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08 January 2017

Populismo xenofobo?







Prima ascoltate il video di Sgarbi. Poi commentate. Sgarbi si comporta forse come i matti letterari di Zavattini che però dicono sempre la Verità. O come diceva Zavattini, la Veritaaaà. E' chiaro che un giorno o l'altro gli metteranno la camicia di forza, ma intanto le canta chiare. Trump non si è ancora insediato, nessuno l'ha ancora visto al lavoro che già è scattato il passaparola nello show-biz e ci sarà il fuggi-fuggi al suo invito  ad alcuni artisti di esibirsi alla sua cerimonia di insediamento. Curioso che nei confronti di criminali di guerra come la Clinton e Obama,  la cordata dei cantanti e attori fosse tutta solidale nell'accettare di tenere concerti e performance varie senza aver nulla da eccepire circa le loro politiche. Mi piacerebbe sapere perché non aspettano nemmeno un mese dall'insediamento  del nuovo presidente eletto, che già scattano le "lettere scarlatte" di "populismo xenofobo", lanciate dai ragazzini del trio Il Volo, che con ogni probabilità sono stati consigliati da un loro agente e che come dice lo stesso Sgarbi, non sanno nemmeno che significa.  
Il termine  populismo nasce come traduzione di una parola russa народничество la cui translitterazione è narodničestvo. Il movimento populista è stato infatti un movimento politico e intellettuale della Russia della seconda metà del XIX secolo, caratterizzato da idee socialisteggianti e comunitarismo rurale che gli aderenti ritenevano legate alla tradizione delle campagne russeSentite che ne dice la Treccani, senza, ovviamente, prenderlo per oro colato, tenuto conto che alla Treccani si è insediato anche Giuliano Amato: 

"Atteggiamento ideologico che, sulla base di princìpi e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all'Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall'economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione.".

Migliore la definizione di "populismo" data dal dizionario Garzanti:
L'atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende all'elevamento delle classi più povere, senza riferimento a una specifica forma di socialismo e a una precisa impostazione dottrinale 

Ovviamente il termine muta di significato a seconda delle epoche storiche e della formazione di nuovi gruppi politici. Allo stesso modo il termine può essere considerato legato al Partito del Popolo, un partito statunitense fondato nel 1892 al fine di portare avanti le istanze dei contadini del Midwest e del Sud, le quali si ponevano in conflitto con le pretese delle grandi concentrazioni politiche industriali e finanziarie, e anch'esso caratterizzato da una visione romantica del popolo e delle sue esigenze.  Un Partito del Popolo (Populist o People's party) venne fondato nel 1891 negli Stati Uniti da gruppi di operai e agricoltori che si battevano per la libera coniazione dell'argento, la nazionalizzazione dei mezzi di comunicazione, la limitazione nell'emissione di azioni, l'introduzione di tasse di successione adeguate e l'elezione di presidente, vicepresidente e senatori con un voto popolare diretto.

Quanto alla xenofobia e all'aggettivo "xenofobo" meriterebbe un altro post, ma per ora mi limito a dire che xenofobia ("paura dello straniero"; composto da ξένος, xenos, "straniero" e φόβος, phobos, "paura") è un'avversione generica, di varia intensità, verso gli stranieri e ciò che è straniero, o che viene percepito come tale. Ma aver paura non è reato. E date le proporzioni del fenomeno migratorio, mi pare più che giusto e legittimo "aver paura".

Paura di perdere il controllo del nostro territorio e di subire furti, scippi, rapine, stupri. Paura di venire sostituiti attraverso l'arma della demografia. Paura di perdere identità, cultura, tradizioni, religione, usi e costumi nostri per dover subire in modo coercitivo quelli degli invasori. Da ultimo, finché c'è "paura", c'è anche la possibilità che esista in risposta di ciò, un sano istinto di conservazione. Perciò, la paura dello straniero non è reato. 

Oggi quando si è a corto di argomenti, vengono dai media, giudicati con disprezzo "populisti" (e magari xenofobi) quei partiti che: 

  • cercano di porre freni alla globalizzazione
  • vorrebbero far rientrare in patria assetti industriali che sono stati delocalizzati
  • vorrebbero battere moneta sovrana
  • vorrebbero porre un freno all'immigrazione
  • si oppongono alla dittatura della Ue.
  • lottano per il ripristino della sovranità nazionale
Non credo pertanto che i tre cantantini che compongono il trio tenorile Il Volo, siano al corrente di tutte le implicazioni storiche, politiche e semantiche della parola "populismo" e sue successive estensioni di significato. E nemmeno Andrea Bocelli che pur conoscendo Trump si è rifiutato di cantare nel timore di veder diminuire la sua popolarità. Bene farebbero perciò a  limitarsi a fare "gli artisti" e a non preoccuparsi di fare lo screening politico-ideologico a  chi li invita a cantare. Dopotutto sono pagati per questo. E pagati bene.