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01 June 2007

Santoro ha fatto il giro delle sette chiese


Non è tutto Sant-oro ciò che luce. Anzi, la tanto reclamizzata puntata di Anno Zero del suo programma si è rivelata per ciò che è e si presumeva fosse: una vera e propria patacca di cartapesta messa in piedi coi ritagli del più defunto anticlericalismo. Il documentario della BBC pareva un cattivo feuilleton d'appendice sui piccini maltrattati. Per carità, dovere di solidarietà per le vittime della pedofilia, specie se bambini, e chiunque ne sia il molestatore, che venga perseguito penalmente. Ma nel documento in oggetto, non c'era alcun contradditorio, se non la protervia di novello Torquemada di Colm O'Gorman, autore del programma, il quale urlava così forte che perfino Masaniello-Santoro - che di sceneggiate se ne intende - dovette dirgli di abbassare la voce. Alla faccia della flemma british! Per un momento pareva di essere tornati ai tempi delle guerre religiose tra protestanti e cattolici, tanto correva sangue in studio. Del resto Michele-Bellaciao, esige sempre cruente mattanze nel suo studio. Composto e regale, invece mons. Rino Fisichella. Il protestantesimo secolarizzato attacca il cattolicesimo sull'ultimo tabù rimasto: il celibato dei preti e la non introduzione delle donne nel sacerdozio. Questo processo mediatico ad opera della BBC è, secondo Roger Scruton, parte integrante di questa azione.


Quel che colpisce, è la sinistra antagonista e totalitaria del dopo-Muro di Berlino. Sconfitti dalla storia (la disgregazione dell'URSS), dalla geografia (la fine della Cortina di Ferro e la ridefinizione della mappa occidentale), e dalle Scienze umane (la pretesa scientificità del socialismo marxista), falliti in Italia i referendum sulla legge 40 e rifiutati i Dico, a che cosa si devono attaccare quel che resta dei "compagni"? Alla religione e alla Chiesa, che ha la colpa di essere sopravvissuta al comunismo. La quale doveva essere bandita dagli stati materialisti quale "oppio dei popoli", e invece è ritornata in auge. Crollano le ideologie laiciste di stato come il marxismo-leninismo, ecco riaffiorare le fedi spirituali. C'est la vie. L'astuto Putin l'ha capito: tant'è vero che ha creato un'ottima saldatura tra lui e il il patriarca Alessio II, per difendere l'identità nazionale. Si edificano templi ortodossi di legno perfino nelle taighe (le foreste russe) di betulle. In casa nostra invece si pretende saccheggiare la Chiesa che rappresenta millenni di cultura (pur con i suoi errori-orrori) istruendo processi mediatici da Torquemada laicisti e materialisti come quello a cui abbiamo assistito giovedi sera: bloody Thursday. E allora pur di portare letame alla propria discarica, Santoro fa il giro delle 7 chiese, compresa quella anglicana, per razzolare tutto quanto può essere "organico" (parola gramsciana) all'altro suo materiale organico: ovvero lo sterco. Perciò anche le periodiche crociate protestanti e secolari della chiesa anglicana contro Santa Romana Chiesa, possono essere utili al suo disegno di comunista fallito nonché ex-militante di Servire il Popolo, un gruppuscolo extraparlamentare marxista-leninista. Buon sangue, non mente mai.


Sorge spontanea una domanda. Ma le diocesi protestanti, Mr. O'Gorman della BBC, non conoscono nessuno di questi brutti peccati? E i college britannici, su cui è fiorita tutta una letteratura cinematografica ( Another Country, Maurice, ecc. ) sono tutti luoghi di studio, preghiera ed ascetismo, con docenti e pastori (magari "sposati") che non allungano mai le mani sui discepoli? Ci piacerebbe proprio saperlo...

29 May 2007

Fischia il vento del Nord...


....che si espande fino al Sud e per tutta le Penisola, arrivando perfino a Lampedusa. E se anche il bolso Corrierone è costretto ad ammettere che vincere sul terreno favorevole alla sinistra (e cioè alle amministrative), vuol dire che gli Italiani hanno voglia di spedire furiosamente a casa questo governo, è chiaro che qualcosa è cambiato. Non c'è bisogno di esperti e di opinionisti per capirlo. Se avessero messo lì anche pezzi di baccalà sotto sale come candidati, è evidente che li avremmo votati lo stesso, pur di non tenerci questi qua. Ma passata l'euforia è bene ricordare a Berlusconi e ai suoi alleati, che vincere per demeriti altrui (e che demeriti!) non basta. Che le sfide da affrontare saranno difficilissime. Che gli Italiani, benché salassati dalle tasse e angariati dai cattivi servizi, hanno capito quel che non si può dire in tv: questa sinistra sta facendo tabula rasa del nostro Paese, rendendolo terra di pascolo altrui da brucare fino alla desertificazione prossima ventura. Che non vogliamo trasformare questo paese in uno stato multietnico (non dico multiculturale, perché sarebbe troppo onore, visto che qua di cultura ce n'è poca). E nemmeno multiconfessionale. Che non vogliamo svegliarci coi minareti che svettano alti trenta metri sopra le nostre cattedrali e sentirci più vicini a Beirut e a Sarajevo, che a Roma o a Milano. Che non vogliamo i DICO, quale asse portante della società e della famiglia e che crediamo ancora nella forza della tradizione. Che respingiamo la Legge Amato-Ferrero pronta a fare ponti d'oro ad oves et boves, mentre vanno riducendosi i diritti per chi è nato qui, vissuto qui e discendente da genitori e avi nati a loro volta qui in Italia.

Che vorremmo una Magistratura non asservita agli interessi della sinistra, ma alla quale ogni cittadino può ricorrere senza paura che le si ritorca contro, in caso di necessità. Esempio pratico: se c'è da sgombrare un campo-nomadi, non deve arrivare l'avviso di garanzia al sindaco che si assume la responsabilità di farlo solo perché sente il dovere di amministrare correttamente la sua municipalità. Che vorremmo, parallelamente ad un'altra Italia, un'altra Europa. Non una corte di Strasburgo che offre diritti e garantismi agli affiliati ai gruppi terroristi, senze precise regole d'ingresso né doveri (si veda il caso della Procura di Varese). E senza potercene disfare spedendoli al loro paese, in forza dei cosiddetti Human Rights che ci legano le mani. Insomma, il lavoro è appena cominciato e non c'è tempo di crogiolarsi sugli allori. Ci sarà da combattere su parecchi fronti. Una raccomandazione a Fini: lasci perdere l'idea iniziale di concedere il voto agli immigrati.Gli Italiani non lo vogliono. Un'altra a Berlusconi : vada avanti nel costruire e a rafforzare il suo Partito, come polo d'aggregazione per chi ci sta, ma non si perda più nelle camarille con alleati irriconoscenti. Una terza, alla Lega: il federalismo non basta e la secessione nemmeno, se le regioni più ricche non saranno più controllabili dalle forze dell'ordine, a causa dei flussi migratori indiscriminati. Perciò, la vera battaglia sarà fermarli e prevenire nuovi arrivi. Vincere fa sempre bene, è vero. Ed è sempre un'ottima iniezione di fiducia. Però occorre andare avanti con coraggio, determinazione e costanza.

25 May 2007

Se i preti sono pedofili, i comunisti mangiano i bambini

Siamo alla guerra dei luoghi comuni e dei sillogismi più assurdi. Cui bisogna replicare con egual moneta, se si vuole sopravvivere. Altrimenti non c'è salvezza. L'operazione Santoro sulla pedofilia in Vaticano che andrà in onda, come promesso, giovedi prossimo, raggiunge due scopi: 1) dare fiato alle inchieste-bufala della BBC, già screditate in GB, quale risposta mediatica da parte di una tv biecamente sinistra, autoreferenziale e incapace di rinnovarsi, al Family Day; 2) rimuovere l'ostacolo del celibato dei preti cattolici, ultimo tabù rimasto presso le chiese protestanti, tra cui emerge la Chiesa anglicana, considerata una delle più secolarizzate.
Ma ne esiste un terzo, di cui sono fautori i soliti rosaripugnanti di casa nostra, che con ogni probabilità parteciperanno in studio, alla trasmissione di giovedì prossimo: legalizzare e rendere trasparente la pedofilia, come ha già tentato di fare Marco Cappato, dell'associazione Luca Coscioni ai microfoni del TG2, dove ha tenuto palesemente il bordone al Partito dei Pedofili Olandesi. La loro tesi è semplicemente aberrante: se certe cose accadono in convento e in Vaticano, liberalizziamole come si fa per droghe e spinelli. E allora otterremo così il nichilismo e lo sfascismo assoluto. Tanto peggio, tanto meglio. Oltreché, benitenso, aver raggiunto lo scopo supremo pannellian-comunista di disfarsi del Vaticano. Dio è morto, Marx è risorto. E' diventato gay, fa la lotta di sesso e mette la stella a 5 punte sulle cattedrali . Con buona pace per mons. Bagnasco, piantonato dalla scorta - unico caso in tutto il mondo di un religioso sotto scorta.
Per chi volesse saperne di più sul secondo obiettivo, rimando alla lettura de Il Foglio di mercoledi 23 maggio che fa esplicito riferimento al filosofo inglese Roger Scruton sul bigottismo wasp " Non sono i pedofili l'obiettivo della BBC, ma il celibato dei sacerdoti". Ovvero , come il secolarismo è ossessionato dal sesso e rinunciarvi è uno scandalo secondo le tesi di Scruton, il quale sostiene che la BBC sparge una cultura del nulla, mentre invece moraleggia sulla chiesa.

Ma torniamo alla Santoreide. Quello che più disgusta è che certi giornalisti abbiano la faccia di tolla di fare i martiri della repressione sulla libertà di stampa, quando trattasi invece di calunnia a mezzo stampa. Ma abbiamo o no il diritto, come telespettatori, di avere delle inchieste decenti, visto che la RAI sta in piedi coi denari del nostro canone? E perchè, la brava Milena Gabanelli (che pure è di sinistra) avrebbe rifiutato detto format della BBC, per il suo programma Report, per lasciarlo nelle mani di S.Michele da Sarno? Perché a differenza del suo collega non è una masaniella arruffapopolo e ha fiutato la bufala cosmica. E per giunta, già scaduta come una mozzarella di Battipaglia.
Non credo che guarderò Michele-Bellaciao. E nemmeno il lubrico Vauro con quell'espressione da satiro infoiato alla perenne ricerca di cose pecorecce con cui condire le sue vignette. Sempre arrogante con la Chiesa e i cristiani, ma supino e prono all'islam, come durante il caso delle vignette danesi nel 2005. Non alzò un dito - questo ciarlatano - per difendere i suoi colleghi danesi sotto Jihad per le caricature antiMaometto del Jylland Posten. Anzi, ipocritamente, difese pure il "sentimento religioso islamico", mentre questi satanassi davano alle fiamme le ambasciate danesi.
Resta da esaminare un interessante paradosso. E riguarda i temi dell'omosessualità e della famiglia. Il diffuso pregiudizio anticristiano vieta ai cattolici di dichiararsi solidali con le posizioni della chiesa su questi temi (si veda il caso Buttiglione a Strasburgo nel 2004). Nel frattempo si è accasato in Europa e in Italia un islam radicale e fanatico che sull'omosessualità dice, predica (e fa) cose orribili. Cose che la Chiesa non sostiene più da parecchio tempo. Ma i vari Michele-Bellaciao, i Vauro, l'Arcigay e l'Arcilesbiche, in compagnia di radicali, dei falcemartellati, verdi e postcomunisti, si voltano dall'altra parte e fingono di non sentire. Scherzi da "preti rossi" del relativismo etico e culturale.
Torniamo alla pedofilia. Essa può infiltrarsi anche in sagrestia (scusate la rima), come in tutti gli ambienti chiusi: collegi, scuole, luoghi i lavoro. Ne è piena perfino l'UNICEFe l'ONU, pensate un po'...Ma tutto questo accade perché l'umanità è un legno storto, non certo perché sia la chiesa e il Cristianesimo a predicarlo. Né, è una ragione evidente per tentarne la via della legalizzazione come osano fare i radicali, servendosi di cattive campagne di stampa e utilizzando i canali-tv dei Santoro-Bellaciao. E allora per rimanere ai luoghi comuni, se i preti sono TUTTI pedofili, i comunisti mangiano i bambini e i radicali glieli forniscono.

21 May 2007

La sicurezza degli Italiani secondo il pensiero Sottile


"E' un tragico errore della sinistra - dice Giuliano Amato, ministro degli Interni - pensare che il problema della sicurezza sia un problema dei ricchi, che hanno qualcosa da difendere. Accade esattamente l'inverso: è chi ha pochissimo da difendere, e che proprio per questo si difende ancora più aspramente, a chiedere maggior tutela. Ed è lui, quando non si sente difeso, a diventare più nemico di chi gli è più simile". Sottigliezze da vero Doktor Sottile. Ovvero Sottilanschauung. Impossibile non essere d'accordo.


Ma com'è - ora che si è capito che la sicurezza riguarda TUTTI i cittadini a prescindere da come votano - che Amato ha firmato una legge dove si abbrevia a 5 anni il percorso per ottenere la cittadinanza, dà diritto al voto attivo e passivo agli immigrati, prevede liste di collocamento all'estero, allunga i permessi di soggiorno con tante altre splendide "sorprese" all'interno del "pacchetto", tra le quali la possibilità di poter presentare liste di partiti a carattere etnico-confessionale come i sedicenti "partiti immigrati"?
Andiamo avanti... Più poliziotti, più carabinieri, più alloggi per gli immigrati, villaggi per i rom, evitare i quartieri e i rioni monoetnici, soldi per la videosorveglianza, delocalizzazione per le Chinatown e molto altro ancora, nella medicina del dott. Sottile. Non c'è che dire: è benintenzionato, il Ministro! Manca però la parola fatata, quella che permetterebbe a un politico di razza (brutta parolaccia) di pescare i voti a destra e a sinistra (categorie obsolete, rispetto alle nuove catastrofiche emergenze): NON FACCIAMONE ENTRARE PIU'! Chi lo dice (e lo fa) si becca i voti da una parte, come dall'altra, secondo il più elementare dei principi: PREVENIRE E' MEGLIO CHE REPRIMERE.


In caso contrario, ci si ridurrà alla schizofrenia di Zapatero: ingresso di 700.000 immigrati prima delle elezioni del 2004. Poi una volta eletto, spara (o fa sparare) ai clandestini dalle enclaves spagnole di Ceuta e Melillo, situate sulla costa settentrionale del Marocco. Carote e fucilate. Non era meglio dire NO da subito? Ovviamente, di questo cortocircuito i mass-media, complici, tacciono. Lodi sperticate, invece, per le "buone intenzioni" del dott. Sottile. A cominciare dal Corriere della Sera. Ah, già, dimenticavo: siamo in campagna elettorale.

17 May 2007

Pannella, finale di partita

Per un momento nella vita fummo tutti radicali. Alzi la mano chi non ha mai firmato un referendum o che non sia andato a votarlo. La modernizzazione della società italiana uscita dal dopoguerra, un po' contadina, un po' bigotta, un po' ottusamente provinciale, è passata anche dai radicali e da Pannella, il quale si assunse il ruolo di grande "liberalizzatore" in materia di diritti civili. A differenza di Zapatero, però il fu Pannella era stato uno strenuo anticomunista. Ragion per cui, ai tempi della Prima Repubblica, in mancanza di un partito anti-DC e anti-PCI, votai radicale per parecchie volte. Ora però molte cose sono cambiate.
Molti personaggi di quel partito si sono dati alla macchia, forse per mettersi in salvo dalla pervasiva giogioneria pannellesca. Massimo Teodori, milita nelle file del centrodestra ed è il famoso docente americanista che sappiamo. Taradash e Della Vedova sono dei liberisti attenti al mercato vicini a FI, sicché a schierarsi con la compagine veterocomunista e assistenzialista, dei rifondaroli, pidiccini e diessini manco ci pensano. Angelo Panebianco è il lucido e attento politologo del Corriere che tutti conosciamo come battitore libero. Eugenia Roccella, figlia di quel Franco Roccella co-fondatore del partito Radicale, è stata l'organizzatrice del Family Day. Angelo Pezzana (FUORI, prima associazione omesessuale in Italia, federata ai radicali) oltre a essere cronista su Libero per il MO, segue le orme di Pim Fortuyn d' ispirazione "neoconservative". Che succede? Perché i radicali hanno perduto tanti pezzi?

Succede che Pannella non ha saputo rinnovarsi e che di fronte alle sfide del mondo attuale (fondamentalismo islamico, terrorismo, nichilismo e deriva relativista) sbaglia il bersaglio e se la piglia col Vaticano - forse perché aspira egli stesso a diventare Papa Laico. Esattamente come fece il PCI del dopoguerra. Esattamente come continuano a fare i rifondaroli, i verdi e il PdCI con l'America, la quale viene considerata all'origine di tutti i mali. La sinistra (estremista e non) ha sempre bisogno di un nemico. Confliggo ergo sum, è il suo motto. E il nuovo (si fa per dire) nemico è la Chiesa, dove la lotta di classe si trasforma in aspro scontro fra morale "rossa" e morale "bianca". Ecco perché è ricomparso pure il simbolo della stella a Cinque punte delle BR proprio sulle cattedrali.

Lo si è visto il 12 maggio scorso a Piazza Navona, Marco Pannella, fingere di fare il barricadero don Chisciotte anche adesso che il suo partito è al governo con i socialisti, insieme a Prodi. E in questa sua nuova Breccia di Porta Pia di un redivivo XX Settembre, di cui lui è sgangherato bersagliere che manca il bersaglio, si trascina dietro, proprio quei "compagni comunisti" da lui tanto avversati in passato. Non mi piace maramaldeggiare coi perdenti (seppur governativi) fatti di quattro gatti, ma l'insuccesso se lo meritano proprio, tenuto conto che anche dopo il 13 giugno 2005 (debacle del referendum sulla fecondazione assistita), i radicali si sono ostinati a non prendere atto che oggi la storia va in tutt'altra direzione. Che il popolo italiano, ha subito lo sfascio e lo sconquasso di quella famiglia, il cui referendum per il divorzio, abbiamo tutti entusiasticamente firmato e che vide il suo trionfo il 12 maggio del 1975. Ma che proprio per questo, non potevano essere in piazza con lui a celebrarne la morte, ma dovevano per forza cercare di rabberciarne i pezzi a Piazza S.Giovanni - quel santo che non fa inganni. Che cercare la morte per eutanasia, in un'epoca che è già fatta di morte e di nichilismo (la shahada dei kamikaze) non è la migliore delle idee. E se proprio Pannella sta digiunando contro la pena di morte (l'ennesimo digiuno ricattatorio), ebbene, allora dovrebbe cominciare a mostrarsi minimamente coerente coi principi intrinseci alla vita stessa. Ma come ha scritto l'intelligente Ferrara, "la manipolazione è l'essenza stessa del laicismo". Perciò Pannella manipola, bara, briga, ma tira dritto per la sua strada.

Pannella, finale di partita. Come quei personaggio beckettiani che mimano una partita impossibile e invisibile, con un nemico inafferabile, rincorrendo una palla che non c'è. Troppo innamorato di sé stesso per cambiare gioco, squadra e obiettivi. Ma soprattutto, per comprendere da che parte tira il vento della storia.
Pannella, ovvero, squadra che perde non si cambia. Un raro esempio di masochismo politico senza via di scampo.