Senza ignorare che anche gente simile, possiede un telefonino magari per filmare le loro infime prodezze vandaliche che poi mette in rete.
D'altro canto, si vive sempre più immersi in una bolla fatta di notizie, immagini, commenti, repliche ai commenti, like e dislike e la Rete si rivela sempre più un universo parallelo fatto di trappole e di inciampi. La lettura on line, stanca gli occhi, non consente concentrazione e non è fatta per essere memorizzata. Davanti a un articolo di approfondimento anche interessante, sono portata io stessa a dire: troppo lungo. E a stancarmi alla sua lettura, cosa che non avviene sulla carta. Si crede di imparare, ma poco dopo non si ricorda più nulla e capita di chiedere a sé stessi: dove ho letto, questo o quell'argomento? Dove ho preso la tale o tal altra notizia? Insomma, il passaggio estratto da un libro lo si segna col segnalibro, con una sottolineatura o con una cara vecchia orecchia piegata. Quello del web, svolazza e si dissolve su qualche Cloud. Il mondo delle informazioni ti entra in casa (infodemia), ma si è soli e dispersi nel mondo e il presunto sapere infinito del web, alla fine genera ignoranza e presunzione di saperla lunga.
Stiamo sprofondando nell'universo dell'immediato tipico degli insetti senza memoria, quella memoria che avevamo imparato a coltivare proprio dai libri. Il libro è già una selezione basata sullo spirito critico e saper discernere, selezionare, riflettere è un esercizio che richiede tempo e fatica: non ci sono scorciatoie!
Ho letto la lettera di Marina Berlusconi al Corriere della Sera. Su alcuni punti ha ragione, specie quando scrive: I libri sono da sempre efficaci anticorpi contro barbarie e totalitarismo, ma oggi assumono anche una funzione nuova: quella di anticorpi contro l’assottigliamento del pensiero imposto dallo smartphone, veri e propri strumenti di resistenza contro l’omologazione digitale.
Ma non vorrei che il suo grido di allarme contro le BIG TECH, senz'altro comprensibile in quanto editrice, nascondesse la voglia di imporre una authority esterna deputata, non si sa bene a che titolo, di vagliare che cosa è vero e cosa è falso. Una authority falsamente imparziale magari a caccia di bufale contro gli inevitabili inganni truffaldini della IA. Se i "discorsi sull'odio" vanno stigmatizzati e sanzionati da chi e da quale commissione. Meglio vigilare che la toppa non diventi peggiore del buco. Per il momento, insegniamo ai più piccoli e alle giovani generazioni di fare a meno, quando è possibile, di quel falso talismano elettronico che serve a farli deconcentrare, a creare analfabetismo di ritorno oltre a renderli dislessici e privi di manualità grafica. Ma occorre che gli esempi partano proprio dagli adulti, anch'essi vittime reinfantilizzate di quel Paese dei Balocchi elettronici che ci circonda. Quanto ai libri, mi auguro che ritornino quanto prima nelle case, negli scaffali e sui comodini, e non ghettizzati in cassettine da riserva indiana ferroviaria.





