio sospetto) e si nega ai cronisti, in quanto parte integrante del Tavolo del Grande Inciucio.
Morale della Favola: Salvini non poteva fare che quello che ha fatto. Ora può ancora giocarsi delle carte (seppur con qualche rischio), mentre se fosse rimasto nella condizione umiliante di venire depotenziato quale Ministro dell'Interno, si sarebbe bruciato senza realizzare le prerogative e funzioni del suo Ministero, e avrebbe significato essere ostaggio dei veri "traditori" (dal latino tradere: consegnare): i grillini. Era già tutto previsto e preordinato. Non per nulla è saltato fuori dal sarcofago la Mummia Mortadella Prodi con la sua panzana di "coalizione Ursula".
Ma ecco cosa aggiunge in proposito lo stesso Indini:

Non appena Salvini fa saltare il banco, Prodi si fa portavoce del partito del non votoauspicando per il nuovo governo una coalizione “Ursula”, formata cioè da quelle forze politiche che hanno contribuito a far eleggere la von der Leyen. In un editoriale pubblicato ieri sul Messaggero ammette candidamente che le cancellerie europee “hanno espresso l’auspicio che si possa creare una nuova alleanza in grado di aprire un dialogo costruttivo con l’Unione europea“. Quello che chiedono a Bruxelles è, insomma, un esecutivo europeista che pieghi la testa ai diktat di Francia e Germania.

Andiamo avanti. In queste ore sembrano tutti quanti morsicati dalla tarantola e cercano di venirne a capo con una velocità mai vista prima d'ora. Dev'essere la sete di poltrone. Zingaretti con i suoi tirapidi ha fatto finta di fare lo schizzinoso ("Non vogliamo un Conte bis, vogliamo segni di discontinuità") ma in queste ore si è mostrato "aperto" ad ogni ipotesi, a condizione di ottenere "ministeri di peso" per il suo partito. Si parla del Ministero dell'Interno (quello di Salvini) e allora addio blocco degli sbarchi e del via libera al decreto Sicurezza. I 5 stelle dal canto loro, se vanno alle urne, sanno che verranno massacrati e azzerati. Ecco perché persino il loro "peggior nemico"  (quello che Di Maio chiamò "il partito di Bibbiano") fa buon brodo pur di non andare alle urne. E in queste ore, ecco il suono del solito monotono Valzer delle Poltrone: io mi prendo questa, tu quest'altra. Al Canuto del Colle andrà più che bene, pur di concorrere a desalvinizzare la compagine governativa. 
Salvini è ancora Ministro dell'Interno uscente e  il suo ruolo istituzionale gli impedisce di aizzare la Piazza, ma ricordiamoci: la missione URSS-ula non deve passare, dato che questo, sarebbe il governo più sbilanciato a sinistra della storia d'Italia. E in piazza ci dobbiamo andare tutti noi.  In caso contrario, saranno anni durissimi e  pesantissimi. Lo sono già. Ancora una volta, lo strappo tra le élites e il popolo è consumato. 

01 June 2018

Ma schiava d'Europa Iddio non la creò




Faccio i  miei migliori auguri a questo governo entrante, ma non posso dimenticare che ci sono state giornate con scene da cardiopalma, con Conte che si dimette 4 giorni fa, respinto da Mattarella,  ma poi viene rimesso in sella 4 giorni dopo. Mattarella che boccia un governo neonato frustrandone le aspettative, poi lo rimanda a ottobre (cioè dopo un governo tecnico Cottarelli del FMI), quindi lo riammette e lo ripesca. Schizofrenia allo stato puro! 
Come si dice? Tutto è bene ciò che finisce bene. Ma dopo quest'ennesimo coup d'état,  occorre mettere la parola FINE ai presidenti finto-taglianastri e posa-corone agli altari della Patria, ma nei fatti, specialisti in trame oscure e camarille estenuanti. Falsi notai in apparenza, ma poi aspiranti a monarchi assoluti.  Meglio, molto meglio un presidente eletto direttamente dal popolo: ciò che non impedisce l'elezione di presidenti come Macron, Sarkozy ecc. Ma almeno escono allo scoperto e finito il quinquennio vanno a casa e  non ce li ritroviamo come "emeriti" a dare "buoni consigli" dietro le quinte.
Curiosamente la nostra Repubblica nasce sotto il segno dei Gemelli, segno d'aria,  un segno artistico, legato alla Bellezza estetica, ma assai ribelle, volubile e  turbolento. I Dioscuri Salvini e Di Maio, per paradosso zodiacale hanno rimesso in piedi la IIIa Repubblica ancora sotto il segno dei Gemelli, esattamente come è nata il 2 giugno 1946, luci e ombre, anima e intelletto, materialità e spiritualità, due parti opposte, due aspetti che non possono essere separati e che caratterizzano il segno in maniera inequivocabile, se vogliamo credere all'Astrologia e ai suoi dettami. Secondo la mitologia greca, la Bellezza attira su di sé le sciagure (il mito della bella Elena nell'Iliade) . E L'Italia è bella, un paese meraviglioso unico al mondo, per questo attira su di sé tanta cattiveria e tanta perfidia. E non solo bella, ma operosa, vitale, con tante genialità al suo interno e, nonostante tutto quello che ci hanno fatto, dispone ancora di un bel po' di manifattura.  
"Gli italiani devono lavorare di più, essere meno corrotti e smettere di incolpare l'Ue per tutti i problemi dell'Italia": sono le parole durissime espresse dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, pronunciate nella sessione di domande e risposte con il pubblico alla conferenza a Bruxelles. Per citare questo alcolista, ubriacone, evasore fiscale di uno staterello off shore come il Lussemburgo, ecco un'altra sua perla in questi giorni. "Abbiamo gli strumenti di tortura in cantina". Sì, certo,  insieme ai superalcolici per le sue colossali sbornie (c'è il video) hanno lo spread, la tecnologia con la quale fare un clic e magari risucchiare in un solo colpo tutti  i  risparmi dei cittadini d'Europa.
Juncker appisolato dopo una delle sue proverbiali sbornie

Marine Le Pen cita proprio Juncker quale cattivo esempio da equiparare a quanto ha cercato di fare Mattarella in questi giorni. Il Nostro si sarebbe attenuto scrupolosamente al diktat junckeresco:

Pour comprendre la décision scandaleuse du Président Mattarella, il faut se souvenir de la déclaration de Juncker en 2015 : " Il ne peut y avoir de choix démocratique contre les traités européens". Ecco dunque la dichiarazione scandalosa  di Juncker da ricordare a futura memoria: Non ci può essere scelta democratica nei confronti dei Trattati europei. Insomma, quelli non si toccano e ce li dovremmo tenere così come sono. E guai a chi parla di democrazia e di rinegoziazione. Mi aspetto da questo governo, una netta inversione di tendenza.
Il Commissario al Bilancio Oettinger

Ed ecco la frase sconsiderata che  però, è anche un'implicita ammissione di colpa, dato che ormai si vota con la pistola alla tempia, ovvero con "gli strumenti di tortura": i mercati finanziari. L'ha pronunciata il commissario al Bilancio Gunther Oettinger: 
"I mercati e un outlook negativo insegneranno agli elettori italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni", frase che ha scatenato un putiferio nell'ambiente politico nostrano, specie nei due partiti  "populisti" Lega e M5S. 
L'ipocrita Gelmini asserisce tutta preoccupata: "Così si scatena l'antieuropeismo". Ah sì? ma davvero? E perché non dire il contrario, e cioè  che l'eurocrazia è nemica dei popoli d'Europa, dato che preferisce "le pistole alla tempia" alla vera democrazia? 

Non c'è limite al peggio, ed eccone un'altra. Lo scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la Troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”. A dirlo il deputato europeo della Csu tedesca, Markus Ferber, parlando alla Tv tedesca Zdf evocando la possibilità che la Troika arrivi a Roma per attuare il salvataggio finanziario. Avete forse sentito Mattarella protestare? Nemmeno un belato.

Che cosa mi aspetto da questo neonato governo? Imporre più dignità e spirito di nazione, pugni sul tavolo in Europa per la difesa dei nostri interessi, capacità di saper parlare con franchezza al popolo italiano: su quel che si farà e su quel che non si potrà fare. E se non potrà realizzare  tutto quanto è nel programma, si dica chiaro e tondo  perché e di chi  è la colpa, con tanto di nomi e cognomi. Auguri al nuovo governo, auguri a Salvini e Di Maio che qualcuno chiama già i dioscuri Castore e Polluce. So che sarà dura, a causa di nemici interni ed esterni e di insidie e trappole piazzate lungo il loro percorso. 


Buon  72esimo compleanno, Italia! E che schiattino nella loro boria  gli eurokrukki sempre protervi e  arroganti!

...ma schiava d'Europa, Iddio non la creò....

Qui la squadra dei 18 ministri del neonato Governo Conte.

03 April 2018

La Tratta Bardonecchia-Briançon e la via africana della neve



I doganieri del governo Macron hanno ecceduto in zelo nel fare irruzione nel nostro territorio, e senz'altro a parti invertite, ci avrebbero sparato addosso. Questo è  un po' nel loro DNA.
La possibilità di sconfinamento per ragioni di accompagnamento coatto al confine rientra tra gli accordi sovranazionali che l'Italia ha pattuito con la Francia. I francesi non hanno del tutto sbagliato, dato che esiste un accordo dal 1990. Quello che proceduralmente è sbagliato è stato non aver avvisato l'autorità italiana di confine dell'attività che dovevano fare e pertanto dovevano essere accompagnati e supportati dai nostri agenti.
Non potevano sicuramente entrare armati in territorio nazionale.
Ma c'è un ma...La tratta Bardonecchia- Névache-Briançon è diventata la nuova via africana e illegale all'immigrazione sulla neve d'alta montagna, per la Francia. E con tanto di spalloni italioti che li accompagnano. Qualcosa di invasivo quasi peggiore di Annibale e i suoi elefanti. Le ong, onlus e tutto il cuccuzzaro sorosiano arcobaleno (Rainbow for Africa) più i No Tav, che per l'occasione si sono trasformati in No Borders, non solo si sono impadroniti di sale e salette, un tempo adibite ai controlli delle due dogane transfrontaliere, ma ora parlano in tv, facendo gli scandalizzati contro i doganieri francesi, voltando rigorosamente le spalle ai telespettatori. Chi sono? Chi era quella "mediatrice culturale" (sic!) che non viene ripresa dalle telecamere? E vi sembra normale che la Magistratura abbia aperto un fascicolo? Contro chi? contro le autorità francesi che hanno bistrattato un "povero africano"?  Ma che non ci facciano ridere! Siamo qui ancora in attesa di giustizia per la povera Pamela fatta a pezzetti in valigia e  hanno pure il tempo di occuparsi della "gendarmerie" che tratta male il povero migrante?


Salvini e Meloni non dimentichino mai che i veri traditori della Patria li abbiamo in casa e che continuano a sgovernare. Pertanto non facciano "i sovranisti alla carbonara". Gentiloni ha concesso i mari alla Francia (tratta di Sanremo e mari di Sardegna). Ha inviato soldati nel Niger a fare da supporto a Macron e i precedenti governi Monti, Letta (quest'ultimo in queste ore si straccia pure le vesti) e Renzi hanno fomentato una crisi economica che ha regalato alla Francia a prezzi stracciati e di sottocosto, realtà produttive fino a poco tempo fa considerate invidiabili, veri gioielli di famiglia come Loro Piana, Parmalat, Lactis e tante altre belle cosette del miglior "made in Italy". Marchi iconici, che hanno contribuito a rendere grande il nome dell'Italia nel mondo, ma che lentamente si sono trasformati da fiore all'occhiello del Belpaese in ghiotto bottino per i francesi. Mentre sembra sfumare l'affaire Fincantieri, e prende corpo l'ipotesi di una nazionalizzazione dei cantieri navali, dalla moda alle banche, passando per le telecomunicazioni, l'energia e la grande distribuzione, sono tanti i settori sui quali le società d'Oltralpe hanno messo le mani, conquistando pezzo per pezzo un'importante fetta della produzione italiana. (Emilio Pucci, Prada, Bulgari, Luxottica ecc.) Qui  nell'articolo "Le mani dei Francesi sull'Italia", potete farvi un'opinione esaustiva di tutto quello che abbiamo concesso ai francesi per colpa dei nostri scellerati politici e senza  udire nessuno di quegli strilli scomposti  che si sentono in questi giorni. Come non si sentirono latrati quando perdemmo a causa di Sarkozy, tutte le committenze con la Libia, oltre ad avere infranto quegli accordi sui respingimenti dei profughi e immigrati che avevamo con Gheddafi e che ci permettevano una boccata di ossigeno.



Ma torno alla "via migratoria della neve", perché è tutto l'inverno che si sentono i corifei dei buonisti di casa nostra, contro quello che ormai viene definito "il bullismo di Macron".  Il bullo respinse una donna africana incinta, come può il bullo avere un tal cuore di ghiaccio da respingere i bambini? La nostra stampaglia si sta specializzando nelle opere di misericordia corporali e spirituali. Ora quando si scioglieranno le nevi, il prossimo incessante sermone sarà dopo aver constatato che i "migranti" sono morti di freddo sotto la neve.

Lungi da me difendere Macron che semmai dovrebbe capire che non si può essere anti-immigrazionisti  verso i propri confini e filo con i nostri. Ma il peggior biasimo, la peggiore riprovazione deve essere riservata all'attuale governo Gentiloni, tuttora in carica. E prima di lui, quello Renzi che hanno permesso che il nostro paese pullulasse di ong, onlus, di tutte le bandiere possibili e immaginabili. Che hanno fatto del nostro paese il "corridoio umanitario" (leggi: il lazzaretto)  d'Europa con compiti di crumiraggio assoluto verso chi non si adegua, mettendoci di continuo nei pasticci: prima con l'Austria e il Brennero, poi con la Francia a Ventimiglia  e ora a  Bardonecchia. Se volete farvi un'idea di quel che accade sulla via africana della neve,  leggete questo reportage. E' di una rivista notoriamente di sinistra, ed ha un nome che è un programma: L'Internazionale. 
Ma anche leggere i nostri "nemici" aiuta a svelare i loro piani. Qui, con la scusa di essere compassionevoli, riporta tutto quel che avviene nella tratta Bardonecchia-Névache-Briançon sulla montagna, con spalloni, "passeurs" e cooperanti al seguito del "passaggio  a nord-ovest" alpino per la nuova Terra Promessa: la Francia. E con  una Bardonecchia da ridente località sciistica, trasformata nell'ennesima cloaca...


Nonostante tutto a Bardonecchia ogni sera, quando chiude la sala d’attesa della stazione, una decina di richiedenti asilo si rifugia nel sottopassaggio, aspettando di entrare nel ricovero notturno. Ad assisterli arrivano a turno dalla val di Susa e da Torino i volontari che si sono riuniti nella rete Briser les frontières, “sbriciolare le frontiere”. Portano bevande calde, pasti, vestiti, scarponi, giacche a vento, guanti. “Il nostro compito principale è informare le persone dei rischi a cui vanno incontro”, spiega Daniele Brait, attivista di Bussoleno. “Se uno guarda una cartina sembra che la distanza tra l’Italia e la Francia sia molto piccola, mentre in realtà in questa stagione andare in montagna senza equipaggiamento potrebbe significare non arrivare mai”.


Molti volontari sono anche attivisti No Tav e spiegano che la battaglia contro l’alta velocità ha molto in comune con quella per la libertà di movimento delle persone. “I No Tav vogliono evitare che le montagne siano devastate per far passare un treno merci, in un sistema che permette alle merci di passare liberamente e lo impedisce alle persone”, afferma Brait.


Tutti, ma proprio tutti, stanno trattando l'Italia come la discarica e la cloaca d'Europa. Nell'ordine:
  •  Francia con tutto quel che  già sappiamo e che ho esposto più sopra  (Bardonecchia, acque territoriali, made in Italy, spedizione in Libia, Niger e tutto il resto).
  • Austria con tanto di polizia al Brennero e referendum che vorrebbero effettuare ai cittadini del Sud Tirolo, se vogliono sentirsi o meno austriaci, primo passo per un'eventuale annessione (Anschluss). Ricordo che i referendum vanno promossi solo dalla Repubblica Italiana, se ce ne fosse bisogno. http://www.ilgiornale.it/news/mondo/doppio-passaporto-laustria-sudtirolo-gi-2018-1475392.html
  • Ong spagnola Pro Activa OPEN ARMS che ha cercato con ogni mezzo di riversarsi sulle nostre coste per scaricare quel che a casa loro non avrebbe mai potuto. Sì, perché da quelle parti (Ceuta e Melilla) si SPARA!
  • Bibi Netanyahu che non vuole profughi a casa sua (perché Israele è "piccola") , ma che ha fatto il nome dell'Italia (subito smentito dalla Farnesina e ora annullato, ma chissà  poi se è vero!) per scaricarcene un bel po':


Tralascio il manigoldo satrapone Erdogan e la sua indegna provocazione contro la nave dell'ENI Saipem 12000 a Cipro,  tanto per non farmi venire  un ulteriore travaso di bile. Ma la morale di questo discorso è che l'Italia è un cavallo magro e malato. E a cavallo malato vanno addosso mosche. Pertanto, ogni giorno di permanenza del governo Gentiloni-Mattarella, accresce questa agonia.



24 June 2016

Nel cuore degli Inglesi (e di tutti noi)




Pensate un po', mi ero già preparata da  qualche giorno il post in caso di vittoria del Brexit. Incredula e poco fiduciosa per tutto quanto di peggio è accaduto: il post sarebbe rimasto nelle bozze e nell'archivio dei bei sogni incompiuti. Avevo anche preparato la musica d'occasione. Ma non ho detto niente a nessuno quasi per scaramanzia. Ora però posso farlo. Una musica di largo respiro, bella, piena di speranze e di aspettative per tutti noi. Avremo ancora tempo per uscire da questo inferno? La vita è limitata e il tempo di ogni essere umano non è un tempo infinito. Forse è proprio per questo che adoro quest'aria che dà un senso di infinitezza. Ma soprattutto è un omaggio a John Barry, grande compositore inglese, autore di suggestive colonne sonore cinematografiche  (non solo tutte quelle di 007 ormai arcinote, ma Ipcress, Cotton Club, Nata libera, La mia Africa, Balla coi lupi e un'infinità di altre). Ma torno al referendum vinto, nonostante la campagna  di propaganda terroristica in atto, nonostante gli impazzimenti delle Borse, i ricatti di Cameron sulle pensioni e stipendi. Soprattutto, nonostante il terribile fatto di sangue a pochi giorni dal voto, che ha creato sconcerto e dolore nell'uccisione della deputata laburista Jo Cox.
Una vittoria che spalanca aspettative e speranze a tutti noi prigionieri di un'atroce distopia, cucitaci addosso come una camicia di forza. Sì,  conosco  già l'obiezione in parte vera: gli inglesi che giocano alla politica del  doppio forno volendo i vantaggi  del mercato unico senza dovere pagare dazio di entrare nella moneta unica a cambio fisso come l'euro, una coercizione valutaria che ci strozza. Gli inglesi quinta colonna Nato.  E ora  se ne escono certamente per altri loro  nuovi tornaconti: la conquista di nuovi mercati di Cina e India, lo svincolo dalle pastoie burocratiche europee. Conosco il lato oscuro di Albione e ne ho già dato conto in questo post.

Eppure tutto questo può essere l'occasione per un apripista per tutti noi. E' così inverecondo, dopotutto, saper mettere i propri interessi al primo posto? Loro lo fanno.  Brexit è un grimaldello che può fare saltare questa malsana impalcatura basata sui peggiori veti e le peggiori coercizioni chiamata Ue, e ci permette di sperare in un cambiamento a macchia d'olio che ineluttabilmente dovrà propagarsi anche nell'Europa continentale. Perché,  con il cambiamento dal XX al XXI secolo, è come fosse arrivata all'improvviso la fine del mondo. Pertanto ...



...Il nuovo mondo è liquido. Al suo interno, lo spazio e il tempo sono aboliti. Liberata dalle sue tradizionali mediazioni, la società è diventata sempre più fluida e sempre più segmentata, il che ne facilita la mercantilizzazione. Vi si vive secondo il modo dello zapping. Con la scomparsa di fatto dei grandi progetti collettivi, in altre epoche portatori di visioni del mondo differenti, la religione dell'io — un io fondato sul desiderio narcisistico di libertà incondizionata, un io produttore di sé a partire dal niente — è sfociata in una "detradizionalizzazione" generalizzata, che va di pari passo con la liquidazione dei punti di riferimento e dei punti fissi, rendendo l'individuo più malleabile e più condizionabile, più precario e più nomade. Da un mezzo secolo, l'«osmosi finanziaria della destra finanziaria e della sinistra multiculturale», come ha scritto Mathieu Bock-Coté, si è sforzata, con il pretesto della "modernizzazione" emancipatrice, di far confluire liberalismo economico e liberalismo societario, sistema di mercato e cultura marginale, grazie soprattutto alla strumentalizzazione mercantile dell'ideologia del desiderio, capitalizzando così sulla decomposizione delle forme sociali tradizionali.

E' questo un passaggio prelevato dal libro "La fine della sovranità" di Alain de Benoist
(Arianna editrice). E' proprio il sequestro del tempo nella sua circolarità (anni, mesi, stagioni, settimane, giorni e ore), nel quale stavamo immersi in modo armonico e tutto sommato, coerente prima che arrivasse quella "fine del mondo" non immediata e repentina ma "spalmata su più decenni" a partire dal cambio del XX secolo.  Il mondo che è scomparso - prosegue De Benoist - era un mondo in cui la maggior parte dei bambini sapevano leggere e scrivere. In cui si ammiravano gli eroi invece delle vittime. In cui gli apparati politici non si erano ancora trasformati in macchine per stritolare le anime. 

Ora il tempo della nostra progettualità, è sospeso e ibernato nella gabbia  di vetro di un computer. Il filosofo francese parla, non a caso, della fine delle "comunità di senso" -  quelle piccole realtà non assimilabili a logiche di mercato, di brutale soppressione ed estinzione. Non c'era bisogno di codici e di regolamenti, nelle comunità di senso, poiché erano in grado di applicare un'unica regola: il senno e la ragionevolezza dei suoi componenti. Ci sarà ancora un senso per le nostre "comunità di senso"?

Quel che stiamo cercando è solo un nuovo inizio. Ci serve solo questo per riavere un po' di ossigeno. Non possiamo abbandonarci alla disperazione di una notte infinita, di giorni che si susseguono a giorni, utili solo a pagare pesanti gabelle  e bollette o ad ascoltare notiziari che sono bollettini da Minculpop nei quali ci fanno credere che perdere la patria lasciandola invadere notte e giorno da popolazioni aliene,  sia cosa necessaria, inevitabile, giusta, utile e buona. Fino a ieri non c'era che questa cupa notte e -  eroe chi era in grado di non cedere ad una situazione disperante. Oggi invece dopo quest'esito inatteso quanto confortante, emergono segni di una possibile salvezza. Dipende da noi, tornare a sognare e ricominciare. 

Qui sotto la versione cantata  da Louis Armostrong con la sua formidabile tromba, di "We have all the time in the world" dal film "007Al servizio segreto di Sua Maestà".  Qui la versione con il testo



Nel caso ci avesse messo lo zampino anche la Regina di Inghilterra la cui vulgata vuole che sia anti-Ue, dico un grazie di cuore pure a Sua Maestà. Nel cuore degli Inglesi e di tutti noi, l'Indipendenza è ancora un valore in cui credere.

                                                       THE END  

                                                         

(Adesso però tocca a noi)

09 February 2016

Dalla Russia con rigore (e pudore)






La salvezza di questo "occidente" (minuscolo voluto) verrà  forse dalla Russia? Per il momento sappiamo che la Duma ha bloccato le adozioni dei bambini orfani ai paesi che hanno una legislazione nella quale i gay possono adottare. E la Francia di Hollande ne sa già qualcosa:porte chiuse a Est in materia di adozioni. Naturalmente, dopo la diffusione della notizia sulla legge, sono fioccate le proteste di alcune associazioni  sovranazionali per la promozione dei  cosiddetti "diritti umani". Di fronte a questo tipo di protesta c’è però di che rimanere sconcertati. Ma come si fa a considerare “diritto umano” la richiesta delle coppie gay di adottare un bambino? I capricci, le licenze, gli arbitri non sono "diritti"! E i bambini non sono pacchi postali da spedire a richiesta di chicchessia. Tutto questo ha a che fare con il presupposto (che è già dogma)  che avere figli sia un diritto per chiunque.
Si tratta dei famosi diritti utopicamente impossibili portati alla luce dall’Illuminismo e scaturiti dalla Rivoluzione Francese, e da quella Americana di cui ricordiamo il famoso quanto bislacco  "diritto alla felicità" . Come se ciascuno di noi nel proprio delirio superomista potesse procurarsela con ogni mezzo, lecito o illecito che sia, la felicità.
A tale scopo è utile leggere (o rileggere, per chi l'avesse fatto)  quanto affermò l'ambasciatore  russo Alexey Komov a Rovereto in materia di famiglia e natalità. Qui l'intervista. In un passaggio-chiave dell'intervista l'ambasciatore spiega come le idee, fatte proprie da quella rivoluzione bolscevica da cui scaturì il comunismo ateo e materialista, fossero partite proprio dall'occidente.

«Innanzi tutto un po’ di storia: la Russia è sempre stata un paese cristiano, e solo a partire dall’Ottocento, con le idee illuministiche fortemente anticristiane, le teorie massoniche e liberali infiltrate nella nobiltà russa contro la Chiesa, si arriva, nel 1917, alla Rivoluzione bolscevica provocata da dei sovversivi di professione, pagati dai banchieri di Wall Street e dal governo tedesco in funzione antirussa. Con il comunismo che, ripeto, è stato importato nella Russia cristiana, e non a caso Marx e Engels non erano russi, si impone la teoria della famiglia come nemico da distruggere, perché opprime la donna: sono stati così così decriminalizzati l’aborto, l’amore libero e l’omosessualità. Milioni di cristiani vennero assassinati dai rivoluzionari, le chiese distrutte. non solo: negli anni Venti si costruivano case senza la cucina e senza le porte per evitare la privacy e favorire la promiscuità e l’amore libero tra la gioventù comunista».

Komov si chiede inoltre come come è possibile che un 2% di media di omosessuali possa avere una tale influenza sulla cultura attuale dell’Occidente, al punto di piegare la politica al loro "particulare". Ed è quel che ci chiediamo un po' tutti. I "diritti" di pochi per mettere a soqquadro assetti sociali e ordinamenti giuridici. E' assai probabile che laddove passerà un andazzo del genere (e degenere) potrebbero avvenire abusi aberranti di questo tipo.  Dopotutto, guardando l'esempio di Pasolini (grande icona santificata dalle vedove intellò della  sinistra) il discrimine fra pederastia e pedofilia non è poi così netto. Mi sembra già di sentire l'obiezione sinistrata di turno: anche gli eterosessuali possono abusare dei bambini. Sì, qualche volta è vero, può accadere.
Ma  perché allargare la casistica a chi vive già nel disordine e nella promiscuità? E che ne sappiamo noi di come può crescere un bimbo che vede due omosessuali  andare a letto insieme la sera in camera, come marito e moglie? E come li chiamerà?Papà 1 e papà2?
O Mamma1 e mamma2? E' evidente che si vogliono usare i bambini come cavie umane per esperimenti pedagogici di dubbia riuscita. Senza contare le donne con gli uteri in affitto e con la maternità surrogata, vilmente strumentalizzate in funzione di "forni" a basso costo, sul mercato globale delle adozioni e dei parti per procura. Fermiamo queste nefandezze a catena, nel nome del Cielo! E chi ha più giudizio, lo adoperi. 

Su questo stesso tema:
http://it.sputniknews.com/italia/20160207/2048281/cirinna-ddl-famiglia-societa.html