
Qualche tempo fa lessi un pezzo sul Magazine del giovedi del solito Corrierone a firma Pietro Calabrese che esordiva con lo scusarsi presso i suoi lettori, per essere costretto a parlare dei fatti suoi, Si trattava dell'impossibilità del cronista di poter recedere da un contratto telefonico (cellulare e Internet) stipulato con la Vodafone. E della pervicacia con cui detta compagnia continuasse ad addebitargli il canone nonostante le numerose proteste telefoniche, tramite raccomandate con RR e varie altre missive ultimative. Chi frequenta questo blog, sa che normalmente neanch'io sono solita parlare degli affari miei. Ma i casi della vita, mi costringono a dover usare questo modesto spazio (che non è una testata giornalistica come quella del citato Calabrese) per riprendere l'argomento truffe telefoniche. Siamo entrati oggi nel solstizio d'estate, e invece di parlare di lucciole e folletti, di notti di mezza estate, di papaveri e fiordalisi, eccomi qui, costretta a parlare di cose ben più prosaiche. Esplodono le promozioni pubblicitarie in tv di offerte telefoniche. Ognuna di queste compagnie telefoniche multinazionali, promette delizie, risparmi, offerte vantaggiose, profili individualizzati per ogni esigenza del cosiddetto "consumatore". Stanca della scortesia delle impiegate Tim, ogni qualvolta sorgeva un problema, decisi di passare a Vodafone, felice di non dover cambiare numero. Non lo avessi mai fatto.
Il tecnico del mio pc mi fece la configurazione per poter leggere le email e io tutta giuliva, cominciai a collegarmi. Non lo avessi mai fatto.
In quattro e quattr'otto, la Vodafone mi saccheggò tutto il credito di 20 euro in pochi minuti. Andai a chiedere spiegazione al punto vendita della compagnia. Ma come?! non lo sa? Per navigare in Internet occorre fare un abbonamento di 3 euro alla settimana. Detto fatto, faccio la ricarica con un conttrattino: tre euro la settimana, detratto dal mio credito. Arrivo a casa e faccio il 414 per sapere se i tre euro fossero già stati trattenuti: sì, immediatamente. Da 20 euro di ricarica, passo subito a 17 euro.
Allora posso controllare la mia posta elettronica - penso. Guardo e in batti baleno mi accorgo che mi saltano via altri 2 euro. Ma come non lo sa? - mi rispondono al 190, servizio clienti. Lei per poter navigare doveva aspettare un 'sms di conferma. Le è arrivato? No, che non mi è arrivato, ma dato che i 3 euro li avete già intascati ho pensato che...
Morale: i soldi li hanno intascati subito, per il servizio invece, occorre aspettare ben
72 ore.Così mi dissero al punto vendita, dove mi recai per saperne di più. C'è scritto nel suo contratto - mi dicono. E dov'è?- chiedo io. Mi mostrano una clausoletta piccola, ma così piccola e in caratteri così lillipuziani che nemmeno riuscivo a vederla con gli occhiali inforcati.
Tutto legale no? Ci sono modi estremamente legali per turlupinare il consumatore. Poi finalmente arriva il messaggio di conferma. Okay allora posso navigare. Tre euro alla settimana è un vantaggio, dopotutto. Apro Gmail, seleziono, leggo, elimino, controllo che tutto funzioni. Sul far della serata (erano circa le 23,) mi arriva un messaggio:
Vodafone: traffico insufficiente per accedere al servizio. Insomma, si sono pappati un'altra volta tutto il mio traffico senza che io ne sapessi il perché . Richiamo, imbufalita, il 190 servizio clienti. Ma come? non lo sa? Un ragazzo, peraltro gentilissimo, mi risponde che per poter navigare in Internet occorre impostare punto d'accesso
wap.omnitel.it con una nota informativa di funzioni e di tasti da premere che dovrei configurare e che lui si fa premura di inviarmi via email. Leggo l'allegato lungo due pagine fitte contenente ben 37 sequenze di quello che dovrei fare. Vi risparmio il contenuto, perché incomprensibile.
CI RINUNCIO, getto la spugna! Per potermi consentire di fare tutto ciò che non capisco, sono costretti, però, a rimborsarmi parte del credito. E con un altro
sms mi viene detto che il mio credito appena azzerato da loro, ora è riabilitato a 14 euro. Be'... almeno quello. Col cavolo che mi azzarderò a entrare in Internet col rischio di vedermelo scippare di nuovo.
Morale: trattano il cliente come un povero
minus habens da turlupinare, da far girare come una marionetta avanti e indietro, come se avesse del tempo da buttare per queste fesserie .
Mi sfogo con altri amici e sento storie simili alle mie con altre compagnie telefoniche.
Un mio amico mi racconta, imbufalito, che ha aspettato per sei mesi per recedere dal contratto
Fastweb e di non essere riuscito ad averne ragione. Poi ha modificato il contratto riducendolo al minimo di opzioni per risparmiare nell'attesa che si decidessero a scollegarlo. E invece di sentirsi addebitare i 50 euro di opzioni minime come promesso, se ne è ritrovati 700 sulla bolletta. Misteri...telematici.
Una mia parente ha avuto Wind e se ne è pentita immediatamente. Un mio vicino di casa naviga in Internet con Infostrada ed è rimasto senza collegamento. Morale: ha dovuto tornare a Telecom, sulla quale penso che ciascuno di noi avrebbe molto da ridire. Tele 2 promette bollette leggere come piume, ma chi ci ha provato è rimasto con tanto di naso. E' il mercato, Bellezza. E' il pluralismo dei prodotti, cari miei. E' la cosiddetta liberalizzazione: troppo scelte, nessuna scelta. Un po' come i canali tv: cambi canale e ti ritrovi davanti agli occhi la solita fuffaglia di programmi. Il telefono, la tua voce, la tua truffa. Personalizzata e fatta di tante sigle e colori diversi. Come i bidoni di vernice che si buttano addosso i ragazzi nello spot pubblicitario di Vodafone. O più semplicemente, bidoni.